Ora è la Lotta integrata ad essere trendy

26 Apr 2012
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L’Espresso ha spesso sparato ad alzo zero sugli OGM sponsorizzando il biologico. Senza citare i recenti scandali e frodi che hanno colpito i prodotti da agricoltura biologica, ora si passa ad indicare la linea della lotta integrata con argomenti non dimostrati (pesticidi non dannosi). Naturalmente gli intervistati fanno parte della stessa ristretta cerchia degli amici (Legambiente, Coldiretti, Ag bio, oncologi che non lavorano in strutture pubbliche). Comunque meglio un approccio Bio-Ragionevole che uno bio(il)logico.

L’articolo di Science sui neonicotinoidi è stato notato ed usato per chiedere la scomunica dei neonicotinoidi.

5 commenti al post: “Ora è la Lotta integrata ad essere trendy”

  1. franco nulliNo Gravatar scrive:

    …per fare tutto ciò serve la ricerca che mi pare un po’ penalizzata dalle nostre parti!

    E pi un cosa non mi va giù. Una frasetta all’inizio dell’ultima colonna…
    “Le strategie di difesa dai nemici vengono impiegate (nota mia: nell’approccio di lotta integrata) soltanto qundo ve ne sia una reale necessità e non a prescindere, come accade nelle colture tradizionali ….”
    Ma questi signori mi prendono e ci prendono per scemi?
    Credono che noi ci divertiamo a spendere migliaia di Euro in fitofarmaci (e smettiamola di chiamarli pesticidi!) per i gusto sadico di uccidere tutto e tutti?
    Credono che abbiamo tanti soldi da buttar via in prodotti chimici quando sono inutili o economicamente non convenienti?
    Credono che i “Contadini” non abbiano ancora imparato a fare 1+1?
    Ma lo sanno che si coltiva con il GPS nel 2012? E non per non perdere la strada di casa alla sera, ma per evitare sprechi e ottimizzare il lavoro?
    Che vengano ad informarsi in Cascina prima di scrivere castronerie per le quali, lo ribadisco, dovrebbero essere perseguibili!

    Franco

  2. franco mistrettaNo Gravatar scrive:

    Che vergogna Espresso e Repubblica e Fazio con quel vecchio babbeo di Morin! Che palle questi progressisti! Ma progressisti de che?

  3. alberto guidorziNo Gravatar scrive:

    Ho letto il reportage dell’Espresso che ho trovato peggiore di tanti altri su questo argomento.

    Trovo invece molto più false le risposte degli interpellati e le citazioni.

    Prendiamo la prima che ho visto: si riporta che i pesticidi legali sono passati da 800 a 200 e si chiede conferma a Manfredini della Coldiretti. En passant se io fossi un associato alla Coldiretti e agricoltore, chederei che fosse allontanato subito perchè non fa i miei interessi. Mi spiego
    Il Manfredini doveva dire che non sono i pesticidi che sono passati da 800 a 200 bensì i principi attivi (cioè ne sono stati eliminati ben 600) e ciò sta ad indicare il monitoraggio continuo che si ha in questo campo. Mi spiego meglio: un principio attivo può essere formulato diversamente e costituire tanti diversi prodotti di trattamento differenti commercializzati, quindi tanti pesticidi, ma un solo principio attivo ed è questo che si deve guardare e non i prodotti commerciali.
    Il Manfredini poi si guarda bene dal far notare che i suoi associati, cioè gli agricoltori rispetto al consumatore sono esposti ai principi attivi velenosi per insetti e funghi a dosi 100.000 volte superiori ai consumatori, quindi se vi è un pericolo sono proprio gli agricoltori ad esserne vittime molto prima e di più del consumatore.

    Ma vi rendete conto che il Manfredini dovrebbe essere , anzi è un rappresentante, pagato con i soldi che sborsano gli agricoltori e intervistato non li difende minimamente?

    Poi c’è la solita solfa del sinergismo delle molecole insetticide e fungicide, che viene sparato li per far paura in quanto colpisce l’opinione pubblica. Non esiste nessuno studio che abbia dimostrato la validità scientifica di questo assunto. Alle persone competenti sono permessi dubbi e ipotesi le più stravaganti, ma chi fa scienza ne parla solo quando vi è la dimostrazione scientifica.

    La lotta integrata è una pratica ormai in uso da un ventennio, e forse sono proprio gli associati della Coldiretti che non la praticano in quanto il livello professionale dei piccoli agricoltori è notorio essere minore fra chi vive costantemente la precarietà imprenditoriale.

    Un frutticoltore professionale ha l’obbligo di una continuo aggiornamento pena il vedersi rifiutato il prodotto che deve vendere, perchè ormai la GDO non vuol correre nessun rischio e i controlli li fa a tappeto (lo ammette anche l’articolo). Anzi percentualmente, tendendo conto che il coltivare biologico è l’1% ed il coltivare convenzionale è il 99%, nei controlli sono più i prodotti biologici fuori norma che i prodotti da agricoltura convenzionale.

    Quindi divulgare sempre la notizia che nel nostro piatto ci sono solo veleni, non solo non è vero, ma è un modo per imbrogliare il consumatore obbligandolo ad acquistare prodotto biologico con un esborso di denaro superiore quando invece il convenzionale è molto più sano perchè molto più controllato. Si ricordi che la certificazione di biologico non fa controlli a posteriori, ma certifica solo che si è seguito un itinerario tecnico, il quale ammette l’uso di zolfo, rame, rotenone, piretro che non sono innocui anzi.

    Se si vuole leggere un resoconto ufficiale e equilibrato eccone uno:

    http://www.agriculture-environnement.fr/dossiers,1/pesticides,61/pesticides-et-sante-un-rapport-equilibre,659.html

  4. alberto guidorziNo Gravatar scrive:

    Chiedo scusa in questo primo periodo dell’intervento precedente manca un “NON”. si deve leggere
    “Ho letto il reportage dell’Espresso che NON ho trovato peggiore di tanti altri su questo argomenti”

  5. VitangeloNo Gravatar scrive:

    Non c’è dubbio: i VELENI fanno vendere più copie! Qualche volta sono nel piatto, altre volte nei campi, ma ci possono essere anche a tavola, nelle mense, meglio se scolastiche, ecc. Ottima la conclusione dell’articolo: ci vuole l’agricoltura integrata! Ed è esattamente quella che si fa da tanto tempo, tanto da considerla ormai convenzionale! Per questa, dicono, non ci sono ancora norme, ma un mare di soldi si, se si applicano i disciplinari di produzione (a volte ridicoli!) regionali.
    Peccato che l’articolo non parla di come si è ridotto il Monitoraggio dei Pesticidi (correttamente Agrofarmaci) del ministero agricolo smembrato dalle Regioni. E’ stato uno strumento per intervenire sui punti critici e risolvere il problema nel modo più elegante (passatemi questo termine). Da lì è nata la grande capacità degli agricoltori e dei tecnici italiani di quasi azzerare i residui alla raccolta (in orticoltura, grazie alle serre, dove è possibile applicare anche la vera lotta biologica, abbiamo prodotti molto più puliti di quelli in pieno campo) ma vai a dirlo agli ambientalisti e ai nostalgici dei bei tempi che furono, quando si usavano parathion, dimetoato, aldrin, dieldrin, e compagnia bella!. Dovremmo premiarli i nostri produttori; invece, per vendere più copie e far credere di salvare l’umanità vengono sputtanati sui giornali a grande tiratura! E poi chiedono agli stranieri di comprare l’ortofrutta Made in Italy e a noi di mangiare solo italiano possibilmente a Km 0! Forse la minor distanza riduce la tossicità dei residui possibilmente aggregati?
    Scusatemi, ma non riesco più ad essere serio! Mi piacerebbe seppellirli con una risata; ma mi rendo conto che è solo uno slogan!!

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