Coldiretti difende la carne rossa agli Ogm

02 Nov 2015
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carni Pur di tenere insieme i soci, o meglio dire i clienti dei suoi uffici di commercialisti, Coldiretti si spinge a difendere l’alimentazione delle carni rosse fatta quasi solo con Ogm. La Cattaneo lo nota.

Leggi “La verità, per favore, sui pericoli della carne“.

31 commenti al post: “Coldiretti difende la carne rossa agli Ogm”

  1. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Certo che alla neuroagronoma non scappa niente! Ma non ha nient’altro di meglio da fare? Adesso vado a leggere e poi vediamo.

  2. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    cattaneo, neuroagronoma, ma lo vuoi capire che il bestiame allevato in Italia non mangia solo mangime …… ma lo sai cos’è il mangime? Li conosci gli altri alimenti degli animali allevati?

    http://ogmbastabugie.blogspot.it/2014/07/quando-la-neuroscienziata-e-senatrice.html

    Ho comunque notato che dal 100% di alcuni mesi or sono, sei passata all’87% ….. ci vuole “pasiensa” ma primo o poi lo capirai …… però, per cortesia, non parlare di cose che non conosci

  3. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    la neuroagronoma difende anche il gliphosate ……. mannaggia

    http://ogmbastabugie.blogspot.it/2015/11/il-gliphosate-trovato-nei-prodotti.html

  4. PieroNo Gravatar scrive:

    conserviamo i ritagli dei giornali di questi giorni, verranno utili quando, tornata la calma, qualche giornalista d’assalto griderà allo scandalo per come si alleva in Italia (con Coldiretti, Petrini & C. di nuovo pronti a sparar bordate sugli allevamenti intensivi, ecc. ecc.), parlerà di mangimi pieni di antibiotici, inneggerà all’Ogm free e altre castronerie del genere

  5. roberto defezNo Gravatar scrive:

    87% lo dice chi ne capisce ed ha titolo per parlare, i portieri di notte hanno altre competenze: http://www.salmone.org/wp-content/uploads/2015/04/u_15_09_presidenza-consiglio.pdf

  6. marco pastiNo Gravatar scrive:

    L’Assalzoo ha senz’altro titolo per parlare però ha uno strano modo di fare i conti: nella tabella finale raffronta la produzione nazionale di mais con l’importazione e anzichè dare la percentuale di importazione sul fabbisogno totale, come normalmente si usa, da la percentuale di importazione sulla produzione nazionale, indicazione piuttosto insolita tant’è che poi nel testo si sbagliano e affermano che le importazione sono oltre il 60% del fabbisogno, mentre leggendo la tabella allegata al loro studio si può vedere che le importazioni sono 4.6 milioni di tonnellate su un totale di 11.7 ovvero il 39 %. Forse stanno predicendo il futuro prossimo verso cui il blocco dell’utilizzo delle biotecnologie ci sta rapidamente portando.

  7. marco pastiNo Gravatar scrive:

    Comunque al di la di queste quisquilie sulle percentuali di ogm importati trovo l’articolo della Cattaneo spassosissimo ed in grado di rassicurare il consumatore in modo più “scientificamente sostenibile” del solito slogan secondo cui la qualità dei prodotti italiani li porrebbe al di sopra di qualsiasi rischio.

  8. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Forse non sono in grado di raggiungere i livelli di perspicacia della Coldiretti, ma se è vero che importiamo il 67% della carne che mangiamo significa che le carni italiane, che a detta della Coldiretti sono indenni da tutti i difetti, sono mangiate solo chi ha accesso al 33% di carne nazionale, tutti gli altri mangiano solo schifezza (sempre a detta della Coldiretti.)

  9. marco pastiNo Gravatar scrive:

    Riscrivo il post n. 6 che dev’essere poco chiaro: l’ultima tabella del documento di Assalzoo scaricabile dal link al post n.5 da come dati per il 2014 sul mais nazionale:
    -produzione 7,1 milioni di tonnellate
    -importazioni 4,6 milioni di tonnellate
    quindi ritenendo trascurabili sia le variazioni di scorte di finecampagna sia le esportazioni possiamo dedurre che il fabbisogno di mais per uso interno stimato da Assalzoo sono circa 11,7 milioni di tonnellate di cui il 39% importato e il 61% prodotto in Italia. Dire che il mais importato è oltre il 60% di quello prodotto è un’informazione priva di senso che genera confusione allo stesso Segretario Generale di Assalzoo, Lea Pallaroni, che nella seconda pagina del documento di cui sopra afferma che oltre il 60% del nostro fabbisogno viene importato, affermando quindi un dato non vero almeno stando ai dati forniti da Assalzoo.

  10. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Grazie Pasti, a Tuo parere siamo al 39% …….. at capi Roberto ………. ma la neuroagronoma sembra riferirsi, o quantomeno lascia intendere, a tutti i mangimi animali ……. questa si chiama disinformazone, poichè ci sono i pascoli, gli alpeggi, ecc. ……… massimo l’import è 20%

    http://ogmbastabugie.blogspot.it/2014/07/quando-la-neuroscienziata-e-senatrice.html

    Sempre a proposito di disinformazione della neuroagronoma

    http://www.testmagazine.it/2015/11/03/carne-rossa-meglio-vivere-nel-mondo-delle-notizie-rassicuranti/3764/

  11. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    ASSALZOO ……. “Alle materie prime utilizzate dall’industria mangimistica, devono poi essere aggiunte quelle
    utilizzate direttamente dagli allevamenti per l’autoproduzione aziendale di mangimi, che unite a
    quelle impiegate dall’industria mangimistica portano a oltre 20 milioni di tonnellate la quantità di
    materie prime necessarie per alimentare gli animali allevati in Italia.”

    In relazione al fatto che l’import è pari a 4,6 milioni di tonnellate ……… pertanto, le importazioni rappresentano il 23% del totale ……. at capi Roberto!!!!! at capi neuroagronoma??????

  12. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Carissimo OGM, bb!

    Perché devi rivolgerti ai partecipanti della discussione con locuzioni del tipo “at capi” ?
    Non sai l’italiano? Parli solo un dialetto a tuo avviso più nobile? Credi di essere spiritoso?
    E a proposito della “Neuroagronoma” Prof. Senatrice Elena Cattaneo ti chiedo come dovrei definirmi io che sono laureato in ingegneria meccanica con indirizzo strumentistico elettronico e faccio da 34 anni l’Agricoltore.
    Cosa sono io? Un ingagricolo? Un agringegnere? Uno strumentista elettronico campale?
    E tu? Un “portagricolo notturno”?
    Smettila di dispensarci inutili epiteti!
    Stai stancando.
    Sempre con rispetto e in attesa di conoscerti personalmente.
    Il mio indirizzo, se non lo sai ancora, lo trovi su internet.
    Il tuo purtroppo no, dato che non usi nome e cognome ma un insulso pseudonimo.

  13. marco pastiNo Gravatar scrive:

    A ogm ancora bugie veramente io no davo miei pareri sui quantitativi importati ma mi limitavo a commentare ai dati di assalzoo oggetto di calcoli di percentuali piuttosto astruse. Ad ogni modo devi considerare che buona parte della soia utilizzata é di origine estera così come altri cereali che entrano nella filiera mangimistica prima di lanciarti in azzardati calcoli della percentuale di importazione delle materie prime per mangimi.

  14. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    Marco scusa…se non ho capito male, l’87% sia di Assalzoo che della Prof.ssa Catteneo, si riferiva alla presenza di OGM nei mangimi! I dati su cui tu eri perplesso invece si riferivano solo al mais…giusto?

  15. marco pastiNo Gravatar scrive:

    Si stando a quanto comunica assalzoo l’ 87 % dei mangimi é etichettato per la presenza di ogm, credo soia per la stragrande maggioranza dei casi, mentre il dato che non mi torna ma non torna neppure dalle tabelle di assalzoo, nonostante quanto affermato nel testo, é che oltre il 60% del mais impiegato sia importato.

  16. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    Grazie mille… :-)

  17. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Il problema è che la neuroagronoma afferma, o lascia intendere, che tutti gli alimenti che si mangia il bestiame siano OGM. Il lettore comune quando legge “l’intera mangimistica italiana” non pensa alla sottile differenza tra tutti gli alimenti zootecnici e i soli mangimi concentrati, ma pensa a tutti gli alimenti degli animali. Una informazione corretta avrebbe dovuto essere: i mangimi concentrati, che rappresentano il 20% circa della dieta degli animali allevati, è composta da mangimi etichettati come OGM”. E’ questo il messaggio sbagliato che fa cadere anche tutte le altre considerazioni…… comunque di parte.

    http://ogmbastabugie.blogspot.it/2014/07/quando-la-neuroscienziata-e-senatrice.html

    Fatto 100% ciò che mangiano gli animali, ben che vada c’è solo un 20% circa che potrebbe, ripeto potrebbe, essere di origine transgenica…… facilmente sostituibile con altre fonti proteiche.

    Poi c’è l’altra considerazione ……. ovvero che con ogni probabilità, al fine di togliersi responsabilità, potrebbe essere etichettato come mangime OGM anche ciò che non è ……. vero Pasti?

    Poi c’è l’altra considerazione …… ovvero che deve essere etichettato come OGM un mangime che contiene meno dell’1% di OGM. Per cui potrebbe accadere che l’altro 99% non è OGM……. vero Pasti?

    Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi!

  18. PieroNo Gravatar scrive:

    la tolleranza dello 0,9 è riferita all’ingrediente, non al mangime

  19. Roberto DefezNo Gravatar scrive:

    Marco,
    vorrei arrivare in fondo a questa storia perche’ anche dai dati di Friso i valori del mais importato sono oltre il 40% gia’ dall’anno scorso. Quinbdi credo che si debbano incrociare vari fonti per arrivare ad una quota condivisa. Come dicevo temo che Assalzoo stia parlando della quota di mangimi che loro vendono, ossia escludendo l’autoproduzione, ma posso sbagliarmi.
    Resta il fatto che la quota di mangimi venduti sono per l’87% OGM, ossia etichettati come contenenti Ogm anche se non se ne precisa la percentuale di Ogm all’interno dei sacchetti. Ed anche se non si precisa se siano mais, semi di cotone o soia Ogm. Tanto per chi ne ha la psicosi e’ la stessa cosa.

  20. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Allora Roberto, tanto per chiarire la cosa:

    - nell’allevamento animale non vengono utilizzati solo mangimi concentrati, ma vengono utilizzati una miriade di prodotti, come per esempio foraggi verdi o secchi (fieno, insilati), radici, tuberi, semi o frutti vari (fave, lupini, orzo, castagne, carrube, ghiande), sottoprodotti dei cereali (pule, crusche, stocchi di mais), sottoprodotti dello zucchero (melassa, polpa di barbabietola), sottoprodotti di carni o di pesce, ecc.

    - secondo una specifica indagine della Commissione Europea, nell’Unione Europea il foraggio verde rappresenta circa la metà della quantità totale dei mangimi consumati. È ottenuto direttamente da terreni a pascolo, oppure tagliando e
    conservando prati e pascoli permanenti o temporanei e foraggi annuali o pluriennali (erba medica, trifoglio, mais da insilato, eccetera)……….. vedi pag. 4 del seguente link

    http://www.parlamento.it/web/docuorc2004.nsf/5f851ada4bbbe534c12575640032ee7c/ca29db2027df45a3c12574e200363f55/$FILE/COM2008_0570_IT.pdf

    - anche considerando solo i cereali, i semi oleosi e le farine proteiche utilizzati dall’industria mangimistica per la produzione di “mangimi concentrati” (costituiti per la gran parte da soia, mais, colza e cotone, che possono essere di origine OGM), il nostro Paese importa circa il 45% delle sue necessità

    images.lab-to.camcom.it/f/seminari/Ga/Galli.pps

    - nelle precedenti statistiche non è presente la produzione italiana di sorgo, di avena, di erba medica, di lupinella, di festuca, di loiessa, di loglio perenne, di mais da foraggio, di mais insilato integrale, di sulla, di trifoglio bianco, di trifoglio pratense e di leguminose da granella, quali favino, pisello da foraggio (Pisum arvense), pisello proteico (Pisum sativum) e veccia, tutte piante destinate per la quasi totalità alla produzione di mangimi. Così come non è presente l’erba che i nostri animali mangiano nei pascoli degli alpeggi;

    - se tra questi prodotti avessimo considerato la sola produzione di erba medica (25 milioni di tonnellate), della quale, anche in relazione alla produzione di Parmigiano Reggiano, l’Italia è il primo Paese produttore nella UE con circa 900.000 ettari coltivati, avremmo scoperto che il rapporto “alimenti necessari/importazione” sarebbe sceso al 25% circa.

    http://users.unimi.it/agroecol/pdf/bocchi/alpicoltura/erba_medica_2009.pdf

    - pertanto, non è vero che l’intera mangimistica italiana si basa sull’uso di derivati OGM, ma è vero che è un’aliquota intorno al 20%. Tutto sommato pochissimo, soprattutto se pensiamo che gran parte di queste importazioni sono attuate come contropartita per le nostre esportazioni di prodotti industriali! Il nostro Paese potrebbe vietare queste importazioni? Probabilmente no! Poichè non accettare queste importazioni, con ogni probabilità, significherebbe mettersi contro il WTO e non esportare tanti prodotti industriali.

    http://ogmbastabugie.blogspot.it/2013/12/le-importazioni-di-alimenti-sono-la.html

  21. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    OGMbb, ok abbiamo capito…l’Italia non ha bisogno di OGM e/o di mangimi etichettati come GM. Resta il fatto che l’87% dei mangimi utilizzati in Italia è etichettata come GM. Se veramente è così scarsa la quantità di OGM utilizzata, sono convinto che non si avrà nessuna difficoltà a 1) etichettare i derivati 2) bandire gli OGM dal nostro territorio senza violare alcuna regola del wto… “i produttori di carni, formaggi ecc italiani non vogliono utilizzare mangimi GM… semplice no?

  22. PieroNo Gravatar scrive:

    nella zootecnia da reddito in Italia il consumo di concentrati è: per i monogastrici 100%; per i ruminanti circa il 50% della sostanza secca ingerita (una vacca da latte che disponga di una razione di 20 kg di sostanza secca, riceve circa 10 kg di concentrati). Per i bovini da carne si possono verificare casi di soggetti alimentati con 9-10 kg di concentrati e circa 2 kg di paglia
    quanto incidono le importazioni è dato conosciuto da tempo
    nella relazione della Commissione europea citata sopra si legge “La farina di soia rimane la fonte principale di proteine per il mercato comunitario degli alimenti per animali, rappresentando oltre il 60% delle proteine vegetali. La farina di soia ha un contenuto proteico superiore (tra il 40% e il 45%) rispetto ai prodotti alternativi. Per la farina di soia, l’Unione europea dipende principalmente dalle importazioni: infatti la produzione interna di semi di soia copre solo il 2% del consumo dell’Unione europea. La seconda fonte di proteine è costituita dalla farina di colza, con un contenuto proteico leggermente inferiore (tra il 30% e il 35%) ed essenzialmente prodotta in Europa.”
    Le dichiarazioni sulle etichette per mangimi sono regolamentate da norme europee. Non è obbligatorio indicare le quantità, ma gli ingredienti devono essere elencati in ordine decrescente di inclusione. Esempio: granturco – orzo –farina di estrazione di soia (geneticamente modificata) . …. Ecc.
    Omettere l’indicazione “geneticamente modificata” significa certificare che la soia è non gm, con la tolleranza dello 0,9% “purché tale presenza sia accidentale o tecnicamente inevitabile.”. Ovviamente ciò è valido per tutti gli ingredienti che contengono o sono costituiti da OGM. REGOLAMENTO (CE) N. 1829/2003

  23. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Piero

    Ma tu credi che lui possa saperne di zootecnia?

  24. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Ma quale 87% …… in quale film?

  25. marco.pastiNo Gravatar scrive:

    Roberto,
    i dati di Assalzoo, percentuali permettendo, sono abbastanza centrati ovviamente si riferiscono al mais granella e non al mais insilato come pianta intera o come spiga intera o come granella umida. In pratica si stima che in italia si utilizzino circa 11 milioni di teonnellate di granella di mais prevalentemente per l’alimentazione zootecnica (circa 85%) sia da parte delle imprese mangimistiche che da parte delle aziende zootecniche e di queste 7 milioni sono prodotte in italia e 4 milioni sono importate. Ovviamente sono dati che variano ogni anno e probabilmente nel 2014 si è prodotto un po’ di più del 2013 mentre nel 2015 si è prodotto molto meno del 2014.
    Per OGM ab! a me risulta che da un ettaro di medica si ottengano dalle 10 alle 15 tonnellate di fieno al 15% di umidità quindi per produrre 25 milioni di tonnellate allora dovrebbero essere coltivati a medica due milioni di ettari che mi paiono un po’ tantini.

  26. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Ok, Marco,

    Ti ringrazio per quello che hai scritto …… una ventata di verità (per la medica posso essere d’accordo, forse 25 milioni di tonnellate sono troppe per l’Italia che ne coltiva 900 mila ettari, ma ho utilizzato fonti ufficiali).

    Ma il problema rimane, ovvero che la neuroagronoma afferma, o lascia intendere, che tutti gli alimenti che si mangia il bestiame siano OGM. Il lettore comune quando legge “l’intera mangimistica italiana” non pensa alla sottile differenza tra tutti gli alimenti zootecnici e i soli mangimi concentrati, ma pensa a tutti gli alimenti degli animali. Una informazione corretta avrebbe dovuto essere: i mangimi concentrati, che rappresentano il 20% circa della dieta degli animali allevati, è composta da mangimi etichettati come OGM”. E’ questo il messaggio sbagliato………. Tu cosa dici?

    Ci sono poi altre 2 domande che non hanno ricevuto risposta:

    - al fine di togliersi responsabilità civili e penali, i mangimifici potrebbero etichettare come mangime OGM anche ciò che OGM non è ……. vero Pasti?

    -potrebbe, e sicuramente avviene, essere etichettato come OGM un mangime che contiene l’1% di OGM (cioè supera lo 0,9% di Legge). Per cui potrebbe accadere che l’altro 99% non è OGM……. vero Pasti?

  27. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    il mais che importiamo non è OGM!!!!

    “La situazione per quanto riguarda
    il mais appare piuttosto semplice: nel
    2013 l’Italia importava quasi 4 milioni
    di tonnellate e i nostri principali fornitori
    erano l’Ucraina, che non produce
    mais ogm, e i Paesi comunitari. La
    quota di mais importata da Paesi con
    coltivazioni ogm (Brasile, Argentina,
    Stati Uniti) incide per pochi punti percentuali
    per un totale di circa 100.000
    tonnellate, di cui il Brasile ne fornisce
    circa 96.000.”

    http://www.obiettivocereali.com/uploads/3/1/0/9/31095281/16008.pdf

  28. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Scaricare e leggere pagina 10 della relazione del Presidente di ASSALZOO del 26 giugno 2014, dove parlando di mangimi afferma che:

    “su una disponibilità di 21.728.671 tonnellate,
    la capacità di auto-approvvigionamento del nostro Paese scende addirittura sotto la soglia del 50%.”

    Se oltre ai mangimi consideriamo anche gli altri alimenti e gli alimenti freschi, la nostra dipendenza dall’estero per l’alimentazione animale non supera il 20-30%.

    Così la smettiamo di romperci i maroni e di fare disinformazione con questo 100% dei mangimi che è OGM.

  29. marco.pastiNo Gravatar scrive:

    OGM,ab! mettiamola così: se si bloccassero le importazioni di soia OGM 4/5 della zootecnia italiana andrebbe in forte difficoltà (anche se magari lo è già) e dai prosciutti di parma allo speck dell’altoadige dalla fontina al puzzone di moena al parmignano reggiano si creerebbe un’ecatombe, anche se come dici tu solo una piccola frazione dei mangimi mangiati dagli animali da cui si ricavano questi prodotti è effettivamente OGM. Ed è per questo che senti un imbarazzato Martina dire che tutte le opinioni sono lecite e che un conto è importare OGM, un’altro coltivare come ci insegna il “dossier del glifosato”:giustificare la restrizione territoriale per la semina del mais resistente alla piralide Mon810, da lui firmata un mese fa,col dossier del glifosato = più ideologico di così si muore!

  30. marco.pastiNo Gravatar scrive:

    http://www.alessandrianews.it/web-tv/index.php?id=34319 m’ero scordato il link di Martina

  31. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Grazie Marco,

    finalmente una ventata di verità ………. vera!

    Per favore ditelo alla neuroagronoma che non è vero che la nostra zootecnia dipende per il 100% dalle importazioni.

    Soia, se noi sostituissimo la soia OGM con soia non OGM coltivata sulla base di contratti di coltivazione (prezzo leggermente maggiorato come premio per il produttore), oppure sostituissimo la soia con altre proteine …….. spenderemmo un pò di più ……… ma riusciremmo a risolvere il problema……. occorre però l’etichettatura dei derivati, al fine di dare al produttore il giusto prezzo …… poi sarà il consumatore a decidere.

    Pasti ……. Martina ……. ma lo vedi quando parla? Non ci crede nemmeno lui a quello che dice!!!!! sempre che conosca l’argomento di cui sta parlando ….. sic!

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