I prezzi dei cereali non scendono più

17 Lug 2009
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FAME: FAO,PREZZI CEREALI GIU’ MA ALIMENTI ANCORA TROPPO CARI
(ANSA) - ROMA, 16 LUG - Cresce il rischio di sicurezza alimentare nei Paesi in via di sviluppo dove il prezzo dei prodotti alimentari rimane alto rispetto al forte declino delle quotazioni dei cereali sui mercati internazionali. E’ quanto denuncia il rapporto Fao, presentato oggi, che sottolinea come in diversi Paesi i listini agroalimentari siano superiori ai già alti livelli di un anno fa o viaggino comunque tuttora su livelli record, lasciando in estrema difficoltà milioni di persone che soffrono la fame nel mondo. La Fao definisce invece “soddisfacente” l’approvvigionamento e la domanda di cereali, a fronte di una produzione stimata nel 2009 a 2 208 milioni di tonnellate, in flessione del 3,4% rispetto allo scorso anno. Le prime previsioni stimavano un calo del 3%. Tornando al ‘caro prezzi’, il rapporto Fao sottolinea che nell’Africa sub-sahariana tra l’80 e il 90% dei prezzi dei cereali monitorati dall’Organizzazione delle Nazioni Unite in 27 Paesi rimangono ancora più alti di oltre il 25% rispetto al periodo precedente al picco di incremento dei prezzi alimentari registrato due anni fa. Anche in Asia, America Latina e Caraibi tra il 40 e l’80% dei prezzi cerealicoli monitorati in 31 Paesi presentano un incremento superiore 25% rispetto al periodo pre-crisi. La Fao fa anche l’esempio del sorgo che in Sudan a giugno è volato a prezzi tre volte più alti di due anni fa, mentre il mais in Uganda, Kenya e Etiopia è raddoppiato rispetto al 2007. (ANSA)

1 commento al post: “I prezzi dei cereali non scendono più”

  1. paolo duse masinNo Gravatar scrive:

    holetto con perplessita’ questo articolo : sto trebbiando il mais ed il prezzo piu’ alto che ho avuto come offerta sul verde e’ di 9,15 euro : non copro nemmeno le spese vive con un aproduzion nedia inferiore ai 100 qli. Si tratta del prezzo piu’ basso mai raggiunto dal 1988 quando vendevamo il mais a 18.000 lire al q.le.
    Uva : una parte non e’ stata nemmeno raccolta per mancanza di domanda e, per non dannegiare i vigneti, la regaliamo a chi viene a raccoglierla.
    Frumento : abbiamo nei magazzini anche quello del 2008 con la speranza che il prezzo salga.
    Soia : una produzione di circa 35 qli ettaro al prezzo attuale non remunera le spese .
    Forse all’estero sta succedendo qualche cosa che non sappiamo ?

    Si tratta di un segnale positivo per noi agricoltori italiani?
    Evidentemente il segno positivo cambia a seconda della parte da cui si guarda (consumatore - produttore) .
    Posso solo notare che , a fronte di un crollo dei prezzi dal 2008 ad oggi (piu’ del 50%) alla distribuzione non si e’ notato lo stesso decremento.

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