Dedicato ad OGM bb

16 Nov 2012
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Tanto per far capire che non scherziamo per nulla, ieri sono state pubblicate 6 domande scientifiche da fare ai candidati alle primarie, quindi per ora solo a quelli del centro-sinistra, poi si vedrà.
L’iniziativa parte da alcuni blogger e dalla direttrice de Le Scienze, Claudia Di Giorgio.

Una delle domande verteva sugli OGM, ma nella sua impostazione iniziale era molto vaga, qualcosa del tipo: che ne pensa della ricerca sugli OGM e che ne pensa dell’etichettatura degli OGM.
Tutti i candidati avrebbero risposto che la ricerca deve continuare e deve essere più finanziata e che gli alimenti OGM devono essere etichettati visto che lo prevede una legge europea.

Salmone Sagri si è inserito nel dibattito on line ed ora la domanda 5 è profondamente cambiata:

5. Quali politiche intende adottare per la sperimentazione pubblica in pieno campo di Ogm e per l’etichettatura anche di latte, carni e formaggi derivati da animali nutriti con mangimi Ogm?

Ora ci si deve schierare per la sperimentazione in campo e già qualche differenza di posizione ce l’aspettiamo, ma il pepe è sull’etichettatura (di qui la dedica al nostro anti-OGM bb).
Come faranno a dire che non li vogliono etichettare? Vendola di sicuro abboccherà subito all’amo, ma qualcuno di più saggio e responsabile avrà qualche tormento d’intestino.
Se chiede l’etichettatura mette in difficoltà i Consorzi di tutela, i grandi Supermercati e i consorzi agrari che vendono i mangimi OGM.
Ma per dire che l’etichettatura non serve devono spiegare che:
1. Seralini non ne ha detta una giusta,
2. gli OGM non provocano danni alla salute, allergie o danni all’ambiente
3. va bene acquistarli in Sudamerica
4. che se continuiamo così con un doppio binario le grandi aziende stanno buone anche se sulla pelle di agricoltori e scienziati.

Vediamo ora come ne escono da questo dedalo. Forse da politici, ma forse per una volta capiranno che non è tacendo e facendo marcire le situazioni che queste si risolvono. Forse capiranno che se si vuole fare politica le complessità vanno affrontate e non accantonate o appaltate ad una sola parte in causa.

138 commenti al post: “Dedicato ad OGM bb”

  1. Diego LevaNo Gravatar scrive:

    Bravi e …. perfidi!!!

  2. franco NulliNo Gravatar scrive:

    La domanda così posta é senza dubbio più chiara.
    Meglio, più chiare potrebbero essere le intenzioni di chi mai vorrà rispondere… (Chi?)
    Quello che mi preoccupa é che, indipendentemente dalle risposte che eventualmente ci fossero, i comportamenti successivi saranno conseguenza di mediazioni e/o discussioni al vertice (probabilmente coinvolgendo Coldiretti, Slow Food, Verdi, Animalisti, Italia Nostra, LIPU, WWF etc.), dalle quali i diretti interessati (Ricercatori, Agricoltori e Consumatori) saranno assolutamente esclusi.
    Con buona pace del buonsenso e della logica.

    Franco

  3. Vitangelo MagnificoNo Gravatar scrive:

    Non sarebbe più logico chiedere direttamente: Considerati gli oltre dieci anni di chiusura, in Itaòlia, verso gli OGM sia nella sperimentazione che nella coltivazione e considerato che nel mondo la loro coltivazione e il loro consumo, sia nei paesi con agricoltura sviluppata che in quelli con agricoltura sottosviluppata, sono costantemente aumentati, cosa intendete fare qualora uno di voi diventasse Presidente del Consiglio, in Italia?
    Certamente prima di rispondere chiederanno alla Coldiretti, a Petrini, Capanna e al compagno Buiatti.

  4. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Se andate al sito delle Scienze:
    http://www.lescienze.it/news/2012/11/15/news/domande_candidati_primarie_pd_politiche_ricerca-1369318/

    trovate ora le 6 domande e tra poco anche le prime risposte arrivate da Puppato e Vendola.
    So che Bersani si sta agitando ed ha affidato la questione OGM in mani inesperte e credulone per cui se va avanti così uscirà un vero pasticcio: vediamo

  5. bacillusNo Gravatar scrive:

    …insomma il pover’uomo non si era nemmeno posto il problema. Siamo messi bene.

  6. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Ho paura che ai candidati sia stato distribuito un disco che attivano quado devono parlare dell’argomento. Hanno portato il cervello all’ammasso. Ho letto le risposte della Puppato e ne ho avuto a sufficienza Mi rifiuto di leggere quelle di Vendola.

  7. Diego LevaNo Gravatar scrive:

    Per un politico contano i numeri. Chi sei? Quanti voti rappresenti? Far sapere che esiste un altro modo di pensare, qualificato, agguerrito e numeroso, potrebbe mettergli qualche pulce nell’orecchio.

  8. OGM, b b!No Gravatar scrive:

    Cosa risponderanno Bersani o Renzi sugli OGM?

    Bella domanda! Il documento programmatico presentato da Bersani è estremamente sintetico e, di conseguenza, non è possibile capire quali azioni concrete intraprenderà in merito agli OGM una volta salito al governo. Traspare un interesse abbastanza astratto nei confronti della ricerca, che deve essere supportata. Renzi, pur ritenendosi più concreto, si guarda bene dal toccare l’argomento. In pratica nessuno dei due candidati ha espresso un’opinione precisa a proposito degli OGM.
    E’ comunque possibile avere un’idea del pensiero del Partito Democratico nei confronti degli OGM accedendo al sito “Italiani Europei” e leggere i contenuti riguardanti gli OGM………in particolare al Blog di Anna Meldolesi e rendersi conto che le affermazioni sono a senso unico….Una certezza assoluta in merito al fatto che vengono espresse solamente opinioni a favore degli OGM!
    http://annameldolesi.italianieuropei.it/2011/12/addio-al-papa-italiano-degli-ogm/
    http://annameldolesi.italianieuropei.it/2011/06/la-fao-parla-brasiliano/
    http://annameldolesi.italianieuropei.it/2011/03/lagricoltura-perde-galan/
    http://annameldolesi.italianieuropei.it/2010/11/il_vaticano_benedice_gli_ogm/
    http://annameldolesi.italianieuropei.it/2010/11/veronesi_antiogm_una_bufala/
    http://annameldolesi.italianieuropei.it/2010/07/pilato_a_bruxelles/
    http://annameldolesi.italianieuropei.it/2010/05/la_beffa_dei_sei_semi/
    http://annameldolesi.italianieuropei.it/2010/04/chi_semina_raccoglie/

    Anche “LIBERTA’ eguale” associazione di cultura politica nata nel 1999 per opera di riformisti provenienti dalle più diverse esperienze nell’ambito del centrosinistra italiano, esprime delle opinioni in merito agli OGM in agricoltura. In particolare, il 5 luglio 2007 si è svolto a Roma, presso la Fondazione Basso, un incontro dibattito organizzato dal Circolo di Roma dell’Associazione sul tema “La società della conoscenza e l’agricoltura del futuro. Idee per il Partito Democratico”. Ha aperto e coordinato il dibattito Alfonso Pascale, membro del comitato di presidenza di Libertà EGUALE di Roma.

    Alfonso Pascale non è certo uno che si risparmia in fatto di “sponsorizzazione” degli OGM in agricoltura!
    http://www.teatronaturale.it/tracce/cultura/9470-il-partito-democratico-scopre-le-carte-sugli-ogm.htm

    http://www.teatronaturale.it/strettamente-tecnico/bio-e-natura/9545-gli-ogm-tra-ragione-e-sentimento.htm

    http://www.itempidellaterra.org/fondazione/rassegna/3.php
    http://www.alfonsopascale.it/articoli/page39.htm

    http://www.alfonsopascale.it/articoli/page132.htm

    http://www.alfonsopascale.it/articoli/page117.htm

    http://www.alfonsopascale.it/articoli/page93.htm

    http://www.lastampa.it/2010/07/09/blogs/straneuropa/il-pd-si-spacca-sugli-ogm-Vd9F6KnWnrjdnGGkF8uR7M/pagina.html

    http://www.partitodemocratico.it/doc/108994/

    http://www.partitodemocratico.it/doc/61152/gli-ogm-meglio-degli-insetticidi.htm

    http://www.partitodemocratico.it/doc/232694/scusate-il-ritardo.htm

  9. OGM, b b!No Gravatar scrive:

    Cosa vi aspettavate? Li conoscete benissimo i consulenti del Partito Democratico in tema di OGM………..in ordine sparso di memoria, la mia:
    - dott. Piras……..ex dirigente area ricerca del MIPAF
    - Pogna Norberto, non c’è bisogno di presentazioni
    - Salamini Francesco, per favore in piedi e tanto di cappello
    - De Filippis Fabrizio
    - Adornato Francesco

  10. Roberto DefezNo Gravatar scrive:

    Forse stavo dormendo, ma a me pare che i consulenti del PD sono Carlo Petrini (uno dei pochissimi saggi che lo hanno fatto nascere) e tutta la cricca del TG3 e di Repubblica di cui conosciamo le idee.
    ItalianiEuropei è la Fondazione di D’Alema che non gode di grande salute.

    Renzi è appena stato sponsorizzato da Oscar Farinetti il mentore di Petrini e padrone di Eataly. Insomma solo Bersani potrebbe tentare di dire qualcosa di politico, per gli altri faranno copia ed incolla dalla Puppato.
    vediamo.

    E poi vediamo cosa ne pensa Alfano e la Meloni…..o Montezemolo.

  11. bacillusNo Gravatar scrive:

    Nel frattempo, il giornaletto mensile della Coop Consumatori, nota organizzazione di destra, pubblica il solito articolo di disinformazione sugli OGM.
    L’apparato per il lavaggio del cervello del popolo è sempre lì, potente, indefesso, implacabile, intoccabile.

  12. OGM, b b!No Gravatar scrive:

    Scusa Roberto, però di fronte all’evidenza dei fatti! Del resto chi ha memoria si ricorda di una affermazione di Bersani sugli OGM, in cui lui era nettamente favorevole.

    Anche Letta (nipote) a suo tempo fece affermazioni favorevoli agli OGM. Ne potremmo elencare altri che adesso sono a Bruxelles.

    Se Bersani non dice niente è perchè non vuole perdere elettori.

    Loro sono “Progressisti”, ovvero quando il progresso libererà l’uomo dalla schiavitù del lavoro e gli OGM in questo senso di promesse……..promesse……. ne fanno tante.

  13. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    C’è un impianto di posta pneumatica tra Lega COOP e PD…forse non passano solo documenti o meglio anche documenti, ma della zecca dello Stato.

  14. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Caro OGM bb,
    spero tu abbia ragione.
    Lo prendo come un augurio e mi auguro di sbagliarmi, ma temo che come in tutti i partiti quelli pro-OGM in genere lo fanno solo quando sono all’opposizione.

  15. OGM, b b!No Gravatar scrive:

    Una volta nel PDL c’era Scarpa Bonazza Buora a favore degli OGM. Quando era sottosegretario e Alemanno sparava contro gli OGM lui rilasciava interviste dicendo l’esatto contrario. Adesso è diventato un Coldiretto anche lui. Salto della quaglia?

    Anche Galan non è stato da meno.

    A mio parere, per voi sarà più facile con il PD……..purtroppo!

  16. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Solo stasera sono arrivate sul sito de Le Scienze le risposte dei candidati alle primarie del centro-sinistra.
    Sono quasi tutte imbarazzanti per superficialità e scarsa conoscenza dei fatti per cui mi rifiuto di riportarle o commentarle.
    Qui sotto riporto quella che è di gran lunga la migliore (Bersani) e che ci serve a capire quanta strada ancora dobbiamo fare per far aprire gli occhi a questi signori:

    La risposta di Pierluigi Bersani
    In questo campo vale la premessa della risposta precedente: va distinta la libertà della ricerca dalla valorizzazione al servizio dell’uomo dei suoi straordinari risultati. Va quindi fatta una distinzione forte tra ricerca sugli OGM, inclusa la sperimentazione in campo per la quale occorre avere una posizione di apertura, e coltivazione a fini commerciali. Il nostro Paese, purtroppo, investe poco in ricerca e questo rischia di portarci ad una situazione di “sudditanza culturale” nei confronti dei Paesi che, invece, hanno avuto la lungimiranza di investire in ricerca. Questo vale anche e, direi soprattutto, per la ricerca sugli OGM: ragioni puramente ideologiche, non scientifiche o politiche, hanno emarginato la ricerca sugli OGM nel nostro Paese, erodendo il patrimonio di conoscenze su questo tema cosi importante per l’alimentazione e la salute dei cittadini. Occorre rilanciare la ricerca sulla genetica delle piante, e quindi sugli OGM, con la finalità di mantenere un’adeguata leadership intellettuale su questo tema, così complesso ed articolato. Non farlo significherebbe perdere la capacità di valutazione su tecnologie che verranno sicuramente sviluppate in altri Paesi e che si affacceranno sui nostri mercati: occorre conoscere per poter valutare e decidere e non possiamo impedire ai nostri ricercatori di mantenere e conservare il proprio patrimonio di conoscenze sugli OGM e le loro possibili applicazioni in agricoltura. Diverso è il tema delle strategie produttive e commerciali dell’agricoltura italiana che devono proiettarsi verso una distintività che il consumatore possa condividere ed apprezzare.

    Quanto all’etichettatura, essa è già prevista in Italia e in Europa per moltissimi prodotti IGP (indicazione geografica protetta) e DOP (denominazione di origine protetta) che garantiscono di non utilizzare bestiame nutrito con mangimi OGM. Ma, ad esempio, non è attualmente presente per formaggi generici, che possono quindi essere fatte con latte prodotto da mucche alimentate con OGM senza che il consumatore lo sappia. Imporre a tutti l’etichettatura non sembrerebbe irragionevole e non danneggerebbe comunque i nostri prodotti tipici e ci sembra la strada giusta da seguire per aumentare il rapporto di fiducia tra il mondo della produzione alimentare e i consumatori, sempre più giustamente sensibili ed esigenti nei confronti di questo aspetto cruciale della loro vita quotidiana

  17. OGM, b b!No Gravatar scrive:

    mucche….ha scritto mucche! Bersani sono vacche/lattifere e non mucche!

  18. OGM, b b!No Gravatar scrive:

    Questa apertura alla ricerca e allo sviluppo di OGM cosa vi sembra? Una chiusura agli OGM? A me non sembra.

    “Quanto all’etichettatura, essa è già prevista in Italia e in Europa per moltissimi prodotti IGP (indicazione geografica protetta) e DOP (denominazione di origine protetta) che garantiscono di non utilizzare bestiame nutrito con mangimi OGM.”…………Bersani…..ma dove? in quale film?

  19. franco NulliNo Gravatar scrive:

    L’ondivago Bersani sa poco di quello che dice…
    Senza entrare nel merito della ricerca mi riferisco solo a IGP e DOP di cui ho conoscenza diretta essendo presidente di un Consorzio di Tutela di una DOP.
    Dove sta indicato che é prevista l’etichettatura (in termini di provenienza OGM delle materie prime) per questi prodotti?
    Non ho mai letto in etichetta che il Prosciutto di Parma (a solo titolo di esempio, ma vale per tutti, salumi e formaggi) sia un OGM derivato!
    Bersani! Informati prima di (stra)parlare…
    La voce non deve uscire dalla bocca per solo tiraggio di aria calda che tende verso l’alto…

    Franco

  20. OGM, b b!No Gravatar scrive:

    ogni tanto si scrive la stessa cosa nello stesso momento…circa.

    Bersani non conosce proprio quello che scrive. Forse l’ha scritto un suo collaboratore.

  21. franco NulliNo Gravatar scrive:

    Sta succedendo qualcosa di preoccupante!
    OGM bb ed io la pensiamo quasi allo stesso modo :-)
    Temo cataclismi naturali!
    Teniamo sotto stretto controllo le cime del Monte Bianco ed eventuali attività anomale del Vesuvio…

    Con simpatia
    Franco

  22. OGM, b b!No Gravatar scrive:

    Nessun cataclisma, basta essere obiettivi. Del resto non credo che quelli (tranne qualcuno) che vedono negli OGM uno strumento valido per la nostra agricoltura siano spinti da chissà quali interessi personali. Credo sia possibile un punto di incontro. Vediamo cosa farà Bersani.

  23. franco NulliNo Gravatar scrive:

    Certo che non vedo cataclismi… Ogni tanto mi permetto qualche facezia!
    Credo solamente che i nostri politici, che siano Bersani o Alfano (solo per citarne 2 a caso e contrapposti) dovrebbero guardare i problemi con occhi oggettivi e senza il filtro ideologico.
    L’oggettività, in tutti i campi, si può avvicinare (raggiungerla appieno é difficile) facendosi affiancare da tecnici validi che non siano ottenebrati dall’ideologia, ma supportati dalla “scienza”. Utopia? Forse…
    Nel nostro caso nessuno crede, almeno fra i “fedeli” di Salmone, che OGM sia la panacea, la salvezza del mondo, lo strumento che risolve tutti i problemi etc. etc….
    Forse una discussione politica meno ideologizzata sarebbe però utile anche alla nostra economia agricola!
    E ti assicuro che non ho alcun interesse personale particolare se non quello di veder quadrare i bilanci della mia azienda agricola. Credo sia, oltre che un mio dovere, anche un mio diritto…

    Franco

  24. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    “con la finalità di mantenere un’adeguata leadership intellettuale su questo tema”.

    No caro Bersani sei un disinformato non dobbiamo “mantenere” dobbiamo “ricreare”. Il che implica recuperare 50 anni di gap in fatto di miglioramento vegetale e animale. Tutto è andato a catafascio ecco perchè suona molto falso parlare di “specialità” da esportare.

  25. OGM, b b!No Gravatar scrive:

    Caro Franco,
    prima o poi, senza fretta, un accordo lo troviamo. Gli OGM che vorrei, e sui quali penso che la gran parte della collettività potrebbe essere d’accordo:

    - transgeni nei cloroplasti e non nel nucleo, o quantomeno OGM che non diano origine ad “inquinamento genetico”;

    - promotori inducibili e non costitutivi;

    - marcatori “non antibiotici” o, meglio, eliminazione dei marcatori, poichè anche quelli alternativi proposti possono avere delle controindicazioni;

    - etichettatura degli alimenti OGM;

    - etichettatura degli alimenti derivati da OGM (latte, carne, uova, ecc.);

    - libero mercato.

  26. PieroNo Gravatar scrive:

    Alberto,non cerchiamo il pelo nell’uovo…
    Corretto il commento che ha inviato Roberto a Bersani (mi domando che preparazione hanno i collaboratori di queste personalità)
    Le altre risposte, mi riferisco alla domanda 5, vanno dal superficiale al penoso. Purtroppo a quest’ultimo gruppo appartiene Vendola,(lo dico da tesserato SEL, sigh!)ma nella risposta probabilmente c’è lo zampino della responsabile settore di SEL che definire integralista ambientale è dir poco1

  27. Vitangelo MagnificoNo Gravatar scrive:

    Niente di nuovo sotto il sole! Ho letto con “soddisfazione” la risposta di Bersani, perchè l’avevo prevista! Le stesse cose sono state dette, pari pari, oltre un decennio fa, quando molti di noi si sono spesi ed ammonivano i politici, tutti, che bloccare la ricerca sugli OGM, ed in generale sull’uso dell’ingegneria genetica nel miglioramento genetico delle piante ed in zootecnia, significava bloccare ogni forma di ricerca genetica in Italia, dove si stava svegliando qualcosa grazie ai Progetti Finalizzati sulle Biotecnologie di diversa provenienza che stavano dando ottimi risultati. E Bersani questo lo sapeva! Già allora diceva, con Letta Enrico, che era un errore bloccare la ricerca sugli OGM, ma preferì assecondare anche lui Pecoraro Scanio e non Umberto Veronesi, due Ministri dello stesso Governo Amato che dicevano cose diverse. L’errore, tutto politico, e per niente progressista e democratico, caro Bersani, è stato quello di aver scelto la posizione non degli scienziati (come Veronesi, Montalicni, Dulbecco,ecc) ma dei cialtroni ambientalisti e rifondaroli, che tanta sventura hanno procurato alla sinistra italiana e alla Nazione intera. E si continua a riproporre gli stessi schemi. Come se i ricercatori fossero utili idioti che votano Bersani per non avere Berlusconi (o chi per lui), il quale a sua volta era pro-OGM ma si limitava a dire “Gianni non farmi litigare con Bush” . Ecco dove sta l’ignavia dei nostri politici.
    Altro che voto; un calcio nel sedere si meritano! E pensano ancora di poterci prendere in giro! Altro che usato sicuro; è un usato logoro e ammuffito di cui vergogarsi!
    Infatti, mi vergogno come un ladro per aver dedicato quasi mezzo secolo della mia vita a questa sinistra di cacca!
    Anna Meldolesi e Alfonso Pascale sono due persone meravigliose che ho avuto modo di conoscere e apprezzare tantissimo. Manteniamoli lontani da certe strumentalizzazioni politiche che di scientifico non hanno niente. Possiamo veramente pensare che D’Alema et al. seguano i loro saggi consigli? Lo avrebbero già fatto; invece correvano a firmare gli appelli anti-OGM di Capanna e compagni! E appoggiavano i decreti ministeriali di stampo fascista che volevano mandare in galera i ricercatori che sgarravano sugli OGM!
    Io non dimentico! Sto ancora pagando sulla mia pelle per la loro insulsa cattiveria e stupidaggine, e non solo politica!
    Se Bersani vuole il mio voto deve chiedere pubblicamente scusa ai ricercatori Italiani e a me personalmente. Un piccolo atto che varrebbe molti voti (visto che a loro interessano solo quelli!). Solo così posso prendere in considerazione di prendermi il fastidio di uscire di casa per andare a votare!
    E non è solo un fatto personale. La storia, cari amici, siamo noi! Non facciamoci turlupinare mai più.

  28. OGM, b b!No Gravatar scrive:

    “….cialtroni ambientalisti e rifondaroli….” grande Magnifico.

    Allora lei, Magnifico, pensa che per vincere la sfida della globalizzazione dei mercati il nostro Paese debba adottare gli OGM?

  29. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Le sfide si perdono se a uno dei contendenti è precluso qualche strumento o mezzo. Permetterne l’uso non significa adottare il mezzo, ma averlo disponibile se serve per fare una cosa che altrimenti diventa impossibile.

    Es il riso Carnaroli si salva se si trasferisce la resistenza al fungo ed al punto in cui siamo arrivati il mezzo più consono è la transgenesi e non il back cross o incrocio di ritorno e ciò per il semplice fatto che non abbiamo a disposizione 10 anni per salvarlo.

    In generale se una resistenza è monofattoriale normalmente è la trasngenesi che è idonea alla risoluzione, se invece è plurifattoriale allora la tecnica dell’incrocio e dei marcatori molecolari specifici potrebbe essere migliore.

    Ora affidare ad un politico di dirimere questioni di questo genere è pura follia. Il politico deve solo rendersi conto della problematica e lasciare autonomia decisionale ai ricercatori che devono però contare su tutti i mezzi disponibili. Gli è evidentemente concessa la vigilanza.

  30. OGM, b b!No Gravatar scrive:

    Allora io credo che i problemi:

    - dell’inquinamento genetico creato dagli OGM con transgeni nucleari;

    - della pressione selettiva causata dai promotori costitutivi;

    - dell’eventuale trasferimento a batteri patogeni dei marcatori antibiotici;

    - della coesistenza con altre forme di coltivazione;

    determinati dall’introduzione di questi OGM, siano ritenuti superiori alle problematiche che sono in grado di risolvere.

  31. Roberto DefezNo Gravatar scrive:

    Mi pare che l’obbiettivo di cercare una convergenza tra noi e OGM bb sia (quasi) riuscito sempre rimanendo di opinioni (quasi) opposte.
    Invito tutti, ma l’invito vero è a Bersani, di risentire le parole del presidente del consorzio di tutela del Parmigiano reggiano:
    http://www.salmone.org/wp-content/uploads/2010/01/a00524121.mp3

    ma per me valgono molto di più le parole di Franco Nulli

  32. franco NulliNo Gravatar scrive:

    Ringrazio Roberto per la stima immeritata e …mi dissocio parzialmente dalla stessa.
    Non ho competenze scientifiche tali da meritarmi una tale stima.
    Sono semplicemente un agricoltore e per mia fortuna/disgrazia anche Presidente di un Consorzio di tutela di una DOP (derivati della carne).
    Ho ascoltato con attenzione la puntata di Decanter cui sono stato indirizzato dal link di Roberto.
    Devo confessarvi che son rimasto più basito dalle parole dell’allora Ministro agricolo Zaia che da quelle di Cinzia Scaffidi (Direttore del Centro Studi di Slow food). E questo mi rattrista. Pessima razza i nostri rappresentanti!
    Zaia mi parla di Aristotele come fosse uno scienziato? Che si rifaccia gli studi di filosofia se ha frequentato il liceo classico…
    Zaia dice che con gli OGM si perde la possibilità di riseminare: si informi su quello che succede oggi nel suo Veneto;
    Zaia dice che ci sono illustri scienziati contro. Mi dica i nomi (tolto Seralini per favore)
    Zaia mi dice che l’uva OGM non fa i semi? si documenti, e comunque se fosse vero benvenga: li odio :-)
    Zaia mi dice che noi pro OGM siamo convinti di risolvere tutti i problemi dell’agricoltura; ci ascolti meglio;
    Zaia mi dice che la natura inorridisce di fronte agli OGM; hanno mai dialogato Zaia e la Natura (maiuscola)?
    Zaia all’inizio dice che gli agricoltori non gli risulta che guadagnerebbero di più con gli OGM? Venga a casa mia e gli faccio vedere i conti…

    Per quanto riguarda la Sig.ra Cinzia Scaffidi, anche se meno qualunquista di Zaia, potrei fare analoga tiritera; e un po’ la faccio…
    Scaffidi dice che con OGM vogliamo togliere la fame dal mondo? mai detto e nemmeno pensato: vogliamo solo competere ad armi pari con il resto del mondo. Già abbiamo tanti handicap burocratici, ci mancano anche quelli tecnici…
    Scaffidi parla di “veleni” associandone il concetto ai pesticidi; Usiamo terminologie corrette e non da scoop.
    Un diserbante é un diserbante e non un veleno. Un insetticida é un insetticida e non un veleno. Alla stessa stregua anche l’Aspirina é un veleno, ma benvenga quando arrivano i primi sintomi di un raffreddore!
    Scaffidi dice che con la soia RR non é vero che si usano meno diserbanti; venga a vedere il mio quaderno di campagna del 2012
    Scaffidi contesta che con OGM useremmo meno chimica in campo. Venga ad informarsi.
    Scaffidi é favorevole alla ricerca, ma con calma. 25 anni sono forse un battito d’ali di farfalla? A tanto risale la ricerca sugli OGM…
    Sull’intervista al mio collega Presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano ho qualche riserva.
    Fortunatamente si salva dicendo che “quasi” siamo OGM free col Parmigiano…
    E’ un grosso eufemismo. E’ vero che si cerca di sostituire la soia con favino e pisello proteico, ma quanto ne abbiamo? Meglio essere seri e dire che “tutto” é fatto con alimenti OGM e che siamo tutti sani e salvi. Più onesto.
    Vero invece quando dice che la EC dovrebbe svegliarsi un pochino ed essere meno pachidermica e fossile.
    Anche noi stiamo cercando, senza successo, da anni di modificare il nostro disciplinare di produzione per sanare una “cazzata” (scusate il termine)s critta nel 1982 (non sono certo della data, ma poco cambia; il nostro Salame a quei tempi era solo DOC…La DOP ancora non esisteva!) circa la stagionatura dei nostri salami. Sono Presidente dal 2001 e non ci sono ancora riuscito…
    Concordo invece appieno con Lui quando dice che il circuito DOP é una garanzia quasi assoluta per il consumatore. In casa non compro un salume che non sia DOP…
    Nel nostro sistema di controlli si sgarra molto poco (i malviventi e i ladri purtroppo ci sono ovunque, anche fra noi…).
    Gli Enti Certificatori sono molto seri e ci fanno passare, ve lo assicuro, molte poche “scappatelle”.
    L’espulsione dal circuito della certificazione DOP é sempre dietro l’angolo, anche solo per errori formali…

    Ciao Franco

    P.S. Prima o poi riuscirò a capire perché é sparita la mia …splendida faccina dall’intestazione dei miei post!

  33. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Roberto

    come si può convergere con uno che mette sullo stesso piano il patrimonio ereditario di un nucleo e quello di un cloroplasto di una cellula vegetale, oppure che insiste a citare un esempio che è stato usato ai primordi dell’applicazione delle tecniche del DNA ricombinante e poi eliminata come fattore di selezione delle cellule ricombinate, vale a dire la resistenza ad un antibiotico.

  34. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Franco

    Zaia ignora (volutamente o per pura incompetenza non lo so) le basi della botanica e della biologia. Pensa che l’hanno laureato in agraria, mi verrebbe voglia di stracciare il mio attestato.

    Ha citato l’esempio dell’uva apirene (senza semi) come un attacco al prosecuzione della specie, vale a dire della vita, ma a Conegliano ( tra l’altro scuola per periti enologi e dove ha studiato) non gli hanno insegnato che quando vi è la possibilità di riproduzione agamica l’uomo ha sempre preferito sfruttare questa e non la messa a dimora dei semi che generano una pletora di tipologie di piante di vite non confacenti alla produzione? E’ presidente della regione Veneto? Allora passi per Rauscedo, che non è in Africa, ma nella sua regione, e si guardi intorno e vedrà dei bellissimi campi con degli stecchi piantati in lunghe file che ad inizio primavera emettono due o tre foglie. Si fermi, se non riesce a distinguerle passando in auto e vedrà che sono delle piantine di vite di cui i suoi professori di Conegliano gli hanno spiegato vita morte e miracoli, ma forse lui era disattento. A ma è vero, lui ascolta la saggezza dei contadini che gli dicono che una pianta che non da semi è un assurdo di natura poi il contadino stesso corre a fare una propaggine per moltiplicare la sua vite dietro casa o prende un pollone radicale per avere una pianta uguale all’antico pero che ha piantato suo padre. Non racconti balle Zaia, un contadino vero non le dirà mai quelle che lei gli ha messo in bocca. Se trova un’uva apirene se la tiene ben stretta perchè sul mercato può spuntare un prezzo minore.

    Zaia è da che mondo e mondo che l’uomo ricerca frutti senza semi se questi rendono difficoltoso il mangiarli, infatti,glielo hanno insegnato all’università che le banane sono naturalmente senza semi perchè si è formata una pianta triploide che non ha la possibilità di formare semi e che l’uomo delle regioni calde ha moltiplicato per polloni radicali al fine di preservare un frutto molto più ricercato. Infatti provi a chiedere al supermercato una banana con i semi e vedrà che risata le fanno in faccia.

    L’uva apirene (”nonministro” dell’Agricoltura Zaia) si ottiene incrociando una pianta diploide di vite con un’altra tetraploide. Le assicuro che non vi è niente di OGM nell’operazione e otterrà una vite che da semi. Sicuramente così salta fuori un’uva senza semi, che poi sia buona quello è un altro paio di maniche.

    Le angurie senza semi che sicuramente lei preferirà come crede che siano ottenute eppure tuti gli anni lei trova dei semi per seminare il suo campo e fare produzione.

    LO sa che vi è stato un periodo in cui tutte le bietole che si seminavano non davano origine ai semi perchè erano varietà tutte triploidi? Il contadino questi semi li ricercava perchè producevano di più e davano piante più rustiche. Non era un problema per lui e non gridava allo scandalo, anzi era contento di trovare tutti gli anni dei semi triploidi da comprare caro e seminare. Non ha mai preteso di seminare il seme da lui prodotto.

    Con quale faccia cercherà i voti dei suoi elettori quando ad una radio pubblica si permette di travisare la realtà scientifica a suo uso e consumo? Io se fossi stato un suo elettore di fronte a ciò mi sarei detto: ma uno che scientemente afferma il falso (perchè non posso credere che dopo nove anni di studio di materie agricole lei non possa sapere della riproduzione agamica e degli effetti della triploidia) lo farà anche in altre occasioni dove ne va del mio interesse di cittadino, ma forse non del suo.

  35. OGM, b b!No Gravatar scrive:

    A proposito dei marcatori antibiotici si prega di leggere quello che ha scritto il prof. Raffaele Testolin dell’Università di Udine, direttore del…….. , nonchè firmatario della lettera degli scienziati pro OGM……..Cap. 4.1

    http://ogmbastabugie.blogspot.it/2012/10/i-rischi-legati-alla-diffusione-degli.html

  36. OGM, b b!No Gravatar scrive:

    Caro Roberto,

    le persone ragionevoli trovano sempre un accordo. OGM sì, ma non possono obbligare ad intraprendere una unica via senza possibilità di uscita.

    E’ ovvio che la valutazione debba essere fatta caso per caso.

  37. Roberto DefezNo Gravatar scrive:

    x OGM bb

    quando dici ” persone ragionevoli” questa definizione include i politici?

    Certo che si trova un accordo tra quelli che vogliono lavorare, l’accordo lo si trova anche tra quelli che ci devono fare i soldi (vedi l’associazione tra industrie biotech sementiere e Consorzi agrari che vendono i mangimi OGM).
    Quello che temo è che le persone ragionevoli non hanno forza economica, ma solo forza numerica e potrebbe non bastare.

  38. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Testolin

    ha portato il cervello all’ammasso affermando:

    “Ovviamente gli OGM hanno posto e pongono anche problemi etici”

    mi piacerebbe sapere perchè ha scelto come ambito professionale le scienze agrarie dove da millenni l’uomo ha trasformato la natura per produrre nutrimento, per lo stesso motivio ogni volta che l’ha fatto ha creato un problema etico, superato, però, da una valutazione del rapporto costo/beneficio. Nessuno disconosce la validità che ogni OGM va valutato in se e per se.

    Altra affermazione che contraddice il lavoro che fa è questa:

    “Sappiamo anche che un gene che evitasse la distruzione nello stomaco avrebbe comunque poche possibilità di essere trasferito ad un batterio nell’intestino umano. Tuttavia il rischio non è nullo.”

    Un capo di dipartimento che opera solo se il rischio è “zero” non vedo quali studi e relative applicazioni possa portare avanti.

    Tornando al problema del marcatore di resistenza all’antibiotico egli afferma quello che ho detto io sopra: cioè o il marcatore di resistenza all’antibiotico non lo usa più oppure si è corso ai ripari. Egli dice infatti:

    “La presenza di questi rischi è tanto vera che i ricercatori, su sollecitazione delle imprese, si sono preoccupati di mettere a punto una nuova cassetta di espressione contenente un secondo gene (il gene Cre), in grado, una volta avvenuta la trasformazione, di excidere il gene nptII dalla pianta (Brown 1995).
    Poiché il gene Cre viene caricato su un vettore diverso da quello preparato con il gene di interesse assieme al gene nptII, i due costrutti verrebbero trasferiti in zone diverse del genoma e segregherebbero alla prima generazione, permettendo così di selezionare piante contenenti il gene di interesse ma non il gene Cre. Il gene nptII non dovrebbe essere presente perché già eliminato da Cre.”

  39. OGM, b b!No Gravatar scrive:

    vero…ma gli OGM che ci vuoi far coltivare ora sono di vecchio tipo!

  40. franco NulliNo Gravatar scrive:

    …dopo 25 anni ci mancherebbe che fossero all’ultimo grido!
    OGM collezione Armani inverno-estate 2012-13 :-)
    Ma se non possiamo (possono) fare ricerca seria da allora, come si fa ad innovare?
    Con questo clima si lascia veramente tutto in mano a chi di noi si fa pippe…
    Sarei molto felice che non si fossero persi tanti anni e che oggi avessimo risposte “autoctone” serie ai seri problemi attuali che sicuramente non sono identici a quelli degli anni ‘80 e perdipiù degli USA; forse simili, ma identiche é parola grossa.

    Franco

  41. OGM, b b!No Gravatar scrive:

    Caro Franco,

    occorre interrogarsi su chi ha perso tempo. Perchè se la ricerca avesse proposto gli OGM con le dovute caratteristiche, probabilmente ora li staremmo già coltivando.

  42. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Ma mi dici chi li doveva fare questi OGM?

  43. bacillusNo Gravatar scrive:

    Darwin, evoluzionismo e genetica. Ecco cosa bisogna insegnare nelle scuole. Altro che interminabili e noiosissime ore di italiano, altro che latino e greco.
    Se fosse stato così ci saremmo almeno evitati di interloquire con le imbecillità pseudoscientifiche di certi personaggi.

  44. bacillusNo Gravatar scrive:

    Quanto a Testolin, posso capire la posizione “terzista”. Insieme a Michele Morgante e ad altri avevano intenzione di dare vita ad un progetto importante. Se mai fosse passata l’idea che essi volessero fare OGM i soldi non sarebbero mai arrivati. Poi è nata questa bella cosa:
    http://www.appliedgenomics.org/

    …in cui hanno le idee chiare. Solo qualche mese fa, per dire, Morgante e Corbellini erano insieme a parlar di OGM. E non erano di certo uno contro l’altro.

  45. franco NulliNo Gravatar scrive:

    Negli anni ‘90 ho visto i primi OGM in italia nelle aziende (ora lo dico…) dell’attuale Assessore Agricoltura di Regione Lombardia. Erano tempi in cui era lecito (a scanso di strumentalizzazioni politiche).
    Alla nausea dico che era uno spettacolo vedere la stessa varietà OGM e NON OGM.
    C’erano tutte le premesse perché si potesse continuare a studiare una tecnologia ai tempi innovativa e promettente.
    Ci siamo fermati. L’anno dopo stop totale. (non ricordo chi fosse lo scellerato Ministro).
    Sono certo che la nostra ricerca nostrana avrebbe trovato spunti per inventarsi qualcosa. Non siamo dei “baluba” in Italia come ricerca…
    Invece nisba. Tutti fermi anche nei laboratori. E tutto fermo il progresso nostrano. Sai cosa importa a Pioneer o Monsanto dei nostri 25 Ha di Pianura Padana?
    Chi ha perso tempo a casa nostra chiedi?
    Di sicuro non i ricercatori che si sono trovati le ali tarpate; nemmeno gli agricoltori che, a dispetto di quanto dicono le statistiche “ufficiali” di matrice dell’emergente Slow Food / Coldiretti, sarebbero felici di avere materiali più performati per le loro colture.
    I politici! Questi si che ci hanno messo bastoni e spranghe fra le ruote!
    E io vorrei averli qui i vari Pecoraro Scanio, Alemanno & c. (non me ne vogliano gli Zaia che ho dimenticato…).
    Vorrei metterli tutti a strappar erbacce nella mia soia e schiacciare larve di Ostrinia nel mio mais. E domani ad uccidere larve di Diabrotica!.

    Ciao Franco

  46. OGM, b b!No Gravatar scrive:

    Quando ho affermato “occorre interrogarsi su chi ha perso tempo.” intendevo dire chi ha perso tempo a fare OGM HT, con transgeni nucleari da coltivare in territori in cui queste piante hanno parentali selvatiche. Mi dispiace ripetere, ma avessero creato e proposto OGM con transgeni nei cloroplasti, forse adesso sarebbero già nei nostri campi.

    Stessa cosa, ovviamente per gli OGM BT. In questo caso, però, avremmo preferito promotori inducibili, al fine di evitare la pressione selettiva degli insetti resistenti.

    Per tutti, avremmo preferito OGM senza marcatori antibiotici.

  47. franco NulliNo Gravatar scrive:

    bb (abbrevio la sigla…)

    Sai perfettamente che quando si entra nei dettagli tecnici non sono in grado di controbattere.
    Io sono un ing. venduto per passione all’agricoltura, ho imparato con non pochi sforzi a partire dagli anni ‘80 a fare l’agricoltore, ma non mi voglio assolutamente passare per esperto in genetica.
    Di “transgeni nei cloroplasti” e di “transgeni nuclear”i o di “promotori inducibili” discuti per cortesia con Roberto e Alberto se ne hanno voglia; non con me che non ho le competenze necessarie
    Io ragiono solamente per buonsenso, credo e spero.
    E con la consapevolezza di chi le innovazioni vorrebbe vederle in campo il più presto possibile per sopravvivere. Non dopo 30 anni quando gli altri corrono…
    Vorrei vedere che il mais che coltivo nei miei campi, e anche la mia soia, non sono gli stessi di 30 anni fa. Purtroppo non é così, sono uguali (Dekabig docet), gli stessi, con gli stessi problemi e meno armi, per via di regolamentazioni giustamente più restrittive nella nostra “magnifica EC”, per combatterli.
    Ti rendi conto bb che +o- 5% di produzione specifica per noi agricoltori può significare bilancio col segno più o meno? Prova a venire in campagna a vedere come funziona. Lo dico da tempo e qui lo confermo.
    Vieni a fare un salto a casa mia e guardiamo insieme i conti di un’azienda come la mia.
    E non é minuscola con i suoi 130 circa Ha…
    Sei ufficialmente invitato. Una polenta…transgenica non mancherà :-) (magari…)
    Chissà! sarebbe la volta buona che si incontrano “de visu” due opinioni diverse che hanno capito che si può anche dialogare.
    Potremmo farne un evento istituzionale. Sicuramente utile.

    Franco

  48. OGM, b b!No Gravatar scrive:

    Caro Franco,

    in termini generali:

    - transgene nei cloroplasti (i cloroplasti sono contenuti nelle parti verdi delle piante, pertanto non sono presenti nel polline). Lasciamo perdere le specificità tecniche, ma se avessimo piante OGM di questo tipo esse non originerebbero “inquinamento genetico”. Dici poco con tutte le problematiche di coesistenza che queste piante determinano?

    FRANCESCO SALA:
    “Ma vi sono strategie per evitare la diffusione del gene esogeno attraverso il polline. Si può infatti scegliere tra: (a) integrazione del gene esogeno nel DNA del cloroplasto e non in quello nucleare. Infatti, la maggior parte delle piante coltivate trasmette alla progenie i cloroplasti esclusivamente per via materna, quindi il polline non sarà ogm;

    http://wwww.dsonline.it/aree/agricoltura/documenti/dettaglio.asp?id_doc=11531

    - promotori inducibili (il promotore serve ad “attivare” il transgene, può essere paragonato ad un interruttore della corrente elettrica). I promotori costitutivi, ovvero quello inserito nelle attuali piante OGM, sono sempre “accesi” e, pertanto, il transgene produce sempre la proteina di interesse. I promotori inducibili si “accendono” (fanno produrre la proteina) solo in presenza di determinate condizioni, come per esempio la presenza della saliva dell’insetto (della piralide). Con promotori inducibili diminuisce la pressione selettiva degli insetti resistenti. Cosa non da poco…si potrebbero evitare le aree rifugio.

    FRANCESCO SALA:

    “Promotori inducibili : i geni sono preceduti da una sequenza di DNA, il “promotore” che accende il gene così come un interruttore accende una lampadina. Esistono promotori costitutivi (gene sempre acceso) e promotori inducibili (gene acceso solo in risposta ad uno stimolo, quale la luce, la bassa temperatura, la siccità o una ferita). La maggior parte dei geni negli organismi superiori è controllata da promotori inducibili.
    Le piante ogm oggi coltivate hanno transgeni con promotori costitutivi. Ad esempio, è costitutivo il promotore 35S del mais-Bt. Ciò permette di esprimere il gene con alta efficienza, ma questo a volte non è raccomandabile. Nel caso del mais-Bt stesso, la produzione continua della tossina-Bt potrebbe determinare la scomparsa dell’insetto bersaglio, con conseguenze per la biodiversità, oppure potrebbe favorire la selezione di insetti resistenti. Questo evento è già stato documentato dalla letteratura scientifica nel caso dell’uso di insetticidi a base di spore di B. thuringiensis in coltivazioni “biologiche” (ma non ancora in coltivazioni di piante-Bt).
    Il prossimo futuro è dunque nei promotori inducibili. Si stanno oggi isolando promotori che attivano i geni in seguito a infezione da parassiti oppure in particolari stadi di sviluppo della pianta o in particolari tessuti (ad esempio, nel fiore o nella radice).”

    http://wwww.dsonline.it/aree/agricoltura/documenti/dettaglio.asp?id_doc=11531

  49. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    bb (non illuderti non sei Brigitte Bardot)

    Ma allora distingui: critica l’operato della Monsanto, ma non la tecnica del DNA riconbinante e battiti perchè la ricerca venga fatta secondo le direttive che tu ritieni migliori. Il Prof. Buiatti fa lo stesso errore.
    Solo che io comincio a dubitare che sia una posizione di comodo perchè si capisce che un No No assoluto potrebbe rivelarsi un boomerang.

  50. OGM, bbNo Gravatar scrive:

    Manca un mio commento

  51. OGM, b b!No Gravatar scrive:

    Mai criticata la tecnica del DNA ricombinante. Se penso ai vantaggi dell’insulina transgenica…..

    Ho sempre criticato quelli che hanno troppo fretta nella monetizzazione dei risultati della ricerca scientifica e ho sempre detto che questi OGM, con transgene nucleare, con promotori costitutivi, con marcatori antibiotici sono quanto di peggio ci possa offrire l’ingegneria genetica.

    Poi ci sono tutte le considerazioni di opportunità per la nostra agricoltura, che non può certo competere con gli stessi prodotti della globalizzazione dei mercati.

    Lettura consigliata….. http://ogmbastabugie.blogspot.it/2012/09/ogm-e-agricoltore.html

  52. adminNo Gravatar scrive:

    OGM bb, mancava perché il sistema lo aveva individuato come possibile spam (forse per i links) e ci aveva chiesto di verificarlo. Ora è approvato. Grazie per la segnalazione.

  53. OGM, b b!No Gravatar scrive:

    tutto ok, grazie

  54. bacillusNo Gravatar scrive:

    Stare dietro al Giullare di Pollenzo sul piano scientifico significa in sostanza fare il suo gioco. Lui è un indefesso lettore di tutta la letteratura sugli OGM ed è ormai un mago a fare cherry-picking (salvo alcuni esilaranti casi in cui si era sbagliato ed aveva fatto riferimento a tesi del tutto contrarie alle sue).
    Ora, io non sono certo un genetista, ma tutta questa sua enfasi su certi aspetti tecnico-scientifici mi sanno tanto di pura fuffologia. Provo dunque ad esprimere alcune considerazioni e qualche domanda alla quale chiedo gentilmente al nostro Giullare di rispondere.

    Dunque. La presenza di DNA nei mitocondri e nei cloroplasti supporta il modo evidente la teoria dell’endosimbiosi. In antiche ere geologiche alcuni batteri inglobarono altri batteri od organismi simili (cianobatteri) i quali a loro volta si specializzarono in determinati compiti fisiologici: la respirazione, la fotosintesi. Se prendiamo in considerazione il mitocondrio della cellula umana (fonte Wikipedia, io non posso altro) scopriamo che il suo DNA esprime 37 geni di cui 12 per polipeptidi, 22 per tRNA e 2 per rRNA. Questo piccolo armamentario serve proprio per la costruzione di proteine coinvolte nella respirazione (quindi per il mitocondrio stesso). Ma non è tutto. Per trovare la sua piena funzionalità il nostro organello ha bisogno di geni presenti nel DNA nucleare. E’ chiaro che l’evoluzione ha stabilito che fosse utile questa suddivisione di compiti. Dunque è il nucleo che codifica per il mitocondrio e non viceversa.

    A questo punto chiedo al Nostro se la stessa cosa vale per il cloroplasto. Ma a parte questo. Possiamo pensare alla luce di quello che è l’attuale struttura della cellula che un gene Bt inserito nel DNA del cloroplasto sia espresso allo stesso modo con cui viene espresso quando inserito nel DNA nucleare? Sa dirci se esistono e quali sono esperienze di successo in questo senso?

    Grazie in anticipo per le gentili risposte.

  55. OGM, b b!No Gravatar scrive:

    Caro Franco,

    come vedi certe cose non le dico solo io, ma anche il compianto prof. Sala, dal quale ho imparato tante cose. Anche il prof. Salamini, tanto di cappello, auspica piante OGM con il transgene nei cloroplasti:

    “Lo sviluppo, pure recente, di procedure che permettono di trasformare il cloroplasto prefigura la produzione di varietà OGM incapaci di trasmettere, con il polline, il transgene che ospitano, contribuendo così a ridurre i problemi legati alla diffusione di geni ingegnerizzati dall’uomo nei biotopi limitrofi ai campi coltivati.”

    http://www.accademia-agricoltura.it/salamini.html

  56. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Bacillus

    Gioca alla volpe e l’uva lo sa benissimo che la stragrande maggioranza dei geni interessanti la produzione sono nel nucleo e quindi il suo perorare la causa del cloroplasto è solo fumo negli occhi. Se attendessimo di usare solo il DNA ricombinante del cloroplasto forse creermmo una nuova pianta ogni qualche millennio, vale a dire mai. “Ca nisciuno è fesso” caro mio.

  57. OGM, b b!No Gravatar scrive:

    Anche il prof. Scarascia Mugnozza diceva le stesse cose di Sala e di Salamini sulla risoluzione delle problematiche relative al “Flusso genico”:

    “Sicurezza d’uso dei transgenici nell’ambiente

    Gli effetti sull’ambiente sono essenzialmente attribuiti al cosiddetto ‘flusso genico’ ‒ cioè alla migrazione di transgeni dalla pianta GM, per esempio per dispersione di seme o per diffusione di polline GM nell’ecosistema ‒ che modifica in primo luogo le riserve di biodiversità vegetale e animale. La biodiversità può infatti essere compromessa da cause diverse: (a) per dispersione nel terreno di semi da piante GM competitive con le coltivazioni e la flora circostante; (b) per impollinazione con polline GM e fecondazione di piante non GM della stessa specie o di specie coltivate interfeconde, con conseguente formazione di nuove piante transgeniche che si diffondono a spese delle varietà e degli ecotipi locali; (c) per impollinazione con polline transgenico delle specie selvatiche affini e produzione, ancorché rara, di progenie fertili e, quindi, di nuovi ibridi interspecifici più competitivi e invasivi, in quanto dotati di vantaggio selettivo per aver acquisito, per esempio, resistenza a erbicidi ovvero a stress biotici e abiotici. Il pericolo non sussiste quando specie selvatiche affini alle piante GM non sono presenti nell’ecosistema (come, per es., nel caso di mais e soia non esistendo in Europa specie selvatiche affini). Varie sono le soluzioni al problema: evitare la contemporanea fioritura delle piante GM e non GM e delle specie affini; mantenere distanze di sicurezza tra piante GM e non GM; inserire il transgene non nel genoma del nucleo, ma in quello del cloroplasto, dato che la maggior parte delle piante trasmette i cloroplasti per via materna;”

    http://www.treccani.it/enciclopedia/la-grande-scienza-le-biotecnologie-e-le-produzioni-agricole-e-zootecniche_(Storia-della-Scienza)/

  58. OGM, b b!No Gravatar scrive:

    l link precedente non funziona

    http://www.treccani.it/enciclopedia/la-grande-scienza-le-biotecnologie-e-le-produzioni-agricole-e-zootecniche_(Storia-della-Scienza)/

  59. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Caro OGM BB,
    temo che tu sopravvaluti i nostri interlocutori.

    Possiamo mettere i transgeni nei cloroplasti, usare promotori inducibili ed eliminare le resistenze ad antibiotico, ma il problema non è questo. Tu continui a pensare in maniera razionale e qui la materia è del tutto irrazionale, viene dalla pancia ed ottenebra le menti.
    Dimmi tu cosa impedisce di mettere in piena terra le mele resistenti a ticchiolatura di Sansavini che hanno i geni di resistenza da altri meli e sono in varietà che non si usano più: è paura, non sono le tue ragioni tecniche.
    In questo inquinamento delle teste c’è tanta mano delle multinazionali europee dalla chimica ai supermercati, altrimenti avremmo già anche l’etichettatura dei derivati da OGM, ma quella non conviene.
    Io oramai invito psichiatri a parlare di OGM, mi spiegano meglio i problemi rispetto a tante altre categorie che restano attonite come gli scienziati.

  60. bacillusNo Gravatar scrive:

    E’ chiaro che delle risposte del nostro Eroe non mi interessa nulla. Lo leggo e mi confronto con lui da troppo tempo per aspettarmi colpi di coda virtuosi che possano rivalutarlo. I suoi argomenti sono sempre gli stessi da anni, al massimo potrà attirare a se qualche “prestigiosa” firma, ma come si sa, a noi del principio di autorità non interessa nulla.
    Se il compianto Francesco Sala prospettava l’idea che i geni esogeni potessero essere inseriti nel DNA cloroplastico, a noi interessa la fattibilità, l’efficacia e la convenienza di un’ipotesi del genere. Questi sono gli unici argomenti di discussione che ci interessano. Tutto il resto è chiacchiera che può essere utile all’opportunista con secondi fini o all’aspirante filosofo che vuole discutere su tutto per onorare il principio che bisogna avere la mente aperta su tutto.
    Noi, invece, non abbiamo voglia di chiacchiere. Siamo abituati a toccare con mano, a misurare, a prendere nota, ad accumulare dati per analizzarli. Se alla fine della fiera non ne esce nulla passiamo ad altro.
    Atteggiamento volgare ed offensivo? Ci si faccia una ragione.

  61. OGM, b b!No Gravatar scrive:

    Caro Roberto,
    quello che affermi potrebbe anche esser vero, ma perché prestare il fianco con piante OGM vecchie da un punto di vista tecnologico? Perché non assecondare un’esigenza, quella di far convivere due sistemi produttivi distinti e poi il resto lo farà il mercato?
    Per il resto, etichettatura dei derivati, credo che Tu abbia ragione. Vi sono però a mio parere anche altre motivazioni:

    - Nell’UE non abbiamo problemi di quantità di alimenti (stiamo pagando gli agricoltori per non coltivare la terra, abbiamo quote di produzione su taluni alimenti e a volte distruggiamo alimenti perché in eccesso per non far calare il loro prezzo di mercato), per cui, anche in presenza di un rischio presunto, si tende ad evitare l’innovazione che non è sentita di primaria necessità;

    - Abbiamo svenduto l’agricoltura a favore dell’industria, poiché pur di esportare prodotti industriali in Paesi meno avanzati, accettiamo come pagamento derrate alimentari (le uniche cose che questi Paesi sono in grado di produrre). Ti ricordo che nel Commercio Intenazionale vige ancora il baratto, per cui se noi esportiamo computer, mobili, moda, ecc. poi i Paesi importatori ci pagano con pomodori (quando vedo Monti o Prodi andare in Cina con un codazzo di industriali, mi tocco sempre i miei gioielli e penso alle mazzate che nei mesi a seguire prenderà l’agricoltura).

    Del resto anche gli U.S.A. un risultato l’hanno ottenuto……..non vendono le sementi OGM, ma ci vendono un sacco di mais BT e di soia RR…..forse guadagnano di più!…….Che ci sia anche l’America, con le sue Associazioni degli esportatori di soia e mais, dietro ai “No OGM”?

  62. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Che bella la tua ultima frase caro OGM bb!

    “Che ci sia anche l’America, con le sue Associazioni degli esportatori di soia e mais, dietro ai “No OGM”?”

    Vedi che ci si può capire anche partendo da posizioni opposte.

    Ora immagina che quello che dici sia vero e pensa alle conseguenze anche per noi poveri idioti che facciamo la prima linea di un esercito dove le retrovie stanno parlando al telefono con nemico….

  63. OGM, b b!No Gravatar scrive:

    Purtroppo è un mondo malato….troppo attento al denaro….ci si può aspettare di tutto!

  64. OGM, b b!No Gravatar scrive:

    Del resto i Fisiocratici dicevano che economicamente parlando solo l’agricoltura è in grado di fornire un “Surplus”, poichè è l’unico settore economico che produce beni venduti sul mercato senza intaccare le riserve (naturali) di un Paese. L’agricoltura poteva tutti gli anni, illimitatamente e grazie alla fotosintesi clorofilliana, fornire beni al mercato e creare, quindi, ricchezza dal nulla!

    Oggi sappiamo che le cose sono diverse (c’è la ricerca, ci sono i brevetti, ecc.). Però se ci fai caso le grandi guerre commerciali tra Paesi hanno quasi sempre come soggetto le derrate agricole. Forse i Fisiocratici un pò di ragione l’avevano.

  65. bacillusNo Gravatar scrive:

    Ettepareva… cosa vi dicevo? Del DNA cloroplastico a nessuno frega un cazzo. Il dibattito si incentra sui cosiddetti “Fisiocratici”. Che pare essere uno snodo fondamentale per l’evoluzione del pensiero moderno.
    Ma vi rendete conto del mondo in cui state vivendo?

  66. OGM, b b!No Gravatar scrive:

    Purtroppo è un mondo malato….troppo attento al denaro….ci si può aspettare di tutto!

  67. bacillusNo Gravatar scrive:

    Guarda, Oggy, che puoi venire a lavorare gratis nella mia azienda quando vuoi. Conoscendoti non so cosa potrei affidarti. Ma non ti preoccupare: io la dignità del lavoro la faccio emergere senza problemi.

  68. bacillusNo Gravatar scrive:

    A me, però, la storia del DNA cloroplastico interessa non poco. C’è qualcuno che vuole approfondire?

  69. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Bacillus è una vecchia tecnologia che ha dimostrato la sua validità. Ha il vantaggio che i cloroplasti non vanno nel polline e quindi non si spargono e restano con la madre. Non so se siano mai stati provati i geni Bt nei cloroplasti, bisognerebbe chiedere a chi ha fatto l’esperimento o in rete.
    Ho fatto (quasi alle 23.00) un rapida ricerca in rete e sembra che si debba adattare solo il codice genetico dei transgeni al sistema di traduzione dei cloroplasti (che in pratica sono quasi dei batteri ospitati nel citoplasma delle cellule vegetali).
    Eccoti un esempio appena trovato in rete: non sappiamo se funziona in campo. Se fossimo in uno stato civile sarebbe un logico progetto di ricerca per gli scienziati pubblici.

    http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19757171

    Mol Biol Rep. 2010 Feb;37(2):1011-7.
    Codon optimization of cry1Ab gene for hyper expression in plant organelles.
    Jabeen R, Khan MS, Zafar Y, Anjum T.
    Source
    Institute of Mycology and Plant Pathology, University of the Punjab, Lahore 54590, Pakistan.
    Abstract
    With the advent of genetic manipulation techniques, it has become possible to clone and insert gene into the genome of crop plants to confer resistance to insects and pests. Resistance to insects has been demonstrating in transgenic plants either by triggering defense system of plants or by expressing heterologous cry genes for delta-endotoxins from Bacillus thuringiensis. In the present study, synthetic cry1Ab gene was developed with optimized chloroplast preferred codons and is expressed in tobacco plastid genome called plastome, following chloroplast transformation strategy, which is environment friendly technique to minimize out-crossing of transgenes to related weeds and crops. In addition, due to high polyploidy of plastid genome transformation of chloroplast permits the introduction of thousands of copies of foreign genes per plant cell, leading to extraordinarily high levels of foreign protein expression. The chloroplast transformation technology aims to insert stably into the plastome through homologous recombination into pre-decided position. To characterize the synthetic cry1Ab gene, chloroplast transformation vectors were developed and bombarded to the leaf cells of tobacco plants maintained under aseptic conditions. After bombardment, the drug resistant shoots were selected and regenerated on drug containing regeneration medium. Homoplasmic shoots were recovered after successive rounds of selection and regeneration. Proliferated plants were subjected to genomic DNA analysis by using polymerase chain reaction (PCR) technique where cry1Ab gene-specific primers were used. PCR positive plants were subjected to protein analysis, and functionally expressed proteins were detected using Immuno-Strips specific for cry1Ab/Ac gene products. Transgenic plants carrying cry1Ab gene were found expressing Bt toxins confirming that engineered gene could be expressed in other plants as well.

  70. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    In Italia siamo tanto messi male che agli USA va bene tutto, se non ci vendono semi OGM siamo obbligati a compare, sempre da loro, sementi convenzionali. Tra l’altro non so se OGM bb è informato che moltissimo del nostro mais di quest’anno è invendibile, supera di gran lunga i tassi consentiti di micotossine e allora tutti d’accordo ne alzeremo il limite; l’abbiamo già fatto una volta….

  71. OGM, b b!No Gravatar scrive:

    come tutti possono vedere dai post io sono sempre disinformato. grazie della notizia sulle micotossine.

    http://ogmbastabugie.blogspot.it/2012/11/aflatossine-nellue-e-negli-stati-uniti.html

    http://ogmbastabugie.blogspot.it/2012/10/ogm-e-micotossine-un-buon-documento.html

    http://ogmbastabugie.blogspot.it/2012/10/il-problema-delle-micotossine-e-il-mais.html

  72. Guido C.No Gravatar scrive:

    agli americani… va sempre bene… anche con le aflatossine nel mais gm

    http://washpost.bloomberg.com/Story?docId=1376-MAYRWY1A74E901-48HG4RN31RE943AEGJ4TRTEQEO

    http://www.iowaagriculture.gov/press/2012press/press09182012.asp

  73. Vitangelo MagnificoNo Gravatar scrive:

    Alberto, lo facemmo anche con i residui delle triazine e simazine nell’acqua oome conseguenza del diserbo del mais che stimolò la ricerca della resistenza ai diserbanti totali da inserire in piante di mais!
    Se all’epoca ci fosse stata la possibilità di utilizzare piante transgeniche resistenti al glifosato anche la Coldiretti avrebbe spinto per adottarle, ne sono sicuro!

  74. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Vuoi vedere che è meglio distribuire esteri forforici sulle coltivazioni di mais che non usare mais OGM Bt? La Regione Veneto dice questo.

    Dato che altri hanno limiti di micotossine più elevati allora alziamoli anche noi.

  75. bacillusNo Gravatar scrive:

    Grazie Roberto. Ma allora, visto che può funzionare, perché gli strilloni “contro” non si schierano apertamente per stimolare e supportare la ricerca in tal senso?
    Domanda retorica, lo so: sappiamo che le intenzioni sono ben altre.

  76. OGM, b b!No Gravatar scrive:

    “Dato che altri hanno limiti di micotossine più elevati allora alziamoli anche noi.”

    Modificato in…..”Dato che altri Paesi che utilizzano gli OGM hanno limiti di micotossine più elevati dei nostri, allora significa che l’adozione degli OGM non può essere correlato alla riduzione del contenuto di micotossine nei cereali.

  77. franco NulliNo Gravatar scrive:

    bb!
    Hai mai visto un mais OGM BT?
    Vedere per credere… (come Aiazzone…)

    Ciao Franco

  78. franco NulliNo Gravatar scrive:

    Rispondimi sinceramente OGM bb.
    Hai mai visto con i tuoi occhi un mais OGM BT paragonato alla identica varietà (stesso ibrido) non OGM BT in pieno campo al momento della raccolta?

    Sono curioso di saperlo…

    Franco

  79. franco NulliNo Gravatar scrive:

    P.S. Hai dimenticato di chiudere il virgolettato nel tuo post n. 76. Forse dobbiamo intendere che il tuo discorso non é finito?

    Franco

  80. franco NulliNo Gravatar scrive:

    @ bacillus

    Non mi risulta, ma posso sbagliare, che ci sia una ricerca in questo senso.
    Non interessa a nessuno per ovvi motivi.
    Interessa solamente dire che ricerca non ci deve essere… Punto e basta!
    A nessun costo e per nessuna ragione.

    Franco

    P.S. questa sera sono polemico, scusatemi… E’ tutto il giorno che combatto con la burocrazia e non ne posso più…

  81. bacillusNo Gravatar scrive:

    Infatti Franco volevo fare emergere proprio questo. Alberto aveva anticipato la cosa. In termini sostanziali tutto si risolve in un dibattito sterile.
    Proprio quello che interessa a Malagoli.

  82. franco NulliNo Gravatar scrive:

    Tristemente vero…

    Franco

  83. franco NulliNo Gravatar scrive:

    P.P.P.S. Non si può dire che OGM bb non sia informatissimo sulle pubblicazioni che ci propone. Noi non siamo così informati!
    Promesso OGM bb: in questi ultimi giorni sono stato mio malgrado “burocraticamente occupato”, ma da domani sera in avanti guarderò con attenzione tutti i link che ci hai fornito. Temo che siano di parte, ma é presto per dirlo.

    Franco

  84. OGM, b b!No Gravatar scrive:

    Caro Franco,

    il Tuo mais BT l’ho visto solo in fotografia. Mi fa venire in mente una donna con le tette siliconate. Non sempre ciò che è grosso e bello è anche buono! Da noi dicono “Meglio un granellino di pepe che uno stronzo d’asino”

    Ho visto e assaggiato il mais 8 file di Storo e Ti posso assicurare che la sua polenta è buonissima.

    http://www.trentinoagricoltura.net/it/SC/2043/SID/36/Mais_Nostrano_di_Storo.html

    d’accordo non possiamo allevare il bestiame con il mais di Storo…d’accordo….d’accordo.

  85. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Non tirare il lenzuolo dalla tua parte bb. Le verifiche sperimentali dicono che il contenuto in micotossine è direttamente proporzionale agli attacchi di piralide e conseguente insaturarsi di muffe e funghi. Gli attacchi di piralide sono in funzione delle generazioni dell’insetto che si susseguono, i trattamenti chimici sono solo curativi e non preventivi, oltre ad essere molto costosi e inquinanti, quindi qualche generazione dell’insetto può sfuggire al trattamento (da farsi con attrezzature speciali).

    Il Mais Bt essendo preventivo e curativo nello stesso tempo fa diminuire visibilmente gli attacchi di piralide, se non fosse così tutti gli agricoltori che lo hanno adottato sarebbero dei perfetti scemi, a partire dagli spagnoli.

    Conclusione: che “l’adozione degli OGM non può essere correlato alla riduzione del contenuto di micotossine nei cereali” è una balla che racconti ad altri. Oppure è vera se scegli OGM non Bt antilepidotteri.

    Torno ripeterlo “Ca nisciuno è fesso”

  86. OGM, b b!No Gravatar scrive:

    d’accordo….allora diventa “Dato che altri Paesi che utilizzano gli OGM hanno limiti di micotossine più elevati dei nostri, allora significa che l’adozione degli OGM non può essere correlato…..da solo….. alla riduzione del contenuto di micotossine nei cereali.”

    Del resto l’evidenza dei fatti, che ci ha fatto notare Guido C., è che negli USA gli stati Iowa e Illinois, dove massicciamente viene utilizzato mais BT, hanno chiesto una deroga al contenuto di micotossine! Contenuto di micotossine che per legge negli USA è già 10 volte quello consentito nell’UE.

    e nelle “aree rifugio” cosa succede? Lo buttiamo? Lo trattiamo?

  87. guido C.No Gravatar scrive:

    in illinois Il 67% del mais è bt

    http://www.agrinews-pubs.com/opinions/default.asp?archive=true&bid=1CF795FB33A2119012179E18AA4E7DC475A03537873C081E

    in iowa il 63% del mais è bt

    http://wherefoodcomesfrom.com/article/2182/Corn-Acreage-Report-June-30th

    Con le aflatossine influisce poco il bt non bt, influiscono :temperature e siccità correlate a squilibri negli apporti azotati..investimenti..tecnica colturale( rotazioni lavorazioni).
    Al momento la soluzione meno peggio, sembrebbe sia quella di adottare un maggior equilibrio nel diversificare le colture:avere a disposizione cereali e foraggi oltre che differenziare i rischi produttivi di coltivazione.consente di diversificare anche quelli sanitari e poter disporre di materiale con cui “tagliare” il mais nei mangimi ed abbassare il contenuto in aflatossine nella razione.

  88. OGM, b b!No Gravatar scrive:

    Grazie Guido C.

    anche la “mezza verità” delle micotossine è andata. Vediamo adesso che cosa si inventano per sostenere gli OGM.

  89. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Eh no! è un appunto che non devi fare a me. Io ho sempre sostenuto che non vi sarà mai una innovazione che cancellerà le regole della buona agricoltura, che sono le rotazioni, più lunghe sono meglio è.
    Certo però che anche quando si facevano le rotazioni (da noi quinquennale, ma con il granoturco come seconda sarchiata, la prima era la bietola da zucchero) la piralide c’era eccome! Io ho “scartocciato” il granoturco, cioè ho levato le brattee dalla spiga seduto sull’aia e ti posso assicurare che anche allora la piralide c’era e numerosa. Certo la monocoltura aumenta la quantità d’inoculo parassitario che si forma perchè è facilitato il susseguirsi delle generazioni, ma è altrettanto vero che le varietà sono migliorate da questo punto di vista. Quindi la piralide c’è in ogni caso e gli attacchi possono essere maggiori o minori. Come prevenire che gli attacchi siano maggiori? Due sono le strade.

    1° Trattamenti con trattore a trampoli con esteri fosforici ad un’altezza di circa tre metri e con conseguente maggior diffusione nell’ambiente della sospensione o soluzione insetticida.

    2° Usare mais Bt che evita i trattamenti, ma che non eradica certo in toto la piralide se non si mettono in atto altre pratiche agronomiche consigliate. Non solo, ma se poi ci si mette la stagione a far si che s’instauri del fusarium o altri funghi, che sono quelli che provocano in ogni ferita lo svilupparsi del micelio e quindi del produrre micotossine, allora e logico che lo stesso campo Bt un anno abbia x quantità di tossine e che l’anno dopo ne abbia x+y.

    Vorrei sapere se “guido C”, con quanto ha affermato sopra intende dire che il mais Bt come strumento di difesa, ma non di eradicazione non è da usare. Oppure se il 63% dei maisicoltori americani sono dei fessi patentati ad usare del mais Bt. Certo concedo volentieri che siano dei fessi patentati a fare monocoltura!

  90. OGM, b b!No Gravatar scrive:

    ok, adesso ci siamo. Del resto anch’io in topic precedenti ho detto che il mais BT potrebbe dare dei vantaggi.

    Mi ripeto, purtroppo, per l’ennesima volta. Gli agricoltori americani non sono scemi, ma sono “obbligati” dal mercato a scegliere mais bt, poichè sul mercato c’è un unico prezzo del mais, sia esso BT o convenzionale. Il mais BT ha un costo di produzione leggermente inferiore ed ecco che “magicamente” diventa quello più coltivato. Ma non è una magia! è semplicemente colpa del mercato che non attua la separazione di filiera (etichettatura).

  91. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    No! E questione di regole democratiche. i cittadini californiani hanno detto no all’etichettatura e sono, tra gli americani, i più sensibili al problema PGM, infatti hanno bloccato per più di due anni l’uso della bietola da zucchero RR. Tra quelli proposti da Salmone attualmente vi una mia informativa su quanto è avvenuto in California. ma vi è di più le autorità USA sono neutrali, mentre in Europa le autorità pubbliche si fanno un baffo delle regole democratiche, vedi clausole di salvaguardia francese è decreti vari o non decisioni artatamente non prese che sono provvedimenti da azzeccagarbugli. Poi ci si lamenta se un cittadino usa escamotage vari per non pagare le tasse, è lo stato che insegna come comportarsi.

  92. OGM, b b!No Gravatar scrive:

    Quali Regole democratiche? Stiamo parlando di un Paese che non vuol far sapere ai suoi cittadini che cosa stanno mangiando!

  93. bacillusNo Gravatar scrive:

    Facciamo rivedere al Nostro Eroe un mais in rotazione dopo due anni di soia. In Friuli, non nel Kansas
    http://www.flickr.com/photos/38858567@N02/sets/72157624708748021/

  94. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Ma dai! Un cittadino USA è all’oscuro che mangia alimenti derivati da PGM? Non sa che 2 su 3 si mangia mais Bt? Avrebbe bisogno dell’etichettatura per sapere cosa vi è dentro nei suoi cibi? Che i cittadini Californiani sono stati coartati nella volontà quando sono andati a votare per la proposta 37? Queste cose non le crederebbe neppure il prete di Quarantoli.

  95. OGM, b b!No Gravatar scrive:

    il mais delle aree rifugio lo buttiamo?

  96. OGM, b b!No Gravatar scrive:

    Caro Roberto,

    purtroppo, anche se Tu hai scritto che non è vero,

    http://www.siga.unina.it/circolari/TV_defez.pdf

    le aree rifugio arrivano a coprire fino al 50% della coltivazione.

    E’ un modello applicabile in Italia?

  97. OGM, b b!No Gravatar scrive:

    https://www.deltapine.com/stewardship/Documents/irm_guide.pdf

  98. roberto defezNo Gravatar scrive:

    le aree rifugio coprono il 20%, non il 50
    Quella citazione del 50 non riguarda varietà non-OGM altrimenti faremmo ridere

  99. roberto defezNo Gravatar scrive:

    le aree rifugio coprono il 20%, non il 50

    Quella citazione del 50 non riguarda varietà non-OGM altrimenti faremmo ridere

  100. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Comunque dovreste guardare l’evoluzione dell’uso di mais Bt negli USA

    Per moltissimo tempo in alcuni stati l’uso era al 10% del totale perchè non c’era la piralide e quindi il mais Bt non conveniva

    Io non ho dati più recenti, ma scommetterei che ora l’adozione del mais Bt deriva in gran parte dal fatto che solo sugli ibridi Gm è stata fatta innovazione e ricerca e che quindi sono ora più produttivi non per il Bt in se, ma per le altre centinaia di geni introdotti per MAS

    Immagino già l’obbiezione di OGM bb: perchè non ci prendiamo l’brido buono senza il gene Bt?
    Per due ragioni:
    1. perchè noi di piralide ne abbiamo a tonnellate
    2. perchè chi non fa ricerca non comanda il mercato ma compra quello che altri hanno pensato

    e se non vi piace riflettete: ci vogliono investimenti per fare una varietà OGM, ma sono una inezia rispetto ai soldi che ci vogliono per fare una buona varietà non OGM

    meditate

  101. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Roberto

    Io che vivo ancora con un piede nel mondo sementiero ti confermo in assoluto quello che tu hai paventato. La Monsanto, così SYngenta non fanno uscire più nulla del materiale genetico migliorato, lo fanno uscire solo quando è divenuto GM. La Pionner sta man mano usando la stessa strategia perchè ormai i diritti di brevettto sono divenuti più abbotdabili e quindi anche Lei preferisce attende di distribuirlo modificato.

    Riprova: è da 10 anni che le rese di mais sono stagnanti e chiamiamoci fortunati, ho anche la netta impressione che il materiale che ha una certa resistenza agli attacchi di piralide non venga più dato in Europa, ma che si sia optato verso materiale meno resistente.

    E’ lo scotto che si paga a noi avere un’industria sementiera nazionale, Associazioni agricole e Ministero non hanno capito che il seme è strategico per l’agricoltura fatta professionalmente. Perchè dico “professionalmente”? Perchè per chi non è professionale è più strategico prima imparare a coltivare e poi usare semi performanti, questi non gli annulleranno mai le bestialità agronomiche che commettono.

    Quando si migliora un vegetale ci si devono porre degli obiettivi altrimenti si va a farfalle, ora di obiettivi ve ne sono tanti e quindi bisogna fare scelte. Come si fa a scegliere? Si sceglie l’obiettivo che più interessa il mercato che rende di più e dove si ha una posizione predominante ed è più più solvibile ecc. ecc.

    Nel mondo delle sementi si sa che per le produttività che si raggiungono in Italia, gli agricoltori italiani non si potranno mai permettere di pagare il seme ai prezzi di chi produce meglio e di più, quindi nell’ambito di tutte le piante che ci interessano nessuno farà il lavoro in nostra vece. Ci dovremo accontentare del meno peggio.

    Ne volete un esempio? In bietola da zucchero nel quindicennio 1988-2003
    abbiamo chiesto alle ditte sementiere nordiche di farci varietà per noi, ma che non interessavano i loro mercati principali, in più pretendevamo di pagarle di meno che in Francia o Germania ed inoltre il mercato era corrotto (tangenti, bustarelle ecc. ecc.). Essi ci hanno fatto le varietà che visivamente rispondevano (non ammalate di rizomania e foglie che non prendevano la cercospora, due malattie tipiche della bietola), ma non erano produttive (quando per il mio lavoro frequentavo gli ambienti bieticoli francesi e tedeschi sapete come mi apostrofavano? Ecco l’italiano che vuole varietà di bietole che resistono a tutto…anche alla produzione) . Ciò ha dato il colpo di grazia alla filiera che nel 2005 è crollata (i 3/4 sparirono)

    Riflettete gente Riflettete!

  102. OGM, b b!No Gravatar scrive:

    Scusa Roberto,

    io me la cavicchio con l’inglese, poi uso i traduttori……,però mi sembra che a pagina 4 della “Grove Guide” ci sia scritto che se sei negli stati del SUD l’Area Rifugio per il mais sia del 50%. Può essere che abbia preso un abbaglio e Ti ringrazio se me lo farai notare.

    https://www.deltapine.com/stewardship/Documents/irm_guide.pdf

    CoRn Refuge RequiRements

    Insect Resistance Management (IRM) requirements vary depending upon the
    crop you are growing, and the growing area where you are planting the seed.
    For corn, see the map below to determine your growing area.

  103. OGM, b b!No Gravatar scrive:

    Rimane il fatto che laddove c’è un’alta concentrazione di piralide le aree rifugio arrivano fino al 50% di quelle coltivate a mais BT.

    Cosa ne facciamo di questo mais? Domanda ancora senza risposta.

  104. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Spiega alla gente a cosa servono le aree rifugio e poi vedrai che capiranno che ciò che riporti è un’esagerazione.

  105. OGM, b b!No Gravatar scrive:

    io non riporto un bel niente……leggo quello che c’è scritto a pagina 4 di questo opuscoletto (Grover Guide) che viene fornito agli agricoltori che seminano mais BT negli Stati del Sud

    https://www.deltapine.com/stewardship/Documents/irm_guide.pdf

  106. OGM, b b!No Gravatar scrive:

    La Bibbia dell’IRM

    http://www.epa.gov/pesticides/biopesticides/pips/bt_brad2/4-irm.pdf

    a pagina 23 c’è scritto: For the 2001 growing season, grower agreements (Stewardship Agreements) for
    Cry1F field corn grown in cotton-growing areas will specify that growers must adhere to
    the refuge requirements as described in the Grower Guide/Product Use Guide and/or in
    supplements to the Grower/ Product Use Guide. Specifically, growers in these areas must
    plant a minimum structured refuge of 50% non-Bt corn.

    50%…c’è scritto fino al 50% di “non BT corn”.

    Av salut…………Salmone!

  107. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Caro OGM bb,
    spiegami quale sia davvero il tuo problema.
    Hai intenzione di coltivare cotone Bt in pianura padana o ti preoccupi dei raccolti a stelle e strisce?
    Di tutta evidenza nelle regioni dove si coltiva davvero mais i rifugi possono anche essere del 5%, poi se ti trovi nelle regioni a prevalenza di uso di cotone Bt e vuoi per forza irrigare il deserto del Texas per piantare mais avrai qualche cautela da usare (per fortuna).

    Comunque chiedi in quelle poche regioni (che corrispondono alla Sicilia o alla Tunisia per noi) cosa fare del mais non Bt? semplice , è scritto chiaro, ne fai pop corn, ossia per gli umani si usa lo stesso mais che si produce oggi in pianura padana ed in Friuli (che non si trova in pianura padana mi ricordano sempre quelli di Futuragra).
    Ossia ti fai i tuoi bravi 2-3 trattamenti di pesticidi come noi saggi europei e te lo mangi.

    Hai ancora una soluzione diversa se proprio vuoi, usare un mais OGM resistente a RR che è comunque un rifugio, ma in prospettiva usare un qualunque altro mais resistente a piralide, ma che non usa le varianti Bt e se potessimo fare un po di ricerca sai quante migliaia di molecole insetticide esistono nelle piante (non di mais)?

  108. OGM, b b!No Gravatar scrive:

    allora non è vero che negli Stati del Sud degli U.S.A. le “Aree Rifugio” possono arrivare fino al 50% di quelle coltivate con mais BT?

  109. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Dall’alto della tua scienza ci vuoi dire le motivazioni. Nella mia profonda ignoranza ragiono e dico:

    1° Le aree rifugio servono per evitare che l’eventuale mutazione di resistenza si diluisca con l’accoppiamento con tra insetti mutati e insetti normali. Ora mi sembra strano che per ottenere questa diluizione ci voglia l’accostamento di una coltivazione 50 e 50.

    2° Io se fossi un agricoltore obbligato a seminare 50 e 50 rinuncerei all’innovazione perchè non vedo quale vantaggio mi derivi e quindi il problema delle zone rifugio non me lo pongo, eventualmente tratto o mi accontento della coltivazione tradizionale. Però in Usa non mi sembra che sia così. Sono proprio fessi questi americani!

  110. OGM, b b!No Gravatar scrive:

    la negazione dell’evidenza dei fatti………la “Grover Guide” dice che se vuoi coltivare Mais BT negli Stati del sud devi avere 50% e 50%.

    https://www.deltapine.com/stewardship/Documents/irm_guide.pdf

    La cosa incredibile è che debba essere io a dirvi che in Italia il problema delle aree rifugio sarebbe molto limitato, in quanto con la nostra maglia poderale e con la nostra varietà di coltivazioni la piralide si mangia un sacco di altre cose…….per cui il problema dell’IRM sarebbe molto limitato……..aree rifugio ce ne sarebbero ovunque.

  111. roberto defezNo Gravatar scrive:

    forse non hai capito il paragone da fare: in Italia che non ha cotone Bt come il Sud degli Stati Uniti noi avremmo delle zone rifugio del 5% (cinquepercento). Il problema non è il mais Bt ma la coincidenza col cotone Bt: ti ricordi il cotone, l’Alabama, via col vento, i negri nelle piantagioni degli stati sudisti?
    Ecco il problema non è il mais Bt ma il cotone Bt e noi non sare mai in quella condizione perchè mentre cominciamo a coltivare mais Bt (anche con otto resistenze contemporanee come si può fare ora) non dovremo fare altro che avere zone rifugio del 5%

    Ma forse a te piace spargere 2 volte l’anno i pesticidi sul 100% del campo e doverli spargere solo sul 5% ti va stretto……

  112. OGM, b b!No Gravatar scrive:

    Rimane il fatto che qualcuno ha detto la verità (fino al 50% negli Stati del Sud) e qualcuno ha detto una bugia (ha detto che non è vero!).

    Nella mia azienda faccio le rotazioni e non ho mai trattato contro la piralide.

  113. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    “Nella mia azienda faccio le rotazioni e non ho mai trattato contro la piralide.”

    Però hai la piralide in quanto è un insetto che vola e se tu riduci l’inoculo, il tuo vicino no, in quanto non si può più seminare bietole e quindi l’unica sarchiata dei tuoi vicini è il mais, ma senza fare rotazione.

  114. OGM, b b!No Gravatar scrive:

    Nella mia zona tutti fanno le rotazioni, anche al fine di utilizzare diserbi diversi per evitare la selezione di erbe infestanti resistenti.

    La piralide non è un problema. Lo diventerà con il mais BT, quando sarò costretto a fare le aree rifugio.

  115. roberto defezNo Gravatar scrive:

    OGM bb
    non so dove hai la tua azienda, ma quello che stai dicendo con la storia delle rotazioni è che le tue “aree rifugio” sono del 50% se coltivi mais un anno su due, oppure del 66% se coltivi mais un anno su tre

    Se vieni da me, nel mio orto, la settimana scorsa io avevo: tutte le insalate, broccoli, cavoli, melanzane, fragole e poi le piante di fave e piselli in fiore già alte mezzo metro. Certo in queste condizioni qualunque porcheria fai ti cresce tutto comunque, ma se sei in alcune sassaie o fai mais o fai soia RR oppure meglio andare al bar a prendersi un grappino

  116. Vitangelo MagnificoNo Gravatar scrive:

    OGM,b b! Davvero la piralide nel tuo campo o nella tua zona non è un problema? La faccenda mi incuriosisce perchè quell’insetto è un problema anche per i peperoni un po’ ovunque! Come fai o fate a controllarlo?

  117. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    La sua azienda è a 20 km da casa mia e quindi a me non conta balle. Le terre del Mirandolese possono fare bietole (ma dopo la chiusura degli zuccherifici è una coltivazione non più molto praticata, erba medica, ma dato che le stalle si sono molto ridimensionate e i prezzi sono in calo molti vi rinunciano, poi vi è il frumento ed infine il mais, ma molto precoce perchè le terre non si prestano a lavorazioni tardive, sono argillosissime (vi è qualche plaga di terre di medio impasto quindi se la sua azienda si trova qui il coltivare è più elastico): Vi si coltivano anche Meloni e angurie. Quest’anno la piralide ha fatto almeno un generazione in più. Quindi non vivendo sotto una cupola e conoscendo io quello che è capitato nella mia azienda ed altre vicine non mi può far credere fischi per fiaschi.

    Inoltre conosco bene la situazione degli stoccatori di mais della zona, che si lamentano per le micotossine.

  118. OGM, b b!No Gravatar scrive:

    Io vi faccio notare che da noi non ci sarebbe bisogno di “Aree Rifugio” (post n. 110) e poi voi mi fate la “filippica” sul cotone che in Italia non c’è e su quant’altro. E’ un mondo difficile.

    Allora:
    - transgeni nei cloroplasti;
    - promotori inducibili;
    - assenza di marcatori antibiotici;
    - libera coesistenza;
    - etichettatura degli alimenti e dei derivati OGM;
    - libero mercato.

  119. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Quante volte lo avete sentito ripetere questa tiritera? Tantissime volte e mai si è piegato a divulgare ciò che vuole dire. O ha imparato la lezione a memoria o fa il prezioso così dimostra che ha delle armi di dibattito che solo lui possiede. Vediamo se è così e se le sue argomentazioni hanno validità generale:

    Transgeni nei cloroplasti

    Perché dice così, per il semplice fatto che i cloroplasti sono esclusivamente ad eredità materna, quindi non i suoi geni non vengono trasmessi con il polline e quindi i transgeni non si diffondono in natura. La logica del ragionamento è buona, ma bisogna anche sapere che i geni del cloroplasti in gran parte riguardano il controllo della fotosintesi e questa è una funzione fondamentale per permettere la vita delle piante. La cosa se riferita al diserbo delle malerbe è il meccanismo che si è usato per creare prodotti diserbanti. Tuttavia vi è anche da precisare che se si vuol creare una pianta coltivata transgenica che resiste ad diserbo essa la si deve far divenire resistente ad un diserbo totale (cioè che non faccia differenza tra piante monocotiledoni e piante dicotiledoni), altrimenti ricadremmo negli inconvenienti dei diserbi selettivi che giù abbiamo che bisogna usare più volte cambiando il principio diserbante.
    Attualmente i diserbi totali sono di tre categorie:

    Gliphosate

    La resistenza conveniente in una pianta geneticamente modificata verso il Glyfosate si ottiene mediante due geni (ambedue batterici) uno che codifica un enzima chiamato EPSPS insensibile al glyphosate ed un altro enzima (gox) che ossida il glifosate nella pianta. Ora questi due geni agiscono se inseriti nel nucleo e non nei cloroplasti.

    Glufosinate d’ammonio

    Il composto attivo di questo prodotto è la fosfinotricina e per inibirlo occorre un gene batterico detto PAT che agisce a livello nucleico e non cloroplastico.

    Sostanze inibitrici della fotosintesi

    Sono di due tipi: la famiglie delle azine ed i prodotti ormonici tipo 2-4-D. I geni che inibiscono gli effetti dei due diserbanti potrebbero essere inserite cloroplasti e non diffondere la resistenza con il polline, Ma vi è un “ma” non indifferente! Le azine sono molto persistenti e la resistenza è facilmente aggirabile, inoltre l’Europa ne ha proibito l’uso. Quindi mi pare che tutti voi capiate che fare una PGM resistente ad un diserbante proibito non è un’operazione economica lungimirante.
    Per quanto i riguarda i diserbanti “ormonici” questi non sono totali, tutte le graminacee vi resistono, inoltre il furbacchione di OGM bb non vi ha detto che questi diserbanti, che si usano ancora, nella loro preparazione vi è il pericolo di inquinarli di “Diossina” (remember Seveso). Infatti l’agente Orange la cui produzione sistematicamente viene rinfacciata alla Monsanto (in realtà chi riforniva l’esercito degli USA per defogliare le foreste del Vietnam erano tutte le maggiori ditte chimiche del tempo, ma solo la Monsanto è considerata colpevole) conteneva molta diossina che ha arrecato danni enormi alle popolazioni irrorate. D’altronde in guerra non sempre si guarda con grande attenzione agli effetti collaterali, se no non si chiamerebbe guerra, e quindi nella preparazione non si metteva la stessa cura di quando si preparava un diserbante agricolo.
    Vi immaginate cosa direbbe OGM bb se si commercializzassero PGM resistenti a questi due tipi di diserbanti. Apriti cielo!!! E’ per questo che la strategia diserbante inserita nei cloroplasti non è stata seguita ed è rimasta lettera morta. Solo lui la vuole resuscitare per poi attaccare con le altre argomentazioni citate.

    OGM bb ONESTA’ INTELLETTUALE CI VUOLE, MA TU NON HAI IL “GENE”, CHE, PERO’, ESISTE ED E’ FACILMENTE TRASFERIBILE.

    In altra puntata ti risponderò per il resto.

  120. OGM, b b!No Gravatar scrive:

    a dir la verità queste cose dei cloroimpasti le ho imparate da:
    prof. Scarascia Mugnozza………prof. Sala……..prof. Salamini

    http://ogmbastabugie.blogspot.it/2012/11/flusso-genico-e-inquinamento-genetico.html

  121. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Beh! Io non ho detto che non si può fare ho solo detto che il lettore doveva essere informato compiutamente nel senso che per esempio il diserbo si può fare ed anche in altre ma non in tutte.

  122. OGM, b b!No Gravatar scrive:

    Come vedete, nessuno è contro la tecnologia transgenica. Il vero punto è la possibilità per chi produce di non essere obbligato (dal flusso genico, dal mercato, ecc.) a produrli e per chi consuma di non essere obbligato ad acquistarli (soprattutto come derivati dai trasformati).

    Allora, come se ne esce?

    - transgeni nei cloroplasti, così chi vuole continuare a produrre biologico o convenzionale può continuare a farlo senza la paura di ottenere alla fine della coltivazione un prodotto che è in parte OGM;

    - promotori inducibili, al fine di limitare l’insorgenza di insetti con patrimonio genetico di resistenza al BT - saranno così contenti i coltivatori biologici;

    - assenza di marcatori antibiotici, così evitiamo polemiche sulla diffusione delle resistenze agli antibiotici;

    - libera coesistenza, resa possibile dalle azioni precedenti;

    - etichettatura degli alimenti e dei derivati OGM, condizione minima per avere un mercato trasparente sia per il produttore, sia per il consumatore;

    - libero mercato, così chi ha il prodotto maggiormente gradito dal consumatore sopravviverà, l’altro sarà costretto a soccombere.

  123. Roberto DefezNo Gravatar scrive:

    ti manca il passaggio fondamentale: va bene tutta la tua lista e vanno bene tutte le tue argomentazioni, ma poi SI PIANTANO GLI OGM!!!!

    quello di cui tu non ti puoi fare garante è che dopo tutte queste raffinatezze non c’è nessun desiderio politico di piantare un OGM che sia uno e non per le tue ragioni (che restano le tue richieste , non quelle di Coldiretti-COOP-SlowFood), ma per ragioni di tasche che non sono nè le tue nè le nostre.

    Allora non far finta di non sapere che le tue argomentazioni sono la foglia di fico che serve a coprire scelte che sono di tutt’altra natura.
    Dico questo per dire anche che se un giorno passeranno gli OGM passeranno senza nessuna delle obbiezioni che fai tu, ma solo perchè hanno diviso la torta in una maniera diversa ed anche allora nè tu neè noi mangeremo la torta….
    auguri

  124. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Dunque un 2% di agricoltori in tutto il mondo industrializzato (nel resto del mondo hanno ben altri problemi…) che fanno agricoltura biologica solo perchè hanno degli incentivi economici e che restano tali di numero da sempre e che continuano solo perchè il 5% di consumatori danarosi sono disponibili a pagare il cibo biologico da un 30 ad un 70% in più, dovrebbe dettare legge a tutto il resto dell’agricoltura. Tra l’altro la stessa agricoltura convenzionale si sta ingegnando per fare un’agricoltura meno dispendiosa, perchè finalmente ha capito la deriva che stava prendendo un modo di fare agricoltura non più ragionato.

    Hai un bel concetto di democrazia: la minoranza deve obbligare la maggioranza a farsi riconoscere? Non è più logico regolamentare la minoranza? Tra l’altro da che mondo e mondo il flusso di polline di piante diverse interfeconde ha da sempre avuto libera circolazione, senza che nessuno avesse nulla da obiettare. Io quando facevo miglioramento e non volevo che il polline di altre bietole venisse a fecondare i miei parentali d’incrocio vi costruivo attorno delle barriere con della canapa (cosa che mi ha fatto fare due giorni di gattabuia)in quanto ben comprendevo che non potevo dire agli agricoltori limitrofi o a chi aveva l’orto di non seminare bietole.

    Ecco secondo te noi dovremmo mettere in atto tutte quelle complicazioni che tu imponi solo per il motivo del produrre biologico? Tra l’altro per i marcatori di resistenza agli antibiotici, sei già stato accontentato perchè il gene dopo aver fatto selezione è inibito oppure si sono scelti altri marcatori che non sia l’antibiotico.

    Se ci sarà qualcuno che ti leggerà tra 30 anni sai cosa dirà: ma i nostri genitori hanno dato credito a panzane come queste.

    Come dice Roberto, se anche alla fine mettessimo in pratica tutto ciò che tu dici non crederai che tutto si normalizzi? La questione è ideologica come lo era nella favola di Esopo o di Lamartine (non ricordo più) il comportamento del lupo rispetto all’agnello nell’abbeverarsi al ruscello.

  125. OGM, b b!No Gravatar scrive:

    Caro Roberto,

    come ci siamo già detti in altre occasioni, noi siamo “Carne da Macello o da cannone” e su questo non ci piove!

    Il problema è che occorre iniziare. Allora se c’è qualcuno che dice “No perchè originano inquinamento genetico!” lo si accontenta.

    Se poi c’è qualcuno che dice “no perchè si selezionano insetti resistenti!” lo si accontenta.

    Per gli antibiotici ci ha già pensato l’EFSA, mettendo la Kanamicina e compagnia nel gruppo1.

    Per il resto non mi sembra che si chieda il mondo.

    Poi, se è vero, che il NO agli OGM in Europa potrebbe venire anche dagli esportatori di mais e soia di certi Paesi produttori……..questo non lo sappiamo e non possiamo farci niente.

  126. OGM, b b!No Gravatar scrive:

    dimenticavo……io non ho mai parlato di solo biologico…..come al solito atteggiamento diffamatorio (metodo Boffo modificato)

    Forse tra 30 anni qualcuno mi leggerà e dirà: ma per fortuna che i nostri genitori hanno dato credito a considerazioni come queste.

    sinceramente non so neanche perchè ti rispondo…..proverò a non farlo più.

  127. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Sia lodato il Signore….ma io non mancherò di contraddire a tutte le tue castronerie (tu hai motivato il tuo sproloquiare nell’intervento 122 al fatto di proteggere il biologico altrochè; “conta balle” che non sei altro”) finchè le posterai dove scrivo anch’io.

  128. OGM, b b!No Gravatar scrive:

    nel post 122 ho scritto “biologico o convenzionale”……..oltre a non sapere che le bietole possono andare a seme il primo anno di coltivazione, sai leggere?

  129. OGM, b b!No Gravatar scrive:

    dimenticavo……quali castronerie? te l’ho già chiesto decine di volte ma a parte le offese mai ricevuto risposta.

    dov’è che non scrivi?

  130. roberto defezNo Gravatar scrive:

    voi due avete qualcosa di Peppone e Don Camillo, e stando anche a poca distanza tra poco temo che metterete i megafoni per disturbarvi a vicenda

  131. OGM, b b!No Gravatar scrive:

    a me basterebbe un educato confronto……non mi sembra di essere un estremista antiOGM e di dire castronerie

  132. franco NulliNo Gravatar scrive:

    Castronerie forse no, ma un pochino di ragionamento con le cellule preposte all’uopo e non solo con l’ideologia ogni tanto non farebbe male.

    Franco

  133. OGM, b b!No Gravatar scrive:

    Caro Franco,

    dato per scontato che castronerie non credo di averne dette (se poi qualcuno vorrà farmele notare io le potrò ammettere senza problemi), questa non è ideologia. Queste sono proposte concrete per fare un passo avanti verso l’utilizzazione degli OGM in agricoltura:

    - transgeni nei cloroplasti;
    - promotori inducibili;
    - assenza di marcatori antibiotici;
    - libera coesistenza;
    - etichettatura degli alimenti e dei derivati OGM;
    - libero mercato.

  134. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Repetita juvant….a chi?

  135. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Il Grido di rivolta di un africano
    http://greenbio.checkbiotech.org/news/biotech_crop_barriers_must_fall_africa

  136. OGM, b b!No Gravatar scrive:

    Caro Franco,

    ho messo in moto le cellule che tu auspicavi……..mi fai notare le castronerie……anche economiche o legate al mondo produttivo agricolo che avrei detto.

  137. OGM, b b!No Gravatar scrive:

    Caro Roberto,
    le bugie hanno le gambe corte………

    “Analoghi problemi di insorgenza di resistenze si manifestano con le colture Bt: in India e Cina da alcuni anni cominciano a palesarsi individui resistenti alla tossina Bt tra i lepidotteri parassiti del cotone capaci di attaccare la coltura e di riprodursi trasferendo la caratteristica di resistenza alle progenie. Per contrastare e ritardare tale fenomeno, negli USA l’American Corn Growers Association (l’organizzazione che raggruppa i coltivatori statunitensi di mais) ha sviluppato di concerto con il Dipartimento dell’Agricoltura federale delle linee guida che impongono la coltivazione di almeno il 20% di mais o cotone non transgenico in qualità di zone rifugio, per ridurre la velocità di insorgenza di resistenza alla nociva tossina Bt da parte delle larve di farfalla, valore che raggiunge il 50% in alcuni stati del sud del Paese. L’insorgenza di resistenze alla tossina Bt tra i lepidotteri, oltre a configurare un potenziale problema di carattere ambientale, pone seri dubbi in merito ai limiti intrinseci alla tecnologia in termini di sua efficacia di medio termine, investendo anche quei coltivatori non transgenici che ricorrono alla lotta biologica e ai trattamenti con insetticidi a base di Bacillus thuringensis.”

    http://www.barillacfn.com/wp-content/uploads/2012/07/pp_agricoltura_ogm_sostenibile.pdf

  138. Bersani e gli OGM scrive:

    [...] i lettori di salmone sanno Salmone ha scritto questo testo (ricorderete il post in merito: domande ai candidati delle primarie del centrosinistra sugli OGM ) attirandosi le critiche unanimi di avversari e sostenitori degli OGM in quanto coniugava due [...]

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