Coltivazioni Mon 810 di Fidenato e incidente probatorio

14 Mag 2014
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farfalla Primi risultati dell’Incidente probatorio riguardante l’impatto delle coltivazioni di Mon 810 sulla biodiversità del Friuli collinare.

Una sorta di servizio a domicilio svolto nel campo di Giorgio Fidenato in cui non solo si coltiva un campo di mais senza insetticidi, ma poi si fa quella sperimentazione su un campo OGM che viene negata da anni. Il tutto solo perché i risultati non sono quelli graditi a chi vive di pregiudizi.

Leggi la scheda di Inachis Io

Vedi i ritagli del decreto governativo… Ritaglio 1, Ritaglio 2, ritaglio 3

15 commenti al post: “Coltivazioni Mon 810 di Fidenato e incidente probatorio”

  1. VitangeloNo Gravatar scrive:

    E’ sempre interessante conoscere bene o meglio un ciclo di un insetto, parassita o non! Ma è estremamente mortificante ri-confermare che i nostri ministeri pensano che in Italia fare agricoltura ormai significhi allevare parassiti e malerbe! Mi auguro che dopo i furti per l’EXPO 2015 i tre ministeri allestiscano uno stand per queste baggianate! Sapessi che risate!
    Un caro e bravo collega spagnolo mi ripeteva: continuate a fare puttanate altrimenti sono ca..i nostri; riconoscendo agli italiani di essere insuperabili quando fanno le cose seriamente.
    Ma chi glielo dice ai tre ministri, passati, presenti e futuri!
    Che pena!

  2. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Ho avuto anch’io un collega spagnolo che mi ha detto la stessa cosa. Si trattava delle bietola da zucchero che noi volevamo (ma senza avere la possibilità di farlo autonomamente e quindi volevamo che ce lo facessero altri a cui la cosa non interessava, vale a dire i selezionatori del Nord Europa) varietà sia tolleranti alla rizomania ( e ciò mi stava bene perchè non v’era nessun altro mezzo per salvarci) ma anche la Cercospora che invece si poteva trattare (difficile farlo, ma realizzabile imparando). Io dissi subito memore dei miei anni di selezionatore che resistenza alla cercospora e produzione erano linkate e quindi più spingevi nella resistenza alla malattia più la produttività calava, se poi univi due resistenze ancora peggio. Mi dissero che se la mia ditta non le voleva fare altri l’avrebbero fatto (le ditte legate agli zuccherifici appunto). Discussi della cosa con i responsabili della sperimentazione spagnola e mi dissero che avevo ragione ed, infatti, loro avevano fatto la scelta di varietà solo resistenti alla rizomania. E’ da li che saltò fuori il detto internazionalmente conosciuto e derisorio per la ricerca italiana (che poi si trattava solo di un controllo delle performance varietale fatte da altri) che in pratica diceva: ” gli italiani vogliono delle varietà che resistono a tutto (sottinteso per non lavorare)… ANCHE ALLA PRODUZIONE! Infatti hai visto dove siamo andati a finire con la bieticoltura, non solo ma gli zuccherifici rimasti ora usano seme solo tollerante alla rizomania, ma con 20 anni di ritardo.

    Anche gli spagnoli hanno dismesso la loro bieticoltura, ma perché le società saccarifere erano in mano a gruppi del nord Europa che hanno capito che valeva la pena ricapitalizzarsi per investire altrove.

  3. LaniceNo Gravatar scrive:

    http://www.gmo-safety.eu/news/1369.efsa-cultivation-maize-1507-new-risk-assessment.html
    Qui dice che un piccolo danno può esserci, e consiglia, se la superficie a bt è estesa, di piantarci attorno del mais normale, qualche fila.
    Credo che il mais in oggetto sia tutt’altro rispetto al MON810 comunque.

    Ma facciamo un altro discorso. Ok, con il mais in fioritura i lepidotteri che si trovino ad avere larve, specialmente i primi stadi, nelle immediate vicinanze del mais in oggetto (pochi metri)possono subire dei danni.
    E con gli insetticidi anti piralide no?
    A me dispiace per le Vanessa, sono tra le farfalle italiane che preferisco, ma intanto il periodo a rischio è limitato a quello della fioritura del mais (invece che continuo) e per pochi metri intorno ai campi, e in secondo luogo, se avessi voce stentorea a sufficienza, farei notare che i prodotti che si usano per la piralide sul mais non bt fanno come minimo gli stessi danni.

  4. LaniceNo Gravatar scrive:

    Stesso sito, studi sulle Vanessa, le Monarca ed i Macaoni (mai che produce molta più tossina bt del MON810, tant’è vero che consigliano di piantarci intorno qualche fila proprio di quello): i Macaoni (che sono le mie farfalle preferite in assoluto, ndt) se la passano male.
    Se volete posto i link.

    Secondo me, resta il discorso che se il mais non è bt bisogna trattarlo per la Piralide, e quei trattamentei fanno altrettante stragi, quindi il risultato è lo stesso, e non ha senso accusare il bt di strage.

    Sbaglio?

  5. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    No non sbagli, ma queste prove spesso si usa costruirle, non nel senso che siano fraudolente, ma spesso falsano un po’ la realtà.

    Mi spiego: ma si è sicuri che queste farfalle, che non sono parassite del mais, mangino di norma tanto vegetale da riuscire ad avvelenarsi?

    L’esempio l’abbiamo con la farfalla monarca che non si nutre di mais, ma di una pianta che si trova sui bordi dei campi di mais. Ecco che allora nella prova si è spolverata questa pianta con polline di mais transgenico in modo che le larve ingoiassero anche il della tossina Bt tramite il polline. Solo che poi ci si è accorti che nella prova, che aveva mostrato qualche inconveniente ed aveva fatto gridare allo scandalo, le larve di monarca ingerivano una quantità di polline che in condizioni naturali non avrebbero mais ingerito in quanto la nube pollinica non sarebbe mais sta così concentrata da portare quantità di polline simili. Se non si valuta il rapporto rischio/beneficio spesso si prendono cantonate. E ‘il caso delle api dove si è fatto credere che morissero perché avvelenate dai neonicotinoidi, mentre la realtà è che le api debilitate da malattie non curate e da distanze di percorrenza sempre maggiori per diminuzione di essenze da bottinare, sono recettive al benché minima ulteriore debilitazione quando sono in queste condizioni già precarie. In altri termini per fare un esempio che pare calzante, riporto un detto di mio padre che diceva che di norma gli ubriaconi dicono, quando diventano sobri, che è l’ultimo bicchiere di vino che ha fatto prendere loro la ciucca, ma dimenticano di aggiungere che ne avevano già bevuto due litri prima!!

    Vedi Lanice, questa gente che non sa niente di agricoltura, anzi la considerano una categoria di avvelenatori pubblici da non far più operare, perché, tra l’altro, preferirebbero rivedere i campi pieni di papaveri della gioventù, come se ciò li riportasse in più giovane età,
    non riflettono che, come il loro agire è sempre frutto di mediazione tra opposte tendenze, l’agire dell’agricoltore deve essere improntato a scelte oculate e necessariamente di compromesso, ma che non deve mai andare irrimediabilmente a scapito del loro ambiente di lavoro, che guarda caso è un ambiente naturale. Adesso qui al mio paese zona di grande produzione del melone e dell’anguria di Sermide fatta sotto protezione di tunnel di pvc si comincia a lamentarsi che il paesaggio paesaggio inverno-primaverile è deturpato da una visione di ambiente plastificato. In altra rubrica sto per fare un commento che da una visione-previsione diversa da Roberto Defez, ma che credo si attagli anche qui.

  6. LaniceNo Gravatar scrive:

    Ce ne sono anche di direttamente fraudolente eh, in totale malafede e mirate a chi appunto, di agronomia, entomologia e botanica non sa niente (non per sua colpa, sia chiaro: un avvocato è normale che non conosca le materie per esempio).

    In potenza esistono condizioni, teoriche ma non impossibili, per cui larve appena nate di lepidotteri non target, che non si nutrono di mais, possono essere danneggiate dall’ingestione di polline bt, se la pianta sulla quale si trovano è al bordo di un campo di mais, nel periodo della fioritura.
    Quindi personalmente, se in una discussione mi trovassi di fronte all’affermazione per cui i bruchi di vanessa, se si trovano su piante al bordo di un campo di bt in fioritura sono danneggiate dal polline (quindi il mais danneggia anche gli insetti non target) non rispondo portando dati e facendo conti e misure di distanze e periodi riproduttivi e di fioritura e condizioni meteo; rispondo dicendo che sì, è possibile, ma se il mais non è bt, gli antiparassitari che si devono dare contro la piralide fanno gli stessi danni, se va bene, ma per un periodo ben più lungo di quello della fioritura. Quindi, di nuovo, il bt conviene anche dal punto di vista ecologico.
    Secondo me è questo l’argomento che taglia la testa al toro, il mais non bt deve essere trattato, cosa che non viene mai ricordata dai faziosi di turno.

  7. LaniceNo Gravatar scrive:

    Voglio dire, le info sono costruite in modo che la gente pensi che con il mais bt le farfalle muoiono e con il mais tradizionale no.

    Muoiono tanto lo stesso, dato che vengono avvelenate, anzi ne muoiono ben di più, visto che è un evento molto improbabile, che la concentrazione di polline sia sufficiente a danneggiarle, mentre i prodotti per la Piralide sono certamente letali, alle stesse condizioni e per un periodo pari non a quello di fioritura del mais ma all’intero periodo di coltura.
    Bisognerebbe far notare alla gente questo “dettaglio”, più che mettersi a parlare di distanze e periodi. Secondo me.

  8. GiovannaNo Gravatar scrive:

    Scusate se mi inserisco per fare una domanda su altro argomento. Ho letto in rete di un grano tenero varietà Gold corn…qualcuno sa dove trovare informazioni? E’ solo una curiosità. Ne parlano come di un grano non ibridato nemmeno con metodi naturali…Grazie

  9. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Giovanna mi informerò

    Ma se trattasi di grano tenero allora non si può parlare di seme non ibrido in quanto tutte le varietà partono da un incrocio fatto artificialmente tra due varietà, sole che essendo il frumento autogamo la successiva riproduzione segue la regola che il 96% dei semi si formano per autofecondazione e solo un 4% sono frutto di polline esogeno.

    Le uniche varietà veramente ibride di frumento (sul tipo del mais) sono quelle che prevedono l’uso di un gametocida in vegetazione in modo da obbligare alla fecondazione incrociata. Tuttavia non sono varietà che hanno sfondato.

  10. FrancescoPDNo Gravatar scrive:

    @alberto
    il frumento ibrido l’ho usato con grandissima soddisfazione.
    I miei confinanti impressionati dal raccolto ben in tre sono venuti a chiedermi la varietà,.. ma poi, da morir dalle risate, nessuno che l’anno successivo l’ha seminato. Motivo? il seme è un po più caro,.. e la voglia di innovazione è sotto zero per raggiunta quiescenza anagrafica e mentale.
    Sono convinto che tutta la grancassa che sta facendo coldiretti sulla questione OGM, parta proprio da questi presupposti,.. la massa degli agricoltori italiani non ha ne testa ne volontà per sperimentare,.. ma tanta voglia di andare al patronato, far la fila e lamentarsi. Anche stamattina per esempio cianciavano per le aflatossine ed il loro timore di veder deprezzato il raccolto in corso.

  11. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Francesco PD

    Tu la produzione dei frumenti ibridi l’hai paragonata con le produzioni delle varietà italiane, mentre in Francia lo scostamento di produzione tra frumenti ibridi e frumenti di selezione classica non hanno mai soddisfatto completamente gli agricoltori francesi. I primi studi datano del 1963 e se ne sono interessati Monsanto e Dupont, ma hanno abbandonato il campo preferendo vendere solo il prodotto gametocida. Sul mercato europeo è rimasto solo Saaten Union.

    Non è infatti possibile sfruttare in modo massiccio il fenomeno dell’eterosi come nel mais , gli aumenti di produzione vanno dai 5 ai 10 q/ettaro (prove di catalogo francesi, ma il seme costa troppo in quanto non sempre la distribuzione del gametocida opera una castrazione percentualmente soddisfacente. Tu hai trovato che la precocità dei frumenti ibridi si adatta ai climi italiani?

    Rimane sempre la questione dell’impatto dell’uso del gametocida in un contesto dove ti rifiutano tutto ciò che è innovativo. Ti puoi immaginare se i ” novelli vandali” che sembrano dei benemeriti della società non ti bloccano al momento del rilascio del gametocida nell’aria, quando ne verranno a conoscenza?. Siamo ormai all’antiscienza e come ho avuto modo di dire, solo quando qualcuno resterà senza il cibo abituale o si vedrà crescere i prezzi non più alla portata della sua borsa gli italiani ( ma anche gli europei) si sveglieranno. Purtroppo deve capitare questo.

    Io è da 10 anni che predico della mancanza di professionalità in generale nelle nostre campagne e il suo continua decadimento, lo dicevo quando lavoravo nel campo della bieticoltura, l’ho detto scrivendo su Spazio Rurale per sei anni di fila( Hai conosciuto questa rivista?) e lo sto dicendo ora sul blog. Quando lo dico mi guardano o meglio mi considerano un extraterrestre, ma tu le confermi avendo mostrato una innovazione a gente che si è dimostrata rassegnata, tanto sono paghi del valore fondiario delle loro terre!

  12. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    SIAMO ARRIVATI AL RIDICOLO! E poi ci lamentiamo della nostra magistratura, il che è tutto dire!!!!!

    La corte d’appello di Colmar il 14 maggio ha deciso di rilasciare i condannati in prima istanza per la distruzione della prova sperimentale che voleva studiare l’interferenza della vite transgenica (ma solo il portainnesto era transgenico)resistente ad un virus che faceva raccorciare gli internodi dei tralci che poi praticamente non fruttificavano, con l’ambiente. I fatti si sono svolti nel 2010 e l’azione vandalica era stata condannata dai ministri dell’ecologia e dell’agricoltura dell’epoca, ambedue contrari agli OGM.

    Quale la valutazione per il rilascio?

    I giudici si sono sostituiti agli scienziati ed hanno detto che per loro la prova non aveva stimato abbastanza tutti i rischi connessi, ammettendo così che la giustizia fai da te ha piena ragione d’essere in Francia. In Italia è da tanto che va così!!! I giudici non è che si siano avvalsi di una perizia scientifica per deliberare, hanno solo deciso di propria testa.

    D’altronde dove potevano trovare un suffragio scientifico se la prova era stata programmata dall’INRA (Institut National Recherche Agricole), ricerca pubblica dunque. Non solo ma la prova aveva ricevuto parere favorevole, perché istituzionalmente competenti in merito, sia per gli scopi che per l’organizzazione della prova, da parte del comitato scientifico dell’Alto Consiglio delle Biotecnologie. L’Alto consiglio è composto da due comitati, quello sunnominato e lo SCEES che è un comitato cosiddetto “partecipato” (ciò che tanto piace a Capanna che così andrebbe a far casino, come ha sempre fatto nella sua vita sprecando tutti i suoi evangelici talenti…)dove la maggioranza dei membri è formata da accaniti antiOGM. Ebbene anche questo comitato a suo tempo aveva dato parere favorevole con questa motivazione: « preso atto dei dispositivi messi in atto per assicurare al meglio la sicurezza la sorveglianza della sperimentazione si da parere favorevole ».

    Prof Rugini, se mi legge, forse questo episodio la può consolare nel senso che non è più il solo ad essere stato vittima innocentissima dell’antiscienza.

  13. FrancescoPDNo Gravatar scrive:

    @alberto
    commento 11), si ho visto che si è adattato molto bene al clima nostrano (PD) e a terreni anche difficili, e ha mantenuto le promesse in termini di sanità e robustezza della pianta. In fatto di precocità,.. è certamente un po più lungo di altri, l’ho raccolto per ultimo. L’autunno scorso volevo fare un test anche con l’orzo ibrido per anticipare un po i tempi per un secondo raccolto, ma piuttosto di seminare male ho preferito non farlo proprio.
    commento 12), spero che come noi leggiamo e commentiamo questi schiaffi alla ricerca, ci siano anche molti altri in giro per l’europa che si indignano e puntino il dito su questi veri e propri abusi di potere della magistratura per invasione di campo (scientifico) altrui. L’unica speranza è che l’europa se ne faccia carico (gli illuminati, non certo i politici che manderemo in traferta noi…) e che facciano rispettare le regole europee. Ma soprattutto che non passi mai la possibilità per ogni stato di fare quel che crede, ovvero strame dell’interesse nazionale per mero effimero tornaconto elettorale.

  14. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Giorgio Fidenato sei criminale a seminare mais OGM per avere un prodotto più sano!!!

    Salvatore dell’umanità invece è Auchan, un patito del biologico, che mette in vendita prodotti a base di mais infetti da DON.

    http://www.medisite.fr/a-la-une-rappel-de-galettes-de-mais-contenant-des-mycotoxines.605190.2035.html

  15. Fidenato GiorgioNo Gravatar scrive:

    In ogni intervista che mi fanno io vado dicendo che voglio seminare OGM perché voglio alimentare me e la mia famiglia con un mais più sano e nutriente. E dico anche che a casa mia sono banditi i cibi biologici perché sono meno salubri e meno nutrienti!!!

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