La difesa di Giorgio

09 Mar 2012
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La Memoria difensiva di Giorgio Fidenato illustra molti aspetti del processo penale a suo carico e le modalità attraverso le quali passa la giustizia in questo Paese. Non ci attendiamo altro che una parziale condanna, ma la partita non finisce di certo nell’attuale tribunale giudicante.

7 commenti al post: “La difesa di Giorgio”

  1. alberto guidorziNo Gravatar scrive:

    Non si richiede che un giudice sia anche agronomo, ma almeno almeno si rifacesse alla parabola del “Buon Seminatore” per cui un seme buttato in mezzo i sassi diviene solo un comune oggetto estraneo deperibile e nulla più, mentre un seme gettato su un buon letto di semina deperisce come il primo ma per generare una pianta nuova e solo questa interagisce con l’ambiente. Pertanto disgiungere acquisto di un seme da parte di un agricoltore dalla semina mi sembra un esercizio di pura fantasia giuridica.
    Ad un agricoltore che acquista dei semi uso mangime non gli viene proibito di seminarli e neppure deve chiedere il permesso.

    Scommetto che questo giudice sarebbe capace di rimettere in galera uno che ha scontato interamente la pena per il solo fatto di star uscendo dalla galera.

  2. DiegoNo Gravatar scrive:

    In questo video, http://www.greenpeace.org/italy/it/multimedia/Video/Greenpeace-Gli-attivisti-non-sono-criminali/
    GP si lamenta della multa di 86.250 € di multa per la distruzione di un campo di mais, è lo stesso di Fidenato?

  3. Giorgio FidenatoNo Gravatar scrive:

    Eppure Alberto si sta discutendo proprio di quello. Questi giudici sostengono, direttiva 2001/18/CE, che l’autorizzazione all’immissione in commercio è distinta e disgiunta dalla possibilità di semina e che per fare tale attività ci sia bisogno di una nuova autorizzazione per la famosa questione della coesistenza. Anche se abbiamo dimostrato che nel caso del MON810 il prodotto, come da tabella rilasciata dalla Commissione , è autorizzato alla semina e l’art. 19 comma 1 della direttiva prevede che, qualora l’OGM sia già stato autorizzato in forma scritta, questi può essere immesso in commercio (e quindi seminato) senza un’ulteriore notifica, i giudici continuano a dire che bisogna chiedere l’autorizzazione e che il decreto 212/2001 è conforme alla direttiva europea. Abbiamo suggerito loro di chiedere un parere preventivo alla corte di Giustizia europea, ma loro sono assolutamente sicuri che la loro interpretazione è quella giusta. E poi dicono che la magistratura è la parte più sana del nostro scassato Stato!!!!!

  4. Giorgio FidenatoNo Gravatar scrive:

    Eppure Alberto si sta discutendo proprio di quello. Questi giudici sostengono, direttiva 2001/18/CE, che l’autorizzazione all’immissione in commercio è distinta e disgiunta dalla possibilità di semina e che per fare tale attività ci sia bisogno di una nuova autorizzazione per la famosa questione della coesistenza. Anche se abbiamo dimostrato che nel caso del MON810 il prodotto, come da tabella rilasciata dalla Commissione , è autorizzato alla semina e l’art. 19 comma 1 della direttiva prevede che, qualora l’OGM sia già stato autorizzato in forma scritta, questi può essere immesso in commercio (e quindi seminato) senza un’ulteriore notifica, i giudici continuano a dire che bisogna chiedere l’autorizzazione e che il decreto 212/2001 è conforme alla direttiva europea. Abbiamo suggerito loro di chiedere un parere preventivo alla corte di Giustizia europea, ma loro sono assolutamente sicuri che la loro interpretazione è quella giusta. E poi dicono che la magistratura è la parte più sana del nostro scassato Stato!!!!!

  5. alberto guidorziNo Gravatar scrive:

    Giorgio

    A rigore la coesistenza può valere per tutte le nuove varietà, in quanto spandono polline con corredo genetico modificato; più modificato di una varietà mutata per irraggiamento non vi è, anzi le modifiche non le conosciamo tutte e ci accontentiamo di verificarle solo fenotipicamente.

    Eppure per queste varietà non si pone il problema della coesistenza ed ottenuta l’autorizzazione in base alla legge sementiera si seminano e basta.

    Gli azzeccagarbugli esistono ancora. Mi sa che vi siano giudici che prima in cuor loro emettono la sentenza e poi stiracchiano le leggi per darsi ragione. E qui saremmo in presenza dei giudici più onesti, vi sono anche quelli che accettano di farsi imporre la sentenza.

  6. alberto guidorziNo Gravatar scrive:

    Giorgio

    Senti cosa capita in Francia. Il governo dice che emetterà il decreto di moratoria (la seconda) sul MON 810 il 20 marzo e interdirà la coltivazione. Ora vi è un buon numero di coltivatori che ha deciso di seminare comunque il mais OGM, solo che se lo farà entro il 20 marzo la semina sarà legale perché la precente moratorio non è più in atto essendo stata cassata dal Consiglio di Stato francese.
    Dunque dato che le regole sulle sementi sono le stesse in tutta Europa in Francia non si chiede a questi agricoltori di dotarsi del permesso di seminare come invece si è fatto (a mio avviso molto abusivamente) in Italia con il decreto 212 (il decreto 212 è stato notificato a Bruxelles?).

    Si vociferà che anche se questi agricoltori avranno seminato, si potrà chiedere loro di distruggere la coltivazione in quanto è la coltivazione che non si può fare, ma già vi è la discussione di quando inizia la coltivazione in quanto se la si considera iniziata con la semina questi coltivatori avranno fatto un’operazione legale, mentre qualcuno la vuole far cominciare dall’emergenza dal terreno e quindi le semine di questa settimana ed anche precedenti diverranno illegali in quanto l’emrgenza non sarà ancora avvenuta.

    Si arriva a dire che un seme deposto in terra prima della germinazione è come se si trovasse ancora in magazzino e quindi non rientra in quanto dice la direttiva sull’emissione di OGM nell’ambiente.

    Si vede proprio che siamo cugini…..

  7. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Giorgio

    hai già disponibili le motivazioni delle sentenze precedenti?
    Quando le hai mele mandi?
    roberto

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