Geoinsetticida

02 Feb 2012
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Dalle prove fatte si vede come l’Italia abbia scelto i vari insetticidi. Questione di interessi, non saremmo obbligati ad un unica scelta.

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Leggi Appello al Ministro Mario Catania di Alberto Guidorzi

11 commenti al post: “Geoinsetticida”

  1. alberto guidorziNo Gravatar scrive:

    Roberto
    A questo proposito ti mando il testo di un mio articolo per posta, vedi tu se portarlo a conoscenza dei lettori del blog.

  2. VitangeloNo Gravatar scrive:

    Mi piacerebbe vedere la felicità sul volto degli ambientalisti quando hanno saputo che con i trattamenti con geoinsetticidi si può combattere la Diabrotica in alternativa alle piante geneticamente modificate!(e non è neanche vero!!!)
    E mi sarebbe piaciuto vedere in faccia i miei ex-colleghi agronomi, i quali dopo oltre un decennio non prendono posizioni sugli OGM mentre sono capaci di fare simili figuracce con prove senza senso, definite innovative,(e, fateci caso, senza conclusioni nell’articolo!) i quali pur di prendere i soldi dal Mipaaf non ammettono che l’unico freno attualmente disponibile alladiffusione del parassita sono le piante (disponibili da qualche anno!) genenticamente modificate con il Bt specifico! Lo scrissi qualche anno fa su Spazio Rurale, mentre partivano i finanziamenti e si spendevono soldi con il monitoraggio. Ma state tranquilli, le prove continueranno!

  3. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Se non avessi appena rinnovato l’abbonamento ad IA…
    Qualcuno mi sa spiegare che significato ha l’articolo in oggetto?
    Sarò io anche tardo, ma non lo ho capito…
    Sicuramente l’età che avanza inesorabile mi impedisce di ragionare con raziocinio e mi incattivisco a fronte di alcune cose.
    Forse dicono che stanno cominciando a studiare un problema noto? E la cui soluzione é potenzialmente (almeno parzialmente) nota?
    Nell’ “APPROFONDIMENTO” non trovo indicato, oltre ai nomi dei ricercatori, il costo di questa fondamentale ricerca finanziata dal MIPAAF.
    Si riesce a risalire al bando e quindi all’importo finanziato?
    …Pura curiosità.

    Franco

  4. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Franco,
    non è solo pura curiosità la tua di voiler sapere quanti fondi hanno avuto per fare tutto questo. Serve a chiarire la condizione di ricatto in cui la ricerca vive da anni dal momento che chi finanzia non ha nulla dello stato super partes, ma è anzi parte attiva in gioco (contro gli OGM).

    I ricercatori hanno l’alternativa tra non essere finanziati e quindi non potere far crescere i loro ragazzi oppure fare ricerche senza senso e senza prospettiva. E non è che lasciando passare le occasioni queste finiscano in mani migliori o che (come sarebbe auspicabile) vadano in economia per assenza di candidati che vogliano prostituirsi a qualunque costo. Insomma in giro non c’è un centesimo per chi vuole fare una pianta o un microrganismo OGM, i finanziamenti possibili sono sempre per fare altro o per fare una cosa che non si può confessare essere un OGM e poi la saggezza del ricercatore “interpretra” il finanziamento in una maniera più sensata e produttiva.
    Ad essere rigorosi il budget ottenuto serviva a fare queste analisi, ed io ignoro i veri obbiettivi degli sperimentatori (potrebbero anche essere nobili). So di certo che un finanziamento ministeriale su questa materia quando da simili risultati dovrebbe servire a dire che con queste prospettive non si va da nessuna parte

  5. VitangeloNo Gravatar scrive:

    Non è colpa dell’Informatore Agrario se, in Italia, l’offerta di buoni e utili risultati è sempre più scarsa. Questo fu evidente già una decina di anni fa quando si iniziò a finanziare ricerca e sperimentazione di scarso valore per accontenntare i politici. L’errore è quello di non sapere dire NO! Vuoi per non far cadere il Governo votando contro un ministro incapapce e presuntuoso (…nel frattempo o sparito dalla scena politica o fa il sindaco di una grande città innevata!)o non perdere i finanziamenti che permettono di pagare le bollette, o perchè si spera di far carriera accontentando il potente di turno. Certo è, che, come nel caso della Diabrotica, anche una rivista prestigiosa e benenmerita cone l’IA debba soffrire. E se soffre l’Informatore Agrario, soffre tutto il settore agricoltura! Anche questa è una metafora di come siamo messi male! Belli i tempi in cui all’inizio dell’anno con gli amici di IA (e anche di Terra e Vita e Colture protette, per restare nel mio ambito, l’orticoltura) si programmavano gli speciali per l’intero anno e gli editoriali del settore. Avevamo tante di quelle novità con i pochi fondi dei progetti speciali e finalizzati; originati, però, dalla fantasia dei Ricercatori e non dai Gabinetti ministeriali. Solo i gabinetti ministeriali, con la stessa logica, potevano ridurre il CRA nello stato comatoso atuale condannando alla mediocrità (che considero ancora un complimento!) l’ente strumentale per eccelenza a disposizione di tutta l’agricoltura italiana! E anche qui si assiste al vergognoso silenzio dei Ricercatori, dei Docenti e dei tanti Presidenti di Sindacati di categoria e dei consumatori! Questi ultime due categorie più interessate all’aumento della zucchina durante le gelate che alla produzione della stessa e dei suoi simili durante tutto l’anno!
    Perciò, Franco, non avere rimpianti; hai fatto bene a rinnovare l’abbonamento. Mi auguro, che gli amici di IA (e delle altre riviste)entrino in questo dibattito. Sarebbe illuminante per tutti.

  6. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Hai ragione Vitangelo. Ho fatto bene a rinnovare l’abbonamento a I.A…. Anche perché non saprei a cosa abbonarmi di meglio :-) E comunque loro riportano uno stato di fatto e non fanno tendenza (magari!)
    Credo di avere tutte le annate complete di I.A. e T.V dal 1982 in avanti, anno in cui ho iniziato la mia avventura agricola; una buona parte anche rilegate: verde TV e blu IA… In alcuni numeri di T.V. ci sono anche articoli sulla mia azienda; permettimi un piccolo sfoggio di vanagloria :-)
    Siamo capaci di stimolare le riviste suddette a partecipare alla nostra discussione? (Roberto! a te la palla!!!)
    Certo che la situazione in cui ci troviamo a combattere é veramente triste.
    Leggere certi articoli, che sembrano il report di tentativi di ricerca di 30 anni addietro, e rendersi conto che sono il vano tentativo di sopravvivere di bravi ricercatori frustrati fa molto male. Di più :-(
    Pensa che io sono in procinto, in un simile clima, di passare la mano a mio figlio nella gestione dell’Azienda.
    Farò bene a consegnargli le redini? Sarà una scelta giusta o meglio che faccia altro? E’ ragionevole consigliargli la mia bellissima professione, anche se a lui piace molto e io so in che mani siamo?

    Ciao Franco

  7. VitangeloNo Gravatar scrive:

    Caro Franco, quando passi le redini a tuo figlio ricordagli il vecchio avvertimento:”Ci sono tre strade sicure per fallire: le carte, le donne e l’agricoltura: quest’ultima è certamente la più lenta ma è la più sicura!”. Uomo avvisato mezzo salvato!!
    Da parte mia, è stata la premessa che ho sempre fatto quando ero (ora non mi chiama più nessuno!!) invitato a parlare di agricoltura con i giovani. Penso, che dovrebbe essere obbligatorio scriverlo nei contratti quando si affida la terra ai giovani. Dovrebbero farlo il Governo e i Sindacati di categoria quando affidano ai giovani i terreni demaniali, per esempio, o i finanziamenti all’impresa agricola. Stando alla lunga esperienza e alle condizioni attuali, non è una esagerazione la vecchia affermazione! Mi disse una volta un vecchio grande agricoltore calabrese “Mi sono salvato solo perchè ogni tanto ho piantato cemento”. Ovviamente disponeva di suoli edificatori! Ma chi non ce li ha, fa fatica anche con l’innovazione estrema e i tanti contributi disponibili.
    In bocca al lupo per tuo figlio, che certamente sarà bravo quanto o più del padre.

  8. giulioNo Gravatar scrive:

    La diabrotica colpisce gli agricoltori americani da molti più anni che gli europei. Negli USA hanno provato di tutto per combatterla: tecniche colturali, uso di insetticidi, geodisinfestanti, concia delle sementi, sementi OGM.
    Non capisco perché si debbano replicare tutti gli studi già fatti. La diffusione del sapere scientifico e dei risultati delle ricerche mi pare sia abbastanza libera.
    Se vogliamo combattere questo insetto basterebbe fare come loro, con i dovuti adeguamenti all’ambiente italiano, ma senza allontanarci troppo dalle loro metodiche di lotta.
    Il fatto è che i tre metodi di lotta più efficaci non li possiamo fare: non possiamo coltivare piante OGM, non possiamo utilizzare concianti nei semi, e dopo la fine della bieticoltura non possiamo fare una buona rotazione dei terreni.
    La ricerca pubblicata si commenta da sé: non si può sparare sulla Croce Rossa.

  9. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Certo, Giulio

    Se per fermare mia moglie che mi tradisce posso solo contrapporre il fatto che io bevo una spremuta di arance BIO al mattino, uno yogurt addizionato di vitamine alle 10 e un piatto di pasta “casalinga” con farina a Km 0 a mezzogiorno, sono fuori strada. “Lei” se la fa con un altro…
    …Mia Moglie per fortuna non mi tradisce, ma la Diabrotica sembra veramente che faccia gravi danni in tanti areali.
    …Non come mia Moglie! (Lei fa danni …solo a me!)
    Scheri a parte, a casa mia, nella mia Azienda Agricola, fortunatamente la Diabrotica la ho solo vista di sfuggita, ma non sono per nulla certo che nei prossimi anni, magari proprio il prossimo 2012, non si faccia vedere alla grande.
    E allora cosa faccio con la Fedifraga ( non mia moglie…)?
    Magari potessi avere un “antitradimento” per la Diabrotica! Lo utilizzerei subito!
    E quest’arma (non nei confronti di mia Moglie che, lo ripeto, non mi tradisce) la abbiamo.
    Ne abbiamo tante, almeno potenzialmente. Si chiamano BIOTECNOLOGIE.
    La ricerca genetica é pronta, basta che le diamo credito e che la sollecitiamo ad aiutarci.
    L’alternativa? essere “cornuti e mazziati” come diceva un nostro famoso connazionale…
    Lasciamo agli altri di progredire e noi stiamo con le nostre mogli “vergini” e a Km 0, magari anche BIO, che non fa male…
    Siamo seri!
    Diamo credito a chi la ricerca la fa seriamente.
    Facciamoci aiutare da chi lavora per il nostro vantaggio e per il nostro reddito.
    Aiutiamo chi fa di tutto per aiutarci con la Ricerca!

    Grazie Ricercatori!!

    Franco

  10. alberto guidorziNo Gravatar scrive:

    Giulio

    Adesso non possiamo neppure più coltivare soia, perchè è un votarsi a coltivare in perdita.

    Tutto ciò perché? Nessuno più s’interessa alla selezione ed al miglioramento della soia convenzionale, i volumi di vendita sono drasticamente calati ed il moltiplicare soia convenzionale a livello di nicchia è solo un intralcio per le ditte sementiere.

    Giulio una curiosità

    Eri un bieticoltore? Per chi coltivavi? Il tuo zuccherificio è stato chiuso o è rimasto aperto?

  11. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Proprio in perdita no, ma siamo al limite.
    Il vero problema é che quando 2 anni fa ho seminato l’ultima mia soia… era la stessa di 20 anni addietro!
    Dekabig per precisione. Non ho trovato nulla di meglio sulla carta.
    E credo che 20 anni di ricerca potrebbero portare a qualcosina!

    Con tristezza, Franco

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Nella categoria: News, OGM & Mais

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