Gli OGM stanno dalla parte delle leggi vigenti

07 Apr 2014
Post2PDF Versione PDF

graffio-filteredComincia oggi 7 aprile la settimana che conduce a Mercoledi’ 9 quando il TAR del Lazio si dovrebbe pronunciare sui due ricorsi presentati uno da Giorgio Fidenato e l’altro da Silvano Dalla Libera con l’Associazione Luca Coscioni a sostegno. Tantissime altre organizzazioni che evidentemente grondano soldi da tutte le parti si sono costituite per sostenere invece il decreto a tre firme (Lorenzin, De Girolamo, Orlando) del 12 agosto scorso: la sintesi di quanto sta accadendo in Italia la fa Armando Massarenti con questo Graffio sul Sole 24 ore di Domenica 6 aprile:

Chi non vuole rispettare la legge sono quelli che hanno più soldi e che annoverano tra le varie organizzazioni anche quelli che vendono OGM e che vorrebbero continuare a farlo in regime di assoluto monopolio:
Comunicato Stampa

39 ASSOCIAZIONI SI MOBILITANO CONTRO GLI OGM, INIZIATIVE OGGI IN TUTTA ITALIA
ROMA, 05.04.14 - In Italia è partito il conto alla rovescia sugli OGM. Il prossimo 9 aprile, infatti, il Tar del Lazio si pronuncerà sul ricorso presentato da un agricoltore friulano contro il decreto interministeriale che proibisce la semina di mais MON810. Se il ricorso fosse accolto, si rischia di aprire la strada a semine incontrollate di colture OGM con conseguenze drammatiche per la filiera agricola italiana, l’ambiente, le produzioni biologiche, le esportazioni e la libertà di scelta dei cittadini.
La Task Force “Per un’Italia libera da OGM”, composta da 39 associazioni, è in prima linea per difendere i terreni agricoli nazionali. Alcune associazioni, in rappresentanza di tutta la Task Force, hanno presentato un ricorso ad opponendum, e sono al fianco dei Ministeri dell’Agricoltura, dell’Ambiente e della Salute affinchénon sia un singolo agricoltore a superare la scelta delle istituzioni fatta nel rispetto della volontà della maggioranza dei cittadini italiani.
Ma se il ricorso dell’agricoltore friulano fosse accolto, la Task Force rinnova l’appello al Presidente del Consiglio Matteo Renzi e al governo perché venga emanato con effetto immediato un decreto contro le semine OGM e, a partire dal semestre italiano, si impegni in sede europea a elaborare finalmente una chiara iniziativa per impedire coltivazioni geneticamente modificate.
Per questi motivi oggi sono stati allestiti punti informativi della Task Force in una decina di città italiane del centro-nord per informare i cittadini sulle conseguenze e i rischi di coltivazioni OGM.
I principali appuntamenti:

- Milano (Eataly e Mercato della terra alla Fabbrica del Vapore)

- Torino (Mercato di Porta Palazzo)

- Bologna (Mercato della Terra di Piazzetta Pasolini)

- Padova (Piazzetta Garzeria)

- Firenze (Eataly)

- Perugia (Mercato settimanale di Pian di Massiano e Mercato biologico di Piazza Piccinino).
In attesa di un intervento del governo, le Regioni si stanno muovendo. La Regione Friuli ha emanato un regolamento che vieta la semina e la coltivazione di OGM sul suo territorio in caso di successo del ricorso al Tar, ipotesi in cui le associazioni della Task Force presenterebbero comunque ricorso al Consiglio di Stato.
Quasi otto italiani su 10 (76%) sono contrari agli OGM, secondo l’ultima rilevazione condotta da Ipr marketing nel giugno 2013. In Italia abbiamo ancora la possibilità di scegliere e di fermare l’avanzata di un modello agricolo che potrebbe mettere in serio pericolo l’identità e la distintività di uno dei settori che può contribuire maggiormente alla ripresa economica e occupazionale del Paese.
Distintività, qualità e tipicità sono le strade vincenti in questa fase congiunturale Come dimostra il boom degli acquisti diretti di alimenti garantiti OGM free dai produttori agricoli che nonostante un calo dei consumi alimentari in Italia del 3,7 per cento sono aumentati del 67 per cento nel 2013. e dell’8,8% quello dei consumi di prodotti biologici secondo recenti rilevazioni Ismea GfkEurisko.
La Task Force per un’Italia libera da OGM è composta da:

• Acli • Adoc • Adiconsum • Adusbef • Aiab • Amica • Associazione per l’Agricoltura Biodinamica • Assoconsum • As. Se. Me. • Campagna Amica • Cia • Città del Vino • Cna Alimentare • Codacons • Coldiretti • Consorzi agrari d’Italia • Crocevia • Fai • Federconsumatori • Federparchi • Firab • Focsiv • Fondazione Univerde • Greenaccord • Greenpeace • Isde • Lega Pesca • Legacoop Agroalimentare • Legambiente • Lipu • Movimento consumatori • Movimento difesa del cittadino • Slow Food Italia • Symbola • Uecoop • Una.api • Upbio • Vas • Wwf

5 commenti al post: “Gli OGM stanno dalla parte delle leggi vigenti”

  1. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    MA CI SONO ANCORA GLI AGRICOLTORI ITALIANI??????

    Io proprio penso di no!

    La mia frequentazione sessantennale (ho cominciato l’Istituto Tecnico Agrario a Remedello (BS) nel 1954) dell’agricoltura italiana me ne ha dato una prova in quanto di agricoltori veramente professionali e con prospettive di continuità ne ho individuati al massimo un 30%, tutti gli altri sono più o meno dei proprietari di terra che delle leggi retrograde si ostinano a definirli agricoltori, appunto per poter rimpinguare e mantenere ben quattro associazioni agricole e relativi staff dirigenziali e uffici periferici. IN MOLTI CASI UNA VERA MANOMORTA. Ai due estremi del restante 70% vi sono una Crespi che proprietaria di 650 ettari li fa coltivare(agli altri…) biodinamicamente e dall’altro i microcoltivatori che continuano a dire di coltivare, ma senza nessuna prospettiva. Molti di questi sostengono la Coldiretti o la Cia o la Copagri con le loro quote associative e quando queste lo possono fare, in caso di successione, preferiscono parcellizzare ancora di più la superficie, moltiplicando così gli associati che pagano le quote e che si fanno tenere la contabilità perchè obbligati da una burocrazie nella quale non mi sorprenderebbe che ci fosse lo zampino delle associazioni stesse. Tuttavia la caratteristica di questo 70% è un’agricoltura che non sfrutta minimamente tutte le potenzialità e che quindi sono solo una palla al piede della collettività che oltre a finanziare la politica agricola, si sobbarca anche l’alea di una mancata autosufficienza alimentare sempre più grave.
    Sono esclusi dal mio conteggio tutti coloro che fanno coltivazioni di soprassuolo (aziene orticole,frutticole,zootecniche)dove cioè le anticipazioni finanziarie sono parte preponderante del coltivare e i cui livelli superano di gran lunga quello delle altre aziende.

    Perchè mi sono posto il quesito?

    Semplice! Perchè se non fosse vero quanto ho specificato sopra si doveva assistere ad una presa di posizione: alcuni avrebbero dovuto organizzare una manifestazione di sostegno e protesta (non solo a parole) verso Fidenato e Dalla Libera fatti oggetto di un’azione di barbari vandalici totalmente ignorati dalla forza pubblica (o meglio da chi li comanda, appunto per non avere grane). Siamo alle solite due pesi e due misure, la prevenzione si fa solo verso 4 0 5 esaltati dell’indipendentismo, ma non verso i Centri Sociali, fucina dell’eversione e lasciati liberi di agire impunemente, mentre altri avrebbero dovuto manifestare il plauso per l’iniziativa delle loro associazioni sindacali nell’aver firmato il documento di cui sopra ed espresso solidarietà alle tute bianche che hanno seminato canapa in un campo altrui (cosa che non si può fare senza il permesso delle autorità) e deturpato i muri di una casa recintata di un privato cittadino che ha solo agito sulla base di sentenze di tribunali per poter affermare i suoi diritti di intraprendere.

    Non mi direte che dietro alla Coldiretti e alla Cia vi è la totalità degli associati favorevoli a schierarsi contro gli OGM?

  2. marco pastiNo Gravatar scrive:

    Piccola precisazione: anche l’associazione italiana maiscoltori è presente come parte ad adiuvandum oltre alla Luca Coscioni.

  3. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Scusa Marco una mia colpevole dimenticanza

  4. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Intanto loro pensano alle contromosse (illegali)

    http://www.padovanews.it/notizie-locali-veneto/economia/267045-ogm-assessori-veneto-fvg-trentino-alto-adige-incontrano-ministro-martina.html

  5. PieroNo Gravatar scrive:

    … e tirano fuori le solite balle sulle tipicità italiane
    tuttavia al ministero paiono poco preoccupati, il disciplinare del parma continua a non curarsi affatto degli ogm

    MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI PROVVEDIMENTO 3 marzo 2014
    Modifica del disciplinare di produzione della denominazione
    «Prosciutto di Parma» registrata in qualità di Denominazione di
    Origine Protetta in forza al Regolamento (CE) 1107 della Commissione
    del 12 giugno 1996. (14A01974)
    (GU n.64 del 18-3-2014)

Lascia un tuo commento

Per allegare una vostra immagine a fianco ai commenti registrarsi al sito Gravatar. Quando inserite la mail in fase di commento, bisogna usare la stessa mail che avete usato per registravi al Gravatar

Nella categoria: News, OGM & Ambiente, OGM & Argomenti contro, OGM & Aspetti legali

Le rubriche di Salmone

Luca Simonetti

Slow Food. Cattivo, sporco e sbagliato

Petrini aggiorna il suo manifesto, “Buono, pulito e giusto”. Qualche…