Il Biologico nemico dell’ambiente

03 Nov 2015
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willamette-national-forest-oregon Un lucido ritratto del vero biologico, numeri alla mano, di Alberto Guidorzi

Il Biologico salva l’ambiente? Esattamente il contrario.
Spesso le lobby del biologico contestano che la produzione agricola nel suo complesso che loro ottengono sia inferiore rispetto all’agricoltura convenzionale.
In USA nel 2014 è stata fatta un’indagine che conferma inequivocabilmente tale assunto. Un’altra inchiesta uguale era stata fatta nel 2008. Le medesime indagini l’USDA le fa per il convenzionale, ma non pubblica i raffronti tra le due. Ci si è cimentato però Steve Savage rinvenendo e confrontando 370 coppie di piante coltivate rispettivamente in biologico (AB) e in convenzionale (AC) nel medesimo Stato, ma solo se questo aveva almeno 8 ettari di biologico per quella data coltivazione oggetto di raffronto. Le 370 coppie rappresentano una superficie di 107 milioni di ettari. La comparazione è tale che copre l’80% della superficie a biologico americana. In 92 di queste comparazioni, ossia l’84%, se rapportiamo il tutto alla superficie a biologico, le rese del bio erano più basse. Vi erano anche 55 di queste comparazioni, dove le rese erano più alte, ma nell’89% dei casi si trattava di produzioni di fieno o di vegetali da insilare e quindi non di coltivazioni per l’alimentazione umana. E’ la tesi che si sostiene da sempre: il classificare a biologico una coltivazione foraggera o un prato non ha senso in quanto i sistemi di coltivazione si equivalgono (o non si concima o si concima molto poco organicamente o sono necessari eccezionalmente trattamenti di protezione, cosa che in casi eccezionale si fa anche in AB domandando deroghe). Quindi quando l’Italia dichiara il 67% di queste coltivazioni sul 1,3 milioni di ettari di superficie bio che le statistiche vantano e se ne compiace come se fosse un grande risultato, compie solamente tanta disinformazione ed il Ministro tiene loro bordone per suoi interessi elettorali.

Scarica il pdf con tutti i dati sugli effetti delle coltivazioni biologiche e l’articolo completo.

5 commenti al post: “Il Biologico nemico dell’ambiente”

  1. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    Caro Alberto, grazie per questo ulteriore sforzo…

  2. MbianchessiNo Gravatar scrive:

    Ma pensa te cosa usano nel biologico e nel biodinamico!
    http://artventuno.it/2015/11/guardia-di-finanza-sequestri-di-prodotti-tossici-nel-cremonese/

  3. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Grazie Alberto per il quadro molto chiaro come tuo solito!
    Anche in seguito al post molto interessante di Mbianchessi ricordo, a proposito del mio amico “Bio”, il fenomeno dei furti di prodotti destinati alla cura del riso convenzionale strettamente legati alla mancanza di mondine (con esclusione delle squadre di cinesi al servizio di Ente Risi per i campi sperimentali) nei campi delle risaie biologiche sparse nel territorio “Lombardo-Piemontese” e non solo.
    Dove vanno a finire i prodotti rubati, che sono ogni anno sempre di più, se non di notte nei campi di riso “bio” con acquisti in odore di ricettazione?
    E’ un fenomeno di cui troppo poco si parla, ma molti ne sono a conoscenza e nell’ambiente le voci circolano con grande insistenza…
    Sicuramente ci sono aziende serie che operano con rigore nel regime di coltivazione biologia, ma altrettanto ci sono certamente malfattori che lucrano sul fenomeno “Bio” economicamente allettante.
    Dovrebbero essere i produttori seri (che rispetto anche se non condivido) a denunciare la concorrenza sleale dei “malfattori”. Non io!

  4. Loris GroppoNo Gravatar scrive:

    Chiedo scusa per l’impertinenza. Ma dal testo di Guidorzi non riesco a trovare precisi riferimenti a studi che abbiano passato la verifica della peer review. Se mi potete chiarire il merito, ve ne sono grato.

  5. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    a sapientino i peer review servono solo quando sono a suo favore ……. negli altri casi basta la sua opinione

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