Destra e sinistra sconfitte da un bufala

15 Gen 2013
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I prodotti made in Italy mettono in crisi molti luoghi comuni della politica.

Da un articolo di Pascale su il Mattino: Destra e sinistra sconfitte da un bufala

11 commenti al post: “Destra e sinistra sconfitte da un bufala”

  1. FrancescoNo Gravatar scrive:

    Salve Pascale,
    leggo sempre con interesse il blog e i suoi libri ma quest’articolo è fuorviante. Se infatti in parte è condivisibile come fa poi a dire che “il parmiginao eè prodotto con latte estero e i prosciutti con maiali olandesi”? E’ sbagliato e lei lo sa, e a mio modesto parere si tratta di una grossolana caduta di stile, doppiamente tale perchè fatta da un addetto ai lavori. Per i suini abbiamo l’anagrafe e la tracciabilità completa e si tratta si suini nati allevati e macellati nelle zone previste dal disciplinare e lo stesso dicasi per il reggiano. Se viene utilizzato latte estero non può chiamarsi reggiano o padano, altrimneti è frode. Diverso il discorso sull’alimentazione dei bovini o dei suini, che si basa in parte anche su mangimi OGM (la soia ormai è al 90% tale). dare quest’immagine errata non fa onore alle tesi, che in larghissima parte condivido, sue e di altri commentatori del blog.
    saluti
    Francesco

  2. antonioNo Gravatar scrive:

    sì ha ragione, me ne scuso. siccome era un articolo più lungo, ridotto per ragioni editoriali, credo sia rimasta (ma è colpa mia, mi è sfuggito) un pezzo di ragionamento appeso, insomma non svolto. Inserivo a un certo punto il concetto di prodotto globale, ossia anche i maiali sono frutto dell’innovazione genetica, dunque non possono considerarsi autoctoni ecc. C’era anche un pezzo su Petrini e il biologico che non sono riuscito a inserire e altri ragionamenti sulle biotecnologie. Grazie della segnalazione.

  3. AlbertoNo Gravatar scrive:

    Anche sul suo libro Pane e Pace c’è scritto che il PR è fatto con latte estero e che i suini sono olandesi. Non le è “sfuggito” solo stavolta.

    Il libro però mi è piaciuto parecchio lo stesso.

  4. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Francesco
    guarda però che per la porchetta di Ariccia invece le maialine sono tutte spagnole davvero

  5. franco NulliNo Gravatar scrive:

    @Francesco

    …E comunque, anche se i maiali sono tutti italiani (parlo della filiera suina che conosco bene…) la loro alimentazione non é certo tutta autoctona. Anche per il Parmigiano, come giustamente dici, l’alimentazione è parzialmente OGM.
    Questo comunque nulla toglie alle nostre splendide produzioni tradizionali.
    W il Parmigiano, la Mozzarella di Bufala Campana. e tutti gli alti 179 (3 sono citati con nome e cognome) prodotti DOP, IGP italiani! Anche se alimentati OGM (o forse grazie a questo…)
    Antonio ha solamente tralasciato, per ragioni editoriali, alcuni passaggi, ma il risultato non cambia.
    Verissimo invece che la “politica” in senso lato (dx-sx non cambia) per nulla aiuta a valorizzare l’enorme patrimonio di cui disponiamo.
    Non bastano i finanziamenti alla promozione o le campagne pubblicitarie con le O.P. a cambiare la cultura di base.
    Troppi anni sono stati persi a livello culturale e ormai nessuno più sa riconoscere una Mozzarella di bufala da una S. Lucia. Il Negronetto (verso il quale non ho nulla) è apprezzato (e prezzato!) più di un Salame di Varzi. Una bustina di “formaggio grattugiato misto” costa ovviamente meno di un’analoga busta di Parmigiano Reggiano e nessuno ne riconosce la differenza.
    Cominciamo ad insegnare alle elementari che una gallina non é grande come una mucca (nelle didascalie dei libri di testo sono ovviamente della stessa dimensione; verificato di persona quando ho portato un pullman di bimbi milanesi dell’asilo di mio figlio in cascina…) e che i vasetti di yogurt non nascono così come sono in una fabbrica tipo “Mulino Bianco” della TV, ma dal latte prodotto in una stalla.

    Franco

  6. FrancescoNo Gravatar scrive:

    No, scusate ma non ci siamo proprio.
    @Roberto, hai forse visto nella mia mail menzionata la porchetta di ariccia? no, e allora perchè la tiri in ballo? del resto è un IGP, non una DOP e sono cose diverse, almeno noi del settore per favore vediamo di non mescolare le due cose.
    @Franco. “Antonio ha solamente tralasciato, per ragioni editoriali, alcuni passaggi, ma il risultato non cambia” Ma stiamo scherzando??? Fosse questo il senso Pascale avrebbe detto che le DOP citate sono delle truffe belle e buone, ma stiamo scehrzando? Non si rende un buon servizio ne alla scienza ne alle posizioni qui spesso espresse se poi si fanno certi scivoloni, peggio ancora fossero voluti perchè sarebbe una voluta distorsione della realtà per pioegarla alle proprie posizioni, ma che siamo, la coldiretti o slow food?. Sull’educazione concordo, e a casa mia praticamente questo già avviene, anche perchè lavorando nel settore bene o male qualcosa in casa trasmetti.
    Vediamo quindi di non essere più realisti del re, Pascale stesso ha visto che era andato fuori dalle righe e l’ha ammesso, non facciamo i difensori di ufficio non richiesti
    ciao

  7. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    pascale,

    scusami, e fare l’attore e lasciare perdere l’agricoltura, proprio no! Perchè di figuracce mi sembra tu ne abbia già fatte abbastanza!

    http://www.youtube.com/watch?v=9jq3W11e9Zs

    leggetevi i commenti

  8. Doc74No Gravatar scrive:

    Ma poi mi domando, che importanza dovrebbe avere la provenienza del latte ( o di altro ) a parità di qualità ? A me sembra un problema di lana caprina , dovuto ad un mal intepretato senso della qualita’ . Gia sappiamo che i bovini ( loro stessi sono ibridi da latte figli di selezione artificiale ) vengono prodotti con alimenti ( spesso OGM ) di origine varia ( ben che vada le vacche olandesi mangiano gli stessi prodotti delle vacche italiane )
    Perchè dovrei farmi problemi sulla zona provenienza di un prodotto e non sulla qualita’ del prodotto stesso ? Perchè dovrei partire dal presupposto che il latte italiano sia “migliore” per il grana padano ? ( che poi a ben pensarci se gia uso latte prodotto in Puglia il “padano” andrebbe tolto no? )
    C’è tutto un marketing che ci vuole convincere che “prodotto tipico” sia sinonimo di qualità , eppure mi sembra che più che la qualità si cerchi di salvaguardare la zona di origine del prodotto stesso. come a dire ” il grana padano è nostro e ci lucriamo noi padani !, non osate nemmeno provare a farci concorrenza! ”
    Poi capiamoci, ci sono prodotti tipici che hanno cmq standard qualitativi alti, per esempio lo stesso granan padano a me piace parecchio, ma sono anche assolutamente convinto che si potrebbe produrre un formaggio con caratteristiche organolettiche simili se non identiche anche fuori dalla Padania .
    Quello che vorrei che fosse tutelato è la qualità del prodotto più che la sua origine.

  9. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Appunto è da tanto che sostengo che il “tipico” si mantiene solo se si riesce a fare cose sempre migliori di altri che vogliono copiare il nome che ha acquisito un brand. E’ inutile che la Coldiretti si scandalizzi per le scopiazzature, se rimangono tali non vi è pericolo, se invece bagnano il naso ai precursori vuol dire che vi è da préoccuparsi.

    Pensate solo al Parmigiano reggiano che di tipico ha solo il savoir faire della zona del consorzio, per il resto si ricava latte da vacche che non sono più le stesse di una volta (razza Reggiana e razza Modenese sono praticamente sparite) il fieno non sempre è prodotto in loco e la soia ed il granoturco sono prodotti o in USA o in Argentina.

    Al limite per la localizzazione dei prodotti usati è paradossalmente più tipico il “reggianito” argentino. Per fortuna non lo sanno ancora fare come noi.

  10. Walter A. AprileNo Gravatar scrive:

    Quello che piu’ mi stupisce e’ che in Italia si riesca ancora a fare marketing del cibo insistendo sul fatto che qualcosa e’ un prodotto italiano fatto con latte italiano o maiale italiano. E allora? Non abbiamo avuto anche noi in Italia scandali alimentari a ripetizione? Non c’e’ bisogno di cominciare a ricordare il vino al metanolo degli indimenticabili fratelli Ciravegna. Voi direte, ma quello era il vino del bottiglione nello scaffale piu’ vicino al pavimento. Gia’. e il latte Sterilgarda (2005)? Il fatto e’ che nessuno e’ immune.

  11. franco mistrettaNo Gravatar scrive:

    ma chi è OGM bbl? perché non ci dice il suo nome come facciamo in tanti?

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