Dedicato al Prof. RUGINI

02 Mag 2013
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di Alberto Guidorzi

L’INRA francese ha presentato al Ministero competente una domanda (il 22/2/2013) per poter proseguire per un altro quinquennio le prove in pieno campo su dei pioppi OGM a basso contenuto di lignina; in prospettiva di farne un uso bioenergetico (carburanti di seconda generazione) mediante coltivazione in ceduo. Lo scopo era di valutare la validità tecnologica della qualità del legno per lo scopo indicato, le caratteristiche agronomiche e ambientali. La precedente domanda era stata fatta nel 2007, aveva ricevuto parere favorevole ed era durata 5 anni, scaduti a fine 2012. Il Ministero ha incaricato l’Alto Consiglio delle Biotecnologie (HCB) di un parere che è stato rilasciato il 12 marzo 2013. Se fossimo stati in Italia crede Prof. Rugini che solo dopo 20 giorni le sarebbe stato rilasciato il parere?

Dunque Prof. Rugini un esempio assimilabile perfettamente al suo che invece per l’intervento oscurantista di Mario Capanna, a cui nulla importa se non far pubblicità alla sua persona è stato distrutto, buttando al vento soldi pubblici e lavoro. La similitudine esisteva anche sotto l’aspetto dei meccanismi messi in atto per evitare flussi pollinici indesiderati e quindi l’eventuale migrazione dei tratti genetici modificati.
Trattasi di 10 linee ed alcune portano inserito anche il gene della resistenza agli antibiotici (Kanamicina e Igromicina) come metodo selettivo. I transgeni inseriti sono stabili, ma potrebbero anche variare nel tempo o per cause ambientali, se ne vuole appunto verificare la possibilità. Non sono anche ipotizzabili rischi per gli addetti alla coltivazione o alla trasformazione del prodotto. Inoltre trattandosi di pioppi che fioriscono al 4° anno e che il regime del taglio è ogni tre anni, non si reputa che vi siano pericoli di disseminazione. Anche eventuali moltiplicazioni per via vegetativa erano rese impossibili con la creazione di 3 metri di rispetto intorno alla prova e debitamente lavorati. Pure l’eventuale passaggio del transgene ai batteri del suolo è stato ritenuto altamente improbabile, ma nel caso avvenisse, il trasferimento della resistenza agli antibiotici non avrebbe provocato nessuna modifica ambientale essendo il terreno ricco di batteri già resistenti a questi antibiotici. Inoltre il transgene, dato il carattere eucariota non avrebbe avuto la possibilità di inserirsi in procarioti quali sono i batteri. I 5 anni di prova hanno inoltre mostrato pochi pericoli ambientali. Si sarebbero anche messe in atto tutte le precauzioni affinché i ricacci potessero sopravvivere e la prova alla fine sarebbe stata totalmente sradicata ed il tutto pirodistrutto. Infine si sarebbero usati solo cloni di pioppo femminili per evitare disseminazioni polliniche. Per una lettura completa del dossier e del protocollo ecco il link: http://www.hautconseildesbiotechnologies.fr/IMG/pdf/130422_Essai_Peupliers_Avis_CS_HCB.pdf

Tuttavia il parere positivo espresso dall’HCB è stato corredato anche da una serie di raccomandazioni della cui redazione si è incaricato il CEES- Comitato economico, etico e sociale, che il presidente Sarkosy, per non inimicarsi i movimenti ecologisti, aveva riempito di membri anti-OGM. Infatti, essi hanno messo in evidenza una serie di punti critici quali: la solita paura del trasferimento della resistenza agli antibiotici ai batteri, il pericolo per le api che usano il pioppo per la produzione di propoli ecc. ecc. Comunque il documento redatto dal CEES merita una lettura per tutte le elucubrazioni tipiche della volpe di esopiana memoria, tutte volte appunto a motivare un loro parere negativo alla prosecuzione della prova, vedi il link sotto riportato:
http://www.marcel-kuntz-ogm.fr/article-nouvelle-farce-au-hcb-117451047.html

Della questione si è occupato anche il blog di Marcel Kuntz

http://www.marcel-kuntz-ogm.fr/article-nouvelle-farce-au-hcb-117451047.html
Quali saranno le decisioni ancora non lo sappiamo, tuttavia Prof. Rugini se l’obbligo della distruzione della sua prova l’ha costernato, forse il leggere questo la potrà confortare in quanto l’INRA prossimamente potrebbe trovarsi nelle stesse sue ambasce.

Le esprimo di nuovo tutta la mia solidarietà, a suo tempo dichiarata anche pubblicamente tramite un articolo sulla rivista Spazio Rurale.

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