IARC, EFSA e glifosato. Un’analisi di Alberto Guidorzi [Aggiornato il 08 Giugno]

08 Giu 2016
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“L’affaire Gliphosate”, la cronistoria

Aggiornamento del 31 Marzo: leggi Una decisione dimostrata sbagliata con 10 immagini

Aggiornamento del 21 Marzo: leggi Agricoltura, una professione per intraprendenti

Aggiornamento del 4 Aprile: Vanno in fumo le riduzioni di emissioni di gas serra che l’uso del glifosato garantiva

Aggiornamento del 31 maggio Il glifosate non passa mai di moda (anche come polemica)

Aggiornamento del 08 Giugno Gli Stati membri scaricano su Bruxelles le scelte che gli fa comodo che altri prendano per loro.

Quando è iniziato il tutto?

Possiamo farlo partire dal 20 marzo 2015, quando il CIRC (IARC acronimo inglese)-Centro Internazionale di Ricerca sul Cancro che è un’emanazione dell’OMS http://www.iarc.fr/en/media-centre/iarcnews/pdf/MonographVolume112.pdf ha annunciato di aver classificato il gliphosate come “cancerogeno probabile”

Chi dice “gliphosate” dice “Roundup” e il tutto lo collega alla multinazionale Monsanto, prima, produttrice in esclusiva dell’erbicida totale ( irrorandolo fa morire tutte le piante erbacee verdi), dsl 1991 conserva l’esclusiva sul marchio, ma non sulla molecola che è divenuta libera. Esso è usato in agricoltura, ma anche in tutti gli spazi verdi inerbiti non agricoli da tenere puliti. Fatto veramente paradossale è che la molecola è divenuta erbicida in un secondo tempo, subito è stata una molecola studiata per essere “anticancro” e per questa caratteristica ne è stata chiesta l’approvazione. La molecola è stata abbandonata solo perché gli effetti erano troppo limitati. Dobbiamo ammettere quindi che ci fosse qualche scriteriato che volesse far passare una molecola anticancro per producente il cancro! Persone quindi pazze e autolesioniste.

Comunque l’annuncio, ben dopo 45 anni d’uso del diserbante, ha scatenato il martellamento mediatico di tutti gli anti-OGM, di tutto il mondo verde, delle agricolture alternative e della politica purtroppo, sia militante che non. L’esempio lo troviamo con due ministri italiani che recentemente hanno detto che sono favorevoli alla messa al bando del gliphosate vale a dire: il militante Ministro Martina ed il non-militante (ma che sia vero?) ministro Lorenzin.

E’ buona cosa relativizzare la portata dell’annuncio

La classifica“cancerogeno probabile per l’uomo” è la categoria 2A e sotto di questa vi sono altre tre categorie che vanno da “cancerogeno possibile” (2B), ”inclassificabile circa la cancerogenicità per l’uomo” (3), “probabilmente non cancerogeno” (4). Siamo dunque a livello di non certezza, mentre sopra vi è la categoria in cui la “cancerogenicità è certa per l’uomo”.
La categoria 2A è quella categoria dove sono incluse quelle sostanze per le quali esistono prove sufficienti di cancerogenicità in laboratorio, cioè in vitro, e qualche indizio di cancerogenicità per l’uomo, ma senza prove sufficienti, ad esempio chi cuoce un alimento ad alta temperatura è destinato a produrre sostanze appartenenti alla stessa categoria del gliphosate, unitamente ai raggi ultravioletti, agli steroidi androgeni, al tricloroetilene , alla combustione domestica (i fumi di un caminetto per intenderci) e le esposizioni professionali di tutte le parrucchiere e i barbieri.
Non si creda che alla categoria dei sicuri cancerogeni (categoria 1) vi siano delle sostanze strane, vi è l’alcol, il tabagismo (attivo e passivo) e ciò che viene usato per fabbricare o aggiustare le scarpe (colle e coloranti vari).
Relativizzare non significa negare, tanto è vero che a questo esercizio vi si è dedicato anche il CIRC nella persona del suo presidente M. Aaron Blair, egli ha precisato che la classifica data riguarda solo la questione che: “ una sostanza può causare danni in certe circostanze ed a certi livelli di esposizione”. In altre parole, la CIRC dice che il glifosato probabilmente potrebbe causare il cancro negli esseri umani, ma non che probabilmente lo fa. Però la cosa che risulta paradossale è che non si sono preoccupati in quali precise circostanze ed a quali livelli d’esposizione e soprattutto se queste si realizzano nella realtà. Ecco questa è una precisazione che non compare in nessun articolo che riporta la notizia. A tutti interessa solo spargere paura nei lettori. Eppure dovrebbe essere compito di chi è chiamato a determinare un pericolo, reale o ipotetico, di valutarne anche il rischio. Ricordo che “pericolo e rischio” non sono la stessa cosa: Il pericolo è una fonte potenziale di danno. Il pericolo in sé non pone problemi in quanto è funzione dell’esposizione. Il rischio invece è la probabilità del pregiudizio legato all’esposizione ad un pericolo. In una casa in Italia un coltello rappresenta un rischio di pericolo maggiore di un serpente a sonagli. E’ però d’uso comune associare sempre il rischio al massimo del pericolo e quindi nell’uso comune il serpente rappresenta un rischio di pericolo maggiore anche alle nostre latitudini. Si poteva benissimo preliminarmente indagare se negli agricoltori utilizzatori dell’erbicida e quindi ai maggiori livelli di esposizione da ormai 45 anni (un lasso di tempo non indifferente, anzi che nelle decisioni politiche fa concludere non esistere rischio) vi era un’incidenza di cancro maggiore. Ebbene tutte le indagini dicono che come categoria di persone esposte è quella con la minore incidenza di tumori.

I media ci hanno subito marciato

Da subito sembrava che fosse solo il gliphosate ad essere esaminato, ma in realtà nella stessa categoria e nello stesso momento vi ha classificato il: diazinone (usato come insetticida domestico) ed il parathion (un fitofarmaco organofosforico insetticida) e nelle categoria immediatamente inferiore (2B) il malathion (altro fitofarmaco insetticida delle stessa categoria di cui sopra) e il tétrachlorvinphos (un antipulci per animali domestici largamente usato ed anche lui organofosforico). Avete sentito qualcun lanciare l’allarme? Pensate che non ci si è preoccupati nemmeno per gatti e cani che nelle nostre società sembrano assumere una valenza giuridica quasi superiore agli uomini; Malathion ed il Parathion sono due esteri fosforici ad azione nervina (i gas nervini usati in guerra sono proprio queste sostanze) usati come insetticidi da almeno 40 anni e più e da subito sono stati classificati di “prima classe” cioè i più pericolosi. Nessuno ha messo parola e tra tossicità intrinseca del gliphosate e di un estere fosforico vi è un abisso.

Però è ormai da un anno, ed ora le discussioni sono divenute parossistiche, che il gliphosate per il cittadino è divenuto qualificato semplicemente “cancerogeno” (il probabile è sparito), mentre degli altri fitofarmaci accomunati nell’analisi CIRC, come detto sopra, non se ne parla neppure, Il paradosso lo si raggiunge in un recente articolo in cui si strombazza che in 14 birre tedesche sono state trovate tracce di gliphosate, ma si tace che per assumere una quantità pericolosa di gliphosate occorrerebbe berne 1000 litri al giorno di birra con quei residui! Non solo ma si evita di dire che in una birra normalmente vi è in media un 5% di alcol, che è certamente cancerogeno e per non rischiare veramente ci si deve smettere di berne molto prima di arrivare a 1000 litri.

La decisione del CIRC è stata subito contestata

Lo ha fatto la Monsanto, ma non dobbiamo darci un grande peso se non si vuole essere apostrofati dall’ormai frase fatta: “ma chi ti paga”. Allora diremo che la contestazione della decisione verteva sul fatto che il CIRC ha preso la decisione sulla base di soli 4 lavori congruenti la tesi da dimostrare, scartando moltissimi altri lavori che non confermavano, anzi contraddicevano i dati dei
lavori ritenuti a prova. Ad esempio la rivista “ Nature” commenta dicendo : « le valutazioni del CIRC sono generalmente buone, ma le prove citate nel caso del gliphosate appaiono un po’ limitate »
La contestazione da maggiormente considerare è stata quella del Bundesinstitut für Risikobewertung (BfR).E’ l’Istituto federale tedesco per la valutazione dei rischi. Ecco il testo del comunicato emesso: http://www.bfr.bund.de/cm/349/does-glyphosate-cause-cancer.pdf
Attenzione che questo Istituto è stato scelto appositamente dalla Commissione Europea per fare il lavoro preparatorio in vista della ulteriore valutazione del gliphosate in previsione del rinnovo dell’autorizzazione per altri 15 anni. Quindi è stata una investitura ufficiale riconoscendo la qualifica a giudicare dei membri dell’Istituto. Adesso si dice che tra i valutatori delle prove vi erano dei componenti che erano funzionari di ditte chimiche, ed è vero quello che si dice, ma sono ditte chimiche che non producono gliphosate ed inoltre sono stati scelti come specialisti e non sono stati solo loro a decidere in quanto i loro pareri sono stati valutati da altri colleghi non tacciabili di conflitti d’interesse. Se è per questo anche tra i componenti del CIRC che ha emesso il parere di probabile cancrogenicità vi era un noto esponente di un ONG ecologica anti-OGM!
In sintesi il comunicato dice: “Secondo il parere del BfR la classifica 2A del gliphosate come cancerogeno probabile è una sorpresa in quante altre valutazioni fatte da istanze sovrannazionali come il Panel dell’OMS della riunione congiunta (FAO e OMS) sui residui di pesticidi (JMPR 2004), ed anche da delle agenzie nazionali di regolamentazione come l’EPA negli USA, hanno concluso in senso contrario ,più precisamente che il gliphosate non è cancerogeno”.
Anche la Monsanto, come già detto, ha protestato, ma la sua protesta non è da considerare in quanto potrebbe, sotto sotto, avere interesse che il gliphosate venga interdetto in modo da tirar fuori dal cassetto una nuova molecola che gli ridia il monopolio nel mondo dei diserbi totali ed inoltre mettendo fuori gioco un tratto genetico modificato che diverrà presto di dominio pubblico. A mio avviso ed in questo caso è da inviare il “chi ti paga” a queste organizzazioni pseudo ecologiste che nell’occasione potrebbero lucrare contributi anonimi sostanziosi.

Tuttavia la bagarre mediatica si scatenò

In Francia si cominciò a gridare:

>>>> “…la Francia deve prendere delle misure immediate di ritiro dei pesticidi a basedi gliphosate…”

>>>> “ …vedete che aveva ragione Seralini”

>>>> “: … il rapporto dell’OMS dice che il gliphosate attenta alla vita dei nostri cittadini amanti del giardino e dell’orto”

>>>> “…occorre procedere all’interdizione immediata della vendita e l’uso di questo erbicida in zone non agricole (foreste, giardini, parchi, strade e ferrovie). Per quanto riguarda le zone agricole la Francia deve agire immediatamente per rivedere la classificazione del gliphosate nella regolamentazione europea

>>>> “ …. Non è accettabile che un prodotto probabilmente cancerogeno e sospettato di essere un perturbatore endocrino (ndr: questa è un’accusa nuova di zecca!) rimanga disponibile in
Commercio”

In Italia è avvenuta la stessa cosa ed il tutto è stato fatto pervenire a chi di dovere al fine di fare assumere la posizione che hanno assunto gli ineffabili nostri Martina e Lorenzin.
Solo che loro per coerenza dovrebbero anche dire: “ via tutte le rivendite di tabacchi, estirpiamo tutte le viti per non mettere in commercio alcol, devono essere proibite le pillole contraccettive (Lorenzin sono dei perturbatori endocrini per antonomasia!), andiamo tutti a piedi e restiamo al freddo nelle case perché benzina e gasolio sono cancerogeni ed anche la legna è tale…anche quando si cuoce una bella fiorentina (vanto “cancerogeno” del Made in Italy, vero Martina) si rischia, anzi si rischia doppio prima per la combustione poi perché mangiamo carne rossa.

No! Sempre “l’ineffabile duo” Martina-Lorenzin si sono uniti al coro di quelli che non vogliono la riomologazione del gliphosate e la gran parte egli agricoltori italiani si mettono a 90°.

Comunque la situazione ad oggi è la seguente: Per sapere se l’autorizzazione all’uso del glifosate nell’Unione Europea sarà rinnovata o meno bisognerà aspettare almeno fino a metà maggio. La Commissione Europea ha infatti rinviato la decisione, vista la difficoltà di fare una scelta condivisa; ora aspetta il parere dei 28 Paesi entro il 18 marzo e una decisione dovrebbe essere presa nella riunione del Comitato preposto, prevista per il 18 maggio.
In realtà si tratta di un copione già visto, come nel caso dell’autorizzazione all’import di semi ogm: a parole tutti i Paesi si dicono contrari ma quando si tratta di votare la maggioranza di defila, lasciando alla Commissione l’onere di prendere una decisione. Salvo poi, quando l’Esecutivo dà l’OK, riprendere a protestare.

Postscriptum:

Ecco il comunicato della BfT del 4 marzo 2016.

http://www.bfr.bund.de/cm/349/sensitive-populations-especially-children-are-the-measure-of-all-things-in-scientific-risk-assessment.pdf

Qui in pratica si dice che, dato che sono i bambini (per il loro peso corporeo) i più sensibili alle sostanze potenzialmente nocive, ciò è tenuto in conto nella valutazione dei rischi per la salute nei componenti attivi dei pesticidi e nella fissazione dei valori limite per la salute. Infatti la DGA (Dose Giornaliera ammissibile) e DARf (dose acuta di riferimento), che sono fissate da un panel di esperti internazionali, sono comparate all’esposizione al pesticida da parte dei bambini. Ciò è stato fatto anche per il gliphosate che è un pesticida omologato in Germania e nel mondo intero. Inoltre la rivelazione a livello delle urine del gliphosate mostra che questo è rapidamente escreto.
Nel quadro del programma tedesco di sorveglianza degli alimenti negli ultimi sei anni sono stati testati circa 1400 campioni per la ricerca dei livelli di residui del gliphosate. I residui sono stati trovati in 21 campioni. Il risultato è che sia nei bambini che negli adulti l’esposizione al gliphosate rappresenta meno dell’1% della DGA.
Allorché il prodotto è usato correttamente in funzione della sua destinazione nessun rischio del gliphosate è da attendersi nei bambini. Le procedure di valutazione dei rischi durante l’approvazione e l’autorizzazione garantiscono che la quantità più elevata di possibile ingestione e contatto sono testate per tutti i componenti della popolazione, compresi i bambini.
Le valutazioni degli esperti degli Stati Membri europei hanno confermato queste valutazioni, compreso il parere dell’EFSA http://www.efsa.europa.eu/sites/default/files/corporate_publications/files/efsaexplainsglyphosate151112de.pdf

Ebbene cosa fanno i nostri ministri che purtroppo abbiamo eletto e permesso di occupare indegnamente un posto istituzionale? Credono più a questi ciarlatani:
http://proof.nationalgeographic.com/2015/03/16/the-powerful-picture-that-changed-a-girls-life/

La vicenda della ostilità al glifosato non è recente e non può essere banalizzata attribuendola ai soliti devoti di Seralini.

Di certo IARC ha rilanciato in grande stile la campagna di avversione al glifosato e tanti dilettanti gli sono andati dietro.

Ma si dovrebbero riguardare le pubblicazioni citate da IARC che nel suo report comunque esclude che i sospetti derivino da analisi su una coorte di addetti all’agricoltura (chi sono mai gli analizzati? camionisti addetti al trasporto della polvere di glyphosate?). I testi sono tre ed i dati statunitensi e canadesi sono piu’ solidi, ma meno allarmanti. Discorso diverso per i dati svedesi (anche qui).

Il problema degli svedesi è che guardano 29 casi totali ed usano solo 18 non esposti come controllo. In queste condizioni l’errore non e’ dietro l’angolo, ma lo ha gia’ svoltato

Non appare quindi strano che l’EFSA assuma una posizione autonoma.

Leggi anche Nejmp, Children health, Round steroids, roundup-cyclinB

99 commenti al post: “IARC, EFSA e glifosato. Un’analisi di Alberto Guidorzi [Aggiornato il 08 Giugno]”

  1. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Un caro amico a suo tempo mi aveva inviato una sua ricerca sul gliphosate, tra l’altro pubblicata. Penso di averne comunicato i contenuti anche a Salmone. Dato però che è ridivenuto di moda lo siposto:

    —–
    IL DISERBANTE GLIFOSATE - ROUND-UP - È UN PROBABILE CANCEROGENO!! Questo annuncio dello scorso Aprile (da parte della IARC - International Agency for Research on Cancer, un’estensione semi-autonoma della World Health Organization - WHO), ha avuto un effetto shoccante su milioni di agricoltori in tutto il mondo. Si è trattato di un intervento a gamba tesa anche per il Federal Institute for Risk Assessment (BundesInstitut fuer Risiko Bewertung - BfR) - Germania, che è lo Stato Membro UE ufficialmente incaricato dell’ultima revisione sulla sicurezza del glifosate: infatti il BfR, responsabile nei confronti dell’EFSA per la valutazione dei rischi per la salute, sulla base di ricerche scientifiche europee ed internazionali (nonché dell’ultimo meeting FAO/WHO dello scorso anno), aveva da poco classificato il glyphosate come “non-carcinogenic”. Il BfR aveva anche mandato l’abstract del suo rapporto alla IARC, che, evidentemente, non ne ha tenuto conto, per motivi misteriosi, e si è comportata col draft del BfR come si comportava il Giove della “Secchia Rapita” con le suppliche dei suoi sudditi, utilizzandole, infilate su un chiodo, nella fase finale del mattutino soggiorno nel suo “uman privato”.
    Per qualcuno questi motivi non sono tanto misteriosi, ma ben identificati nella presenza, all’interno del panel IARC, come “Invited Specialist”, di Christopher J. Portier, ex membro dell’Agency for Toxic Substances and Disease Registry, USA, attualmente in pensione, e percettore di uno stipendio part-time dal Fondo per la Difesa dell’Ambiente, un’associazione USA no-profit, da lui fondata e diretta: noi lo definiremmo un “verde”, cioè qualcuno contrario per principio all’uso della chimica in agricoltura, e quindi per divina definizione, esente dal conflitto d’interessi .
    Naturalmente, gli odiatori di Monsanto (che merita da parte sua quantomeno il premio ig-nobel per la comunicazione) e della “chimica” in genere, si sono invece scatenati in esultante celebrazione di un simile osso da azzannare: ci sono state interpellanze e votate mozioni per l’abolizione dell’uso del glifosate un po’ in tutto il mondo ed anche a casa nostra, da parte di varie persone ed Enti. Evidentemente non avevano letto per esteso le conclusioni IARC, e quindi non si sono accorti che, allo stesso livello del glifosate, la IARC ha definito altri 73 elementi come probabili cancerogeni, come ad esempio l’arte vetraria, il lavoro notturno, il mestiere di parrucchiere, la manifattura delle bustine del tè, il bacon, salse varie, l’amburger e le emissioni di fumi delle fritture in cucina: tutto questo, per coerenza logica, avrebbe potuto rimpolpare notevolmente le mozioni di cui sopra. Lo Slowfood del Primiero è andato anche oltre, scrivendo che “…è ormai acclarato, che [il glifosate], oltre alle piante, uccide insetti come le preziose api e piccoli animali.” Quando è ben noto che la tossicità acuta del glifosate è di molto inferiore a quella del sale da cucina e perfino di alcuni pesticidi utilizzati in agricoltura biologica. Sarebbe utile rendere noto da che studi provengano queste affermazioni.
    E allora, a quale conclusione ognuno di noi può arrivare? Forse prima è meglio fare un po’ di chiarezza, tracciando brevemente la storia del glifosate, che è nato nel 1950, come… possibile farmaco anti cancro! Procter&Gamble ha inoltrato nel 1995 la richiesta di brevetto appunto come farmaco anti-cancro. Ma su questo torneremo alla fine.
    Scoperta vent’anni dopo la sua proprietà diserbante, essa è stata brevettata, mi pare nel 1975, dalla Monsanto, che poi è andata oltre, creando piante resistenti al principio attivo, per il mais, la soia ed altre specie utilizzate in industria, e che noi non possiamo coltivare, ma solo importare ed utilizzare ampiamente. Il brevetto è scaduto da tempo ed oggi il Round-up, è prodotto e venduto sotto altri nomi da qualche centinaio di industrie chimiche. Chiarita la storia, si stanno verificando emozioni contrastanti nell’opinione pubblica: da una parte, qui da noi, c’è l’ISDE, che suona l’allarme per l’aumento di tumori e cancri, mentre dall’altra la scorsa settimana il nostro Ministero della salute ha emesso un comunicato, ampiamente trasmesso dai telegiornali, dove si annunciava un calo della presenza di tumori nella popolazione italiana: forse sarebbe il caso che, prima di lanciare allarmi, i nostri specialisti si mettessero un po’ d’accordo tra di loro.
    D’altra parte il rapporto completo IARC è stato pubblicato solo un paio di mesi fa ed ha provocato notevoli polemiche, in cui tra l’altro, alla IARC è stata rivolta la critica di aver basato la sua affermazione su tre studi, di scarso valore scientifico, trascurando al contempo le conclusioni di centinaia di altri studi approfonditi, arrivati ad affermazioni esattamente contrarie.
    Quale che sia, se mai ci sarà, la conclusione di tutto il bailamme, la chiusura di questa breve nota viene affidata a due citazioni: la prima viene da Wageningen, Olanda, mentre la seconda da uno studio congiunto USA-Cina. Data la loro importanza, ne cito anche gli estremi web, se qualcuno ha voglia di approfondire.
    La ricerca olandese (http://www.wageningenur.nl/en/show/Chemical-weed-control-on-paved-surfaces-better-for-the-environment.htm), pubblicata la scorsa primavera, risponde ad un preciso quesito del Governo olandese: qual è il metodo di intervento meno impattante sull’ambiente per mantenere i bordi delle strade e le commessure dei marciapiedi liberi dalle erbe infestanti. La risposta: a fronte di interventi fisici (uso decespugliatori, acqua in pressione etc), l’intervento con glifosate è il meno impattante.
    Invece lo studio USA-Cina (http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3749059/) riguarda direttamente l’essere umano, e cioè l’efficacia del glifosate come antitumorale. Le conclusioni, per evitare equivoci, vengono qui copiate dall’abstract nella loro stesura originale: “This study provides the first evidence that glyphosate and AMPA can inhibit proliferation and promote apoptosis of cancer cells but not normal cells, suggesting that they have potentials to be developed into a new anticancer therapy”.
    In soldoni, una fondata speranza in più di potercela cavare, se ci dovessero saltare addosso tumori/cancri, in futuro. Ironicamente, grazie al gyphosate.
    Giancarlo Curzel - Agronomo
    ——-

  2. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Molto simpatica la noticina del tuo amico Giancarlo.
    Digli di contattare subito il suo gommista di fiducia…
    Gli pneumatici della sua auto sono a rischio ;-)

  3. ennioNo Gravatar scrive:

    l’altro giorno ho passato in rassegna molti articoli relativi al glifosate e sono rimasto colpito dai problemi che si sono verificati alle popolazioni che vivono in argentina, dove si coltiva ormai solo soia rr e si diserba solo con il glifosate, distribuito con gli aerei (fumigazioni). capisco che questo metodo di distribuzione dovrebbe essere abolito (come in europa) o almeno essere rispettate le distanze di sicurezza (qualche km!?) ma comunque le patologie riportate dalla popolazione (soprattutto bambini) sono varie e anche molto gravi (problemi alla nascita). cosa ne pensate?

  4. Roberto MattioliNo Gravatar scrive:

    Ciao Ennio…sto cercando di farmi un’idea a questo proposito…spero di trovare nei prossimi giorni il tempo per affrontare l’argomento. Il problema è che di dati scientifici fino ad ora ne ho trovati pochini. Sto cercando di soffemmarmi su indagini epidemiologiche. L’idea che mi sono fatto al momento è che non c’è alcuna correlazione tra malformazioni e glifosate ma ovviamente potrei sbagliare. Mi aiuterebbe al riguardo sapere che tipo di articoli hai trovato e magari i link cosicché possa dargli un’occhiata. Va da se che se si confermasse quello che auspichi sulle distanze di sicurezza sarebbe sacrosanto.

  5. franco nulliNo Gravatar scrive:

    @ ennio & Roberto Mattioli

    Che ci debbano essere regole precise e “ferree” per l’utilizzo dei fitofarmaci in genere (non solo il gliphosate) é fuori dubbio ed é certo che ci sono almeno da noi in EC.
    Che certe regole non ci siano in tutto il globo é purtroppo altrettanto vero e deprecabile.
    Ancor più deprecabile é che, per accordi commerciali interstatali (di qualunque genere e tipo, giusti o sbagliati) i “prodotti finiti” dell’agricoltura “internazionale” possano avere gli stessi valori economici. qualunque ne sia la provenienza con le implicazioni di cui sopra.

    Perdonatemi il sentimentalismo…
    In questo passaggio mi manca molto il commento dell’amico-rivale OGM bb!
    Sono certo che avrebbe commentato… RIP

    Questo io lo ritengo qualcosa di molto simile alla concorrenza sleale, anche se forse internazionalmente e a livello politico/economico non é interpretato allo stesso modo.

    Regole uguali —> prodotti uguali —> prezzi uguali
    Regole diverse —> prodotti diversi —> prezzi diversi

    O meglio ancora impossibilità di importazione/consumo dove le regole sono +/- restrittive

    Non ricordo se é vero e correggetemi se sbaglio, ma mi risulta che in alcuni stati (Africa? Sudamerica?) si utilizza ancora il DDT sulle banane.
    Mi auguro di ricordare male, sbagliare e/o di essere stato mal informato.

    Tornando al Gliphosate sarei ben felice di conoscere tutti i dati che ennio ci propone.

    Sarò il primo ad abbandonarne l’uso, a costo di rivisitare tutte le mie tecniche produttive degli ultimi anni, ove fosse dimostrato con ragionevole certezza che nuoce alla mia salute, in prima persona, e a quella dei miei indiretti clienti!
    Alla mia pellaccia e a quella di mio figlio che lavora con me tengo moltissimo e non vorrei mai avvelenare qualcuno per una mia mancanza anche involontaria.

  6. Sandro PretolaniNo Gravatar scrive:

    il Glifosate non è più protetto da brevetto da tempo ,per cui ha un costo molto più basso rispetto ai prodotti brevettati (presumo molto più costosi) che lo andrebbero a sostituire - da questo deriva che il maggior interesse a togliere il glifosate dal mercato è di quelle aziende che hanno il brevetto sui nuovi erbicidi,e spesso si tratta di nomi importanti,…colossi - i costi aggiuntivi di questi nuovi prodotti verrebbero ovviamente scaricati sui prodotti finali,al consumatore al supermercato…perchè questi non ce l’hanno con gli erbicidi,ce l’hanno solo col glifosate,chissà perchè…ma noi siamo pieni di soldi,che ci frega del glifosate

  7. Sandro PretolaniNo Gravatar scrive:

    un’ovvietà: la “campagna” contro il Glifosate è un altro passo (trasparente) contro gli OGM - e al solito,senza prove scentifiche.
    Chi si scaglia ,in parlamento e fuori,contro il glifosate (spesso senza sapere assolutamente di cosa parla e senza avere nessuna competenza in materia) lo fa perchè se viene vietato il glifosate,automaticamente diventa inutile seminare la pianta OGM ad esso resistente - quindi la decisione è solo ideologica,al solito

  8. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Ennio

    In tutti gli articoli che tu dici e che ho letto sono solo delle odiose utilizzazioni per impressionare di figure di bambini usati. Ne ho passato una serie proprio a Roberto Mattioli.

    Si dice: guardate questo bambino com’è ridotto! Poi di seguito lo si mette in correlazione con il fatto che in Argentina si distribuisce molto gliphosate. Ma molto gliphosate si distribuisce anche in USA, come mai che di bambini con quegli aspetti e con quelle patologie non ve ne sono.

    Ma possibile che se il gliphosate producesse ciò che dicono avvenire in Argentina anche in USA o da noi dopo 45 anni di uso più o meno diffuso (dico 45 anni o quasi mezzo secolo) non ce ne saremmo accorti anche noi.

    Insomma bisogna essere razionali e non farsi prendere dall’emozione.

    Ma lo sapete che il gliphosate è stato messo in correlazione con l’autismo, per screditarlo? Aumento dell’uso di gliphosate corrisponde aumento dei casi di autismo. Ma una correlazione non significa nulla finchè non ne sono stati analizzati gli andamenti secondo regole scientifiche.

    Ma se per spaventare hanno analizzato gli assorbenti igienici femminili ed hanno detto che vi sono tracce di gliphosate ed hanno detto: “attenzione donne che rischiate.

  9. roberto defezNo Gravatar scrive:

    @Ennio
    per favore mandaci i link a cui fai riferimento, solo leggendo i documenti si puo’ capire di cosa stiamo discutendo davvero

  10. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Roberto Mattioli

    Prova a vedere se trovi questo lavoro e valutalo:

    2) Cancer Incidence among Glyphosate-Exposed Pesticide Applicators in the Agricultural Health Study Environ Health Perspect. 2005 Jan; 113(1): 49–54.

    doi: 10.1289/ehp.7340

    Sembra che qui il CIRC abbia preso uno studio di Ros e al del 2003, ma non abbia tenuto conto di un ulteriore stuio del medesimo autore apparso nel 2005 fatto su più di 57000 utilizzatori di gliphosate. Secondo questo studio l’espossizione al gliphosate non era associato con l’incidenza del cancro, tutte categorie confuse. Un solo legame segnificativo era segnalato per i mielomi multipli, che però rappresentavano meno del 2% di tumori disgnosticati

  11. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Roberto Defez

    Te lo do io il link dove si marcia sul solo impressionare il pubblico:

    http://seppi.over-blog.com/2016/03/l-intolerable-utilisation-d-enfants-handicapes-a-des-fins-de-propagande.html

  12. ennioNo Gravatar scrive:

    Ad esempio questo, dal sito la via di uscita…

    L’Argentina è diventata un gigante esperimento per la coltivazione di Soia geneticamente modificata (OGM) Roundup Ready (RR), che è un tipo di soia progettata per essere tollerante al Roundup (erbicida a base di glifosato prodotto dalla Monsanto). Il governo argentino, desideroso di tirare il paese fuori da una profonda recessione economica nel 1990, ha rifondato la sua economia intorno alla soia OGM coltivata per l’esportazione, la maggior parte della quale va a nutrire il bestiame in Europa. Nel 2009, la soia OGM è stata seminata su 19 milioni di ettari – oltre la metà delle terre coltivate in Argentina – e irrorata con 200 milioni di litri di glifosato.

    Nel 2002, due anni dopo i primi grandi raccolti di soia RR nel paese, medici e residenti in zone di produzione della soia hanno iniziato a riscontrare gravi effetti sulla salute causati dall’utilizzo del glifosato. Sono infatti stati segnalati molti casi di malformazioni alla nascita, infertilità, aborti spontanei, bambini nati morti e tumori . Inoltre si sono verificate anche gravissime ripercussioni sull’ambiente come la distruzione di campi di grano, la morte di molti capi di bestiame e corsi d’acqua disseminate di pesci morti.

    Uno dei primi medici a segnalare i problemi dell’utilizzo del glifosato e della soia OGM era il Dr. Darío Gianfelici. Secondo Gianfelici, ci sono due livelli di effetti tossici da glifosato: effetti acuti, come vomito, diarrea, problemi respiratori, eruzioni cutanee; ed effetti cronici, che si manifestano in 10-20 anni, come ad esempio l’infertilità e il cancro.

    Il Dr.Gianfelici ha dichiarato: “Il nostro paese conosciuto drastici cambiamenti prima e dopo la coltivazione della soia OGM. Ho visto persone morire di cancro all’età di 30 anni. Ho assistito a problemi relativi alla gravidanza e ad un aumento significativo dei problemi di fertilità. Ho visto un aumento delle malattie respiratorie come non si era mai verificato prima. La soia OGM è stata una condanna a morte per l’uomo e per l’ambiente. Non ci sono soldi in grado di compensare il danno che è stato causato – la contaminazione, le morti, i casi di cancro e malformazioni”.

    Segnalazioni di difetti di nascita in zone dell’Argentina dove è stato usato il glifosato hanno guadagnato credibilità scientifica nel 2009, quando il lo scienziato argentino Prof. Andrés Carrasco rese pubblici i risultati della sua ricerca, interamente pubblicata un anno dopo, in cui si apprese che il glifosato aveva causato malformazioni in rane ed embrioni di pollo a dosi gran lunga inferiori a quelli utilizzati in agricoltura. “I risultati del laboratorio sono compatibili con le malformazioni osservate negli esseri umani esposti al glifosato durante la gravidanza”, ha detto Carrasco, “Ho il sospetto che la classificazione di tossicità del glifosato è troppo bassa … in alcuni casi questo può essere un potente veleno.”

    In una recente conferenza, Carrasco, professore e direttore del Laboratorio di Embriologia Molecolare, Università di Buenos Aires Medical School e ricercatore capo del Consiglio nazionale della ricerca scientifica e tecnica (CONICET), ha detto che una conseguenza frequente della malformazioni negli embrioni umani è l’aborto spontaneo. Il professore ha riferito che non era insolito, per le donne che abitano nelle aree dove si produce soia OGM,di avere fino a cinque aborti di fila.

    I risultati della ricerca di Carrasco e dei suoi colleghi non sono stati ben accolti da alcuni settori del governo e dell’industria. Dopo il loro annuncio, quattro persone di dell’Argentina Crop Protection Trade Association CASAFE sono stati inviati a cercare il suo laboratorio ed inoltre è stato “seriamente sgridato” da Lino Barrañao, ministro della Scienza e Tecnologia argentino.

    Le cose hanno preso una piega violenta nel 2010, quando una folla organizzata di teppisti ha attaccato le persone che si sono riuniti per ascoltare il discorso di Carrasco a La Leonesa, un paese agricolo che è diventato un centro di attivismo contro l’agrochimica irrorazione delle colture di soia e riso. Tre persone sono rimaste gravemente ferite. Carrasco e un collega si sono rinchiusi in una macchina e sono stati circondati da gente che inveiva con minacce violente e continuando a colpire l’autovettura. Testimoni hanno detto che l’attacco è stato organizzato da funzionari locali e un produttore locale di riso per proteggere gli interessi economici dietro l’agro-industria locale; Amnesty International ha chiesto un’indagine sul caso.

    Per conoscere tutti i danni causati da semi e cibi transgenici, quali sono le alternative e le possibili vie d’uscita, scaricate l’eBook gratuito “DOSSIER OGM: Pericoli e danni causati da semi e cibi transgenici” Cliccando qui

    secondo voi tutte bugie o montature?

  13. Roberto MattioliNo Gravatar scrive:

    Ciao Ennio…non lo so se sono bugie, montature, o altro…mi sembra un copione già visto (esempio suicidi in India). Quello che sto cercando di fare è trovare dati epidemiologici che confrontino il numero di malformazioni alla nascita delle zone interessate con quello delle medie nazionali o di altre zone dell’Argentina.

  14. Roberto MattioliNo Gravatar scrive:

    Grazie Alberto della segnalazione…

  15. franco nulliNo Gravatar scrive:

    @ ennio

    ” seminata su 19 milioni di ettari – oltre la metà delle terre coltivate in Argentina – e irrorata con 200 milioni di litri di glifosato.”
    Il dato fatico a credere che il gliphosate sia distribuito alla dose di 10.5 litri /Ha.
    E peraltro non stiamo parlando di gliphosate come P.A. , ma di prodotto commerciale.

  16. FrancescoPDNo Gravatar scrive:

    finalmente Agrofarma e Confagricoltura prendono posizione:
    http://www.freshplaza.it/article/80753/Agrofarma-risponde-sulla-polemica-glifosate

  17. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Ennio

    Le cose che tu hai raccontato io le seguo da anni, non solo ma sono in contatto con un Monsignore argentino piazzato in Vaticano, Mons Redondo, a cui ho chiesto se poteva verificare. La sua risposta è stata che alla verifica nessuna di quelle indagini aveva retto a dei controlli seri.
    Solo che la stampa scandalistica europea se ne impossessa e la vende a delle “anime belle” come te.

    Quindi se intervieni qui o porti qualcosa di nuovo oppure non riempire spazi inutilmente. Tutte le cose datate che racconti le conosciamo bene anche noi e le abbiamo valutate attentamente. Nessuno qui è pagato per sostenere una tesi a prescindere e non ci facciamo accompagnare dall’ideologia come fai tu.

  18. Roberto MattioliNo Gravatar scrive:

    Non credo che le intenzioni di Ennio fossero quelle di occupare spazi…Credo volesse sapere esattamente come stanno le cose e credo che il contributo più serio che possiamo dare è analizzare le cose con dati e spirito scientifico come abbiamo sempre fatto…Non credi Alberto?

  19. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Roberto

    L’uso dei minori in Argentina è una storia vecchia e chi la usa sono dei militanti e sono anche stati smascherati come emeriti imbroglioni. Eppure vi è gente che pende dalle loro labbra.

    La conosci la storia di Marie-Monique Robin e degli occhi rubati?
    Ebbene la MMR come la chiamano i francesi è una di quelle che la racconta a Ennio. Si documentasse almeno!!!!

  20. Roberto MattioliNo Gravatar scrive:

    Alberto…sul fatto che (probabilmente) la storia Argentina sia esattamente uguale a quella dei suicidi indiani lo penso anch’io…ho rivisto lo stesso copione: notizie date su televisioni e siti internet, frasi prese quà e là da medici e scienziati che non riescono a pubblicare le loro scoperte perché c’è sotto un complotto ma si riesce nonostante tutto a diffondere un e-book ecc, ecc. Detto questo, ti assicuro che non è facile neanche per me (in questo caso) arrivare a conclusioni “scientifiche” perché di dati ne ho trovati veramente pochi (entro Venerdì cercherò di scrivere qui su Salmone le mie conclusioni al riguardo che pregherei comunque di prendere con le molle). In definitiva non è facile farsi una propria opinione su una questione così poco chiara. Ritengo che Ennio abbia fatto bene a porre la questione, domandandoci una nostra opinione. Per deformazione professionale, mi faccio infinite domande e più risposte trovo, più i miei dubbi aumentano. Nella vita però (sarà capitato anche a te) incontro sempre più spesso persone che, pur non avendo alcuna competenza in materia, sanno tutto; hanno la risposta per tutto e non mettono mai in discussione neanche per un secondo le loro affermazioni. Per questo, ho trovato intelligente da parte di Ennio chiedere…poi le risposte che potremmo dare noi non è detto che siano la verità ma cerchiamo di affrontarle con lo stesso metodo che ci ha sempre guidati.

  21. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Roberto

    Io purtroppo sono fatto diverso, alla gente dico quello che gli viene subito e in faccia.

    Anche perchè se lo faccio è perchè sono documentato (delle cose che non so non parlo). Giudica tu se non è turlupinatura questa (Totò e la Marchi sono da santificare rispetto a questo bel tomo di Vernaschi.

    http://proof.nationalgeographic.com/2015/03/16/the-powerful-picture-that-changed-a-girls-life/

  22. ennioNo Gravatar scrive:

    mi scuso se avete pensato che abbia riempito spazi nè che io mi faccia accompagnare dall’ideologia, come scrive Alberto. Non è cosi. Ho solo chiesto un vostro parere. potete almeno giudicare gli studi fatti dai medici argentini nelle zone dove viene usato il glifosate con gli aerei da diversi anni e dare un parere solo su quelli? in alcune provincie,dopo varie denuncie fatte dachi ci vive li, hanno vietato questa pratica. credo che tutti noi, mangiando carni nutrite con soia gm resistente al glifosate, siamo tutti coinvolti in questa storia. oppure facciamo finta di niente….. saluti

  23. Roberto MattioliNo Gravatar scrive:

    Ciao Ennio…non ti devi scusare di nulla. Abbiate pazienza…Venerdì cercherò di darvi un quadro il più possibile completo della situazione (questo non vuol dire risolutivo). Sull’ultimo tuo passaggio sono perfettamente d’accordo con te…se fosse confermato si dovrebbero bloccare le importazioni di soia dall’Argentina…

  24. Roberto MattioliNo Gravatar scrive:

    Ovviamente mi rendo perfettamente conto di quali sarebbero le conseguenze…

  25. franco nulliNo Gravatar scrive:

    @ ennio

    Alberto é persona estremamente competente e altrettanto terribilmente sanguigna (scusa Alberto).
    Quando scrive, i suoi assiomi sono supportati da tanta conoscenza quanta tu ed io insieme non sapremmo metter insieme in vent’anni di studio.
    Ha acquisito con gli studi e sul campo quanto noi non sapremmo mettere insieme mai nella nostra vita.
    Con questo non voglio dire che le sue teorie siamo infallibili.
    Nessuno di noi é infallibile; ultimamente a mio avviso nemmeno il Papa…
    Ciò non toglie che quando parla Alberto io per principio prima mi tolgo il cappello, poi comincio a leggere con rispetto quello che ci racconta…
    Fuor dalla metafora, Alberto Guidorzi ha delle conoscenze, competenze e un substrato di conoscenze scientifiche e bibliografiche che molti di noi si possono scordare.
    Tralasciamo il fatto che a volte il suo carattere sanguigno lo porti ad affermazioni “avventate” e cogliamo con molto rispetto quello che ci racconta e insegna…
    Grazie Alberto!
    e…perdonami ennio per l’apologia di Alberto ;-)

  26. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    e perdona Alberto perchè s’incazza troppo presto.

  27. Roberto MattioliNo Gravatar scrive:

    :-)

  28. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Ennio,
    te l’ho già chiesto nel commento numero 9: ci mandi i link a cui ti riferisci?
    Non c’è polemica solo una richiesta di accedere ai tuoi dati

  29. TC1507No Gravatar scrive:

    Scusate l’intromissione. Ennio ha accennato al sito la via d’uscita, forse intendeva questo http://laviadiuscita.net/lusda-dichiara-che-i-residui-di-pesticidi-nei-cibi-sono-sicuri-ecco-perche-non-e-vero/
    anche se non mi pare che ci siamo accenni specifici all’ Argentina.
    Se il link fosse un altro, felice di essere smentito. Giudicate voi.

  30. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    TC 1507

    Siccome l’articolo del link che hai postato non è firmato, non ho la possibilità di indirizzargli un “Grande e Caloroso Imbecille”.

    Quindo si scrivono queste cose il lettore deve sapere come la società si è premunita di fronte all’uso di pesticidi, che ricordo non sono solo usati in agricoltura, ma su suoli pubblici, nelle case e persino per preservare la salute pubblica (vedi zanzara tigre e quant’altro)

    allora lo faccio io per i lettori di Salmone:
    http://www.who.int/features/qa/87/en/

    Cosa dice in sintesi: un pesticida è un biocida e quindi rappresenta un pericolo per i viventi Deve eliminare la biodiversità che nuoce e non nuocere alla biodiversità che vogliamo preservare, compreso l’uomo.

    Un pesticida in casa è un pericolo ed anche un rischio, ma pur rimanendo un pericolo si può eliminare il un rischio se lo tengo ben chiuso a chiave in luogo difficilmete accessibile a tutti.

    Il CIRC è l’agenzia dell’OMS incaricata di stabilire il PERICOLO di un pesticida, ma non è demandata a stabilire il RISCHIO. Questo lo deve un’altra istituzione dell’OMS. Il CIRC nel caso del gliphosate ha stabilito il PERICOLO (”pericolo avete capito!!!) che il gliphosate sia probabilmente cancerogeno)

    Dopo di ciò ed una volta stabilito un eventuale pericolo si deve stabilire dunque il RISCHIO

  31. TC1507No Gravatar scrive:

    Questo dovrebbe essere il link a cui si riferisce Ennio all’ Argentina http://laviadiuscita.net/argentina-unaltra-vittima-degli-esperimenti-della-monsanto/
    Stesso stile.

  32. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Continuo…

    Il rischio (per l’uomo) è stabilito da altri ed è funzione del modo di esposizione al pericolo: contatto, inalazione, ingestione ecc.ecc.

    La valutazione del rischio per i residui dei pesticidi (fallout inevitabile) nell’alimentazione è fatto da una riunione congiunta sui residui dei pesticidi (JMPR) che fissa un livello di assorbimento sicuro. Le dosi gionaliere ammissibili (DGA) sono usate dai governi e dachi gestisce i rischi a livello internazionale, come ad esempio la Commissione del “Codex Alimentarius” per fissare i limiti massimali dei residui (LMR). Le autorità nazionali fanno rispettare le LMR al fine di assicurarsi che le quantità di pesticidi alle quali i consumatori sono esposti durante la loro alimentazione nel corso della loro vita non abbiano degli effetti indesiderabili per la salute.

    Il CIRC può anche trovare dei nuovi dati fattuali negli studi scientifici sulla cancerogenicità di un prodotto chimico e, se necessario, la JMPR procede ad una valutazione e anche ad una rivalutazione dell’innocuità del prodotto se ha a che fare con l’alimentazione.

    Ora nell’articolo sopra che ho redatto vi è scritto:

    “Secondo il parere del BfR la classifica 2A del gliphosate come cancerogeno probabile è una sorpresa in quante altre valutazioni fatte da istanze sovrannazionali come il Panel dell’OMS della riunione congiunta (FAO e OMS) sui residui di pesticidi (JMPR 2004), ed anche da delle agenzie nazionali di regolamentazione come l’EPA negli USA, hanno concluso in senso contrario ,più precisamente che il gliphosate non è cancerogeno”.

    ORA IL JMPR (organismo dell’OMS cone il CIRC) DOPO LA SEGNALAZIONE DI PERICOLO DEL CIRC NON HA RITENUTO CHE VI SIA UN RISCHIO NUOVO PER IL SEMPLICE FATTO CHE IL CIRC HA PRESO IN ESAME SOLO TRE O QUATTRO STUDI TRALASCIANDO TUTTI GLI ALTRI CHE DICEVANO IL CONTRARIO.

    GLI INEFFABILI NOSTRI DUE MINISTRI HANNO DECISO FACENDOSENE UN BAFFO DI QUANTO DICE L’OMS. Bei ministri responsabili abbiamo!!!!!

  33. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    TC 1507

    E noi dovremmo dare credito al Puglia libera di OGM, dove non esiste uno in carne ed ossa che si assume la responsabilità di firmare con nome e cognome un articolo?

  34. ennioNo Gravatar scrive:

    http://www.dariotamburrano.it/efsa-glifosato-cangerogeno-iarc-documentario-piovano-argentina/
    http://naturalsociety.com/30000-doctors-in-argentina-demand-that-glyphosate-be-banned/
    https://it.pinterest.com/pin/11047961562838259/

    nessuno ancora mi ha risposto riguardo agli studi fatti a riguardo dai medici argentini e pubblicati anche su riviste mediche internazionali. nessuno ancora ha scritto chiaro e forte che i trattamenti con l’aereo dovrebbero essere aboliti in tutto il mondo!e non solo nella avanzata europa! saluti

  35. TC1507No Gravatar scrive:

    Chiarisco che ho indicato questi articoli puramente perché ne faceva richiesta Roberto e non certo perché mi diano affidabilità o li condivida.

  36. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    TC 1507

    Nel mio commento in realtà avevo in mente di parlare anche per te……..

  37. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Non so se ennio si riferisse all’articolo di cui TC1507 ci ha inviato il link.
    Ho avuto la malaugurata idea di aprirlo e ho faticato a finirne la lettura.
    Per prima cosa io mi firmo e in quell’articolo non c’é nome e cognome di chi lo scrive. Già cassato di principio.
    Nel merito la quantità di cretinate che si scrivono non é nemmeno degna di un commento.
    Voto = zero
    Quello che é triste é che un simile articolo nel grande pubblico acritico ottiene molti più consensi e seguito di un articolo scientifico con dati oggettivi risultato di ricerche serie e firmati con nome e cognome di chi la ricerca la ha effettuata. A volte anche con risvolti truffaldini, ma é altro discorso…
    Sic est!

  38. franco nulliNo Gravatar scrive:

    P.S.

    …E i risvolti truffaldini della ricerca prima o poi vengono smascherati dalla comunità scientifica!
    Seralini & Infascelli docent.

  39. Roberto MattioliNo Gravatar scrive:

    Carissimi, come promesso vi riporto quelle che sono le mie considerazioni sulla possibile correlazione tra uso di glifosate e malformazioni alla nascita in Argentina. Per quest’analisi ho utilizzato due approcci: ho cercato qualsiasi articolo scientifico in med.line che rispondesse ai criteri di ricerca “glyphosate” AND “teratogenic” e analizzato analisi epidemiologiche che confrontassero il numero di malformazioni alla nascita delle zone interessate con quello delle medie nazionali o di altre zone dell’Argentina.

    Andiamo con ordine:

    In med.line (http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed), ho trovato in tutto 6 articoli che rispondevano ai criteri di ricerca sopra descritti; il primo datato 2000, l’ultimo datato 2016. Il primo si riferisce ad una review che fa il punto della situazione fino a quel momento. Riporto il link (http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/10854122) e l’abstract del lavoro:

    Reviews on the safety of glyphosate and Roundup herbicide that have been conducted by several regulatory agencies and scientific institutions worldwide have concluded that there is no indication of any human health concern. Nevertheless, questions regarding their safety are periodically raised. This review was undertaken to produce a current and comprehensive safety evaluation and risk assessment for humans. It includes assessments of glyphosate, its major breakdown product [aminomethylphosphonic acid (AMPA)], its Roundup formulations, and the predominant surfactant [polyethoxylated tallow amine (POEA)] used in Roundup formulations worldwide. The studies evaluated in this review included those performed for regulatory purposes as well as published research reports. The oral absorption of glyphosate and AMPA is low, and both materials are eliminated essentially unmetabolized. Dermal penetration studies with Roundup showed very low absorption. Experimental evidence has shown that neither glyphosate nor AMPA bioaccumulates in any animal tissue. No significant toxicity occurred in acute, subchronic, and chronic studies. Direct ocular exposure to the concentrated Roundup formulation can result in transient irritation, while normal spray dilutions cause, at most, only minimal effects. The genotoxicity data for glyphosate and Roundup were assessed using a weight-of-evidence approach and standard evaluation criteria. There was no convincing evidence for direct DNA damage in vitro or in vivo, and it was concluded that Roundup and its components do not pose a risk for the production of heritable/somatic mutations in humans. Multiple lifetime feeding studies have failed to demonstrate any tumorigenic potential for glyphosate. Accordingly, it was concluded that glyphosate is noncarcinogenic. Glyphosate, AMPA, and POEA were not teratogenic or developmentally toxic. There were no effects on fertility or reproductive parameters in two multigeneration reproduction studies with glyphosate. Likewise there were no adverse effects in reproductive tissues from animals treated with glyphosate, AMPA, or POEA in chronic and/or subchronic studies. Results from standard studies with these materials also failed to show any effects indicative of endocrine modulation. Therefore, it is concluded that the use of Roundup herbicide does not result in adverse effects on development, reproduction, or endocrine systems in humans and other mammals. For purposes of risk assessment, no-observed-adverse-effect levels (NOAELs) were identified for all subchronic, chronic, developmental, and reproduction studies with glyphosate, AMPA, and POEA. Margins-of-exposure for chronic risk were calculated for each compound by dividing the lowest applicable NOAEL by worst-case estimates of chronic exposure. Acute risks were assessed by comparison of oral LD50 values to estimated maximum acute human exposure. It was concluded that, under present and expected conditions of use, Roundup herbicide does not pose a health risk to humans.

    Da cui non si evincono effetti avversi nell’uso di glifosate e dei suoi surfattanti o prodotti di degradazione.

    A questo punto vorrei attrarre la vostra attenzione su un altro lavoro del 2010 e intitolato “Glyphosate-based herbicides produce teratogenic effects on vertebrates by impairing retinoic acid signaling”. Anche di questo vi riporto il link (http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20695457) e l’abstract:

    The broad spectrum herbicide glyphosate is widely used in agriculture worldwide. There has been ongoing controversy regarding the possible adverse effects of glyphosate on the environment and on human health. Reports of neural defects and craniofacial malformations from regions where glyphosate-based herbicides (GBH) are used led us to undertake an embryological approach to explore the effects of low doses of glyphosate in development. Xenopus laevis embryos were incubated with 1/5000 dilutions of a commercial GBH. The treated embryos were highly abnormal with marked alterations in cephalic and neural crest development and shortening of the anterior-posterior (A-P) axis. Alterations on neural crest markers were later correlated with deformities in the cranial cartilages at tadpole stages. Embryos injected with pure glyphosate showed very similar phenotypes. Moreover, GBH produced similar effects in chicken embryos, showing a gradual loss of rhombomere domains, reduction of the optic vesicles, and microcephaly. This suggests that glyphosate itself was responsible for the phenotypes observed, rather than a surfactant or other component of the commercial formulation. A reporter gene assay revealed that GBH treatment increased endogenous retinoic acid (RA) activity in Xenopus embryos and cotreatment with a RA antagonist rescued the teratogenic effects of the GBH. Therefore, we conclude that the phenotypes produced by GBH are mainly a consequence of the increase of endogenous retinoid activity. This is consistent with the decrease of Sonic hedgehog (Shh) signaling from the embryonic dorsal midline, with the inhibition of otx2 expression and with the disruption of cephalic neural crest development. The direct effect of glyphosate on early mechanisms of morphogenesis in vertebrate embryos opens concerns about the clinical findings from human offspring in populations exposed to GBH in agricultural fields.

    Da questo risulta che, l’incubazione di embrioni di Xenopus leavis (rane), con diluizioni 1/5000 di formulati commerciali a base di glifosate, porta gli embrioni a sviluppare difetti collegabili ad una de-regolazione dei pathaway dell’acido retinoico. [Faccio presente (non entro nel merito sperimentale della ricerca) che stiamo parlando di embrioni a stretto contatto con la sostanza in esame]. In un altro lavoro (http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=glyphosate+teratogenic+rat) ratti vengono sottoposti a quantità crescenti di glifosate (formulazione Round-Up) (0, 500, 750 e 1000 mg/Kg) e la prole analizzata. Vengono mostrate alterazioni scheletriche in rapporto dose-effetto: “Skeletal alterations were observed in 15.4, 33.1, 42.0 and 57.3% of fetuses from the control, 500, 750 and 1000 mg/kg glyphosate groups, respectively” (anche in questo caso, non entro nel merito sperimentale della ricerca ma vi invito a considerare i rapporti mg/Kg).

    Circa i risultati sperimentali (glifosate – effetto teratogeno) c’è poco altro. Altri lavori riguardano eventuali effetti sull’impatto di formulati a base di glifosate sul sistema nervoso.

    Il tam-tam mediatico sembra iniziare subito dopo la pubblicazione del 2010 sugli embrioni di rana mettendo in relazione quel lavoro con malformazioni alla nascita che occorrevano nella popolazione Argentina delle zone in cui i diserbanti a base di glifosate venivano usati. Ora, non è strano trovare in una popolazione n casi di malformazioni alla nascita (In Italia (Lombardia) ad esempio, nel 1999 sono stati trovati 246 casi di malformazioni alla nascita su 12000 nati vivi (http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC1894780/)). Quello che va valutato è se c’è un aumento dei casi prima e dopo l’introduzione di qualche fonte di rischio (MA ATTENZIONE ALLE ANALISI EX POST), oppure se c’è una diversa percentuale di casi tra una regione ed un’altra.

    Tutti gli studi retrospettivi fatti in Minnesota [Garry et al, 2002] e California [Rull et al, 2006]; [Yang et al, 2014]; [Carmichael et al, 2013], non hanno evidenziato nessuna correlazione tra uso di diserbanti a base di glifosate e malformazioni alla nascita. Questo però potrebbe dipendere da diversi accorgimenti usati per minimizzare l’esposizione; accorgimenti che potrebbero non essere usati in Argetina. In Argentina la regione maggiormente interessata è quella del Chaco. Da un’analisi epidemiologica fatta nel 2007 (http://scielo.iics.una.py/pdf/ped/v34n2/v34n2a02.pdf) risulta un’associazione positiva tra malformazioni ed esposizione a pesticidi. In particolar modo questa associazione correla con il grado di esposizione. Tuttavia nessuna informazione può essere tratta circa l’influenza del glifosate dal momento che si parla genericamente di pesticidi. In un’altra pubblicazione del 2010 (https://www.organicconsumers.org/old_articles/documents/INGLES-Report-from-the-1st-National-Meeting-Of-Physicians-In-The-Crop-Sprayed-Towns.pdf), viene messo in correlazione l’aumento dei casi di malformazioni alla nascita con l’aumento delle superfici coltivate a soia GM. Si sottolinea come i casi di malformazioni fossero nel 1997, 19,1 per 10000 abitanti; nel 2001, 28,1 per 10000 abitanti; nel 2008, 85,3 per 10000 abitanti. Ora, non volendo trarre conclusioni affrettate da questo tipo di analisi, invito a valutare i dati con estrema cautela. Si noterà infatti che il numero di malformazioni nel 1997 sono nettamente inferiori, ad esempio a quelle registrate in Italia (Lombardia) nel 1999 (stesso periodo). Inoltre, nella stessa pubblicazione menzionata poc’anzi, vengono riportati altri due grafici (n°3, 4), che mostrano come il numero di malformazioni siano in continuo aumento dal 1970. Questo aumento viene attribuito a numerosi fattori, tra cui il cambiamento negli stili di vita. (Personalmente ritengo che potrebbero avere un peso anche il numero di aborti spontanei). Un ultimo lavoro pubblicato sempre nel 2010 (http://www.sap.org.ar/docs/publicaciones/archivosarg/2010/v108n5a06.pdf), cerca di mettere in relazione il numero di malformazioni alla nascita (periodo 1994-2010) nella zona del Chaco, con il numero di malformazioni di altre regioni dell’Argentina (tra cui le aree metropolitane) conteggiando separatamente i diversi tipi di malformazioni. In questo caso non si evince alcuno scostamento nei tassi d’incidenza di malformazioni alla nascita nella regione del Chaco rispetto alle altre regioni, suggerendo la non correlazione tra glifosate e malformazioni. Va detto che anche in questo caso i risultati potrebbero soffrire di alcuni bias. In particolare, prendendo in considerazione tutta la regione e non specificatamente le zone limitrofe ai campi coltivati, i dati potrebbero essere stati diluiti tali da non permettere la rilevazione di differenze.

    Ognuno tragga le sue conclusioni e faccia le proprie considerazioni. Tenete presente che non sono un epidemiologo e che quindi alcune mie considerazioni potrebbero essere sbagliate. Detto questo, mi sembra di poter dire che il quadro non sia affatto chiaro.

  40. Roberto MattioliNo Gravatar scrive:

    Carissimi come promesso ho postato le mie considerazioni su glifosate e malformazioni alla nascita in Argentina. Purtroppo il commento è in moderazione (non capisco perché)… cmq appena Roberto lo renderà visibile, potrete fare le vostre considerazioni al riguardo. Mi piacerebbe conoscere il vostro punto di vista.

  41. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Infatti tutte le indicazioni dicono che non vi sono controindicazioni se il prodotto è usato secondo le raccomandazioni indicate dai protocolli di omologazione.

    Anche un fucile è innocuo se pur essendo carico non gli tolgo la sicura, diventa pericoloso se tolgo la sicura, ma ancora devo tirare il grilletto e mirare ad un bersaglio vivente perchè esprima le sue potenzialità di far male.

    In agricoltura si usano sostanze biocide, come in medicina d’altronde e alle dosi consigliate hanno effetti positivi sul vivente da difendere, effetti negativi sul vivente bersaglio, e praticamente innocuo sui viventi non bersaglio.

    Ma cosa si va cianciando!

  42. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Non ho ancora finito di leggere lo splendido report di Roberto Mattioli e mi preme di aggiungere un dato non scientifico, ma statistico.
    Sono un appassionato di Prosecco.
    Sono solito assumerlo in dosi variabili accompagnandolo con considerevoli quantità di Salame di Varzi e Miccone di Casteggio nei pomeriggi di primavera/estate sotto i portici della mia cascina con amici di ambo i sessi e di eta variabili fra 18 e 70 anni.
    Alcuni amici medici e ricercatori universitari hanno voluto analizzare le correlazioni fra le bottiglie di Prosecco stappate, i salami tagliati, le fette di Miccone di Casteggio e gli effetti sulle mie prestazioni nelle mie normali attività della settimana successiva.
    Non sono state riscontrate significative differenze fra i test in presenza di assunzione di Prosecco e quelli in carenza.
    Tuttavia hanno riscontrato un significativo influsso sul carattere della moglie del soggetto osservato a causa di frequenti fenomeni di “russamento notturno” nei casi di assunzione…
    In alcuni casi di sovradosaggio di Prosecco sono stati notati frequenti fenomeni di cefalee al mattino successivo.
    E’ comunque necessario verificare se le cefalee sono dovute al sovradosaggio o alla qualità del prodotto assunto.
    Nessuna correlazione é stata riscontrata fra i dati riscontrati e l’età o il sesso dei soggetti sottoposti ad indagine.
    Non sono stati riscontrati effetti combinati di assunzione di Prosecco con Salame di Varzi e Miccone di Casteggio.
    Ulteriori ricerche sono auspicabili per approfondire la ricerca.

    Attendo con ansia volontari per proseguire la ricerca…

  43. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Ovvio che se bevo 4 bottiglie di Prosecco con 4 fette di Salame di Varzi su una fettina di Miccone di Casteggio finisco sdraiato sotto al portico e mi portano a casa in barella…
    E non ci vuole la scienza per dirmelo…

  44. ennioNo Gravatar scrive:

    ringrazio davvero Roberto per il report sul glifosate. almeno adesso abbiamo una visione un po più dettagliata riguardo ai possibili effetti indesiderati di questo diserbante usato in tutto il mondo e sulla gran parte delle coltivazioni agricole.

  45. Roberto MattioliNo Gravatar scrive:

    Franco il tuo post mi ha fatto sorridere è stato divertentissimo…hai però centrato il problema, così come anche Alberto. Quello che posso concludere è che il glifosate ha un possibile effetto teratogeno; possibile non probabile in quanto testato in condizioni di laboratorio a dosi e modalità non fisiologiche. Per quanto riguarda gli effetti sull’uomo, non sembra evere effetti teratogeni se usato in maniera corretta mentre per quanto riguarda le popolazioni dell’Argentina, i dati statistici (a mio avviso) non possono essere conclusivi e utili per affermare o meno, una correlazione tra glifosate e malformazioni alla nascita.

  46. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Ancora una volta si parla di gliphosate in una trasmissione televisiva, Ballarò per intenderci.

    Questa sera si parlava di olio tunisino ed evidentemente l’ordine di scuderia era “dare addosso” all’olio importato, niente di strano anche perchè l’Europa deve fare accordi con paesi in via di sviluppo o poveri che hanno solo prodotti agricoli da scambiare e quindi gli interessi di esportare sono tali che si inventano le più strane motivazioni come quella di “tutto salvo le armi”. D’altronde se si firmano accordi commerciali, anzi si è alla ricerca di stipulare sempre più accordi commerciali, è logico che su qualcosa occorre poi mollare.

    Ora non poteva mancare l’accoppiata olio-gliphosate (è tanto di moda quest’ultimo che va bene per tutti i menù).

    Infatti è stato subito tirato in ballo che negli oliveti tunisini si usa gliphosate per diserbare e quindi l’olio può contenere un principio probabilmente cancerogeno. Come faccia a contenerlo poi è ancora da scoprire.

    Ora io credo che i tunisini diserbino molto meno di noi i loro uliveti, ma guarda caso, e per quanto ci riguarda, se io scorro il “manuale per la buona pratica agricola in olivicoltura”

    http://agronomocostanzo.altervista.org/pdf/ManualeBPAn.pdf

    le cui pratiche sono fissate per legge, ed infatti porta come sponsor l’UE, il MIPAF, Agea e Ass. consorzio produttori olivicoli, a pag. 8 si legge di intervenire a fine primavera ed ai primi di settembre con erbicidi sistemici ed a basso impatto ambientale e si aggiunge ” in altre parole meno persistenti e che si degradano in composti non tossici”.

    Dopo di ciò citano i principi attivi che hanno le caratteristiche conformi a quanto detto sopra e citano solo ed esclusivamente: Gliphosate, Gliphosate trimesio e glyphosate ammonio.

    Dunque a chi ha preparato la trasmissione bisognerebbe chiedere: se va bene, ed è pratica consigliata, il diserbo con il gliphosate dell’uliveto in Italia perchè deve essere proibita ai tunisini?

    Altro aspetto è la questione della presenza nell’olio in ragione del diserbo praticato. Mi chiedo: come può finire nell’olio se io lo distribuisco sul terreno e mi si dice che io lo posso usare perchè si degrada in prodotti non tossici? Che forse i tunisini usino irrorare le piante di olivo?

    Ma vi rendete conto come viene usata la televisione pubblica per disinformare.

    P.S. La regione Campania nelle sue direttive dice di diserbare gli uliveti con glphosate.

  47. ennioNo Gravatar scrive:

    oggi,sul blog di Beppe Grillo, il post verte sul glifosate e il suo possibile ritiro dall’europa. l’avete letto? cosa ne pensate? si parla di 100 scienzati indipendente che ne chiedono la sospensione d’uso.

  48. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Grazie Ennio

    Questa sera sono assonnato, ma domani vado a cercare le “verità” del Beppe nazionale…

    Buona Pasqua, anche se al limite del tempo utile…

  49. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Ennio

    Io l’ho già espresso cosa penso in due lunghe note che trovi proprio più sopra. Le leggi e poi mi dici cosa c’è che non va.

  50. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Il testo é la solita tiritera demagogica rivolta da chi non ha mai visto un campo coltivato a chi conosce solo lo yogurt che nasce come tale negli scaffali del supermarket sotto casa.
    Sarei curioso di conoscere nome e cognome dei 100 scienziati indipendenti.

  51. ennioNo Gravatar scrive:

    dal sito winenews.it di oggi

    Glifosato, poca scienza e qualche pregiudizio
    L’Occidente, abbondantemente superata la fase industriale, riscopre la passione per l’agricoltura, non
    tanto e non solo come settore produttivo, quanto come terreno di scontro su principi che, fino a
    qualche decennio fa, erano quasi marginali. A partire dalla sostenibilità, da cui scaturiscono dibattiti
    capaci di dividere non solo l’opinione pubblica, ma anche la comunità scientifica, vittima di prese di
    posizione che, spesso, non poggiano su alcun tipo di evidenza scientifica. L’ultimo caso riguarda l’ormai
    famigerato glifosato, il diserbante più usato in agricoltura che, nell’ultimo anno, si è “guadagnato” la
    gogna mediatica. L’Organizzazione Mondiale della Sanità l’ha inserito nella lista degli agenti cancerogeni
    di tipo A2, definendolo un probabile agente cancerogeno (come la carne rossa), e da allora, nonostante
    la letteratura scientifica conti ben 1.400 articoli dedicati al glisofato, senza nessun evidenza di un
    rapporto diretto tra il diserbante ed il cancro degli esseri umani, è finito nel mirino di tutte le maggiori
    associazioni ambientaliste d’Italia e d’Europa (tra cui il consorzio ViniVeri). Tanto che, in sede Ue, il
    rinnovo della licenza per il libero utilizzo del glifosato nei prossimi 15 anni è in bilico, con Francia, Italia
    ed Olanda fermamente contrarie, sulla scorta di due ricerche che hanno trovato ampia legittimazione
    sui media, che riguardano il mondo della birra e del vino. In Germania un’analisi commissionata dal
    gruppo ambientalista “Munich Environmental Institute” su 14 marche di birra commerciali, ha rivelato
    la presenza di tracce dell’erbicida superiori al limite di 0,1 microgrammi per litro previsto per l’acqua
    potabile, comprese tra 0,46 e 29,74 microgrammi per litro, mentre in Usa le “Moms Across America”
    hanno fatto analizzare 10 Cabernet californiani, trovando livelli massimi di glifosato pari a 18,74 parti
    per miliardo. Alti, ma dieci volte al di sotto dei limiti previsti dall’Epa, l’Agenzia per la protezione
    dell’ambiente Usa, e comunque ben inferiori alle tracce riscontrate sulle birre tedesche. C’è da
    preoccuparsi? Forse, ma senza troppi allarmismi, nella consapevolezza che, finora, non c’è niente che
    faccia presagire una reale pericolosità nell’uso del glifosato in agricoltura.

  52. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Ennio

    solo che nella birra e nel vino vi è l’alcol che è “sicuramente cancerogeno” ossia Cat. 1 la più elevata in fatto di pericolosità.

    Ora per arrivare a superare la soglia di gliphosate ritenuto pericoloso il consumatore dovrebbe consumare uno dietro l’altro 600 litri di birra e molto di più di vino, che per giunta ha un contenuto in alcol superiore.

    Ebbene per il gliphosate si fa una campagna per spaventare le personeche dura da un anno, mentre l’alcol è, sempre per l’opinione pubblica praticamente assolto

  53. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Personalmente assolvo pienamente l’alcool (adoro il Prosecco) e non mi faccio mancare il gliphosate per contrastare le malerbe nei miei campi.
    Col gliphosate combatto le erbacce dei miei campi e con il prosecco combatto la noia della routine quotidiana aggiungendo un po’ di allegria (non ebbrezza!)
    Ad ambedue dico grazie per i vantaggi che apportano alla mia quotidianità con la ragionevole certezza (confortata da dati scientifici affidabili) che la mia vita sarà modificata di +/- qualche giorno.
    E non mi cambia nulla

    P.S e non mi faccio mancare, quando serve, nemmeno il paracetamolo o l’acido acetilsalicilico…

  54. GiulioNo Gravatar scrive:

    Io il Glifosate non lo bevo. Forse ne ingurgito qualche microgrammo bevendo birra o vino. Mentre prosciutto, salame, salsicce, cotechino, ossocollo, pancetta perfino wurstel ne mangio! Tutti concerogeni secondo l’OMS. O li hanno tolti dalla lista?

  55. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Figurati che io il salame lo produco anche…
    E non mi sognerei nemmeno lontanamente di toglierlo dalla mia dieta, insieme al prosecco ovviamente, anche se me lo dicesse il Papa, non solo l’OMS…

  56. TC1507No Gravatar scrive:

    Qualcuno dovrebbe spiegare a politici e autorità che vogliono improvvisarsi difensori degli interessi degli agricoltori e dell’ ambiente che non c’è solo il glifosate ma che in Italia (e altrove) si usano come diserbanti in pre o post emergenza su mais, soia e altro decine di altri principi attivi.
    Alcuni esempi: metolaclor, terbutilazina, acetochlor, dicamba, isoxaflutone, dimetenamid, cyprosulfamide, nicosulfuron, fluroxypyr, thiencarbazone e altri. Sono meglio, peggio, molto meglio o molto peggio in fatto di tossicità e residualità nell’ambiente e nei cibi rispetto al glifosate?
    Sbaglierò ma a me sembra una vicenda simile ai 41 tratti gm di mais e 13 di soia autorizzati per l’importazione in UE, ma poi si accaniscono solo contro uno di questi perché c’è il rischio che si possa coltivare legalmente anche qui.

  57. franco nulliNo Gravatar scrive:

    @TC 1507

    I Politici raramente operano le loro scelte e prendono decisioni sulla base di dati scientifici, ma molto spesso si fanno influenzare da movimenti d’opinione che ragionano più di pelle che di logica.
    I movimenti d’opinione portano voti, la scienza e la logica portano progresso, ma a loro servono i voti!
    Certo che ci sono infiniti P.A.
    Ai tempi dello stop all’atrazina si é lasciato spazio alla cianazia, più critica e più persistente, ma sui giornali si parlava di atrazina…

  58. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Sembra che a Bruxelles non sia in discussione il principio attivo diserbante, bensì un surfattante che assieme al p.a. compone il prodotto commerciale diserbante. Vedremo!

  59. Roberto DefezNo Gravatar scrive:

    https://www.change.org/p/al-ministro-dell-agricoltura-maurizio-martina-non-bruciamo-la-strega-no-al-bando-del-glifosate?recruiter=406268649&utm_source=share_petition&utm_medium=copylink

  60. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    L’ipocrisia fatta regola per decisioni politiche…e noi li paghiamo!!!!

    http://agronotizie.imagelinenetwork.com/difesa-e-diserbo/2016/04/14/glifosato-il-parlamento-ue-chiede-di-autorizzarlo-per-7-anni/48329?utm_campaign=newsletter&utm_medium=mail&utm_source=kANSettimanale&utm_term=529&utm_content=2431

  61. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Da quando lo IARC (l’agenzia internazionale sulla ricerca sul cancro) ha classificato il glifosate in categoria 2A la polemica attorno all’uso di questa molecola ha continuato ad imperversare a livello internazionale. Due sono le domande che mi sento rivolgere più frequentemente (ma molte altre sono le questioni su cui si dovrebbe meditare e sulle quali andrebbe elaborata una strategia):

    1) I prodotti inseriti dallo IARC in classe 2a - “probabili cancerogeni” - in genere, questa è la percezione comune, vengono prima o poi confermati in classe 1, come certamente cancerogeni. Per questa ragione, qualcuno sostiene che ne andrebbe vietata la commercializzazione…
    Lei è d’accordo?

    2) Ma come funziona il sistema dei limiti di assunzione di una sostanza “probabilmente cancerogena”? Se si trovano tracce di quel principio, non superando la DGA (Dose Giornaliera Ammissibile), è un problema lo stesso? E’ corretto dire che anche la sola presenza di tracce costituisce un problema per la salute umana?

    Cominciamo a rispondere dalla seconda domanda. E cominciamo prendendo come esempio un uovo. Un semplice uovo, un comunissimo uovo di gallina. Una gallina qualsiasi, allevata a terra, o in un capannone, in una fattoria di montagna o in una oscura gabbia con luce artificiale. Le galline fanno le uova e le uova (tutte le uova) hanno una composizione chimica, ossia sono formate da migliaia di differenti sostanze tra cui anche le proteine dell’albume e del tuorlo. Ebbene, tra le tante sostanze di cui sono composte tutte le uova vi troviamo anche il benzene, la formaldeide e l’acetone. Il benzene è un sicuro cancerogeno secondo la classificazione dello IARC. Non è in categoria 2A, il benzene è in categoria 1: sicuro cancerogeno. Ma nonostante questo né lo IARC, né nessuno dotato di un cervello funzionante si è mai sognato di vietare il consumo delle uova a causa della presenza di molecole come il benzene nella loro normale composizione chimica.
    Si potrebbe rispondere a questa affermazione ipotizzando che sia “l’accumulo nel tempo” di bassissimi livelli di una sostanza considerata un possibile cancerogeno, che costituisca un problema. Questa affermazione è una reazione molto più accorta e ragionevole. Non a caso l’EFSA, l’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare, che ha corretto e dissentito dalle conclusioni dello IARC relative al glifosate, ha basato le sue analisi su indagini a lungo termine. L’EFSA ha usato 5 studi a lungo termine condotti su topi e 9 studi a lungo termine condotti su ratto. Le conclusioni dell’EFSA (intervenuta sul tema glifosate mesi dopo l’uscita dello IARC) sono che il glifosate non può essere considerato un possibile cancerogeno e che i dosaggi a cui si deve arrivare per vedere effetti sugli animali da esperimento sono dovuti ai dosaggi elevatissimi, più che alla tossicità delle molecole. In particolare l’EFSA spiega che assolve la molecola del glifosate e che non ha basato le sue valutazioni sulle pubblicazioni usate dallo IARC che usavano non il glifosate, ma una miscela di questo assieme a co-formulati e questa miscela di dati e di molecole porta ad una confusione nelle conclusioni dello IARC. Per queste ragioni, nonostante il parere dello IARC, l’EFSA si sente sicura di raccomandare alla Commissione Europea il rinnovo dell’uso del glifosate come diserbante in Europa.
    Quindi quando si sollevano problemi sanitari su una molecola, va chiarito quale sia la dose massima giornaliera a cui ogni individuo può essere esposto e quali siano i dosaggi a cui stare attenti. In altre parole un bicchiere d’acqua non fa male, anzi fa spesso molto bene, ma bere 1000 litri d’acqua diventano letali e non perché sia velenosa l’acqua: è sempre la dose a fare l’effetto. Il dosaggio consigliato da EFSA è di 0,5 mg/kg di peso corporeo che scende a 0,1 mg/kg per coloro che sono addetti quotidianamente alla manipolazione di glifosate. Anche su questo aspetto va fatto notare che lo IARC nel suo documento ammette che non ha evidenza di nessun aumento nella frequenza di nessun tipo di cancro tra gli agricoltori normalmente addetti alla manipolazione del glifosate e questo dato dovrebbe chiarire che il rischio è infinitamente inferiore per chi non sparge glifosate e non risiede in quegli stessi luoghi.
    Passiamo alla prima domanda. Immaginiamo che lo IARC tra qualche anno trasferisca il glifosate in categoria 1: sicuro cancerogeno. Anche una eventualità di questo genere non dovrebbe far cambiare la nostra valutazione. Intanto pare assai improbabile che lo IARC compia questo ulteriore passo dopo aver ricevuto critiche così precise e puntuali dall’EFSA. In pratica lo IARC dovrà selezionare letteratura scientifica molto più accurata e coerente tra loro dopo le notazioni dell’EFSA. Un esempio per cercare di capire cosa dice EFSA. L’Agenza Europea per la Sicurezza Alimentare, con sede a Parma, spiega che lo IARC ha basato le sue conclusioni su pochissimi studi e tra questi su uno studio statunitense condotto da de Roos e collaboratori nel 2003, ma ha scelto di ignorare uno studio successivo degli stessi autori del 2005 (Environ Health Perspect. 2005 Jan;113(1):49-54.
    Cancer incidence among glyphosate-exposed pesticide applicators in the Agricultural Health Study.
    De Roos AJ1, Blair A, Rusiecki JA, Hoppin JA, Svec M, Dosemeci M, Sandler DP, Alavanja MC. ).

    Questo studio successivo conduce un’indagine su circa 54mila soggetti e le conclusioni non supportano le conclusioni tratte dallo IARC: ora appare strano che si decida non essere affidabile uno studio più avanzato e più esteso. Ma immaginiamo che comunque lo IARC porti, in futuro, il glifosate in categoria 1: dovremmo per questo vietarlo? Di certo no. No perché altrimenti dovremmo vietare già da decenni il vino o la grappa ossia alimenti contenenti etanolo, o abitare in luoghi dove non circolano automobili che con la combustione liberano benzene. Etanolo e benzene sono già da tempo in categoria 1, così come lo è il tabagismo sia passivo che attivo e, ad esempio, una stazione ferroviaria è un luogo dove siamo esposti a forti dosi di fumo passivo quando percorriamo un binario con altri viaggiatori che, appena scesi o prima di salire sul treno, fumano. Ma lo stesso deve dirsi per altre pratiche che rientrano nella categoria 2A come i caminetti a legna o a carbone delle nostre abitazioni, la segatura di alcuni tipi di legna o l’esposizione professionale di barbieri o parrucchieri. Nessuno, credo, pensa di non tagliarsi i capelli sapendo che quella attività è classificata in categoria 2A dallo IARC. Ma lungi da me l’idea che le valutazioni dello IARC siano inutili o allarmistiche, il problema resta nel fatto che vanno contestualizzate, valutati i dosaggi e dosi massime giornaliere e le attività prevalenti. Le classifiche e categoria dello IARC non intendono essere delle proposte di regolamentazione immediatamente operative come si pretenderebbe di convertirle solo per il caso glifosate (ma non per il nostro ottimo vino).

    Vi sono però un paio di altre questioni che invece vengono sollevate più raramente e che invece ci dovrebbero maggiormente preoccupare. La prima è che il glifosate è un prodotto che da 15 anni non è coperto da brevetto industriale e quindi chiunque lo può produrre, anche a diversi gradi di purezza. Lo IARC stesso spiega che esistono in commercio 750 prodotti commercializzati che hanno glifosate. Questo fatto ha innescato una corsa al ribasso dei prezzi ed oggi diserbare un ettaro di campo costa solo 9 euro. Tutta questa ostilità al glifosate potrebbe anche derivare dalla avversione a quello che oggi è come un “farmaco generico” onde favorire l’uso di farmaci a marchio (ossia diserbanti esclusivi di alcune aziende) a prezzi anche 4 volte superiori.
    Ma soprattutto la gran parte dei PSR regionali italiani (ossia i Piani di Sviluppo Rurale) hanno come principale indirizzo la riduzione delle lavorazioni di campo, un minor numero di passaggi delle macchine agricole, minore aratura e lavorazioni dei suoli (anche per combattere il dissesto idrogeologico) e comunque il principio che dissodare i suoli comporta la liberazione di anidride carbonica e gas ad effetto serra. La mancata disponibilità di glifosate manderebbe in crisi questa strategia di riduzione delle emissioni di gas serra e costringerebbe al ritorno ad erbicidi più persistenti e più dannosi. Erbicidi che non consentirebbero la rotazione delle colture e quindi incoraggerebbero la monocultura di una unico tipo di pianta, la stessa tutti gli anni, fino a far inaridire i suoli e renderli poco fertili. I danni ambientali causati dall’eventuale bando del glifosate sarebbero molto pesanti e quasi mai valutati nelle discussioni sul tema. Serve quindi che la discussione torni all’interno di accurati comitati tecnici che rispondano alle esigenze complessive dell’agricoltura e della tutela ambientale, senza inseguire facili annunci mediatici dal corto respiro. Annunci che, guarda caso, non immaginano nemmeno lontanamente di mettere al bando le importazioni di prodotti esteri coltivati usando glifosate, a dimostrazione del fatto che non è la presenza di questa molecola ad essere nemmeno il problema sanitario che si vuole analizzare.

  62. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Roberto

    E’ in atto un piano strategico da parte di più soggetti suddivisibili in due categorie: gli ambientalisti che se riescono a far proibire il gliphosate avrebbero un ritorno di immagine enorme, chi ha perso il brevetto del gliphosate e chi non ricava più niente dal gliphosate non più brevettato, questi vorrebbero introdurre altre molecole già pronte ed altre PGM di specie coltivate, probabilmente derivate da mutazioni spontanee o da metodi NBT assimilabili alle mutazioni spontanee e quindi non sottoposte alla regolamentazione OGM.

    Questi credono di colpire la Monsanto, ma ti assicuro che questa di soldi ne ha già guadagnati tantissimi ed inoltre ha il brevetto sul tratto genetico in scadenza, quindi gli fanno un baffo.

    L’unico vaso di coccio qui sono gli agricoltori che si vedranno obbligati ad usare un diserbo totale molto più costoso e gli europei non potranno godere del vantaggio delle PGM tolleranti ad altri diserbanti ammessi in sostituzione.

  63. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Roberto

    circa quello che dici qui: “….Si potrebbe rispondere a questa affermazione ipotizzando che sia “l’accumulo nel tempo” di bassissimi livelli di una sostanza considerata un possibile cancerogeno”

    Questo dubbio ha già ricevuto una risposta in Francia dove si usa gliphosate da 40 anni e dove è stata fatta un’indagine epidemiologica sugli agricoltori i quali rispetto al comune cittadino sono doppiamente esposti ( lo sono perchè preparano le miscele, lo sono perchè devono irrorarle e lo sono pèrche anche loro mangiano ciò che mangia ogni comune cittadino). Ebbene le risultanze sono che gli agricoltori in fatto di tumori sono soggetti al cancro come qualsiasi altra categoria professionale, anzi vi sono categorie non agricole che lo sono molto di più, ma nessuno pensa di impedire a questi lavoratori di lavorare come si vuol fare con gli agricoltori.

  64. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Alberto

    aggiungo ancora che lo IARC nell’emettere la sua discussa sentenza ha precisato che l’aumento (ipotizzato) di linfomi non-Hodgkin comunque non riguardava una coorte di addetti all’agricoltura e questo avrebbe da solo dovuto far ragionare lo IARC prima di sollevare un polverone molto gradito a diversi tra cui al nostro Ministro Martina che non vedeva l’ora di mettere in difficolta’ l’agricoltura nazionale

  65. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Sarebbe bello poter portate davanti ad un tribunale i piani strategici regionali, i PSR,chiedendo che vengano abrogati nel caso fosse cambiata la politica sull’uso del glifosate.

  66. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Questa sarebbe una vera politica da sindacato agricolo, se in Italia ci fosse una simile associazione

  67. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Roberto

    C’è da aspettarsi poco da un sindacato come la Coldiretti (gli altri sono agnostici)visto la faccia tosta del suo Presidente Moncalvo. Non so se l’hai visto ieri sera su Piazza Pulita, ha osato dire che loro controllano i loro associati se sfruttano il lavoro nero degli immigrati. Io vivo in una zona dove si fanno meloni e angurie e le campagne sono piene di marocchini, rumeni e di altri paesi dell’est e conosco bene come hanno trattato i lavoratori gli associati della Coldiretti. Certo a Latina è peggio che nel Farwest, ma qui da noi ormai si fa un contratto con una cooperativa di romeni o altri ed il rapporto esclude i lavoratori singoli ma è solo con i capoccia della cooperativa. Certo il comportamento delle tre scimmiette fa sempre comodo….

  68. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Ancora Falsi allarmi sul glifosate:
    http://www.repubblica.it/ambiente/2016/05/09/news/ispra_pesticidi_acque-139418834/?ref=HREC1-1

    leggete con molta cura i dati e poi leggete tutti i commenti, alcuni sono davvero grandiosi e dimostrano la distanza tra il titolista (che è uno che ha come unico scopo vendere copie del giornale che gli paga lo stipendio) e la percezione della gente, molti dei quali dei veri professionisti

  69. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Eppur si muove….sembra!

    http://www.repubblica.it/ambiente/2016/05/16/news/glifosato_l_oms_improbabile_che_sia_cancerogeno_-139921422/

  70. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Ecco il documento ufficiale:

    http://www.who.int/foodsafety/jmprsummary2016.pdf?ua=1

  71. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Ecco cosa dice l’ANSES francese su genotossicità e su perturbazione endocrina del gliphosate.

    https://www.anses.fr/fr/system/files/SUBCHIM2015sa0093.pdf

    Tuttavia dei Ministri ideologizzati che hanno cavalcato l’onda partita dalla probabile cancerogeneicità paventata dallo IARC non demordono e perseverano nel dire che per loro il gliphosate deve essere proibito. Io capisco che un privato dica io il gliphosate lo bandisco dai miei usi, ma un ministro può continuare a dirlo di fronte a delle risultanze emesse da organismi scientifici istituiti appunto dalla politica per supportarli nelle decisioni?

    Avevo uno zio agricoltore che mi chiedeva pareri ma premetteva che lui aveva già un’idea precostituita e quindi mi avrebbe ascoltato solo se il mio parere si conformava alla sua idea precostituita. Solo che questo mio zio non ha mai preteso di fare il ministro.

  72. Luca CarraNo Gravatar scrive:

    Volevo richiamare l’attenzione sui presunti conflitti d’interesse del panel UN sul glifosato, riportati dal Guardian:
    http://www.theguardian.com/environment/2016/may/17/unwho-panel-in-conflict-of-interest-row-over-glyphosates-cancer-risk
    Un saluto. Luca Carra

  73. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Scusami Luca Carra, ma se la Monsanto ha fatto una donazione come si dice non l’ha fatta certo per il gliphosate.

    E’ impensabile che una ditta offra soldi per mantenere in uso un diserbante di cui non controlla più il brevetto. Il suo marchio registrato Roundup l’ha già sfruttato e sempre meno si compra il gliphosate con questo marchio perchè è più caro.

    Per favore vai a vedere il punto 7 della mia nota “una decisione sbagliata in 10 immagini”.

    Le lobby si comportano allo stesso modo quando fanno gli interessi della Monsanto che quando fanno gli interessi di Greenpeace.

    “Pecunia non olet” questa frase l’ha detta l’imperatore Vespasiano duemila anni fa ed il significato è ancora attuale. Con i controlli attuali dopo 40 anni se il gliphosate attentasse alla salute dell’uomo lo si sarebbe già scoperto da tempo. Che la Monsanto tenti di fare i propri interessi non mi scandalizza, si tratta solo di tenerla sotto controllo,

    E’ di oggi che la Bayer ha fatto un’offerta pubblica di acquisto sulla Monsanto. Ora io credo che abbia intravisto che esistono dei potenziali venditori di azioni della Monsanto, ebbene se questi azionisti possedessero delle azioni di una “gallina che fa le uova d’oro” credi che venderebbero la gallina?

  74. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Questa, a quanto sembra, è la situazione aggiornata:

    “L’UE non ha raggiunto un accordo sul rinnovo dell’autorizzazione del glifosate e il destino europeo della molecola erbicida più utilizzata al mondo continua a essere incerto.
    Nella fumata grigia del Comitato congiunto tra Commissione ed esperti degli Stati membri del 18 e 19 maggio ha pesato molto l’astensione della Germania, Paese «relatore», vale a dire il Paese chiamato a dare il primo parere nella catena di valutazioni, studi e decisioni che regola l’autorizzazione delle sostanze attive in Europa.
    A complicare ancor più la situazione è venuta la dichiarazione dei ministri tedeschi appartenenti al Partito socialdemocratico i quali hanno detto che non voteranno mai a favore del prolungamento dell’autorizzazione.
    In questa situazione la Commissione potrebbe decidere autonomamente anche senza una maggioranza qualificata (come accaduto diverse volte per l’autorizzazione di ogm) ma l’esecutivo Juncker ha già ampiamente dimostrato di non avere un «cuor di leone».
    Oppure si lascerà scadere l’autorizzazione e spetterà poi alle autorità nazionali spiegare agli agricoltori che dal 1° luglio non potranno più utilizzare il glifosate. In caso di mancato rinnovo, i Paesi avrebbero tempo sei mesi per ritirare tutti i prodotti contenenti glifosate per la vendita e distribuzione e un anno al massimo per lo smaltimento delle scorte.”

    Mi chiedo: smettiamo di importare derrate diserbate con gliphosate? Blocchiamo alle frontiere i prodotti comunitari diserbati con gliphosate? Forse ritorna in auge una vecchia attività economica: “il forgiatore di zappe”

  75. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Sono sconcertato da questa situazione.
    Se mi tolgono il gliphosate devo arretrare di almeno 20 anni nelle mie tecniche di coltivazione.
    O in alternativa utilizzerò un prodotto che certamente (almeno spero) arriverà sul mercato, ma con costi sicuramente superiori a quelli del gliphosate e con un futuro incerto (il glifo ha 40 anni circa di sperimentazione anche a livello sanitario e un nuovo prodotto sarebbe sicuramente meno “testato” sul campo e sulla nostra pelle…)
    L’alternativa, come ho detto, é di tornare all’aratro, all’erpice rotante, a più massicce dosi di diserbi pre/post emergenza. doppio consumo energetico, come minimo, e maggior utilizzo di chimica del diserbo.
    Se potessi avere una bilancia di buonsenso sono certo da che parte penderebbe…
    Ma il buonsenso nella politica burocratica é ormai protetto dal WWF come specie in avanzato grado di estinzione.
    Dimenticavo ;-)
    Esiste un’altra alternativa come ci insegna la Sig.ra Giulia Maria Crespi.
    Tornare agli esorcismi del letame nel corno di bue e all’influenza degli astri sulla crescita delle nostre piante.

  76. Roberto DefezNo Gravatar scrive:

    Dal Presidente Eletto della SITOX, Prof. Corrado Galli

    LA COMUNICAZIONE DEL RISCHIO, UN FALLIMENTO: IL CASO GLIFOSATE (https://www.facebook.com/societa.tossicologia.sitox/?ref=bookmarks)

    Riportiamo il testo poiché per visionare il post è necessario scorrere tutta la pagina.

    Chi sono gli esperti più autorevoli? Pochi giorni fa il Corriere della Sera ha riportato un articolo a piena pagina nel quale viene ribadita la pericolosità del Glifosate. A questo erbicida, che viene utilizzato ormai dal 1977 in Italia, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) imputa una tossicità legata al suo potenziale cancerogeno dimenticando, nelle sue valutazioni, un parametro di estrema rilevanza quale l’esposizione. Infatti una sostanza può essere estremamente tossica, ma se ad essa non siamo esposti il rischio è pari a zero. Questo rischio diventa quantificabile quando la dose cresce fino a superare una soglia tale da comportare un reale effetto avverso, che col crescere della dose diventa un effetto tossico.
    Sulla base delle sperimentazioni effettuate sul campo, ad ogni sostanza ad attività fitoiatrica la Commissione Europea assegna dei livelli massimi che possono essere presenti al momento del raccolto. Queste soglie, definite Maximum Residue Level (MRL) rappresentano dei limiti legali e non tossicologici, perché gli MRL sono bassi e assai lontani da dosi in grado di produrre un qualsiasi effetto biologico.
    Dispiace leggere articoli che incutono nel consumatore timori irragionevoli e che contribuiscono ad instillare nell’opinione pubblica il dubbio rispetto a pareri scientifici autorevoli. Vi sono ricercatori che operano da anni nella valutazione del rischio presso organismi riconosciuti, quali l’istituto federale tedesco per la valutazione del rischio (Bfr), l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) e l’Environmental Protection Agency (USA-EPA) e il cui parere dovrebbe essere preso seriamente in considerazione. È lecito chiedersi se i giornalisti che si occupano di comunicare il rischio, invece di provocare dubbi e sospetti, non farebbero meglio ad informarsi da fonti autorevoli e corrette. Abbiamo bisogno di messaggi chiari, legati all’evidenza scientifica. Se il glifosate fosse tossico come abbiamo letto in questi giorni, si sarebbero dovuti accertare già da tempo effetti tossici, o per lo meno effetti avversi, derivanti dal pericolo di un erbicida a cui siamo esposti da quasi 40 anni nei limiti di legge (come già detto, estremamente conservativi da un punto di vista della sicurezza del consumatore). Se effettivamente l’uso di questo erbicida (fin dal 1977) rappresentasse un reale problema di salute, avrebbe dovuto provocare effetti assai evidenti e non soltanto sospettati.

  77. devisNo Gravatar scrive:

    Solo per dire due piccole cose…il glifosato in teria viene degradato naturalmente dai batteri presenti nel terreno, in pratica buona parte finisce nelle falde, ma tralasciando questo il succo del discorso penso si trovi in questo articolo….non ho letto tutti i post ma spero vi sia utile

    http://aiab.it/index.php?option=com_content&view=article&id=3395:2016-03-07-14-55-38&catid=263:bioagricolturanotizie7marzo&Itemid=163

  78. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Sempre sulla graticola il glifosate: http://www.corriere.it/video-articoli/2016/06/10/pesticidi-ecco-quanta-ricerca-animali-finisce-tavola-caso-glifosato/180167fc-2ee9-11e6-bb6d-75d636c22361.shtml

  79. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Roberto

    Sarebbe bene che la giornalista si leggesse anche questo per scrivere documentata:

    http://www.pseudo-sciences.org/spip.php?article2620

  80. ennioNo Gravatar scrive:

    se vi interessa su facebook trovate un video fatto da Claudio Messora a proposito di glifosate (# stopglifosate). dai commenti ci si fa una idea di cosa pensa la gente comune a riguardo

  81. ennioNo Gravatar scrive:

    se vi interessa su facebook trovate un video fatto da Claudio Messora a proposito di glifosate (# stopglifosate). dai commenti ci si fa una idea di cosa pensa la gente comune a riguardo. saluti

  82. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Ennio

    Non può altro che pensare che li stiamo avvelenando da 40 anni visto che ascoltano solo chi lo dice. A vero dire la penetrazione del messaggio di chi dice che è un veleno è enormemente più efficace di chi lo smentisce con dati di fatto (siamo in quattro gatti e guarda caso le ditte che producono diserbanti si guardano bene dal controbattere e forse hanno qualche interesse……)

  83. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Guardate cosa bisogna fare in pieno 2016 per provare un’evidenza scientifica.

    https://www.youtube.com/watch?v=M8sgEhpHM4k

  84. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Non é una novità che il gliphosate abbia una DL50 paragonabile e meno critica di quella dell’acido acetilsalicilico.
    E ad Aspirina siamo diventati grandi…

  85. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Forza Agricoltori!

    Forse avremo ancora 18 mesi di sopravvivenza grazie all’indecisione dei nostri ineffabili governanti europei…
    Per la cronaca questa mattina ho utilizzato circa 7 Kg di prodotto a base di Gliphosate .
    Attendo le manette da un momento all’altro.

    P.S. propongo una petizione popolare per esigere che sulla stampa il prodotto sia chiamato con il suo nome e non con risibili pseudonimi del tipo “glifosato”.
    Un po’ di serietà non farebbe male nella carta stampata che fino a prova contraria “manet”
    Nessuno si sogna di chiamare “Lutus” una lotus Elite, Ceroche una Jeep, Ferrero un’auto di Maranello o felpa una WV Golf…
    Perché al Gliphosate é riservata una sorte diversa?
    Giornalisti svegliatevi e soprattutto cominciate ad informarvi prima di sproloquiare e immortalare su carta le vostre incompetenze.
    Si fa molto in fretta a fare danni anche irreparabili!

  86. TC1507No Gravatar scrive:

    Non si smentiscono mai. http://agronotizie.imagelinenetwork.com/agricoltura-economia-politica/2016/06/30/glifosate-rinnovato-per-altri-18-mesi/49440

  87. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    TC 1507

    Ognuno dei commissari ha l’ordine di non scontentare l’opinione del suo paese….questa è la nostra unica unione. Certo se dopo 40 anni d’uso non siamo morti con altri 18 mesi non rischiamo nulla!!!

  88. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Alberto, tu che sai tante cose mi sai dire quali sono le molecole alternativa al gliphosate con le stesse caratteristiche?
    O meglio riformulo la domanda:
    Che tu sappia esistono molecole alternative sperimentate e registrate che abbiano effetti analoghi?
    La prossima domanda, in caso di risposta affermativa, sarà “quale si può ipotizzare” il loro costo per l’Agricoltore?

  89. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Franco

    Io non ho idea che ce ne siano già di pronte, ma può darsi. Tuttavia non essendoci nessuna motivazione plausibile per interdire la molecola perchè non mantenerle tutte e due e lasciar decidere alla professione degli agricoltori? Io, a casa mia, per il fatto che posso usare i diserbi non ho buttato la zappa e la falce…..eppure la prima se me la tiro su un piede mi taglio e la lama della falce mi potrebbe ferire pericolosamente.

  90. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Lo “zappanet” rimane comunque un diserbante efficacissimo anche nelle nostre aziende agricole…
    Tranquillo Alberto. Il Sicyos angulatus anche nel mio mais la combatto ancora con la zappa!
    Mi piacerebbe comunque capire se da qui al 2017/18 ci sarà un P.A. altrettanto efficace come il Gliphosate e con un impatto ambientale decisamente inferiore.
    Sarei ben felice di utilizzarlo, malgrado lo spiacevole e certo aggravio economico, ma ad oggi non mi risulta che le vituperate Multinazionali della chimica abbiano espresso la molecola giusta.
    In alternativa dovrei cominciare a ripianificare tutto il mio parco macchine che ho rinnovato negli ultimi 2 anni.
    Sarei costretto a rivoluzionare, retrocedendo di almeno 10 anni, tutto il mio piano di lavorazione dei terreni.
    Con nuovi investimenti e aggravi economici per consumi energetici.
    E con un rinnovato massiccio utilizzo di diserbanti di post emergenza (ma i politici sanno di cosa si tratta?)
    Se esiste la “ragione” i politici ci lascino usare l’ “aspirina” dei nostri campi al posto di inutili antibiotici…
    Pori noi…

  91. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Franco

    Ma loro non sanno che la sorghetta da rizoma ride quando la tagli con la zappa perchè sicuramente frazioni anche i rizomi e quindi la moltiplichi. ABOLIAMO QUINDI LE ZAPPE!

  92. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Arrivo adesso dalla campagna e non posso che darti ragione!
    Se non avessi un buon graminicida la mia soia sarebbe invasa dai pezzetti di rizoma di sorghetta dove lo scorso anno avevo il mais! E in alcuni campi sono al terzo passaggio di diserbo su soia…
    Alla faccia del compianto OGM bb che diceva cha in questo modo addio margini per la soia, io sono disposto anche a fare un quarto passaggio.
    Ma se avessi una soia RR forse me la caverei con 1 o 2 al massimo!

  93. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Per completezza di informazione vi comunico che oggi ho trattato 7 Ha circa di soia con 2 Kg/Ha di Fusilade (un graminicida) per combattere i pezzetti di rizoma di sorghetta di cui ci ha parlato Alberto. Senza zappa!
    Battaglia comunque vinta (non la guerra); il prossimo anno nel mais non le vedo…
    Sempre alla memoria di OGM bb!

  94. franco nulliNo Gravatar scrive:

    E a completamento della guerra alle infestanti oggi ho trattato altri 7 Ha circa di soia con un erbicida per le foglie larghe (dicotiledoni per gli addetti ai lavori)…
    Sempre alla memoria di OGM bb! e sempre senza zappa.
    E ora sono in attesa di vedere i primi sintomi di infestazione del ragnetto rosso, già ampiamente contrastato con ovicida in concomitanza con i trattamenti precedenti…

  95. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Franco,

    Sull’onda della Brexit è stato coniato un altro neologismo che sta spopolando sui blog. E’ il “GLYPHEXIT”.

    Ambedue hanno la stessa caratteristica demeziale:

    Per il “Brexit” hanno votato degli anziani con mezzo piede nella tomba che comunque uscire o non uscire non li toccava più di tanto, solo che con ciò hanno obbligato alla brexit i giovani che invece vedevano meglio il loro futuro in Europa.

    Per il “glyphexit” hanno firmato la petizione dei cittadini che neppure sanno di cosa si tratti e che ci hanno convissuto per 40 anni senza mai preoccuparsi, obbligando però una categoria professionale a rinunciare ad un mezzo tecnico economico e valido, che difficilmente sarà rimpiazzato da un altro prodotto altrettanto economico e valido.

    Il romagnolo di turno diceva: “chi si ferma è perduto”, cosa dovremmo dire noi a chi arretra?

  96. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Carissimo Alberto

    Fermarsi in un mondo che avanza significa tornare indietro in termini relativi.
    In termini latini “non progredi est regredi” e lo avevano già capito 2000 anni addietro.
    Non ricordo di chi sia la citazione, ma é una verità incommensurabile soprattutto e pesantemente in un mondo come il nostro che progredisce alla velocità della luce e non progredire ci fa arretrare allo stesso ritmo.
    Noi, in questo campo, lo stiamo facendo. Purtroppo…
    Il romagnolo “chi si ferma é perduto” raccoglie nella sua semplice saggezza tutto quanto non capiscono i nostri ottusi governanti.

    Glifosexit… Non ho commenti per questo argomento.
    Rischierei di diventare scurrile con un eccesso di francesismi…
    Vorrei che i vari ministri (minuscoli) dell’Agricoltura (maiuscola) europei venissero a fare uno stage (perché devono farli i neolaureati e non loro?) a capire come funziona l’ambaradan della campagna… Ma é utopia.
    Per il momento sto facendo scorte di Gliphosate (morire che sulla carta stampata uno lo scriva con i suo nome vero…)

  97. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Dimenticavo di dire che i perdenti del Brexit non hanno risolto nulla ma almeno hanno raccolto 3 milioni di firme per far conoscere la loro contrarietà, mentre i perdenti del Gliphexit, cioè gli agricoltori hanno perso lingua e dignità…. come categoria evidemtemente e non come singoli. Inoltre non sanno che è solo l’inizio se continuano a stare zitti e i ministrucoli imperverseranno sulle loro spalle.

  98. dianaNo Gravatar scrive:

    Nei paesi del nord Europa ho visto in TV le pubblicità con il glifosate in gel da usare nel proprio giardino, uno zicc sulla foglia dell’infestante e i tuoi fiori sono contenti..

  99. franco nulliNo Gravatar scrive:

    @diana

    Gliphogel!!!!

    Ne voglio assolutamente una fornitura per il mio giardino!
    Non so più come combattere l’edera che mi sta attanagliando 400 m di siepe di lauroceraso che circonda la mia cascina.
    L’alternativa con il pennello é scomodissima e poco efficace…
    Fammi sapere come e dove posso trovare i riferimenti di questo miracoloso prodotto!

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