Un nuovo caso di stato di calamità

18 Apr 2012
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Cina aumenta importazione soia
Finora si chiedevano i sostegni nel caso in cui una grandinata, un’alluvione o una siccità causavano danni estesi anche in regioni specifiche. Dal momento che l’Europa NON produce soia, ma la importa perché non chiedere i danni per le ridotte produzioni o maggiori importazioni che accadono sul mercato globale?

A parte le provocazioni è facile immaginare che i listini dei produttori di mangimi salgano ancora e non di poco.

Leggi de aumento di importazione di Soia in Cina

22 commenti al post: “Un nuovo caso di stato di calamità”

  1. franco nulliNo Gravatar scrive:

    … e io nelle prossime settimane (tempo permettendo) semino una decina di ettari di soia.
    Il maggior ricavo a Salmone :-)

    Franco

  2. franco nulliNo Gravatar scrive:

    … e io nelle prossime settimane (tempo permettendo) semino una ventina di ettari di soia.
    Il maggior ricavo a Salmone :-)

    Franco

  3. franco nulliNo Gravatar scrive:

    …non so per quale ragione mi è partito il msg prima di correggere “decina” in “ventina”…
    Perdonatemi e cancellate la prima: sono 18!

  4. roberto defezNo Gravatar scrive:

    speravo di rendere un servizio a qualcuno, mi fa piacere che una notiziola possa aiutare a fare scelte di semina.

    Ne approfitto per segnalare una chicca che non vale un post a se stante. Ieri ho dato una (secondo me) bella intervista a Telecamere, RAI 3 in onda domenica prossima 22 alle 12,30 ed a mezzanotte. Non si sa ancora se passerrà in entrambe le repliche o solo a mezzanotte, scusatemi.
    La parte interessante èche si tratta di una intervista in video registrata nel mio laboratorio con lo stile delle Iene. Ossia due persone intervistate presenti ognuna su metà schermo, stessa domanda ad entrambi con ognuno che risponde alla stessa domanda, tempi di risposta attorno ai 15 secondi a domanda.
    Io dovrei essere alla destra del teleschermo ed dall’altro lato avrò (per la prima volta) il presidente di Coldiretti Marini.
    Ciascuno sapeva della presenza dell’altro come interlocutore per cui dopo una quindicina di domande dove ho cercato di toccare i vari temi nelle ultime due domande ci si chiede se e come si possa arrivare ad un compromesso tra favorevoli e contrari agli OGM. Per queste due ultime domande ci si può rivolgere all’interlocutore per cui io lancio una sfida e faccio una proposta al presidente Marini.
    Non vi svelo altro perchè una cosa è dirlo altra cosa è vedere come rende in video, poi so che vi sto chiedendo di fare le ore della notteo di programmare una registrazione ed un po’ di curiosità a quell’ora aiuta.
    In studio ci sarà in Ministro dell’Ambiente Corrado Clini che quindi verrà travolto a parlare di OGM e non solo di ambiente, speriamo bene.

  5. alberto guidorziNo Gravatar scrive:

    Alla notizia in parte ho commentato su “seduta spiritica…. con un intervento fiume, di ciò me ne scuso, e quindi mi trattengo dall’esplicitare ulteriormente il mio pensiero.

  6. PieroNo Gravatar scrive:

    avrete sicuramente letto tutti del lancio della “pasta 100% italiana”
    ma nessuno dice chi ha fornito le sementi
    … che sia una perversa multinazionale?

  7. alberto guidorziNo Gravatar scrive:

    Piero

    Inoltre con quella pasta non ci mangiano tutti gli italiani, in un sistema veramente autarchico qualcuno guarderebbe gli altri mangiare.

  8. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Che bello! 100% italiana! 5% del fabbisogno nazionale (numero a caso, ma non credo possa essere approssimato per difetto)

    Sementi canadesi o australiane
    Azoto Proveniente dall’Est Europa
    Potassio canadese
    Fosforo algerino/marocchino.
    Mietitrebbia Italiana (made in Argentina by CNH…)

    Franco, che non si diverte a farsi prendere demagogicamente in giro da paginate di pubblicità…

  9. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Assolutamente fuori tema, ma per conoscenza é interessante…

    http://fedebiotech.wordpress.com/

    Perdonatemi l’off topic

    Franco

  10. Pasqualino SimeoniNo Gravatar scrive:

    Da Italia Oggi di sabato 21 aprile : ( di Giusy Pascucci )
    …il marchio unico ( di pasta ) 100% ITALIA garantisce equa ripartizione del valore del prodotto , assicurando agli agricoltori il rientro dei costi di produzione . E accanto ai benefici economici ci sono quelli salutistici ….(!!)

    Ecco cosa rimarrà agli agricoltori : il rientro dei costi di produzione .

    Il Pastificio CERERE del Cap Lombardo Veneto , tramite COOP e Legacoop è l’esempio piu’ recente di co-brand e di co-marketing vincente ( a 0,89 cent ) .

    Scommetto che agli agricoltori se và bene sarà riconosciuto il solito euro / q.le di premio filiera .

  11. alberto guidorziNo Gravatar scrive:

    Pasqualino

    Si rientra dai costi di produzione se si aumenta la produttività, il prezzo farà reddito solo in qualche momento particolare da non augurarci perchè saremmo vicini al “mercato nero”.

    La Sicilia ha una produttività media di grano duro pari a 20 q/ha (e sono magnanimo), quando nei campi sperimentali le stesse varietà ne producono 50. Lo so che non è possibile portare la produttività sperimentale fatta su parcelle, in pieno campo, ma 30 q di differenza sono troppi.

    Vi è inoltre un’arretratezza nella creazione varietale che è insostenibile.

    La Francia non ha mai prodotto grano duro ora lo esporta.

    Il consumatore cosa ricava da una cosa come sopra, che gli agricoltori sono solo degli sfruttati e che bisogna creare la collettivizzazione delle terre.

  12. Pasqualino SimeoniNo Gravatar scrive:

    Si infatti il mio era un commento ironico data la enfasi del’ articolo ….che chiude con il pensiero che il ministro Catania chiosa : ” finche’ i nostri operatori saranno capaci di queste iniziative riusciremo a buttarci alle spalle la crisi ” ….
    ….. Dimenticavo di segnalare che tale pasta ha pure il bollino FAI ( firmata dagli agricoltori italiani ) …. Che ridere un altro acronimo … Li per li avevo pensato al più noto FAI …. Il fondo per l’ ambiente …invece ora abbiamo pure questo da ricordarci…

  13. roberto defezNo Gravatar scrive:

    se volte innervosirvi Repubblica TV ci da una mano:

    http://video.repubblica.it/tecno-e-scienze/la-soia-resiste-alla-siccita-l-ogm-fa-paura/93265/91659?ref=HREV-3

  14. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Mi sono innervosito ieri quando lo ho guardato. Inaudito quello che si dice…
    Frutto solo di disinformazione e demagogia.
    Ma i giornalisti possono dire impunemente tutto? Non esiste un Autorità che li sanzioni per le cazzate! (ooops! perdonatemi il termine).

    Franco

  15. Pasqualino SimeoniNo Gravatar scrive:

    L’ultima volta che ho comprato Repubblica ero alle medie …
    ora sono felice di non leggere nemmeno la versione online.
    Certo che a dire che le campagne argentine si sono spopolate
    e tutti sono fuggiti in città ce ne vuole di coraggio , eh?
    e per colpa delle colture ogm… e la monocoltura poi?
    La nostra pianura padana invece è densamente antropizzata
    perchè non abbiamo l’Ogm …. pensa te , un’altra di nuova …
    questa mi mancava …

  16. Pasqualino SimeoniNo Gravatar scrive:

    Vi invito a ragionare su questo dato : - 13 mila imprese agricole nel 1° trim.2012 ( fonte unioncamere …)
    toh …come mai ? Il Made in Italy agricolo non tira piu’ ?

    http://agronotizie.imagelinenetwork.com/attualita/2012/04/19/agricoltura-restano-sul-terreno-13-mila-aziende/15472

    che sia perchè non c’è reddito ? che sia perchè i costi strozzano le imprese mentre le rese ed i prezzi delle
    derrate sono gestiti a livello planetario ? …. cbot chicago , rotterdam , matif paris non ci dicono nulla?

    quante aziende dovremo lasciare sul terreno prima di fare qualcosa ?

  17. alberto guidorziNo Gravatar scrive:

    Prego in Argentina le campagne non sono mai state popolate, non solo ma la pampas non è mai stata coltivata ed ora invece lo è quindi qualche uomo di più si vede in giro.

  18. franco nulliNo Gravatar scrive:

    @Pasqualino

    Di comprare la Repubblica non se ne parla nemmeno! Un giorno me la hanno data per sbaglio al posto del Corriere e ho fatto 6 Km (l’edicola dista 3 Km dalla mia cascina) per riportarla indietro…
    Sul sito di repubblica però, per completezza di informazione, ci faccio un giretto giornaliero e li ho trovato la “notiziona”!!!

    Franco

  19. Pasqualino SimeoniNo Gravatar scrive:

    @ Franco e Alberto

    ..ma allora se dalle campagne argentine sono scappati tutti a gambe levate terrificati
    dall’OGM , sono tutti vegetariani ? Oppure vanno a rifornirsi nelle oasi ecologiche
    della Plasmon ?? :-)

  20. franco nulliNo Gravatar scrive:

    E quei magnifici filetti d carne argentina che si trovano talvolta nei supermercati non credere…
    Sono tutti “cloni” che vengono sottobanco dalla Cina! In Argentina non c’è più nessuno… deserto!

    Franco

  21. Pasqualino SimeoniNo Gravatar scrive:

    …per dovere di cronaca riporto anche la notizia lanciata da coldiretti :
    meno 28 mila aziende nel primo trimestre 2012 …

    quindi lo scenario è anche peggio di quanto evidenziato dal dato Unioncamere ..

    http://agricolturaonweb.imagelinenetwork.com/dall-italia-e-dal-mondo/2012/04/23/coldiretti-chiuse-28mila-aziende-agricole-nel-2012-16299.cfm?utm_campaign=newsletter&utm_medium=mail&utm_source=kAOSettimanale&utm_content=1595

  22. alberto guidorziNo Gravatar scrive:

    Pasqualino

    Però non ne vogliono ammettere la vera causa, infatti nel sottotitolo mettono:

    A marzo crollano i prezzi di grano (-12 %), olio (-21%) e frutta (-13%).

    Mentre la vera causa è che le aziende che hanno chiuso erano fuori mercato da tempo immemorabile e solo mantenute in vita da circostanze che sono venute meno con l’entrata in funzione dell’euro e conseguenti non svalutazioni della moneta verde. Hanno tenuto botta fin che hanno potuto, ma in queste condizioni quante ve ne sono di aziende?

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Nella categoria: News, OGM & Soia

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