FIRMA per conoscere l’origine dei fondi a GenEtiCamente

08 Feb 2011
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Per l’ennesima volta le istituzioni politiche di questo paese hanno offeso la dignità e l’intelligenza della comunità scientifica italiana. Di fatto, hanno sconfessato, esponendosi ancora al ridicolo sulla scena internazionale, la pertinenza e la qualità scientifica della ricerca biotecnologica che viene prodotta nei laboratori pubblici e privati, che viene pubblicata sulle più prestigiose riviste internazionali e che viene insegnata nelle università italiane.
Martedì 25 gennaio il Sottosegretario Gianni Letta ha tenuto a battesimo, a Roma, il progetto GenEticaMente denominato di “ricerca partecipata”, fungendo da più alto punto di riferimento per un accordo tra 7 ministeri (Università e Ricerca, Agricoltura, Economia, Ambiente, Beni culturali, Sviluppo economico, Affari Esteri e Politiche Comunitarie) e una fondazione privata diretta dal dottore in filosofia Mario Capanna. Partecipanti attivi all’incontro erano il Governatore della Puglia Vendola ed il presidente di COOP Tassinari.
Il progetto  risulterebbe finanziato con 20 milioni di euro per i prossimi quattro anni, e si propone di utilizzare una serie di piattaforme genetiche intese a realizzare il miglioramento delle piante di interesse agricolo senza ricorrere agli OGM, secondo la “nuova” tecnologia MAS che è tutt’altro che nuova tanto che numerosi gruppi di veri scienziati italiani usano queste tecnologie da trent’anni. La brochure diffusa dalla Fondazione non consente di capire quale sia il razionale scientifico del progetto, mentre è molto chiaro che l’idea di un controllo “democratico” sulla ricerca (di fatto politico e realizzato attraverso una fondazione privata) rappresenta quanto di più antitetico si possa immaginare rispetto ai principi e ai valori delle moderne liberaldemocrazie. I disastri umani ed economici prodotti nello scorso secolo da Lysenko e dall’eugenetica derivavano da interferenze della politica che soggiogavano singoli ricercatori a scopi ideologici. La comunità scientifica deve vigilare affinche non possano mai più  riemergere da un buio passato.
Verosimilmente la stessa partecipazione di enti pubblici e istituzioni democratiche al progetto va anche contro l’articolo 33 della Costituzione.
La comunità scientifica italiana giudica imbarazzante e umiliante che in un momento di carenza di fondi per la ricerca, endemica nel nostro Paese ma oggi aggravata dalla crisi economica, industriale ed occupazionale, si siano trovati 20 milioni di euro per un progetto che prescinde da qualunque parametro di meritocrazia e da qualunque standard internazionale di valutazione della ricerca. Colpisce in particolare che lo stesso governo e lo stesso ministro che hanno recentemente promosso una legge di riforma che mette al centro del processo di finanziamento della ricerca il principio della valutazione fra pari per la selezione dei progetti di ricerca e ricorre all’istituzione di un Comitato Nazionale dei Garanti per la ricerca per assicurare il buon funzionamento di tali procedure di valutazione (Art. 20 e 21, legge 30/12/2010, n. 240) poi diano il loro appoggio istituzionale e finanziario ad un progetto “di ricerca” che sfugge completamente a tali virtuosi principi. Chi fa ricerca e insegna, dibattendosi giornalmente tra enormi difficoltà e mostra ogni giorno di essere in grado, nonostante la carenza di mezzi, di strutture, di salari e soprattutto di considerazione, di voler e saper competere ai più alti livelli internazionali, non può che rimanere sgomento e domandarsi quale sia il vero atteggiamento di Governo e Ministri verso il tema centrale dell’accesso competitivo ai finanziamenti per la ricerca.
Mentre i migliori cervelli di questo Paese continuano a dover emigrare per poter vivere, mentre sono sempre più evanescenti gli stipendi di precari quarantenni che tutti i laboratori internazionali ci invidiano, mentre continuiamo a pagare a caro prezzo le innovazioni tecnologiche che non abbiamo saputo produrre o trattenere in Italia, dobbiamo anche assistere alla destinazione di ingentissimi fondi pubblici per lo svolgimento di attività di lobbying e rappresentanza di un soggetto privato in uno splendido castello del litorale romano. Questi fondi sfuggono a qualunque tipo di agenzia per la valutazione, ma servono per promuovere una cultura antisviluppo, anticonoscenza ed antiscientifica.
Solo l’Italia persiste compulsivamente nel perseguire una politica della ricerca e dello sviluppo tecnologico in ambito agroalimentare che tutela gli interessi di produttori e distributori economicamente marginali, garantisce un aumento del costo del cibo, latita sulla qualità e l’efficienza dei controlli di sicurezza  e prepara la cancellazione dell’Italia dallo scenario economico agricolo mondiale. I veri costi di simili scelte li pagheranno per decenni i nostri giovani e le future generazioni penalizzate da una cappa di oscurantismo autoreferenziale ed autarchico che la patria di Galileo Galilei non meritava.
Invitiamo i ricercatori, gli operatori della filiera agroalimentare, gli imprenditori e tutti i cittadini a sottoscrivere questo documento di protesta contro una deriva irrazionale che sta minacciando i presupposti culturali della libertà di ricerca scientifica e la libertà economica in un settore quanto mai strategico per l’innovazione e il rilancio economico dell’Italia.

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2 commenti al post: “FIRMA per conoscere l’origine dei fondi a GenEtiCamente”

  1. giovanni neriNo Gravatar scrive:

    Un progetto nato probabilmente nelle notti di Arcore…

  2. Tweets that mention politica italiana umilia ricerca scientifica -- Topsy.com scrive:

    [...] This post was mentioned on Twitter by Stirpe, Moreno Colaiacovo. Moreno Colaiacovo said: EuGeneticaMente: La politica italiana umilia ricerca scientifica http://t.co/KUyUQiN [...]

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Nella categoria: News, OGM & Politica

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