Darwin

22 Gen 2010
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di Antonio Pascale

Questo che segue è un consiglio per gli acquisti. E non c’entrano i saldi. Visto e considerato che la maggior parte dei giornali, riportano e discutono in maniera grezza, superficiale e scandalistica importati e fondamentali questioni per la buona amministrazione del nostro paese, come per esempio, la necessità o meno di vaccinarsi, l’importanza o meno di investire in tecnologia, la necessità di credere nel futuro e dunque, di conseguenza, dotarci, per meglio indagare, di adeguati strumenti d’analisi, insomma visto e considerato tutto questo, sarebbe davvero un buon gesto che i tanti cittadini di buona volontà, che negli anni hanno sviluppato una sana curiosità per le cose del mondo, che questi cittadini, dicevo, comprino e diffondano la rivista Darwin. La rivista Darwin è un bimestrale di cultura scientifica, in senso lato, diretta da Gianfranco Bangone e Gilberto Corbellini. Ha un editor at large che risponde al nome di Anna Meldolesi (attualmente la migliore reporter scientifica, scrive sul riformista). Questa rivista si caratterizza per affrontare svariati temi, neuroscienza, biologia, epidemiologia, biotecnologie e altri, con una metodologia ben definita: chiara, accessibile, divulgativa e con un rigoroso controllo delle fonti. La rivista, per come io conosco le riviste (le riviste letterarie sono stato il veicolo attraverso il quale ho avuto accesso al mestiere di scrittore), è un miracolo che sopravviva in buona salute. Merito dell’impegno dei redattori e dei collaboratori, e tanto sarebbe per tutti guadagnato, se questa rivista si diffondesse a un pubblico più vasto - e sarebbe poi da applauso se i redattori dei giornali ogni tanto la consultassero. Esempio di suddetta metodologia. Sull’ultimo numero, Gianfranco Bangone, firma un dossier intitolato: i conti sbagliati della pandemia. Fra un attimo ne parliamo Prima un inciso. Se come me avete seguito la discussione sulla H1N1v sui giornali o peggio attraverso le inchieste di Striscia o altre simili, vi sarete resi conto del tono usato dai reporter o dai giornalisti, insomma da chi scriveva. Non avevano nessuna voglia di provare a spiegare cos’è una pandemia, quali parametri la definiscono, che modelli statistici si usano per classificarla. Come ci si muove e con quali regole. Alcuni giornalisti, poi ne parlavano -ne parlano - in maniera così sciatta, tanto da confondere batteri e virus. Insomma, non siamo nemmeno all’abc. Ora, se come me, avete dei figli che vanno a scuola, guardano la tv, si fanno domande, avrete notato che spesso i bambini (almeno i miei figli) sono sempre sottoposti a un rischio, e cioè tendono a non credere più a niente, in quanto non sanno cosa è autorevole e cosa non lo è (colpa dell’imprecisione costante e della sciatteria dei svariati giornalisti), oppure al contrario usano per ragionare, una sorta di diffusa teoria del complotto, ossia, qualcun altro muove i fili e noi possiamo difendersi solo e solo se identifichiamo un nemico, di volta in volta buono a spiegare ogni questione. Una specie di sindrome schizzofrenica. Non ho dubbi, il tracollo della democrazia è agevolato sia dalla mancanza di autorevolezza sia dalle varie teorie del complotto (una derivazione dell’olismo, tutto può combaciare con il tutto). Credo sia necessario difendersi. Dunque, tornando a noi. Gianfranco Bangone firma sull’ultimo numero di Darwin un rigoroso articolo sulla pandemia. Perché rigoroso e autorevole? Perché Bangone è una specie di filologo e di fisiologo. Ci mostra tutto quello che viene prima della polemica in corso. Se come me avete avuto difficoltà a orientarvi nella questione, allora troverete giovamento e orientamento dall’articolo di Bangone. Invece di gridare contro le lobby e le multinazionali, per l’appunto, genere preferito da svariati giornalisti e dai tanti commentatori, con molta serietà e pazienza, Bangone si applica a ricostruire la storia di questa pandemia. Come e dove è nata? Quali sono stati i focolai di contagio e che ragionamenti (economici e sanitari) si sono sviluppati successivamente? E’ molto interessante questo dossier, perché leggendolo si capisce che le polemiche - la difficoltà di credere nell’opportunità della vaccinazione- si sono accese per una sorta di distorsione nell’informazione. Distorsione che a sua volta prende il via dall’ignoranza di alcune normali e acclarate strategie sanitarie che in casi come questi vengono messi in atto. La ricostruzione di queste strategie è normale in un paese normale ma purtroppo eccezionale in un paese come l’Italia. Quindi non resta altro da fare, per cercare di tornare alla normalità, di tenerci strette le eccezioni giornalistiche, ossia divulgare il più possibile quegli articoli che per serietà e rigore, costituiscono, appunto un eccezione. In questo caso, infatti, l’eccezione Darwin, conferma la vecchia regola di Parise: pedagogia e democrazia vanno insieme.

9 commenti al post: “Darwin”

  1. Vitangelo MagnificoNo Gravatar scrive:

    Leggo Darwin dal primo numero e sono anche abbonato! Condivido il tuo consiglio per gli acquisti e il giudizio su Gianfranco e Anna. Anna è’ stata la prima in Italia a parlare di dibattito truccato sugli OGM scrivendoci un libro bellissimo ed ancora attuale! Ho il sospetto (piacevole!)che per scrivere la sentenza, i Giudici del Consiglio di Stato lo abbiano letto!

  2. SandroNo Gravatar scrive:

    Scusa ma chi ti paga? Monsanto? Darwin? qualche ditta farmaceutica? Meno male che hai due figli, almeno puoi fargli tutti i vaccini e cene a base di salutari OGM, te ne saranno grati

  3. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Caro Sandro,
    il denaro è il tuo problema fisso: chi ti paga? quanto ti pagano? questi sono i tuoi parametri, queste sono le tue motivazioni nella vita. Sei fatto così e pensi che tutti la debbano pensare allo stesso modo. Se stessimo inseguendo i soldi saremmo sulla sponda opposta dove troveremmo ad accoglierci le multinazionali dei pesticidi e dei rimedi “naturali” e biologici, troveremmo tutti i partiti politici che contano, la grande ristorazione di lusso ed i grandi supermercati.
    Stai con loro e non provare mai a domandarti come sia possibile che dei lillipuziani come noi senza arte nè parte possano aver ragione di quelli che controllano i voti, i soldi ed il cibo. Sogni d’oro.

  4. SandroNo Gravatar scrive:

    Caro Roberto,
    il denaro semmai interessa a te e quelli come te che uccidono l’ambiente e la salute delle persone difendendo interessi e teorie deliranti. Continua pure a fare quello che fai con orgoglio, un giorno la tua coscienza ti chiederà il conto, buona fortuna

  5. antonio pascaleNo Gravatar scrive:

    Senta Sandro, le si nasconde nell’anonimato, quindi può dire tutte le stupidaggini che vuole tanto nessuno chiede conto a lei. Per quanto mi riguarda, però, dica solo un’altra volta che sono pagato dalla monsanto e farò di tutto per risalire al suo nome e cognome per avanzare querela nei suoi confronti.

  6. gildaNo Gravatar scrive:

    vorrei abbonarmi a darwin ma solo perché mi fido di antonio pascale che amo e del quale amo gli scritti, sto leggendo “qui dobbiamo…”e lo trovo veramente consonante a tutto ciò che mi mulina in testa ma riesco solo a rimbalzare insesorabilmente dal 1 al 3 atto. pascale incoraggia a stare nel 2 atto. saluti e complimenti, gilda

  7. SandroNo Gravatar scrive:

    Spett. Sig. Antonio, io non ho mai affermato quello per il quale mi minaccia. Io affermo solo che Lei e le persone come Lei mi fanno pena.
    Complimenti e buon lavoro.

  8. antonio pascaleNo Gravatar scrive:

    Caro Sandro, lei neanche pena. Anzi sono disgustato dalla facilità con la quale si muovono accuse senza nemmeno aver letto, come nel mio caso, l’articolo e la rivista a cui facevo riferimento.

  9. LeonidaNo Gravatar scrive:

    Caro Sandro,
    ma sei proprio sicuro invece che “un giorno la tua coscienza ti chiederà il conto”, si’ proprio a te uno dei tanti che pensa che gli OGM siano il male assoluto, che il naturale (almeno quello che reputi tale) sia un bene, che tutti quelli che difendono gli OGM sono pagati dalle multinazionali, mentre i detrattori sono dei puristi difensori del bene comune.
    Pensa un po’ se tutti quelli come te in fondo si sbagliassero, se tra vent’anni scoprissimo che abbiamo mangiato mais pieno di micotossine cncerogene, mentre in altri paesi hanno coltivato e si sono cibati dei cibi Frankestein stanno meglio di noi…
    Ma ti sei in formato, sai che cosa e’ un OGM, sai che ne mangi gia’ a chili (quelli fatti con radiazioni mutagene).
    Sono un ricercatore, non mi occupo di OGM, ma se lo facessi e tirassi fuori 2 dati inventati di sana pianta in cui dico che gli animali alimentati con gli OGM hanno avuto per 2 giorni la diarrea, troverei un sacco di persone che mi invitanoovunque e magari mi finanziano pure le ricerche, forse finirei pure a Porta a Porta da Bruno Vespa.
    Comunque tra cinquant’anni i nostri figli ed i nostri nipoti rideranno di questa storia, come noi adesso ridiamo di quelli che cinquant’anni fa’ dicevano che gli alimenti surgelati erano cancerogeni.

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