Duilio Campagnolo spiega alcuni concetti a Coldiretti

09 Feb 2011
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Leggi il comunicato del presidente di FuturAgra, Duilio Campagnolo in risposta articolo di  Coldiretti apparso il 9 febbraio 2011

1 commento al post: “Duilio Campagnolo spiega alcuni concetti a Coldiretti”

  1. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Vorrei che qualcuno mi contestasse in punta di diritto quello che dirò qui sotto.

    Le varietà che ricevono COV (Certificato di Ottenimento Vegetale) in un paese membro UE contenenti il tratto Geneticamente Modificato MON 810, approvato in sede tecnica, sono a vocazione comunitaria, cioè le sementi, stanti le leggi in vigore, possono essere messe in commercio in ogni Stato Membro.
    Si dice che in Italia non sono seminabili in quanto in base al decreto 212/2001 bisogna ricevere il permesso da una Commissione apposita istituita nel 2002. Il Sig Dalla Libera ha seguito questa trafila, inoltrando domanda fin dal 2006, e gli è stato risposto solo in forza di un ordine tassativo del Consiglio di Stato. Si è affermato che la decisione era stata procrastinata in quanto le Regioni non avevano deliberato in merito alle regole di coesistenza delle diverse coltivazioni e che la Commisione negava il permesso sulla base di una relazione della Regione Friuli che in pratica diceva che era impossibile, data la configurazione territoriale, stabilire le regole di coesistenza.
    Questa è una motivazione che contravviene sia ad una precisa direttiva comunitaria, che non contempla la possibilità che non siano emanate regole permettenti la coesistenza, in quanto si vuol far salvo il principio che le varietà OGM autorizzate possano essere seminate alla stessa stregua delle varietà convenzionali, sia la sentenza del Consiglio di Stato che ribadiva che il fatto che le Regioni non avevano provveduto ai compiti loro assegnati non era motivo valido per non concedere l’autorizzazione.

    Quindi a mio avviso NULLA OSTA giuridicamente al poter seminare varietà di mais contenenti il MON 810.

    Questa mia convinzione l’ho già espressa sul giornale per cui scrivo e un tizio, non qualificandosi, mi ha telefonato con invettive dicendomi che come non si poteva seminare il MON 810 in Francia, alla stessa stregua non lo si poteva fare in Italia. Purtroppo non ho potuto spiegargli che c’era una differenza sostanziale che consisteva nel fatto che la Francia aveva invocato la Clausola di Salvaguardia, mentre l’Italia non l’aveva mai fatto.

    Perché era una differenza di sostanza? Perché chi chiede la Clausola e non ha remore a presentare a supporto un dossier tecnico scientifico anche fasullo, come ha fatto la Francia e che quindi è stato rigettato dall’AESA, non vede decadere la domanda automaticamente, ma la decisione passa agli organi politici; cioè la decisione deve essere presa dal consiglio dei ministri dell’agricoltura dei 27 paesi a maggioranza qualificata. Siccome quesa maggioranza qualificata, che avrebbe potuto obbligare la Francia a togliere gli impedimenti alle semine, non si raggiunge quasi mai (oserei dire specialmente in questo campo) la Clausola di Salvaguardia per la Francia è rimasta in essere e impedisce legalmente, senza contraddire le Direttive Comunitarie, le semine del Mais OGM sul suo territorio, ma non su tuttutta l’UE.

    Come già detto l’Italia non ha mai invocato la clausola di salvaguardia e quindi le decisioni che ha presso in base a regolamentazioni interne sono in contrasto con le regole comunitarie che prevalgono su quelle nazionali.

    Pertanto, a mio avviso, nel 2011 si potrà seminare tranquillamente il MON 810 e nessun giudice potrà impedirlo a termini di legge. Lo possono impedire solo le azioni banditesche impunite di GreenPeace, ma queste rientrano nelle anomalie della giustizia italiana.

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Nella categoria: News, OGM & Agricoltura italiana

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