Dissotterrato il Corno di guerra

21 Feb 2015
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corno letamedi Giordamo Masini

Gli Ogm no, ma il “Cornoletame” sbarca pure in Bocconi (con Monti presente)

Il Cornoletame è uno dei preparati dei quali le aziende biodinamiche devono fare uso

Il più importante di tutti è il preparato 500, o “Cornoletame”. Si ottiene riempiendo di letame il corno di una vacca che abbia già figliato almeno una volta, si seppellisce il tutto all’inizio
dell’autunno, lo si lascia fermentare durante l’inverno e lo si tira fuori nel periodo pasquale. A questo punto si estrae il letame dal corno, lo si conserva in un luogo fresco, possibilmente in un
contenitore circondato da torba. I periodi migliori per distribuirlo sui campi sono i pomeriggi nuvolosi, subito prima della semina.

Non stiamo parlando, come sembrerebbe, di riti sciamanici precolombiani, ma di agricoltura biodinamica. Il Cornoletame è uno dei preparati dei quali le aziende biodinamiche devono fare uso, ma ce ne sono altri, come il 505, “Quercia”: si pialla la corteccia di una quercia, la si trita finemente e la si inserisce nel teschio di un animale domestico (proprio così) attraverso il foro del midollo
spinale, che si richiude poi con della creta. Si fa decomporre il tutto ai bordi di uno stagno durante l’inverno, finché in primavera non è pronto all’uso. O il numero 502, per preparare il quale è
necessario conservare, prima al sole dell’estate e poi sottoterra, dei fiori di Achillea in una vescica di cervo maschio. D’altronde chi non saprebbe come procurarsene una?

ARTICOLI CORRELATI Il Consiglio di stato vieta ancora gli ogm in Italia. Un’altra vittoria dell’ignoranza No all’Expo dei luoghi comuni Tra Papa e Ogm, la falsa partenza dell’ExpoCe n’è per tutti i gusti, e
se qualche ingrediente dovesse scarseggiare, ci si può rivolgere ad aziende specializzate che promettono di predisporre il preparato secondo il disciplinare, corna di vacca, vesciche di cervo e crani di animalidomestici compresi. Un chilo di cacca di mucca, dopo avere subito questo tipo di trattamento, arriva a costare ben 75 euro, Iva esclusa. Non male, davvero, come rivalutazione.

L’agricoltura biodinamica prese vita grazie a un celebre ciclo di conferenze che il filosofo Rudolf Steiner tenne nel 1924, nel quale concentrò sull’agricoltura le sue bizzarre concezioni esoteriche e che oggi sono conservate in un testo dal titolo “Impulsi scientifico-spirituali per il progresso dell’Agricoltura” (Editrice Antroposofica). Di lì apprendiamo che per scacciare i topi dai campi è
necessario spargere la pelle di un topo (giovane) dopo averla bruciata quando Venere è nel segno dello Scorpione, mentre per bruciare gli insetti è meglio aspettare che il Sole vada nel segno del Toro. E che “La vacca ha le corna al fine di inviare dentro di sé le forze formative eterico-astrali, che, premendo verso l’interno, hanno lo scopo di penetrare direttamente nell’organo digestivo” da cui
l’importanza del corno della vacca nella preparazione del concime. E che per guarire dal cancro (non il segno zodiacale, in questo caso, ma la malattia) bisognerebbe evitare di mangiare pomodori.

Insomma, nulla di serio, anzi, uno “sciocchezzario” in piena regola, i cui vantaggi per la salute, l’ambiente e le qualità organolettiche dei prodotti agricoli non sono mai stati dimostrati (e ci mancherebbe il contrario) da nessuno. Eppure, a celebrare le virtù salvifiche dell’agricoltura biodinamica, in questi giorni a Milano, complice l’imminenza dell’Expo dei luoghi comuni, si riunisce un parterre da lasciare a bocca aperta. Ilconvegno dell’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, infatti, organizzato in collaborazione con l’Università Bocconi (sembra è uno scherzo, ma non lo è – anzi, il convegno si svolge proprio nell’aula magna dell’ateneo milanese), vede prendere la parola il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina, Carlo Petrini, Giulia Maria Crespi, Moncalvo di Coldiretti, Salvatore Veca, Gian Antonio Stella fino al presidentissimo senatore a vita prof. Mario Monti. E la
lista è lunga davvero.

Perché gli Organismi geneticamente modificati (Ogm) non vanno bene, nella Milano da bere dell’Expo 2015, il Cornoletame e le vesciche di cervo maschio evidentemente sì. Anche all’Università Bocconi.

Leggi l’articolo su Il Foglio

161 commenti al post: “Dissotterrato il Corno di guerra”

  1. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Qualche tempo fa mi sono occupato anche di agricoltura biodinamica.
    Un nipote di un mio amico se ne era innamorato e il mio amico mi ha chiesto informazioni.
    Ho letto un po’ di testi, mi sono informato su internet e ho trovato un mondo che non credevo potesse esistere nel nuovo millennio.
    Ho ancora quell’amico, é amicizia di vecchia data, ma di corni di vacca riempiti di letame mi sono rifiutato di parlare…
    L’agricoltura é una pratica seria; non é una scienza, ma in certo modo vi si avvicina.
    Seppellire i corni col letame a me sa di stregoneria e non ne voglio fare parte. Perdonatemi.
    Nel mio orto casalingo giuro che metto, quando lo trovo, del bel letame maturo, ma se non lo trovo un po’ di azoto a lenta cessione ottiene effetti identici (a meno della struttura del terreno, ma ci sono altri sistemi per tenerlo soffice).
    E se qualche pianta, anche da frutto, si ammala non la curo con riti satanici, ma con qualche prodotto chimico scegliendo ovviamente, come faccio in pieno campo, fra quelli con il miglior rapporto tossicità/efficacia.
    Siamo seri per cortesia.
    Temo che il mondo fra poco comincerà a girare in senso opposto.
    Prepariamoci a forze gravitazionali anomale derivanti dall’inversione del verso di rotazione…

  2. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Allora riassumiamo: il corno di vacca appuntito durante l’interramento attirerebbe le radiazioni cosmiche e quindi “biodinamizzerebbe” il terreno e pertanto con mezzo kg di letame diluito omeopaticamente in acqua e sparso sul terreno si otterrebbe un risultato migliore di quando mio nonno distribuiva dai 200 ai 300 q di letame ben maturo sulle stoppie in modo da creare “forza vecchia”, come dicevano gli agronomi di allora. Era per di più letame rimasto in massa non sei mesi, ma un anno intero e quotidianamente sistemato perchè ben maturasse.

    Inoltre non è neppure vero che mancassero le “punte” che potevano attirare le radiazioni cosmiche perchè si usavano le forche a quattro punte per caricarlo e la stessa forca per distribuirlo sul terreno.

    Però vi posso assicurare che benchè mio nonno usasse ben quattro punte per inforcare zolle di letame per giorni interi di lavoro e ben migliaia di volte più di letame ben migliore, al massimo produceva 20 q/ha di frumento in terre benedette da Dio come fertilità intrinseca. Non solo, ma dannandosi come uno schiavo a malapena alimentava la famiglia, mentre questi ci vogliono far credere che con questo sistema si sfama il mondo di più e meglio.

    Lo grido forte perche mi senta nell’aldilà: NONNO SEI STATO UN EMERITO CRETINO PERCHè TU NEL 1924 C’ERI ECCOME!!!

    Signori ma vi rendete conto a che punto siamo arrivati? Vi è gente che si lascia “comprare” da una invasata come la Maria Giulia Crespi che paga fior di milioni per organizzare questi convegni esoterici solo perchè ha ereditato una fortuna in soldi ed in terre e imperterrita li butta al vento.

    Essa possiede ben 750 ettari coltivati con il sistema biodinamico e dice di guadagnarci. Non trovate che questa ci prenda in giro tutti e che dovremmo ripristinare gli espropri dei latifondi. Ma le leggi sulla riforma agraria non sono cose di di millenni fa, le hanno applicate non più tardi di 70 anni fa. Ebbene perchè non le riportiamo in auge e le applichiamo a questa donna invasata di esoterismo e non gli espropriamo le terre?

    Ma che differenza c’è tra questo esoterismo di 2000 anni dopo e le lustrazione dei campi che operavano i Romani per imbonire gli dei?
    Anche allora le autorità accorrevano alla cerimonia come ora. Due millenni sono passati inutilmente e ci chiamiamo moderni.

    A proposito avete letto sul Corriere della Sera (essendo la Crespi una delle maggiori azioniste del giornale il giornale ed il suo direttore è sempre prono ai suoi piedi per pubblicargli anche le più grandi puttanate) di oggi dell’altrettanto invasato egiziano che emula la Crespi nelle terre del Nilo?

    Ma qui sorge un dubbio amletico, ma questo signore come fa ad ottemperare i dettami tassativi dei preparati 502 (dove l’achillea deve essere conservata in una vescica di cervo maschio) e 505 (dove la materia prima è la corteccia di quercia)? Ma in Egitto i cervi le querce non ci sono? Credo anche che non esista neppure l’achillea.

  3. MbianchessiNo Gravatar scrive:

    Ma vi rendete conto che c’ era pure Moncalvo a quel convegno! Mi piacerebbe poter leggere il suo intervento! Non vedo l’ora ora che tutti i coldiretti comincino a mettere in pratica tutte quelle castronerie nelle loro aziende, magari inventandone anche alcuni per gli allevamenti di vacche da latte…. Si risolverebbe in un sol colpo ogni problema di sovrapproduzione e il prezzo del latte ritornera’ a salire per la gioia di chi sa fare bene il lavoro di allevatore!

  4. VitangeloNo Gravatar scrive:

    Quando ho finito di leggere l’articolo del Prof. Giannattasio sul Corriere della Sera in appoggio al Convegno sull’agricoltura Biodinamica da tenersi alla Bocconi, ho rifatto due mie vecchie riflessioni: 1) non è vero che chi va o insegna alla Bocconi è più intelligente e più preparato di chi va o insegna alle università pubbliche (lo scrivo minuscolo per marcare la differenza di valore tanto diffusa!); 2) Grazie all’agricoltura biodinamica anche i ricchi potrebbero provare la fame, eliminando così, finalmente, una differenza di classe fondamentale.
    Anche a me piacerebbe sapere cosa hanno detto Salvatore Veca, il filosofo scelto per rappresentare le menti italiane all’Expo 2015 e Gian Antonio Stella, uno dei giornalisti che mi fa comprare il Corriere ogni giorno. Se Salmone ci procura anche una sintesi dei loro contributi gliene sarei grato.
    Altra riflessione sui Coldiretti. Quando giovane ricercatore mi interessavo di diserbo chimico in orticoltura (allora nuovissima tecnica agronomica; io e Vito Bianco abbiamo messo le basi con sperimentazione e ricerca su quasi tutte le specie coltivate in Italia con particolare riferimento a quelle da industria) gli agricoltori aderenti alla Coldiretti miei amici si vantavano di non usarli e che mai li avrebbero usati; invece, li usavano come usavano in abbondanza i concimi che in pubblico vedevano come il fumo negli occhi. A loro bastavano il letame, che già scarseggiava, e le zappe, con gli operai agricoli già in numero ridottissimo e poco disposti a zappare. Quindi, niente di nuovo sotto il sole. Loro corrono dove stanno i soldi e soprattutto accontentano il potente di turno. Date i contributi per la coltivazione degli OGM e vedrete che tutti Coldiretti faranno domanda! Per ora ci sono i soldi dell’EXPO 2015 anche per i filosofi e i giornalisti migliori. Oltre che per le puttanate del biodinamico!
    VIVA le SCIENZE AGRARIE! VIVA VERDI! (che apprezzò l’innovazione in agricoltura!).

  5. MbianchessiNo Gravatar scrive:

    articolo sul convegno in Bocconi sul biodinamico sul corriere di oggi: han presentato 3 aziende agricole biodinamiche.
    La Villa 500 ha, Amicobio 150 ha e piombaia 120 ha di cui 100 di bosco! Molto rappresentative della azienda italiana tipo vero Alberto? Quelli della Villa dicono che in pochi anni hanno aumentato la sostanza organica del 72% ma nessun accenno su produzioni e rese. Io con i miei 60 ha produco foraggi insilati sufficienti per il mio allevamento di 300 vacche da latte questi non si sa che ci fanno con 500 ha e quanta roba producono però sono portati a modello di cosa non si capisce. Una frase del titolare di una delle aziende: in Italia il mercato è poco preparato x biodinamico, i prezzi sono troppo bassi, la dice tutta sulla filosofia di questa gente. Per loro produttività significa trovare polli da spennare disposti a pagare di più prodotti talmente poco efficienti che a prezzi di mercato normale non sono remunerativi per nessuno.

  6. TC1507No Gravatar scrive:

    Qualche giorno fa commentando un articolo avevo ipotizzato (ma era una battuta) che per expo2015 qualcuno si sarebbe attrezzato per presentare il guano a km zero.
    Qui la realtà supera la fantasia. Trovo la vicenda deprimente per l’agricoltura (e non solo).

  7. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Ecco un link che rientra nell’argomento e che ho trovato interessante:

    http://www.climatemonitor.it/?p=37539#comment-333538

  8. marcoNo Gravatar scrive:

    vi seguo da tempo dopo aver letto i libri e gli articoli di Antonio Pascale. leggo il Corriere della Sera e, come voi, sono rimasto esterrefatto dagli articoli citati. attendevo con ansia la vostra sconsolata recensione, che condivido in pieno.
    questo sfortunato paese è ignorante, antiscientifico, mal governato e senza speranza.
    vi ho appena inviato un piccolo contributo: grazie infinite per la vostra passione FORZA!!!!!

  9. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    smerdatori di vacche per conto delle multinazionali….pentitevi!

  10. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    http://www.mondoallarovescia.com/agroalimentare-su-100-euro-di-spesa-solo-3-euro-finiscono-nelle-tasche-degli-agricoltori/

  11. MbianchessiNo Gravatar scrive:

    E quale sarebbe il mondoalladiritta? Quello dei prezzi fissati per legge? Quello che deve coprire i costi di produzione? Ma se nessuno è in grado di coprirteli, tu che fai? continui a produrre nello stesso modo lo stesso bene che nessuno vuole comprare al prezzo che vuoi tu? Oppure puoi dar retta alla coldiretti e vendi il latte nei distributori automatici! Fino a quando qualcuno si prende il cagotto e ti obbligano a scrivere in caratteri cubitali: prodotto da consumarsi previa bollitura e i tuoi consumatori spariscono come neve al sole! Oppure ti compri il minicaseificio e ti fai i tuoi formaggi e li vendi a km 0 nel tuo spaccio aziendale. Solo che se la tua azienda e’ in c…o ai lupi i clienti li conti su una mano e allora ti dicono che ti devi armare di furgone refrigerato e banchetto e devi andare a fare i mercatini di campagna amica dove se ti va bene vendi 10-15 kg di formaggio al giorno se riesci a farlo buono. Sempre che non venga nessun collega allo stesso mercatino! Se ancora non riesci a coprire i costi e pagare gli investimenti, non ti preoccupare perché ci possiamo sempre mettere il prefisso bio e qualche allocco disposto a spendere lo si trova sicuro! Il problema sta nel fatto che anche così forse aumenterai le vendite di altri 10kg al di…. Quello che avanza, te lo puoi sempre mangiare tu così risparmi sui tuoi consumi e non ti fai fregare dalle multinazionali e dalla GDO! Alla fine del ciclo ti ritrovi in un mare di debiti a mangiarti il tuo formaggio che non sei riuscito a vendere. Questo è il mondo ideale della coldiretti!

  12. GUIDORZI ALBERTONo Gravatar scrive:

    Mbianchessi

    Solo che i giorni hanno sempre di 24 ore e quindi per accudire all’azienda agricola, all’allevamento, preparare il formaggio, andare a venderlo e quant’altro dovresti fare come il Giosuè biblico dire ad un certo punto della giornata “fermati o sole”. Non solo, ma se hai famiglia tua moglie dopo un po’ ti manda al diavolo ( oppure se la mandi lei a vendere il formaggio ti fa le corna perchè in crisi di astinenza… pèerpetuo) ed i figli ti dicono che sei un cretino.

  13. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Agli smerdatori di vacche per conto delle multinazionali ……..

    - sarebbe sufficiente un mercato globale con regole uguali per tutti;
    - sarebbe sufficiente non accettare come contropartita delle nostre esportazioni di prodotti industriali, prodotti agricoli di qualità discutibile;
    - sarebbe sufficiente vietare l’importazione di formaggi ottenuti con latte in polvere reidratato;
    - sarebbe sufficiente non rincorrere i bassi costi di produzione senza qualità;
    - sarebbe sufficiente essere meno avidi;
    - sarebbe sufficiente avere lo stesso potere contrattuale della Granarolo o della Nestlè.

  14. MbianchessiNo Gravatar scrive:

    Guarda che la Granarolo è seduta su una montagna di debiti che neanche ti immagini! E poi informati meglio perché adesso chi comanda sono i francesi di Lactalis, la nestle’ non conta un c…o!

  15. GUIDORZI ALBERTONo Gravatar scrive:

    Ah la gente che immagina di costruirsi una “torre dorata” nel 2015 com’è naif. Ma credete che il mondo aspetti voi?

  16. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Agli smerdatori di vacche per conto delle multinazionali ……..che usano gli indiani e prendono 25/30 mila euro l’anno di contributo PAC…..solo perchè sono proprietari di un terreno che ha un valore di 1,5/2 milioni di euro…….

    va bene, se anche fosse così, io non sono la STASI, le cose non cambiano.

    se questo è l’unico appunto che mi fai significa che è tutto vero.

  17. MbianchessiNo Gravatar scrive:

    Volevo risponderti ma mi sa che è fatica sprecata…. Lo sai che sembri un tantino disturbato!

  18. Enrico MarsiliNo Gravatar scrive:

    Il biodinamico si puo`combattere solo con le pernacchie. Ogni altra parola e`sprecata, IMHO. I polli da spennare ci saranno sempre…

  19. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    il problema Mbianchessi è che quando qualcuno vi mette di fronte alla realtà/verità voi cominciate ad offendere.

    Ti riporto di seguito quello che ha scritto, sempre che sia lui poichè questo è un mondo virtuale, il paladino degli OGM, ovvero Giorgio…..

    “…..le mie saranno fantasie libertarie, ma mi dovete spiegare dove sta la moralità di prendere dei soldi dalle tasche di un individuo per darle a voi che oprate nel settore agricolo? All’individuo a cui rubate i soldi non interessa niente della vostra attività e potrebbe comprare gli alimenti in altre parti e magari a minor costo.
    Prima di parlare a vanvera imparate a fare gli imprenditori con i vostri soldi e a vostro rischio. Siete imprenditori ed assumetevene la responsabilità. Se non ce la fate a causa del sistema, prendetevela con il sistema e lasciate i 5 miliardi nelle tasche dei legittimi proprietari!!!”

    http://www.salmone.org/petrini-cattaneo-ogm/

    post n. 70 così non fai fatica a trovarlo.

    Col tempo, credo che, forse, abbia ragione.

  20. franco mistrettaNo Gravatar scrive:

    nota per direttore: poiché quel bbl non apporta un minimo contributo ma solo provocazioni, e soprattutto è veramente noioso, non potresti bannarlo definitivamente, per la serenità di tutti noi che leggiamo? capisco che i radicali sono i più grandi cultori della libertà di parola, ma in questo caso si potrebbe fare un’eccezione!

  21. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    Ragazzi calmatevi un attimo. E’ evidente che non si parla più di tecnica e di argomenti scientifici ma modi diversi di vedere il mondo. Per alcuni di noi ben venga lo sviluppo tecnologico, per altri (la maggioranza credo) ben venga lo sviluppo tecnologico a patto che questo possa essere gestito con raziocinio ed intelligenza, per altri ancora non deve esserci innovazione e/o sviluppo tecnologico. Ora mi piacerebbe sapere: in quale delle suddette categorie di persone, pensate di far parte? OGMbb la domanda è rivolta anche a te!!!

  22. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Con Scienza_79 si può parlare,

    faccio parte di quelli che vogliono lo sviluppo tecnologico al servizio della persona e delle future generazioni…….non posso pensare a tecnologie che creano dipendenza……dalle sementi, ai mezzi chimici in grado di far produrre le sementi………in questo modo la LIBERTA’ dell’uomo diminuisce ed io non sono contento………

    “occorre rinunciare all’ individualismo sfrenato e aggressivo degli ultimi decenni, per privilegiare il «noi» rispetto all’ «io». Il noi del volontariato, della reciproca assistenza, della familiarità del borgo rispetto all’ anonimato della metropoli, il noi della convivialità, dei comportamenti virtuosi in ordine alla circolazione stradale, alla scelta e al consumo dei cibi, alle condotte a rischio, agli stili di vita. Valori non economici, dettati non dalla rassegnazione di chi è consapevole di non poter controllare o modificare l’ andamento dell’ economia, ma dal rifiuto a sacrificare la propria esistenza al mito della crescita, che visualizza gli uomini solo come produttori e consumatori” (U. Galimberti)

  23. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    Ok…ho fatto questa domanda perché volevo allargare la discussione. Cosa pensate di UBER o UBER POP? Occhio che la domanda non è banale!!! :-)

  24. GUIDORZI ALBERTONo Gravatar scrive:

    Ah ho capito…… esiste anche la categoria dei senza cervello!

  25. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    Altra domandina…Cosa pensate di IKEA, Mondo Convenienza et similia? :-)

  26. TC1507No Gravatar scrive:

    Per me ben venga lo sviluppo tecnologico, ma per ora a decidere come (non) usarlo e gestirlo con raziocinio ed intelligenza sono le associazioni di categoria, la stampa, la magistratura, i decreti, gli Stati, l’UE ecc.
    Sul concetto di UBER sono favorevole.

  27. franco nulliNo Gravatar scrive:

    @SCIENZA_79

    Non so che risposta tu ti aspetti da me, ma io sia con IKEA che con Mondo Convenienza ho un discreto e buon rapporto.
    Mi é capitato lo scorso anno di dover arredare da zero (casa appena svuotata per la perdita di mia mamma) in 15 giorni una casa di 190 mq per affittarla con tutto l’occorrente per viverci e in 15 giorni sono riuscito a fare tutto.
    Ovvio, non ho mobili in massello di noce, non ho porcellane raffinate in sala e in cucina, non ho pentolame in ghisa o in rame stagnato, ma in 3/4 giorni di fasto e passione ho attrezzato una casa per degli inquilini francesi che hanno passato un anno in casa nostra senza problemi e con soddisfazione.
    E se sono fortunato riesco a riaffiorava per EXPO…
    Aggiungo che in montagna ho da 14 anni una cucina IKEA da me montata che funziona egregiamente, meglio di quelle di amici costruite su misura.
    Che poi IKEA e Mondo Convenienza abbiano alle spalle storie di sfruttamento della MdO é possibile, ma ci credo poco; non meno di tanti altri; anche sul patrio suolo…
    So per certo che in queste catene si trovano prodotti più che degni con costi ragionevoli (dove sono troppo bassi sono molto titubante).
    Molto spesso ( e mi riferisco a IKEA) i prodotti sono di fabbricazione italiana (ho anche da 20 anni un guardaroba in campagna marcato SALVARANI e comprato da IKEA)
    Per UBER o UBER POP non ho esperienza.
    A Milano o mi muovo a piedi, o in MM oppure in macchina quando esco ed entro dalla città per andare in cascina…

    P.S. Non capisco però il senso profondo della tua domanda filosofica… :-) Spiega please…

  28. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Progresso tecnologico

    Qui non ho dubbi. Il progresso va perseguito.
    In caso contrario saremmo all’invenzione della ruota con il dubbio che sia troppo veloce.
    Saremmo a dire che in auto non ci si deve muovere perché inquina ed é estremamente pericolosa.
    Ovvio, banale ed inutile dire che progresso non deve significare danno acclarato.
    Se una volta su tre che mi muovo in auto crepo, è dura dire che sia progresso…
    Credo che nel nostro nuovo millennio ci siano istituzioni e ci sono (e non ditemi che sono tutte asservite al “potere”) che sono in grado di limitare (non eliminare) i potenziali danni arrecati da un progresso tecnologico.
    Anzi, oggi molte delle istituzioni preposte cercano di regolamentare/limitare il progresso con test pubblici molto seri (vedi campo automobilistico)
    Lo stesso mondo scientifico oggi blocca (per i più svariati motivi) gli eccessivi slanci del mondo scientifico.
    Quindi progresso non a tutti i costi, non senza la censura critica del mondo scientifico (ma non ideologico / politico) e anche con l’avallo dell’utilizzatore finale, la popolazione (a patto che non sia strumentalizzata dall’ideologia e dal mondo politico di cui sopra).
    Capisco che sia utopia, ma io sono un pazzo !
    Un ragionevole pazzo…

  29. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Tornado ad UBER, prima trascurato, non vedo un grande scandalo.
    Non conosco direttamente il problema in quanto come ho detto non lo utilizzo, ma di principio non mi disturba assolutamente.
    Perché non devo poter accompagnare una persona a casa se ne ha bisogno e farmi pagare un contributo?
    Solo per proteggere una corporazione?
    No, non mi sta bene.
    Si adeguino loro alle regole di mercato.
    Se il loro servizio Taxi é diventato eccessivamente oneroso per posizioni di rendita (e lo é almeno a Milano), si adeguino al mercato.
    Noi vendiamo il Mais sul mercato mondiale, loro vendano il loro servizio di trasporto cittadino almeno su quello nazionale…

  30. franco mistrettaNo Gravatar scrive:

    Viva Uber, Uberpop, ikea, e, questa volta la sto dicendo grossa!, viva anche un hamburger a McDonald una volta ogni tanto!

  31. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    Grazie TC1507, grazie Franco delle risposte che avete dato. Ammetto che le domande potevano sembrare strane…quindi grazie a maggior ragione. Avrei preferito aspettare altri interventi prima di dire la mia in modo da farmi un’idea più completa ma non voglio farti aspettare oltre Franco :-)

    Prima di spiegarvi quello che intendevo, un consiglio: Le stesse boiate che girano sugli OGM girano anche per qualsiasi altra informazione, tanto che ogni volta che sento una notizia ormai, parto dal presupposto che quello che ho appena letto o sentito sia una emerita cazz…ta (per es. le tariffe TAXI sono decise dal comune e non sono in regime di libero mercato…il servizio TAXI è un servizio pubblico ma “privato”).

    Ora veniamo a noi. Siamo partiti da “modi diversi di vedere il mondo - Post.19″. Gli esempi che ho portato sono tutti riferiti a sviluppi tecnologici che se da una parte hanno portato a benefici per molti (tu Franco ne hai dato molti esempi) dall’altra hanno messo in difficoltà o rischiano di farlo altre persone o categorie di persone…nel caso specifico falegnami e tassisti. Quello che si è verificato in agricoltura si è verificato e si sta verificando per moltissime altre realtà. Non possiamo frenare il progresso nè obbligare altri paesi a fermarsi per noi. Tutto ciò che possiamo fare è gestirlo e soprattutto anticiparlo. Se il progresso ci porta alla richiesta di un minor numero di falegnami, è inutile sul lungo periodo “aprire scuole di falegnameria”…se si va verso un nuovo modo di trasporto, è inutile comprare una licenza taxi. Ciò che dovremmo fare è gestire tutto questo cercando di non lasciare per strada nessuno ma al tempo stesso preparare le future generazioni ai cambiamenti. Condivido alcune posizioni di OGMbb o quantomeno alcuni principi, ma poi devo fare i conti con la realtà e constatare che quello che è ingiustizia per alcuni è una possibilità per tutti gli altri e se oggi stiamo tutti un pochino meglio, lo dobbiamo essenzialmente a queste dinamiche.

    Ciò che assolutamente non ci possiamo permettere è stare fermi a guardare il mondo che va in un’altra direzione…dobbiamo affrontare le sfide senza avere il timore di uscirne sconfitti. Abbiamo i migliori ricercatori al mondo…mettiamoli in condizione di lavorare.

    In definitiva, condivido molte delle osservazioni di Franco, per il resto sono disposto a discuterne!!!

    PS.: chi parla è il figlio di un tassista :-)

  32. GUIDORZI ALBERTONo Gravatar scrive:

    Innanzitutto penso che l’Italia sia troppo vecchia per mettersi a discutere del futuro, tuttavia tutto ciò che ipotizziamo oggi dovrà misurarsi con una società globalizzata in cui ora siamo al 54% di inurbati fra 15 anni supereremo il 60% e le proiezioni per il 2050, quando saremo (scusate saranno) 9/10 miliardi, sono per un società inurbata ad oltre il 70%.

    Certe fisime che ci poniamo oggi o saranno completamente dimenticate oppure ci rideranno sopra.

  33. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Grazie Scienza 79,
    non solo condivido le idee e lo spirito di ottimismo verso il futuro e verso le nostre capacità di disegnare un domani migliore per tutto, ma ti ringrazio sopratutto perchè hai elevato il livello della discussione ed è bello avere il tempo di ragionare anche e non solo del particolare.

    PS ieri ho montato l’ennesimo tavolo di IKEA in casa mia dove cucina salotto e tante altre cose sono di IKEA, cerchiamo sempre di sfuggirle, ma poi valutando tutto è meno bello ma risolve problemi

  34. SimoneNo Gravatar scrive:

    Scienza 79
    se si visitano azienda biodyn ci si rende subito conto, dalle svariate tecnologie che utilizzano ,che non sono inseribili tra quelli che pensano che non deve esserci innovazione e/o sviluppo tecnologico.
    Ihmo c’è un rischio a voler esclusivamente combattere le fedi del biodinamico( manco fossero le sole a cui si rivolga l’agricoltura ) ,omettendo di prendere in considerazione che chi lo pratica approva,tollera ,consuma e acquista , ne coglie in primis
    -maggiore sostenibilità ambientale
    -migliori tutela del paesaggio e utilizzo del suolo
    -maggiori possibilità di futuri sviluppi economici occupazionali

    https://www.youtube.com/watch?v=IJYQxyRCLuE

    di quanto intraveda nel solo futuro progresso tecnologico applicato all’agricoltura convenzionale e ultimamente, per via dei suoi scandali su prodotti importati e anche nazionali (vedi finto riso bio) , probabilmente anche del comune biologico .
    Il Rischio è di perdere terreno nel mercato dei prodotti agroalimentari a maggiore valore aggiunto che il bio e soprattutto il biodyn san gestire molto bene .
    E anche le opportunità dei fondi pac del 1° e 2°pilastro a tutela del paesaggio ,rispetto del suolo dell’ambiente ,sviluppo economico a favore delle zone svantaggiate e relativi campi di ricerca..

    Marsili
    L’effetto delle pernacchie .oltre a non essere efficace come credo abbia dimostrato la vicenda ogm , potrebbe anche essere rischioso . nel caso si restasse poi a piedi e in minoranza

    https://www.youtube.com/watch?v=UKQdzDQqJ_U

  35. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    completamente d’accordo su TAXI e IKEA, ma …..scusate……i mobili dell’IKEA non sono buoni da mangiare! non posso metterli allo stesso livello del cibo.

    dei mobili dell’IKEA potremmo anche farne a meno, ma di un buon cibo prodotto possibilmente localmente, evitando così trasporti impattanti, senza troppe forzature, mediante l’utilizzazione di risorse locali, forse no.

    Mentre voi (ottimisti?) pensate a questi esempi “virtuosi” (IKEA, UBER, ecc.), io (pessimista? ma tutto sommato realista) penso alla ETERNIT……..privatizzazione dei guadagni e collettivizzazione dei costi.

    Alla fine ci aiuta la filosofia…….”Paradiso della tecnica o angoscia del paradiso della tecnica?”

    Estremizzando il discorso di Scienza_79, tralasciando la caduta di stile con “boiate e cazzate”, noi Paesi ricchi potremmo anche fare a meno dell’agricoltura……….con quello che guadagniamo dalla vendita di prodotti industriali ci compriamo tutti gli alimenti a minor costo all’estero………ma non mi sembra una cosa saggia.

  36. SimoneNo Gravatar scrive:

    OGMbb!
    magari mi sbaglio ma a me vien da pensare che nell’industria ci si creda poco
    se il nessaggio che arriva dalla bocconi è del tipo “con quello che guadagniamo dalla vendita di prodotti agricoli ad alto valore aggiunto ci compriamo tutti gli alimenti a minor costo all’estero” inquiniamo di meno..creiamo piu occupazione manteniamo il paesaggio, il suolo etc

  37. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    Mi sa che è del tutto inutile…. :-(

    Roberto, grazie a te per l’impegno che metti nella divulgazione di argomenti complessi.

  38. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    cosa è successo? cosa abbiamo detto?

    sicuramente abbiamo detto cose banali ……. ma reali! Questa si chiama “Privatizzazione dei guadagni e collettivizzazione dei costi”. Punto.

    Apriamo una discussione sull’ETERNIT o sulla “Terra dei fuochi” o sull’ILVA di Taranto, o sulle raffinerie di Augusta o sulla diossina di Seveso ……..

    oppure, Franco, apriamo una discussione sul contenuto di Cadmio del riso prodotto nei territori del Basso Milanese, che è diventato edibile per Legge……..ma Tu metti il letame, quando lo trovi, nel Tuo orto………e scommetto che usi anche pochi antiparassitari.

  39. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Simone, purtroppo penso anch’io sia così!

  40. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    OGMbb, non sono riuscito a capire se sei a favore o contrario a UBER ed IKEA!!!

  41. GUIDORZI ALBERTONo Gravatar scrive:

    L’agricoltura biologica prevede di usare fosforiti native come concime fosfatico (vale a dire si concima oggi e ne godrà la quarta o quinta generazione umana successiva!!!!), ma nessuno dice che è questo che si butta nel terreno:

    “Le fosforiti che si trovano nell’Africa settentrionale e occidentale e in Medio Oriente sono sedimentarie e, generalmente,
    presentano livelli di cadmio assai più alti, nei casi peggiori superiori a 60 mg di cadmio/kg P2O5″

    Mentre il processo industriale di preparazione dei concimi fosfatici del cadmio presente ne elimina quasi la totalità.

    Agli asini è concesso ragliare e non parlare.

  42. VitangeloNo Gravatar scrive:

    Bravi, continuate a cadere nella trappola di OGMbb! A lui piacciono i calderoni (d’altronde si parla di cibo!). Aprite la discussione su ILVA, Terra dei fuochi, IKEA, TAXI, Eternit, metteteci la TAV, le TRIV…. e….se vi avanza tempo anche sugli OGM, tanto è tutta la stessa minestra!
    Questa è la politica (!) ambientale all’italiana: ergo nessun problema sarà mai risolto. In questa trappola ci sono caduti tutti i politici italiani e siamo arrivati a questo punto! E se ci pensate bene anche una persona di buona volontà come Guariniello è caduto in questa trappola! Pretendeva di far condannare nel nome dell’ambiente….con le leggi italiane! Tuttalpiù puoi far chiudere l’ILVA e licenziare gli operai e l’acciaio italiano! Per molto meno chiusero le industrie a Manfredonia, dove si producevano i migliori fertilizzanti al mondo! Ora, dopo una mare di soldi per il nuovo distretto industriale abbiamo più disoccupati e nessuna produzione…neanche del vetro! A Manfredonia, in nome dell’ambiente! Che va difeso ma non con i NO! Solo l’innovazione può salvarci. E questo vale anche per gli OGM che di tutto sono la metafora.

  43. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    favorevole, favorevole….hai ragione nel post 35 ho scritto TAXI, ma è UBER……….io sono per la biodiversità, anche imprenditoriale

  44. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    Caro Vitangelo, il mio intento era far emergere alcune questioni. Tutti gli esempi che ho portato (ma avrei potuto farne molti altri), hanno unici massimi comune divisori: Sviluppo tecnologico, Meccanizzazione, Industrializzazione, Accentramento, Abbattimento dei costi di produzione. A complemento di ciò si sono avuti, da una parte una quantità di persone sempre crescente che ha avuto accesso a qualcosa che prima gli era precluso, dall’altra una situazione di difficoltà per tutte quelle persone che si sono visti sottrarre gran parte dei guadagni fino ad arrivare a condizione di povertà. Le vicende che si sono susseguite in agricoltura hanno calcato fedelmente le stesse dinamiche…

  45. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    A questo punto…rileggete i post di tutti, analizzateli e traete le vostre conclusioni. Non ho più nulla da aggiungere. :-)

  46. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Vitangelo, ho posto un problema……. “Privatizzazione dei guadagni e collettivizzazione dei costi”. Punto. Ho detto cose false?

    Poi ho fatto qualche esempio…….ovvero di quello che lasceremo ai nostri figli……..sembra che il picco di mesotelioma pleurico in Italia si avrà tra il 2015 e il 2020……sai come si vive bene in questi posti……”angoscia continua”.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/13/amianto-strage-continua-picco-previsto-2015-india-lavorano-casa/190941/

  47. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    scienza 79, nei tuoi esempi hai dimenticato un piccolo particolare….i mobili non sono buoni da mangiare

  48. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    Si lo soooo…così come mi rendo perfettamente conto che un prosciutto non è l’ideale per riporre una giacca…

  49. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    Franco scusa…stavo rileggendo i post e mi sono reso conto che una parte del mio post 31 potrebbe essere male interpretato: I termini “boiata” o “cazz…ta” non era riferito a quello che avevi scritto tu ma ad informazioni a cui normalmente si ha accesso. Scusa se non mi sono fatto capire.

    ;-)

  50. franco nulliNo Gravatar scrive:

    @ SCIENZA_79

    Figurati se mi formalizzo per due paroline che nemmeno avevo notato…
    Sono abituato a ben altro in questa sede con alcuni soggetti…
    Comunque apprezzo molto il chiarimento, anche se assolutamente non avevo mal interpretato alcunché.
    Grazie!

    P.S. Bellino il commento sulle giacche e i prosciutti :-)

  51. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    oppure, Franco, apriamo una discussione sul contenuto di Cadmio del riso prodotto nei territori del Basso Milanese, che è diventato edibile per Legge……..ma Tu metti il letame, quando lo trovi, nel Tuo orto………e scommetto che usi anche pochi antiparassitari.

  52. GUIDORZI ALBERTONo Gravatar scrive:

    Signori aggiornatevi e Masini farebbe meglio a farlo:

    ormai si va oltre la biodinamica, essa è troppo invasiva e intensiva , adesso vi è “l’agricoltura biologica vedica Maharishi ” che non ha un istituto rubasoldi come Demeter, ma dei “pandit vedici”che girano per le campagne e ad ogni fase vegetativa della pianta egli va nei campi ed emette dei suoni particolari (non è specificato da dove emettono i suoni), comunque emettono un suono diverso per ogni fase vegetativa e sono questi suoni a nutrire le piante in modo enormemente migliore di qualsiasi altro tipo di agricoltura. Infatti i prodotti ricavati da questa agricoltura sono enormemente più nutritivi, contengono da sei a sette volte più di vitamina C (la Bayer ha finito di vendere il Vivifin C), da 20 a 30 volte più di antiossidanti (infatti li usano per fare le vernici antiruggine…..)

    Secondo John Fargan, un guru della pratica, con questo metodo si arriva alla “vera conoscenza profonda” altroché la conoscenza superficiale della scienza moderna e soprattutto delle biotecnologie!!!!!!!!!!!!!!

  53. franco nulliNo Gravatar scrive:

    OGM! trova una traccia di cadmio nel mio riso e ti pago da bere…
    Prosecco a te e a tutti i frequentatori di Salmone!!!
    Ti invito a venirne a prendere una confezione “campione” di Volano di mia produzione a casa mia.
    Almeno ci conosciamo e ci scambiamo le generalità, anche se le mie le conosci già ampiamente…
    Il Cadmio in casa mia lo conosco solo nelle batterie ormai obsolete dei miei strumenti di misura in combinazione con il Nickel.
    Se ti riferisci a realtà produttive diverse dalla mia, magari con l’etichetta “bio” o simili, hai tutta la mia solidarietà.
    Qui potremmo aprire una discussione degna di altro “post” su Salmone…

    P.S. Il letame nel mio orto lo metto solo quando lo trovo. Quasi mai!
    Sicuramente metto molta “pollina” derivante dalle mie 15 galline da cui derivo ottime uova casalinghe per squisite tagliatelle…
    Sono 4 anni comunque che mangio insalata e pomodori (lo scorso anno anche degli ottimi peperoncini piccanti…) senza letame ma con azoto a lenta cessione e “briciole” di composti fosfatici/potassici derivati dagli avanzi (pochi grammi saccone) dei Big Bags utilizzati in pieno campo.
    Nulla viene sprecato in casa mia.
    “Quod superest pauperibus”
    E i poveretti, i “pauperibus della situazione”, dopo le esigenze di campagna, sono le prose del mio orto di cui mio figlio va fiero!
    Un grosso abbraccio…

  54. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Certo Alberto!
    Ma come, non lo sapevi?
    Io, dalla prossima settimana e per i prossimi 8 mesi, tutte le mattine sarò a passeggiare nei miei campi a dialogare con piante di mais, soia e riso.
    Ho una grande ansia per i loro problemi esistenziali e non voglio assolutamente perdere l’occasione per poter portare loro un supporto psicologico…
    Chissenefrega se il mais soffre per stress idrico.
    Che mi importa se la soia crepa per un’infestazione di ragnetto rosso.
    E del brusone del riso mi guardo bene da curarmi, sono fatti suoi…
    La psicologia della pianta però no! Qui non posso transigere :-)

    A domani…

  55. VitangeloNo Gravatar scrive:

    Franco hai provato con la musica di Mozart? Chi l’ascolta o è già intelligente o lo diventa: Le piante dovrebbero produrre dii più. Le vacche sembra che ne traggono giovamento e le galline producono più uova. Anche Albert Einstein lo apprezzava, suonava la sua musica e…quindi….dovrebbe valere anche per le piante.

  56. MbianchessiNo Gravatar scrive:

    Ho finalmente trovato un mangime senza fusario tossine per la gioia delle mie vacche! E sapete perché non ci sono tossine? Solo perché e’ fatto con mais OGM!

  57. franco nulliNo Gravatar scrive:

    @Vitangelo
    Confesso la grave mancanza di sensibilità…
    Alla musica non avevo pensato.
    Grazie per il consiglio, mi attrezzerò.
    Ma sei sicuro che vada bene Mozart?
    Non é meglio una Pastorale di Beethoven? Mi sembra più …bucolica.

  58. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Mbianchessi, è vero quello che dici, tant’è che negli USA dove i mangimi sono 100% OGM ammettono un contenuto di micotossine nel latte che è 10 volte quello ammesso nei Paesi dell’UE.

    http://ogmbastabugie.blogspot.it/2014/07/ancora-sulle-micotossine-nel-mais.html

  59. VitangeloNo Gravatar scrive:

    Franco, sembra che il temporale spaventi le piante! Sarebbe meglio non inserirlo nel programma di sala. Pardon, di campo! Ma sarebbe un affronto per il Grande Ludwig. Le Quattro Stagioni di Vivaldi e anche quelle di Astor Piazzolla -visti i buoni risultati dell’agricoltura argentina (ahimè con gli OGM)- potrebbero dare buoni risultati. In ogni caso va eliminato qualsiasi tipo di inquinamento acustico; è peggiore di quello prodotto dagli agrofarmaci, anche di quelli ammessi per l’agricoltura biologica. Come vedi ogni tecnica agronomica ha i suoi limiti. In ogni caso con la musica il tuo riso certamente continuerà a non aver problemi con il cadmio!

  60. GUIDORZI ALBERTONo Gravatar scrive:

    Vitangelo

    Molto presto nelle campagne si suonerà solo il “De profundis” o la “messa di requiem”

  61. MbianchessiNo Gravatar scrive:

    Vero Alberto, soprattutto se continuano a sparare cazzate come ieri sera a Porta a Porta
    http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-573c602c-0b48-4579-a5f4-74ff1b645e1e.html#p=
    Sentite cosa dice il pediatra vegano….. Dopo aver fatto diventare una patologia la gravidanza, vogliono far diventare una patologia anche la crescita dei ns figli!

  62. MbianchessiNo Gravatar scrive:

    La cosa che più mi fa incazzare è il tirare in ballo l’oncologo Veronesi perché vegano ma nessuno dice che è anche favorevole agli OGM! Oppure quella mamma vegana che usa il latte di soia o il tofu…. Ma con che soia pensa siano fatti?
    OGM ovviamente!

  63. franco nulliNo Gravatar scrive:

    @ Mbianchessi

    Lasciamo passare ancora qualche giorno e, sempre che siano negative come spero, ti mando le analisi del mio mais appena mi arrivano…
    Metti mai che facciamo anche un po’ di business sul Samone anche se non é lo scopo delle nostre discussioni :-)
    Ieri sera non ho guardato Porta a porta e con la banda che mi ritrovo in campagna dove sono adesso vedermi 1 ora e passa di trasmissione mi richiede un pomeriggio di download; comunque ci provo perché voglio anche capire anche cosa c’entrino la Loris del Santo e gli altri ospiti con l’argomento trattato…
    Veronesi: si tira in ballo quando fa comodo omettendo tutte le condizioni agli estremi che non interessano per l’audience.
    A presto sull’argomento!

  64. franco nulliNo Gravatar scrive:

    P.S. molto auto-ironico….

    Che la gravidanza sia una patologia é confermato dai problemi che ci creano i figli a qualunque età, quindi anche durante la loro crescita (i miei sono a 26 e 24 e ancora non ho finito di “curarli”).
    Spero di riuscire a “guarirli” prima del mio naturale abbandono del patrio suolo :-)

  65. MbianchessiNo Gravatar scrive:

    Beh, per la varicella del mio ultimo di 3 anni basta un po’ di tachipirina e tagliargli le unghie perché non si gratti! Il problema sorge quando certi pseudo medici dicono che un regime alimentare vegano per bambini da svezzare, non è solo possibile ma anche auspicabile ma sempre sotto stretto controllo medico! Allucinante!

  66. MbianchessiNo Gravatar scrive:

    Per quanto riguarda il mais…. Dove hai fatto fare le analisi? Io lavoro con L’ ARAL di Crema.

  67. GUIDORZI ALBERTONo Gravatar scrive:

    Ho ascoltato solo la parte finale (per fortuna) della trasmissione e mi è bastato per aver voglia di “entrare nel televisore”, ma non ti dico a fare cosa…. In particolare

    - l’inserto sul biologico, dove la giornalista si è limitata a leggere le “i dati fuorvianti scritti dall’AIAB” e avallate da ministero. Io di quel documento ne ho fatto una lettura critica e l’ho pubblicata su Salmone. Avete sentito arrivate contestazioni nel merito di quanto ho pubblicato? Nemmeno una.

    - Quando il medico vegano se n’è uscito con l’allarmistica frase che si mangiano OGM, senza precisare che è GM solo il DNA e che se ne mangia una quantità tale, che tra l’altro viene totalmente decomposta nei costituenti fondamentali con la digestione e questi sono esattamente gli stessi di ogni altra molecola non modificata (eufemismo) di DNA, che se fosse cianuro non morirebbe nemmeno una zanzara (per dire di rapportare l’esigua quantità con un animale piccolo).

    - Altra frase non spiegata da Calabrese (perchè anche lui ne sa poco di agricoltura) è che nel biologico è concesso esserci del DNA GM, ma dovrebbe essere zero. Solo che lo “zero” non è misurabile ed inoltre il biologico che viene spacciato come tale è il frutto di una truffa, perchè con quello che produciamo veramente al massimo potremo dar da mangiare allo 0,5% di chi lo chiede, mentre con il sistema di essere “un po’ (tanto) tolleranti” diamo da mangiare, imbrogliandoli, al 6,5% di persone che chiedono il biologico.

  68. VitangeloNo Gravatar scrive:

    Alberto, speriamo che la Messa da Requiem sia quella di Verdi, Grande Musicista Agricoltore, quindi a Km. 0! Il Dies irae dovrebbero cantarlo i nostri agricoltori, almeno la smettano con il solito lamento di Federico (di Cilea).
    Amici tutti, perchè perdete ancora tempo, sonno e il meritato riposo con Porta a porta e il Prof. Calabresi e amici coldiretti? Volete proprio finire la giornata incazzati? Fate come me, a quell’ora leggete un libro e ascoltate un po’ di buona musica…se non avete altre piacevoli alternative!!!!

  69. GUIDORZI ALBERTONo Gravatar scrive:

    Vitangelo
    Nelle condizioni in cui è l’euro adesso, quando c’era la lira, che quindi doveva essere svalutata ufficialmente, agricoltori e il settore manifatturiero che produceva per l’esportazione, facevano i salti di gioia
    Agli agricoltori subito venivano aumentati i prezzi dei prodotti agricoli, mentre al settore manifatturiero si aprivano correnti di esportazione prima chiuse. Solo per i consumatori era grama la vita, perchè i prodotti di consumo che dovevamo importare aumentavano e quindi si creava inflazione.

    Piano piano però il vantaggio si colmava, tuttavia il comportamento dei beneficiati dalla svalutazione era diametralmente diverso.

    - il settore manifatturiero in tempo di vacche grasse usava i proventi per innovare e creare le condizioni per essere pronti a sostenere un nuovo periodo di concorrenza difficile, mediante innovazione di prodotto e di produzione,

    - il settore agricolo, invece ha sempre tesaurizzato i maggiori ricavi senza innovare e cercare di acquisire produttività maggiore, in questo modo non ha mai sfruttato l’altro fattore della formazione del reddito che era, assieme al prezzo, le maggiori unità prodotte a parità di superficie. Questi hanno continuato questo modo di fare anche in presenza dell’euro, cioè senza più che venisse loro in aiuto lo strumento della politica monetaria. Ecco quindi l’instaurarsi di un meccanismo perverso: si sono trovati incapaci di produrre di più unitamente al permanere comunque di prezzi bassi dei prodotti agricoli. Si consolavano con il valore fondiario elevato delle terre di proprietà, ma purtroppo, seppure lentamente anche questa àncora di salvezza sta venendo meno.

    Ti posso assicurare che ci sono situazioni debitorie in campo agricolo, anche nella ricca pianura padana, che se adeguate al valore fideiussorio del debito significa fallimento all’indomani.

    In altre occasioni si sarebbe detto: “non c’è più trippa per gatti”

  70. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Mbianchessi, visto che forse non hai visto il mio post n. 58……..ti è sfuggito?

    ripeto……..è vero quello che dici, ovvero il fatto che il mais OGM risolve il problema delle micotossine……………tant’è che negli USA dove i mangimi sono 100% OGM ammettono un contenuto di micotossine nel latte che è 10 volte quello ammesso nei Paesi dell’UE.

    http://ogmbastabugie.blogspot.it/2014/07/ancora-sulle-micotossine-nel-mais.html

  71. VitangeloNo Gravatar scrive:

    Albero, anche in Puglia abbiamo gli stessi problemi. Ormai gran parte delle aziende (le migliori) sono in mano alle banche. Anche il fallimento di un colosso della floricoltura come Cicolella dovrebbe insegnarci qualcosa.Ora qualcuno pensa di far soldi con il caso Xilella fastidiosa: considerata la demagogia dei politici non meravigliamoci se poi finisce come le quote latte. Anche in questo caso gli agricoltori sono colpevoli di aver abbandonato del tutto gli uliveti perché ormai improduttivi da un punto di vista economico. Già si faceva olio lampante da quelle parti; invece di innovare è stato preferito abbandonare! Ciò ha facilitato l’ingresso del nuovo parassita a nozze con le condizioni ambientali di quella parte del Salento. Ma inutile discutere di patologia vegetale con chi non vuol sentire e batte cassa!

  72. MbianchessiNo Gravatar scrive:

    Vedi quanto sei disturbato! Se non ti rispondo mi vieni a cercare….. forse che non ti fa dormire la notte non leggere la mia risposta? La cosa importante quanto si parla di aflatossine, non sono il limiti di legge stabiliti dai governi ma cosa mi garantisce di avere un alimento per l’uomo il più possibile vicino allo ZERO! E sicuramente non è il tuo mais bio. Se ti vuoi far venire un cancro al fegato hai molte più chance mangiando polenta biologica piuttosto che quella GM! Questa è la mia ultima risposta, fattene una ragione!

  73. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Caro Mbianchessi, dammi retta, è il voler giudicare che ti rende debole e che ti sconfigge ……….. Stai calcando le orme di un altro personaggio favorevole agli OGM che ogni tanto scrive qualche post. Quando non ha argomenti offende.

    Finora il tuo contributo alla discussione è stato pari a zero, per cui ………

    Rimane il fatto, incontrovertibile, che negli USA, nonostante gli OGM, il limite di micotossine nel latte è 10 volte quello ammesso nella UE…….. segno questo che, al contrario di quello che hai scritto, gli OGM non servono a risolvere il problema…………. per cui, definitiva, hai fatto disinformazione.

    Cerca di sanare la tua ignoranza prima di intervenire di nuovo……. sarà un bene per tutti……..anche per le generazioni future

  74. SteoneNo Gravatar scrive:

    No, gli OGM non risolvono il problema della contaminazione da micotossine, ma riducendo i danni causati dagli insetti patogeni riducono i fattori che favoriscono le infezioni. Tutte le condizioni che potenzialmente stressano la pianta favoriscono la contaminazione dei funghi micotossigeni: attacchi parassitari, presenza di infestanti, carenza di potassio, eccesso di azoto, stress o eccesso idrico, densità di semina troppo elevate, ect… Ridurre le fonti di stress permette di raccogliere della granella meno contaminata

  75. gigiNo Gravatar scrive:

    @ ogm,baubau
    se fosse, e non ho nessuna voglia di controllare, al massimo significa che i limiti stabiliti per norma sono diversi da quelli europei.

    tutto il resto è noia, come sempre.

  76. SteoneNo Gravatar scrive:

    Quello che ho scritto significa che se si seminano piante di mais modificate geneticamente per resistere meglio agli attacchi di insetti patogeni, i livelli di contaminazione da micotossine saranno più bassi perché una pianta danneggiata da un patogeno ha un rischio più alto di essere contaminata

  77. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    http://www.greenews.info/progetti/pomodoro-superbio-lalternativa-nutraceutica-a-fertilizzanti-chimici-e-pesticidi-20150226/

  78. franco nulliNo Gravatar scrive:

    @ post n. 70 & oltre…

    Non é forse che noi in EC, e in particolare in Italia con il recepimento delle norme europee, siamo un po’ eccessivi nelle nostre cautele preventive?
    Sicuramente nessuno di noi vuole crepare per tossine nel latte derivanti da tossine nell’alimentazione delle vacche. O per simili cose.
    Da qui a stabilire limiti quasi non calcolabili passa il buonsenso…
    Non é questione di OGM o no negli USA.
    Nessuno dice che in USA ci siano più o meno tossine nel mais (o quantomeno io non lo so, non conosco come credo nemmeno tu le analisi medie…)
    Solo il buon senso ci può aiutare (o se lo vuoi vedere in senso opposto un eccesso di lassismo, ma non tutti muoiono in USA per colpa delle tossine nel latte…)
    Cerchiamo di ragionare con un discreto uso del senso comune (se non lo vuoi chiamare buon senso) e non solo per pregiudizi…
    In caso contrario nessuno di noi dovrebbe viaggiare in automobile…
    Molto più “certamente” rischioso che il mais, OGM o no che sia…

  79. SimoneNo Gravatar scrive:

    Steone
    Sia negli Usa nel 2012 , che nelle ultime 2 annate nel nord ovest padano , anche la minore o maggiore suscettibilità varietale alle infezioni fungine, è stata inserita (oltre a quelli che hai elencato nel post 74 ) tra i fattori di rischio, che favoriscono la contaminazione dei funghi micotossigeni.
    Non ritieni il fattore varieta incidente ?

  80. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Sicuramente lo scorso anno alcune varietà hanno avuto maggiori problemi di altre nei confronti delle contaminazioni da vomitossine.
    Non so se era questo il senso della tua domanda, ma i fatti sono questi.
    7 € contro 14 fanno la differenza nei bilanci aziendali…
    Non ti sto a dire quali siano state le varietà più colpite e di che “Multinazionale” fossero, ma credo sia notizia abbastanza nota agli addetti ai lavori.
    Sicuramente una maggiore attenzione nelle scelte di semina (che poco o punto dipendono da noi spesso ignari agricoltori) sarebbero utili.
    In quanto ultime ruote del “carro commerciale” difficilmente siamo oggetto di particolari attenzioni da parte delle ditte sementiere.
    A meno di avere dei consulenti di campagna (spesso gli agenti delle società commerciali che ci vendono i prodotti) molto attenti e seri… Come fortunatamente ho.

  81. SimoneNo Gravatar scrive:

    FrancoNulli

    Si era questo il senso della domanda.ti ringrazio della risposta….Visto l’attualità del tema “scelta varietale”.in questo periodo in campagna trovavo strano che Steone avesse omesso la scelta varietale,..gli sarà sfuggito..

    Be attenzione alle varietà sucettibili alle contaminazioni credo sia l’obbiettivo principale per tutti in questa campagna..Poi magari il 2015 sarà un anno diverso e diventano importanti anche altre caratteristiche varietali, per cui una diversificazione non solo basata sul rischio di contaminazione da micotossine ..potrebbe venire utile per diversificare anche altri rischi e /o opportunità.

  82. GUIDORZI ALBERTONo Gravatar scrive:

    Perchè voi credete che la Monsanto, la Syngenta o la Pioneer si dannino l’anima a darci varietà sempre più selezionate. Le varietà più selezionate se le tengono per ingegnerizzarle e secondo me per l’Europa d’ora in poi non si preoccuperanno più di tanto. Francia e Germania potrebbero anche attingere dalle loro ditte sementiere, ma noi italiani siamo letteralmente in braghe di tela.

    Infatti gli USA nella produttività media unitaria di mais, da sempre sotto le produzione europee ora ci stanno sorpassando alla grande.

  83. SteoneNo Gravatar scrive:

    Simone,

    Tieni presente che di esiste una grande quantità di micotossine: ocratossine, fumonisine, gibberelline, aflatossine, ect… ed ognuna di esse risponde a range climatici differenti. Per cui esistono ibridi più resistenti alle gibberelline e meno alle aflatossine e viceversa.
    Nell’intervento precedente ho cercato di illustrare la relazione tra ibridi geneticamente modificati per la resistenza agli insetti patogeni e la contaminazione da micotossine. Che gli attacchi parassitari peggiorino la qualità della granella è un dato di fatto.

  84. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Ci sono tante motivazioni per cui si diffondono micotossine ……..

    http://ogmbastabugie.blogspot.it/2013/03/il-mais-bt-serve-veramente-risolvere-il.html

  85. SimoneNo Gravatar scrive:

    Steone
    daccordo ..ma nell’immediato ..ogm da noi non ci sono. non possimao restare con le mani in mano a recrimnare.un anno dopo l’altro Per cui bisogna fare con quel che si ha:tecnica colturale e scelta varietale tenendo conto che
    oltreoceano pur con il bt, i ricercatori stanno cercando di inquadrare comunque la questione resistenza alle malattie funginee..

    http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4104783/

    a voler essere ottimisti .speriamo ci cavino qualcosa e in tempi non biblici…se non loro..almeno francesi e tedeschi..che negli ultimi anni stanno guadagnando terreno con le loro varietà che parrebbero provenire da linee un tantino meno suscettibili.

  86. MaxNo Gravatar scrive:

    Steone 03 Mar 2015 alle 08:03

    Attenzione, le Gibberelline non sono micotossine, piuttosto molecole ad azione fitormonica

  87. GUIDORZI ALBERTONo Gravatar scrive:

    Max

    Vi è un marciume del culmo che si chiama “Gibberella” forse intendeva questo fungo.

    Più in generale:

    Se vogliamo difenderci dalla contaminazione delle micotossine dobbiamo difendere la pianta dai funghi che lo producono (le micotossine non sono un parassita per la pianta sono un metabolita del fungo).

    Il fungo attacca le piante in vegetazione in particolari condizioni climatiche ed è enormemente facilitato da lesioni che permettono alle spore di germinare su tessuti facilmente aggredibili. Solo in questo caso posso avvalermi della genetica, ma sappiate che il lavoro di selezione è lungo e non è il solo parametro che il selezionatore deve
    affrontare e più parametri da tenere sotto controllo ho e più il lavoro si fa difficile.

    Inoltre spesso le resistenze o più frequentemente le tolleranze sono sorrette da geni recessivi a carattere additivo e quindi occorre cumularne molti nella stessa pianta per ottenere un risultato soddisfacente, ma questo è sempre messo in forse dalle quantità d’inoculo parassitario a cui ci troviamo di fronte. Ad esempio un mais precoce trova meno condizioni facilitanti lo sviluppo fungino di un mais tardivo.Comunque non è mai un carattere di selezione prioritario, infatti, il mais Bt ha influenzato il contento di micotossine in via indiretta, lo scopo principale era la piralide.

    Più facile il lavoro quando il carattere è dominante, come è il caso del carbone, infatti, esso è una malattia molto conosciuta quando si seminavano le popolazioni locali e che è man mano sparita con l’avvento degli ibridi (giovani generazioni di agronomi praticamente non conoscono la fisiopatia. Una curiosità: in Messico il corpo carnoso fruttifero del mais è mangiato, avrebbe un lontano sapore di tartufo!.

    Altro aspetto molti di questi funghi sono saprofiti e quindi qui siamo disarmati in quanto si sviluppano nei magazzini di conservazione e qui sono le pratiche di post-raccolta che ci aiutano ed i trattamenti per non infettare il seme, che fin che rimane sulla pianta è poco attaccato, ma lo diviene quando il seme è raccolto ed ha subito degli shock meccanici.

  88. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    lotta alle micotossine……. e tornare alle rotazioni no! proprio no!

  89. GUIDORZI ALBERTONo Gravatar scrive:

    Certo che si devono fare le rotazioni, ma ti assicuro che non risolvono per nulla la questione delle muffe e dei funghi che attaccano la granella, quelle sono ubiquitarie. Studiareeeeeee… non è mai troppo tardi.

  90. franco ulliNo Gravatar scrive:

    Ruoto da anni le mie colture. Non tanto, ma mais e soia almeno li alterno…
    Faccio il possibile…
    Proprio oggi mi hanno confermato che il mio mais é esente da problemi di tossine….
    Sarò anche un pirla, ma il mio mais quest’anno mi dicono le analisi di oggi che é esente da tossine per cui é commerciabile a (prezzo pieno) e non come quello di OGM bb per i biodigestori… (senza offesa!)

  91. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    http://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/produzioni-agroalimentari/temi/produzioni-vegetali/doc-produzioni-vegetali/rischio-micotossine-coltivazione

  92. franco ulliNo Gravatar scrive:

    @ Mbianchessi…
    Se ti interessa ti mando i referti delle mie analisi del mais e poi ci sentiamo al telefono…
    Alla faccia di chi ci vuole male se possiamo trovare un punto di incontro commerciale anche su Salmone…
    Franco

  93. SteoneNo Gravatar scrive:

    Max,

    E’ proprio vero, ho erroneamente dato a Don e Zea il nome di gibberelline (due cose completamente diverse).

    Simone,

    La suscettibilità varietale ai diversi patogeni fungini, come ha spiegato Guidorzi, è molto complicata da gestire ed è quasi impossibile costituire un ibrido resistente a tutte le patologie che operano in modo diverso e con range climatici differenti.
    Hai linkato uno studio su Aspergillus flavus che opera in condizione di stress idrico mentre Gibberella zeae e Fusarium graminearum sono agevolate da estati fresche e umide.
    Un ibrido meno suscettibile a Fusarium graminearum (che produce Don) potrebbe essere molto suscettibile ad Aspergillus flavus (che produce aflatossine) e viceversa. Adesso come adesso la cosa più saggia da fare è cercare di adottare tutte quelle tecniche agronomiche in grado di limitare più possibile il rischio di contaminazione (tenendo presente che sono tecniche preventive e contenitive e non curative)

  94. Flavio MasiNo Gravatar scrive:

    Cari salmoni,
    temo sia un po OT ma sembrerebbe un filone di ricerca promettente, se non lo conoscete già ecco il link:
    http://www.lescienze.it/news/2015/03/03/news/piante_ogm_dorifera_patata_interferenza_dna-2507971/

    In sintesi si tratta di un modifica del dna dei cloroplasti molto efficace - mi pare che un “feticista” della materia bazzicasse da queste parti…

  95. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Ti rispondo io prima ancora che risponda OGMbb

    Ecco la soluzione, io lo di cevo da tempo, modifiche nei cloroplasti e non nel polline, coesistenza possibile e senza usare resistenza ad antibiotici.

    Spero di aver imparato bene la poesia.

    Il problema di questa come di tutte le tecniche di modifica e’ che se a Bruxelles si sedessero ad un tavolo a dire cosa e’ Ogm e cosa non lo e’, noi sapremmo cosa e come fare, ma se l’obbiettivo e’ solo quello di evitare che riduca l’uso di pesticidi, noi non potremo mai scendere a compromessi e loro continueranno a tebnere nel limbo indefinito cosa sia Ogm e cosa no.

  96. SimoneNo Gravatar scrive:

    Steone

    condivido il tuo consiglio ma temo che non sarà seguito

    -ne da quelli a cui nel 2014 è andata bene dal punto di vista sanità, che sembrerebbero intenzionati a utilizzare “scaramaticamente”la stessa tecnica e stesse varietà del 2014

    - ne da quelli a cui invece nel 2014 è andata meno bene e non vogliono sentirne parlare di utilizzare le stesse varietà di cui (come dice Franco Nulli) han venduto il verde nel 2014 a 7 euro/qle ,oppure han difficoltà a vendere il secco adesso a 11,5 euro/qle)
    neanche adottando tutte quelle tecniche agronomiche in grado di limitare più possibile il rischio di contaminazione, piuttosto preferiscono non seminare mais o ridurne drasticamente la quota aziendale .

    Però avrebbero utilizzato un mais ogm ce ne fosse stata la possibilità..

    ps
    Parebbe che la richiesta da parte dei maiscoltori di seminare su contratto ,mais per le amiderie sia superiore alla quantità di seme disponibile.

  97. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Flavio….grazie,

    si vede che anche quelli de “le Scienze” seguono i miei post!

  98. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    grande Roberto, finalmente un punto di accordo………questi OGM sono vecchi:

    - hanno il transgene nucleare
    - hanno promotori costitutivi
    - hanno marcatori antibiotici

    tutte cose che oggigiorno si potrebbero evitare …….. stasera festeggerò

  99. MbianchessiNo Gravatar scrive:

    @ Franco
    Mandameli pure…. Il problema è dove. Se ti fidi a mettere qui il tuo indirizzo mail ti mando il mio!

  100. franco ulliNo Gravatar scrive:

    Non ho alcun problema a postarti la mia mail personale.
    Credo di non aver nulla da nascondere e confido nel buonsenso dei partecipanti alle nostre discussioni.….
    Se poi Roberto vuole bloccarlo libero di farlo e sarà lui a mandartelo.

    agri_nulli@libero.it

  101. GUIDORZI ALBERTONo Gravatar scrive:

    Franco

    Continuando sul raffronto tra l’agricoltura italiana e l’agricoltura francese ti faccio un breve resoconto dell’evoluzione intervenuta in Francia:

    In Francia vi sono 326.000 aziende professionali ed il numero di queste diminuisce in continuazione a causa di qualcuno che non continua l’attività o meglio perché non vi è nessuno che riprenda l’attività al posto di chi o non lo vuol più fare o è andato in pensione. Un pensionato agricoltore in Francia non può continuare a fare l’agricoltore, mentre in Italia si anzi sono un numero rilevantissimo, anzi in Italia alla morte di uno che possiede terra agricola si formano, grazie ai sindacati agricoli, tante aziende agricole quanti sono gli eredi.

    Dal 1950 ad oggi il numero delle aziende agricole francesi si è divise per 5 (nel 1955 vi erano due milioni di aziende agricole) e ne sono sparite un 3% all’anno.

    Oggi vi sono 500.000 aziende di cui appunto 326.000 professionali e per essere tali la sua dimensione economica deve essere di almeno 12 ha di equivalente frumento e dare lavoro per ¾ del tempo ad un addetto. Vale a dire che con i nostri 7 ettari medi se fossimo in Francia non avremmo i benefici concessi agli agricoltori

    L’evoluzione all’ingrandimento ha accompagnato il fenomeno, cioè le terre di chi lascia sono riprese da chi continua l’attività. La superficie media delle aziende professionali era di 42 ettari nel 1988, di 66 ha ad inizio 2000 e 78 ha oggi. Ciò è avvenuto in ogni tipo di indirizzo produttivo: se cerealicola l’azienda media è di 116 ha, gli allevatori di bovini da carne hanno in media 56 vacche allattanti, mentre quelle ad indirizzo lattiero hanno come minimo 44 vacche in lattazione.

    Oggi il 60% delle aziende sono rette da un imprenditore singolo, il restante 40% è retto da forme societarie ed è questa la gestione preferita dai giovani agricoltori; due giovani su tre.. Essi preferiscono integrare in una società la loro azienda di proprietà, mantengono una struttura familiare perché molti sono legati da parentela. Vi è da dire che essendo le aziende in società di dimensioni più grandi, da un punto di vista del potenziale economico, rappresentano il 60% del totale del potenziale economico dell’insieme delle aziende agricole.

    La tendenza è alla specializzazione; il 23% sono ad indirizzo cerealicolo (grandi colture), il 17% hanno la doppia specializzazione (grandi coltivazioni e zootecnia), il 16% sono specializzate nella produzione di latte, il 12% allevano animali da carne, la viticoltura è un 10% , mente l’allevamento ovino e caprino è concentrato in un 8% di aziende, il 4% sono specializzati in avicoltura.

    Le forme societarie sono l’EARL (azienda agricola a responsabilità limitata) e il GAEC (Società di gestione in comune). Queste due forme rappresentano l’85% delle 155.000 società agricole. Il Gaec non può essere costitituito da due coniugi e tutti gli associati devono lavorare nell’azienda sociale, essa è la forma usata per trasferire l’azienda da padre in figlio (che deve acquisire il titolo di agricoltore) . Si contano 69.000 Earl e 42.000 Gaec. Vi è poi un’altra fora sociale ed è la GFA (raggruppamento fondiario agricolo) ed usato quando si vuole tenere unità l’azienda a seguito di eredità. Tutta questa organizzazione è retta da leggi che ne facilitano la fiscalità.

    Da noi in Italia invece mettiamo sul giornale, addirittura in seconda pagine, (Corriere della Sera del 3 marzo) un esempio di “corsa alla terra” di una donna laureata in agraria di 25 anni (proviene dal liceo classico) che ha acquistato 9 ettari nelle Marche investendo 500.000 € presi a prestito, il che gli comporta una rata mensile di mutuo di 1200 €. (ha ipotecato le liquidazioni dei due genitori ambedue impiegati regionali).
    La sua azienda dice che va bene perché fattura 30-35000 € all’anno, ma mi chiedo come fanno a mangiare? Forse andranno alla mensa dei poveri della Santa Casa di Loreto che è li vicino!!!

    Coltiva piante orticole senza concimare e, grandissima scoperta, colloca diverse specie orticole sullo stesso terreno, come se ciò gli risolvesse qualcosa; a mio avviso glielo complica il compito. Ma il segreto c’è, infatti, serve i ristoranti macrobiotici, come se questi rinunciassero a guadagnare loro per pagar di più l’agricoltore.
    Poi vi è lo sbandierare di una situazione di lavoro da schiavi perché dice che l’autunno e la primavera si alza alla 4½ alla mattina e lavora fin che c’è sole, non solo ma ha schiavizzato anche i genitori che sono andati in pensione e si sono messi a sgobbare nei campi. Ammette che è faticoso (lo credo bene) ma è il sogno della sua vita, speriamo però che non si svegli perché se lo fa non può che ammettere di essere stata una grande fessa! Infatti, l’hanno fatta presidente della Coldiretti di Ancona (ma dove trova anche questo tempo? O è una che alzandosi un’ora prima al mattino fa diventare il giorno di 25 ore?). Inoltre e ha progetti di ippoterapia e riabilitazione equestre (attività queste di grande avvenire). Vuole anche introdurre coltivazioni di legumi e cereali (sic!), solo che io le conosco le Marche, ma anche colà la terra non è mai stata elastica, nel senso che tirandola possa aumentare di superficie.
    Considerazioni finali:
    1° se sono questi gli esempi di aumento dell’occupazione che tanto decanta la Coldiretti, io direi che siamo in presenza di una forma moderna di schiavitù, ma vi rendete conto a che vita di stenti e fatiche si è votata questa donna accomunandovi anche i genitori (d’accordo che come impiegati pubblici forse hanno cominciato a lavorare solo adesso che sono in pensione). Sicuramente dovrà rinunciare alle maternità e farà sesso da addormentata. Povero marito che poteva comprasi un gonfiabile che gli costava meno e gli dava più sensazioni!!

    2° Ma vi rendete conto come i mass-media pubblichino acriticamente le cose più balzane ed incredibili (il Corriere paga una giornalista a nome di Giuliana Ferraino per scrivere puttanate del genere ed io imbecille lo compro) e si pretende di farle passare come una tendenza che fa epoca? Non solo ma la gente, che ignora tutto dell’agricoltura, crede che il coltivare la terra sia il nuovo paradiso terrestre, mentre non sa che con una Coldiretti che impera gli italiani, seppure abbienti, ben presto si troveranno con il piatto vuoto perché altre popolazioni faranno incetta di cibo sui mercati mondiali e noi non sapremo più produrne da noi, solo che avremo la soddisfazione di mangiare macrobiotico e potremo pregare davanti ad un totem costituito da un corno di vacca (a quattro zampe) di letame regalatoci (o forse vendutoci) dalla ineffabile Crespi.

  102. VitangeloNo Gravatar scrive:

    Alberto, anch’io leggo il Corriere della Sera e guardo la Televisione e ascolto la radio in Italia e do per scontato che quando scrivono e parlano di agricoltura dicano puttanate!
    Lessi quell’articolo sui giovani neocontadini (li definì così il Corriere nel titolo) che servì a confermare la mia personale valutazione di cui sopra.
    All’inizio dell’anno inviai una nota al Correre del Mezzogiorno di Puglia (allegato quotidiano al Corriere della Sera)dal titolo “No agli OGM: un’offesa per l’agricoltura pugliese” nel quale evidenzio i riflessi positivi dell’innovazione sull’agricoltura pugliese e, quindi, italiana nell’ultimo secolo anche grazie al contributo delle istituzioni di ricerca (Stazione Agraria, Facoltà di Agraria, Centri del CNR, ecc) e di prestigiosi scienziati pugliesi (come Francesco Amato e Gian Tommaso Scarascia Mugnozza, genetisti, entrambi favorevoli all’applicazione dell’ingegneria genetica nel miglioramento genetico) nonché della grande propensione degli agricoltori pugliesi ad accettare ed utilizzare l’innovazione di processo, di prodotto e varietale. Pur avendo concordato con la Redazione l’articolo e la sua lunghezza non mi è stato ancora pubblicato. E mai lo sarà! Però ogni giorno pubblicano qualcosa sul dramma Xilella fastidiosa che i Ricercatori pugliesi evidenziarono già diversi anni fa fra l’indifferenza di chi scende in piazza a difendere l’olivicoltura del Salento compresa quella (la gran parte!)abbandonata da una decina d’anni! Ovviamente sperando di fare cash con i soldi pubblici. E potrei continuare.
    L’ho anche scritto diverse volte che il vero dramma dell’agricoltura italiana e la demagogia dei politici che non fa più affrontare i veri problemi. E la lotta agli OGM ne è diventata la perfetta metafora!
    Alberto, dopo la lettura della tua nota la riflessione media italiana è che noi battiamo i francesi per il numero di DOP e IGP e che quest’anno organizziamo l’EXPO sull’alimentazione. Altro che agricoltura francese (rispettabilissima!).

  103. VitangeloNo Gravatar scrive:

    Scusate, il cognome del genetista pugliese è D’Amato e non Amato.

  104. GUIDORZI ALBERTONo Gravatar scrive:

    Vitangelo

    Con una differenza però che loro autoproducono la loro materia prima, mentre noi non ci riusciamo e questo ci penalizza molto, in quanto quando ci lamentiamo che altri ci imitano loro ci rispondono: ” ma che cavolo volete se la materia prima che usiamo noi e voi è la stessa, anzi per noi è “made” mentre per voi è un prodotto esogeno” . Lo so anch’io che possiamo batterli, solo che non sappiamo farlo, vedi l’esempio del vino dove noi avremmo potuto surclassarli mentre fino a loro sono stati loro a farlo. So anche che è inutile seguire certi loro indirizzi, ma ciò non toglie che si analizzi come li hanno portati avanti.

    Noi non dobbiamo emulare l’agricoltura francese dobbiamo copiare ciò che li ha fatti progredire, lo so bene che siamo due “continenti diversi”. Solo che noi non progrediremo mai se non ristrutturiamo il tessuto fondiario, se non eleviamo la professionalità agricola ed espelliamo il vecchiume esistente , se non organizziamo la cooperazione come si deve e se lasciamo alle invenzioni individuali la penetrazione dei mercati.

    Non si può resistere se non innoviamo ed è quello che vorrei vedere realizzarsi.

  105. VitangeloNo Gravatar scrive:

    Ecco perché da noi è più facile dire NO…a tutto! E poi pretendiamo i posti di lavoro! Ora aspettiamo che la BCE da domani compri il nostro debito e….ripartiremo! E continueremo a divedere i debiti e non la ricchezza che non siamo più in grado di produrre.
    Alberto, hai ragione sulla questione materia prima. Quante volte ho cercato di far capire ai politici e ai coldiretti che noi siamo grandi trasformatori di materie prime, delle quali siamo carenti ed abbiamo bisogna di importarle ..e di qualità. Gli esempi banali di pasta…e della Ferrari (!) non li convincono e pretendono di produrre tutto in Italia per poter scrivere “made in italy” mentre io preferirei Made in Europe e farci aiutare a difendere la contraffazione nel nome collettivo di Europa!!!. E non si rendono conto che per quasi tutte le materie prime dobbiamo scontrarci con realtà almeno 1000 volte maggiori delle nostre piccole aziende! Come in Argentina, Canada, Brasile, USA, ecc. che possono contare spesso su una organizzazione di mercato e di aggregazione che da noi ce le sogniamo! Ma è più bello dire No agli OGM e pretendere di fare cash in nome della nostra “indiscussa” (o indiscutibile?) qualità. Intanto la Germania ha smesso di comprare anche quel poco di agrumi da noi preferendo quelli spagnoli (che già esportavano in generale 10 volte più di noi : altro che concorrenza spagnola; con quel rapporto non esisti sul mercato…e da decenni) Forse ci servirà l’EXPO per cominciare a capire che dobbiamo cambiare politica e atteggiamento? E chi avrà il coraggio di mandare a casa tutti i prezzolati presidenti, direttori, dipendenti ecc. delle organizzazioni che hanno fatto solo danni?

  106. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Beh, Alberto
    Anche in Italia sono molti anni che si parla di Agricoltore Professionale…
    Molti anni e per ancora molti anni non sapremo mai chi é !
    Cooperazione.
    Non amo i francesi, lo confesso.
    Ciononostante devo ammettere che lo spirito cooperativo che hanno é ben lungi dalla diffidenza nei confronti del vicino di casa che abbiamo noi nel tessuto agricolo italiano.
    Temo che con la nostra mentalità individualista andremo poco lontano. E sarà solo colpa nostra.

    Grazie per tutte le informazioni tecniche che mi hai fornito. Interessante…

    Ciao Franco

  107. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    anche negli USA gli insetti maturano una resistenza genetica alla tossina Bt

    http://ogmbastabugie.blogspot.it/2015/03/anche-negli-usa-si-sono-accorti-che-gli.html

  108. GUIDORZI ALBERTONo Gravatar scrive:

    Ma che scoperta da esperto agronomo, merita il premio Nobel. Ma chi ti ha dato la laurea, il segretario politico della cellula?

  109. GUIDORZI ALBERTONo Gravatar scrive:

    Come faranno questi che le corna delle vacche non gli serviranno per pagare le multe delle quote latte, mentre gli “onesti” il corno di vacca glielo hanno infilato dove fa molto male?

    http://agronotizie.imagelinenetwork.com/zootecnia/2015/03/12/multe-latte-queste-le-cifre/42209?utm_campaign=newsletter&utm_medium=mail&utm_source=kANSettimanale&utm_content=2376

  110. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    Ora chiedono elemosine e ricerca per salvare gli ulivi…

  111. MbianchessiNo Gravatar scrive:

    Ma rientra tutto nella loro filosofia… Quella vegana bio coldiretti animalista! Tanto chi se ne frega della quantità…. se non ci sarà da mangiare per tutti tanto meglio… Comincerà a diminuire la popolazione umana mondiale e la terra ringrazierà! Il problema è che gli italiani saranno in prima fila a morire di fame viste le già scarse derrate alimentari che riusciamo a produrre oggi giorno nel bel paese!

  112. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    ormai le nostre aziende agricole sono in mano ad avvocati, dentisti e commercialisti…….come volete che vada l’agricoltura…..agricoltura da salotto

  113. GUIDORZI ALBERTONo Gravatar scrive:

    Perchè te ne sei accorto adesso? E’ da 30 anni che io l’ho potuto constatare. Solo che i tuoi amici pur sapendolo tacciono.

  114. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    gli avvocati, i dentisti, i notai e i commercialisti hanno priorità diverse dai piccoli coltivatori. Essi sono interessati al reddito da capitale e non tanto al reddito da manodopera, per cui utilizzano massicciamente concimi chimici e antiparassitari, con tutte le conseguenze del caso…….in futuro, meglio piccole aziende agricole con un surplus di manodopera o grandi aziende agricole senza manodopera che usano massicciamente concimi e antiparassitari?

  115. GUIDORZI ALBERTONo Gravatar scrive:

    Ma smettila di raccontarci che i Kolchoz funzionavano meglio delle aziende capitalistiche americane, non ci crede più nessuno, solo un veterocomunista come te ci crede ancora (STALIN E’ MORTO E CI HANNO DETTO CHE NON ERA UN SANT’UOMO). Non vorrai venirmi a dire che il coldiretti non concimano e non trattano vero? anzi sono loro che fanno monocoltura seminando la coltivazione più redditizia altrimenti non campano, inoltre sono quelli concimano e distribuiscono antiparassitari senza criterio perchè sono dei perfetti ignoranti in innovazione. Tu nelle campagne non ci sei mai stato a vedere le bestialità che si vedono nelle piccole aziende rette da vecchi.

  116. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    ringrazio per i modi, sempre molto gentili (problemi di DS?) ma il sistema vetero comunista è quello francese che qualcuno ha descritto su questo blog.

    Personalmente non ho mai visto coltivatori biologici distribuire antiparassitari sistemici o chimici di sintesi

  117. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Ma affermare che se si si coltivano pochi ettari non si usano pesticidi è uyna affermazione ideologica, non un dato generale.
    Chi ha grandi aziende al contrario fa economie di scala e con la meccanizzazione in genere fa trattamenti più mirati e più evoluti.
    Comunque se tu non hai mai visto un biologico che fa i trattamenti con pesticidi ti posso accompagnare a vedere alcuni casi esemplari.
    Comunque sia per i trattamenti sia per l’alimentazione zootecnica ne avevamo già parlato: http://www.salmone.org/wp-content/uploads/2014/09/biologico-e-deroghe.pdf

  118. MbianchessiNo Gravatar scrive:

    La settimana scorsa c’erano in azienda da me una decina di miei colleghi, allevatori di vacche da latte nordamericani dello stato di New York. Il motivo del viaggio oltre al turismo, era di capire cosa non fare una volta tornati a casa! La media dei loro allevamenti è di 1500 vacche e 2000 acri di terra ( 700 ha ca). Li ho portati a vedere un impianto di biogas consortile con denitrificatore del digestato. Non capivano perché dovessimo togliere l’ azoto dal digestato spendendo soldi per produrre un po’ di solfato d’ ammonio da usare come concime. Quell’ impianto stesso prevede l’ utilizzo della FORSU nei digestori previa pastorizzazione. Quando gli ho detto che i rifiuti organici alimentari prima di andare nel digestore dovevano essere pastorizzati si sono messi a ridere! Qualcuno pensa ancora di poter competere con questa gente?

  119. GUIDORZI ALBERTONo Gravatar scrive:

    OGM bb

    Da me il rispetto non l’avrai mai più, mettiti il cuore in pace, per me sei sceso al livello delle pezze da piedi (dato che siamo nel centenario della Prima guerra mondiale).

    Ma non hai mai visto come fanno i trattamenti i coldiretti, hanno a disposizione una Fiat piccola, con un pompa con apparato irroratore antidiluviano, nessuno mai controlla gli ugelli e quindi uno distribuisce il doppio o il triplo di quello vicino, non esiste nessun miscelatore e ben sappiamo quanto è utile per avere miscele ommogenee. Sempre la stessa Fiat piccola la usano per concimare e lo spandiconcime è ancora quello rotativo-centrifugo di 40 anni fa con una distribuzione disforme e per rendersene conto basta vedere i campi di grano alla levata dove in capezzagna il frumento è più alto di una spanna.

    Loro non sono colpevoli in quanto i loro guadagni non permettono altro.

    Perchè secondo te i coldiretti fanno biologico? Ma guardati le statistiche, possibile che i coldidiretti biologici siano solo nelle regioni del Sud e che quasi non esistano al Nord? Inoltre questi i trattamenti li fanno ancora con la pompa a spalle

    Prima di scrivere fai un giro per le campagne e renditi conto che sei rimasto fuori dal mondo reale.

  120. GUIDORZI ALBERTONo Gravatar scrive:

    Mbianchessi

    Ti confesso che quando frequento le campagne italiane ancora molte volte mi accorgo ancora di saperne di più di molti agricoltori. Quando vado in Francia devo solo ascoltare gli agricoltori perchè se parlo dico solo cose sorpassate in fatto di tecnica, di prodotti di trattamento, di cicli fisiologici di crescita di molte piante che io ho dimenticato perchè non più viste in coltivazione, di organizzazione aziendale e soprattutto di mercati (leggi vendite a termine e gestione della cooperazione).

  121. franco nulliNo Gravatar scrive:

    @ Mbianchessi & altri
    30 anni fa circa ho fatto 3/4 anni di sperimentazione parcellare randomizzata su mais a casa mia (e non solo) per un fertilizzante insieme al dr. J.R Goose della N.D State University e al Prof. Pier Luigi Graziano allora all’Università di Bologna..
    Stavamo testando insieme, con buoni risultati alla fine e alcune pubblicazioni su riviste scientifiche, le proprietà di inibitore di ureasi e nitrificazione dell’ ATS (Ammonium Thiosulphate) .
    In quel periodo in Italia si stava bandendo l’uso dell’Atrazina per il diserbo del mais.
    Non vi dico lo stupore e il disappunto del mio amico e corrispondente statunitense Goose quando ha saputo la notizia…
    La domanda più banale è stata “e come lo diserbiamo il mais”?
    Come conclusione oggi diserbiamo il mais con cianazina e terbutilazina che, per quanto mi é dato di sapere, sono molto più persistenti dell’atrazina (pronto a qualunque smentita; non sono un esperto in argomento…)

    Il gap culturale, oltre che “colturale”, é incolmabile come evidenziato da Mbianchessi…

  122. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Senza contare che, non si sa per quale ragione, negli ultimi anni stanno crescendo esponenzialmente i furti di fitofarmaci nelle aziende agricole…
    Che ci sia un mercato nero parallelo e fraudolento?
    Non é un’accisa, ma un’ipotesi di indagine…

  123. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Ovviamente era un’accusa e non un’accisa…
    Di accise ne abbiamo a sufficienza!

  124. franco nulliNo Gravatar scrive:

    OGM bb

    Ti sei mai chiesto come fanno a sopravvivere (non tutte ovviamente) le aziende che si dichiarano Bio?
    Ti sei accorto che negli ultimi anni sono aumentati pesantemente i furti di fitofarmaci nelle aziende agricole?
    Hai mai parlato con qualche agente di Aziende che vendono fitofarmaci?
    Lo sai che esiste un mercato parallelo (in nero ovviamente) che rifornisce “fantomatiche” aziende Bio (deprecabili ovviamente, ma esistenti) di prodotti non ammessi per il bio?
    Apri gli occhi per cortesia!
    I quattrini in ballo sono tanti e i disonesti sono purtroppo sempre in agguato.
    Purtroppo!

  125. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Signori, tranne uno, io non ha mai scritto quello che mi attribuite…….io ho scritto:

    “gli avvocati, i dentisti, i notai e i commercialisti hanno priorità diverse dai piccoli coltivatori. Essi sono interessati al reddito da capitale e non tanto al reddito da manodopera, per cui utilizzano massicciamente concimi chimici e antiparassitari, con tutte le conseguenze del caso…….

    poi ho posto un quesito:
    “in futuro, meglio piccole aziende agricole con un surplus di manodopera o grandi aziende agricole senza manodopera che usano massicciamente concimi e antiparassitari?”

    Sul primo punto direi che non può essere oggetto di smentita.

    Sul quesito la problematica da risolvere è: in futuro, per “nutrire il Pianeta con tecniche di produzione sostenibili”, è meglio la piccola impresa agricola o la grande impresa agricola?” E su questo quesito, se volete, si apre una bella discussione.

  126. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Agli smerdatori di vacche per conto delle multinazionali….

    allevamenti di 1500 capi in Italia……dove il problema è quello di rendere edibile il latte mastitico ……… una bomba ecologica per noi e per i nostri figli…….ma di che cosa stiamo parlando?

  127. GUIDORZI ALBERTONo Gravatar scrive:

    Di cose per le quali la natura non ti ha fornito la facoltà necessarie per poterle comprendere.

  128. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Ogni volta che leggo un messaggio di OGM bb mi ripropongo di non controbattere, poi non resisto…
    MI spieghi per cortesia OGM bb cosa significa il tuo post n. 126?
    In particolare chi sarebbero gli “smerdatori di vacche per controllo delle multinazionali”?
    Giuro che non ne capisco il profondo significato.
    Ti ringrazio in anticipo per una cortese risposta.
    Franco

  129. franco nulliNo Gravatar scrive:

    E per tornare all’argomento “bio”, ho la netta impressione che i trattamenti notturni, sopratutto del riso, siano molto più efficaci di quelli diurni alla luce del sole e del mercato, soprattutto in termini “bio-economici”…
    Prova a chiedere riscontri ai Terzisti che trebbiano riso bio/non bio…
    Ovviamente non sono un investigatore e non posso portare prove; non é il mio mestiere.
    Le mie non sono accuse generalizzate, ma solamente spunti investigativi per gli organi delegati.

  130. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    In Italia, alcuni rubano, ma non siamo tutti ladri.

    gli smerdatori di vacche per conto delle multinazionali…sono gli allevatori che lavorano, lavorano e lavorano, ma non guadagnano niente, poichè il margine dell’attività zootecnica va quasi tutto a coloro che hanno i marchi di vendita del latte e della carne…..oppure alla GDO.

  131. TC1507No Gravatar scrive:

    Non capisco perché avvocati, dentisti, notai ecc. essendo interessati al reddito da capitale dovrebbero utilizzare massicciamente, o più del necessario concimi chimici, antiparassitari e erbicidi. Forse glieli regalano? Sarebbe utile sapere dove si riforniscono.
    E poi, perché le piccole aziende agricole dovrebbero avere un surplus di manodopera? La manodopera è e sarà sempre un costo, non il fine (almeno nel settore privato) e aziende piccole o grandi devono cercare di limitarla.

  132. MbianchessiNo Gravatar scrive:

    Franco
    Risparmiati la fatica di capire i disturbati! E quello è disturbato per davvero!

  133. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Agli smerdatori di vacche per conto delle multinazionali, che fanno lavorare gli indiani, che incassano 25-30 mila euro l’anno di contributo PAC, che probabilmente abitano in città e che vanno poche volte in stalla perchè poi gli abiti puzzano………

    Sono sempre più convinto che Giorgio, sempre che sia lui poichè questo è un mondo virtuale, il paladino degli OGM, abbia ragione…..

    “…..le mie saranno fantasie libertarie, ma mi dovete spiegare dove sta la moralità di prendere dei soldi dalle tasche di un individuo per darle a voi che oprate nel settore agricolo? All’individuo a cui rubate i soldi non interessa niente della vostra attività e potrebbe comprare gli alimenti in altre parti e magari a minor costo.
    Prima di parlare a vanvera imparate a fare gli imprenditori con i vostri soldi e a vostro rischio. Siete imprenditori ed assumetevene la responsabilità. Se non ce la fate a causa del sistema, prendetevela con il sistema e lasciate i 5 miliardi nelle tasche dei legittimi proprietari!!!”

    http://www.salmone.org/petrini-cattaneo-ogm/

    post n. 70 così non fate fatica a trovarlo.

  134. GUIDORZI ALBERTONo Gravatar scrive:

    Avete dato un’occhiata alle pagine 24 e 25 del Corriere della Sera di oggi?

    Io le ho titolate: “NON DISTURBARE IL CONDUCENTE”, vale a dire tutti coloro a cominciare dal non-ministro Martina (ma i nostri ministri dell’agricoltura continuiamo a sceglierli come si scelgono i gadget contenuti nelle uova di Pasqua?)e da tutti quelli che vogliono fare dell’EXPO il monumento all’agricoltura italiana. E’ un monumento facile da costruire, ci si può limitare al solo piedistallo.

    Vi do solo un esempio per me sintomatico di una deformazione mentale cronica e di insipienza di cose agricole, vale a dire il secondo diagramma della pagina 25, quelo del confronto tra il % di aziende agricole e la superficie utilizzata.

    1° Si possono chiamare aziende agricole quelle che vanno da 0 a 1,9 ha? Lo so che la statistica ha suggerito il noto aforisma a Trilussa, ma si possono prendere in considerazione delle aziende agricole con neppure un metro quadrato di superficie? Attenzione la fonte è l’Inea e noi ne paghiamo funzionari e impiegati) Tirem inanz! (Chi le ha dette a proposito queste parole? Almeno a me le hanno fatte studiare a suo tempo!) e vediamo che rappresentano il 52% di tutte le aziende agricole italiane, ma occupano solo un 6% della SAU e che l’Inea dichiara essere di quasi 13 milioni di ettari ( a mio modesto avviso se arriviamo a 11 milioni di ettari di SAU potremmo fare i salti di gioia, erano 18 quando il Romagnolo di turno fece coltivare anche i cucuzzoli delle montagne, scesero a 15 milioni intorno agli anni ‘60 e voi volete che in mezzo secolo ne abbiamo perso solo 2 milioni? Folle chi ci crede!).
    Prima considerazione: Ma cosa ci sta a fare questo 52% di aziende agricole? NIENTE, i tenutari di queste aziende sicuramente avranno fatto un corso accelerato da fachiro per tollerare più di altri i conati di fame, ma vi sembra che uno possa soddisfare i bisogni fisiologici di cibo e di un vivere seppure adeguato al minimo tasso di benessere che comunque abbiamo raggiunto in Italia con due ettari coltivabili?

    2° Ha ma poi vi è un 20% di aziende che ne ha da 2 a 4 di ettari (definite ” aziende medie” sic!)
    Seconda considerazione: qui cominciamo ad andare “molto meglio”, questi al massimo mangiano qualcosa alla domenica, ma sicuramente automobile, riscaldamento centralizzato neanche parlarne, però un vestito per le feste ogni 15 anni se lo possono permettere. Tuttavia visto quando costa procreare qui il Servizio Sanitario Nazionale deve fornire gratis pillola del giorno dopo per lei e pomata spermicida per lui) Ed è un altro 12% di superficie che se ne va.

    3° poi finalmente vi sono le grandi aziende da 5 a 29,99 ettari(dagli allo sporco capitalista agrario direbbe quel comunista di OGM bb!!!!, anzi sarebbe propenso all’esproprio per creare molte più “medie aziende”, quelle del vestito nuovo per intenderci). Ma quelli che di ettari ne hanno 4,5 sono dei figli di nessuno? Boh!). Ora se la superficie media italiana è di 7,8 ettari dobbiamo ammettere che la superficie media di questa terza categoria non arrivi molto più in la dei 10 ettari. e questi occupano ben il 33% della SAU. Vi informo che siamo ormai arrivati al 51% della SAU italiana
    Terza considerazione: Ecco a questi è concesso figliare, ma attenzione non più di tanto perchè non possono mandare i figli a scuola scalzi e con le braghe corte, ricavate, tra l’altro, da vestiti dismessi acquistati a peso nei negozi “Stracci America” (chi se li ricorda questi negozi degli anni 50-60 che rappresentavano le “grandi firme” di quel tempo?)

    4° Queste aziende il giornale le definisce “molto grandi”: sono quelle che rappresentano il 5% delle aziende agricole italiane, ma che occupano il 49&% della superficie. (ma vi rendete conto con quali falsi parametri ragioniamo nel definire la dimensione aziendale?) Credete che sia fuori dalla realtà dire che queste aziende al massimo hanno una superficie media di 100 ettari? (guardate che di aziende dai 500 ettari in su forse in italia sono una cinquantina e vi assicuro che non sempre sono le meglio gestite. (Non solo la Crespi ci insegna, ma la mia esperienza mi dice che ormai tutte queste aziende sono delle società di più eredi e spesso gestite dall’erede che non ha ne arte ne parte, o di non addetti all’agricoltura come attività principale. E Queste OGM bb non solo le esproprierebbe e ne decreterebbe la frantumazione della superficie, ma forse ne metterebbe anche in galera gli originali proprietari o comunque conduttori!

    Considerazione finale: sappiamo comunque che la nostra agricoltura agli italiani offre tra il 50 ed il 60% del cibo che mangia, non solo ma molto del made in Italy proviene dall’altro 40-50% importato. Io di innovazione, di crescita imprenditoriale, di aumento della cultura agronomica degli agricoltori italiani ne vedo sempre meno.

    Però a pag 25 si titola: La riscossa dei contadini italiani (mi sembra di sentire i comunicati del regime quando siamo andati a “spezzare le reni alla Grecia” o a suonarle ai russi!!!!) “La nostra forza” la biodiversità”.
    QUI GLI UNICI BIODIVERSI SONO I TANTI, ANZI TROPPI, CHE TUTTI GLI ANNI PAGANO LA QUOTA ASSOCIATIVA ALLE ORGANIZZAZIONI SINDACALI E CHE SI FANNO ANGARIARE DA UNA BUROCRAZIA APPOSITAMENTE VOLUTA DAI SINDACATI AGRICOLI.
    Io ho sentito tanti agricoltori, ed a ragione, lamentarsi della troppa burocrazia, voi avete sentito la coldiretti, confagricoltura, la cia la confagri lamentarsi della troppa burocrazia imposta ai loro associati?

  135. VitangeloNo Gravatar scrive:

    Io penso che al Corriere non credono alle baggianate che scrivono sull’agricoltura; servono a prendere i soldi da EXPO visto che tutti i giornali scrivono le stesse cose. Cioè tutto ciò che il potere e ormai anche gli italiani vogliono sentirsi dire. Siamo a questo punto e nemmeno mi incazzo più! Beato te Alberto che trovi ancora la forza di incazzarti. Anche questa è biodiversità!

  136. GUIDORZI ALBERTONo Gravatar scrive:

    Vitangelo

    Non ho scelta: o tengo comunque in attività il cervello o è Alzahimer!!! Anche se molti diranno che sono un Matusa fissato e logorroico.

  137. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    guarda bello che esistono anche le aziende agricole senza terra! quelle che usano i mangimi OGM di importazione e ingrassano il bestiame con manodopera indiana.

    guarda bello che le aziende che producono meloni o insalate, con 2 ettari hanno redditi da capogiro.

    e sarei io il comunista! ma dai…….

  138. GUIDORZI ALBERTONo Gravatar scrive:

    Guarda bello che gli allevamenti devono avere la terra sufficiente per spandere deiezioni e liquami altrimenti avrebbero la merda fino alla bocca.

    Guarda bello che aziende di due ettari a meloni non esistono perchè se non fanno rotazione si impestano di fusarium e quant’altro e di meloni non ne vedono uno che è uno e quindi un’azienda di due ettari al massimo può fare 3000 mq di meloni all’anno e con solo quelli fa fatica a campare.

    Ma si può sapere dove vivi e quando hai smesso di interessarti dell’organizzazione produttiva di un’azienda agricola?

  139. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    “non puoi intortare tutti per sempre”………

    lo smerdatore di vacche per conto delle multinazionali può spandere anche sul terreno di altri

    purtroppo esistono geodisinfestanti ecc. che se ne fanno un baffo del fusarium……..comunque rimane il fatto che con 2 ettari ci sono aziende orticole che ottengono un buon reddito…….. certo non un reddito come quello ottenuto da chi possiede 130 ettari di terra e prende 50-60 mila euro di PAC

  140. VitangeloNo Gravatar scrive:

    Geodisinfestanti che si fanno un baffo del Fusarium? Ottima lezione da chi pretende tecniche e politiche agricole in grado di tutelare l’ambiente! Da orticoltore posso dire che hanno fatto più bene all’ambiente le resistenze genetiche alle razze fisiologiche di fusarium et al. che tutto i bromuro di metile usato! Per non parlare della sua sostituzione con schifezze varie (volute dagli ambientalisti) mandando a nozze i fusarium et al. delle vecchie varietà usate in nome della male intesa biodiversità!
    Ecco perché non mi incazzo più; dovrei perdere tempo con chi non capisce o non vuol capire (e non so chi sono i più)!
    Comunque, Alberto, penso che l’Alzahimer sia indipendente dalle incazzature! Il cervello è giusto mantenerlo in esercizio anche con la lettura, ascoltando buona musica, con le parole crociate, ecc. E se proprio dobbiamo rincoglionire è bene non aver perso tempo con i deficienti! Ci sono ancora persone per bene con le quali è un piacere discutere …anche di agricoltura.
    Purtroppo, il 6 marzo ci ha lasciato il Prof. Antonio Quacquarelli, insigne fitopatologo che aveva diretto l’Istituto di Patologia Vegetale del Ministero. Era stato allievo di Antonio Ciccarone; aveva fatto alcune esercitazioni di virologia al sottoscritto studente; era uno dei miei più cari amici e colleghi prima al CNR e poi al MAF o Mipaf, ecc.. Ci sentivamo spessissimo soprattutto negli ultimi tempi perché sapevo delle sue gravi condizioni di salute alle quali accennava scherzando. L’ultima volta che ho fatto il suo numero non mi ha risposto: era morto da qualche giorno!
    Contemporaneamente ho saputo, in ritardo, che non c’era più la mia più cara collega: la Prof.ssa Anna Tartaglia, economista agraria esperta di marketing. Con lei avevo vissuto gli anni dell’università e i primi passi nella carriera non perdendoci mai di vista. Mi aveva dato una mano con Franco Alvisi sulle questioni economiche del Progetto Orticoltura da me coordinato ed erano sempre presenti agli incontri della SOI per discutere i problemi economici al pari di quelli agronomici della coltivazione degli ortaggi. Mi ero meravigliato del suo silenzio; ma la sapevo impegnata anche come nonna oltre che come docente a fine carriera. Invece, non si è ripresa da un banale intervento chirurgico.
    E’ vero che non ci saranno più Anna e Tonino ma restano tante altre persone intelligenti per tentare di combattere l’Alzhaimer e godere di quel poco o molto che ci resta da vivere. L’importante, caro Alberto, è che non ci iscrivano nel registro dei Cattivi Maestri! Ce ne sono tanti e quasi tutti affermano di non dire ……bugie!!!!

  141. beppeNo Gravatar scrive:

    @Guidorzi
    “Tirem inanz! (Chi le ha dette a proposito queste parole?”
    Le pronunciò Amatore Sciesa, patriota milanese, fatto fucilare da Radetzki
    durante le cinque giornate di Milano quale sovversivo per aver diffuso volantini antiaustriaci. Secondo una tradizione popolare le avrebbe pronunciate quando le guardie, portandolo al patibolo, lo avrebbero fatto passare proprio sotto casa sua.
    (Non sono particolarmente ferrato in Storia, ma questa fa parte delli racconti della nonna tramandati in famiglia).

  142. GUIDORZI ALBERTONo Gravatar scrive:

    Beppe

    Cosa vuoi queste cose ce le hanno fatte studiare assieme a tante altre che non rimpiango di certo. Grazie comunque del riscontro esatto come lo ricordavo io.

  143. beppeNo Gravatar scrive:

    @Alberto
    la nonna era del ‘14 e la sua formazione scolastica si era svolta in anni in cui il patriottismo si spandeva a chili in ogni pagina del sussidiario. Dopo di che queste storie di vita vissuta, che certamente avevano colpito l’immaginazione di loro bambini, sono sempre state raccontate in famiglia.
    Ed in effetti, al netto delle trombonate, son cose che fanno meditare.

  144. MbianchessiNo Gravatar scrive:

    http://www.informatoreagrario.it/ita/News/scheda.asp?ID=2265
    Voglio proprio vedere cosa dirà la coldiretti!

  145. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    allora, premesso che io non ho mai offeso per primo,

    sul fatto che “non è vero che la bietola può andare a seme il primo anno di coltivazione” hai detto una cagata!

    sulle aziende agricole a “0″ ettari hai detto una cagata!

    sulle rotazioni dei meloni hai detto un’altra cagata!

    non puoi pensare di “intortare tutti per sempre”

  146. SteoneNo Gravatar scrive:

    Sul fatto che possano “reggersi” economicamente allevamenti che non producono ma acquistano interamente il mangime per alimentare le proprie bestie, rimango piuttosto perplesso… Nella mia vita ne ho conosciuta una (in realtà coltivava un po’ di loiessa, ma proprio poca…), ha dato il giro dopo 4 anni…

  147. SimoneNo Gravatar scrive:

    Gli allevamenti senza terra( o meglio molto poca rispetto al carico bestiame allevato ,con mangime interamente di provenienza extraaziendale, in genere sono in soccida.Bestiame e mangime sono a carico del soccidante mentre le deiezioni e i liquami a carico del soccidario.Se il soccidario non conduce terreni ( propri o in affitto) sufficienti a ricevere il carico di deiezioni e liquami, può farlo nei terreni di altri coltivatori regolarmente asserviti ,oppure cederli ad altri coltivatori con sup coltivata adeguata al carico di reflui, oppure cederli a impianti di produzione di energia da biomasse.
    A livello di statistiche istat ne può venir fuori che aziende con migliaia di capi allevati ,hanno dimensioni, in termine di superficie coltivata, di pochi ettari..

  148. franco nulliNo Gravatar scrive:

    OGM, non voglio essere offensivo, ci mancherebbe.
    Non é nella mia indole.
    Ti consiglio comunque di rimettere ogni tanto i piedi sulla terra e valutare i problemi con il criterio di analisi-sintesi che ha origine nel pensiero aristotelico.
    Cerca qualche volta di prescindere dai tuoi preconcetti ed osserva i problemi con oggettività prima di trarre conclusioni e “sentenziare”.

  149. SteoneNo Gravatar scrive:

    Esistono aziende senza terra, ma dubito che esistano aziende che acquistano interamente il mangime perchè sarebbe molto difficile far quadrare i conti

  150. SimoneNo Gravatar scrive:

    Steone
    dipende cosa si intende per azienda agricola e chi ? Se sei senza terra e compri il mangime non sei un azienda agricola?mentre se sei sempre senza terra ma compri la materia prima e la trasformi in mangime lo diventi?Non mi pare che ci sia una classificazione di questo tipo..

    Nelle aziende in cui sono realmente allevati in soccida decine di migliaia di avicoli,oppure migliaia di suini o bovini, non c’è produzione di mangime in loco.
    Arriva da mangimifici siti a centinania di km di distanza, sovente di proprietà del soccidante,che trasforma in mangime , materia prima acquistata sul mercato,ma pure magime prodotto da altri . L’istat nel classificare l’azienda del soccidario non valuta nè il suo volume di affari , né il numero di animali realmente allevati e neanche gli ettari di altri su cui sono smaltiti i relativi reflui, ma solo la superfice da lui effettivamente condotta..in genere pochi ettari che vanno a decrementare la sup media aziendale istat.Sinceramente non capsico a cosa servano statistiche fatte in quel modo.
    Diverso è il discorso degli allevatori con bestiame proprio..che in genere conducono superfici piu ampie dei soccidari e sulla quale smaltiscono i reflui e autoproducono almeno una parte, del mangime necessario ad alimentare il proprio bestiame.
    Non sono in possesso di dati ufficiali e non so se neanche se esistano..ma negli ultimi anni rilevo un sempre maggiore numero di aziende che da allevatori in proprio diventano soccidari.che alimentano il bestiame con mangime del soccidante e destinano i propri terreni alla produzioni di commodities che vendono a soggetti che possono essere diversi dal soccidante per cui allevano..

    Piu che far quadrare i conti.. credo cerchino di avere una stabilità economica..e negli ultimi anni ne anno anche ottenuta di piu rispetto agli allevatori in proprio( in futuro non ne sarei cosi sicuro..visto il sempre minore potere contrattuale di cui dispongono)

    Prendi quest’anno come esempio in cui i prezzi di foraggi e cereali non coprono i costi di produzione…chi se li autoproduce si lamenta sostenendo, con il senno di poi, che sarebbe stato meglio comprarli che autoprodurli,l’allevatore in soccida si lamenta perchè si è visto ridurre compesi e incentivi della conversione..quello che ha coltivato per vendere commodities ci ha perso..chi ci ha guadagnato? Il consumatore ?

  151. SteoneNo Gravatar scrive:

    Tralasciando la situazione dei prezzi di quest’anno, io mi rifaccio alla mia esperienza personale. Le aziende in soccida che conosco utilizzano il mangime fornito dal soccidante ma raramente lo acquistano. Se faccio un conto della media dei prezzi delle materie prime degli ultimi 10 anni è ben difficile che riesca a rimanere nei costi acquistando tutto il prodotto che mi serve. Ti ripeto l’unica azienda che per convinzioni personali ha cominciato ad acquistare tutto il mangime nel giro di 4 anni a lasciato l’attività

  152. GUIDORZI ALBERTONo Gravatar scrive:

    Simone, Steone,

    Riflettendoci, ma stiamo parlando di agricoltura? Non stiamo piuttosto parlando di gente equiparabile alle aziende della cintura torinese che vivevano fornendo pezzi tutti uguali alla Fiat per fare le sue automobili?
    A mia avviso la tassazione dovrebbe essere equiparata.

  153. SimoneNo Gravatar scrive:

    Steone
    Nememno io conosco soccidari che acquistino mangime..ma soccidanti che non se lo autoproducono in toto si.
    Credo siamo tutti d’accordo che autoproducendoti le materie prime in azienda , negli anni passati si è avuta una maggiore stabilità che è derivata dal poter compensare le eventuali perdite da allevatore, con gli eventuali guadagni del coltivatore e viceversa.
    Ma stiamo assistendo da anni ad un progressivo appiattimento verso il basso, dei redditi per entrambe le categorie agricole.
    Se si vuole mantenere un valore economico autonomo dell’autoprodursi il mangime,serve dargli un valore aggiunto ,visto che poi ci si va a confrontare con prezzi di vendita che fa chi può :
    -evitare le perdite da coltivatore acquistando materia prima all’estero, sottocosto rispetto ai nostri costi di coltivazione
    -agire sul fronte prezzi di vendita diversificando le produzioni ( se perdono con i maiali,guadagnano con polli o i bovini,o viceversa)
    -stoccare i derivati nei periodi di crisi di settore.
    -ridurre i costi di produzione tagliando i compensi ai soccidari ( a basso potere contrattuale) e
    delocalizzando la produzione dei derivati , in paesi con costi di produzione piu bassi dei nostri.

    Sinceramente il valore aggiunto del solo autoprodursi il mangime ,con la situazione economica che stiamo vivendo ,non lo darei cosi per scontato, neanche per chi fa vendita diretta e produce prodotti a più alto valore aggiunto di quanto facciano i soccidari (che non per nulla spendono e non poco in pubblicità e pseudo informazione sui media ,per cercare di recuperare l’immagine della qualità dei loro prodotti).A maggior ragione non lo darei per scontato per chi vi deve competere con prodotti che non si differenziano dai loro.

  154. SimoneNo Gravatar scrive:

    Guidorzi..
    il suo paragone con le boite della cintura torinese che facevano pezzi per la Fiat calza benissimo …anche a me la situazione pare quella…

  155. GUIDORZI ALBERTONo Gravatar scrive:

    L’agricoltore si deve impossessare degli utili della trasformazione e non lasciarli agli altri. Da almeno più di un secolo il parmigiano ed in parte anche il grana padano sono trasformati in caseifici sociali. Certo, questi devono essere ben gestiti e non ci si deve mettere ad amministrare il figlio più cretino del maggior conferente latte del caseificio. Cosa capitata spessissimo in tutte le cooperative che sono nate in Italia.

    Che miseranda fine hanno fatto in Italia le stalle sociali? Eppure era un’iniziativa buona se ben gestita.

    In Italia l’unico zuccherificio che sopravvive è cooperativo ed in Francia in 30 anni il 70% degli zuccherifici sono divenuti cooperativi.

    Occorre gestire l’offerta ammassandola, solo allora si può sperare in una posizione più forte nella formazione dei prezzi.

    Le Associazioni agricole che cosa hanno fatto fino ad ora? Certo gli agricoltori piangono, ma è a causa di un’economia divenuta globalizzata e di una rinuncia degli strumenti di politica monetaria, solo che è velleitario dire chiudiamo le frontiere e ritorniamo alla lira, inoltre la globalizzazione e l’euro non sono calate dal cielo una mattina all’alba, ma sono state decisioni politiche obbligate andate in vigore dopo un certo intervallo, nel frattempo ci si doveva preparare per tempo. Invece non abbiamo fatto nulla e quando ci siamo accorti della “padellata” che ci è arrivata sulla testa ognuno ha cominciato a piangere per suo conto, mentre se si piangesse tutti assieme e gettassimo le lacrime nella stessa “bacinella” la si potrebbe usare come arma di pressione per cercare almeno di recuperare il tempo perduto.

    Gli agricoltori dovrebbero andare all’EXPO a non far parlare Martina che si riempie la bocca del “Made in Italy” fatto solo con merce importata, mentre l’opinione pubblica crede che il Made in Italy porti più soldi in mano agli agricoltori e quando li sente piangere dice ” ma che cazzo vogliono questi qui che vendono i prosciutti dei loro maiali a 40 € al kg e così via per ogni prodotto del supermercato?

  156. MbianchessiNo Gravatar scrive:

    Tra il gruppo di americani in visita di cui parlavo, c’era un veterinario che ha 300 vacche senza avere la stalla. Semplicemente, le dà in leasing a chi vuole aumentare la produzione di latte senza doversi comprare le vacche. Da sottolineare non tanto il fatto di dare le vacche in leasing, quanto piuttosto le capacità professionali di coloro che le prendono in carico gestendole come fossero le loro e garantendo un ritorno sugli investimenti sia per se stessi che per gli investitori. Avete mai sentito parlare i funzionari della coldiretti di ritorno sugli investimenti nelle aziende agricole?

  157. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    quando fa comodo, zuccherifici cooperativi per sopravvivere……quando non fa comodo, roba da comunisti …………….. caro VEnditore DI SEmenti per conto delle MUltinazionali, non puoi pensare di intortare tutti

  158. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Carissimo OGM bb
    Il concetto di cooperativa é meraviglioso per il mondo agricolo.
    E non é questione di Comunisti (nota che lo scrivo maiuscolo per rispetto, malgrado io sia molto distante dall’ideologia) o non Comunisti.
    Il cooperativismo sarebbe l’unico sistema per aggregare l’offerta agricola e ottimizzare le risorse produttive.
    Purtroppo in Italia non esiste proprio il concetto. Siamo dannatamente individualisti e ci tagliamo i testicoli da soli per orgoglio piuttosto che ammettere che “two is mei che uan”, come recitava una nota pubblicità di qualche anno addietro.
    E comunque il discorso nulla ha a che fare con le Multinazionali (che continuano ad avere la mia stima) che altro non fanno che contare sulle altrui (nostre) debolezze per perseguire il loro oggetto sociale: l’ottenimento di un MOL accettabile per l’azionariato.
    Profitto non ottenuto, nota bene, sfruttando il mondo agricolo, ma solamente osservando le sue debolezze strutturali e operando di conseguenza.
    Se noi siamo pirla non é colpa di Monsanto (i.e.), ma nostra…

  159. GUIDORZI ALBERTONo Gravatar scrive:

    Ignorantone la cooperazione è una conquista del mondo occidentale e non della dittatura del proletariato.

    “VEnditore DI SEmenti per conto delle MUltinazionali”

    Anche qui hai pisciato fuori dal vasino perchè io ho lavorato per 50 anni per questo ditta ancora famigliare:

    http://www.lavoixdunord.fr/economie/le-groupe-florimond-desprez-fait-germer-sa-croissance-a-ia0b0n1741539

  160. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Caro OGM bb, sei in un vaso di coccio in bilico sul muretto sullo strapiombo…
    Ti trovi di fronte un “capitalista” (come tu mi hai spesso definito e non lo rinnego) che farebbe carte false per la cooperazione in agricoltura e con un “VEnditore DI SEmenti per conto delle MUltinazionali” che ha lavorato per una vita in una ditta a ostinata conduzione famigliare…

    Ho la netta sensazione che questa volta tu abbia sbagliato proprio la mira…
    Armati di straccio e spazzolone per asciugare la pozzanghera!

  161. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    il mio “comunisti” non era di partito politico

    COOPERAZIONE ….. In senso economico e giuridico, azione svolta in comune, con fini mutualistici e non speculativi, dagli appartenenti a una organizzazione o categoria sociale unitisi in cooperativa, per raggiungere un fine comune di produzione, di consumo o di credito, eliminando il ricorso a intermediarî.

    l’esatto contrario di quello che fanno le grandi finanziarie e le grandi multinazionali.

    VEDISEMU (io non ho mai offeso per primo), anche la Ferrero è un’azienda famigliare ……..

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