Cosa ci perdiamo a non coltivare OGM

05 Mag 2014
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formaggio-e-pere Di Alberto Guidorzi

Vi proponiamo questo interessante articolo di Guidorzi in cui numeri alla mano mostra i vantaggi per i paesi dove è permesso coltivare gli OGM. Vediamo cosa ci perdiamo a non coltivare OGM e quali sono davvero le aziende che stanno investendo su questa tecnologia: il divario si fa sempre più profondo tra aziende biotech e quelle dell’agrochimica.

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9 commenti al post: “Cosa ci perdiamo a non coltivare OGM”

  1. Franco NulliNo Gravatar scrive:

    Non dico che ci dovrebbero essere ovazioni a favore delle traduzioni con commento di Alberto Guidorzi, ma almeno un grazie da tutti i frequentatori del “pesce che risale le correnti” si!
    Alberto si “danna” per la nostra causa ed é giusto ringraziarlo pubblicamente.
    Quindi “grazie Alberto” per il lavoro che fai per noi. Mi sembra doveroso…
    Poi a tutti il beneficio di commenti e critiche.
    … Che molto spesso non mancano!

    In questo caso ci sono solamente grandi spunti di riflessione… Tanti!
    Ancora grazie Alberto.

  2. VitangeloNo Gravatar scrive:

    Mi associo a quanto scritto da Franco e mi associo ai complimenti per il lavoro svolto da Alberto, che penso continuerà anche senza il nostro scontato apprezzamento. La lettura dell’articolo intristisce sia per le esperienze che non abbiamo potuto fare pur avendo dato sull’argomento un contributo determinante nella fase iniziale che per la considerazione che (forse?) questa è stata l’unica volta nella storia della nostra agricoltura che non abbiamo partecipato alla valutazione e alla valorizzazione di una innovazione! Mentre gli altri continuano a fare ciò che è giusto fare. Ora con il DNA espanso sarà interessante assistere ai dibattitti “innovativi”!!!

  3. GiovannaNo Gravatar scrive:

    Salve, ho appena finito di ascoltare le parole del Prof. Boncinelli proprio sulle nuove scoperte nel campo della genetica e le sue risposte ai dubbi sulla ricerca scientifica in generale avanzati da alcuni ascoltatori. Penso che il podcast sia sul sito di radiotre scienza http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/puntata/ContentItem-a4895fd8-3aaf-41ca-9fe5-2dca43e5450b.html
    Volevo anche ringraziarvi per il lavoro che fate. Giovanna

  4. Franco NulliNo Gravatar scrive:

    Grazie Giovanna!
    Non sono ancora andato a vedere il “lavoro” da te proposto, ma lo faccio subito.

  5. Franco NulliNo Gravatar scrive:

    @ Giovanna

    ……..mmmmmm

    Credo sia un tema per il quale bisogna chiedere lumi ad autori più autorevoli (Prof. Boncinelli docet).
    Forse Roberto ha qualcosa da dire…
    Non voglio assolutamente mettermi a discettere di temi relativi al DNA.
    Non é assolutamente il mio campo e non voglio dire cretinate…
    (anche se il DNA mi piace moltissimo!) :-)

  6. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Siamo ai primordi della biologia sintetica, spero che la stampa non si sbizzarrisca su voli pindarici di nessun senso e che hanno il solo scopo di far colpo e impressionare il lettore. Tempo al temp, e ricordiamoci la paura che si aveva del treno, dell’elettricitù, delle biciclette e delle automobili all’inizio.

  7. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Avete gia’ detto cose molto sagge. Intanto a ppena uscita la notizia mi hanno all’istante chiesto un commento, condito con la fretta di sapere: “Ma domani io cosa me ne faccio?”.
    Capirete la mia cautela a spiegare che ci vorranno decenni per avere le applicazioni:

    http://new.ecostampa.net/imm2pdf/Video.aspx?&imgatt=2LV7TQ&imganno=2014&imgkey=C1SGE94P5ZM7E6

    In estrema sintesi hanno aggiunto due lettere all’alfabeto dell’informazione genetica, ma
    1. le due nuove lettere anche lo stesso batterio, E. coli, non se le sa produrre da solo
    2. ne hanno introdotte dvvero solo due: una su un elica ed una che viene copiata
    3. non ho alcune informazione sulla sitesi proteica, ma sospetto che nulla sia cambiato o che al massimo si potrebbero interrompere le proteine che includano la lettura di queste basi
    4. non sappiamo se i ribosomi leggono questo DNA,
    5. Non sappiamo se i tRNA porteranno mai un amminoacido
    6. ancora decine di se e di ma a cui no ho ancora pensato non essendo un esperto

    Comunque nessuna applicazione in vista, gli scienziati non stanno giocando con la vita, è una strada molto, molto, molto promettente e ci si dovrebbe investire sopra perchè oggi c’e’ spazio er tutti, domani compreremo a caro prezzo le innovazioni pensate e realizzate da altri: lo sapevate gia’?

  8. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Riporto anche qui il commento che ho fatto da Bressaninini a proposito di una precisa domanda rivoltami in data 8 maggio cioè prima che uscisse la notizia sui giornali dell’aggiunta delle due basi.

    “”"”"”
    Quello che tu hai citato passa sotto il nome di “biologia sintetica” ed i prodotti che si ottengono hanno ormai i seguenti acronimi: OVA (Organismi viventi artificiali) o OGF (organismi geneticamente fabbricati). Sulla Biologia sintetica è già stato fatto un primo congresso.

    Si tratta di scienza e tecnologia interdisciplinare che cerca di sintetizzare dei sistemi biologici inediti tramite del materiale genetico , cioè dell’ADN. Il fautore è Craig Venter (pioniere del sequenziamento del genoma umano, cioè della costituzione della carta fisica dei geni umani, adesso si tratterà di andare a vedere cosa fanno, come si comportano e che prodotti generano per valutare quando siamo in presenza di comportamenti non normali. Ma di acqua ne deve passare sotto i ponti.

    Per inciso, ma ti rendi conto che noi ci stimo accapigliando per dire se si può o non si può trasferire biotecnologicamente un gene nell’ambito della stessa specie, quando già lo si può fare per incrocio, ma impiegando tempi molto più lunghi con derive che poi bisogna correggere?

    A livello di batteri invece ormai è cosa fatta come dice il giornale : il primo batterio sintetico ottenuto è il Mycoplasma laboratorium ( i micoplasmi sono i batteri più semplici che si conoscano e sono senza membrana) che dal nome si capisce che è stato solo un esperimento, ma si è partititi dal Mycoplasma genitalium. Ormai la tecnica dei sintetizzatori di ADN si è così perfezionata che si è svuotato un micoplasma del suo DNA e lo si è sostituito con uno sintetico ed il micoplasma si riproduce.

    Il MIT ha premiato un progetto denominato “cobalt buster” cioè di un batterio capace di stoccare scorie radioattive.

    Comunque già adesso la Biologia sintetica partecipa prima di tutto alla conoscenza migliore del vivente, ha applicazioni per ora allo stato sperimentale in medicina, biomateriali, disinquinamento ed in agricoltura.

    Volevi il mio pensiero: penso che se giocano bene le loro carte metteranno in serio imbarazzo le lobby ecologiste anti-ogm,che evidentemente sono contrarie ed hanno già richiesto una moratoria, nel senso che non devono fare gli errori della Monsanto e dei primi centri di biotecnologie applicate che se ne sono usciti con voli pindarici, tipo la fragola-pesce che qualcuno ha creduto di ipotizzare per far colpo e impressionare favorevolmente, ma che ha avuto l’effetto di spaventare e fornire ai NO-ogm un aiuto insperato, cioè il favore incondizionato dell’opinione pubblica spaventata.

    IN altri termini devono dire cosa hanno creato solo quando ne potranno far vedere l’utilità della realizzazione, utilità che deve far colpo sull’opinione pubblica per il vantaggio che offre. La branca che si deve privilegiare per prima è la salute. Infatti i primi prodotti annunciati e frutto della biologia sintetica sono ad esempio l’artemisinina per lottare contro la malaria e la messa a punto di sistemi diagnostici al fine di seguire i malati di aids o d’epatite.

    L’esempio che la contrarietà può relativizzarsi lo abbiamo già negli OGM: nessuno contesta la produzione di insulina transgenica.

    “”"”"”

  9. Amedeo CattaneoNo Gravatar scrive:

    grazie!

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Nella categoria: News, OGM & Agricoltura italiana, OGM & Economia

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