Mamma Ciccio mi tocca. Ciccio toccami che mamma non vede.

26 Mag 2010
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Circola un imbarazzante quanto dettagliato documento sul circuito vizioso che sta dietro le lobbies ambientaliste all’Unione Europea. Non abbiamo modo ancora di trovare riscontri e verifiche di affidabilita’ a questo documento, ma pubblicarlo e’ anche un modo per cercare riscontri. Si tratta di 66 milioni di euro di finanziamento della Direzione Generale Ambiente a 10 organizzazioni non governative (NGOs) che fanno lobby a Bruxelles e che ottengono in cambio piu’ fondi per la Direzione Generale e per loro stessi.

Tra l’altro tutto da verificare questo passaggio su alcune specifiche attività:

The EU lists regulation of pesticides as one example of an EU-funded activity “where NGOs, like other stakeholders, lobby strongly at all levels e.g. by letters and meeting requests.”27 Indeed, this issue was widely publicised in 2009. It transpired that the European office of Pesticide Action Network (PAN-E), one of the leading NGOs working to cut and/or eliminate pesticide use, received €88,430 (59% of its annual income) from the European Union in 2009. Pesticide Action Network UK, the parent company which is responsible with PAN Germany for “managing [PAN-E's] finances, representation on its board, and hosting its office and coordinator,” received £141,152 (around €160,000)28from the EC.29 PAN-E is responsible for “getting 66 legislative amendments to draft EU legislation on the use of pesticides” 30 and works closely with European representatives.31 However, PAN-E has not registered on either the Commission or Parliament lobbyist registries.

Leggi (i costi dei finanziamenti dell’EU alle lobby ambientaliste)

1 commento al post: “Mamma Ciccio mi tocca. Ciccio toccami che mamma non vede.”

  1. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Circa 25 anni addietro ho condotto nella mia azienda una ricerca pluriennale in collaborazione con un Prof. della South Dakota State University (Dr. R.J. Goose) sull’utilizzo di Ammonio Tiosolfato come inibitore di nitrificazione e ureasi nella fertilizzazione liquida del mais.
    Durante la scelta del protocollo siamo arrivati al tema “diserbanti”.
    Quando gli ho comunicato che da noi l’uso dell’Atrazina era bandito da un paio d’anni, dopo aver sgarnato due occhioni tipo panda, mi ha chiesto se in Italia fossimo tutti pazzi. Non ricordo cosa gli ho risposto, ma… l’atrazina non la abbiamo inserita nel protocollo delle nostre prove parcellari (in compenso abbiamo inserito la cyanazina, ammessa anche se con una DL50 maggiore e molto più persistente nel suolo).
    Non è completamente in linea con l’articolo questo mio intervento, ma è utile a capire che certi argomenti dovrebbero essere trattati e le decisioni prese da organismi prettamente tecnici e non da lobbies prezzolate e/o politici incompetenti di turno per soli motivi ideologici.
    Un ritorno alla serietà in certe scelte che condizionano il mondo produttivo sarebbe molto auspicabile.
    Invito i Politici di turno a ragionare su questo tema.
    Un cordiale saluto

    Franco Nulli

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