Roma, 10 giu. - (Adnkronos) - L’anello della filiera più a rischio che deve essere maggiormente controllato “è la razione alimentare, ossia i mangimi, ma anche l’aspetto igienico-sanitario delle bovine”. Così Andrea Sisti, presidente del Conaf, il Consiglio dell’ordine nazionale dei dottori agronomi e dottori forestali, spiega all’Adnkronos cosa occorre migliorare per garantire la qualità della filiera del latte.
In Italia, sottolinea Sisti, “abbiamo degli allevamenti molto controllati ma dobbiamo prestare attenzione anche ai mangimi che possono non essere prodotti dall’azienda stessa”. Dunque, “occorre garantire la rintracciabilità dei foraggi impiegati che devono contenere il giusto apporto di proteine, grassi e fibre” utile agli animali per produrre un latte di qualità.
Leggi Regolamento (CE) 183/2005 del Parlamento Europeo e Del Consiglio del 12 gennaio 2005 che stabilisce requisiti per l’igiene dei mangimi e la rintracciabilità (basterebbe leggere i “considerando”)
4 commenti al post: “Piero Rostagno ancora sui mangimi”
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24 Giu 2011 alle 15:51
Suscita curiosità un appello come quello del Dott. Sisti in presenza di una regolamentazione europea piuttosto severa. Nel contesto, poi, delle notizie di questi giorni, il dubbio che,in un modo o in un altro, si alluda alle produzioni zootecniche e i mangimi per strizzare l’occhio a quelli che “ma chissà che porcherie somministrano negli allevamenti” è molto forte.
Carlo Petrini chiede ai maturandi che hanno scelto il tema sul cibo di inviagli gli elaborati. D’accordo,però pubblichiamoli sui giornali. Servirà per valutare la qualità dell’informazione fatta in questi anni. Ma, sembra evidente, bisognerebbe valutare anche l’informazione (e la formazione) di chi ha già dato la maturità e conseguito una laurea specialistica!
25 Giu 2011 alle 05:44
Caro Piero,
cosa intende dire Sisti: vuole i mangimi a chilometri zero?
25 Giu 2011 alle 06:08
….. o si riferisce alla nuova soglia di tolleranza allo 0,1%?
http://www.reuters.com/article/2011/06/24/eu-gmo-imports-idUSLDE75M1EA20110624
27 Giu 2011 alle 07:39
@ Roberto:
mah, se le frasi non fossero virgolettate si potrebbe pensare a una forzatura del giornalista per avvalorare proprie tesi. Così, come dicevo, risultano abbastanza curiose.La normativa europea allegata, del 2005,è molto chiara.
All’art. 2 recita:
Il presente regolamento si applica:
a) alle attività degli operatori del settore dei mangimi in tutte le
fasi, a partire dalla produzione primaria dei mangimi, fino a
e compresa l’immissione dei mangimi sul mercato;(per produzione primaria si intende quella dell’agricoltore -ndr-)
alla somministrazione di mangimi ad animali destinati alla
produzione di alimenti;
c) alle importazioni e alle esportazioni di mangimi da e verso
paesi terzi.
2. Il presente regolamento non si applica:
a) alla produzione domestica privata di mangimi:
i) per gli animali destinati alla produzione di alimenti per
consumo domestico privato;
e
ii) per gli animali non allevati per la produzione di alimenti;
[.......]
Come si vede l’invocazione di Sisti (”occorre garantire…ecc.”)è del tutto superflua; il legislatore lo ha preceduto di un bel po’ e con molta concretezza in più.
Ripeto, stupisce che un professionista del settore caschi nel solito tranello di chi vuole ingraziarsi il pubblico, da egli stesso poco e male informato, assecondandolo nelle sue paure. Con l’aggravante del contesto E Coli.