Commodities

15 Apr 2014
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Mentre noi ci trastulliamo con produzioni localissime e centimetri zero, le grandi derrate fluiscono per il mondo di cui siamo inermi spettatori.
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3 commenti al post: “Commodities”

  1. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Non solo ma abbiamo un Moncalvo della Colduretti che catechizza Felicetti dell’Aidepi, l’associazione imprenditoriale del settore pastario perchè comprano il 30 o anche 40% del grano duro all’estero Felicetti giiustamente gli risponde che la produzione italiana di grano tenero è insufficiente ed inoltre ribadisce ciò che io affermo da tempo per diretta conoscenza delle varietà coltivate e della qualità certe volte infima del seme seminato, che spesso il grano duro italiano non ha qualità pastarie accettabili. Infatti molte importazioni servono per far divenire la qualità accettabile. Afferma inoltre che si importa anche perchè altrimenti in poco tempo si perderebbe la leaderchip italiana.

    Altra cosa nella quale sono d’accordo con Felicetti è che non è l’origine che fa una merce in assoluto buona o cattiva, ma solo il sapere o il non sapere fare la pasta.

    Ah questo totem della tipicità che permette a politici e organizzazioni di illudere un’opinione pubblica che vuol, credere solo quella che fa piacere! Continuiamo pure così, quando ci sveglieremo forse non avremo il deserto davanti a noi ma quasi.

    Vedi articolo su Corriere della Sera di oggi (pag. 31) a firma di Corinna DE Cesare

  2. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Non grano tenero ma duro, scusate

  3. FrancescoPDNo Gravatar scrive:

    Se la Smithfield è passata in mano cinese, qui non ho parole!! se dopo l’accapparramento fossennato di terre in giro per i paesi emergenti ora si pappano pure le aziende leader a livello planetario,.. a noi ci resterà Carlin Petrini, Capanna e Farinetti a sfamare gli italiani,.. a parole o a caro prezzo

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Nella categoria: News, OGM & Economia

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