Il 10% delle terre mondiali è coltivato con OGM

23 Feb 2011
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I dati diffusi ieri, 22 febbraio dall’ISAAA sui dati del 2010 sono davvero impressionanti. Ogni anno si aggiunge come nuova superifce coltivata ad OGM una estensione uguale a quella dell’intera superficie agricola italiana. Immaginate tutte le coltivazioni che abbbiamo in Italia dal grano alla vite agli ortaggi: e’ l’estensione di quanto ogni anno aumenta la superfice coltivata ad OGM nel mondo. Il campo medio e’ di 9,6 ettari ossia piu’ piccolo del campo medio di una azienda italiana. Il 80% della soia e ben il 64% del cotone derivano da OGM: due blue jeans su tre sono OGM.

Oramai non c’e’ piu’ soia OGM-free se non per attività marginali. Quasi il 30% del mais deriva da OGM ed i margini di miglioramento per questa commodity lasciano pensare che nei prossimi anni sempre piu’ mais che circola per il mondo deriverà da OGM. All’Italia manca circa il 30% del mais che consuma e quello biotech e’ un buon mais da commercializzare: i conti su cosa importeremo sono presto fatti.

Importante aumento delle coltivazioni biotech in Australia. Tra due anni potrebbe arrivare la coltivazione di riso OGM e di golden rice. Grazie alle varieta’ Bt si sono risparmiati in 15 anni 393mila tonnellate di pesticidi e solo nel 2009 si sono ridotte le emissione di gas serra in quantità’ tale che si puo’ dire che grazie agli OGM si e’ evitata tanta CO2 quanta quella diffusa da 8 milioni di autovetture.

Leggi (il report del The International Service for the Acquisition of Agri-biotech Applications ) e (Situazione globale del commercio di prodotti geneticamente modificati - OGM)

1 commento al post: “Il 10% delle terre mondiali è coltivato con OGM”

  1. vincenzo lenucciNo Gravatar scrive:

    Non solo. C’è chi, nella sua ideologia pervicacemente “contro”, cerca di guardare anche al di là delle cifre inequivocabili del rapporto. Tanto da affermare categoricamnte: “Calano del 3 per cento i terreni seminati con organismi geneticamente modificati (ogm) in Europa nel 2010 a conferma della crescente diffidenza nei confronti di una tecnologia che gli agricoltori europei stanno abbandonando, anche nei Paesi dove è ammessa, poiché nel coltivare prodotti transgenici non c’è neanche convenienza economica.”
    Peccato che leggendo il rapporto si desume invece che in Spagna, dove c’è l’84% del biotech europeo, il mais Ogm seminato nel 2010 è aumentato rispetto al 2009 mentre quello convenzionale si è ridotto del 4%. Perchè? Forse perchè, come pure riportato nel dossier Isaaa, in base ad alcuni studi scientifici che saranno presto disponibili, il mais biotech garantisce in Spagna il 6% di resa per ettaro in più e 112 dollari in più ad ettaro di margine lordo. Senza contare il beneficio in termini di ’safety’: rispetto ad un’area con presenza di piralide, il mais Ogm garantisce una riduzione di fumonisine dell’83%…. Altro che diffidenza degli agricoltori europei e scarsa convenienza. Grazie per il rapporto 2010 a Clive James ed all’Isaaa… e verrebbe da dire grazie a chi cerca ancora di penalizzare l’agricoltura italiana con il pregiudizio, e la “trasparenza” dell’informazione. Saluti a tutti i salmonauti…

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