Ferruccio Ritossa è volato via

11 Gen 2014
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Aggiornato dopo la pubblicazione iniziale il 23/01/2014
È uscito sul Sole 24 Ore un articolo dedicato alla scomparsa di Ferruccio Ritossa.

Non molti lo conoscevano tra i non scienziati, ma era uno dei grandissimi padri della Genetica Italiana, tra i suoi allievi diretti e devoti Edoardo Boncinelli. Appassionato sostenitore degli OGM ed attivo a modo suo per quanto gli consentiva la malattia (Parkinson) che gli aveva distrutto il fisico ma non la testa. Molto istruttivi i suoi commenti su alcuni attuali docenti di genetica che erano stati suoi studenti e lui, come molti di noi, considerava non all’altezza della carica (come si capiva anche quando erano giovani).

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Nelle prima foto Ferruccio nel 1962 al microscopio mentre scopre il fenomeno dell’heat schock (un fenomeno che inspiegabilmente non gli e’ valso il Nobel). Una sua foto recente con alle spalle una delle sue opere di scultore di marmo ed ulivo, la sua attività degli ultimi 20 anni. Una foto di una doppia elica stilizzata del DNA in ulivo. Il testo della prima pagina di un articolo scientifico del 2012 in cui si celebra Ferruccio a 50 anni dalla scoperta del fenomeno dell’attivazione genica in risposta a shock termico.

Tutte da leggere le sue brevi note bibliografiche che ci richiamano tanti aspetti per cui ci manca molto: il padre buttato in foiba, la laurea in agraria e la tesi sulle api. Grazie Ferruccio.

Ferruccio Ritossa nasce a Pinguente (Pola) il 25 febbraio 1936 da padre macellaio e madre insegnante. Il padre italiano viene buttato in foiba nel 1944 e la madre fugge dall’Istria portando con se i tre figli di 12, 8 e 6 anni, Ferruccio è il secondo. La famiglia scampa alla guerra finendo a Pesaro dove Ferruccio va in un Istituto per vittime di guerra e poi studia come perito agrario. Nel 1954 frequenta all’Università di Bologna la Facoltà di agraria, dove si laurea con lode nel 1958 con una tesi sulle api. Nel ‘59 vince una borsa di studio per lavorare a Pavia dove è direttore Buzzati Traverso e dopo due anni a Pavia viene assunto nel CNR. Nel 1960 si sposa ed avrà tre figli. Nel 1962 inizia a lavorare all’LIGB di Napoli appena fondato da Adriano Buzzati Traverso con i gruppi di ricerca di Calef, Guerrini, Graziosi e subito dimostra il fenomeno dell’heat shock in Drosophila mostrando che i puff che si osservano al microscopio incorporano uridina e quindi sono accumuli di RNA.
Va negli Stati Uniti nel 1963 a lavorare sull’ibridazione in situ e poi va da Sol Spiegelman e Kim Atwood dove due mesi dopo descrive la correlazione tra organizzatori nucleolari ed rRNA. Torna poi all’IGB e nel 1969 inizia una scuola di Drosophila con numerosi allievi (Boncinelli, Graziani, Polito, Malva, e poi Furia, Gargano e La Mantia) dove vengono caratterizzati vari mutanti di Drosophila tra cui i mutanti bobbed e descritta la magnificazione. Su indicazione di Giuliana Boera, nel 1970 prende la libera docenza in Genetica ed inizierà a Bari una nuova scuola con vari allievi (Bozzetti, Caizzi, Caggese, Palumbo, Barsanti) per poi prendere la cattedra in Genetica. Si trasferisce a Bologna nel 1984 e nel 1990, stanco dei meccanismi universitari, decide di abbandonare l’Università e va in pensione. Dal 1992 diventa scultore utilizzando moltissimi materiali tra cui marmo ed ulivo, oltre che bronzo, alabastro, rame e terracotta. Ottiene il terzo posto assoluto al premio di scultura città di Limena (Padova) nel 2010.

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A Montecalderaro frazione di Castel S. Pietro riposa Ferruccio Ritossa. Domenica 19 gennaio potrebbe uscire una breve nota su Ferruccio sull’inserto Domenicale del Sole 24 ore.

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20 commenti al post: “Ferruccio Ritossa è volato via”

  1. Nicola PorroNo Gravatar scrive:

    Ho avuto la fortuna in qualità di studente di Scienze Biologiche presso l’Università degli Studi di Bari negli anni 1973 - 1975 di svolgere la mia tesi sperimentale in genetica con il Prof. Gioacchino Palumbo e sotto la ineguagliabile direzione dello scienziato Ferruccio Ritossa. Ho avuto quindi modo di apprezzare nell’arco di circa 2 anni le grandissime doti umane e di scienziato del grande Ferruccio, che mi hanno accompagnato per tutta la mia carriera di insegnante. Grazie Ferruccio, non ti dimenticheremo mai.

  2. vincenzo lopezNo Gravatar scrive:

    Professore RITOSSA, qui vieni ricordato come studioso, scienziato e professore universitario stimato ed amato da tutti. A me piace ricordarti anche per il Tuo impegno democratico e sociale profuso a Palese negli anni 70-80 insieme a Franco Selleri, che ti ha voluto precedere recentemente ed onorato dalla Università di Bari (mi auguro che anche Tu venga ricordato con un convegno) . Il Tuo sorriso, la Tua sensibilità, (non riesco a proseguire, la tristezza mi coglie).Ti sono profondamente grato per quello che mi hai dato, non Ti dimenticherò mai. Ciao, Ferruccio.

  3. Cadioli BeniaminoNo Gravatar scrive:

    Ferruccio ci ha lasciato troppo presto.

  4. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Oggi sono stato al funerale di Ferruccio con tutta la sua famiglia presente e l’impareggiabile moglie Gabriella. Ho fatto qualche foto col cellulare del luogo dove è ora Ferruccio e domani cerco di caricarle su questo post. Spero sia possibile pubblicare un breve ricordo di Ferruccio, vi informo se dovesse passare.

  5. cristina carloniNo Gravatar scrive:

    Ferro, che grande sei! Hai seminato tanto in me in quell’istituto a Bari..avere curiosità…non accontentarsi…perseguire un’idea…essere sempre un po’ folli, di quella pazzia che è gloria dell’uomo. Ora ti immagino viaggiatore curioso con tante cose ancora da scoprire. TVB e non ti dimenticherò mai, nemmeno quando imitavi la mia camminata! Ciao geniaccio, a presto…

  6. Claudia PiagnaniNo Gravatar scrive:

    caro Roberto assolutamente devi pubblicare un ‘ricordo’ come dicevi, io non lo conoscevo, sì è laureato….. quando sono nata. È un peccato che queste persone se ne vadano inosservate, non trovi?

  7. Cinzia CaliaNo Gravatar scrive:

    “Dai piccoli incidenti e dalle grandi intuizioni nascono le scoperte che cambiano la vita … “.

    GRANDE Ferruccio, geniale, arguto, innovatore , capace di stupire , uscire di scena , voltare pagina al culmine della propria gloria e rinascere con più forza di prima. Mi piace immaginarti in questo momento con l’occhio sornione, sorridere delle nostre fragilità, in attesa di riservarci ancora chissà quali altre sorprese.

    GRAZIE Ferruccio, rimarranno per sempre nel mio ricordo i tuoi insegnamenti, la tua ironia, la tua umanità.

    Cinzia Calia

  8. Simonetta RamiNo Gravatar scrive:

    Caro Ferruccio, tu sei importante come il bosone di Higgs, lui dona la massa alle altre particelle, tu doni agli altri la sostanza delle cose. Con le tue parole chiave, mi hai fatto comporre molti puzzle, aiutandomi a creare nuove connessioni tra i miei pochi neuroni.
    Grazie per avermi insegnato, per avere avuto fiducia in me, per avermi considerata un’amica, anche se faccio parte delle particelle piu’ piccoline. GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE…

  9. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Cara Claudia,
    pensa che non solo non ho mai lavorato con lui, ma nemmeno ne sono un erede indiretto in quanto il suo ex-laboratorio di Drosophila era quello di fronte a quello in cui ho fatto la tesi. Il “ricordo” ossia trenta righe dovrebbe uscire domattina sul Domenicale del Sole 24 ore, speriamo bene, e spero che vi piaccia.
    Mi auguro che tanti che lo hanno conosciuto di persona vogliano lasciare ricordi, aneddoti, episodi di vita vissuti con lui. Io comincio citandoti una mia esperienza personale. Succedeva circa 4 anni fa, noi eravamo a cena a casa mia ed avevo ospiti una coppia di amici che vivono a Parigi, lei italiana trapiantata li, lui francese puro, che parla pochissimo italiano. Ferruccio ci è venuto a trovare dopo cena mentre eravamo ancora a tavola. Abbiamo una porta finestra sul giardino che in estate e’ sempre aperta e Ferruccio e’ entrato da quella porta-finestra apparendo dalla semi-oscurità. Mi sono alzato per accoglierlo e per presentargli i commensali. Abbiamo parlato per mezz’ora, poi come era arrivato e’ andato via.
    L’amico francese non lo aveva mai visto prima, dubito abbia capito anche parte dei discorsi che abbiamo fatto che riguardavano sopratutto le vicende napoletane del LIGB della fine del 1969, ma sopratutto l’amico francese e’ un grafico sposato da una grafica, quindi non ne sanno nulla di ricerca scientifica, di Drosophila, del DNA o di qualunque cosa per cui Ferruccio puo’ esercitare una autorita’ o un fascino particolari.
    Quando Ferruccio e’ andato via l’amico francese mi ha chiesto riservatamente chi era quel signore da cui era rimasto molto colpito e non ha atteso la mia risposta, mi ha spiegato subito perche’ me lo chiedeva. Mi ha detto che quando e’ entrato dalla porta finestra ha avuto la sensazione che era entrato Master Yoda, sai il nanetto verde di Guerre Stellari, perche’ mi diceva che aveva sentito entrare non una persona ma una energia che emanava da quella persona e che si irradiava attorno a lui occupando molto piu’ che il solo spazio del suo corpo.
    La cosa mi ha sempre molto colpito proprio perche’ veniva da una persona che non poteva essere influenzata dalla conoscenza scientifica di Ferruccio.

  10. Claudia PiagnaniNo Gravatar scrive:

    Roberto l’hai scritto tu il trafiletto de ‘Il Sole 24 ore’?L’ ho condiviso con i miei amici in FB. Da quello che descrivi nella nota sopra mi dispiace nn averlo conosciuto. Ciao un caro saluto Claudia

  11. cristina carloniNo Gravatar scrive:

    Cara Claudia ho perso l’articolo del Sole, c’è modo che tu possa caricarlo qui? Oppure mandamelo per favore cm messaggio su FB! Grazie mille!

    A te Roberto voglio confermare la sensazione del tuo amico grafico…Ferro emanava qst energia della quale ci permeava, in realtà molti di noi dell’istituto (di genetica a Bari)erano satelliti intorno a lui,io compresa, ma ci sentivamo importanti, perchè con quello sguardo curioso della nostra interiorità, lui ci faceva credere fosse così.
    Su di lui voglio aggiungere che conservo gelosamente una lettera in cui affermava di aver osservato un minuto di silenzio per la morte di mia madre, era il natale 2000…

  12. Gianfranco TucciNo Gravatar scrive:

    Ho appreso solo qualche giorno fa della scomparsa di Ferruccio. Si può parlare di “scomparsa”? Uno come lui non scompare, rimane nelle cose e nelle persone. Noi ci siamo frequentati poco e conosciuti tardi, ma il feeling è stato immediato. E’ grazie a lui che mi sono appassionato all’rDNA nei vegetali, insieme a Ilio De Dominicis e Fabio Maggini, come strumento di studio dei rapporti filoevolutivi tra le specie. L’ultima volta che ci siamo visti è stato per un convegno qui a Viterbo a commemorazione della scomparsa prematura di Fabio. Ci siamo promessi di rivederci presto e di andare ad “ingaglioffire” in un osteria dell’Appennino di cui mi vantava l’atmosfera. Non l’abbiamo fatto, ma lo faremo appena possibile, tanto i nostri discorsi, iniziati, non li abbiamo mai chiusi, ma li abbiamo sempre ripresi dove li avevamo lasciati. Ciao Ferro!

  13. raffaello ravalleseNo Gravatar scrive:

    Caro Vincenzo(Lopez),
    ho letto il tuo commento.Voglio dire a te,come agli altri amici di Bari,che
    mercoledi 15 scorso,tra le nebbie di Montecalderaro,in occasione della cerimonia di commiato,mi sono assunto l’onere/onore di salutare Ferruccio anche a nome degli amici di Bari.Non ho fatto espressamente riferimento,come tu opportunamente fai,al suo grande impegno civile,ma ho ricordato quel periodo,il mare di Palese etc.Ancora un grato saluto a Ferruccio ed anche a tutti coloro che lo salutano da questo sito.

  14. Vito Di TuriNo Gravatar scrive:

    Ho appreso con immenso dispiacere della Sua morte. E’ stato il mio direttore all’Istituto di Genetica di Bari. Lo ricordo sempre come una Persona unica, generosa, disponibile sempre verso tutti: un Grande sia come studioso che come uomo.
    Mi ritengo fortunato di averlo conosciuto e di essere stato un suo collaboratore.

  15. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Trovo molto triste che i rimpianti vengano da Bari e Napoli e non da Bologna

  16. luca debellisNo Gravatar scrive:

    Mi resta il ricordo indelebile di un grande e umanissimo docente, grande scienziato, pregiato e sensibile artista.
    Grazie per aver lasciato un segno nella nostra vita!

  17. Franca TommasiNo Gravatar scrive:

    Ho avuto la fortuna, in qualità di studente di Scienze Biologiche presso l’Università degli Studi di Bari negli anni 1973 - 1977 di avere Ferruccio Ritossa come professore di Genetica. Del suo corso ricordo la passione per ciò che comunicava e l’impegno con il quale si dedicava agli studenti fuori dall’orario di lezione. Ricordo numerosi giorni in cui passava la pausa pranzo discutendo con gli studenti del corso i lavori che avevano fatto la storia della Genetica e che voleva che tutti gli studenti leggessero direttamente dalle riviste. Ci teneva che lo studente capisse cosa ci fosse dietro quanto riportato dai libri di testo e quanto didattica e ricerca fossero legate l’una all’altra.
    Non lo dimenticherò mai.

  18. franca giglianiNo Gravatar scrive:

    mi rattrista molto che nessuno dei drosophilisti di Roma abbia sentito la necessità non dico di essere presenti al funerale di Ferruccio, ma di far sentire la loro voce per esprimere gratitudine e affetto per un grande scienziato come Ritossa

  19. Vincenza DolceNo Gravatar scrive:

    Ho avuto il piacere di conoscere Ferruccio Ritossa prima da studentessa dell’Università di Bari, che lezioni ragazzi! seguire le sue lezioni e innamorarsi della genetica era tutt’uno. Poi ho conosciuto Ferruccio come direttore dell’istituto di genetica in cui ho svolto la mia tesi laurea che dire ancora oggi mi trovo a raccontare a studenti e colleghi l’uomo straordinario che era e rimarrà sempre nel ricordo chi ha avuto la fortuna di conoscerlo

  20. Michele BaroneNo Gravatar scrive:

    Apprendo con molto ritardo la scomparsa di Ferruccio.Mi dispiace molto.
    Condivido quanto gia’ scritto da Vincenzo Lopez sulle attivita’ svolte da lui e sua moglie con quella di Franco Selleri a Palese ed intorni.
    Mi introdusse,giovane studente in Fisica alla genetica ed alla critica dei dogmi di sinistra,come quello di T.D. Lysenko.

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