Fidenato stravince alla Corte Europea

23 Mag 2013
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imgresChi può semini perché non esiste legge che lo vieti o notifiche dovute, la clausola di salvaguardia non esiste e non sono stati fatti i piani di coesistenza. Meglio aspettare la fine delle piogge e seminare un mais sano e che farà buon reddito visto che ci sono forti danni al mais nazionale causati dalle piogge.

Ordinanza della Corte Europea di Giustizia, Lussemburgo


Procedimento principale e questioni pregiudiziali

Dalla decisione di rinvio risulta che il sig. Fidenato è imputato dinanzi al Tribunale di Pordenone per avere messo a coltura durante la primavera del 2010 una varietà di mais geneticamente modificata, ossia la varietà MON 810, senza avere ottenuto l’autorizzazione prevista dall’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 212/2001.

Con provvedimento del 1° aprile 2011, il Tribunale monocratico di Pordenone ha disposto, a titolo provvisorio, il sequestro preventivo di tutti i beni costituenti l’azienda del sig. Fidenato, ritenendo configurabile il fumus della contravvenzione contestatagli.

il Tribunale di Pordenone ha deciso di sospendere il giudizio e di sottoporre alla Corte le seguenti questioni pregiudiziali:

«1)      Se l’autorizzazione prevista dall’art. 1, comma 2, d. lgs. 24 aprile 2001, n. 212, nel significato attribuitole dalla giurisprudenza nazionale, sia compatibile o contrasti con la complessiva disciplina di cui alla Direttiva CE n. 18 del 2001;

2)      in particolare, qualora lo Stato membro subordini le coltivazioni di OGM ad autorizzazione specificamente volta a tutelare il cd. principio di coesistenza, se tale precipua autorizzazione sia necessaria anche per gli [OGM] già iscritti nel catalogo comune».

Con le sue questioni, che occorre esaminare congiuntamente, il giudice del rinvio intende sapere, in sostanza, se il diritto dell’Unione debba essere interpretato nel senso che la messa in coltura di OGM quali le varietà del mais MON 810 può essere assoggettata a una procedura nazionale di autorizzazione quando l’impiego e la commercializzazione di tali varietà sono autorizzati ai sensi dell’articolo 20 del regolamento n. 1829/2003 e dette varietà sono state iscritte nel catalogo comune previsto dalla direttiva 2002/53. Esso chiede inoltre se l’articolo 26 bis della direttiva 2001/18 debba essere interpretato nel senso che consente a uno Stato membro di opporsi alla messa in coltura sul suo territorio di tali OGM per il fatto che l’ottenimento di una siffatta autorizzazione nazionale costituirebbe una misura di coesistenza diretta a evitare la presenza involontaria di OGM in altre colture.

A tale proposito è pacifico che l’impiego e la commercializzazione di sementi delle varietà del mais MON 810 sono autorizzati su un duplice fondamento (sentenza Pioneer Hi Bred Italia, cit., punto 57).

Essi sono autorizzati in quanto le varietà di cui trattasi costituiscono «prodotti esistenti» ai sensi dell’articolo 20 del regolamento n. 1829/2003. L’impiego e la commercializzazione di sementi delle varietà del mais MON 810 sono autorizzati altresì perché tali varietà sono state iscritte nel catalogo comune disciplinato dalla direttiva 2002/53 (sentenza Pioneer Hi Bred Italia, cit., punti 58 e 59).

Nella citata sentenza Pioneer Hi Bred Italia, la Corte ha dichiarato che la messa in coltura di OGM quali le varietà del mais MON 810 non può essere assoggettata a una procedura nazionale di autorizzazione quando l’impiego e la commercializzazione di tali varietà sono autorizzati ai sensi dell’articolo 20 del regolamento n. 1829/2003 e le medesime varietà sono state iscritte nel catalogo comune previsto dalla direttiva 2002/53.

Al contrario, un divieto o una limitazione della coltivazione di tali prodotti possono essere decisi da uno Stato membro nei casi espressamente previsti dal diritto dell’Unione. Fra tali eccezioni figurano, in particolare, le misure di coesistenza disposte ai sensi dell’articolo 26 bis della direttiva 2001/18, disposizione applicabile alle varietà del mais MON 810 sebbene queste ultime siano autorizzate ai sensi dell’articolo 20 del regolamento n. 1829/2003 e iscritte nel catalogo comune in applicazione della direttiva 2002/53 (sentenza Pioneer Hi Bred Italia, cit., punti 60, 70 e 71).

Per quanto riguarda l’articolo 26 bis della direttiva 2001/18, la Corte ha dichiarato che tale disposizione può dar luogo a restrizioni, e perfino a divieti geograficamente delimitati, solo per effetto delle misure di coesistenza realmente adottate in osservanza delle loro finalità (sentenza Pioneer Hi Bred Italia, cit., punto 75).

Nella citata sentenza Pioneer Hi Bred Italia, la Corte ha statuito che detta disposizione non consente a uno Stato membro di opporsi in via generale alla messa in coltura sul suo territorio di OGM quali le varietà del mais MON 810 nelle more dell’adozione di misure di coesistenza dirette a evitare la presenza involontaria di OGM in altre colture.

Il giudice del rinvio solleva ora la questione se la procedura nazionale di autorizzazione applicabile alla messa in coltura di varietà del mais MON 810, autorizzate ai sensi dell’articolo 20 del regolamento n. 1829/2003 e iscritte nel catalogo comune in applicazione della direttiva 2002/53, possa costituire essa stessa una misura di coesistenza ai fini dell’articolo 26 bis della direttiva 2001/18, in quanto sarebbe specificamente volta a tutelare il principio di coesistenza.

A tale questione va data risposta negativa.

Per questi motivi, la Corte (Nona Sezione) dichiara:

Il diritto dell’Unione dev’essere interpretato nel senso che la messa in coltura di organismi geneticamente modificati quali le varietà del mais MON 810 non può essere assoggettata a una procedura nazionale di autorizzazione quando l’impiego e la commercializzazione di tali varietà sono autorizzati ai sensi dell’articolo 20 del regolamento (CE) n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 settembre 2003, relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati, e dette varietà sono state iscritte nel catalogo comune delle varietà delle specie di piante agricole previsto dalla direttiva 2002/53/CE del Consiglio, del 13 giugno 2002, relativa al catalogo comune delle varietà delle specie di piante agricole, come modificata dal regolamento n. 1829/2003. L’articolo 26 bis della direttiva 2001/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 marzo 2001, sull’emissione deliberata nell’ambiente di organismi geneticamente modificati e che abroga la direttiva 90/220/CEE del Consiglio, come modificata dalla direttiva 2008/27/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 marzo 2008, dev’essere interpretato nel senso che non consente a uno Stato membro di opporsi alla messa in coltura sul suo territorio di detti organismi geneticamente modificati per il fatto che l’ottenimento di un’autorizzazione nazionale costituirebbe una misura di coesistenza volta a evitare la presenza involontaria di organismi geneticamente modificati in altre colture.

Leggi: Culture OGM, Italia sconfessata;

Leggi: Battaglia vinta, ma deluso dalla giustizia Italiana

64 commenti al post: “Fidenato stravince alla Corte Europea”

  1. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Ma guarda lo sapevo io fin da principio che non sono un giudice e il giudice di Pordenone non lo sapeva o meglio non si è peritata di studiare le leggi vigenti, ma ha dovuto andare a ripetizione.

  2. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    guidorzi….Santo subito!

    Ho visto in un blog di dario che non perdi il vizio di offendere. Hai cominciato subito ad offendere una povera Sara che si era semplicemente affacciata al blog…

    http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2013/05/06/consigli-di-lettura-a-beppe-grillo-e-al-ministro-de-girolamo/comment-page-2/#comments

  3. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    La devi però raccontare tutta affibchè la gente possa giudicare.

    La Sara rivolta a Dario afferma:

    “”"”"……Mi hai chiesto cosa intendo io per biodiversità. Ho indagato su internet e credo che il problema maggiore sia quello legato al fatto che le piante OGM derivano da poche cellule trasformate, per cui il patrimonio genetico è fortemente ridotto.”"”"”

    Al che io non potevo non rispondergli:

    “”"”"Sara

    Mi dispiace ma se hai tratto dalle tue letture quanto hai scritto sotto

    “che le piante OGM derivano da poche cellule trasformate, per cui il patrimonio genetico è fortemente ridotto.”

    dubito che tu abbia le conoscenze per capire quanto leggi

    Circa la biodiversità ti rispondo con questa considerazione:

    la vita sul pianeta non finisce con noi e neppure è possibile stabilizzarla per renderla immutabile. L’evoluzione sta preparando la biodiversità di domani ed il futuro sarà sicuramente diverso.

    cio è confermato dal fatto che nei milioni di anni trascorsi la biodiversità è sempre cambiata e la stessa cosa sarà in futuro. Non puoi fermare il sole e così non puoi fermare l’evolversi della biodiversità.”"”"”

    Sara si è ritenuta offesa, al che io le ho risposto precisando:

    “”"”Sara no, non è un’offesa è solo una constatazione.

    Ma ti rendi conto di quello che hai scritto? Hai scritto una cosa che biologicamente è una bestemmia e che grida vendetta al cospetto di quanto la scienza ha scoperto.

    Il tratto OGM è un solo gene ed è immesso in una varietà di una specie agraria composta da migliaia di migliaia di altri geni, la quale è stata migliorata con metodi di genetica classica e che porta in se tutta la variabilità che la specie ha generato nei millenni.

    Dimmi su: dove sta il ridotto patrimonio genetico?

    Anzi per tua norma è regola esso è aumentato perchè il gene che è stato trasferito non era compreso nel genoma della pianta e con i sistemi di genetica classica non l’avresti mai introdotto, oppure,se cisgenetico, lo avresti potuto introdurre ma ne avresti colto i frutti fra 10 anni se tutto andava bene.

    Te ne accorgi o no che per discettare su questioni di genetica molecolare occorre saperne, evidetemente se non capisci bene ciò di cui si discute puoi si trarre giudizi ma esprimerli solo quando ne sei sicura, oppure esprimerli in forma interrogativa e tutti noi saremo disposti a chiarirti le idee … se apri il cervello però”"”"”.

    Lascio agli eventuali lettori il giudizio se ho offeso, al massimo non sono stato “dolcissimo”, ma non è nel mio carattere.

  4. Flavio MasiNo Gravatar scrive:

    Cari attivisti,
    non so se questo post sia opportuno e di certo non mi offenderò se la moderazione lo cestinerà. Segnalo un post di un blog del Fatto quotidiano dove, in coda, si parla anche della sentenza della corte europea. Nel mio piccolo ho scritto un breve commento, spero senza troppe castronerie. Un vostro intervento sarebbe forse utile per fornire interessanti argomenti di discussione.
    Ecco il link:
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/23/lacqua-calda-del-biologico-pesticidi-e-ogm/603541/

  5. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Flavio Masi

    Il dibattito su Fatto Quotidiano è impossibile, sei solo aggredito, non che ciò mi metta in crisi, ma evito perchè con certa gente è meglio evitare di colloquiare perchè ti esasperano e ti portano a trascendere.

    Quando un giornalista per dimostrare il suo assunto cita fantomatici studi (non ben citati in bibliografia) e le sue deduzioni sono disseminate da tanti “sembra” e tanti “pare” si squalifica da solo e fa venir meno la credibilità dell’articolo e anche delle sue fonti.

    Se avrai costanza di rimanere su questo blog forse il curatore Dr. Defez troverà interessante da proporre ai lettori un resoconto della situazione che vive il biologico in Francia con le tante contraddizioni che emergono e della difficoltà che vive questo modo di produrre.

    Al giornalista quindi risponderò con i dati di fatto che sono contenuti nella nota

  6. Roberto DefezNo Gravatar scrive:

    Ora funziona il link alla sentenza

  7. Flavio MasiNo Gravatar scrive:

    Alberto Guidorzi

    Capisco il suo punto di vista. Il sito del Fatto è molto frequentato e con pochi filtri; capita di trascendere, purtroppo, e anche di scrivere qualche idiozia - parlo per me, sia chiaro.
    salmone.org, comunque, lo seguo, anche se non tutto è alla mia portata; leggerò con interesse il resoconto del Dr. Defez.

  8. VitangeloNo Gravatar scrive:

    Anch’io sono rimasto sconcertato dalla lettura dell’articolo sul Fatto Quotidiano. Purtroppo, malgrado tutta la discussione scientifica sugli argomenti trattati e i limiti che ogni coltivazione mostra -e che pertanto richiede di aggiustamenti continui da quando mondo è mondo, come si suol dire- c’è chi pretende di affrontare i problemi, diversissimi, con…. l’accetta. Abbiamo discusso molte volte su questo sito di resistenze genetiche in tutti i loro aspetti pratici ed altamente scientifici e tutte le risoluzione dei diversi casi che spesso hanno bisogno di tempo per essere attuate. E’ tanto difficile far capire che anche in agricoltura non siamo all’anno zero e che abbiamo avuto - e ancora abbiamo, per fortuna- una grande scuola di agronomia qui da noi che non va mortificata con l’approssimazione dello sprovveduto e finanche con la negazione della sua stessa esistenza. Personalmente, resto sempre più scandalizzato dal fatto che vengono finanziate ricerche su argomenti sui quali si sa quasi tutto da decenni o, comunque, si hanno sufficienti informazioni per affrontare seriamente i problemi. Sono risorse sottratte all’innovazione e alla risoluzione di nuovi problemi. E ce ne sono tanti di nuovi ed interessanti.
    Poi c’è una considerazione di ordine giornalistico generale. Che credibilità può continuare ad avere un giornbalista considerato bravo che scrive certi articoli? E di conseguenza, che fine fa la credibilità verso il giornale che pubblica certe cose e in quel modo? Ovviamente ci perdono sia il giornale che il giornalista. E non è bello per niente per chi come me legge almeno un quotidiano da oltre sessant’anni! Perdere la fiducia in un giornale o in un giornalista è quasi un lutto per un attento lettore. Ora, stiamo criticando i Senatori nostrani per la discussione sugli OGM e poi leggiamo certe cose sul Fatto che critica, aspramente e fa bene, i nostri politici! A chi credere? E’ vero che non voto più per le tante delusione accumulate con la mia parte politica (la sinistra per chi non lo sapesse!!), ma in certi giornali e giornalisti come cittadino voglio continuare a credere.

  9. A come agricolturaNo Gravatar scrive:

    Il problema del giornalista del Fatto è che ha ripreso le informazioni del progetto Bioqualia presenti sul sito del ministero dell’agricoltura
    http://www.aiol.it/contenuti/attualita/attività-ministero/cra-dal-progetto-bioqualia-nuove-indicazioni-le-produzioni-bi
    in cui c’è proprio scritto: la frutta biologica tende ad avere un maggior presenza di vitamina C e, nel caso dei frutti a bacca, un più elevato contenuto di composti fenolici rispetto alla convenzionale; gli ortaggi biologici tendono a mostrare una concentrazione superiore di carotenoidi; per quanto riguarda latte e derivati, i prodotti ottenuti da animali allevati con il sistema biologico sembrano più ricchi in acidi grassi polinsaturi e acido linoleico coniugato, sostanze dalla rilevante azione preventiva verso numerose patologie (ad es. quelle cardiovascolari).
    Al contrario, i prodotti OGM tendono ad essere tossici e sembrano nocivi per l’ambiente.

  10. A come agricolturaNo Gravatar scrive:

    Ovviamente l’ultma frase è la mia sintesi del dibattito al Senato.

  11. Flavio MasiNo Gravatar scrive:

    Vitangelo

    Capisco di essere OT, che qui ci sono argomenti più seri di cui discutere, ma, a mio avviso, il sito del Fatto va preso come un contenitore un po’ schizofrenico dove si trova di tutto un po’ (be’, non proprio tutto tutto). Per cui si va - dovrei dire andava, purtroppo - dai post dell’ottimo Bressanini a quelli, manifestamente incongruenti, di sedicenti luminari. Insomma, la garanzia di qualità non c’è proprio.

  12. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Flavio,

    mi dispiace dissentire……”ottimo bressanini”….dove? in quale film?
    Quello che Lei chiama ottimo è uno che banna dalla discussione quelli che non la pensano come lui, che sfarfalla in giro un sacco di (parolaccia a scelta del lettore). Per esempio afferma che:

    - al di là della modificazione genetica null’altro cambia nella pianta trasformata, quando ci sono degli studi che affermano che il mais Bt ha un maggior contenuto di lignina di quello isogenico…..il pomodoro arricchito di vitamina A ha un minor contenuto di licopene, ecc.;

    - la coesistenza tra OGM e convenzionale è possibile……dove? in quale film? in relazione al fatto che il transgene è inserito nel nucleo, il polline si porta in giro per il mondo la modificazione genetica, con tutto ciò che ne consegue;

    - ecc…….ecc….

    “W la clausola di salvaguardia”

  13. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    W la Corte suprema europea che per lo meno sa leggere le leggi e trovare quelle che ci sono….non come a Pordenone.

    Vedremo dove va a finire la Clausola di salvagurdia, ci arriverà questo giudizio: “Ma siete proprio degli incapaci e degli italiani, nel senso deteriore del termine”

  14. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    A come agricoltura

    Torno a ripetermi, ma che validità scientifica ha il verto “tende” o “sembra”. Su siamo seri se un giuornalista non riesce a capire che la notizia soacciata con un sembra o con un tende è solo malainformazione, perchè rivolta ad un pubblico che si sa sorvola sull’indeterminatezza insita nella notizia e accetta la notizia come vera.

    Il Lavoro dell’INRAN lo sappiamo è targato basta leggere il quache scritto di Monastra portata in palmo di mano da Slowfood, ha fatto oggetto di una validazione? Certamente no perchè se scrivi “tende” o “sembra” le buttano nel cestino. Io posso anche dire che una pianta tende ad andare nella direzione contraria al sole, perchè ne ho vista una storta verso Ovest, ma con ciò non infirmo il principio dell’eliotropismo e quindi se lo deduco mi dicono semplicemente: ma sei matto?”

  15. VitangeloNo Gravatar scrive:

    Bella l’immagine del polline, che come un aereo, si porta in giro per il mondo la modificazione genetica! Peccato che i pollini sono aerei che …cadono subito sopo il decollo (anche quando a decollare sono api e insetti pronubi!)!!!
    Ah, dimenticavo. W Bressanini!

  16. franco NulliNo Gravatar scrive:

    Qui possiamo dirci di tutto e di di più.
    Possiamo plaudere e gioire per la sentenza favorevole all’amico Fidenato, possiamo anche seminare mais OGM, ma la tristezza é che il sentir comune, anche a livello parlamentare, é nella direzione dell’oscurantismo.
    Prendo atto che, malgrado le energie che stiamo impiegando, la caccia alle streghe sta avendo il sopravvento.
    Medioevo agricolo!
    I cultori del Km zero, i sostenitori del biologico, gli amici del mercatino degli agricoltori (quali agricoltori? io non ne conosco), gli studenti e i docenti dell’Università di Pollenzo (ne conosco purtroppo alcuni), i nostalgici del “contadino con le scarpe grosse e il cervello fino” hanno vinto o stanno vincendo.
    I media ascoltano solo loro e la scienza e l’esperienza possono andare tranquillamente a farsi benedire.
    Il PIL agricolo italiano insieme al suo indotto a monte e a valle, uno dei pochi che non é in drammatica decrescita, comincerà presto a fare i conti con l’economia globale e …ciao.
    Noi agricoltori ci trasformeremo, visto che siamo poliedrici ed adattabili, in gestori del verde pubblico (sempre che qualcuno ci paghi) o in idraulici, elettricisti, piastrellisti etc.
    Siamo bravi in tutti questi campi. E’ una vita che abbiamo imparato ad arrangiarci e continueremo a farlo.
    Lasciamo agli altri, ai soloni di Geneticamente, ai fanatici del biologico, agli amici del Km zero di curare il nostro (loro!) territorio.
    Io personalmente smetterò di piegare la schiena per curarmi dei fossi della mia azienda da cui dipende l’assetto idrico (un pezzetto dipende da me) del sud Milano.
    Ci vediamo in qualche ospedale, se ci saranno ancora, col Chinino in mano dopo che sarà tornata la malaria insieme alle paludi nella bassa milanese.
    Un saluto a tutti

    Franco

  17. thomasNo Gravatar scrive:

    Scusate, a parte che in discussione non è la ricerca per sè (che comunque è assente) sulle piante transgeniche, ma il fatto che le varietà transgeniche sono le solite 4 da 20 anni e in mano alle multinazionali, e già questo mi basterebbe a rivedere il tutto, ma e mi riferisco specie a Guidorzi visto che fa il genetista, allora
    Giattanasio, che fa il genetista, è un invasato quando dichiara:

    “Le varietà sono il frutto di un processo di selezione che avviene all’interno dei geni della stessa pianta. Nel caso degli OGM, vengono introdotti dei geni esterni, rompendo la catena armonica che sta alla base del DNA. E di questa rottura, delle “disarmonie” che porterà non si sanno gli effetti. Nè sulle piante, nè sulla salute delle persone che si nutrono di questa pianta.”

    saluti
    Thomas

  18. franco mistrettaNo Gravatar scrive:

    Nella mia entusiastica adesione alle biotecnologie in generale ho un dubbio e chiedo lumi agli esperti: una pianta modificata per resistere agli insetti permette di usare meno insetticida, ma una pianta modificata per resistere agli erbicidi non rischia di spingere a un uso più massiccio di questi ultimi?

  19. franco NulliNo Gravatar scrive:

    @Franco Mistretta
    No.
    Prendi la soia RR. Con una passata di Roundup in postemergenza elimini tutto quello che da fastidio alla soia.
    Nella coltivazioe con pianta tradizionale utilizzi 2 p.a. in preemergenza (dicotiledoni e graminacee) e almeno altri 2 trattamenti in postemergenza in funzione di quello che ti é scappato con il primo trattamento.
    Il bilancio dell’utilizzo dei diserbanti é sicuramente a favore dell’OGM.
    Qualcuno sicuramente risponderà che ci troveremo di fronte a resistenze delle infestanti al Glifosate per questa ragione.
    Falso anche questo.
    Il Glifosate lo utilizzeremmo comunque prima delle lavorazioni che tanto vanno di moda e che sono anche sovvenzionate dalla EC.
    E quindi se le infestanti, come logico, piano piano imparano a combattere il loro nemico non é per causa/colpa dell’OGM.
    Parlo della minima lavorazione (non si arano più i terreni, ma si utilizzano delle lavorazioni appunto “minime” prima della semina che richiedono campi sufficientemente puliti, con erbe invernali neutralizzate, morte: neutralizzate appunto con Glifosate.

    Franco

  20. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Franco Mistretta

    L’uso delle piante resistenti geneticamente al glifosate offrono due vantaggi:

    1° Semplificano la lotta contro le malerbe, sia per tecniche più semplici (le miscele che ti ha indicato franco implicano almeno due passaggi e l’adeguamento delle miscele alla popolazione floristica) che per tempi e costi minori
    2° Limitano l’uso dei principi attivi da usare.

    E’ dunque un grande vantaggio, ma un buon agricoltore deve sapere che la lotta alle mal’erbe si deve fare nell’ambito di una rotazione e che ormai esistono OGM resistenti ad altri principi attivi (es glufosinate) q quindi vanno intervallati i trattamenti. Inoltre nessuno impedisce che un anno si possa ritornare ai vecchi diserbi.

    Qual’è lo scopo di tutto ciò: quello di ritardare l’insorgenza di malerbe resistenti che sono inevitabili a qualsiasi livello e meno male che è così altrimenti si che la biodiversità ne risentirebbe. Tu capisci che se queste malerbe mi insorgono dopo tre o quatto anni che diserbo sempre con glifosate è un problema, mentre se mi insorgono dopo 10 anni pecchè ho alternato i principi attivi dispoinibili il loro insorgere non potrebbe più essere un problema perchè nel frattempo posso aver trovato il principio attivo che risolve il problema delle malerbe.

    E’ questa l’agricoltura ecocompatibili che bisogna far applicare non certo eliminare la PGM per non usare glifosate. Come dice giustamente Franco non sbagliamo bersaglio non sono le PGM la causa, bensì l’insipienza dell’agricoltore che non applica le buone regole agronomiche. Le buone regole agronomiche non le insegnano i verdi, ma sono insite nella tecnica agricola frutto di esperienza millenaria fatta di errori e di correzioni.

  21. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    @ Franco Mistretta,

    guidorzi è solito raccontare “mezze verità”, mi meraviglio di Nulli, non me lo aspettavo che raccontasse balle!

    Tutto vero quello che ha detto il guidorzi. Si è però dimenticato di dire che oltre al problema delle piante infestanti geneticamente resistenti al diserbante (leggi Ambrosia per esempio), ci sono altri problemi:
    - acquisizione delle parentali selvatiche del gene di resistenza ai diserbanti (colza RR trasmette i suoi geni a senape selvatica);

    - le piantge coltivate OGM RR diventano esse stesse infestanti della coltivazione che le segue (colza RR per esempio)……come potranno essere controllate?

    http://ogmbastabugie.blogspot.it/2012/09/ogm-ht-e-piante-infestanti-resistenti.html

  22. franco NulliNo Gravatar scrive:

    Mi spieghi le mie balle?

    Franco

  23. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    La mezza verità di OGM bb è invece quella di sottacere che nessuno di noi pensa di introdurre il colza RR in Europa, appunto perchè siamo consci ben prima che OGM bb ce lo venisse a dire che è una pianta che che diverrebbe pericolosa per il flusso genico sulle numerose crucifere (io sono un vecchio ed uso la vecchia dizione delle famiglia botanica) che abbiamo nei nostri ambienti, coltivate o selvatiche. Quindi ha sfondato una porta aperta ed ha dimenticato tutte le volte che abbiamo detto che si può solo parlare di OGM al singolare e non al plurale in quanto la valutazione sull’impatto ambientale, e non solo, va fatta caso per caso

  24. franco NulliNo Gravatar scrive:

    Quanto Colza piantiamo in Italia?
    Che interesse pratico/economico potremmo avere dal Colza OGM? Zero virgola…!
    Lasciamo perdere il Colza e la Senape selvatica (che sinceramente non conosco…) dalle nostre discussioni.
    Parliamo delle cose intelligenti: Mais e Soia.
    Che ci mancano pesantemente…
    Non credo che l’Italia (ma sono prontissimo ad accettare smentite) si carente di Colza.
    Di Mais e Soia si!
    Li mangiamo, e li facciamo mangiare alle nostre povere bestiole d’allevamento, di provenienza 70/80 % OGM e siamo così fessi da non poterli coltivare.
    Sono curioso di sapere come faremo il prossimo autunno a nutrire le nostre stalle con i trinciati di mais che non ci saranno a metà agosto…
    Rinnovo l’invito al Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, anche a seguito della sua lettera pubblicata oggi su “il Giornale”, di venirmi a trovare.
    Non voglio assolutamente dire che il sig. Ministro sia incompetente, ma forse un po’ di contatto con chi è sul “campo” (di nome e di fatto) tutti i giorni non farebbe male.
    Non basta occuparsi dei problemi verificando sulla carta cosa sia politicamente corretto in base ai sondaggi sui consumatori e ai comunicati stampa di Coldiretti e Geneticamente.
    Onorevole Nunzia Di Girolamo, venga a prendere una fetta di Salame con me in cascina.
    Salame di Varzi (DOP) rigorosamente tipico italiano e alimentato altrettanto rigorosamente con mangimi OGM (altrimenti non ci sarebbe…) sotto il portico della mia cascina, con anche l’aggiunta la pioggia che ci sta facendo saltare completamente un anno di semine e di reddito…
    E’ il momento giusto per capire cos’é l’agricoltura. Il suo valore e i suoi problemi.
    La aspetto con ansia.

    Franco Nulli

    P.S. per OGM bb
    Le infestanti post Colza OGM (quando mai lo coltivassi) le debellerei con un normale diserbante per il mais/riso/soia/fagiolino/pisello/pomodoro/.
    E nel caso di insuccesso, non sempre i diserbani hanno successo, con il famoso” Zappanet” (non é un marchio registrato “Monsanto”… ma “Miobraccio”.
    Diserbante fisico usato tante volte nei 30 anni di lavoro in campagna…
    A solo titolo di esempio per eliminare dai miei campi il “Sicyos angulatus” che era misteriosamente arrivato nel mio mais qualche anno addietro.
    Ho passato 2/3 anni a primavera alle 5 del mattino a girare tutte le file dei miei campi di mais a strappare fisicamente queste simpatiche piantine… E sono riuscito.

  25. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Franco,

    le cose “inesatte” che hai scritto:

    - “Prendi la soia RR. Con una passata di Roundup in postemergenza elimini tutto quello che da fastidio alla soia.”………….questo non è vero, in quanto negli USA già ora utilizzano Roundup miscelato ad altri diserbanti e poi, spesso, fanno più di un trattamento durante il ciclo vegetativo della pianta, poichè essendo resistente può essere trattata in ogni momento;

    - “Nella coltivazioe con pianta tradizionale utilizzi 2 p.a. in preemergenza (dicotiledoni e graminacee) e almeno altri 2 trattamenti in postemergenza in funzione di quello che ti é scappato con il primo trattamento.”……………..ma ti rendi conto che hai parlato di 3 diserbi! Se così fosse nessuno coltiverebbe soia, perchè non ci sarebbe alcun Reddito!

    - “Qualcuno sicuramente risponderà che ci troveremo di fronte a resistenze delle infestanti al Glifosate per questa ragione.
    Falso anche questo.”………………………..il falso lo hai detto Tu, in quanto la comunità scientifica ha già fatto un sacco di ricerche sulle infestanti resistenti al Roundup;

    - “se le infestanti, come logico, piano piano imparano a combattere il loro nemico non é per causa/colpa dell’OGM.”………………….non sarà colpa degli OGM, ma certo la carenza di rotazioni che essi inducono favorisce questa situazione;

    Sono contento che Colza RR l’abbiate eliminata dalle piante OGM coltivabili (però negli USA la coltivano)…….e tutte le altre piante coltivate che hanno parentali selvatiche nel nostro Paese le eliminiamo?

    Non sono contento di tornare alla zappa!!!! alle 5 di mattino poi…..non ne parliamo.

  26. VitangeloNo Gravatar scrive:

    Bravo Franco!
    La lotta fra l’agricoltore e le malerbe è l’aspetto più affascinante del fare agricoltura che non smetterà mai nei secoli. Certamente diserbanti, attrezzi e macchine danno una mano, ma le mani e la zappa servono per le pennellate finali, come fa il pittore con il suo quadro! Franco ha reso bene il concetto e la pratica. Non basta tutta la buona agricoltura (rotazioni comprese) per distruggere le malerbe di questo mondo! Ogni tecnica darà come risultato la selezione di nuove e forse più agguerrite piante. Prendete un terreno incolto; coltivatelo e nel giro di pochi anni cambierete totalmente la composizione florale, che a sua volta risulterà influenzata dalla tecnica e dall’attrezzo più utilizzati.
    L’uso di piante resisitenti agli erbicidi, di qualsiasi natura e metodo, hanno riproposto il problema tal quale. E l’agricoltore lo sa bene; ma c’è ancora chi lo ignora forse perchè è schierato dalla parte delle malerbe! Ma questo non significa fare agricoltura…forse significa fare fitosociologia, peraltro indispensabile per un buon controllo delle malerbe.
    In “Malerbe con transgeni resistenti” (Spazio rurale, 4, 2008) scrissi che le “A parte il caso specifico della canola (analizzato nell’articolo), le ibridazioni spontanee fra piante GM e non, nel caso italiano, ci mettono al riparo dai danni all’ambiente semplicemente perchè non abbiamo specie spontanee affini a molte specie coltivate. Sono i casi di mais, soia, pomodoro, melanzna, peperone, patata, ecc. di cui disponiamo solo ed esclusivamente di varietà coltivate che lasciate nell’ambiente spariscono non riuscendo a inselvatichirsi. Sono aspetti non secondari, che dovrebbero essere presi in grande considerazione da chi non vuole gli OGM nella nostra agricoltura”. Ecco perchè ci vogliono i bravi agronomi/genetisti come Alberto e i grandi ed intelligenti agricoltori come Franco! Gente che sa analizzare i problemi senza “cantare la mezza messa”, come direbbe Camilleri! Aggiungo anche, che le varietà tradizionali vengono protette dall’inquinamento genetico dalle tecniche di allevamento che gli ibridatori conoscono benissimo, altrimenti avremmo già perso tutto il materiale antico che è arrivato intatto fino a noi! E non mi venite a dire che il “contadino” è costretto a comprare il seme dalle ditte sementiere invece di usare quello suo perchè il bravo contadino sa che il suo seme non ha più “il sangue originale perchè si è imbastardito”, tanto per usare i termini schiettamente contadini!
    Quasi un anno fa scrissi a Michele Serra una lettera per confutare il suo approccio erroneamente naturalista nella lotta alle malerbe. Dovrebbe esserci traccia nella memoria di Salmone. Serra non mi degnò di una risposta; ma giovani agronomi l’apprezzarono e ci tennero a farmelo sapere. Ora, considerato che da noi la politica agraria la fanno anche i giornalisti e non gli esperti di agricoltura, il fatto è da considerarsi normale. E così sia!! Però, se dobbiamo discutere tra di noi almeno risparmiamoci le sciocchezze!

  27. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Infatti era già pronto un tratto genetico che rendeva le piante resistenti al 2-4D ed al Dicamba, appunto per difendersi dalla piante resistenti al glifosate. Tuttavia l’approvazione delle piante con questo tratto genetico inserito, sono state bloccate giustamente dall’USDA per un supplemento di informazioni sull’impatto ambientale. E’ una dimostrazione che neppure negli USA le “tre sorelle” fanno bello e cattivo tempo, ma almeno qui non lo fanno per ritardare sine die, ma solamente per acquisire elementi che una volta acquisiti fanno emettere una sentenza favorevole o negativa. E’ ciò che è capitato per l’erba medica RR e per la bietola da zucchero RR, ambedue riammesse. Anzi l’interruzione della coltivazione di queste due piante e la successiva riammissione hanno sollevato il problema del ricorso ad azioni dilatorie pretestuose e si è ventilata la possibilità di indire un’azione di rivalsa per rifacimento danni da parte di quei coltivatori, a cui l’interruzione ha provocato danni, verso chi ha provocato solo una dilazione pretestuosa. In altri termini se è avvenuta una omologazione ufficiale dopo un iter completo e secondo regolamentazione, si impone agli oppositori di fare attenzione nel fare opposizione perchè a loro è chiesto un fondamento scientifico per fare la richiesta e pretendere un supplemento d’inchiesta.

    Questa signori si chiama civiltà giuridica.

    Da noi invece un Capanna qualsiasi ottiene che si costruisca a casaccio un dossier, si invochi la clausola di salvaguardia e in attesa della decisione la si metta in pratica a danno di chi vuol coltivare varietà con il MON 810 perfettamente in regola per la diffusione nell’ambiente. Quando poi l’organismo ufficiale quale è l’EFSA ricusa le motivazioni si pretende di ritirare fuori altri pretesti per riformulare una nuova richiesta di clausola di salvaguardia (Francia docet), ma nessuno è mai chiamato a rispondere di tali prevaricazioni verso operatori economici quali sono i veri agricoltori.

    Signori questa è inciviltà giuridica e capita proprio nella patria del diritto di cui ci vantiamo essere i discendenti (vabbè siamo stati governati anche da bizantini…..)

  28. bacillusNo Gravatar scrive:

    Concordo con Vitangelo. La competizione tra agricoltore e malerbe (che poi sono esseri straordinari per la loro rusticità e la capacità di adattamento) è l’aspetto più interessante del fare agricoltura. Io stesso ne sono da sempre attratto, anche se non riesco ad approfondire più di tanto. Naturalmente nel vigneto le problematiche sono diverse, meno pressanti, meno complesse, ma il fatto stesso di trovarti qualche volta ad operare con falce, decespugliatore o altri interventi meccanici (spesso poco efficaci), ti stimola a ricercare soluzioni sempre più evolute ed efficaci, senza dimenticare però gli aspetti ambientali.

    Credo che si intuisca da queste esperienze culturali e più propriamente di vita vissuta, la differenza abissale tra certa gente pratica, responsabile, professionale e con i piedi per terra (di cui umilmente ritengo di far parte) ed altri personaggi folkloristici (purtroppo molto numerosi) come “OGM bb” (alias C. Malagoli) che trolleggiano privi ormai da tempo di argomentazioni serie e credibili.

    Grazie a Franco, Vitangelo, Alberto per aver saputo esporre una problematica seria come il controllo delle infestanti in modo così chiaro e competente.

  29. franco NulliNo Gravatar scrive:

    @OGMbb

    Dissento su tutta la linea. Non venire anche a fare i conti nella mia azienda per cortesia!
    Quaderno di campagna alla mano lo scorso anno ho trattato la mia soia con Glifosate pre lavorazione, diserbo preemergenza con prodotti per graminacee e dicotiledoni, 2 trattamenti graminicidi in postemergenza per combattere (nel 70% dei campi circa) per la “melghetta” (Sorghum halepense).
    La ragione per cui ho fatto e ho potuto fare questi trattamenti discende direttamente dalla rotazione che effettuo da sempre nei miei campi.
    E’ falso quindi che sia colpa della carenza di rotazioni la resistenza ai diserbanti. Proprio con le rotazioni riusciamo a debellare, di volta in volta, le infestanti che diventano più aggressive.
    Smettila poi di ascrivere ai soli OGM il problema delle resistenze agli erbicidi e al Roundup in particolare.
    Le resistenze nasceranno sempre, anche con lo “zappanet” delle 5 del mattino che tanto ti danno fastidio.
    Sappi che per noi agricoltori la sveglia anche alle 4 non é un problema.
    Non dobbiamo timbrare un cartellino all’Università di Pollenzo per poi magari andare dal Sig. Sindaco di Breme a studiare con gli studenti le tecniche di coltivazione della cipolla rossa (rigorosamente Deco…). Concludendo la giornata (riporto virgolettato da “la Provincia pavese” di oggi) “”con una degustazione delle tipicità bremesi”.
    Noi siamo gente seria, che si alza presto alla mattina per lavorare, che vede il mondo senza gli occhiali dell’ideologia moa solo con il filtro della conoscenza.
    A Milan disen ” va a ciapà i rat, per piasè”…

    Franco

  30. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Franco, guarda che le tua affermazioni sono state smentite da Vitangelo e compagnia, non da me……

    Conti alla mano, se sulla soia fai più di un diserbo meglio lasciar perdere.

  31. franco NulliNo Gravatar scrive:

    Lascialo decidere a me per cortesia…
    E leggi con più attenzione i post di Vitangelo.

    Ciao Franco

    P.S. tu adesso vai a letto, io vado a fare un giro in campagna con gli stivali e il badile…
    E non a guardare il tramonto, a cercar di capire cosa devo e/o posso fare domani mattina prima che ricominci a piovere.
    Tu non dimenticare di timbrare domani mattina quando entri in Università :-)

  32. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    faccio il portiere di notte…..ho un’azienda agricola di 12 ettari….negli anni ‘50 vivevano su questa terra 2 famiglie di mezzadri + ovviamente quella del padrone…….adesso, quando non faccio soia e quando va normalmente, ricavo dai 7 agli 8 mila euro l’anno…PAC compresa.

  33. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Vitangelo, l’elenco delle piante coltivate che hanno parentali selvatiche nel nostro Paese è molto lungo.

  34. franco mistrettaNo Gravatar scrive:

    Grazie a tutti coloro che mi hanno risposto! ora ne so di più

  35. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Due commenti:

    1. qualcuno si è scordato l’esperimento (involontario) fatto dall’ARPA Friuli sul campo di Fidenato dove hanno coltivato soia usando 6 diversi erbicidi e tre trattamenti di glifosate. Rileggete questo post: http://www.salmone.org/soia-ogm-rr/

    2. La colza RR come dice OGM bb trasmette la resistenza al glifosate incrociandosi con piante selvatiche anche a 3 km di distanza. Quello che che OGM bb dimentica di dire è che l’esperimento è stato fatto con con una varietà OGM, ma con una colza resistente a glifosate come mutante, ma senza transgeni. Ricordate che la resistenza a glifosate non la inventa Monsanto, ma esistono i mutanti spontanei. Quindi colza RR in Italia NO sia che si tratti della varietà OGM sia che si tratti del mutante “naturale” resistente a glifosate.

  36. @francoNo Gravatar scrive:

    Pur condividendo alcuni vostri pensieri,se permettete alcune considerazioni…
    La colpa si sa, è una brutta bestia .Gli agricoltori han le spalle grosse e ci mettono del loro ,complici terzisti e commercianti di agrofarmaci, però tanto per dar una rinfrescatina alla memoria ;
    I promotori dell’uso continuo degli ogm resistenti al gliphosate ,dopo aver propagandato e spacciato per improbabile l’insorgere di resistenze al gliphosate.con tanto di studi a sostegno:

    12.jul.00, Laura D. Bradshaw, Stephen R. Padgette, Steven L. Kimball & Barbara H. Wells, Weed Science Society of America
    Weed Technology
    Abstract:
    The lack of evolution of weed resistance to the herbicide glyphosate has been considered from several perspectives. Few plant species are inherently resistant to glyphosate. Furthermore, the long history of extensive use of the herbicide has resulted in no verified instances of weeds evolving resistance under field situations. Unique properties of glyphosate such as its mode of action, metabolism, chemical structure, and lack of residual activity in soil may explain this observation. Selection for glyphosate resistance of crops using intense whole plant and cell/tissue culture techniques, including mutagenesis, has had only limited success and is unlikely to be duplicated under normal field conditions. Information obtained in the development of glyphosate-resistant crops suggests that target-site alterations that decrease the herbicidal activity of glyphosate also may lead to reduced survival of a weed. In addition, the complex manipulations that were required for the development of glyphosate-resistant crops are unlikely to be duplicated in nature to evolve glyphosate-resistant weeds.

    Sucessivamente con altre promozioni sostenuta da altri studi

    http://www.bioone.org/doi/abs/10.1614/WT-06-199.1

    erano arrivati a sostenere che :la monosucessione colturale e l’uso prolungato di gliphosate è anche per l’aspetto contenimento infestanti , tecnica migliore della rotazione di colture e erbicidi,nonostante gli evidenti segnali , che dimostravano abbondantemente già il contrario,difatti nel 2007
    erano già comparse resistenti al gliphosate :
    Lolium rigidum 1996
    Eleusine indica 1997
    Conyza canadensis 2000
    Lolium multiflorum 2001
    Conyza bonariensis 2003
    Plantago lanceolata 2003
    Ambrosia artemisiifolia 2004
    Ambrosia trifida 2004
    Amaranthus palmeri 2005
    Amaranthus rudis 2005
    Euphorbia heterophylla 2005
    Sorghum halepense 2005
    Echinochloa colona 2007
    A quei tempi, pareva che l’ utilizzo anche da noi, di questa tecnica fosse imminente(auspicato dai campi ,per via della sempre più progressiva comparsa di infestanti difficili e limitazione all’utilizzo di principi attivi efficaci ).
    Personalmente ho ancora vivo il ricordo, di quegli incontri primaverili che organizzano i venditori di semi e agrofarmaci ,a corto già a quei tempi ,di mezzi tecnici efficaci usabili in Italia,
    per “informare” gli agricoltori e soprattutto l’enfasi e le reazioni dei dotti sostenitori italiani di questo nuovo che avanzava ,nel rintuzzare ,il secondo loro , “retrogrado,scetticismo tecnico ,dei cultori di complicati e inefficaci sistemi “a base di rotazioni.A quei tempi parlare di rotazioni di colture in no till ,che sfalsano il ciclo delle infestanti ,minime lavorazioni a mo’ di falsa semina ,miranti alla diminuzione di banca semi, utilizzo di erbicidi e soprattutto di colture di copertura ,era ancora considerata una bestemmia.

  37. VitangeloNo Gravatar scrive:

    Ottima precisazione. A dimostrazione che i casi vanno osservati uno alla volta e non a fasci e con le ideologie preconcette.

  38. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Vitangelo, se le “ideologie preconcette” sono rivolte a me Ti sei sbagliato. Mi sono espresso più volte “quasi favorevolmente” nei confronti del mais Bt.

    Grazie Roberto della precisazione. Allora “Colza RR” NO! Ma io allargherei il NO a tutte le piante HT.

  39. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Grazie Franco della bella lezione

  40. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Io non ne avevo bisogno della lezione, forse tu che sei un sessantottino (come studente)hai bisogno di questa e di tante altre.

    Solo i proprietari di terra come sei tu, ma sicuramente non gli agricoltori veri hanno creduto alle panzane raccontate ed elencate giustamente da Franco, io ci aggiungerei anche “l’ettaro lanciato” ed i club dei 100 q di frumento ad ha tra le bestialità tecniche.

    Dobbiamo anche dire che tutto ciò è avvenuto in un contesto di di abdicazione alla professione di agricoltore e non controllo dei lavori del contoterzista (dallo stare in studio l’avvocato dava via e numero civico della sua azienda).

    Il bieticoltore ha imparato subito cosa significava erbe resistenti al diserbo fin dall’inizio e conseguente selezione della flora infestante ed all’obbligo di formulazione di miscele le più complicate possibili ed interventi di presemina, preemergenza, postemergenza e diserbi di recupero (contro sorghetta ed altro). Diserbare i cereali all’inizio è stato molto facile, ma ben presto ci si è scontrati con realtà della biologia delle piante.

    La coltivazione della soia con la conseguente totale importazione di seme dagli USA ci ha poi fatto il regalo di erbe esogene difficili da combattere ed il contesto di cui dicevo prima ha aggravato ulteriormente la situazione perchè non si è sono soppesate le conseguenze.

    TU forse non ci sei stato molto, ma io che ci sono stato eccome in giro per le campagne, mi informavo subito chi era l’interlocutore e quando trovavo un buon agricoltore sapevo che mi avrebbe messo alla prova e quindi dovevo stare attento a come affrontavo i problemi agricoli delle varie coltivazioni, inoltre essi apprezzavano quando di fronte ad una coltivazione arborea dicevo che non ero il mio campo e quindi avevo tutto da imparare da lui. Se passavo l’esame le successive visite si svolgevano in clima di reciproca fiducia e finivano quasi sempre a tavola e dato che non mi sono mai stancato di scambiare pareri si finiva sempre alle ore piccole.

    Ad ognuno il proprio mestiere, ed i venditori vanno valutati anche per l’onestà intellettuale con cui presentano il loro prodotto, ma per fare ciò bisogna che l’agricoltore sia preparato e aggiornato ed uno che dice di praticare quella professione lo deve essere altrimenti è imbrogliato e non se ne deve lamentare.

  41. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Guarda che il “Bella Lezione” non era per me, ma era rivolta a tutti quelli che queste cose (quelle che ha scritto Franco) non le dicono quando parlano di OGM.

    Le panzane raccontate ed elencate giustamente da Franco, come tu hai scritto, sono il frutto di “Venditori di tappeti”, ce ne sono ancora tanti in giro.

  42. franco NulliNo Gravatar scrive:

    Chiedo umilmente scusa.
    Ma qui si parla di Franco o di @franco? Tanto per chiarezza…
    Se può servire aggiungo il cognome anche quando mi firmo in calce ai post.
    Sto perdendo il filo del discorso. Siamo due persone diverse.

    Franco Nulli (e non @franco)

  43. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    @franco………ma si capiva benissimo

  44. @franco(l'altro)No Gravatar scrive:

    Franco Nulli
    mi spiace averle creato confusione.. non era davvero nelle mie intenzioni.

    Ho iniziato a scrivere qualche anno fa ,usando il mio nome .sono passato al minuscolo quando mi sono accorto che confondevo altri omonimi , la @ si è aggiunta per caso .ed è rimasto @franco.
    Vedo che Qui su Salmone ,oltre a Franco Nulli ,c’è anche Franco Mistretta,ed essendo io, l’ultimo ad esservi arrivato , se il mio nik crea problemi ,casomai sono io a dover chiedere scusa e eventualmente trovarne un altro .Al momento mi viene in mente @franco( l’altro ) ..se può andar bene a voi.Non era mia intenzione dar lezioni a nessuno ..tanto meno a Guidorzi ,dato che con lui ed altri, negli anni scorsi .abbiamo discusso a lungo.di questi argomenti sul Blog de Le Scienze e so come la pensa:è stato uno dei primi a mettere in discussione l’uso continuato di piante resistenti allo stesso pricipio attivo.

    Ringrazio per l’ospitalità e scusate ancora per il disguido.

  45. roberto defezNo Gravatar scrive:

    grazie l’altro Franco

  46. agriteam venetoNo Gravatar scrive:

    Sono entusiasta di come la notizia di Fidenato e della decisione della Corte Europea di Giustizia sia stata bene ripresa ed evidenziata da tutti i media e soprattutto dai siti delle categorie professionali agricole .
    Uno spasso passare di sito in sito , di news in news , e vedere come viene data giusta eco e risalto alla notizia . Confagricoltura Nazionale , Confagri Veneto , i siti provinciali , è tutto un tam tam ! Un pullulare di questa decisione cosi’ importante . Sono proprio contento : è per questo che paghiamo volentieri le nostre quote associative al Sindacato . Per essere cosi’ bene rappresentati e perchè qualcuno si sacrifichi per noi a difendere i nostri interessi . Bravi , anzi bravissimi !

    Vorrei elencarVi tutti ….uno ad uno … e collezionare le vostre numerosissime interviste dove difendete a spada tratta il futuro , il progresso , l’uso razionale e ragionato delle biotecnologie . E’ per questo che paghiamo volentieri le quote associative : sappiamo quanto costa avere siti aggiornatissimi , convegni sempre pubblicizzati , pagine e pagine di quotidiani , passaggi radio e tv dove Vi sperticate
    a spiegare con semplicità e ragionevolezza quanti e quali vantaggi possono derivare da scelte cosi’ semplici e già adottate da milioni di persone al mondo . Vorrei pubblicare tutte insieme le interviste ed i passaggi dove spiegate al consumatore moderno , attuale ed informato , quanto ci sia di very made in Italy in quello che mangiamo . Da decenni . Amo l’unità di intenti del mondo agricolo : questo formidabile consenso che coordina ed indirizza sforzi comuni nell’interesse di tutti . Wow !! Fantastico !! Bravi , bravissimi . So’ che Vi consultate spesso , spessissimo con i nostri politici deputati ad essere decisori politici in campo agricolo/alimentare. Avrete certamente coordinato assieme i primi messaggi della neo ministro , cosi’ colta e spedita nell’ elencare i miracoli ed i vantaggi indiscutibili della via indicata dalla ricerca biotecnologica applicata all’agricoltura .
    Per questo vi amiamo sempre di piu’ . Per questo corriamo uniti a votarVi ogni volta che ci chiamate in assemblea . Per questo siamo orgogliosi di averVi come nostri rappresentanti .

    Vi ammiro perchè lavorate gratis per il nostro progresso . Vi ammiro perchè donate molto a questo sito . Vi sono estremamente riconoscente perchè spendete anni della vostra vita al servizio gratuito del comune bene agricol/nazional alimentare . Commovente constatare come il fronte agricolo prenda posizioni unitarie quando si tratta di affrontare comuni problemi . E’ da ottobre scorso che seguo silenzioso il vostro laborioso
    unitario lavorio affinchè ( ne cito uno a caso ..) il problema aflatossine mais sia ben gestito e risolto nell’interesse di tutti .
    Bravi ! Bravissimi !! Vi abbraccio tutti .

    E’ grazie al vostro operoso impegno che i nostri bilanci sono cosi’ floridi e le nostre aziende agricole possono permettersi di assumere
    molto personale . E’ per questo che paghiamo volentieri le quote associative : perchè non le aumentate? Perchè non spostare piu’ in alto l’asticella verso sempre piu’ ambiziosi traguardi?

    Ciao gente meravigliosa e stupenda ! E grazie !!!

  47. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Franco Nulli

    Oggi ho fatto un giro nella bassa pianura padana, laddove ho girato per 40 anni più volte all’anno.

    Un agronomo, che ama il suo lavoro che sa cosa significa lavorare ed avere i propri prodotti coperti solo dal cielo e come in di questi tempi ache una spiga o una pannocchia faccia reddito non può che piangere di fronte alle nostre campagne. Di Girolamo fai un giro in Pianura Padana dove stanno l’agricoltura e la produzione di derrate così ti rendi conto cos’hai preso tra le mani, c’è da rabbrividire anche per te ammesso e non concesso che tu abbia a cuore gli agricoltori che producono e quelli che si dilettano come Capanna.

    Il Frumento è ammalato da non dire, di mais ve ne sono di tutte le altezze, ma comunque a quest’epoca dinorma dovrebbe essere alto almeno 1 metro, mentre quello che più si avvicina è mezzo metro. Tutte le bietole seminate in aprile copriranno la fila tra 20 giorni se va bene, mentre sarebbe buona norma che coprissero la fila ai primi di mmaggio e le bietole vanno estirpate entro ottobre come massimo, ma con rischi notevoli sia per l’industria che per la struttura delle terre per gli anni a venire. La soia o non è ancora germinata o se la è appena uscita dallo stato cotiledonare, molti campi non ancora coltivati li hanno diserbati solo negli ultimi giorni e meno male che abbiamo il gliphosate, checché ne dica qualcuno. Cosa si potrà recuperare non loso, ma è certo che nei terreni argillosi tempo che se si apre l’estate tutto in un colpo si crei una destrutturazione totale e tale che vengono rimessi in causa i rapporti terreno pianta. Non parliamo della frutta del pomodoro e della frutta sotto serra, ritardi, allegagioni insufficienti, cascole ancora in corso e speriamo che sia finita li, ma temo che tutto arrivi sul mercato nello stesso momento che anche il poco lo intasi e influisca sui prezzi

    Sono sicuro di una cosa: che al Ministero dell’Agricoltura si accorgeranno di questo mezzo disastro solo in autunno!

  48. franco NulliNo Gravatar scrive:

    Alberto

    Capisco il tuo sgomento. Lo spettacolo che ci circonda é veramente desolante.
    Intorno a me (sud Milano) il mais più alto é 20 cm (il mio seminato venerdì scorso sta miracolosamente germinando; non so come facciano con la temp. alla mattina di 7/10 °C. Ringraziamo il cielo che la terra é scura e si scalda un po’ con il sole), i risi stanno puntando adesso (il mio Volano seminato 2 settimane fa sta cominciando a germinare) di soia non ne ho ancora vista (la mia é ancora nei sacchi in capannone) i non seminati sono a percentuali di 2 cifre (a occhio direi un 30%) e via dicendo.
    Persino le piantine di insalata del mio orto diventano più piccole di giorno in giorno…
    So già di contratti per trinciato di mais per biodigestori a prezzi doppi dello scorso anno. Dove andranno i prezzi?
    Sono curioso di sapere cosa mangeranno le vacche delle nostre stalle nel mese di settembre. Gli insilati programmati lo scorso anno per finire a 1/2 agosto saranno finiti e il nuovo sarà probabilmente ancora in campo…
    I maggenghi stanno marcendo in campo.
    Dal punto di vista burocratico stiamo diventando matti con le denunce PAC e le misure PSR 214 & simili.
    Scadono i termini e non sappiamo cosa fare… Situazioni nuove e non previste dalla normative.
    Un esempio? Ho diserbato con Roundup 12 Ha pensando di seminare mais, ma ho 15 cm di acqua sul campo. Vorrei metterlo a riposo (che senso ha seminare un mais a 1/2 giugno), ma non avrei dovuto diserbarlo!
    Potrei mettere della soia, ma trovami ancora un seme di soia precoce.
    Le assicurazioni vanno stipulate entro una certa data, con fascicolo aziendale certo, ma a quella data sicuramente non avremo ancora la certezza delle nostre semine. E al momento non siamo ancora sicuri di finirle le semine. Oltre un certo limite diventa antieconomico e troppo rischioso. Meglio lasciar perdere.
    Non so se a Roma (, ma anche al Pirellone di Milano) si siano resi conto di quello che sta succedendo.
    Ne vedremo sicuramente delle belle in autunno.
    Quante aziende agricole hanno oggi la forza di sopravvivere ad un anno di mancato reddito? E il credito dove lo troveranno?

    Speriamo almeno in un autunno clemente.
    Ma a Milano dicono (perdona la volgarità popolare, ma rende molto bene in questo caso) “temp e cu fa quel che vor lu”. Mancano le dieresi, ma credo sia comprensibile a tutti…

    Ciao Franco

  49. franco NulliNo Gravatar scrive:

    P.S. per la traduzione/interpretazione del detto meneghino visitate il sito

    http://www.scienafregia.it

    Lo ho scoperto oggi e contiene un simpatico florilegio di detti popolari…

    Franco

  50. bacillusNo Gravatar scrive:

    Per notizia. Il @franco che subdolamente si esprime come tale - se uno vuol esimersi dagli equivoci qui ci sono abbondanti spazi per farlo - è un troll che viaggia da tempo sui blog di agricoltura “seria”. Infatti gli diamo atto di essere un troll evoluto.
    Egli ha una mission, che è quella di combattere in tutto e per tutto le ipotesi di intervento della ricerca chimica in agricoltura.

  51. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Franco Nulli

    Non ho bisogno di tradurre il meneghino perchè mia nonna quando mi intestardivo a voler fare una cosa che mi sconsigliava mi diceva: ” guarda bambino che ci sono solo due cose al mondo che possono fare quello che vogliono, il cielo ed il culo, e tu non sei ne l’uno ne l’altro”.

  52. @franco( l'altro)No Gravatar scrive:

    Bacillus
    Non è una novità ,ti rodono i contenuti,come al solito non hai argomenti e approfittando di banali pretesti, provochi e attacchi la persona.:un insulto alla tua l’intelligenza e un offesa alla sensibilità per la tua salute psichica,di chi ti legge .
    Se ti intrigo, ma proprio non capisci il mio modo di esprimermi , la mia fantomatica mission, invece di rosicare e scervellarti,con il brillante risultato di postare scemenze, per giunta contraddittorie, ( chissà quanto ti ci vorrà per rendertene conto e se mai accadrà)che ti rendono sempre più pateticamente ridicolo,te lo ribadisco;vienimi a trovare:vedi quello che faccio,ti chiarisci dubbi e paturnie ed eviti di far le tue solite figuracce. Ovviamente è solo un consiglio ..continua pure a fare come ti pare … contento te. Non perderò altro tempo con le tue sterili provocazioni.

  53. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    a Franco Nulli,

    anch’io ho qualche problema per l’insalata del mio orto. Tu, solitamente, che trattamenti chimici fai alla Tua insalata?

  54. franco NulliNo Gravatar scrive:

    Una rete di plastica intorno alla prosa per proteggerla da un simpatico leprotto che da un paio di mesi ha fissato la sua dimora nel mio giardino.

    Franco

  55. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Regola aurea (e veramente biologica)dell’orto

    Si semina il doppio per mangiare la metà ed in questo modo si evita di autoavvelenarsi in quanto il dosaggio dei prodotti di trattamento è praticamente impossibile. Certo un discorso del genere non lo si può fare ad un orticoltore professionale, ci deve campare!

    L’orto però da soddisfazione solo se diventa un hobby piacevole se lo si fa per motivi speculativi non sempre il gioco vale la candela.

  56. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    vi ho beccati! allora voi nel vostro orto non fate trattamenti chimici……….ma guarda, il buon Guidorzi che dice “Si semina il doppio per mangiare la metà ed in questo modo si evita di autoavvelenarsi”.

    Allora: per il mercato trattamenti chimici a “go go” (insetticidi, acaricidi, limacidi, antioidici, antiperonosporici, diradanti chimici, anticrittogamici sistemici che entrano nel sistema linfatico delle piante, ecc. e chi più ne ha più ne metta…), mentre per l’insalata da dare ai nipotini, nessun trattamento chimico,……questa, mi dispiace, non è coerenza!

  57. franco NulliNo Gravatar scrive:

    Non hai beccato proprio niente.
    Con l’insalata del mio orto non devo mantenere una famiglia, ma solo distendere i nervi alla sera quando vado a bagnarla e vederla crescere.
    Se non cresce campo ugualmente.
    Se mi avessi parlato di pomodori ti avrei anche risposto che un po’ di dodina la spruzzo quando serve anche nel mio orto. Forse anche più di quanta ne davo a pieno campo quando facevo pomodori perchè, come detto da Alberto, é più difficile dosarla nell’orto che a pieno campo.
    E se proprio vuoi saperla tutta ho piantato anche una prosa di cicoria per il leprotto senza rete di protezione.
    OGM Basta Bischerate e siamo seri!

    Franco

    P.S. nipotini spero di non averne ancora in giro.

  58. @franco(l'altro)No Gravatar scrive:

    Bacillus
    Non ho idea di cosa ti faccia rodere è però palese che non hai argomenti , se con motivazioni pretestuose e cervellotiche e dietro la protezione di una tastiera, provochi e attacchi la persona,,con paturnie, gratuite contraddittorie e incoerenti ,che producono il brillante risultato di renderti sempre più pateticamente ridicolo ,( chissà quanto ti ci vorrà per rendertene conto e se mai accadrà):un insulto alla tua l’intelligenza e un offesa alla sensibilità per la tua salute psichica,di chi ti legge. Contento te.,,,continua pure a fare come ti pare … Non perderò altro tempo con le tue sterili e schizofreniche provocazioni.

  59. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    @franco (l’altro)…….basta ignorarlo, come faccio io……non ha mai postato una cosa seria, solo provocazioni…ma credo che sia quello il suo ruolo nei confronti di quelli che non sono favorevoli agli OGM.

  60. @franco( l'altro)No Gravatar scrive:

    OGM,bb!
    Non solo di chi non è favorevole agli ogm, ma anche nei confronti di chi ,nel valutare la questione sotto l’aspetto pragmatico, ha evidenziato alcune delle criticità che nelle varie fasi hanno portato al punto in cui siamo . Questo loro atteggiamento, a mio modesto avviso, oltre il risultato di danneggiare la promozione stessa, rendendola sempre più invisa alle persone comuni ,ha prodotto un deterioramento del dibattito che non ha mai potuto svolgersi con grave danno per tutti.Quando lo capiranno sarà sempre troppo tardi .Non han saputo imparare dai propri errori..ha fatto poca strada e ne fan fare poca anche agli altri. non gli rimane che la prevaricazione..
    Se poi come dici questo è il loro ruolo è certamente saggio ignorarli ,ma vien da chiedersi : chi lo promuove e che gli giova tutto questo?
    Comunque accolgo volentieri il consiglio di Franco Nulli:basta bischerate.
    A integrazione del quadro dipinto da lui e Guidorzi:
    Vivo in una zona ( alto Piemonte ) dove situazioni come quella di quest’anno si verificano con più frequenza di quanto succeda qualche k m più a sud..,anche se quest’anno con l’estensione di freddo e pioggia prolungati,sembra sia passata la livella e le differenze ad ora sono ancora di molto appiattite.
    Anche qui la soia è ancora in magazzino ed è stato seminato compatibilmente con quanto le brevi finestre meteo han consentito,si e no il 50% di mais in 3 riprese.solo la prima ha determinato emergenze discrete,ma ne han potuto beneficiare i pochi che han terreni leggeri non troppo limosi ..e senza reflui zootecncici da smaltire Tutti gli altri abbiano utilizzato quei 2 o 3 giorni..per spargere i reflui..diserbare e concimare i cereali autunnali dopo il lungo periodo di divieto invernale .( 1 novembre -1 marzo) che purtroppo ha compreso l’unica settimana di questa stagione con terreni portanti (seconda settimana di febbraio) e non tutti ci sono riusciti. Siamo quasi a giugno ,molti hanno ancora i reflui da spargere.inoltre essendo finiti i terreni piu sani..con pioggie piu abbondanti.che dopo la prima semina .le due ultime riprese di semina di mais sono praticamente fallite.

    Personalmente avrei ancora il grano da trattare contro il fusarium e 2/ 3 del mais da seminare ,son già due volte che cambio il seme accorciando sempre più il ciclo..sperando nella clemenza del tempo , secondo troppo ottimistiche previsioni meteo, speravo di finire almeno x questa settimana ma anche se su sodo basterebbero 2 giorni di fila di sole , niente da fare ,non ne vuole sapere di uscire. Ora sto puntando a far diventare parte di quelle che dovevano essere cover in precessione al mais ( mix vari di veccia ,triticale segale, saraceno e pisello colza seminate su sodo dopo grano ) in colture da bio massa per biogas
    in modo da recuperare qualcosa e seminar in seguito soia di gruppo 0 , con seme in parte autoprodotto e conservato nell’eventualità di imprevisti e in parte cartellinato e prenotato a tempo in previsione di un secondo raccolto di soia dopo grano tenero , a cui visto il protrarsi della raccolta del grano probabilmente rinuncerò in favore di un mix di cover in precessione al mais 2014.

    Avevo assicurato quest’autunno il grano tenero con una plurischio che comprendeva anche l’eccesso di pioggia..e intendevo fare altrettanto con le colture primaverili..ma il caa mi ha comunicato ieri che vista la eccezionale stagione le assicurazioni hanno escluso il rischio eccesso di pioggia..

  61. @francoNo Gravatar scrive:

    OGM,bb!
    Non solo di chi non è favorevole agli ogm, ma anche nei confronti di chi ,nel valutare la questione sotto l’aspetto pragmatico, ha evidenziato alcune delle criticità che nelle varie fasi hanno portato al punto in cui siamo . Questo loro atteggiamento, a mio modesto avviso, oltre il risultato di danneggiare la promozione stessa, rendendola sempre più invisa alle persone comuni ,ha prodotto un deterioramento del dibattito che non ha mai potuto svolgersi con grave danno per tutti.Quando lo capiranno sarà sempre troppo tardi .Non han saputo imparare dai propri errori..ha fatto poca strada e ne fan fare poca anche agli altri. non gli rimane che la prevaricazione..
    Se poi come dici questo è il loro ruolo è certamente saggio ignorarli ,ma vien da chiedersi : chi lo promuove e che gli giova tutto questo?

    Comunque accolgo volentieri il consiglio di Franco Nulli:basta bischerate.
    A integrazione del quadro dipinto da lui e Guidorzi:
    Vivo in una zona ( alto Piemonte ) dove situazioni come quella di quest’anno si verificano con più frequenza di quanto succeda qualche k m più a sud..,anche se quest’anno con l’estensione di freddo e pioggia prolungati,sembra sia passata la livella e le differenze ad ora sono ancora di molto appiattite.
    Anche qui la soia è ancora in magazzino ed è stato seminato compatibilmente con quanto le brevi finestre meteo han consentito,si e no il 50% di mais in 3 riprese.solo la prima ha determinato emergenze discrete,ma ne han potuto beneficiare i pochi che han terreni leggeri non troppo limosi ..e senza reflui zootecncici da smaltire Tutti gli altri abbiano utilizzato quei 2 o 3 giorni..per spargere i reflui..diserbare e concimare i cereali autunnali dopo il lungo periodo di divieto invernale .( 1 novembre -1 marzo) che purtroppo ha compreso l’unica settimana di questa stagione con terreni portanti (seconda settimana di febbraio) e non tutti ci sono riusciti. Siamo quasi a giugno ,molti hanno ancora i reflui da spargere.inoltre essendo finiti i terreni piu sani..con pioggie piu abbondanti.che dopo la prima semina .le due ultime riprese di semina di mais sono praticamente fallite.Personalmente avrei ancora il grano da trattare contro il fusarium e 2/ 3 del mais da seminare ,son già due volte che cambio il seme accorciando sempre più il ciclo..sperando nella clemenza del tempo , secondo troppo ottimistiche previsioni meteo, speravo di finire almeno x questa settimana ma anche se su sodo basterebbero 2 giorni di fila di sole , niente da fare ,non ne vuole sapere di uscire. Ora sto puntando a far diventare parte di quelle che dovevano essere cover in precessione al mais ( mix vari di veccia ,triticale segale, saraceno e pisello colza seminate su sodo dopo grano ) in colture da bio massa per biogas in modo da recuperare qualcosa e seminar in seguito soia di gruppo 0 , con seme in parte autoprodotto e conservato nell’eventualità di imprevisti e in parte cartellinato e prenotato a tempo in previsione di un secondo raccolto di soia dopo grano tenero , a cui visto il protrarsi della raccolta del grano probabilmente rinuncerò in favore di un mix di cover in precessione al mais 2014.
    Avevo assicurato quest’autunno il grano tenero con una plurischio che comprendeva anche l’eccesso di pioggia..e intendevo fare altrettanto con le colture primaverili..ma il caa mi ha comunicato ieri che vista la eccezionale stagione le assicurazioni hanno escluso il rischio eccesso di pioggia..

  62. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    @franco,

    arriva uno con le palle e i filo OGM scompaiono.

  63. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    @ Franco

    Non solo ma ho saputo oggi che l’assicurazione fatta ha validità solo se hai seminato, ma è proprio questo che non si riesce a fare!

  64. franco NulliNo Gravatar scrive:

    @OGM bb!

    Non comprendo la tua affermazione.
    Cosa posso contestare a chi dice cose intelligenti?
    Leggo e approvo in silenzio.
    Potrei fare delle osservazioni linguistiche, ma non é questo il luogo.

    Franco (filo OGM)

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