Schizofrenia EU

07 Giu 2010
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Da un lato si chiedono regole stringenti per i conti pubblici e la difesa dell’euro, dall’altra si pensa di rinunciare ad avere una sovranità europea sui campi, sul cibo e sulla libertà d’impresa. Non sono dei messaggi utili per dare dell’Europa un’immagine solida.

La politica dello struzzo è dietro l’angolo per l’Italia. Siamo pronti a cantare vittoria vietando le coltivazioni OGM, in modo da poter vendere nei Consorzi Agrari quegli stessi OGM che i nostri imprenditori agricoli non potrebbero coltivare.
Ma quando si tira troppo la corda si potrebbe anche spezzare e chi coltiva mais nel Nord Italia potrebbe mettere alla prova una legislazione che fa acqua da tutte le parti.

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/201006articoli/55682girata.asp

Leggi anche il Sole24Ore: Retromarcia della UE

2 commenti al post: “Schizofrenia EU”

  1. Vitangelo MagnificoNo Gravatar scrive:

    …………poi possono proporre di chiudere l’EFSA! Tanto a che serve! Noi abbiamo Slow Food per sapere se le cose che mangiamo sono buone o cattive!

    P.S. Sono felice di non aver votato alle ultime elezioni europee…per il primcipio della precauzione (adottato anche per le politiche e le amministrative italiane…per par condicio)! Già non mi piacevano quelli che stavano ed in particolare Barroso!

  2. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Vorrei delineare uno scenario che deriva dalla ventilata possibilità di lasciare alla Commissione la possibilità di giudicare ammissibili le piante GM delle quali il costitutore chiede l’esame ed alle quali l’EFSA da il benestare. Sembra anzi che la Commissione con questa proposta acquisisca una maggiore autonomia nel dire che nulla osta a che un tratto GM possa far parte di una pianta coltivata. Dopo di ciò, però è consentito ad ogni paese membro d’interdirne la coltivazione sul proprio territorio di quella determinata pianta GM e ciò sic et simpliciter, cioè non dovendo motivare il rifiuto come invece deve fare ora.
    Stante quanto detto (mi si corregga se tutto ciò è stato troppo una fuga in avanti),in Italia si può prefigurare che gli agricoltori ed i ricercatori siano privati ope-legis di un diritto derivante loro dall’essere imprenditori oppure solo per il fatto che si stabiliscono dei confini alla ricerca.
    Come la mettiamo però con le derrate costituite da OGM che sono prodotte nel mondo e che per gli accordi in sede OMC debbono per circolare liberamente? Chiarifico, mi sembra di capire tra le righe che se la Commissione ammette una pianta OGM, all’Italia è consentito impedirne la coltivazione, ma non certo la commercializzazione del suo prodotto, essendo esso stato giudicato senza controindicazioni. La conclusione quindi sarebbe che i consumatoriu italiani, tenuto conto della nostra grave insufficienza di derrate alimentari nazionali, si beccherebbero degli scaffali pieni di alimenti con tratti OGM senza più nessuna limitazione di % contenuto. Subito si formerebbero sicuramente tre categorie di alimenti (OGM, OGM-free e biologico) che obbligatoriamente avrebbero prezzi diversi (le filiere OGM-free costano maggiormente, come ancora di più quelle biologiche) e quindi sarà il mercato che deciderà, o meglio saranno i borsellini della spesa. Non vedo proporio di cosa devono andare fieri Coldiretti, Capanna, Vas Apropbio o quant’altro di quanto si sta decidendo a Bruxelles. Si potrà finalmente constatare anche in Italia, ma ciò dopo troppo tempo, che chi si è nutrito di derrate OGM (a piena bocca) non è morto,non si è ammalato e non ha nemmeno acquisito resistenze agli antibiotici. Ancora una volta come sul nucleare gli italiani non ideologizzati si ritroveranno “becchi e bastonati”!

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