Consulenza per studenti

29 Mag 2015
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In questo post dovrebbero arrivare le richieste di alcuni studenti che ho incontrato andando a fare lezioni in giro per l’Italia. Chiedo a tutti di contribuire alle risposte.

35 commenti al post: “Consulenza per studenti”

  1. GUIDORZI ALBERTONo Gravatar scrive:

    Apro la rubrica con un intervento da vecchio agronomo (non per questo decrepito però…) affinchè gli studenti siano e rimangano critici, nel senso di analizzare bene e criticamente gli assiomi che si sentono circolare in questi tempi e nell’assecondare certi “falsi profeti” (ma molto palancai, tra l’altro) quali Mario Capanna, Carlo Petrini, loro sodali e relative organizzazioni di supporto che poco hanno a che vedere con il far mangiare il mondo. Anche l’Italia ha poco da dire dal come “far mangiare il mondo” perchè in questi anni è stata solo capace di aggravare la nostra bilancia alimentare.

    Sono reduce da un viaggio in Marocco per una ulteriore expertise sulla barbabietola da zucchero coltivata in semina autunnale. In questa occasione sono stato accompagnato ad osservare tutti i distretti agricoli marocchini: frutticoli, orticoli e cerealicoli. Ebbene vi posso dire che sono rimasto meravigliatissimo dei progressi fatti da questo paese in fatto di olivicoltura,di melicoltura verso la catena dell’Atlante e dell’agrumicoltura. La loro orticoltura poi è destinata presto a invadere i nostri mercati. Ho visto distese di grano duro e orzo che battono 10 a 1 molte nostre coltivazioni meridionali. Hanno semplicemente usato l’acqua di cui sono ricchi in modo molto più adeguato di noi. Dulcis in fundo: tutto questo è stato ottenuto con una cura del paesaggio che se fosse praticato nel nostro meridione attirerebbe frotte di turisti, visto ciò che offriamo in sovrappiù (cucina, storia, paesaggistica e clima).

    Nel rientrare giovedì scorso invece mi sono trovato in mano il supplemento del Corriere della Sera “OrizzontiExpo” vale a dire un’accozzaglia di retorica vuota, di considerazione astratte, di suggerimenti fuori dalla realtà e tutte che vanno nel senso contrario di come nutrire il pianeta.

    Credete voi che il Marocco per fare ciò sia ricorso ad incentivare l’agricoltura famigliare, alla semina a spaglio e alla non concimazione? Tutt’altro ha applicato tutto ciò che altri paesi più progrediti hanno sperimentato e ritenuto valido, non solo ma hanno corretto ciò che noi nel nostro percorso abbiamo sbagliato e che sono state e sono in continua correzione. Certo ho visto anche persone fare coltivazione “famigliare”: stavano mietendo a mano con la falce messoria il loro campetto di grano ed ho chiesto loro quanto producevano e la loro risposta mi ha lasciato basito perchè erano contenti di raccogliere 5 q/ha da cui ne dovevano trattenere uno per le semine successive e le loro semine erano molto rade. Ho chiesto loro se avevano sentito parlare del loro guru Carlin Petrini e se erano stati invitati all’Expo per testimoniare che loro avevano la pancia piena e la felicità del vivere in quel modo….ma mi hanno fatto capire che la loro vita era solo grama… e tanto anche!!!

    Prendo spunto dalle “puttanate” contenute nell’articolo che Luca Mattucci fa dire alla Panzana Shiva:

    1° Credete voi che il problema della bietola da zucchero che sono andato a rivedere dopo l’applicazione per tre anni dei consigli che avevo dato loro siano stati risolti con il ricorso ai semi “ancestrali”, essendo la Beta maritima presente sulle loro sponde mediterranee? Certamente no! Essi sono ricorsi alle innovazioni apportate alla selezione fatta da noi europei, vale a dire la resistenza alla fioritura al primo anno al fine di poter seminare in autunno e godere di un ingrossamento maggiore della radice da raccogliere, alla semina di semi monogermi (non più plurigermi e quindi da diradare manualmente). Per inciso questa del seme monogerme è una scoperta tutta italiana, ma il cui sfruttamento l’abbiamo regalato a ditte estere in quanto abbiamo letteralmente distrutto la Stazione di Bieticoltura di Rovigo, questa ci aveva anche regalato la resistenza alla cercospora, una malattia delle foglie che le fa seccare e che è tipica degli ambienti mediterranei e proveniente da quella bietola ancestrale che è la Beta Maritima e che il miglioramento genetico tramite una serie infinita di incroci e successivo ripristino delle qualità agronomiche perdute ci aveva permesso di sfruttare, ma anche questa scoperta l’abbiamo lasciata sfruttare economicamente alle ditte selezionatrici estere, da cui ora siamo obbligati a comprare il nostro seme e che loro stanno vendendo, arricchendo il loro badget, in tutti i luoghi del pianeta dove la malattia è presente.
    Quali erano stati i consigli che avevo dato? a) Seminare varietà monogermi ed impiegare i tempo risparmiato nel diradamento a zappare e tenere più puliti i loro bietolai. b) usare sementi più tolleranti alle malattie in modo che la difesa con antiparassitari risultasse più ecocompatibile e nello stesso tempo più efficace. c) usare seminatrici particolari che permetteva di depositare i semi alla giusta distanza, risparmiando semente e sfruttando l’elevata capacità germinativa che il seme prodotto da ditte specializzate aveva. Fate una prova a seminare seme raccolto da voi e vedrete cosa vi capita. Ho anche detto loro di non concimare con fosforo perchè le loro montagne sono delle “miniere” di fosforo, come ho sempre detto di non usare potassio in Italia per la stessa ragione. Questa è la vera tecnica ecocompatibile non certo l’agricoltura che ci viene a propagandare la Panzana Shiva (lo sapete che ogni conferenza della Panzana Shiva costa 40.000 euro con viaggio pagato in Business class?).

    2° Credete voi che i marocchini seminino i grani ancestrali di frumento duro? Neppure per sogno, essi sono venuti a prendere i semi più performanti di noi europei. Solo che nessuna ditta italiana qui vende seme perchè non competitivi rispetto alle costituzioni francesi, e pensare che la selezione del grano duro in Francia è recentissima, eppure hanno già raggiunto migliori risultati di dove la coltura è ancestrale e quindi godiamo della selezione praticata dai nostri avi, solo che ha miglioramenti infimi.

    3° Credete voi che i compatrioti della Panzana siano riusciti a raggiungere la sufficienza alimentare seguendo le regole propugnate da lei? Se volete una riprova del detto “nemo propheta in patria” dovete andare in India e verificare quale considerazione hanno della loro connazionale; il bello è che tra gli Europei solo noi italiani (fessi due volte) le facciamo i ponti d’oro per venire a sproloquiare da noi.

  2. classe V Liceo S.Umiltà FaenzaNo Gravatar scrive:

    Gentile prof. Defez, abbiamo seguito con interesse il suo seminario a Faenza.
    Ecco le domande che non siamo riusciti a farle al termine della
    conferenza.
    1- Su quali nuove caratteristiche, oltre alla resistenza
    agli insetticidi, erbicidi, implementazione delle proprietà nutritive,
    la ricerca attuale sugli OGM sta lavorando? Insomma, quali sono le
    nuove frontiere? Ci piacerebbe avere anche qualche riferimento
    bibliografico a riguardo. 2- E’ vero che gli OGM sono monopolio delle
    multinazionali? 3- In quali campi vengono applicate le tecniche di
    correzione del DNA?
    Davide Mazzolani, Maria Teresa Laganà, Camilla Chioccini e
    Ilaria Capra.

  3. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Ciao ragazzi della V liceo S. Umiltà di Faenza.
    Vi premetto che non sono uno scienziato, ma un Agricoltore.
    Cerco di dare un mio piccolo contributo alla risposta della vostra domanda n. 2
    Si, é vero. E’ purtroppo vero perché negli scorsi decenni si sono permesse delle politiche di accentramento dell’industria sementiera che ha messo le sole Multinazionali in grado di far fronte agli enormi costi dettati dalla politica per ottenere le necessarie autorizzazioni alla commercializzazione di prodotti OGM.
    Attenti però a non cadere in un facile tranello.
    Tutta la moderna agricoltura é dipendente dalle Multinazionali, che personalmente ringrazio di cuore.
    Ciò che noi agricoltori professionali seminiamo nei nostri campi non deriva dalle sementi dell’anno precedente, ma é il frutto di incroci F1 (caso mais) o comunque di selezione che le Multinazionali ci mettono a disposizione.
    Per le altre domande vi lascio nelle mani degli scienziati…

  4. roberto defezNo Gravatar scrive:

    La principale nuova frontiera e’ la tolleranza a climi aridi. Si tratta di una sfida enorme perchè il progetto no è quello di far crescere una pianta nel deserto, ma di consentire ad una pianta in un clima variabile di crescere bene quando c’è acqua piovana e soffrire meno quando l’acqua scarseggia. Esiste già un mais che viene provato negli USA su circa 300.000 ettari, ma siamo ancora all’inizio di queste prove e se volete la mia impressione, mi aspetto più di un fallimento prima di trovare la strada giusta. Io stesso ci sto provando agendo però sui batteri del suolo che si associano alle radici delle piante.

    Molti progetti riguardano tolleranza a funghi e la cis-genesi su melo o vite sarebbe uno straordinario modo di ridurre l’uso di fungicidi a base di rame (un metallo pesante che provoca gravi patologie nell’uomo). Parlo di cis-genesi perchè i geni di resistenza si trovano nelle stesse piante selvatiche di melo o vite e quindi si tratta di spostare geni da melo in melo o da vite in vite. Questa strada era già stata percorsa con successo dalla patata Fortuna.

  5. franco nulliNo Gravatar scrive:

    E qui lo “scienziato” Roberto Defez ha messo il coltello in una piaga molto …sanguinante.
    Pur avendo io la mia Azienda Agricola nella Pianura Padana a sud di Milano con una disponibilità di acqua invidiabile mi trovo spesso in situazioni “limite” per cui una maggior resistenza agli “stress idrici” (mancanza di acqua anche temporanea) sono un problema di grande rilevanza.
    Vi faccio un esempio.
    Coltura di mais al livello di 8/10 foglie, non ha ancora completamente coperto il terreno sottostante e mi trovo in stress idrico (succede molto spesso).
    Se irrigo il mais a scorrimento/sommersione come qui é prassi, lo “cuocio” per il riscaldamento dell’acqua sul terreno giorno successivo; se non lo irrigo lo lascio lentamente soffrire la sete…
    Nel primo caso dopo 3/4 giorni dall’intervento vedo le piante ingiallite morire annegate in acqua calda, nel secondo caso vedo le foglie accartocciate e bluastre che mi chiedono acqua con insistenza.
    Cosa faccio?
    E’ decisione difficile che comporta di scegliere quale é il minore dei mali.
    Ma ambedue sono mali…

  6. Roberto MattioliNo Gravatar scrive:

    Carissimi Davide, Maria Teresa, Camilla e Ilaria,

    intanto grazie per essere intervenuti qui su Salmone. Sono in linea con quanto già riportato dal Prof. Defèz e dal Dott. Nulli.

    Per quanto riguarda la prima vostra curiosità confermo ciò che il Prof. Defèz ha riportato…immagino riferendosi al mais MON 87460. Questo tipo di mais dovrebbe portare a rese sufficientemente alte anche in presenza di stress idrici e mantenere rese paragonabili alle linee da cui proviene in presenza di un normale apporto idrico. Dico dovrebbe perchè è ancora presto per poter trarre delle conclusioni in merito alla sua efficacia.

    Vi riporto due riferimenti bibliografici:

    http://www.plantphysiol.org/content/147/2/446.full
    http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25210866

    Tenete presente che le problematiche relative al consumo di acqua sono sentite ormai da diversi anni e da diversi anni anche la ricerca pubblica sta cercando di trovare soluzioni (ovviamente con le scarse risorse di cui è dotata). La via biotecnologica è solamente una delle strade percorribili ma altri programmi di ricerca prevedono l’uso di tecniche di miglioramento genetico classico. A proposito di ricerca pubblica, oltre i riferimenti del Prof. Defèz vi segnalo anche i lavori della Prof.ssa Chiara Tonelli (tanto per rimanere in Italia). La strada tuttavia è ancora lunga.

    Per quanto riguarda le multinazionali concordo in parte con quanto scritto dal Dott. Nulli sui costi di brevettazione e sperimentazione e con la situazione della ricerca pubblica italiana (non smetterò mai di dirlo) la cosa si aggrava ancora di più. Ciò che deve essere tenuto a mente però, è che si diventa dipendenti da qualcosa, solamente quando non si hanno alternative valide. Il fatto di aver abbandonato la ricerca pubblica, il fatto di non avere un’industria sementiera, il fatto di aver smesso di innovare e ricercare … questo è quello di cui dovremmo preoccuparci.

    Passo all’ultimo punto. Innanzitutto trovo curiose le parole che avete utilizzato “correzione del DNA” … mi spiegate esattamente cosa intendevate? Se per correzione del DNA facevate riferimento alla tecnica del DNA ricombinante alla base degli OGM oggi in commercio, tale tecnica viene applicata in un’infinità di campi. La quasi totalità delle informazioni oggi a nostra disposizione in medicina, biologia cellulare, biologia molecolare derivano dall’uso di OGM nei laboratori di ricerca (magari se volete poi vi spiego meglio). Gli OGM li ritroviamo nella produzione di farmaci (come l’insulina o alcuni vaccini), di additivi alimentari, nella produzioni di detersivi. Potrebbero presto essere utilizzati all’interno di terapie geniche e cure di alcune forme di tumore.

    http://jco.ascopubs.org/content/early/2015/05/22/JCO.2014.58.3377.abstract?sid=25367564-a56b-46d4-b1d0-c0af42ba0d65

    Un caro saluto….. :-)

  7. roberto defezNo Gravatar scrive:

    poi ci cono già in commercio piante resistenti a virus (papaya alla Hawai) o pomodoro Sanmarzano resistenete a due virus che ma quello non ha il diritto di vedere un campo coltivato per i pregiudizi nazionali.

    Altri progetti riguardano la miglio capacità di assimilare azoto o fosfati dal terreno.

    Per le multinazionali ricordate che ci sono multinazionali da tutti i lati, sia per coltivare Ogm che per non coltivare Ogm. Ad esempio oggi metà del fatturato delle multinazionali della chimica che vendono agrofarmaci (o pesticidi) viene fatto vendendo agrofarmaci autorizzati in agricoltura biologica, che hanno comunque un grave impatto ambientale sugli organismi acquatici o sulle api.

    Se avete tempo, ho depositato per la mia audizione in commissione Igiene e Sanità del Senato un documento che potrebbe esservi di grande aiuto.
    Lo trovate qui:http://www.senato.it/application/xmanager/projects/leg17/attachments/documento_evento_procedura_commissione/files/000/002/745/DEFEZ2.pdf

  8. roberto defezNo Gravatar scrive:

    per la correzione del DNA non ci sono ancora applicazioni in commercio, ma la tecnologia funziona non solo in piante ma anche in tutti i vertebrati. E’ basata su una specie di sistema immunitario dei batteri che permette di riconoscere una specifica sequenza nel DNA e può correggerla introducendo un nuovo stampo da copiare. Se volete approfondire Crisp Cas9

  9. GUIDORZI ALBERTONo Gravatar scrive:

    Ragazzi

    Ecco una prima risposta.

    Non dovete dimenticare mai che il miglioramento genetico è il frutto del concorso di tutti i geni presenti nel genoma di una pianta, mentre la transgensi (la tecnica che da origine ad un OGM per inserimento di un gene non facente parte del genoma della specie da migliorare) è solo un piccolo contributo al miglioramento. Quindi se non si va nell’ordine di migliorare prima il concorso del più grande numero di geni della pianta e solo dopo, e se del caso, introdurre un gene nuovo (Gene del Bt o il gene di resistenza ad un erbicida ecc. ecc.)si sbaglia l’approccio.

    La Transgenesi darà solo dei piccoli e limitati contributi al miglioramento generale di una pianta coltivata. Limitati perchè non è pensabile di poter introdurre troppi geni esogeni in una pianta.

    Diverso invece sarebbe il discorso se agiamo in Cisgenesi, cioè nel trasferimento di geni mancanti il quella varietà di pianta prenedendola da altre varietà della stessa pianta che li posseggono o da specie selvatiche che dimostrano di averli. Solo che questa tecnica concettualmente non ha nessuna ragione di essere considerata OGM, mentre una legislazione non meditata li fa rientrare negli OGM.

    Perchè non dovrebbe essere considerata OGM la cisgenesi? Per il semplice fatto che io posso ottenere lo stesso risultato anche con metodi naturali. Perchè è da preferire la cisgenesi rispetto ai metodi naturali? Per una ragione molto semplice: il tempo intercorrente per migliorare una specie nelle sue varietà verrebbe enormemente diminuito. Infatti si elimina il tempo intercorrente a rimediare alla degenerazione che si ha in una varietà se trasferisco un gene interessante preso da una varietà o specie spontanea che però è di gran lunga inferiore per tutte le altre caratteristiche.

    Quindi un grandissimo risultato si potrebbe ottenere da subito se non considerassimo OGM la tecnica di cisgenesi. Infatti, potremmo rendere resistenti a molte malattie, e quindi evitare molti trattamenti con pesticidi, nele nostre piante coltivate. Le possiamo migliorare organoletticamente, possiamo risolvere in loco le problematiche gravi (nutrizionali e sanitarie) nelle coltivazioni praticate dai paesi poveri e su piante che sono alla base del loro sostentamento. Non solo ma ciò può essere benissimo fatto dalla loro ricerca pubblica e senza dover pagare ingenti somme di denaro per farlo.

    Quindi una prima risposta alla vostra prima domanda è che basterebbe operare sul trasferimento di geni interessanti nell’ambito della stessa, senza dover andare a cercare nuove frontiere.

  10. GUIDORZI ALBERTONo Gravatar scrive:

    Ecco una seconda risposta al vostro secondo quesito.

    2- E’ vero che gli OGM sono monopolio delle
    multinazionali?

    No, non è vero, non solo ma le multinazionali delle sementi e quindi degli OGM, non sono talmente potenti da potersi considerare tessitori di ragnatele che imprigionano consumatori e agricoltori e talmente potenti da dettare legge ovunque. La Monsanto ha un giro d’affari che è 1/5 di quello della COOP.

    Cos’hanno fatto le multinazionali?

    Hanno semplicemente scelto piante e tratti genetici OGM da inserirvi al fine di soddisfare delle esigenze dei coltivatori divenute di difficile soluzione. Non dimenticate che sono gli agricoltori che fanno le scelte se comprare o meno il seme OGM e che possono far guadagnare o meno queste multinazionali.

    Hanno scelto prima di tutto piante coltivte su grandi superfici. e la scelta mi pare logica, poi hanno scelto di inserire caratteri che risolvevano problemi annosi divenuti particolarmente gravi (malattie del cotone e del mais) oppure hanno accompagnato, facilitando la coltivazione in terre vergini, delle piante la cui domanda è crescente (soia e mais) facilitando agli agricoltori la risoluzione delle crescita delle malerbe che potevano minare il raccolto. Certo è stata una scelta utilitaristica, ma non bisogna dimenticare che l Multinazionali non sono delle ONG benefiche ma delle società per azioni che si finanziano sul mercato e per farlo devono distribuire dividendi.

    La tecnica OGM è divenuta di una banalità esasperante ed alla portata di qualsiasi ente di ricerca pubblico, anche a livello di paesi in via di sviluppo.

    Ciò che non è banale è la possibilità di vedersi approvare per la coltivazione la pianta che contiene un tratto OGM nuovo. Qui per tacitare un’opinione pubblica spaventata oltre misura si è caricato il dossier di approvazione di tali e tante ricerche che solo una multinazionale può rischiare di spenderli. Una istituzione pubblica non ha nessuna possibilità di poterlo fare e quindi comprendete che automaticamente si è steso un tappeto rosso all’acquisizione del monopolio da parte delle multinazionali.

  11. Roberto MattioliNo Gravatar scrive:

    Grazie al Prof. Defez, ho capito cosa intendevate con “correzione del DNA”… non credevo foste tanto informati :-)

  12. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Attenzione ragazzi perchè qualcuno le racconta …….. fate attenzione, poichè spesso sono stati indicati progetti e non cose reali:

    - il pomodoro Sanmarzano resistente ai virus non esiste;

    - le piante OGM resistenti alla siccità, così come quelle resistenti al ph acido o basico, così come quelle resistenti al caldo e al freddo, ecc. non esistono;

    - al momento attuale il 99,99% delle piante OGM coltivate è resistente ai diserbanti oppure è resistente (non indenne ….. resistente) agli insetti;

    - sulle multinazionali, vi consiglio una lettura

    http://ogmbastabugie.blogspot.it/2015/01/ogm-e-brevetto-una-nuova-forma-di.html

  13. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    http://www.gmo-compass.org/eng/gmo/db/

    cari ragazzi su questo sito potete individuare gli eventi e il loro stato di autorizzazione.

    Buona lettura :-)

  14. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    Scusa Ogmbb, in che senso il pomodoro Sanmarzano gm non esiste?

  15. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    Ancora Ogmbb, cosa intendi per piante resistenti alla siccità? Chi ha menzionato tra tutti gli interventi che sono stati fatti, ph, caldo, freddo? Cosa intendi quando dici sono stati indicati progetti e non cose reali?

  16. GUIDORZI ALBERTONo Gravatar scrive:

    Scienza 79

    Sai quando un asino vuol discutere di solito si trasforma in un somaro che raglia.

    E’ certo che bisognerebbe conoscere le piante C3, le piante C4 e le piante CAM. e sapere che il passaggio dalla prima alla seconda alla terza non è altro che un avvenuto adattamento a minori bisogni di acqua durante la fotosintesi. La resistenza alla siccità di una pianta in realtà si risolve proprio in questo, solo chi ha studiato lo sa mentre i somari continuano a ragliare.

    Quindi di geni che sottendono a queste funzioni mutate ve ne sono a iosa se le piante si sono categorizzate, purtroppo siamo ai primi balbettamenti in questo campo e quindi occorre lasciare il tempo che i risultati arrivino.

    La differenza sta nel fatto che nella ricerca pubblica una scoperta può restare anche fine a se stessa per molto tempo, mentre presso una multinazionale che cerca di trarre profitti dalle sue scoperte occorre che una scoperta si trasformi in un vantaggio palpabile per chi dovrà comprare e pagare i semi. Nel caso della adattabilità agli stress idrici siamo solo agli inizi e ne valuteremo i risultati solo a posteriori, come si è fatto con il miglioramento genetico in generale.

    Certo che imputare ad una multinazionale il fatto di non scoprire e questo al fine di dire che ha lavorato poco è come dire a Marchionne: “ma come, non hai ancora fatto una automobile che vola?”

  17. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    VEDISEMU, che cazzo blateri? Te le racconti, te le canti e te le balli da solo …….. io ho semplicemente fatto notare che spesso si tratta di progetti e che al momento non esistono ……… VEDISEMU, hai grossi problemi di DS.

  18. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    Scusa Ogmbb, cosa intendevi quando hai scritto che il sanmarzano gm non esiste? Cosa intendevi quando hai scritto relativamente ai progetti?

  19. GUIDORZI ALBERTONo Gravatar scrive:

    Scienza 79

    Quando piscia fuori dal vasino mica ti risponde, “muto y è”

  20. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    piscia fuori tua sorella

    Dunque, se avete paura degli OGM, state tranquilli, il pomodoro San Marzano (se lo trovate) o il basilico ligure per il pesto genovese non sono transgenici.

    http://www.corriere.it/scienze/12_marzo_24/ogm-questione-confusione-giannattasio_bcf3e6b4-75c9-11e1-88c1-0f83f37f268b.shtml

  21. GUIDORZI ALBERTONo Gravatar scrive:

    Il seme San Marzano OGM eccome se esiste, ma è chiuso nei cassetti e noi continuiamo a chiamare San Marzano il tipo Roma o il Chico che in realtà seminiamo. Poi lo inscatoliamo e lo mandiamo in Usa con scritto sui barattoli “San Marzano” ma in reatà abbiamo raccolto un pomodoro selezionato dagli americani. Poi pretendiamo che interdicano le imitazioni dei nostri prodotti.

  22. GUIDORZI ALBERTONo Gravatar scrive:

    Giannottasio si faccia un giro in Francia e vada a discutere con Bové ed le sue armate di vandali:

    https://www.youtube.com/watch?v=k4RbUtDf9X8

  23. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Certo che fare discussioni di questo livello in un thread che dovrebbe essere dedicato a studenti desiderosi di “conoscenza” mi sembra decisamente poco edificante.
    Non mi pare che facciamo una grande figura…
    Frasi come “piscia fuori tua sorella” o “Vedisemu che cazzo blateri” sarebbero decisamente da cassare dalla nostra conversazione.
    Si può discutere anche senza diventare scurrili.
    Con rispetto

  24. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Franco, dillo al tuo amico ……. io, purtroppo, non offendo mai per primo.

  25. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Abbassa i toni!

  26. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Quando si “offende” non ha importanza se si é il primo.
    Comunque si “offende”…
    Cerchiamo di non essere il primo, il secondo etc…
    Insisto a costo di essere noioso! Abbassiamo i toni.
    Non serve a nulla urlare.
    Parliamo con calma, esprimiamo liberamente le nostre idee, discutiamo animatamente, ma con moderazione
    Tutto il resto é fastidioso. Brutto!

    P.S. OGM bb!. Vedi bene di capire che anche tu sei mio “amico”; in caso contrario mi guarderei bene dal discutere con te…
    La sola differenza con Alberto, quello che ironicamente definisci mio “amico”, é che un puro caso abbiamo avuto l’occasione di conoscerci di persona.
    Cosa che mi farebbe piacere anche con te…
    Anche se abbiamo idee diametralmente opposte.
    Il mio indirizzo, oltre che il mio nome e cognome, lo conosci sicuramente (credo di averti dato più volte le mie coordinate e comunque le trovi in internet tranquillamente digitando Franco Nulli anche su Paginebianche.it) e in caso contrario Roberto te lo fornisce con piacere.
    Mi farebbe piacere anche il reciproco.

  27. Giuliano D'AgnoloNo Gravatar scrive:

    Il virus del mosaico del cavolfiore (CaMV), che ha distrutto le coltivazioni di Sanmarzano in Italia, Albania e Turchia, ha avuto come conseguenza il ricorso a cultivar che sembrano Sanmarzano ma non lo sono.
    Il Sanmarzano resistente al CaMV è stato realizzato da Metapontum Agrobios, una società consortile della regione Basilicata, facendo esprimere alle piante di pomodoro una proteina del capside virale. Il pomodoro trtansgenco è stato sperimentato in campo aperto per tre anni con pieno successo senza che le piante transgeniche fossero attaccate dal virus che attaccava invece le piante di controllo, come dimostrato da specifiche analisi molecolari.
    Visto il successo, la Regione Basilicata ha prima vietato la coltivazone degli ogm sul proprio territorio e poi smantellato i laboratori, distruggendo una realtà culturale di fama internazionale.
    Giuliano

  28. GUIDORZI ALBERTONo Gravatar scrive:

    Giuliano

    Queste cose gliele abbiamo prima raccontate e poi ripetute, ma non serve a nulla loro continuano per la loro strada: raccontano balle, se glielo fai notare glissano, cominciano però a tenerti nel mirino e nei tuoi confronti tutti i colpi bassi sono usati in modo delinquenziale.

    Ecco perchè certi individui (ormai per me “non persone”) io li tratto da pezze da piedi (se qualcuno sa ancora di cosa si trattava) in ogni occasione che si presenta.

    P.S. Giuliano “sembrano San Marzano”, infatti, il famoso Made in Italy, che inscatola varietà derivate da ROMA VF e Chico fatte in USA, ci scrive su “San Marzano” e poi si lamenta delle imitazioni.

  29. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Giuliano, mi fai vedere l’approvazione dell’EFSA del pomodoro ……. se non c’è, questo pomodoro non esiste …… punto! puoi sperimentare quello che vuoi, anche pomodori resistenti alle martellate, ma devono passare per l’EFSA.

  30. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    France ……. VEDISEMU continua ad offendere ……. questa volta sono stato bravo, la prossima volta rincaro la dose ….. mi spetta.

  31. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    ovviasmente il post precedente es+r rivolto a Franco

  32. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Comunque VEDISEMU hai grossi problemi di DS ……. fatti visitare

  33. Giuliano D'AgnoloNo Gravatar scrive:

    Caro OGM bbl,
    non sapevo che l’EFSA avesse la proprietà ontologica di stabilire l’esistenza o meno di un OGM. La vicenda di Metapontum Agrobios merita una riflessione approfondita sul destino della scienza n Italia e di come la politica parli sempre di innovazione tecnologica per poi sopprimerla soprattutto dove si sviluppa. Visto l’interesse dimostrato nei confronti delle biotecnologie dalla Regione Basilicata, non credo che il pomodore transgenico sia stato protetto da brevetto.
    La sperimentazione in campo aperto impone di far avere ai 28 paesi dell’Unione Europea le caratteristiche di costrutti utilizzati per realizzare il pomodoro. Le conoscenze in materia sono perciò diffuse: Vuoi vedere che nel prossimo futuro qualcuno farà approvare dall’EFSA un prodotto tipico italiano reso transgenico? Magari Israele, già produttore del famoso pomodoro di Pachino.
    Giuliano

  34. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    OGMbb, non riesco a credere a quello che ho letto… :-o

  35. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Giuliano, volevo semplicemente dire che si può fare di tutto, ma tra il fare e l’approvare c’è di mezzo ……. “più che il mare”…….

    e lascia perdere il “Pachino”, non confondere le idee alla gente.

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