Lo schiaffo del soldato giocato al buio

Ottobre 2nd, 2014
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vignetta Quando, come nell’annata 2013, piove troppo in primavera e si semina tardi, il raccolto è scarso (ed è pieno di fumonisine).
Quando, come nel 2014 invece, il raccolto è buono perché piove in estate, i prezzi calano andando sotto i costi di produzione.

Anche la CIA se ne accorge e si rende conto che mais e soia OGM vengono pagati uguali al nostro mais (in realtà viene pagato di più il mais estero), ma usando OGM si hanno minori costi di produzione.
Intanto gli schiaffoni li prendono sempre gli stessi.

Leggi “Crollo dei prezzi di soia e mais

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OGM da animali

Agosto 27th, 2014
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Alberto Guidorzi ci fa una rassegna della letteratura scientifica disponibile che tratta della ricerca di transgeni in animali nutriti con OGM.

Ci possono essere degli OGM nei prodotti di origine animale?

In questa forma la domanda non ha senso: un OGM è un organismo, e, in questo, caso specifico una pianta geneticamente modificata (PGM). Come tutti sanno, non c’è nessuna pianta nel latte o nella carne, anche se l’animale che ha prodotto le piante ha mangiato delle piante.

L’unica questione pertinente per il consumatore è:  c’è qualche differenza per il consumo umano di un prodotto alimentare derivato da un animale che si è nutrito con alimenti derivati ​​da colture biotecnologiche (soia, mais o colza) e un alimento equivalente derivato da animali allevati con mangimi ottenuti da piante che definiremo convenzionali, cioè non modificate geneticamente nel senso che qui è dato al termine?

Va tenuto presente che l’intero processo di selezione di una linea di PGM, fino alla sua autorizzazione di messa sul mercato, si confronta ad ogni generazione con una linea convenzionale ben conosciuta, con inclusa la valutazione della sua equivalenza in termini di qualità nutrizionale e tossicologica. Se, dunque, il cibo (PGM e convenzionale) sono equivalenti, è quindi molto improbabile che il consumo di alimenti di origine animale derivati da ​​PGM abbia diverse qualità nutrizionali. Infatti, ci sono più di 100 studi nutrizionali su animali d’allevamento che concludono tutti con il non esserci differenza di effetti dei derivati delle ​​PGM rispetto agli alimenti derivati da piante tradizionali di riferimento.
Leggi l’ articolo di rassegna di Gerhard Flachowsky (marzo 2007)

Tuttavia, esistono differenze riscontrabili analiticamente tra PGM e piante convenzionali. Le differenze sono: 1 o 2 geni esogeni (questo DNA è chiamato transgene) che permettono alla pianta di sintetizzare 1 o 2 proteine supplementari. Si ricordi che una pianta ha in media altri 30.000 geni circa).

Altro dato importante da considerare è che il DNA è uno tra i composti normali di un alimento (un uomo consuma tra 0,1 e 1 g di DNA al giorno, una vacca 40-60 g). In questa operazione, il transgene di PGM è pari a circa 0,005% del DNA alimentare totale, ammesso che i soggetti consumino il 50% di PGM nella dieta).

Questo DNA transgenico, o la proteina corrispondente, rappresentano l’unica possibilità di differenziare un alimento vegetale ottenuto da PGM, da un alimento derivato ​​da piante convenzionali. Dunque per differenziare un animale alimentato con PGM da un’ altro non così alimentato, occorre che sia possibile individuare il transgene della PGM, o la proteina corrispondente. Ma gli animali, come l’uomo, degradano il DNA, che è una proteina esso stesso, e tutte le proteine ​​alimentari.

Tuttavia, c’è da chiedersi, sapendo che ora abbiamo metodi di rilevamento estremamente sensibili, si possono comunque rilevare le tracce di questo DNA (o proteine) trangenico negli animali nutriti PGM e dopo la digestione?
Generalmente, la risposta è no.

La digestione del DNA e delle proteine ​​viene avviata nello stomaco (nel rumine nel caso dei ruminanti) e continua nelle varie parti dell’intestino. Una frazione di un frammento di DNA digerito può attraversare la barriera intestinale, ma poi continua ad essere digerito fino alla sua completa scomparsa.
Ecco un paper di Alexander TW et al (2007), una  Sintesi  in lingua francese e il parere dell’EFSA in breve e in dettaglio

I risultati più recenti riguardanti latte .
° Uno studio condotto da Agodi et al. (2006) ha rilevato piccoli frammenti di tale DNA nel latte di vacca, ma questo è stato interpretato dagli autori come presenza di contaminanti esterni durante la raccolta del latte (contaminanti che provengono da alimenti derivati ​​da PGM o da batteri contenente naturalmente questo gene).
° Uno studio Tudisco et al. (2010) riporta il rilevamento di un frammento di transgene di soia nel sangue e latte sulla capre, nonché in diversi organi di capretti alimentati solo con latte materno, ciò è a priori molto sorprendente, infatti, contenendo il latte materno solo tracce transgene, è molto strano che se ne sia trovata traccia nel capretto …).
° Un terso studio Guertler et al. (2009)  non ha trovato né il DNA transgenico di un mais resistente agli insetti, né la proteina insetticida, in nessuno dei campioni analizzati di latte vaccino. Lo stesso gruppo ha confermato nel 2010  non aver trovato transgeni nel latte, nel sangue e nell’urina di vacche alimentate per 25 mesi con mais OGM Bt.  Leggere anche.
 
I risultati più recenti riguardanti il sangue .
Paul et al. (2008) non ha rilevato la proteina insetticida in mais resistente agli insetti nel sangue di vacche.  Allo stesso modo Bertheau et al. (2009) non ha rilevato la proteina o il DNA transgenico. Circa i lavori dell’ INRA: leggere.
 
In conclusione: non esiste attualmente alcun metodo di rilevazione di routine, affidabile e a posteriori ,  che permetta di controllare l’esattezza delle dichiarazioni di marketing (comprese quelle delle catene di grande distribuzione come Carrefour, Auchan o COOP che fanno dell’annucio “liberi da OGM” un richiamo propagandistico) circa l’assoluta non presenza di OGM in alimenti di origine animale dichiarati assolutamente OGM-free. Si tratta quindi di dichiarazioni non supportate da dati obiettivi di analisi di post-controllo e pertanto destituiti di veridicità assoluta per il semplice fatto che in Europa si importa mais e soprattutto soia OGM in grandi quantità e soprattutto crescenti. Ci si deve fidare della lealtà,ma….

Allo stato delle conoscenze questa conclusione può essere estesa ad altri animali.

° Nei polli Rehout et al. (2008) riportano l’individuazione in tre campioni di fegato di transgene di soia ( ma non di mais). Tuttavia non si è potuto confermare la cosa con la ripetizione dell’esperimento. Swiatkiewicz et al. 2010 non ha rilevato frammenti di transgeni nel sangue e negli organi interni di polli
° Nei conigli non è stato possibile evidenziare frammenti di DNA (salvo casi particolari).
° Nei pesci, alcuni studi, ma non tutti, hanno trovato tracce di piccoli frammenti di transgeni di PGM che hanno oltrepassato la barriera intestinale, ma la loro presenza non è stata riscontrata durare.

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L’innovazione mancata porta i prevedibili disastri

Aprile 1st, 2014
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Ancora un intervento di Giordano Veronesi che descrive la situazione mangimistica nazionale con le solite carenze di innovazione e qualità dei prodotti nazionali.
Leggi Su i mangimi pesano i rincari di mais e soia

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La farina del sacco sbagliato

Febbraio 22nd, 2013
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imgres1L’enorme mercato delle farine animali non si era mai fermato nonostante l’indice puntato su di loro da 12 anni (in Italia), da almeno 20 nel Regno Unito e da oltre 30 sui giornali scientifici di tutto il mondo. Ora prendono nuovo vigore con delle liberalizzazioni progressive ben illustrate da Alberto Guidorzi. Certo viene da pensare che al posto di preoccuparsi di OGM sicuri potrebbero preoccuparsi dei rischi veri dell’uso di farine animali… Ed invece non sorprende nemmeno il gioco delle tre carte dei deputati francesi che votano, si pentono, criticano ed approvano allo stesso tempo.

Ma inutile ragionare sui retroscena: prendiamoli in parola e aiutiamoli nella loro battaglia. Josè Bovè vuole che si etichettino le carni di animali nutriti con farine animali: pienamente d’accordo! siamo pronti a lanciare una raccolta di firme. Solo aggiungerei che vorrei la stessa etichetta sulle PIANTE NUTRITE CON FARINE ANIMALI (per i pochi che ancora non lo sapessero stiamo parlando di una cospicua parte delle produzioni biologiche), ed allora lì forse ci perderemmo la zavorra delle signore e dei signori eurodeputati francesi.

Leggi farine animali e Soia OGM nei mangimi

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La decrescita diventa dipendenza economica e culturale

Febbraio 4th, 2013
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Spietratura di campi agricoli
Siamo al tramonto dell’indipendenza alimentare italiana visibile in tutti i suoi aspetti. Tra poco i transalpini (o i cinesi) compreranno a poco prezzo anche il marchio Made in Italy. Per fare un agricoltura con gli OGM servono investimenti economici e culturali, ma ne servono molti di più per essere una economia OGM-free. Stiamo diventando solo un Paese Italia-free.

Record deficit con l’estero per il mais italiano

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Le rubriche di Salmone

Luca Simonetti

Slow Food. Cattivo, sporco e sbagliato

Petrini aggiorna il suo manifesto, “Buono, pulito e giusto”. Qualche…