Finalmente si capirà che il brevetto non privatizza la vita!

31 Mag 2013
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alberto_guidorzidI Alberto Guidorzi

Quanto inchiostro è stato sciupato per impressionare  l’opinione pubblica su questo problema? Quale uso strumentale è stato fatto di questo aspetto della protezione dei ritrovati intellettuali per cercare di colpire la strategia della Monsanto e di riflesso il capitalismo americano da chi è rimasto orfano di un faro ideologico?

Ebbene,  si deve sapere che il brevetto concesso alla Monsanto sulla soia Roundup Ready 1 (resistenza al diserbante glyphosate) terminerà d’avere effetti protettivi nel 2014. La cosa la si sapeva da tempo, ma agricoltori e sementieri si trovano di fronte ad un fatto nuovo e destabilizzante sotto certi aspetti:

1° gli agricoltori potranno riseminare la soia RR1  da loro prodotta senza incorrere in denunce e senza dover pagare royalties, ossia non dovranno più acquistare obbligatoriamente il seme dalla Monsanto ogni anno;

2° i sementieri diversi dalla Monsanto potranno,  dopo la scadenza, inserire mediante incrocio il tratto transgenetico  che conferisce la resistenza al diserbante. Questo varrà sia per le varietà convenzionali che per le varietà OGM per altri tratti genetici ma che mancano della resistenza al glyphosate.

Tutto bene per la filiera soia USA? Non completamente. Infatti coloro che fanno la colletta delle produzioni USA temono che la liberalizzazione freni le loro esportazioni di soia, perché molti altri paesi si doteranno di varietà RR1 e aumenteranno le produzioni, oppure potranno rifornirsi da più fonti mettendo in concorrenza gli esportatori. Si ricorda che il 93% della soia USA è RR1 e che il 60% è esportato. Altro aspetto notevole è che la filiera OGM-free è destinata a vivere i suoi ultimi momenti in quanto la coesistenza diverrà sempre più difficile ed inoltre anche chi si è votato alla produzione di soia non OGM difficilmente resisterà a questa liberalizzazione di un mezzo tecnico di produzione tanto comodo.

La scadenza della validità del brevetto della soia RR1 alla Monsanto provocherebbe solo limitati danni alla Monsanto in quanto potrebbe lasciar cadere la richiesta di ulteriore gradimento di queste varietà includenti il tratto RR1. Esso inoltre sarebbe un costo inutile per Lei, le basterebbe non più rifornire il mercato di soia RR1, in quanto possiede già un altro brevetto su un tratto nuovo di resistenza al glyphosate, denominato RR2, molto più performante nell’azione diserbante e quindi puntare solo su questo.

Gli agricoltori USA, tuttavia, hanno chiesto che la Monsanto rinnovi fino al 2021 la sua richiesta di gradimento in tutti gli Stati dove era stato richiesto. Infatti ogni varietà ha bisogno di rinnovare il gradimento laddove è stata iscritta o ammessa all’importazione. Questa gradimento ha scadenze diverse a seconda degli Stati: in USA non scade mai, in Cina ogni 3 anni, in Corea del Sud ogni 5 anni, mentre nell’UE ogni 10 anni. Pertanto gli agricoltori USA timorosi di vedere destabilizzato un mercato negli anni ben strutturato hanno chiesto alla Monsanto di rinnovare il gradimento negli Stati dove già vi era e la Monsanto, per mantenere un buon rapporto con i suoi clienti,  vi ha aderito addossandosi sia le spese per rinnovare il gradimento che i danni dovuti a chi riprodurrà la soia RR1 senza nulla pagare alla Monsanto di diritti, in quanto non più dovuti per l’estinzione del brevetto. Evidentemente la Monsanto con il rinnovo del gradimento s’impegna a rifornire i mercati di varietà anche con il tratto RR1.

Veniamo ora a riflettere sul secondo impatto, vale a dire la libertà per i costitutori di varietà di soia di esercitare il loro diritto di costitutori vegetali, cioè quello di trasferire liberamente il transgene prima brevettato in programmi di miglioramento delle loro varietà tradizionali, che, così facendo, le faranno divenire RR1, per poi venderle a dei prezzi  molto bassi in quanto il costo di creazione sarà di gran lunga molto inferiore a quello sostenuto inizialmente dalla Monsanto. Ecco perché ho affermato che la soia OGM-free diverrà introvabile.  Ma questo diritto del costitutore nel corso dei prossimi anni, diciamo entro il 2020, potrà essere esercitato su molti  altri transgeni che subiranno la stessa sorte del tratto RR1 della soia. Assisteremo cioè ad un proliferare di varietà OGM libere perché il brevetto scadrà. Non solo ma molte ditte sementiere de media ed anche di piccola dimensione hanno già stipulato degli accordi con i creatori di questi transgeni perché ne richiedano il gradimento laddove scade, al fine di poter sfruttare il mercato senza eccessive perturbazioni. Evidentemente concorreranno alle spese del rinnovo del gradimento. Non solo, ma assisteremo a molte ditte sementiere che si incaricheranno di pagare le spese di rinnovo del gradimento di certi tratti transgenetici resisi liberi per espiazione della validità del brevetto e poterle così sfruttare.

Ministro Di Girolamo, Coldiretti ed i tanti sodali (non cito Capanna perché in questo contesto vale come il due di coppe quando c’è in tavola bastoni) rendetevi conto che state combattendo una battaglia di retroguardia e che difendete barriere indifendibili (a meno che non vogliate fare come l’Albania ai tempi di Oxa). Le regole del commercio internazionale renderanno vani tutti i vostri pruriti anti Piante Geneticamente Modificate di cui, per la nostra scelta aberrante di distruggere la nostra industria sementiera, non potremo fare a meno, se vogliamo continuare ad esportare le nostre specialità.

11 commenti al post: “Finalmente si capirà che il brevetto non privatizza la vita!”

  1. franco mistrettaNo Gravatar scrive:

    l’Albania dei tempi di Oxa infatti piaceva molto a Capanna…

  2. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Franco: Si, ma i 9000 euro di pensione mensile che lo fanno vivere da nababbo non glieli ha dati Oxa, ma noi con le nostre tasse purtroppo..

  3. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Il brevetto, mediante contratti di soccida applicati alle piante, trasformerà l’agricoltore in un “prestatore di capitali e di manodopera” nei confronti dell’industria sementiera, che potrebbe anche diventare monopolista del cibo.

    http://ogmbastabugie.blogspot.it/2013/04/ogm-brevetto-e-agricoltore.html

  4. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    I contratti si firmano in due e se si è consenzienti ambedue, non vi è nessuno che obbliga a firmare un contratto. L’agricoltore avrà sempre, ed in modo libero, la possibilità di dare i propri soldi se ne ricaverà di più. Io non mai visto un commerciante prendere per il collo un cliente e stringere così tanto da affogarlo. Lo può imbrogliare certo ma non sempre anzi è destinato a fare una brutta fine. Quindi sono solo spauracchi che trovano il tempo che trovano e che solo un ideologizzato può anteporre.

  5. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    C’è anche chi, pur di non rimanere senza contratto (lavoro), firma contratti “capestro”.

    Da un lato c’è un monopolista, dall’altro c’è un gran numero di allevatori che operano singolarmente, spesso in competizione tra di loro. Chi ha maggior “potere contrattuale”? il monopolista, che potrebbe anche pensare di portare la produzione all’estero o l’agricoltore?

  6. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Prima di tutto Franco ti ha detto che si tratta di un oligopolio e non di un monopolio e poi svicoli dal significato dell’articolo che dice che la società tutela un ritrovato intellettuale, ma non in eterno e quindi quando dite che la Monsanto si appropria della vita raccontate balle che purtroppo tanta gente crede perchè poco informata o che rifiuta l’informazione (vedi masmedia che danno solo certe notizie perchè sa che sono ascoltate dai più, e se ne frega di istruirli o raccontare loro certe verità.

  7. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Non hai letto il link…….

    http://ogmbastabugie.blogspot.it/2013/04/ogm-brevetto-e-agricoltore.html

    io delle bugie, e anche delle “mezze verità”, non ne ho mai scritte.

    Nel link c’è scritto che: “occorre evidenziare che per le nuove varietà vegetali i diritti esclusivi nascenti dal brevetto durano 15 anni dalla concessione del brevetto stesso (30 anni nel caso di piante arboree). Soprattutto in ambito agroalimentare, però, è facile immaginare che dopo 15 anni quella determinata varietà sarà obsoleta, sarà superata, per cui sarà sostituita da un’altra varietà che a sua volta sarà tutelata dal brevetto per altri 15 anni! E’ facilmente intuibile che in questo modo il costitutore, mediante una attenta analisi dei tempi tecnici di introduzione di nuove cultivar, sarà in grado di mantenere il brevetto sul seme di una determinata pianta per un tempo illimitato.

  8. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Ma quanto sei furbo e cattivo conoscitore della genetica, non solo ma non hai letto neppure la mia nota: non è l’assemblaggio genetico della varietà sotto brevetto (infatti in sede Upov si sta parlando che se una varietà transgenica brevettata si toglie il tratto genetico soggetto a brevetto la varietà rientra tra quelle in cui si può esercitare il diritto del costitutore, cioè è libera per essere usata negli incroci di un altro cotitutore di varietà)ma i geni ivi contenuti che divengono liberi.

    All’agricoltore non interessa disporre di una varietà, tutte, che siano brevettate o meno, se vecchie non interessano all’agricoltore,. All’agricoltore interessa che il progresso genetico non venga fermmato e che ci sia sempre qualcuno che crea assemblaggi genetici nuovi e migliori. Infatti tutta la legislazione è improntata proprio a questo impedire che i geni siano solo monopolio di qualcuno, non certo gli assemblaggi genetici, questi sono ritrovati intellettuali e pertanto da proteggere assieme a chi li ha ottenuti.

  9. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    progresso genetico…..quale? quello delle multinazionali o quello, per esempio, legato alla coltivazione di cultivar autoctone, così come è accaduto per il vino?

    Chi giudica il “progresso genetico”? Quali sono i parametri? Sempre e solo il profitto?

    Chi paga i danni del frumento OGM non autorizzato in Oregon?

    http://ogmbastabugie.blogspot.it/2013/06/ma-quanto-ci-costa-questo-grano.html

    Come mai Salmone non ne parla?

  10. worldsoutsidereality scrive:

    [...] anni e che si è dimostrata efficace e sicura. Oltretutto i brevetti, nel settore degli OGM, cominciano a scadere, il che aprirà le porte a un uso diffuso e capillare di queste importanti tecnologie, che saranno [...]

  11. Un OGM ti salva la vita | worldsoutsidereality scrive:

    [...] anni e che si è dimostrata efficace e sicura. Oltretutto i brevetti, nel settore degli OGM, cominciano a scadere, il che aprirà le porte a un uso diffuso e capillare di queste importanti tecnologie, che saranno [...]

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