Clini è un ministro tecnico [aggiornamento]

15 Mar 2012
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Una chiara dichiarazione del Ministro dell’Ambiente che evita di affondare il colpo contro la potentissima lobby dell’anti-OGM omettendo in questa prima fase di spiegare chi vende i mangimi OGM e chi ha interesse a farci continuare ad abusare di pesticidi ed erbicidi. Ma è chiaro che queste sono le cartucce di riserva se la polemica montasse. Il sasso è lanciato e la mostruosa macchina anti-scientifica ed oscurantista si dovrà ora inventare altre bugie.

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4 commenti al post: “Clini è un ministro tecnico [aggiornamento]”

  1. alberto guidorziNo Gravatar scrive:

    Ecco i commenti all’intervista di Clini

    http://www.repubblica.it/politica/2012/03/15/news/clini_reazioni_intervista-31581449/?ref=HREC1-2

    Ecco come ho commentato in altro blog.

    Certo che se ne salvano pochi ! Siamo tutti d’accordo sui politici, ma dobbiamo includere anche i “Commis d’Etat” ed i superburocrati

    La posizione più pilatesca e quella del Ministro dell’agricoltura Catania. Lui sa che non si può fare il ministro dell’agricoltura, seppure tecnico, contro la volontà della Coldiretti. Siccome poi a differenza di tanti altri ministri che dopo le elezioni hanno altre attività, lui deve tornare a fare il Direttore al Ministero e dunque si troverà soggetto ad un ministro clone di Alemanno, Pecoraro Scanio e Zaia si comporta al contrario delle tre scimmiette: ode, vede e parla!

    Quindi il proverbio “nessuno sputa nel piatto dove mangia” è ancora valido per Catania, mentre non vale più per Clini che dovrà ritornare anche lui a fare il Direttore. Dobbiamo dargli atto di questa onestà intellettuale

    Mi scusi Minisitro Catania perchè spendere dei soldi per fare ricerca inutile, visto che lei dice che non possiamo sfruttarla?

  2. VitangeloNo Gravatar scrive:

    E chi l’ha detto che l’innovazione non può produrre altri prodotti tipici? Di esempi ce ne sono a bizzeffe; l’elenco è lunghissimo e finisce per comprendere tutti i prodotti tipici che si conoscono, che sono frutto di una innovazione più o meno voluta (quasi sempre casuale!). Prendete il formaggio di fossa: quando lo nascosero all’invasore mica pensavano di trovarlo migliore. Penso, invece, che credevano di farlo ammuffire tanto da diventare non più commestibile. E tutte le vecchie varietà di pomodori ora considerati tipici non sono il frutto dell’innovazione varietale introdotta in Italia nei quasi tre secoli di coltivazione? E i famosissimi Pomodori di Pachino non sono ottenuti grazie ad ibridi che più innovativi non si può? E i famosi ciliegini mica esistevano agli inizi degli anni Ottanta! E i Datterini, i Mini San Marzano, ecc. non sono ibridi innovativi dell’ultimo decennio? E non sono migliori quando vengono prodotti in serra in Sicilia durante i periodi freddi? E le piante ottenute con l’ingegeria genentica perchè non dovrebebro dare altri prodotti tipici? Solo perchè lo dice la Coldiretti, Capanna e quelli di Slow Food non dovrebbe essere possibile?
    Ripeterò fino alla noia che la nostra agricoltura è fondata sull’innovazione. Solamente lasciando credere che l’agricoltura italiana possa rifiutarla ci espone ad una esclusione sui grandi mercati. Dagli italiani si aspettano tutti indicazioni di qualità rispetto al nuovo. Se un pomdoro non è accettato in Italia non potrà avere grande futuro e questo vale sia per il consumo fresco che per quello industriale. Se un pomodoro non fa un buon ragù come vogliono gli italiani, perchè coltivarlo? E poi la ricchezza si crea ed aumenta aggiungendo non eliminando o escludendo a priori. Quindi, tutte le espressioni dell’agricoltura possono e devono coesistere. Sono i consumatori che devono scegliere, non i dittatorelli allevati con la nostra democrazia!!
    Queste cose semplici, quasi banali ma essenziali per noi, le dicevo già agli incontri realizzati nel 2001 quando ci fu l’attacco della politica ai ricercatori pro-OGM via Pecoraro Scanio. Il concetto fu ripreso dalla stampa straniera perchè prevedeva le difficoltà sulle esportazioni italiane di ortofrutta fresca, soprattutto. Si è verificato ed io sono sempre più triste per averlo previsto. Anzi dicevo, e molti dovrebbero ricordarlo, che se riuscivamo, con la massima innovazione, a conservare le posizioni allora raggiunte era già un miracolo visto come si stavano attrezzando le altre nazioni concorrenti (Spagna, Grecia, Turchia, Egitto, Marocco, ecc).
    Chi è cagion del suo mal pianga se stesso! Ma è inutile piangere: tanto di soldi non ne arrivano più. La pacchia è finita! La coperta si è fatta corta e deve servire a coprire solo chi fa finta di difendere l’agricoltura ma non gli agricoltori! Vi siete mai chiesti chi foraggia la miriaede di presidenti e dipendenti delle infinte organizzzioni agricole di ogni colore e corrente politica? E’ una vergogna sulla quale non si è mai discusso! Ovviamente, queste organizzazioni sono tutte indebitate e devono continuare a succhiare l’anima dei finanziamenti pubblici per continuare a respirare e fare ulteriori danni. Ecco da dove vengono le filosofie della salvaguardia dei prodotti tipici e le relative inutili bancarelle visto che non riusciamo a vendere all’estero; gli inutili Km 0 visto che di frutta e verdura ne mangiamo sempre tanta e possiamo solo diminuire per la crisi. E’ tutta propaganda inutile foraggiata dalle politiche insulse della UE, dove si è formato il Ministro Catania, che pure stupido non è. Quindi, per i due lati deboli della questione agraria italiana, gli Agricoltori e i Ricercatori, non c’è più niente. E’ BENE RASSEGNARSI!!!! perchè la nostra classe politica esprime questi valori (puro eufemismo!).

  3. bacillusNo Gravatar scrive:

    @Vitangelo
    Standing ovation.

  4. alberto guidorziNo Gravatar scrive:

    Vitangelo

    Non sarà una grande soddisfazione, ma potremo dire se l’abbiamo visto noi l’andazzo perchè non l’hanno quelli demandati a vedere?

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Nella categoria: News, OGM & Politica

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