Gli Ogm per lattanti

20 Apr 2015
Post2PDF Versione PDF

Chi scrive è la principale rivista di pediatria italiana: Medico e Bambino. Ma anche loro sono stanchi della congiura del silenzio e ci spiegano che derivati di soia ogm sono uno dei primi alimenti per neonati intolleranti al latte. Dovremmo trovare un alimento adatto anche agli intolleranti ad accendere il cervello ed aprire gli occhi.

Leggi la lettera su Medico e Bambino

24 commenti al post: “Gli Ogm per lattanti”

  1. PieroNo Gravatar scrive:

    In effetti non è proprio come crede l’estensore della lettera, infatti

    REGOLAMENTO (CE) N. 1829/2003 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 22 settembre 2003 relativo agli alimenti e ai mangimi geneticamente modificati

    Definizioni
    10) «prodotto a partire da OGM» significa derivato, in tutto o in parte, da tali organismi, ma che non li contiene e non ne è costituito

    CAPO II
    ALIMENTI GENETICAMENTE MODIFICATI
    Sezione 1
    Autorizzazione e vigilanza
    Articolo 3
    Campo di applicazione
    1. La presente sezione si applica:
    a) agli OGM destinati all’alimentazione umana;
    b) agli alimenti che contengono o sono costituiti da OGM;
    c) agli alimenti che sono prodotti a partire da o che contengono ingredienti prodotti a partire da OGM.

    I prodotti di cui parla il pediatra dovrebbero pertanto essere etichettati come “prodotti a partire da soia ogm”

  2. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Grazie Piero, mi hai anticipato.

    Speriamo che non sia Alessandro Ventura titolare della cattedra di Clinica Pediatrica dell’Università Trieste.

    Però Roberto, adesso toglilo questo topic……hai fatto una figura di m…a

    Se devi utilizzare queste m….te per sponsorizzare gli OGM vuol dire che sei alla frutta.

  3. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    Grazie Piero di aver sollevato la questione…effettivamente mi stavo chiedendo anch’io la stessa cosa. Credo però che la cosa sia un pochino più complessa di così. Mi spiego: La definizione “prodotto a partire da OGM significa derivato, in tutto o in parte, da tali organismi, ma che non li contiene e non ne è costituito” penso si applichi all’Organismo in quanto tale; cioè se si produce una galletta di mais con farina di mais Bt, non sto usando un organismo ma la sua farina…quando macino un chicco di mais quello smette di essere un Organismo. D’altro canto se così non fosse, si entrerebbe in contraddizione con la soglia dello 0,9% in quanto all’interno ad esempio di un olio o un amido non sono rintracciabili DNA o proteine.

    Potrei ovviamente sbagliare…quindi se Roberto, Alberto o Luca ne sanno di più spero ci possano illuminare.

    Grazie anticipatamente :-)

  4. PieroNo Gravatar scrive:

    a me risulta sia proprio così, infatti l’olio va dichiarato da soia gm anche se non contiene proteine; in questo caso credo entri in gioco la rintracciabilità
    tra l’altro la norma è molto chiara quando prevede “a partire da” ed esclude “con” che è il caso di carne latte e uova che non devono essere etichettati
    detto questo, non vedo come il particolare infici il senso della lettera (post. 2)

  5. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    Grazie Piero…è possibile che sia come dici…devo ammettere che la questione non mi è molto chiara…

  6. PieroNo Gravatar scrive:

    sono molte le questioni non chiare in quella norma, probabilmente a causa dalla fretta
    anche la tolleranza dello 0,9 che è riferita al singolo ingrediente e non alla massa (se fabbrichi un mangime senza soia e te ne va per contaminazione anche lo 0,8 di transgenica, all’analisi risulta che hai soia 100% transgenica e son guai)

  7. GUIDORZI ALBERTONo Gravatar scrive:

    Altro che soia OGM-HT pericolosa, la soia se la vogliamo far diventare cibo corrente bisognerà modificarla geneticamente. Signori vegetariani e vegani o quant’altro voi siate, adesso vi racconto quali rischi correte con il vostro rincorrere il naturale come fosse l’unico elisir di lunga vita esistente, in particolare nel caso della soia si corre il rischio di sopravvivere (se va bene), di riempire il pianeta di pascoli per alimentare tutto il bestiame che facciamo vivere fino a morte naturale per rincorrere un principio etico astratto, ma da castrati!

    La soia contiene la genisteina e la daidzeina che sono degli isoflavoni, ma si comportano da estrogeni non steroidei alla stregua dell’estradiolo che è un importante ormone femminile secreto dalla ovaie. In altre parole i fitoestrogeni citati possono, nello stesso individuo, bloccare o favorire la secrezione di estrogeni. I due comportamenti antitetici dipendono dagli organi interessati, dalle dosi e dall’età e la previsione del loro comportamento resta ancora da ben delucidare perché altri fattori intervengono, come ad esempio la composizione della microflora intestinale. Visto poi l’aumento di consumo mondiale della soia nel mondo che non l’ha mai consumata, ha portato gli organismi di salute pubblica ad interessarsi al fenomeno. Un semplice dato chiarisce meglio il problema, in 15 ml di olio di soia vi sono 28773 nanogrammi di estrogeni quando una compressa di contraccettivo orale ve ne sono solo 20.000 di nanogrammi (si pensi che in 150 grammi di bistecca di bovino statunitense o canadese che ha ricevuto normalmente degli estrogeni come stimolante di crescita ve ne sono appena 3,3 nanogrammi, e poi si sta a discutere, anzi si lascia credere del pericolo “gravissimo” che si corre ad importare carne bovina dagli USA). Non solo, e qui subentra in pieno la questione lattanti, ma ancora prima di divenirlo, in quanto la placenta non costituisce barriera ai fitoestrogeni di una futura mamma vegetariana che si nutre di soia. Il feto, infatti, può risentirne a livello di sviluppo cerebrale e apparato riproduttore. Cioè i fitoestrogeni possono provocare effetti simili agli estrogeni chimici come il bisfenolo A, la diossina, gli ftalati o il distilbene ecc. Di quest’ultimo basta informarsi presso qualche medico per sapere quali danni ha fatto e fa ancora, seppure sia vietato. Ebbene nei formulati di soia per lattanti, sempre più consumati, vi sono ben 6/11 volte più di quanto è contenuto nei cibi a base di soia per adulti che in questi possono produrre effetti ormonali nefasti. Altro dato, i neonati nutriti a latte di soia hanno concentrazioni sanguigne in isoflavoni che sono tra le 13.000 e le 22.000 volte più elevate che non le concentrazioni di estradiolo di lattanti allevati a latte materno o di vacca.
    Gli adulti però non sono immuni da pericoli, si è visto che tra un adulto che si nutre di derivati di soia ed uno che non se ne nutre vi sono ben 41 milioni di spermatozoi di differenza a sfavore del primo. Ecco perché ho parlato di castrati. I vegetariani che si nutrono di soia rischiano enormemente più la perdita di libido e disturbi erettili per il loro contenuto di testosterone molto diminuito, il contenuto di quest’ultimo ritorna normale solo dopo parecchi mesi che è stata abolita la soia dall’alimentazione. Chi pratica sport rischia di più in quanto per lui sono consigliati cibi a base di soia. Per le donne il fenomeno non è la castrazione anzi potrebbe essere una sovreccitazione e poi endometriosi e fibromi uterini ed infine anche per loro infertilità.
    Tralascio l’aspetto dell’influenza dei derivati di soia per la prevenzione del tumore al seno perché troppo complesso e variegato.

    Tuttavia, la contestazione a quanto detto sopra potrebbe essere la seguente: “ ma in Cina ed in Giappone cosa capita, essendo dei grandi consumatori di soia da millenni?” Qui subentra la coevoluzione dell’uomo ed il suo cibo, in quanto il metodo di fermentazione ancestrale praticata in questi paesi al fine di rendere commestibile la soia (che allo stato naturale non la è) operano una trasformazione tale e la formazione di agliconi (isoflavoni privati dello zucchero legato alla proteina) che impediscono gli effetti deleteri suddetti. Infatti dalle analisi si ricava che la soia che arriva da noi ha solo delle tracce di agliconi, essendo anch’essa fermentata per renderla commestibile, ma, solo che i metodi sono diversi. Vi è però dell’altro, la flora intestinale di un occidentale è diversa da quella di un orientale, in questi ultimi vi sono particolari batteri capaci di metabolizzare gli isoflavoni in modo da non farli divenire ad effetto estrogeno.

    Vuoi vedere che in base a ciò assisteremo ad una campagna indetta da vegetariani e vegani a favore della soia geneticamente modificata negli isoflavoni? Solo che per ideologia rifiuteranno sempre la soia geneticamente modificata per poterla meglio diserbare!!!!

  8. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    Ho trovato le linee guida alle 1829-30/2003 e relativamente alla questione olii, amidi ecc, continuo a non capirci nulla. Il link è il seguente:

    http://www.food.gov.uk/sites/default/files/multimedia/pdfs/gmguidancent.pdf

    Per far prima vi riporto la parte di testo che sembrerebbe rappresentare l’argomento in discussione:

    Products for Food and Feed produced from GMOs (Article 5) (e.g. rapeseed oil, maize gluten feed, soya lecithin)
    For these products there is a requirement for written documentation to be transmitted to the operator receiving the product. For each transaction, information regarding a) an indication of each of the food ingredients, feed materials, or feed additives which are produced from GMOs, or b) in the case

    of products for which no ingredient list exists, an indication that the product is produced from GMOs will be required. All operators will be required to retain documentation for a period of 5 years, and adopting a ‘one step up one step down’ approach, detailing the operator providing the product and who the product was sold on to.
    Where specific identification systems such as lot numbering is used for pre- packaged products then specific information on unique identifiers or which ingredients are produced from GMOs do not need to be held by operators providing the information and the lot number is clearly marked on the package and the information on lot numbers is held for a period of five years.
    An over-view of the traceability requirements can be found at Appendix 5.
    The thresholds in Articles 12, 24 or 47 of EC Regulation No 1829/2003 will apply to the labelling requirements detailed above for the adventitious or technically unavoidable presence of GMOs. Labelling will not be required in such cases.

    Mi dite voi che capite da quanto riportato?

  9. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Io continuo a capirci poco,ma a ritenere che questa sia una materia in cui non ci siano regole certe.
    I cosiddetti Formulati a base di soia dovrebbero contenere proteine e olii, ossia quasi nessun DNA e l’analisi per la ricerca di Ogm si fa sul DNA. Insomma forse manca la prova della pistola fumante.
    In aggiunta immaginiamo che si volglia (e si possa) allestire un test che cerchi di identificare la proteina derivante dalla transgenesi, io non ho dati tecnici in materia, ma il mio pre-giudizio è che le proteine di riserva del seme di soia siano molte di più di quelle relative al transgene. Con questo voglio dire che se la ricerca dal DNA si spostasse sulle proteine quelle transgeniche precipiterebbero ad una su 10.000 o meno e quindi non ci sarebbe l’obbligo di etichettare nulla come derivato da Ogm.
    Non ho e non esprimo certezze, osservo solo che l’articolo è andato in abbonamento alla maggioranza dei pediatri italiani quasi tre mesi fa e per ora non si ha notizia di nessuna reazione, forse questo “stimolo” potrebbe far nascere una nuova tipologia di prodotto commerciale: il latte di soia etichettato. Vedete come siamo utili al commercio dei “biologici”, senza di noi non saprebbero come fare soldi.

  10. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    ETICHETTATURA OGM

    REGOLAMENTO (CE) N. 1829/2003, Pubblicato il 18 ottobre 2003 sulla Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea (G.U.C.E.L 268), il regolamento stabilisce nuove regole che riguardano sia gli alimenti, sia i mangimi OGM.

    ƒEtichettatura: dovrà venire indicata non soltanto la presenza di OGM, ma anche il fatto che un alimento o mangime, o loro ingredienti, siano derivati da OGM, pure in assenza di tracce residue di proteine/DNA geneticamente modificati. Non viene prescritta, purtroppo,l’indicazione della presenza/derivazione da OGM per prodotti di origine animale (es. carne, latte, uova) provenienti da animali nutriti con mangimi OGM o trattati con medicinali di origine OGM.

    Ripeto:

    non soltanto la presenza di OGM, ma anche il fatto che un alimento o mangime, o loro ingredienti, siano derivati da OGM, pure in assenza di tracce residue di proteine/DNA geneticamente modificati………derivati……. c’è scritto derivati

    siamo alla frutta?

  11. Luca SimonettiNo Gravatar scrive:

    A occhio e croce, mi sembra abbia ragione Piero, si tratta di latte “prodotto a partire da” semi OGM (anche se non contiene OGM), quindi andrebbe etichettato come tale ai sensi del Regolamento 1829/2003/CE.

  12. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    Ogm bb, non è per fare lo scocciatore ma, dal momento che è una cosa che voglio capire, mi riporti il link? È scritto nella direttiva “pure in assenza di traccie residue”? Ti ringrazio…voglio essere certo per non riportare cose sbagliate…

  13. roberto defezNo Gravatar scrive:

    le fonti di Ogm bb sono 2: Federalimentare ed università di Pisa, nessun testo ufficiale, ma solo interpretazioni che nel testo dichiarano molti dubbi ed incertezze: sono opèinioni, non fatti

    Risultati di ricerca

    [PDF]OGM - Federalimentare
    http://www.federalimentare.it/Documenti/LineeGuida/OGM_11mar04.pdf

    11 mar 2004 - 4.6 Gestione pratica della etichettatura OGM da parte dell’Industria … VALUTAZIONE DAI COMITATI SCIENTIFICI EUROPEI, MA NON ANCORA …. fatto che un alimento o mangime, o loro ingredienti, siano derivati da OGM, pure in assenza di tracce residue di proteine/DNA geneticamente modificati.
    Hai visitato questa pagina in data 21/04/15
    [PDF]Organismi Geneticamente Modificati - UNPISI
    http://www.unpisi.it/unpisiOLD/Documenti/Rivista%201-2005.pdf
    Ci sono piante transgeniche di pomodori che dopo la maturazione non si deteriorano. … venire effettuata tra parentesi, sia nella lista stessa, sia a …. indicata non soltanto la presenza di OGM ma anche il fatto che un alimento o mangime o loro ingredienti, siano derivati da OGM, pure in assenza di tracce residue di.

  14. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Riflettete sul fatto che il cotone non riporta nessuna indicazione se sia con o senza Ogm: secondo voi è tutto Ogm-free?????

  15. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    Non ho ringraziato tutti, nel post precedente, per l’aiuto che mi state fornendo…quindi grazie a tutti :-)

    Condivido il pensiero di Roberto in quanto a confusione ed è per questo che ho sollevato il problema. Non si tratta solo di “pistola fumante” ma di qualcosa che nella direttiva (almeno da quello che posso leggere) non sembra essere stato inserito (forse perchè dato per scontato?). Andiamo quindi per logica…se sono escluse dall’etichettatura soglie al di sotto dello 0,9%, cosa c’è di più sotto dello 0%? Da qui la mia perplessità…su una questione così importante e se era tanto ovvio includere nell’etichettatura olii ed amidi perchè non scriverlo chiaramente in qualche articolo della normativa?

    Nel post precedente avevo riportato le linee guida alle normative 29-30…da quel che posso capire si deve distinguere tra tracciabilità ed etichettatura ma alla fine del discorso si legge: “Labelling will not be required in such cases” si riferisce proprio ad olii e prodotti raffinati come la lecitina. Ora come si deve interpretare tutto questo? Grazie a tutti comunque

  16. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Forse pochi di voi ricordano il Decreto Amato del 4 agosto 2000. In quel testo si vietava l’uso di 4 mais Ogm perchè le farine di mais erano considerate in grado di riprodursi come se fossero organismi. Dopo 5-6 anni quel decreto truffa fu abrogato. Ma la parte interessante di quel decreto che io cito nel libro era che vietando i 4 mais si dava il via libera all’import in Italia di 3 olii di colza GM. Se leggete i testi originali, Pecoraro ministro, si autorizzavano gli olii perchè contenevano tracce infinitesimali di DNA. Le norme sull’etichettatura appaiono dopo, ma la logica del Se non c’è il DNA non è Ogm è sempre stata in uso

  17. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    Grazie Roberto dell’intervento…il punto che sollevo è esattamente questo.

    Posso interpretare il testo nel modo per cui:

    La presente sezione si applica:

    a) agli OGM destinati all’alimentazione umana = es. pannocchia di mais GM

    b) agli alimenti che contengono o sono costituiti da OGM = es. insalata con all’interno semi di mais GM

    c) agli alimenti che sono prodotti a partire da o che contengono ingredienti prodotti a partire da OGM = es. gallette di mais realizzate a partire da farine di mais GM

    Nel punto c si perde la definizione di organismo in quanto non più in grado di riprodursi.

    Ora so bene che in moltissimi testi che girano in internet (wikipedia inclusa) è scritto: olii ed amidi vanno etichettati ma la cosa non è ovvia affatto ed esiste la possibilità che sia stata male interpretata la legge

  18. PieroNo Gravatar scrive:

    Essendomi occupato di mangimi posso assicurare che “a partire da” si applica proprio a derivati come oli ecc. Si potrebbe formulare un quesito ad Assalzoo per avere conferma. Le gallette di mais non sono ottenute “a partire da”, contengono mais e sono del tutto omologabili all’ipotesi a) - Anche i mangimi sono fabbricati con mais macinato o comunque che ha subito un trattamento (fioccatura, laminazione…). Stesso discorso per la soia (tostatura, macinazione, estrusione…)
    Cotone: la mancata etichettatura potrebbe dipendere dal fatto che non si tratta di alimento o mangime. I panelli e le farine derivate dai semi invece sì. Sarebbe interessante verificare come vengono etichettati i linters di cotone utilizzati nell’alimentazione della vacche da latte.

  19. Luca SimonettiNo Gravatar scrive:

    Dovete vedere all’art. 2 del Regolamento (definizioni), capo 10): ” «prodotto a partire da OGM» significa derivato, in tutto o
    in parte, da tali organismi, ma che non li contiene e non
    ne è costituito”. Dopodiché vedrete che l’art. 12 stabilisce che il
    campo d’applicazione delle norme sull’etichettatura è il seguente: ”
    1. La presente sezione si applica agli alimenti destinati in
    quanto tali al consumatore finale o ai fornitori di alimenti per
    collettività nella Comunità e che:
    a) contengono o sono costituiti da OGM o
    b) sono prodotti a partire da o contengono ingredienti prodotti
    a partire da OGM.
    2. La presente sezione non si applica agli alimenti che
    contengono materiale che contiene, è costituito o prodotto a
    partire da OGM presenti in proporzione non superiore allo
    0,9 % degli ingredienti alimentari considerati individualmente o
    degli alimenti costituiti da un unico ingrediente, purché tale
    presenza sia accidentale o tecnicamente inevitabile.”
    C.D.D.

  20. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    Grazie ancora Piero…ripeto è possibilissimo che sia come dici. Se riesci ad avere conferma mi faresti un grosso favore. Il suggerimento che hai dato mi sembra ottimo.

    A presto

  21. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    Scusa Luca…mentre scrivevo il sistema non si era ancora aggiornato e non avevo avuto modo di vedere che eri intervenuto anche te…grazie anche a te per l’intervento.

  22. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Provo a dire di nuovo il perchè io penso che sia del tutto lecito usare olii o anche proteine da Ogm.

    Se sto analizzando una partita di semi di soia il modo che tutti conosciamo consiste nel cercare il DNA del gene di resistenza all’erbicida (lo chiameremo RR) all’interno di una popolazione di DNA che serve a fare tutto il resto della pianta. Il gene-ricercato non deve essere presente più di una volta su 100 altrimenti tutto è Ogm. Come sapete il seme è fatto sopratutto di poche proteine di riserva che chiameremo PP, ossia esiste un solo gene RR ed un solo PP quando li guardiamo per DNA, ma se guardiamo le proteine sempre dentro ad un singolo seme della proteina RR si fanno 10 copie (credo) e della proteina PP si fanno 100.000 copie.
    Con questo voglio dire che un seme è Ogm se si guarda il suo DNA, ma è OGM-free se si guardano le sue proteine.
    Spero di essere stato chiaro, e spero che Alberto lo spieghi meglio di me.

  23. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    Scusate ragazzi…ho trovato sul sito di GMO Compass (quindi attendibile) gli alimenti che debbono essere etichettati.

    Vi riporto il link: http://www.gmo-compass.org/eng/regulation/labelling/51.gmo_labelling_these_products_labelled.html

    Da quanto scritto hanno ragione Piero, Luca e OGMbb

    Detto questo, devo dire che in Europa sono riusciti a fare un vero capolavoro in quanto a confusione (non capisco a maggior ragione, le linee guida che ho trovato legate alle normative 1829-30/2003 - Ecco; quelle mi hanno incasinato la testa)

  24. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Torno dalle ferie e mi si apre il cuore……..GRAZIE, SCIENZA_79…….. ho nei tuoi confronti debiti di gratitudine

Lascia un tuo commento

Per allegare una vostra immagine a fianco ai commenti registrarsi al sito Gravatar. Quando inserite la mail in fase di commento, bisogna usare la stessa mail che avete usato per registravi al Gravatar

Nella categoria: News, OGM & Salute, OGM & Soia

Le rubriche di Salmone

Luca Simonetti

Slow Food. Cattivo, sporco e sbagliato

Petrini aggiorna il suo manifesto, “Buono, pulito e giusto”. Qualche…