…e Galan potrebbe volersi togliere qualche sassolino dalle scarpe

30 Giu 2011
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Nuova udienza al processo a Fidenato che ha la sua vera pena nel processo stesso e nel sequestro cautelativo dei beni. Il carro davanti ai buoi o la pena prima del processo.

Leggi: Processo OGM: Giorgio Fidenato vuole Galan come testimone

1 commento al post: “…e Galan potrebbe volersi togliere qualche sassolino dalle scarpe”

  1. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Ma non è sufficiente constatare che la coltivazione e il consumo di piante geneticamente modificate non hanno provocato nessuna delle catastrofi, non che sono state annunciate prima. bensì dopo l’inizio delle semine di PGM.

    Dal 1996 (sono passati ben 15 anni) le superfici coltivate con tali piante corrispndono a 900.000.000 di ettari (tuti compresi) e nel solo 2009 sono stati 134.000.000 di ha.

    Vogliamo passare in rassegna qualcuno dei rischi potenziali che hanno fatto oggetto di controversia?

    Le PGM diverrebbero delle SPECIE INVASIVE

    L’invasività di una specie non è una cosa nuova (coniglio in Australia, mimosa nel sud della Francia, robinia in Italia ecc.). Tuttavia di fronte alla contestazione, oltre a far notare che dopo 15 anni niente di ciò è capitato, vi sono molte argomentazioni per dimostrare che il rischio è poco serio.
    La principale è che all’atto della domanda della semina in luogo aperto di una PGM una commissione competente deve valutare il rischio di propagazione incontrollata. Ad esempio in Francia la domanda per piante di colza e di bietola GM sono state rifiutate, mentre sono state autorizzati dei mais GM. Tuttavia è bene si sappia che queste decisioni prese dai singoli Stati sono illegali dal punto di vista del diritto comunitario. Ultima considerazione: se in 15 anni non si è verificato nessun inconveniente laddove si sono seminate le PGM significa che queste commissioni hanno ben agito, o no?

    Le PGM modificano gli EQUILIBRI TRA SPECIE ANIMALI, VEGETALI E MICROBICHE.

    In altri termini si può dire che modificano la BIODIVERSITA’.
    Si sono eseguiti studi ed il più significativo è uno studio condotto in Inghilterra per cinque anni (Firbank et al 2003, 2003). Esso mostra semza ambiguità che sono le pratiche colturali rese possibili dalle PGM che modificano la biodiversità e non le PGM per se stesse. Sono le pratiche agricole quindi a dover essere prese in considerazione, come d’altronde lo era già (e lo è) con le coltivazioni convenzionali. L’agricoltura tutta è un attentato alla biodiversità, si tratta o di abolire l’agricoltura o trovare soluzioni di equilibrio. Nessuno disconosce che in certi periodi passati questa ricerca di equilibrio è stata messa sotto i tacchi delle scarpe, si tratta di recuperarla, ma sicuramente non è abolendo solo le PGM che l’equilibrio è preservato.

    Le PGM costituirebbero un INQUINAMENTO GENETICO per le coltivazioni e gli ecosistemi.

    Nessuno nega che il polline può disseminare geni. Il problema si è già posto nelle coltivazioni convenzionali ( mais giallo e mais dolce, produzione di sementi e impollinazioni non volute) ma delle soluzioni d’isolamento sono state trovate. Si è arrivati a dire che si tratta di una minaccia mondiale sulla biodiversità indigena (Greepeace). Evidenetemente il problema si pone solo in presenza di un centro di diversificazione, ma questi sono già ben identificati e non sono numerosi.
    D’altre parte si tratta di isolare le coltivazioni. Si è detto che il polline può volare per chilometri, innazitutto dipende dal peso e poi non è interessante sapere fin dove varriva, ma se vi arriva vitale.
    In media dopo due ore, in funzione dell’umidità atmosferica, il polline perde di vitalità e non feconda più. Vi è però una contraddizione di fondo, si coltivano piante PGM che producono sostanze medicamentose, ora nessuno osa contestarne l’interesse di queste piante anzi sono auspicate, però il pericolo che queste piante contaminino delle piante alimentari esiste, eccome! Perché non si grida all’attentato alla biodiversità anche in questo caso.

    E’ ora che prevaga l’idea che qunado si discute di PGM e si affrontano le problematiche suddette non si può tutto accomunare, ogni PGM ha la sua individualità ed è su questa che bisogna confrontarsi e non sulla categoria intera. Non fare questo è solo qualunquismo.

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