Fermare il Declino prende posizione sugli OGM e quote latte

24 Gen 2013
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http://www.fermareildeclino.it/fare/approfondimento-agricoltura

Vi riporto solo qualche stralcio del programma:

Approfondimento agricoltura

Agricoltura
La superficie media dell’impresa agricola italiana è di 7,9 ettari a fronte dei 53 di quella francese, i 56 di quella tedesca, i 65 di quella danese, i 79 di quella del Regno Unito e i 152 di quella Ceca. E’ la fotografia di un sistema produttivo che sconta inefficienze decennali, frutto prima di tutto di una eccessiva frammentazione fondiaria e di un utilizzo delle risorse della Politica Agricola Comune finalizzato prevalentemente a sostenere lo status quo piuttosto che a superare le cause profonde di queste inefficienze.

Non si può continuare a negare, alle imprese agricole italiane, il diritto di avvalersi delle tecnologie che migliorano le rese unitarie o garantiscono rese analoghe con minori imputs produttivi. Il bando all’uso delle varietà geneticamente modificate iscritte al catalogo comune europeo, per le quali nessuna evidenza scientifica ha mai dimostrato pericoli per la salute umana e per l’ambiente, deve essere rimosso. Allo stesso tempo va rimosso l’anacronistico bando alla ricerca in campo aperto sulle biotecnologie agrarie, che potrebbe rappresentare un fondamentale strumento per il recupero e la difesa di importanti varietà tradizionali italiane.

Numerose evidenze supportate dalle risultanze di indagini investigative hanno portato alla luce tali e tante incongruenze nella gestione delle anagrafi bovine e dell’intero sistema di gestione delle quote latte e delle erogazioni in agricoltura, da suggerire la possibilità, tutt’altro che remota, che l’Italia non abbia mai sforato la quota nazionale ad essa assegnata, e che di conseguenza i prelievi sugli allevatori siano di fatto illegittimi. Qualsiasi decisione in merito alla riscossione dei tributi agli allevatori deve essere subordinata alla piena chiarezza su queste vicende.

32 commenti al post: “Fermare il Declino prende posizione sugli OGM e quote latte”

  1. deborah piovanNo Gravatar scrive:

    Non poteva essere altrimenti: informazione e competenza non possono che andare nella direzione del buon senso. Avanti cervelli, che c’è posto!

  2. MorenoNo Gravatar scrive:

    Vedo che qualcuno non è d’accordo: http://www.fermareildeclino.it/forum/topic/ma-perche-gli-ogm

  3. FrancescoPDNo Gravatar scrive:

    Questo vuol dire governare, saper prendere anche decisioni che il popolo bue ed ideologizzato non comprende per pigrizia mentale o per partito preso. Questo vuol dire Fare politica e vedere oltre il proprio naso.
    Oscar avrai il mio voto !

  4. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Moreno

    Questo legge di agricoltura, ma non fa agricoltura e vede le cose con il paraocchi dell’ideologia. Dire che l’agricoltura italiana è altamente produttiva significa non aver mai confrontato le produttività unitarie con le realtà dei paesi UE più performanti. E’ semplicemente per questo che in Italia vede un’agricoltura teorica. Certo un’azienda di 7,9 ha di sementi OGM di grande coltura non se ne fa nulla e non gli risolvono il problema della sopravvivenza: è già morto senza che se ne sia accorto. Tuttavia non è colpa degli OGM, ma della sua dimensione che lo fa un accattone.

    Con l’adesione all’euro l’agricoltura italiana ha mostrato tutti i suoi punti deboli, la bassa produttività non è stata compensata dall’aumento dei prezzi agricoli che si verificava in concomitanza ad ogni svalutazione della lira. Perchè credi che i 3/4 della nostra filiea zucchero sia sparita? Perchè avevamo una produttività che era la metà di Germania, Olanda, Francia, Austria ecc. ecc.

  5. sandro pretolaniNo Gravatar scrive:

    Il no agli OGM è una decisione da agricolture di paesi ricchi,che non sono più il nostro,da un pezzo - è indispensabile consentire ai nostri agricoltori di seminare ed utilizzare gli OGM,e alle nostre istituzioni di ricerca di approfondire gli studi sugli OGM,mirandone lo sviluppo verso le nostre colture e i nostri climi - insistere con il no significa condannare l’agricoltura a rese da terzo mondo,e la ricerca all’emarginazione

  6. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Sandro

    Stai dicendo una sacrosanta verità, il si agli OGM attualmente creati è per una questione di principio perchè solo una piccola parte di agricoltori potrebbero valorizzarli, ma se scendiamo sul pratico sono convinto anch’io che l’Italia avrebbe bisogno di una utilizzazione delle tecniche di transgenesi riferite alla sua agricoltura. Solo che ormai il lavoro di ricerca è stato distrutto, ma ciò che più conta non abbiamo una struttura sementiera, quindi all’agricoltore non arriveranno mai delle realizzazioni concrete.

  7. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Ecco invece quale indirizzo potrebbe avere anche l’agricoltura italiana dopo le prossime elezioni.

    Ecco ciò che chiedono al ministro dell’agricoltura francese i firmatari della lettera sottoriportata che tra l’altro ne hanno concordato la nomina con il primo Ministro Hollande.
    ————————-
    Signor Ministro

    In seguito alla conferenza nazionale “agricoltura: produciamo in modo diverso” che si è tenuta il 18/12/2012 presso il Consiglio Economico, Sociale e Ambientale, noi vorremmo attirare la Vostra attenzione su diversi punti. Innanzitutto noi ci felicitiamo per la sua apertura alle alternative ed alla presa di coscienza circa la necessità di riformare il modello economico e industriale, inquinante e distruttore delle terre arabili, ciò al fine di rispondere agli impegni attuali verso uno sviluppo durevole.

    Tuttavia noi restiamo inquieti, anzi molto inquieti. Infatti, per riconciliare “ecologia e agricoltura” sembra che voi sosteniate una forma di agroecologia molto lontana da quella che noi sosteniamo, anzi che proponiate per la nostra agricoltura, la nostra alimentazione e lo sviluppo dei nostri territori qaulcosa di diverso. Ad esempio, certi esperti presentano la “non aratura” come una ricetta miracolo capace di riconciliare produttività e ambiente. Purtroppo la “non aratura” com’é concepita riposa sul concetto dell’utilizzazione di un erbicida totale per preparare i letti di semina e l’uso di sementi confettate con insetticidi tossici, Dato che Lei ha dichiarato la volontà di orientare la nostra agricoltura verso la riduzione dei prodotti fitosanitari, questo tipo di “non aratura” (ndt detta anche “semina su sodo”) non potrà in alcun modo rispondere alle vostre attese. Negli USA dopo 10 anni di promozione della “semina su sodo” associata a delle PGM tolleranti all’erbicida, più di 500.000 ettari sono invasi di erbe infestanti divenute tolleranti agli erbicidi e sono ritornate ad essere non più coltivate (ndt. Indipendentemente dal fatto che la semina su sodo negli USA nelle modalità indicate ha come fondamento un concetto diverso ed a valenza molto ecologica, Infatti lo si pratica laddove il già limitato spessore del suolo coltivabile e soggetto ad enormi asportazioni per effetto dei venti e delle acque di ruscellamento durante la stagione di riposo. Se è per questo anche l’agricoltura del “tagli e brucia” di molte decine di millenni fa ha anch’essa modificato l’ambiente).
    Oggi solo un pugno di agricoltori francesi praticano la “semina su sodo senza erbicidi”: è tecnicamente possibile, ma la pubblicità dei prodotti fitosaniatri e la ricerca agronomica ignorano totalmente la loro esperienza.

    Noi siamo anche inquieti di veder rinunciare ad avrogare , come voi ce l”vete promesso, la legge votata nel dicembre 2011 sul certificato di costituzione vegetale (COV) delle sementi e ci annunaciate che il decreto di applicazione in preparazione sarà sufficiente per per proteggere i diritti dei coltivatori (Ndt: già prima del decreto i piccoli coltivatori con produzione di 92 t di cereali potevano riseminare liberamente il loro prodotto di varietà protette da COV). Contemporaneamente il Brevetto Unitario Europeo stende un tappeto rosso ai detentori di un brevetto sul vivente (ndt espressione totalmente falsa). Perché chiudere tutte le possibilità di sviluppo delle sementi contadine adattate ai bisogni di un’agroecologia indipendente dalle ditte agroindustriali (ndt: mi risulta che vi è chi costituisce varietà contadine non le iscrive, ma poi le vende e non le regala)

    Noi siamo inquieti di vedere gli agricoltori legati mani e piedi ed alla mercé delle sementi commerciali e di non lasciare loro intravvedere un avvenire nella corsa in avanti tecnologica. Non è sola fatalità se il numero dei contadini continua a diminuire. Al contrario, noi affermiamo che è stimolando l’installarsi di sistemi autonomi contadini che si può invertire la tendenza per “produrre altrimenti” e divenire così il modello mondiale dell’agroecologia.

    Infatti, è solo così che gli artigiani, TPE (molto piccole imprese) e PME (piccole e medie imprese) dell’agroalimentare potranno trovare delle materie prime di prossimità (ndt: Km0).
    E’ solamente così che i nostri territori rurali conserveranno la loro vitalità, perché la produzione agricola, la trasformazione artigianale e locale, i circuiti corti di distribuzione sono i mezzi per tendere e conservare la nostra sovranità alimentare (ndt: io voglio mangiare per primo a scanso di pericoli di tirare la cinghia perchè di cibo non ve n’è più)

    Noi invochiamo una riforma agraria favorente l’agricoltura biologica, diversificata ed a taglia umana, delle forti azioni verso le TPE alimentari impegnate in circuiti corti di approvvigionamento e di distribuzione, la rivalutazione dei mestieri artigianali. Un tale approccio permetterà di tendere verso un equilibrio ecologico, sociale, economico delle filiere agricole e agroalimentari e servirà da base alimentare per la società nel suo insieme.

    La nostra definizione dell’agroecologia è quella che concepiscono e praticano i contadini dell’America del Sud, con il sostegno dei loro poteri politici (finanziamento della ricerca, adattamento delle leggi). Cioè un’agroecologia sinonimo di agricoltura a Km0 e creatrice di impieghi (ndt: da fame!) inserita in una economia sociale e solidale, fattore di vitalità dei territori, la sola che può servire per alimentare i cittadini con prodotti diversificati.

    L’inversione da prendere per evitare l’uso distorto e l’inquinamento delle nostre risorse terrestri e marine è alla nostra portata. Permettete che coloro che praticano veramente l’agroecologia, tanto snobbati da lungo tempo dai potenti esperti dell’agronomia francese, possano trasmettervi il loro sapere in materia di agricoltura, d’artigianato agroalimentare e d’organizzazione sociale, per tentare di sviluppare l’agricoltura contadina e biologica.

    Nell’attesa di un riscontro favorevole da parte vostra , noi vi preghiamo di credere, Sig. Ministro, (ndt: il ministro francese è Stefan Le Foll che ha già dato un saggio di cosa intende per agricoltura nei suoi proclami da neo ministro) l’espressione della nostra alta considerazione

    La lettera è firmata da:
    Fédération Nature & Progrès (1)
    13, Boulevard Louis Blanc
    30100 ALES

    1)che raggruppa i seguenti firmatari : Amis de la terre, Artisans du Monde, Aspro Pnpp, Bio Consom’acteurs, BEDE, Colibris, Confédération Paysanne, DEMETER France, FADEAR, Fédération Nature & Progrès, Fondation Sciences Citoyennes, Générations Futures, La Ligne d’Horizon, Ligue pour la Protection des Oiseaux, MINGA, MIRAMAP, Mouvement d’Agriculture Biodynamique, Réseau Cohérence, Slow Food France, Terre et Humanisme.

  8. GuidoNo Gravatar scrive:

    Lo zampino di Giordano Masini si vede.

    P:S: Ho avuto conferma dal diretto interessato

  9. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Bravo….giordano masini…..quello che quando non sa più cosa rispondere ai suoi interlocutori del suo blog li banna dalla discussione.

    Grande partito quello che si affida a masini.

    Tra l’altro il comunicato è scritto in un italiano stentato.

  10. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Ma non ci avevi salutato?

  11. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    questo è un’altro topic……..attenzione a non dire bugie.

  12. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    UN PROGRAMMA AGRICOLO DOVE GLI “inputs produttivi” sono “imputs produttivi”.

    ma dai….scrivetelo almeno bene!!!!!

  13. franco NulliNo Gravatar scrive:

    Devo ammettere OGM bb! che leggi molto attentamente i post. Complimenti.
    Trovare in un testo così articolato un errore di battitura come quello indicato è notevole.
    Ci possono essere due spiegazioni logiche del “fenomeno tipografico”.
    Nella tastiera QWERTY le lettere “m” ed “n” sono adiacenti. Un errore di battitura?
    In italiano corretto davanti alla “p” bisognerebbe mettere la “m” (salvo eccezioni). Un retaggio da “talebano” del linguaggio?
    Non entro per scelta (temporanea?) nel merito della discussione.

    Franco
    P.S. confesso che anche a me errori come questo fanno venire un eruzione cutanea… Diffido subito dello “scrittore”…

  14. franco NulliNo Gravatar scrive:

    … E ci sono subito cascato anch’io nell’errore di battitura tralasciando un bellissimo apostrofo…
    L’eruzione cutanea è femmina per definizione (altrimenti non sarebbe fastidiosa…) :-)

    Franco

  15. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    grazie Franco,

    anche a casa mia la “professionalità” è uguale a “cura dei particolari”…..ma sai……….. stiamo parlando di agricoltura……di contadini…….cosa vuoi che interessi loro…….basta scrivere qualcosa…….e racimolare qualche voto

  16. deborah piovanNo Gravatar scrive:

    Scusa OGM, bb, ma da agricoltore mi sento chiamata in causa. Nonostante quel che comunemente si pensa, la professione dell’agricoltore richiede - udite udite! - competenze scientifiche ed economiche, come minimo. Pertanto diffidiamo da chi dà fiato alle trombe e si appropria indebitamente di temi agricoli perché apparentemente di facile dissertazione, ma che in realtà poi sono solo di facile strumentalizzazione. Veniamo spesso usati, per cui, credi, a noi INTERESSA, a noi NON BASTA che si scriva qualche cosa, e badiamo bene a chi dare il nostro voto.
    E ciò è tanto più vero per argomenti come quello principe di questo splendido sito, argomenti per i quali sappiamo quanta immondizia mediatica viene usata per infangare la scienza e chi vorrebbe poterla mettere a servizio della propria impresa.

  17. franco NulliNo Gravatar scrive:

    E qui concordo con Deborah!
    Sono passati i tempi in cui bastava una tessera Coldiretti per assicurare un voto DC.
    Gli agricoltori sono un pochino “cresciuti” e il cervello fino ha preso definitivamente il posto delle scarpe grosse.
    Quindi stiano accorti i politici perché gli agricoltori sono diventati molto critici e… sono ancora tanti!

    Franco

  18. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    allora Deborah, Tu credi che gli OGM risolverebbero i problemi dell’agricoltura italiana?

    Lettura consigliata

    http://ogmbastabugie.blogspot.it/2012/09/ogm-e-agricoltore.html

  19. deborah piovanNo Gravatar scrive:

    Il punto non e’ se gli ogm risolverebbero i problemi dell’agricoltura italiana. Il punto e’ che come spesso e’ accaduto in passato si pensa che gli agricoltori non sappiano decidere con la loro testa e si decide per loro. Li si prende per manina e gli si fa di no col ditino: no no, povero agricoltore, questo non e’ buono per te, non lo vuoi, credimi! Reclamo e pretendo il diritto di scegliere i miei orientamenti produttivi, come ai consumatori viene propinata l’idea che possono scegliere come alimentarsi.
    E non mi si venga a dire che inquino geneticamente le altre coltivazioni, perche’ c’e’ modo di evitarlo. Ammesso che di inquinamento is tratti…
    Se poi mi chiedete se, come maiscoltore, gli ogm risolverebbero i miei problemi vi rispondo: in parte. E non mi lamenterei! E se mi chiedete se come cerealicoltore che cltiva terreni con problemi di risalita del cuneo salino vorrei provare il nuovo frumento resistente alla salinita’, dovrei rispondere: magari, ma il mio patrigno babbo stato non vuole! Scusate tanto, ma e’ del tutto inaccettabile!

  20. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Deborah, il problema è proprio quello che hai accennato: l’inquinamento genetico. Per il mais, che non ha parentali selvatiche nel nostro Paese, concordo che non ci sarebbero grossi problemi, anche se per l’agricoltore convenzionale e/o biologico permane l’incertezza produttiva.

    Per tante altre coltivazioni il problema esiste. Non si può essere liberi di coltivare OGM, ma, contemporaneamente, obbligare gli altri ad ottenere un prodotto che in parte sarà sicuramente OGM (come potranno questi agricoltori garantire le caratteristiche del prodotto finale? come potranno fare contratti a termine? ecc.).

    Se anche fosse possibile una “Coesistenza Tecnica”, esiste poi il problema della “Coesistenza economica”.

    Lettura consigliata.

    http://ogmbastabugie.blogspot.it/2013/01/con-la-coesistenza-gli-ogm-scacceranno.html

  21. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Allora il mais non ha problemi di flussi genetici interspecifici, li può avere a livello di tipo di mais che si vuol produrre, ma è assodato che 25 metri di barriera risolve il problema. Indipendentemente dal fatto che se usiamo il termine di inquinamento genetico non si sa dove si va parare. Esempio. Io ce l’ho a morte con la Monsanto non voglio che nemmeno un granulo di polline di sue varietà “inquini” cioè impollini il mio mais di una varietà XY di provenienza non Monsanto, cosa facciamo io coltivatore limitrofo devo assicurarmi che il flusso pollinico non avvenga? Ma stiamo ammattendo, facciamo divenire tutte le aziende agricole delle enclaves?

    Con la soia non esiste ne un problema di flusso genetico interspecifico che intercolturale.

    Con la bietola esiste un problema interspecifico, ma la beta marittima non si allontana più di 100 metri dal litorale, la prefioritura all’interno della varietà seminata è ormai molto vicina allo “zero” se non nulla. Esiste il problema della bietola ruderale, ma questa la varietà OGM che si semina è resistente ad un erbicida totale, la si fa morire diserbando perchè non ha il gene di resistenza, anzi la bietola OGM rr risolverebbe il grave problema di campi in questo caso “veramente inquinati” (qui il termine non è improprio come sopra) di bietole divenute malerbe o infestanti.

    Il problema di flusso genetico esiste nelle coltivazioni di colza.

    Prendiamo gli alberi da frutto OGM nessun problema di flusso genetico. esiste

    Mi si può dire perchè io agricoltore che semina colza devo privarmi delle altre piante geneticamente modificate che no hanno problemi di flusso genetico o è risolvibile con semplici accorgimenti agronomici che possono essere anche quello di seminare varietà viciniore con diverso ciglo di fiuoritura?

    Questa è Dittatura che tanto in gioventù ha illuso qualcuno.

  22. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    perchè il consumatore vuole l’etichettatura dei cibi OGM!

    Il problema non esisterebbe se non ci fosse l’obbligatorietà dell’etichettatura!

  23. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Caro OGMbb
    l’etichettatura prevede che tu debba etichettare solo se quel componente varca lo 0,9% del prodotto finale. Tu conosci i valori riscontrati dalla forestale di Pordenone quando è andata a campionare il mais nei campi confinanti a quelli di Fidenato (che non voleva fare un esperimento di coesistenza). Sai bene che ha trovato ZERO su 30 campioni.
    Se hai dimenticato la distanza tra il campo di Giorgio e quello del vicino, riguardati questa foto: http://www.salmone.org/pm-assoluzione-fidenato-mais-bt/
    Il problema non è l’etichettatura, ma i soldi che devono oliare la macchina amministrativa-gestionale. Nè tu nè noi abbiamo alcun vantaggio da questa condizione, ma nè tu nè noi abbiamo (ancora) voce in capitolo.

  24. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Nel caso di coesistenza con OGM che hanno il transgene nel nucleo, io, coltivatore convenzionale, che faccio un “contratto di conferimento” di mais che deve rientrare nella soglia dello 0,9%, come faccio ad essere sicuro di ottenere un mais con queste caratteristiche prima della semina?

  25. FrancescoPDNo Gravatar scrive:

    @OGM bb, non divaghi per cortesia, apra gli occhi e la mente prima di scrivere scemenze. Daccordo c’è il contratto che recita 0,9% soglia massima OGM, ma gli stessi, ripeto gli stessi, e glielo ribadisco ancora, gli stessi commercianti che richiedono questa clausola sono quelli che fanno arrivare in porto navi intere di mais e soia ogm da almeno 15 anni!
    Quindi facciamola finita con queste storie, perchè è l’agricoltore italiano che ce ne rimette, per colpa esclusiva di talebani del pensiero come lei. Inoltre se ci pensa bene, costringendo gli agricoltori a produrre male e poco non usando la tecnologia, costringe ad una produzione minore causando da qualche parte del mondo fame e ristrettezze, solo per il suo prurito di agricoltura bucolica.
    Comunque vedo che si da un grand da fare per imbrattare un sito che diffonde cultura in materia, come si sa ogni buon sito che urta la sensibilità delle menti vulnerabili, ha il suo buon trol.

  26. what is thisNo Gravatar scrive:

    francesco pd
    solo un fenomeno di furbizia come lei poteva darsi una simile zappa sui piedi

  27. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    In linea di principio io non sono contrario all’etichettaura, non tanto per un preteso senso di trasparenza, ma per le conseguenze che provocherebbe. Evidentemente parlo per l’Italia.

    Il consumatore si troverebbe di fronte scegliere; a causa del il battage pubblicitario che se n’è fatto, la maggioranza opterebbe per il Non-OGM. Si verificherebbero a mio avviso due scenari: 1° il produttore agroalimentare marcherà i suoi prodotti “contiene OGM” in tutti quei casi nei quali ha il dubbio e con ciò il non OGM diverrebbe un prodotto di nicchia ma con tanta domanda ( e qui le frodi aumenterebbero a dismisura). 2° I prezzi degli alimenti No-OGM salirebbero alle stelle e molta domanda resterebbe insoddisfatta sia per mancanza di merce che per mancanza di “portafoglio”, cioè il consumo non sarà partecipativo per usare una parola cara a Capanna.

    Gli agricoltori ben contenti cercherebbero di produrre NON-OGM e dovrebbero trovare le sementi che noi non produciamo. Evidentemente il mercato di fronte ad un’offerta pur sempre limitata farebbe lievitare i prezzi (con tanta felicità degli agricoltori), ma ciò si rifletterebbe sui prezzi al consumo ed ancora una volta i consumatori si vedrebbero discriminati.

    Ora uno scenario di questo genere l’ho prospettato alla COOP (che dice “la Coop sei tu”…) in uno scambio di lettere direttamente con il Dr. Tassinari a proposito della carne prodotta con mangimi esenti da OGM che tanto sbandiera, ma non dichiara autonomamente in etichetta producendo i relativi controlli da parte di terzi. Ho chiesto loro come fate a trovare la soia NO-OGM sufficiente per produrre tutta la carne che vendete? Loro mi risposero che avevano delle nicchie di produzione in Brasile (ma che vanno via via scomparendo) e hanno citato l’Ucraina come paese da esplorare se venisse meno il Brasile. Allora ho replicato: ma perchè andate a complicare le cose, in Italia si sono coltivate fino a 400.000 ha di soia, allora create una produzione italiana! gli agricoltori sono li a braccia aperte ad attendervi, però preparatevi a pagare la soia più cara perchè gli agricoltori italiani hanno smesso di coltivarla per i prezzi e soprattutto per la produttività (le varietà sono peggiorate piuttosto che migliorare).

    Sapete com’è andata a finire? si è interrotta la corrispondenza ed in Italia la coltivazione di soia è altalenante ma su livelli altamente insufficienti ai nostri bisogni. Così dicasi del mais, così dicasi del frumento, così dicasi delle bietole così dicasi del frumento duro, per l’orzo, per il pisello proteico…continuo?

  28. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Nessuno ha risposto alla mia domanda:

    Nel caso di coesistenza con OGM che hanno il transgene nel nucleo, io, coltivatore convenzionale, che faccio un “contratto di conferimento” di mais che deve rientrare nella soglia dello 0,9%, come faccio ad essere sicuro di ottenere un mais con queste caratteristiche prima della semina?

    Rispondo io: “Purtroppo non sono sicuro…..pertanto non farò “contratti di conferimento”……..abbandonerò il mais convenzionale…….coltiverò mais OGM.

  29. deborah piovanNo Gravatar scrive:

    Mi sembra che la risposta fosse gia’ chiara qualche post fa. Prego rileggere da Defez in giu’!

  30. roberto defezNo Gravatar scrive:

    E tanto per ribadire il concetto: c’era una vera e propria asta con numerosi compratori prontissimi ad acquistare sia il mais 100% OGM prodotto da Fidenato che quello 100% non-OGM prodotto dal suo vicino (sperando che quest’ultimo fosse in buona parte esente da micotossine perchè battezzato dalla vicinanza del mais Bt di Fidenato).
    Quindi caro OGMbb, se tu per caso avessi del mais oltre l’1% OGM andrebbe a ruba, non come adesso che lo devi svendere.
    E tanto per ricordarlo a tutti le sovvenzioni comunitarie si prendono anche seminando Mais Bt.

  31. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Caro Francesco PD,

    mi piace molto la tua definizione di “prurito di agricoltura bucolica”.
    Se mi permetti lo vorrei riusare ad una delle prossime occasioni

  32. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Roberto,

    se “stamo a scherzà” dimmelo che la finiamo subito.

    seminate……seminate…..così ci divertiamo

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