La melanzana OGM indiana

Maggio 4th, 2013
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Il dibattito sulle melanzane Bt indiane è ad un punto di svolta ed a breve sono attese decisioni governative.

Science coglie l’attimo e usando il suo direttore scientifico come moderatore fa confrontare due diverse tesi di due scienziati indiani contrario e favorevole all’introduzione della melanzana Bt

Leggi Scientists Clash Swords Over Future Of GM Food Crops in India

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Nature: un numero sugli OGM

Maggio 2nd, 2013
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L’editoriale
http://www.nature.com/news/fields-of-gold-1.12897?WT.ec_id=NATURE-20130502

Un sommario di tutti gli articoli pubblicati
http://www.nature.com/news/plant-biotechnology-tarnished-promise-1.12894

Miti e dicerie, come quella dei suicidi dei contadini indiani
http://www.nature.com/news/case-studies-a-hard-look-at-gm-crops-1.12907

Quanto siano necessari alcuni OGM per l’Africa
http://www.nature.com/nature/journal/v497/n7447/full/497031a.html

La via cinese agli OGM ed alla tutela dell’ambiente
http://www.nature.com/nature/journal/v497/n7447/full/497033a.html

Nuovi OGM o artifici della comunicazione
http://www.nature.com/news/transgenics-a-new-breed-1.12887

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Aflatossine: problema irrisolto

Marzo 19th, 2013
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Nuovi interventi sul tema dello smaltimento del raccolto 2012 sul Fatto alimentare : Troppe micotossine nel mais, il problema riguarda diversi Paesi tra cui l’Italia e prescinde dall’origine della materia prima e da parte di  Vincenzo Cappellini: Parliamo di Aflatossine nei cereali

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Perché lavorare sugli OGM è più sicuro che affidarsi alla Dea Natura

Marzo 11th, 2013
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soffioneStefania Masci, Professore alla Tuscia, ha recentemente pubblicato un articolo scientifico di grande interesse. I lettori di salmone conoscono il suo nome per averlo letto più volte mentre scorreva il banner che ringrazia chi ha sostenuto salmone nell’ultimo anno.
Nell’articolo, che Stefania commenta qui sotto, si dimostra quanto sia accurata la ricerca sugli OGM, in questo caso frumento. Si dimostra anche che la variabilità naturale, ed anche la tanto declamata Biodiversità consono sinonimo di sicurezza per la salute, ma bisogna fare ricerca con gli occhi aperti ed il cervello connesso.

E’ stato pubblicato sul numero 80 del Journal of Proteomics (pagine 281-291) il lavoro dal titolo: “How much does transgenesis affect wheat allergenicity? Assessment in two GM lines over-expressing endogenous genes”. Gli autori sono Roberta Lupi, Stefania Masci, Domenico Lafiandra, dell’Università della Tuscia, Corrado Rizzi dell’Università di Verona, Marco De Carli della Azienza Ospedaliera Santa Maria della Misericordia di Udine, insieme ai colleghi francesi Sandra Denery-Papini, Colette Larré ed Helene Rogniaux dell’INRA di Nantes e a Denise Moneret-Vautrin del Centro Ospedaliero J. Monnet di Epinal.
Il frumento fa parte dei cosiddetti “big eight allergens”, insieme a soia, uova, latte, pesce, molluschi bivalvi, nocciole e arachidi, ovvero gli alimenti che più spesso sono responsabili di allergie alimentari e, per alcuni di essi, anche respiratorie. Si stima che tra lo 0.1 e lo 0.4 % della popolazione mondiale sia allergica alle proteine presenti negli sfarinati a base di frumento, peraltro fondamentali, dato che si deve loro gran parte delle proprietà tecnologiche e nutrizionali di pasta, pane, biscotti e di tutti gli altri numerosi prodotti derivati dal frumento.
La possibilità di sviluppo di allergie è una delle maggiori preoccupazioni riguardo agli alimenti contenenti OGM, per cui, sebbene non vi siano frumenti GM commerciali al momento, ve ne sono numerosi realizzati nei laboratori, ad esclusivo scopo di ricerca, ma non è escluso che frumenti GM possano essere commercializzati nei prossimi anni. Allo scopo perciò di verificare se vi fosse una differenza nel livello di espressione delle proteine allergeniche in linee di frumento GM disponibili nei laboratori che hanno condotto la ricerca in questione, sono state messe a confronto due linee di frumento transgeniche con i relativi genotipi non GM, corrispondenti alle varietà di frumento duro Svevo e di frumento tenero Bobwhite.
La novità di questo lavoro risiede soprattutto nell’uso dei sieri di pazienti allergici al frumento (bambini e adulti, con allergia di tipo respiratorio o alimentare), che hanno permesso di misurare la quantità di proteine immunogeniche estratte dagli sfarinati mediante test ELISA e di effettuare delle analisi dettagliate di proteomica che hanno portato all’identificazione delle proteine immunogeniche stesse.
I risultati ottenuti da tale confronto hanno indicato che non esistono differenze sostanziali tra i genotipi GM e le varietà commerciali, e che fondamentalmente esiste un’enorme variabilità tra gli individui allergici, sia verso le varietà commerciali che verso i genotipi GM.
Sono state osservate, infatti, diverse combinazioni di situazioni: due proteine immunogeniche sono state rilevate solo in una linea GM, ma non nella varietà coltivata corrispondente. E’ stata riscontrata però anche la situazione opposta, ovvero è stata osservata la presenza di specifiche proteine immunogeniche nella varietà coltivata, risultate invece assenti nella corrispondente linea GM.
Inoltre, è stata rilevata un’estrema variabilità di risposta tra i diversi pazienti, sia nel numero, che nel tipo di proteine immunogeniche presenti, nonché della quantità delle singole proteine. I saggi ELISA infatti hanno mostrato che, dei 18 sieri testati, dieci non presentavano nessuna differenza a livello quantitativo nella reattività verso le frazioni proteiche estratte dalle due linee GM e dalle rispettive varietà coltivate. Degli otto sieri rimanenti, cinque mostravano una maggiore reattività solo verso la linea GM di frumento duro, ma non di tenero. I due restanti sieri mostravano una maggiore quantità di IgE contro le proteine presenti nella varietà di frumento tenero e non nella corrispondente linea GM, mentre un altro siero mostrava una reattività leggermente superiore contro la linea di frumento tenero GM rispetto alla varietà coltivata corrispondente.
L’analisi proteomica ha mostrato che tutte le proteine identificate corrispondevano ad allergeni già noti.
Insomma, le differenze tra GM e non GM sembrano paragonabili, se non addirittura inferiori, a quelle osservate tra le cultivar commerciali Svevo e Bobwhite, per quanto riguarda la quantità e il tipo di proteine immunogeniche.
In conclusione, questi risultati hanno confermato che la transgenesi è solo uno dei fattori che devono essere valutati in relazione alle allergie. Infatti, per alcuni dei pazienti presi in esame, la linea GM è risultata addirittura contenente meno proteine coinvolte nelle allergie, rispetto alla corrispondente varietà commerciale, quindi non GM, mentre per altri casi è stata riscontrata la situazione opposta.
Questo dimostra come non sia possibile prevedere o generalizzare l’effetto della transgenesi sulle allergie, e che ogni situazione andrebbe analizzata singolarmente, non solo nel caso degli OGM, ma anche delle varietà commerciali, quando queste siano già note per essere allergeniche.

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Il candidato alle elezioni politiche Catania scrive a Clini

Gennaio 31st, 2013
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clausola-o-non-clausolaOgm: Catania a Clini, valutare clausola di salvaguardia Italia

Il ministro per le Politiche agricole e alimentari, Mario Catania, “ha chiesto formalmente al responsabile dell’ambiente Corrado Clini, essendo il ministro che ha le maggiori competenze in materia, di guardare concretamente alla prospettiva di una clausola di salvaguardia per la coltivazione di Ogm in Italia”. Nel contempo ha chiesto alle sue strutture “di lavorare su un dossier tecnico che esamini questa possibilità”. Catania, interrogato sul dossier Ogm a Bruxelles in margine al consiglio dei ministri dell’Agricoltura e della pesca, ha affermayo “di non ritenere, personalmente, che al sistema economico agroalimentare italiano giovino gli Ogm, anzi tutt’altro. I consumatori poi - ha detto - non li percepiscono positivamente. Detto questo, se si volesse effettivamente arrivare all’introduzione in Italia di coltivazioni Ogm sul territorio - ha spiegato - è assolutamente necessario che ci sia un quadro giuridico di garanzia per chi gli Ogm non li fa e vuole continuare a fare agricoltura tradizionale o biologica”. Sull’iniziativa avviata Catania “non tira nessuna conclusione, ma ritiene che in questa fase, considerato una somma di fattori in campo, ci siano le condizioni per prendere seriamente in considerazione” l’introduzione di una clausola di salvaguardia, prima di tutto sul piano tecnico e poi sul piano politico. “E lì - ha concluso - non spetta solo a me pronunciarmi in quanto siamo in diversi a dover decidere, a partire da Clini stesso”. (ANSA).

martedì, 29 gennaio 2013, 10:26

http://www.conipiediperterra.com/ogm-catania-a-clini-valutare-clausola-di-salvaguardia-italia-0129.html

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Le rubriche di Salmone

Antonio Pascale

Destra e sinistra sconfitte da un bufala

I prodotti made in Italy mettono in crisi molti luoghi…