L’Agricoltura chiude

01 Set 2011
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vincent_van_gogh_ritratto_di_vecchio_contadino_1888Se un allenatore di una squadra di calcio ottenesse i risultati che ottiene la nostra agricoltura non gli farebbero fare nemmeno il raccattapalle. Forse un disastro simile deriva anche dal fatto che solo in questa legislatura sono cambiati 3 ministri, ossia l’agricoltura è considerata una partita persa.

Ma se la politica italiana ne abusa in questo modo perché non lasciare liberi gli agricoltori di decidere e di rischiare in proprio?

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2 commenti al post: “L’Agricoltura chiude”

  1. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Solo la Coldiretti non se ne accorge.

    Non vi è bisogno di fare tante expertises per appurare quanto riportato, basta prendere l’automobile e girare per le strade di campagna.

    Il frumento tenero, mostrava le interfile ancora a a maggio, cioè in erba, a maturazione la variegatura dicolore per attacchi di fusarium erano visibilissime.

    L’agricoltore preferisce coltivare per gli impianti a biomassa che dovendo ripagare l’impianto sono disponibili a pagare a peso d’oro la biomassa. Ormai la piralide impedisce di coltivare classi di mais tardive (che sono le più produttive) perchè le generazioni del parassita si susseguono al punto tale da rendere il raccolto invendibile per i contenuti in micotossine.

    Quancuno ha potuto osservare in che condizioni erano (da un punto di vista di erbe infestanti) le barbabietole da zucchero. Se non ci fosse un sostanzioso sovrapprezzo che gli zuccherifici si sobbarcano nessuno più coltiverebbe la sarchiata. Ma il sovrapprezzo è ipotizzabile finchè i corsi mondiali saranno così elevati. Tuttavia la produttività ponderale quest’anno è scarsa.

    Si vede quanche campo di soia, ma l’abutilon li sta infestando in modo indecente.

    Questa è la condizione della pianura padana, che è l’unica che abbiamo.

  2. GiulioNo Gravatar scrive:

    Pecoraro Scanio, Alemanno, Zaia (agronomo) Galan, sono gli ultimi ministri delle risorse alimentari, il Ministero dell’Agricoltura fu abolito con un (fortunato) referendum assieme a quelli del Turismo e della Sanità, ricordate? Oggi abbiamo un surrogato di ministero, le competenze sono delle Regioni. L’agricoltura sta morendo? Evviva finalmente passeranno tutti al biologico! E’ quello che grida l’opinione pubblica guidata da una campagna pubblicitaria favorevolissima all’agricoltura “naturale”. Oggi viviamo nell’era dell’orto di casa di Michelle Obama, nei prodotti a km zero, nella negazione dei trasporti di merci (Grillo docet). A chi venderanno il Parmigiano, il grana, e il chianti nessuno lo dice. L’agricoltura chiude, assieme alla produzione di mobili, di tessili, di auto, della chimica di base …

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Nella categoria: News, OGM & Agricoltura italiana

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