Famiglia Cristiana sbaglia, ma non si corregge

25 Mag 2009
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Avevamo stima e considerazione di Famiglia Cristiana perché negli ultimi anni aveva dimostrato una certa indipendenza di giudizio per le cose politiche del paese - magari attirandosi qualche rimbrotto delle gerarchie vaticane - ma purtroppo una serie di fatti recenti ha dimostrato che questa fiducia era mal riposta. Stiamo parlando del servizio giornalistico pubblicato dal settimanale cattolico il 14 maggio su MON810 di cui abbiamo già riferito, ma siccome sono emersi elementi nuovi preferiamo ricostruire la vicenda con maggiore dettaglio tramite alcuni documenti di cui siamo venuti in possesso. Il titolo del servizio recitava «Il mais che fa paura, la varietà trasngenica MON810 nuoce alla salute. Le inquietanti conclusioni di una ricerca dell’Inran sui cereali Ogm: possono alterare il sistema immunitario» (vedi allegato qui).

Ma cosa sosteneva il servizio firmato da Giuseppe Altamore? Che la « ricerca dell’Inran (Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione), finanziata dal ministero dell’Agricoltura, ha scoperto che la tossina del mais Ogm fa male ai topi di laboratorio e forse agli umani. Variazioni del sistema immunitario sono state infatti riscontrate nei roditori nutriti con Mon810. Variazioni che possono provocare forti reazioni allergiche». Qual è la fonte della notizia? Nell’articolo si legge che «il Ministero delle politiche agricole ha reso noto che può essere pericoloso per la nostra salute», quindi è il ministero che diffonde i nuovi dati e infatti due periodi dopo c’è una dichiarazione di Zaia il quale indirettamente conferma lo scoop di Famiglia Cristiana ma precisando che «la decisione spetta al Ministero della salute… non posso invadere il campo di altri». Insomma il MON810 è pericoloso ma il Mipaf non può fare niente e quindi la palla passa a Sacconi.

Un vero scandalo di cui il dicastero di Zaia non ci ha detto assolutamente nulla, eppure il ministro è in campagna elettorale ed esterna tutti i giorni per cose neanche così importanti. A sorreggere lo scoop del giornale c’è poi una lunga intervista - diluita nel testo - dove a parlare è il Dott. Giovanni Monastra, direttore generale dell’Inran nonché responsabile del progetto Ogm in agricoltura. Dall’intervistato apprendiamo che siamo tornati alle tesi sull’instabilità del transgene, uno dei cavalli di battaglia di Mae-Wan Ho, insomma un tuffo nel passato (peraltro la Open University, dove la Ho lavorava, non le ha neanche rinnovato il contratto nel 2000, e oggi è impegnata in un gruppo di pressione contro gli Ogm). Tra l’altro Salmone aveva già ampiamente documentato come la transgenesi ha effetti destabilizzanti sul genoma della pianta inferiori a quelli di metodi di miglioramento che vengono considerati convenzionali (la mutagenesi) e su cui né il Mipaf né le organizzazioni anti-Ogm hanno mai avuto nulla da ridire (http://www.salmone.org/2008/09/03/i-transgeni-alterano-la-regolazione-molto-meno-degli-organismi-mutagenizzati-una-review-sulle-analisi-per-microarray-di-piante-ingegnerizzate/ ).

Improvvisamente ci è sembrato un déjà-vu perché i lettori di Salmone ricorderanno la storia delle micotossine e della sperimentazione sul mais dell’Inran addirittura finita in un editoriale di Nature Biotechnology (http://www.salmone.org/2008/07/11/sagri-e-inran/ ). Vuoi vedere, abbiamo pensato, che il gruppo dell’Inran ha pubblicato nuovi dati e non ce ne siamo accorti e il Mipaf ha tenuto tutto sotto silenzio? Una rapida consultazione di qualche database scientifico ci ha confermato che non c’è alcun dato nuovo, l’unico lavoro dell’Inran - pubblicato nel 2008  - non dimostra affatto che il MON810 è pericoloso per i topi e quindi neanche per gli umani. Nondimeno un giornalista dell’ANSA aveva confezionato un comunicato in cui mescolando vari indizi slegati si era illuso di aver creato una prova di un reato. Qualche mese fa Salmone si era occupato già di queste insinuazioni con una ricostruzione dei dati citati nel comunicato dell’ANSA (http://www.salmone.org/2009/03/17/ogm-ed-allergie-come-inventarsi-dati-mai-prodotti/).

Sul sito del Ministero non c’è nessun nuovo dato o documento scottante e quindi è  possibile che a fare lo scoop sia stata Famiglia Cristiana? Nel frattempo abbiamo inviato una lettera al direttore  lamentando una certa disinvoltura del suo giornale nel riferire dell’unico lavoro scientifico dell’Inran sull’argomento (che per precauzione abbiamo allegato e sinteticamente commentato). Il direttore gira la nostra lettera all’autore dell’articolo che ci risponde: ci sembra utile pubblicare le due mail per comparare i “toni” della mail del mattino del 15 maggio con i “toni” della risposta notturna di Altamore:

direzionefc@stpauls.it    15-05-2009, 13:33 +0200
To: direzionefc@stpauls.it
From: Roberto Defez <defez@igb.cnr.it>
Subject: Non pronunciare falsa testimonianza
Cc: famigliacristiana@stpauls.it

Caro Direttore,
con grande tristezza leggo sulle pagine del suo giornale una serie di insesattezze, ignoranze ed allarmismi inventati  sulla vicenda degli OGM.
http://www.sanpaolo.org/fc/0920fc/0920fc56.htm

Il suo giornalista Altamore non ha riportato nè le frasi nè il pensiero di Giovanni Monastra che le ha anzi smentite integralmente e non ha mai letto l’articolo scientifico da cui ha derivato l’intervista, anzi Le allego il pdf così casomai la prossima volta rispetterà il comandamento numero 1 del buon giornalista: controllare le fonti!

nonostante tutto, cordialmente, roberto defez

Roberto Defez

Date: Fri, 15 May 2009 22:02:15 +0200
To: “defez@
From: “Altamore Giuseppe” <giuseppe.altamore@
Subject: Mon810
Gentile dottore,
innanzitutto trovo singolare che lei si sia rivolto al direttore invece di scrivere a chi ha redatto l’articolo. Capisco che lei sia sorpreso ma è tutto scritto in un rapporto riservato inviato dall’Inran al ministero dell’Agricoltura, ne una parola in più ne una in meno. Capisco pure che Monsanto finanzia molte ricerche e ricercatori, ma per fortuna siamo in un Paese libero è io faccio il mio mestiere in totale libertà e coscienza, il mio stipendio dipende dai lettori che acquistano tutte le settimane Famiglia Cristiana non dalle multinazionali che pretendono di essere i padroni delle notizie. In ogni caso prima di lanciare accuse gratuite si documenti meglio, se vuole le invio io il Rapporto dell’Inran che grazie al coraggio del ministro Zaia è stato diffuso invece di ammuffire in qualche biblioteca. Mi dispiace per lei e la Monsanto.
Saluti
Giuseppe Altamore

Nonostante l’offesa gratuita nei nostri confronti, rispondiamo immediatamente a questa mail dicendo che siamo interessati ad avere il rapporto, ma il mattino dopo il giornalista di Famiglia Cristiana risponde dicendo che presto il documento dell’Inran sarà pubblicato sul sito della rivista

Delivered-To: defez@igb.cnr.it
Date: Sat, 16 May 2009 09:25:36 +0200
To: “Roberto Defez” <defez@igb.cnr.it>
From: “Altamore Giuseppe” <giuseppe.altamore@stpauls.it>
Subject: Re[2]: Mon810

Tra qualche giorno lo troverà nel sito di Famiglia Cristiana.

Ma lasciamo parlare il Dott. Monastra (col quale durante tutta questa vicenda sono intercorsi colloqui tanto cordiali che ci ha informati della smentita all’articolo diverse ore prima che fosse fisicamente inviata a Famiglia Cristiana consentendoci di pubblicare contestualmente la smentita e l’articolo http://www.salmone.org/2009/05/15/famiglia-cristiana-commette-peccato/ ), perché il documento citato da Altamore è certamente dell’Inran,  per quanto sarebbe stato il Ministero a girarlo al settimanale cattolico. Il Dott. Monastra nella lettera di smentita (http://www.salmone.org/wp-content/uploads/2009/05/precisazioni-ogm-monastra.pdf )  inviata a Famiglia Cristiana il 15 maggio sostiene due cose:
1) di non aver concesso alcuna intervista al settimanale cattolico.
2) «Le dichiarazioni testuali e le posizioni attribuite all’Inran e al sottoscritto in realtà si riferiscono alle affermazioni di uno dei partecipanti al progetto Ogm in agricoltura che nello specifico esprimeva convinzioni personali sotto la sua diretta responsabilità».
Insomma l’Inran si tira fuori dal gioco e sconfessa le tesi di Famiglia Cristiana: se il settimanale ha sentito qualcuno - si evince dalla lettera di Monastra - questo qualcuno non rappresenta affatto l’Istituto. Nel frattempo nel sito web di Famiglia Cristiana scompare il testo originale pubblicato sull’edizione stampata e viene inserito un testo epurato dove il nome di Monastra non compare più e le affermazioni vengono attribuite a generici «ricercatori dell’Inran» tanto da autorizzare Salmone a pubblicare un secondo post dal titolo: “Famiglia Cristiana è un OGM” http://www.salmone.org/2009/05/19/famiglia-cristiana-e-un-ogm/

E’ assolutamente evidente che il settimanale cattolico ha pubblicato una bufala perché del fantomatico rapporto non se ne saprà più nulla, non verrà pubblicato in rete semplicemente perché non esiste, ma per cercare di andare sino in fondo in questa vicenda compiamo l’ultimo passo e interpelliamo il presidente dell’Inran, il Professor Cannella, il quale ci scrive che ritiene che si possa trattare di una «velina», non si sa bene redatta da chi, di cui non ha conoscenza e che non ha mai visto.
Insomma l’Inran sconfessa Famiglia Cristiana per bocca del suo direttore generale - nonché responsabile del progetto Ogm in agricoltura - inviando addirittura una lettera di rettifica, così come si ha conferma dal Prof. Cannella che non esiste alcun rapporto su MON810. Se poi è una velina allora bisogna cercarla altrove.

Nel frattempo aspettiamo che nel numero successivo di Famiglia Cristiana in carta venga pubblicata la lettera di smentita inviata dal Dott. Monastra. Quando esce in edicola lo acquistiamo ma non c’è assolutamente traccia della smentita. Il settimanale fa orecchie da mercante.

Ora le conclusioni di questa vicenda di «giornalismo spazzatura» sono varie:

1) Famiglia Cristiana dovrebbe spiegarci perché non ha ottemperato alle norme sul diritto di rettifica nonostante abbia ricevuto una lettera di smentita inviata dal Dott. Monastra.
2) Il documento a sostegno dell’articolo non esiste, altrimenti sarebbe stato pubblicato (così come annunciato dalla seconda mail di Altamore), ma Famiglia Cristiana dovrebbe darci qualche spiegazione di questa paradossale faccenda.
3) L’ordine regionale dei giornalisti a cui sono iscritti il direttore del settimanale e l’autore dell’articolo dovrebbe interessarsi al caso perché è assolutamente evidente che sono state violate le norme che regolano il diritto-dovere di cronaca e l’etica giornalistica.
4) A questo punto sospettiamo che anche il virgolettato attribuito al ministro Zaia possa essere scaturito dalla fervida fantasia del redattore che ha firmato l’articolo, per quanto non risulta che sia stato smentito dal diretto interessato.
5) Chiediamo quindi al ministro Zaia di dire una parola chiara e definitiva sull’argomento e di spiegarci se esiste un documenti interno del ministero, da chi sarebbe stato redatto e su quali dati. Se così non fosse il ministro Zaia dovrebbe smentire le dichiarazioni riportate da Famiglia Cristiana che potrebbero rientrare nella fattispecie del procurato allarme perché non sono sostenute da alcuna evidenza scientifica.

Attendiamo risposte dai diretti interessati.

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