Il ritorno alla natura e le tasse delle quote latte

09 Dic 2014
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traino-cavalli Ma forse hanno ragione loro, abbiamo sbagliato tutto.

http://www.lastampa.it/2014/12/05/medialab/webdocauto/trattore-addio-nei-campi-tornano-i-cavalli-zkK0EcFsecPbScV4SRa2jI/pagina.html

L’Italia ha ancora un buon clima, ci dobbiamo solo candidare a fare da badanti per i popoli di pensionati dei Paesi del Nord Europa. Accoglierli facendo finta che lo sviluppo del secondo dopoguerra non sia mai avvenuto e sperare che facendo da accoglienza e da assistenza ci scontino così le multe delle quote latte che ancora dobbiamo pagare. Notate solo la distanza tra le piante di mais: per quanto si potranno consentire quelle distanze in agricoltura biodinamica? e poi mi spiegate se gli animalisti sono favorevoli all’uso dei cavalli da traino?

Da Rinascita Agraria
QUOTE LATTE: UE RIFIUTA RICORSO ITALIA
Ancora bufera sulle quote latte e sulla situazione in Italia. L’Unione Europea ha approvato infatti 70,9 mln di euro di tagli sui fondi per irregolarità in 8 Regioni. Il Tribunale dell’Ue ha respinto a Lussemburgo, il ricorso presentato dall’Italia contro la decisione della Commissione europea di applicare sui fondi per l’Italia un taglio forfettario di 70,9 milioni di euro, “a causa di irregolarità nei controlli afferenti il regime delle quote latte riscontrate in Abruzzo, Lazio, Marche, Puglia, Sardegna, Calabria, Friuli Venezia Giulia e Valle D’Aosta, nelle campagne 2004/2005, 2005/2006 e 2006/2007″. L’Italia ha due mesi per appellarsi alla sentenza. Sul fronte delle quote latte, il cui sistema terminerà il 31 marzo 2015, restano pendenti tra la Commissione Ue e l’Italia altri due procedimenti di portata finanziaria ben superiore. Il primo riguarda un retaggio del passato: il recupero di 1,4 miliardi di euro ai circa duemila produttori riottosi, per il superamento delle quote di produzione tra il 2005 e il 2009. In realtà l’Italia ha già accelerato le procedure di recupero delle multe, bloccando i pagamenti della Pac ai morosi per il 2012 e il 2013. Bruxelles non intende neppure chiudere un occhio sulla proroga di sei mesi, nel 2011, del pagamento delle multe a un gruppo di produttori in quanto “non giustificabile da alcuna norma in materia di concorrenza”.
http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/elementiHP/2014/12/02.html

21 commenti al post: “Il ritorno alla natura e le tasse delle quote latte”

  1. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    io avevo uno zio, morto solo alcuni anni fa, ha sempre fatto il contadino lui e sua moglie su 7 ettari di terra e con una stalla di 4 vacche. Tutte le mattine si alzava alle quattro e andava in stalla 366 giorni l’anno (quando era bisestile), alle 9 aveva finito in stalla e si mangiava una bella scodella di latte con il pane, poi andava in campagna a segare l’erba per il pomeriggio e la portava a casa, tornava in campagna con la zappa o la vanga e zappava o vangava fino a mezzogiorno. Il suo pranzo era un piatto di minestra e pane e qualcosa (una fetta di salume) e beveva vino fatto da lui.. Un sonnellino di mezzora e poi ritornava in “ufficio” come diceva lui, cioè in stalla, quando aveva finito se non era già buio ritornava in campagna a fare qualche altro lavoro. La sera mangiava la minestra avanzata a mezzogiorno e qualcosa d’altro (d’inverno cenava con un passerotto che catturava nel pollaio). Si guardava il telegiornale e poi a letto. Avevano, perchè era sposato, in caso dei mobili che erano stati dismessi da noi parenti, si riscaldava con una stufa e con la legna che raccoglieva in campagna. I vestiti metteva i miei dismessi, le scarpe pure, non aveva l’automobile, ma solo la bicicletta. L’unico divertimento era una partita a carte la domenica verso sera al bar. La massima posta era il caffè. I trasporti li faceva con un’asina in modo da avere anche il puledro. Al massimo aveva una lampadina accesa e solo ultimamente gli ho dato un frigorifero che avevo io.

    Ha mantenuto moglie e due figli ed è morto con un gruzzolo conveniente.

    Certo si può vivere anche così, ma qualcun altro sicuramente non ha trovato il lavoro per costruire il frigorifero per lui, o l’automobile o i mobili di casa o il negozio di confezioni ecc. ecc. (fumava sigarette fate da lui, ma poche.

    Decidiamoci però, se vogliamo fare l’agricoltura ancora con i cavalli si deve vivere così, ma si sappia anche mio zio il vino se lo beveva lui e non trovava nessuno che glielo comprasse e a maggior ragione quelli dell’articolo non troveranno nessuno che gli sovrapaga il vino biodinamico.

  2. bacillusNo Gravatar scrive:

    Thread surreale… Lasciamo perdere l’ennesimo post di Alberto in cui ci racconta per l’ennesima volta la storia dell’orso. Quello che vorrei stimolare in questa sede è una riflessione seria su come reagire a queste contraddizioni allucinanti della politica agricola europea. In giro trovo tanti benpensanti, ma per dire, quando si toccano i meccanismi economici molti si zittiscono.
    C’è bisogno di una rivoluzione culturale seria, fondata su basi culturali scientifiche solide comprensibili e comprese da tutti.
    C’è un sacco di lavoro da fare.

  3. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Bacillus

    dimentichi che ognuno gioca i talenti che ha ricevuto.

  4. VitangeloNo Gravatar scrive:

    Bacillus, noi vecchietti abbiamo speso gli ultimi decenni, l’ultimo anche attraverso Salmone, cercando di operare quella rivoluzione culturale, come la chiami tu, sottraendo tanto tempo alla nostra professione per correggere la disinformazione dilagante. Avessimo usato quel tempo e lo spazio per informare correttamente forse avremmo avuto altri risultati. Ma lo spazio maggiore ancora oggi è riservato ai cialtroni, come ben sai. Sono stato sempre fermamente convinto delle diverse anime dell’agricoltura che devono coesistere nel rispetto di tutti anche di chi ci fa sorridere con le sue trovate. Vanno bene anche i cavalli; purchè si conoscano il limiti del loro contributo. Io sono convinto che all’EXPO queste contraddizioni emergeranno. Se tra noi c’è chi la vorrebbe come una versione allargata di quella che io chiamo l’agricoltura delle bancarelle dei prodotti tipici, ci saranno quelli che si pongono il vero problema di sfamare il mondo senza i fronzoli (per noi) del passato, che va rispettato e analizzato per meglio adattarlo a certe realtà.QUi non si tratta di fare rivoluzioni ma risolvere problemi reali….possibilmente pensando con la pancia vuota!

  5. Franco NulliNo Gravatar scrive:

    Roberto

    Il link ad ANSA mi da errore 404 - pagina non trovata

  6. roberto defezNo Gravatar scrive:

    http://www.repubblica.it/ambiente/2014/12/10/news/via_libera_degli_stati_ue_a_divieti_nazionali_a_coltivazione_di_ogm-102594055/?ref=HREC1-9

    ed ora via libera alle importazioni di tutti gli Ogm che non potremo coltivare

  7. roberto defezNo Gravatar scrive:

    hai ragione Franco,
    comunque qui trovi la notizia (e la dimensione del problema)
    http://www.corriere.it/economia/14_luglio_10/quote-latte-ue-chiede-all-italia-recuperare-multe-139-miliardi-2aba7d9e-081b-11e4-9d3c-e15131ae88f3.shtml

  8. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Roberto nell’articolo di Repubblica siamo di fronte alla reticenza più completa o meglio a metodi da Minculpop. Si è dimenticato di dire che comunque è fatta salva la libera circolazione delle merci autorizzate nel territorio dell’UE, ivi compresi gli OGM. Si possono non coltivare ma acquistarli si se sono ammessi e di ammessi ve ne saranno a bizzeffe.

  9. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    libertà di coltivare o meno OGM, un “Cavalo di Troia” per aprire agli OGM!

    http://ogmbastabugie.blogspot.it/2014/06/il-12giugno-il-consiglio-europeo-ha.html

  10. Franco NulliNo Gravatar scrive:

    Carissimo OGM

    Sta succedendo “il mondo”…
    Non ho ancora capito cosa significhi quanto stanno decidendo nel nord della nostra scalcinata Europa.
    In sintesi mi sento di dire che stanno facendo una schifezza che non va bene a nessuno.
    Ci dicono che lo possiamo fare, ma se qualcuno dice di no non si può.
    E allora? Chi si e chi no. E chi sta in mezzo? E a chi importa chi sta in mezzo?
    La sola cosa che importa é fare una gran confusione per cui chi é favorevole é scontento e parzialmente contento e chi é contrario é ugualmente contento e parzialmente molto scontento.
    Nessuno vince e nessuno perde. a mio avviso perdiamo tutti.
    In ogni caso, a mio avviso, perdiamo tutti in termini di progresso…
    Cornuti e mazziati, come diceva un nostro noto comico.
    Poi ognuno di noi può pensarla come vuole (ovviamente tu ed io siamo su fronti diversi), ma almeno la ricerca, concedimelo, dovrebbe andare avanti con forza…
    Battiamoci con fronte comune perché si possa lavorare sperimentalmente in modo serio.
    Dai, OGM dacci una mano almeno su questo fronte…
    Siamo a Natale e dovremmo essere tutti più buoni :-)

  11. Giorgio FidenatoNo Gravatar scrive:

    Cazzate, cazzate, cazzate. Come si fa ad accettare queste decisioni politiche??? Qui siamo di fronte a politici che possono decidere tutto e il contrario di tutto, come facevano i monarchi assoluti. Poi un giorno la gente non ne poteva più, hanno tagliato la testa al monarca assoluto e hanno cominciato a porre dei limiti al potere assoluto del monarca. Oggi il monarca è il parlamento, anche se democraticamente eletto. Tutto questo succede perché, caro Franco, abbiamo un atteggiamento di riverenza verso i politici e la politica.

    E’ inutile stare a discutere di progresso, ricerca, ecc… tutte cazzate. Bisogna capire che il politico, anche se eletto, non ha il potere assoluto sulla tua vita. Il corollario di questo è che se una legge non rispetta il mio diritto ad essere libero, se non rispetta la libertà in negativo, cioè l’assenza di costrizione, l’unica alternativa è non ubbidire a queste leggi. E’ un dovere morale ribellarsi al potere tirannico dei politici, ancorché eletti.

    Quindi il prossimo anno si semina, si semina tutti!!!

  12. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Fidenato pensiero sugli agricoltori……………..

    “….le mie saranno fantasie libertarie, ma mi dovete spiegare dove sta la moralità di prendere dei soldi dalle tasche di un individuo per darle a voi che oprate nel settore agricolo? All’individuo a cui rubate i soldi non interessa niente della vostra attività e potrebbe comprare gli alimenti in altre parti e magari a minor costo.
    Prima di parlare a vanvera imparate a fare gli imprenditori con i vostri soldi e a vostro rischio. Siete imprenditori ed assumetevene la responsabilità. Se non ce la fate a causa del sistema, prendetevela con il sistema e lasciate i 5 miliardi nelle tasche dei legittimi proprietari!!!”

  13. Fidenato GiorgioNo Gravatar scrive:

    Ogm bb. Più la leggo ciò che ho scritto e più ne sono convinto. Questo è un mondo di ladri e i ladri non sono solo come quelli scoperti a Roma in questi giorni. Il furto, il vivere alle spalle degli altri è diffuso a tutti i livelli della società, in tutti gli strati sociali ed in tutte le attività. Quelli che lavorano con un contratto pubblico, sono i primi furfanti. Non vivono di mercato, ma delle tasse estorte ai cittadini con la violenza del corpo di polizia. Quelli che usufruiscono di trasferimenti di soldi pubblici sono i loro complici. Gli intellettuali che esaltano il sistema pubblico sono i fiancheggiatori. Ma, come diceva la Tatcher… Prima o dopo, i soldi degli altri finiscono!!!

  14. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Giorgio……e studiare un pò di Storia, no! proprio no! Ti accorgeresti che nessun Paese ha mai lasciato ad altri l’autoapprovvigionamento alimentare e ti accorgeresti anche che le grandi rivoluzioni e i milioni di morti per guerre hanno avuto inizio da crisi alimentari.

    Ogni Paese, nel limite del possibile, deve produrre alimenti.

    Occorre poi rinunciare all’individualismo sfrenato e aggressivo degli ultimi decenni, per privilegiare il “noi” rispetto all’“io”. Il noi del volontariato, della reciproca assistenza, della familiarità del borgo rispetto all’anonimato della metropoli, il noi della convivialità, dei comportamenti virtuosi in ordine alla scelta e al consumo dei cibi, agli stili di vita.

    Valori non economici, che non sono dettati dalla rassegnazione di chi è consapevole di non poter controllare o modificare l’andamento dell’economia, ma dal rifiuto a sacrificare la propria esistenza al mito della crescita economica, che vede gli uomini solo come produttori e consumatori di merci.

  15. TC1507No Gravatar scrive:

    OGM bb, è proprio rinunciando a coltivare Ogm che si lascia l’autoapprovigionamento alimentare ad altri.
    E l’individualismo sfrenato degli ultimi anni è figlio del fatto che in tutto l’Occidente compresa la terra dei Liberi (gli USA) lo Stato si occupa di molte più cose, compresa agricoltura, rispetto a 30 o 50 anni fà e ovunque sono sempre più alte spesa pubblica, pressione fiscale e debito pubblico.

  16. VitangeloNo Gravatar scrive:

    Amici e Colleghi, scusate se mi intrometto con un fatto personale, comunque collegato alla lotta ai pro-OGM della prima ora: Dopo 14 anni e la rinuncia alla prescrizione sono stato ASSOLTO perché i fatti non sussistono dalle accuse riversatemi a piene mani dal Commissario inviato da Pecoraro Scanio all’Istituto Sperimentale per l’Orticoltura che allora dirigevo e del quale ero stato Presidente FF -1996-2000- per volere del Governo Prodi e dei Ministri Ciampi (Tesoro) e Pinto (Agricoltura). I 4,5 anni della mia presidenza furono messi sotto la lente d’ingrandimento (deformata!) e fui attinto da quasi 30 capi d’imputazione per falso (di ogni tipo!) e peculato! Tra gli stralci fui rinviato a giudizio per falso sul bilancio di previsione, acquisendo un primato unico nella storia della legislazione italiana. Il GIP mi assolse, ovviamente. Ma il PM non si arrese e chiese il rinvio a giudizio per una ventina di altri reati. che in sintesi si possono così riassumere: arricchimento indebito (per l’istituto) perché accettai il finanziamento ordinario del ministero (proprietario dell’istituto) senza che fosse stato valutato il programma regolarmente inviato; istigato Regioni e Comunità europea a finanziare le ricerche dell’Istituto, da qui una serie di falsi su tutte le spese sostenute nella gestione dell’Istituto. Per non parlare del falso ideologico per aver assunto operai specializzati e comuni e impiegati marginalmente in altre mansioni (e sempre nel rispetto delle regole sull’assunzione del contratto collettivo deli operai agricoli e vivaisti); del peculato perchè partecipavo, in qualità di Presidente della Sezione Orticoltura della Società di Ortoflorofrutticoltura italiana, con sede a Firenze, alla organizzazione dei convegni della SOI e mi facevo pagare la trasferta dall’istituto, perché la SOI era -per il PM- non una società scientifica senza fini di lucro (come prevede il codice civile) ma una società che mira la reddito! Mi fermo per carità di Patria. Ma sono disponibile a fornire tutti gli elementi per una più approfondita lettura! E anche per dimostrare che non mi sto inventando niente. Se non fosse per il fatto che questa inchiesta non avesse -letteralmente- distrutto uno dei migliori gruppi di ricerca sull’orticoltura al mondo e quindi l’Istituto (poi smembrato da una pessima riforma) e messo il sottoscritto in condizione di non più operare nell’interesse del settore, tanto da costringerlo alla pensione con un po’ di anticipo (comunque a 65 anni e dopo quadi 42 anni di servizio, militare compreso), non ci resterebbe che ridere per il mucchio di sciocchezze ed inesattezze giuridiche (come quella di applicare agli istituti del Ministero dell’Agricoltura le leggi dell’Università e Ricerca o alla gestione di un ente pubblico le regole della contabilità delle aziende private!!!).
    Rinunciare alla prescrizione è stato un atto dovuto nei confronti della GIUSTIZIA e per difendersi della cattiveria politica di qualcuno; anzi di molti! Ed è tutto merito di chi si ostina a non volere gli OGM in Italia. Come mentono sugli aspetti scientifici così hanno saputo mentire sulla gestione di in Istituto. Cosa poteva aspettarsi la comunità se non regresso e disoccupazione? La mia vicenda -scusate la presunzione, - ma lo sono già nel cognome- è la perfetta metafora di come in Italia vanno le cose da qualche decennio.
    FORZA SALMONE! Se da agronomo ho trovato un giudice a Salerno come il contadino tedesco lo cercava a Berlino, così sono sicuro lo troveranno i Nostri Salmoni nella società italiana. Anche se sarà ancora dura!!!

  17. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Me ne felicito molto Vitangelo. Purtroppo quando si finisce nelle grinfie della giustizia italiana, prima di tutto si perdono tutte le volontà di continuare a lavorare e poi il rischio alla “Tortora” è sempre in agguato.

    Comunque il risultato è che noi esportiamo il Made in Italy usando solo sementi fatte da altri. Ecco cosa vuol dire avere una filiera semntiera che funziona come in Francia ad esempio (n paese comunque mi sembra rintronato anche lui come un po’ tutta l’Europa).

    IL volume d’affari della filiera sementi francese è 3,2 miliardi di €
    Da cui si ricava un eccedente commerciale di 840 milioni di €
    Vi sono 266 imprese
    che occupano 9400 salariati
    con 378.000 ettari di moltiplicazione di sementi.

    La Germania con la KWS e le sue sementi di bietola da zucchero rese tolleranti dalla Monsanto al glyfosato ha conquistato il 95% del mercato.

    Noi invece ci facciamo belli perchè riproduciamo i ravanelli di varietà costituite da altri e diciamo che abbiamo un export di sementi.

  18. Fidenato GiorgioNo Gravatar scrive:

    Italiani, ipocriti e fanfaroni!!! E la gente buona sta zitta. Vitangelo, ti sono vicinissimo. Io non ho avuto tutti i tuoi fastidi. Un po’ meno e mi diverto a fare le pulci ai procuratori ed ai giudici che giudicano dimenticando consapevolmente il diritto per la loro convinzione ideologica che gli OGM sono il male. Ma, calma e sangue freddo. Io non mi piego. Piuttosto mi spezzo!!!

  19. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Occorre rinunciare all’individualismo sfrenato e aggressivo degli ultimi decenni, per privilegiare il “noi” rispetto all’“io”. Il noi del volontariato, della reciproca assistenza, della familiarità del borgo rispetto all’anonimato della metropoli, il noi della convivialità, dei comportamenti virtuosi in ordine alla scelta e al consumo dei cibi, agli stili di vita.

    Valori non economici, che non sono dettati dalla rassegnazione di chi è consapevole di non poter controllare o modificare l’andamento dell’economia, ma dal rifiuto a sacrificare la propria esistenza al mito della crescita economica, che vede gli uomini solo come produttori e consumatori di merci.

  20. Franco NulliNo Gravatar scrive:

    Carissimo OGM bb!

    Su questo blog stiamo cercando di parlare di scienza e tecnologia, a volte di politiche agricole, di strategia, ma la filosofia mi pare sia estranea al nostro sentire, comunque… Il tuo discorso precedente lo condivido quasi in toto e ti rispondo.
    Anche a me da molto fastidio la piega che sta prendendo l’umanità verso la totale spersonalizzazione e la completa mancanza dei rapporti umani sacrificati al solo profitto.
    Non fa parte del mio DNA, ma putroppo, come tutti, tengo famiglia e devo mio malgrado conviverci per mantenere moglie e figli.
    Nel mio ristretto ambiente di lavoro di campagna cerco in tutti i modi, e a volte riesco, di infondere ai miei collaboratori/contatti di lavoro questo principio, ma mi rendo conto che spesso è guerra persa.
    Fino ad una decina di anni fa il paesino dove ho l’azienda agricola era formato più da cani e galline che da cristiani e ci conoscevamo tutti; c’era un bellissimo clima collaborativo.
    Oggi sta diventando un dormitorio della vicinissima Milano con pendolari che non capiscono la differenza fra il riso e il mais e credono che lo Yogurt si produca negli scaffali del supermercato.
    Quanto alla crescita economica temo sia un “dovere morale” per poter lasciare ai nostri posteri un mondo che sia in grado di sostenerli e soprattutto nutrirli tutti.
    Inevitabilmente siamo “produttori” e “consumatori”…
    Anche per questa ragione, e non solo per il mio personale profitto che poco mi interessa, vorrei che la ricerca in campo genetico fosse non solamente libera, ma anche sostenuta pesantemente da una classe politica intelligente (?) e lungimirante.
    Quando fra pochi anni India, Cina e Africa (i.e.) cominceranno finalmente a mangiare sei sicuro che senza il progresso che deriva dalla ricerca e solo con il Bio e altre amenità li sfameremo tutti ?
    Quando i consumatori saranno troppi rischieremmo di avere pochi produttori per nutrirli…
    O forse si nutriranno solo i consumatori più facoltosi e non sarebbe eticamente bello ;-)

  21. Fidenato GiorgioNo Gravatar scrive:

    Non volevo intervenire sulle questioni filosofiche messe sul piatto da Ogmbb, ma la risposta data da Franco nulli mi costringe a farlo.

    Infatti la risposta data da Franco la dice lunga sul grado di omologazione culturale, in negativo, a cui è giunto l’occidente. Se anche un Franco Nulli, proprietario terriero, parla di spersonalizzazione della società e dei rapporti umani sacrificati al profitto, allora vuol dire che anni e anni di propaganda comunista, di condanna del profitto, ha fatto centro.

    Franco chi ha spersonalizzato la società è stato proprio coloro che dicono di parlare per il bene comune. È di coloro, come i comunisti, che chiedono l’interventismo, che chiedono che lo stato entri in ogni meandro della nostra vita. Lo stato ha bisogno di individui singoli, isolati, senza legami con la famiglia, con la propria comunità, con la propria associazione. Ha bisogno di individui spogliati del frutto del loro lavoro, di gente impoverita dalla rapina fiscale. Ha bisogno di individui che provano invidia per altri individui, che vedano nel proprio simile un competitore della ricchezza messa a disposizione dallo stato, dopo lauta trattenuta a lor signori che sono al comando. Per fare questo vogliono la scuola pubblica obbligatoria, con un programma definito da loro, fatto di menzogne, fatto di esaltazione della democrazia come strumento che da la possibilità a tutti di andare al comando per imporre agli altri i propri valori. Questi individui atomizzati, privati della loro ricchezza sono facile bersaglio del potere. Anni e anni di scuola pubblica, di propaganda ha raggiunto il suo scopo. Il welfare state, e non la libera economia, il,capitalismo ha spezzato i vincoli familiari, comunitari, associativi che legava gli individui l’un l’altro. Un individuo in difficoltà non va più a cercare l’aiuto di un suo simile, ma va dallo stato a fare la domanda dell’isee, del tal contributo. Tu Franco, non cerchi più la disciplina economica e morale dei tuoi imprenditori simili. Vai a fare la domanda di contributo è cerchi di influenzare le scelte dei politici affinchè facciano convergere più so.di pubblici verso il tuo,settore.

    Vedi Franco, se nemmeno uno come te non si preoccupa di difendere i diritti di proprietà privata (anche i contributi pubblici all’agricoltura sono un furto a danno di altri individui!!!), della libertàd’impresa e del libero mercato, come valori che stanno alla base di una società giusta e morale, significa che la propaganda comunista è ormai entrata nelle viscere degli individui!!!!

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