Il brivido della libertà e la storia dell’arrivo del mais ibrido

28 Mar 2015
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Consiglio a tutti di leggere il libro di Emanuele Berardi che fa una storia molto accurata delle resistenze all’arrivo del mais ibrido in Italia.
Leggi Non chiudiamo il futuro in n laboratorio di Roberto Defez
Leggi Il masi e la lunga guerra fredda tra gli Stati Uniti e l’Europa di Umberto Gentiloni

14 commenti al post: “Il brivido della libertà e la storia dell’arrivo del mais ibrido”

  1. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Sono arrivato a 1/2 libro di Bernardi in poche ore…
    Se si potesse fare un “cerca e sostituisci” fra “Mais Ibrido” e “Mais OGM” e un’addizione di qualche decina negli anni in cui si svolgono gli eventi descritti sarebbe un testo attualissimo ;-)

    Qualche giorno fa ad un convegno organizzato da Credite Suisse presso la sede de Il Sole 24ore a Milano (Global Megarends) l’ex Pres. BCE Jean-Claude Trichet ha espressamente detto che l’ostracismo agli OGM in Europa potrà creare grossi problemi. Entro una ventina d’anni dovrà necessariamente essere abbandonato…
    Io spero che la ragione possa essere ritrovata un po’ prima…

  2. GUIDORZI ALBERTONo Gravatar scrive:

    Nel caso del mais potremmo esclamare: “quando non si fa tesoro della storia”.

    Il Prof. Gentiloni poteva andare indietro nella storia e esempi di rifiuto del mais e delle sua evoluzione genetica ne avrebbe trovato altri.

    La prima è quando il mais non è stato accettato dalla borghesia rinascimentale e seicentesca in quanto un cibo non adatto agli stomaci dei ricchi e degli abitanti del nuovo mondo in quanto era cibo perisubumani del Nuovo Mondo (il mais non era accettato per pagare gli affitti in natura)

    La successiva accettazione portò finalmente allo sfruttamento della profonda variabilità insita nelle specie e quindi alla creazione delle popolazioni locali con differenziazioni di colore della cariosside ben marcate e queste divennero un prodotto tipico delle varie contrade.

    QUANTO è RELATIVO IL CONCETTO DI TIPICITA’!!!!! vedi le patate che da veleno a cibo per maiali è divenuto ora una produzione tipica di tante zone europee, non solo ma ciò che hanno rifiutato i nostri avi di qualche secolo fa noi ora le andiamo a riprendere come prodotto tipico, vedi patate viola. Bisogna mettersi d’accordo, però, erano degli imbecilli i nostri avi che le hanno rifiutate o siamo imbecilli noi che facciamo il contrario dei nostri avi.

    Dopo la seconda guerra mondiale finalmente arrivarono gli ibridi, apriti cielo, e qui assistiamo ad un fatto ancora più strano: non solo il mais ibrido era da bandire per gli umani, ma lo era anche per animali a vantaggio delle popolazioni locali di mais (divenute appunto patrimonio delle comunità locali). Le motivazioni erano le più varie: i mais ibridi avrebbero stozzato le galline in quanto troppo grossi e appuntiti e bucato il ventriglio, non solo, ma in Francia il colore giallo intenso avrebbe colorato il fegato grasso e quindi lo avrebbe deprezzato.

    Per convincere i Francesi ad adottare gli ibridi si dovette fare anche un film che venne proiettato in tutte la sale delle regioni vocate alla produzione di mais. Il film era titolato “Le mais, Plante sarclée du Sud-Ouest”. Siamo nel 1956. Perchè il film” Perchè la Coldiretti ha avuto degli antenati altrettanto cocciuti di ora anche in Francia, si diceva che se si fosse coltivato il mais ibrido sarebbe stata la fine della categoria dei contadini, vale a dire si sarebbe creata un’agricoltura estensiva (Gianbattista Vico torna e vedrai che i tuoi cosri e ricorsi storici trovano conferma ancora oggi che ci diciamo moderni)

    Piano piano le nuove varietà di mais si affermarono e più nessun agricoltore professionale pensa di contivare le vecchie popolazioni di mais. SARA’ COSì ANCHE CON IL MAIS OGM.

    l’INSCIPIENZA NAZIONALE PERO’ DATA DA LUNGO TEMPO IN QUANTO LA RIUNIONE PER INTRODURRE IL MAIS IBRIDO IN EUROPA AVVENNE A BERGAMO NEL PERIODO DELLA CIMATURA PER MOSTRARE COME SI OTTENEVANO. IL NOSTRO PROF FENAROLI PENSO’ DI INIZIARE UNA SELEZIONE NAZIONALE E UNA CREAZIONE DI IBRIDI MA FU STOPPATO DALLA FEDRCONSORZI.

  3. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Ti ringrazio Roberto per il servizio che fai alla collettività…….era ora che qualcuno scrivesse che nelle mele, ma credo sia così anche nelle altre frutta, si fanno 30 trattamenti antiparassitari …….. tutto questo anche in relazione ad un miglioramento genetico della frutta supportato dalla chimica… che sia così anche con gli OGM?

  4. VitangeloNo Gravatar scrive:

    In generale, se si fanno 30 trattamenti parassitari e i disciplinari di produzione che li contemplano garantiscono il risultato finale di “residuo zero” alla raccolta credo sia un merito e non il contrario!
    Non ho mai coltivato mele in vita mia, ma qualcosa di simile si ha con la coltivazione del carciofo in Puglia. Una volta si facevano trattamenti contro gli insetti usando principi attivi efficaci anche per un mese! Sono stati sostituiti con prodotti più specifici la cui efficienza si esaurisce in pochi giorni. E’ ovvio che bisogna intervenire più volte per garantire la protezione ad insetti che non vanno in ferie e, quindi, con costi notevolmente più alti per il prezzo delle specialità e per il maggior numero d’interventi. Purtroppo, per le mele e altri fruttiferi non è semplice inserire le resistenze genetiche così come avviene nelle specie orticole, con grande riduzione dei trattamenti durante il ciclo colturale. Quindi, non capisco cosa significhi “tutto questo anche in relazione ad un miglioramento genetico della frutta supportato dalla chimica”! Mi piacerebbe conoscere il parere di un frutticoltore a riguardo.

  5. GUIDORZI ALBERTONo Gravatar scrive:

    Vitangelo

    rimanendo in campo orticolo, quanti trattamenti bisogna fare alla patata contro la peronospora? Nel Nord Francia ne ho visti fare 15 e non è che non si conoscano dei geni di resistenza ma queste sono su patate selvatiche ed il rifiuto delle tecniche OGM obbligano a non migliorare le patate da questo punto di vista ed a moltiplicare i trattamenti sulle varietà che hanno mercato (su quelle che non hanno mercato seppure resistenti alla peronospora, i trattamenti si risparmiano tutti) .

    Ecco che uno che come già detto ha trasferito il cervello nelle parti basse del suo corpo ci viene a propinare la panzana come si trattasse di una volontà dei genetisti della patata di favorire l’industria degli anticrittogamici.

  6. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    VEDISEMU, la frutta e gli ortaggi sono nati prima dei pesticidi

  7. VitangeloNo Gravatar scrive:

    Anche l’Uomo è nato prima delle medicine, dei medici, dei chirurghi, ecc. E come diceva il mio caro amico Carlo Cannella, le piante sono come l’uomo, hanno entrambi bisogno di medicine per continuare a vivere. Ergo,…….non diciamo sciocchezze pur di colpire un avversario!
    Comunque, le “lezioni” di genetica di Guidorzi arricchiscono e fanno riflettere anche un vecchio agronomo come me. Grazie Alberto. Peccato che non ci siamo mai incontrati personalmente e professionalmente. Mi piacerebbe anche incontrare i tanti Amici di Salmone….(non OGM bb, per carità; non credo sia un “nostro” amico!!!).

  8. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    bravo vitangelo, solo che non hai capito il senso del mio intervento…….se avessimo fatto un miglioramento genetico senza il supporto della chimica, non saremmo in una situazione in cui la produzione alimentare dipende dalla chimica……..con tutti i problemi connessi.

    Cosa è successo anni addietro nel miglioramento genetico? molto semplice……. si trovavano nuove varietà commerciali …… ripeto commerciali …… che erano sensibili a certe malattie……… quella malattia non è un problema perchè gli spruzziamo questo ………e avanti a coltivare …….. poi si realizza un’altra varietà, che però è sensibile ad un’altra malattia……..non è un problema perchè possiamo spruzzare questo …….. e così via fino a 30 trattamenti come dice Roberto……… per fortuna che ci sono gli agricoltori biologici, che scelgono varietà resistenti alle malattie e del territorio!

  9. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Ho capito che su questo blog di agricoltori ce ne sono pochi, forse nemmeno uno……….

    Agricoltori è ora di incazzarsi! è ora di riprendersi il ruolo che ci spetta nella Società……… non ce ne facciamo niente dei contributi PAC, se per prenderli dobbiamo perdere la nostra dignità (”smerdatori di vacche per conto delle multinazionali” o “spruzzatori di pesticidi sempre per conto delle multinazionali”)……..è ora di smetterla di sovvenzionare l’industria con le importazioni di prodotti agroalimentari……..mettendo poi in crisi l’agricoltura attuata nelle aree marginali, che non possono certo reggere sulla base dei bassi costi di produzione ……… basta, non ne possiamo più!

  10. VitangeloNo Gravatar scrive:

    Quanti anni addietro? E tutti i programmi degli ultimi decenni sull’introduzione delle resistenze genetiche alle malattie specifiche per le diverse aree di produzione? Chi ha bloccato, da noi, il processo virtuoso solo per paura dell’ingegneria genetica? A quanti anni addietro sei fermo OGM bb? Apri ogni tanto un catalogo di qualche ditta sementiera orticola, per esempio, e capirai quanto sei rimasto indietro! Purtroppo, le piante e gli uomini continueranno ad usare la chimica se vogliono sopravvivere e vivere meglo! Ovviamente quella più ….aggiornata alle esigenze e filosofie.
    Preciso che io sono un Agronomo e non un Agricoltore: quello “lo era” mio padre. Forse per questo non dovrei più aver accesso a Salmone?
    Vuoi sapere di più: io pago anche per leggere le tue opinioni….al netto della tua presunzione! E avrei molti validi motivi per odiare te e quelli come te! Ma la democrazia, santa democrazia, mi impone di essere tollerante e….pagatore! Felice pagatore perché mi permette di leggere le cose interessantissime che passano su questo bolg. E pazienza se c’è qualche sciocchezza: anche quelle vanno in paradiso, dove spero di non andarci per non incontrarle anche lì. !!

  11. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Vitangelo, come al solito mi hai attribuito cose che io non ho detto………..quando la selezione genetica è focalizzata sul colore della frutta (vedi mele) o sulle dimensioni del frutto (vedi fragole) e non tanto sulle caratteristiche organolettiche e/o di sostenibilità agricola, credo che occorra porsi delle domande…………… se poi per ottenere questo colore o questa dimensione è necessario incrementare l’uso della chimica le domande aumentano.

  12. VitangeloNo Gravatar scrive:

    “Una bella mela rossa ti spedisce nella fossa!” era lo slogan deficiente degli ambientalisti che si battevano per l’eliminazione dei pesticidi (si chiamavano così allora) durante una campagna referendaria. Fu battuto, in fatto di deficienza, da “Mai dire mais”! Il primo slogan citato mi sembra l’unico commento appropriato alla tua punteggiata sintesi.
    Ovviamente dirai che non abbiamo capito la tua finezza e continuiamo ad attribuirti cose che non hai detto. Vuoi vedere che le dici e le scrivi talmente male che gli altri -tutti, ovviamente- non riescono a capirti?
    Quindi, datti una regolata. Io, al posto tuo, ne prenderei atto e la smetterei.
    Comunque, segui il mio consiglio, dai uno sguardo ad un catalogo di una qualsiasi ditta sementiera orticola, tanto per restare nel mio campo. E cerca di capire cosa significano tutte quelle sigle che affiancano il nome delle cultuvar. Se non le capisci, chiedi ad Alberto Guidorzi, lui è un maestro in questo!

  13. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    vitangelo…..perchè offendi? Roberto, io, come al solito, non ho mai offeso per primo …….. vitangelo, se uno ti dicesse che sei un vecchio rincitrullito che non riesce nemmeno a scrivere cultivar…….tu saresti contento? allora ….. vitangelo….non offendere se non vuoi essere offeso e non giudicare se non vuoi essere giudicato……

    Ho capito che su questo blog di agricoltori ce ne sono pochi, forse nemmeno uno……….

    Agricoltori è ora di incazzarsi! è ora di riprendersi il ruolo che ci spetta nella Società……… non ce ne facciamo niente dei contributi PAC, se per prenderli dobbiamo perdere la nostra dignità (”smerdatori di vacche per conto delle multinazionali” o “spruzzatori di pesticidi sempre per conto delle multinazionali”)……..è ora di smetterla di sovvenzionare l’industria con le importazioni di prodotti agroalimentari……..mettendo poi in crisi l’agricoltura attuata nelle aree marginali, che non possono certo reggere sulla base dei bassi costi di produzione ……… basta, non ne possiamo più!

  14. VitangeloNo Gravatar scrive:

    OGM bb., credo che nessun geriatra da un errore di battitura trarrebbe sintomi di cattiva vecchiaia, anche se i miei 70 anni mi fanno pensare ad una probabile crollo fisico e mentale più o meno imminente. Però, ripetere sempre le stesse cose da anni è da vecchi, che vanno comunque onorati e non offesi. Lo so, come lo sanno tutti gli amici di Salmone, che non sei mai tu il primo ad offendere!!!!
    A proposito di “Agricoltori è tempo di incazzarsi, ecc.” non ti sembra un appello fuori posto in questo blog dove, come affermi, non c’è nemmeno un Agricoltore? Giralo alla Coldiretti, alla CIA e alla Confagricoltura, ai NeoContadini, a SlowFood, ecc. Loro sono pieni di VERI AGRICOLTORI e forse da loro qualcuno ti starebbe ad ascoltare e si sveglierebbe! Lo dubito perché ci rimetterebbero; comunque, tentar non nuoce!

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