Cetrioli killer

30 Mag 2011
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Da giorni i media lanciano allarmi per una serie di morti sospette in Germania causate dal noto patogeno E. coli, ospite abituale del nostro intestino nella sua forma non-patogena.
L’allarme è ora legato al consumo di cetrioli, forse freschi. Non ci sarebbe nessuna ragione allo stato per occuparsi di questa nuova emergenza alimentare-sanitaria se non il retropensiero di chiedersi e cercare di sapere che tipo di agricoltura ha prodotto tali cetrioli, che fertilizzanti sono stati impiegati e che tipo di gestione hanno avuto queste produzioni orticole. Una vicenda da seguire nel tempo.

leggi l’articulo sul Corriere della Sera riguardo la contaminazione da E. Coli.

17 commenti al post: “Cetrioli killer”

  1. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    @ Roberto

    Il Corrire della Sera cartaceo di ieri nell’articolo a pag. 24 dice espressamente:

    “In Spagna, il ministro della sanità Leire Pujin, avverte che la contaminazione potrebbe essere avvenuta lungo il percorso, dai CAMPI BIOLOGICI di Almeria e Malaga, dove si trova l’azienda produttrice e quelle che commercializzano i cetrioli all’estero……”

    E’ per questo che sul blog apposito di Bressanini ho ribadito la mia idea fissa che chi produce biologico dovrebbe essere imposto obbligatoriamente di avere un allevamento in azienda e prodursi il letame in proprio in modo che sia ben maturo (nozione questa totalmente andata i disuso, ma che mantiene validità scientifica). Solo che molti agricoltori biologici di andare in stalla non ne vogliona sapere e gli enti di certificazione si guardano bene dall’imporlo (se fossero seri lo dovrebbero fare) per paura di perdere clienti (sui quali comportarsi come dei veri Ghino di Tacco).

    In mancanza di ciò il rischio per il consumatore, che ricordiamoci ha diritto a ricevere prodotti secondo le sue aspettative perchè si sobbarca di pagarli molto cari, di ricevere cibi più o meno contaminati rimane sempre in quanto il produttore accetta di gettare nel suo terreno detriti organici di tutte le nature, basta che non costino molto, viste le ristrettezze di bilancio in cui opera.

    Mi piacerebbe che un consumatore di bio assistesse allo spargimento delle sostanze organiche sui campi biologici, specialmente quando spargono rifiuti della macellazione e far notare loro che sono gli stessi che hanno provocato la “Vacca pazza”. Quel consumatore dopo una visita del genere non si avvicina più al banco del biologico perr tutta la vita!

  2. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Le parole di Alberto confermano i miei sospetti. Al sito http://ecdc.europa.eu/en/publications/Publications/Forms/ECDC_DispForm.aspx?ID=681 del Centro Europeo di controllo e prevenzione delle malattie vi potete scaricare le 4 pagine riguardanti la notizia.
    Ancora nulla appare finora sui metodi di coltivazione, ma ci auguriamo che si parli anche di questi aspetti che vengono taciuti al grande pubblico pr non far sapere dettagli scomodi.

  3. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Questi siti sostengono che si tratta di cetrioli da agricoltura biologica,

    http://altrimondi.gazzetta.it/2011/05/30042011-ma-davvero-dobbiamo-a.html
    http://www.newnotizie.it/2011/05/28/allarme-cetrioli-contaminati-sei-vittime-in-germania/
    http://www.notizieitaliane.it/2011/05/29/cetrioli-contaminati-sette-morti-in-germania-paura-per-il-virus-in-italia/
    http://www.net1news.org/batterio-ehec-cetrioli-spagnoli-e-olandesi-nel-mirino.html

    ma gli spagnoli sospettano che si tratti di un inquinamento avvenuto lungo la filiera distributiva.
    Speriamo che ci si capisca qualcosa a breve.

  4. roberto defezNo Gravatar scrive:

    e questi sono i siti spagnoli che legano cetrioli (pepinos) anche da agricoltura biologica:

    http://www.lagranepoca.com/bacteria-intestinal-que-ataca-a-europa-vendr%C3%ADa-de-pepinos-biológicos-de-españa-y-holanda

    http://www.que.es/ultimas-noticias/sociedad/201105270411-alerta-alimentaria-unos-pepinos-bio-abc.html

    http://www.elcorreo.com/vizcaya/20110527/mas-actualidad/sociedad/pepinos-espanoles-alemania-201105271030.html

    http://foro.hispavida.com/showthread.php/227-Alerta-alimentaria-en-la-UE-por-unos-pepinos-«bio»-españoles-…-ABC.es

  5. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    @ Roberto

    Anche in questo link parlano di coltivazioni bio di cetrioli

    http://www.agriculture-environnement.fr/spip.php?article741

  6. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Ne ho parlato col responsabile Europeo delle analisi su Escherichia coli, Alfredo Caprioli.

    Non sembra più così sicuro che i colpevoli siano i cetrioli spagnoli da agricoltura biologica. In effetti vi hanno trovato E. coli, ma non il ceppo incriminato.
    http://www.corriere.it/salute/nutrizione/11_maggio_31/batterio-killer-spagna_9c5eb4f2-8b6d-11e0-93d0-5db6d859c804.shtml

    Questo significa che non si sa quale sia la vera sorgente della nuova variante patogena di E. coli, non si sa se sia una infezione alimentare (di latte, carne verdura o altro) o derivante dall’acqua o altro. Si stima che stia facendo l’1% di morti rispetto agli infettati, colpisce quasi solo gli adulti e le donne.
    Unico consiglio lavare, lavare, lavare e non usare altro che acqua.

  7. PieroNo Gravatar scrive:

    La vicenda “cetrioli” ha rivelato aspetti secondari interessanti.
    La trasmissione Isoradio della mattina di lunedì 30, ha dedicato ampio spazio all’argomento spezzando più di una lancia a favore delle produzioni “a km zero” che metterebbero al riparo da tutti i rischi. Stefano Masini, responsabile consumi di Coldiretti, intervistato dalla conduttrice, è stato al gioco e ha confermato l’assunto consigliando di acquistare nei mercatini sottocasa.
    Lo stesso giorno, sulla carta stampata, si poteva leggere di un intervento della Coldiretti molto preoccupata perché “la Germania è il primo mercato di sbocco delle esportazioni italiane di verdure e legumi freschi per un valore di 460 milioni di euro ora messi a rischio ingiustamente dal panico che si è diffuso fra i cittadini tedeschi”; a seguire: “L’emergenza si è rapidamente diffusa in tutta Europa, dove si sta diffondendo una psicosi nei consumi dell’ortofrutta che nel 2010 è diventato il prodotto agroalimentare più esportato dall’Italia all’estero per un valore complessivo di 4,1 miliardi, superiore a quello del vino”.
    Interessante, no?

  8. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Molto interessante. Una chiarezza di linea strategica che fa invidia

  9. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Cari,
    come sembra oramai chiaro non si sa quale sia l’origine della nuova contaminazione e quindi tutti i terrorismi psicologici sono autorizzati. Difatti stanno cominciando a lanciare allarmi su tutte le possibili produzioni, ad esempio latte, carni ed insaccati. Ma perchè non l’acqua di una falda inquinata? Speriamo che vadano a fondo alla vicenda e cerchino davvero la sorgente.
    Resta imbarazzante la strategia di Coldiretti dei Km zero per noi, ma non per le nostre esportazioni. Quando si agisce da squali in questo modo non deve sorprendere se poi i tedeschi per ritorsione faranno il pelo ed il contropelo alle nostre esportazioni e ci troveranno di tutto. Non scordate che nei cetrioli (innocenti) spagnoli avevano trovato davvero ceppi di Escherichia coli, solo che non erano i ceppi patogeni, quindi comunque buoni per lanciare scandali e diffamazioni.

  10. roberto defezNo Gravatar scrive:

    http://www.corriere.it/salute/11_giugno_02/batterio-killer-russia-blocco_dfdf4286-8ce0-11e0-8b49-ca4aa220e493.shtml

    Ecco le ritorsioni: la Russia blocca tutte le importazioni di verdure dall’EU, e se Brusseles non si sveglia tra poco toccherà a carne e latte.

  11. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Si parla di nuovo di letame usato come fertilizzante. http://www.corriere.it/salute/11_giugno_02/batterio-oms-allerta-tossica_81fe1900-8d1a-11e0-8b49-ca4aa220e493.shtml

    Intanto è stato sequenziato il ceppo batterico ed è stata trovata una elevata similitudine con un ceppo originante dalla Republica centro Africana. Oramai è la prima notizia sui giornali on line e non si calmerà fino a quando non si capirà quale sia il focolaio e la fonte.

  12. PieroNo Gravatar scrive:

    Penso che siamo d’accordo, nessuno si sogna di negare il diritto della Coldiretti a difendere i suoi associati. Il problema sorge, caso mai, quando si cade nel difetto, molto diffuso, di trattare i cittadini come soggetti cui bisogna semplificare i ragionamenti affinché li possano comprendere. Così il complesso dilemma delle produzioni, dei mercati di distribuzione delle merci, delle garanzie sanitarie ecc., si risolve recandosi dai contadini del vicinato (in Italia, altrove il ragionamento non vale, basta che comprino prodotti provenienti dall’Italia!) Oppure l’agricoltura organica, che sicuramente ha ragion d’essere, deve diventare “biologica” (e l’altra cos’è, artificiale?) con tanto di contenuti etici e salutistici, attribuendo al “bio” virtù di sicurezza o di maggior valore nutritivo del tutto immaginarie (e i consumatori devono pagare i costi di disciplinari e certificazioni tanto onerosi quanto, per molti aspetti, superflui).
    Stessa cosa si può dire per il grave problema della fame nel mondo, della redistribuzione delle ricchezze, ecc. Se si riduce tutto ciò, come sta succedendo, alla lotta agli ogm, cavallo di Troia se non peggio, delle multinazionali per mettere le mani sul mondo intero, si giungerà al bel risultato di bloccare la ricerca e la produzione in questo settore … e ritrovarci le stesse multinazionali che continueranno a produrre sementi “tradizionali” e addirittura “bio” esattamente con le stesse politiche.
    Avremo perso anni in discussioni inutili non spostando di una virgola i drammi della sottoalimentazione e della globalizzazione selvaggia. Complimenti!
    Come dicevo prima, tutto ciò deriva dall’atteggiamento verso i cittadini trattati come soggetti incapaci di comprendere qualsiasi ragionamento che non sia preventivamente stato masticato da chi “ne capisce veramente”. Ora se questo è comprensibile da parte di soggetti che hanno l’unico scopo di mostrare un attestato di “esistenza in vita”, molto meno si comprende da parte di forze politiche che per loro stessa natura devono essere laiche, razionali, in altre parole atte a governare.

  13. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Caro Piero,
    ora bisogna appunto cercare di far sapere al cittadino-bue cosa gli stanno dando da mangiare e perchè.
    L’ultima notizia è che sembra che all’origine dell’epidemia tedesca ci siano dei semi di soia germoigliati. In realtà in qualunque germoglio si può annidare E.coli se ce lo buttate sopra (ossia uso di letami inquinati). Questa vicenda va tenuta sotto osservazione perchè si deve arrivare a capire che metodo di coltivazione hanno adottato per produrre semi di soia inquinati con E. coli.

    Di certo è roba OGM-free, ma come si dimostra ancora una volta il No agli OGM non vuol dire mangiare sicuri, anzi!

  14. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Roberto

    Purtroppo devo rammaricarmi di avere avuto un po’ di ragione a scagliarmi contro l’uso in agricoltura biologica di reperire elementi concimanti non di sintesi qualsiasi sia la provenienza (in questo ambito l’ente certificare non mette lingua, mi sai dire cosa ci stanno a fare?)

    Massimo in altro link ha riportato questo:

    http://www.washingtonpost.com/world/qatar-bans-imports-of-cucumber-tomato-lettuce-from-germany-and-spain-over-e-coli-outbreak/2011/06/05/AGXl0QJH_story.html

    e nell’ultimo periodo si dice che i coltivatori di biologico usano concimi prodotti da altri.

  15. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Ora dicono che è uhna azienda biologica:
    http://www.corriere.it/salute/11_giugno_05/batterio-killer-sospetti-germogli-soia_cc0668f2-8f8d-11e0-a515-0265176cef92.shtml

  16. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Roberto

    Gira e rigira è saltato fuori che sono i germogli di soia, anche se no si sa da dove provenga l’infezione primaria. E pensare che mi sono preso un sacco d’improperi per aver paventato che l’agricoltura biologica in qualche caso vi fosse implicata.
    A niente è valso loro dire che l’università del Minnesota ha stabilito che contaminazioni da Escherichia coli è sei volte superiore nei cibi biologici che non nei cibi tradizionali. Lo studio dell’università americana è stato pubblicato sul Journal of Food Protection nel 2004.
    In California nel 2006 si verificati tre morti per infezione da EC proveniente da Spinaci biologici.

  17. Bestia BugblattaNo Gravatar scrive:

    Volete farvi due risate?
    Leggetevi questo:
    http://sloweb.slowfood.it/sloweb/ita/dettaglio.lasso?cod=C2744B880ee5316B4CIqx302778A

    Vi riporto la conclusione dell’articolo:

    A priori, dunque, non si può escludere la possibilità che una forma mutata di E. coli compaia durante il processo di produzione di una pianta geneticamente modificata e persista in qualche modo fino a quando il prodotto arriva sul mercato. E allora come mai non si guarda anche in questa direzione? Se non ci sono certezze non ci sono per nessuno.

    Ma di quale prodotto parla Burdese? Non mi risulta che le persone contaminate abbiano mangiato direttamente alimenti da PGM, poi come sarebbe uscito dai laboratori questo fantomatico super batterio, e perché non considerare anche a produzione di insulina (mi sembra che si usi un E. Coli per la sua produzione) o di altri farmaci.
    E’ ovvio che il fine di Burdese è quello di instillare il dubbio, nel popolo bue e ignorante che ascolta come un oracolo le fesserie di slowfood, che sia sempre colpa delle solite multinazionali cattive e/o degli scienziati pazzi che osano sfidare la natura, soprattutto ora che le evidenze sembrano mostrare una responsabilità della filiera biologica.

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