Il successore della Carrozza parla di OGM

16 Gen 2014
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E dice quello che diciamo noi su questo sito da anni: non è che se la de Girolamo lascia libero il posto possiamo candidare il Rettore Perata?

Leggi “Il mostro è l’ignoranza anti-OGM

86 commenti al post: “Il successore della Carrozza parla di OGM”

  1. Roberto MattioliNo Gravatar scrive:

    Tralasciando alcuni piccoli dettagli e periodi che avrei posto in modo leggermente diverso, trovo che l’intervento abbia colpito nel segno.

    Ecco i passaggi che ritengo fondamentali:

    > “Preoccupanti sono poi le previsioni sul lungo periodo”…La ricerca biotech in Italia è ormai inesistente, non è più finanziata. Il nostro
    paese ha ancora delle competenze residuali rimaste dall’ultimo decennio, ma nell’arco di 10-20 anni perderemo tutto e saremo totalmente inermi di fronte alle nuove tecnologie transgeniche portate
    avanti da altre nazioni. Non solo non saremo più in grado di proporle noi italiani, ma non saremo neanche in grado di valutare quelle che ci verranno proposte. Non si vuole comprendere che il progresso di questo settore è talmente veloce che nell’arco di uno o due decenni avremo
    tecnologie di modifica delle piante totalmente diverse da quelle odierne: il nostro paese non avrà altra scelta se non adottarle. Da acquirente però, non da venditore.”

    > “Perché il ricercatore, purtroppo, tende ad adottare nella comunicazione lo stesso rigore metodologico che segue nel fare ricerca. E quindi di fronte alla domanda: «Gli Ogm fanno bene o fanno male?», l’attivista risponde «Fanno male», lo scienziato inizia a fare dei distinguo, e a quel punto la comunicazione è già persa.”

    FRASI TRATTE DA: http://www.ecostampa.com/servizi/imm2pdf/Image.aspx?imgatt=2DH4UM&imganno=2014&isjpeg=&tiffout=N&imgkey=B1SA6B71A6TDF&video=&small=&idart=&pr2k=&rsdoc=&bb=3&ricercaparola=

  2. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Caro Rettore, Lei dice, e non lo metto in dubbio, che lo studio di Seralini è stato ritirato per evidenti lacune metodologiche.

    Io pensavo che fosse stato ritirato perché forniva risultati fasulli. Allora……….se aveva lacune metodologiche………rifacciamolo, come “Dio comanda” e poi ragioniamo………….ma non fidiamoci solo delle ricerche delle ditte che vogliono approvare gli OGM!!!!

    Poi, scusi Rettore, successivamente afferma che è “Un lavoro come quello di Séralini ha richiesto anni, per cui servirà tempo perché ricercatori indipendenti lo verifichino. Rimandando quindi il giudizio su questo studio, ciò che risulta bizzarro è che un singolo lavoro è riuscito a determinare posizioni politiche sugli Ogm.

    Allora questo studio sarà metodologicamente sbagliato, ma occorre verificarlo…..allora non è proprio così sbagliato?….occorre verificarlo

  3. @franco(l'altro)No Gravatar scrive:

    Premetto che condivido il passaggio che riguarda le previsioni di lungo periodo, aggiungerei che di sto passo probabilmente saremo in ritardo su molti aspetti innovativi delle tecniche di coltivazione che potrebbero superare almeno in parte la necessita di vecchi ogm ed essere invece al tempo con i nuovi.

    Su questo punto invece sono un po perplesso:
    “è piu facile ed economico sviluppare una pianta resistente agli insetti piuttosto che comprare e distribuire l’antiparassitario..per quest’ultimo servono trattori macchinario e competenza.per gli ogm basta sapere piantare”

    A leggere questi studi viene qualche dubbio che sia poi cosi facile ed economico sviluppare un ogm

    Nella tab di pag 7 i costi dettagliati

    http://www.croplife.org/view_document.aspx?docId=3338

    e dubbi anche che sia poi conveniente

    http://www.cropsci.ncsu.edu/maize/publications/NewSources.pdf

    Inoltre a me pare che non è mai stato,ne mai sarà, ne risolutivo ,ne sufficiente il solo saper piantare questi ogm .
    Il bt non ha mai risolto i problemi di insetti terricoli Di conseguenza già dalla sua introduzione l’uso di seme bt non ha surrogato la geodisifestazione alla semina.Questo ha comportato la necessità, se non di un incremento delle integrazioni con insetticidi e fungicidi ben oltre la necessita delle zone rifugio ,per lo meno un mantenimento : In questo modo non si sono più fatte evolvere,se non addirittura arrestate ,sia le competenze dei coltivatori ,sia le condizioni dei suoli ,favorevoli alle tecniche alternative all’uso di prodotti fitosanitari e ogm bt e rr, mentre ne diminuiva l’efficacia e si riduce la messa in commercio di nuovi principi attivi.

    Discorso analogo si può fare per la rr con il gliphosate: non avendo effetto su infestanti emerse dopo un trattamento e su quelle troppo cresciute al tempo del successivo ,non è mais stato a livello pratico totalmente risolutivo, per cui nel giro di pochi anni si son espanse poche specie specializzate per queste nuove condizioni di coltivazione(no till con non utilizzo di diserbo pre emergenza),la cui invasività e difficoltà di contenimento è stata sottovalutata .
    Mi son sempre chiesto se questa convinzione che per questi ogm sia sufficiente saper piantare
    e non serva più la competenza agronomica/ecologica e conoscenza dell’ambiente in cui si opera,sia derivante da limitazione dei campi di ricerca e competenza di ricercatori ,con conseguente perdita di contatto con le realtà di coltivazione ,oppure sia auto convincimento di chi, detenendo il monopolio delle applicazioni tecnologiche dei risultati di queste ricerche scientifiche, vi ha fatto convogliare grandi somme di denaro e pensa di recuperarlo/ incrementarlo con l’introduzione dei nuovi tratti brevettati, in sostituzione di quelli che man mano si rivelano inefficaci.

    ..Quello che direi è “patetico” è che poi quando le incongruenze emergono , la colpa passa o agli agricoltori-consumatori della tecnologia,che si son dimenticati le competenze che gli si era detto e per i primi anni dimostrato, non essere più necessarie o tuttalpiù ai ricercatori colpevoli d’aver sbagliato il modo di comunicare..insomma agricoltori e ricercatori cornuti e mazziati da chi ha fatto e farà (comuque vada la questione ogm in futuro )business sul loro lavoro..

  4. Pierdomenico PerataNo Gravatar scrive:

    OGM, bb: Seralini, metodologia inadeguata = risultati inattendibili. Ma, certo: bisogna studiare, ricercare, verificare. Chi? Enti di ricerca pubblici indipendenti. Con quali soldi: finanziamenti pubblici.

    @franco(l’altro): non mi riferivo certo a BT e RR, che sono stati svilupppati per l’agricoltura high-tech dei paesi occidentali. Ma c’e’ spazio per lo sviluppo di biotecnologie specifiche per l’agricoltura low-input dei paesi in via di sviluppo.

    Per tutti: in una intervista l’intervistato ha spazio per una battuta, poche righe. Tenetene conto!

  5. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Caro Rettore, sono d’accordo che in una intervista vi sia spazio per poche battute, però per il lettore quelle poche righe rappresentano “LA VERITA’”, per cui, soprattutto per un argomento come questo, che ci sta impegnando da 20 anni circa, certe cose è meglio non scriverle, piuttosto che scriverle sbagliate.

    Lei dice che “tutte le accademie scientifiche nazionali hanno preso posizione: non esiste un problema Ogm a livello scientifico ………………………..

    questo, purtroppo non è vero,………… a riguardo, interessante è quello che ha scritto la “Società Italiana di Ecologia”.

    http://www.greencrossitalia.it/ita/news/politiche/pag_figlie/news_003_p_figlio.htm

    ovviamente….TUTTO DA VERIFICARE……

  6. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Caro OGM bb
    quando Pierdomenico Perata ti dice tutte le Accademie, vuol dire tutte le Accademie, non tutte le Societa’ scientifiche come quella che citi tu. Se non ci credi ti basta aspettare fino a lunedi’ prossimo e poi troverai su questo sito un nuovo documento di tante Accademie (non tutte insieme, faremmo indigestione) che parlano di nuovo di OGM e non lo fanno come farebbe piacere a te.
    Per quanto riguarda la “metodologia inadeguata” credo che saprai che l’unione Europea ha stanziato 3 milioni di euro per rifare l’esperimento di Seralini, se non sbaglio il bando e’ scaduto da poco. Nello steso bando sta il giudizio scientifico sulla validità degli esperimenti di Seralini, ossia l’Unione Europea avuto notizia di un estremo rischio di cangerogenicita’ per il mais NK603 ha scritto un bando nel 2013, selezionerà un network di laboratori nel 2014 che inizieranno una attività sperimentale che non finira’ prima del 2017 e forse una qualche pubblicazione scientifica uscira’ nel 2018. Se qualcuno al mondo avesse dato il minimo di credibilità all’illustre dovente francese i Nas sarebbero andati a settembre 2012 a sequestrare tutti i mangimi e tutti gli alimenti per uso umano in vendita conteneti NK603. Spero di essere stato chiaro.

  7. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    roberto,

    mi devi scusare, ma noi poveri portieri di notte non siamo “scienziati” e non conosciamo la sottile differenza tra “Accademia” e “Società scientifica”.

    Allora facciamo così………..Caro Rettore ci sono alcuni Professori di Ecologia (credo Professori Ordinari o forse per roberto sono meglio i Professori Associati….dimmelo roberto che cambio) che non la pensano proprio come Lei. Di seguito l’elenco:

    Amalia Virzo, Presidente della Società Italiana di Ecologia, Professore di Ecologia, Università di Napoli Federico II
    Marino Gatto, Vicepresidente, Professore di Ecologia Applicata, Politecnico di Milano
    Ferdinando Boero, Segretario, Professore di Zoologia e Biologia Marina, Università di Lecce
    Alberto Castelli, Consigliere, Professore di Ecologia, Università di Pisa
    Almo Farina, Consigliere, Professore di Ecologia, Università di Urbino
    Carlo Gaggi, Consigliere, Professore di Ecologia, Università di Siena
    Silvana Galassi, Consigliere, Professore di Ecologia, Università dell’Insubria
    Pier Francesco Ghetti, Consigliere, Professore di Ecologia, Università di Venezia
    Pierluigi Viaroli, Consigliere, Professore di Ecologia, Università di Parma
    Ireneo Ferrari, Professore di Ecologia, Università di Parma, ex Presidente della Società Italiana di Ecologia

    http://www.greencrossitalia.it/ita/news/politiche/pag_figlie/news_003_p_figlio.htm

    roberto….mi scuserai se, forse, qualcuno di questi Professori è andato in pensione………..può andare lo stesso?…….oppure se non è scientificamente corretto sono disposto a cambiare il post

  8. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    dimenticavo……..hanno sottoscritto il documento precedente anche i seguenti cittadini (avevo scritto professori, ma non si sa mai e dopo roberto si impenna), per lo più Professori Universitari e anche Presidenti di altre Società Scientifiche……non Accademie….per carità!

    http://www.ecologia.it/index.php?option=com_content&view=article&id=23:scienza-e-ambiente-2002&catid=23:appelli&Itemid=210

    Hanno sottoscritto:
    Gian Carlo Albertelli, Professore di Biologia, Presidente dell’Associazione Italiana di Oceanografia e Limnologia
    Carlo Blasi, Professore di Conservazione della Natura e delle sue Risorse, Presidente della Società Botanica Italiana
    Massimo Capaccioli, Professore di Astronomia, Direttore dell’Osservatorio Astronomico di Capodimonte, Presidente della Società Nazionale di Scienze, Lettere e Arti
    Orazio Ciancio, Professore di Assestamento Forestale, Segretario Generale dell’Accademia di Scienze Forestali
    Salvatore Fasulo, Professore di Citologia e Istologia, Presidente dell’Unione Zoologica Italiana
    Gerardo Marotta, Presidente dell’Istituto Italiano di Studi Filosofici
    Giovanni Sburlino, Professore di Conservazione della Natura e delle sue Risorse, Presidente della Società Italiana di Fitosociologia
    Giulio Relini, Professore di Ecologia Animale, Presidente della Società Italiana di Biologia Marina
    Luciano Bullini, Professore di Ecologia, Accademico dei Lincei
    Ernesto Capanna, Professore di Anatomia Comparata, Accademico dei Lincei
    Gian Carlo Carrada, Professore di Biologia marina, Università di Napoli Federico II
    Roberto Cenci, Institute for Environment and Sustainability, Joint Research Centre, Ispra
    Gabriella Cundari, Professore di Politica dell’Ambiente, Università di Napoli Federico II, Consigliere della Regione Campania
    Stefano Guerzoni, Primo Ricercatore, CNR, Istituto di Biologia del Mare, Venezia
    Donato Marino, Dirigente, Laboratorio di Botanica Marina, Stazione Zoologica A. Dohrn, Napoli
    Paolo Menozzi, Professore di Ecologia, Università di Parma
    Sandro Pignatti, Professore di Fondamenti di Valutazione di Impatto Ambientale, Accademico dei Lincei
    Andrea Pugliese, Professore di Biomatematica, Universita’ di Trento
    Aristeo Renzoni, Professore di Conservazione della Natura e delle sue Risorse, Università di Siena
    Sergio Rinaldi, Professore di Teoria dei Sistemi, Politecnico di Milano, Premio ITALGAS per le Scienze Ambientali
    Andrea Rinaldo, Professore di Costruzioni Idrauliche e Marittime, Universita’ di Padova
    Remigio Rossi, Professore di Ecologia, Preside della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, Università di Ferrara
    Renzo Rosso, Professore di Infrastrutture Idrauliche, Politecnico di Milano
    Rodolfo Soncini Sessa, Professore di Modellistica e Gestione delle Risorse Naturali, Politecnico di Milano
    Adesioni ricevute:
    Anna Alfani, Professore di Ecologia, Università di Napoli Federico II
    Paolo Boscato, Ricercatore di Archeozoologia, Università di Siena
    Antonella Brozzetti, Professore di Diritto Bancario, Università di Siena
    Giampiero Cai, Ricercatore di Botanica, Università di Siena
    Ilaria Corsi, Assegnista di Ecotossicologia, Università di Siena
    Roberto Danovaro, Professore di Ecologia, Università di Ancona
    Vincenzo De Dominicis, Professore di Botanica, Università di Siena
    Giulio De Leo, Professore di Ecologia Applicata, Università di Parma
    Anna Elisa Fano, Professore di Ecologia, Università di Ferrara
    Lucia Falciai, Ricercatrice di Ecologia, Università di Siena
    Silvia Ferrozzi, Assegnista di Ecotossicologia, Università di Siena
    Paolo Gambassini, Professore di Ecologia Preistorica, Università di Siena
    Folco Giusti, Professore di Zoologia, Università di Siena
    Maria Grazia Mazzocchi, Primo Ricercatore, Laboratorio di Oceanografia Biologica, Stazione Zoologica A. Dohrn, Napoli
    Stefano Loppi, Ricercatore di Botanica, Università di Siena
    Fausto Manes, Professore di Ecologia, Università di Roma La Sapienza
    Giuseppe Manganelli, Professore di Zoogeografia, Università di Siena
    Monica Modigh, Ricercatore, Laboratorio di Oceanografia Biologica, Stazione Zoologica A. Dohrn, Napoli
    Emanuela Molinaroli, Ricercatore di Geologia Marina, Università di Venezia
    Marina Montresor, Primo Ricercatore , Laboratorio di Botanica Marina, Stazione Zoologica A. Dohrn, Napoli
    Massimo Nepi, Ricercatore di Botanica, Università di Siena
    Ettore Pacini, Professore di Botanica, Università di Siena
    Maurizio Ribera d’Alcalà, Primo Ricercatore, Laboratorio di Oceanografia Biologica, Stazione Zoologica A. Dohrn, Napoli
    Annamaria Ronchitelli, Professore di Paleontologia Umana, Università di Siena
    Gianni Fulvio Russo, Professore di Ecologia, Università di Napoli Parthenope
    Vincenzo Saggiomo, Dirigente, Laboratorio di Oceanografia Biologica, Stazione Zoologica A. Dohrn, Napoli
    Adriana Zingone, Primo Ricercatore, Laboratorio di Botanica Marina, Stazione Zoologica A. Dohrn, Napoli
    Patrizia Torricelli, Professore Ordinario di Ecologia, Dipartimento di Scienze Ambientali, Università Ca’ Foscari Venezia
    Paolo Burlando, Professore di Idrologia e Gestione delle Risorse Idriche, Scuola Politecnica Federale di Zurigo, Svizzera
    Francesco Montecchio Responsabile di Sezione Associazione Italiana per il WWF – Sezione di Este
    Rino Cardone Giornalista Professionista, TG3 RAI Radio Televisione Italiana
    Valerio Caramassi, Direttore di ECO SRL Marketing e Comunicazione Ambientale, Livorno
    Andrea Nardini, ingegnere, esperto senior Ministero Ambiente, Servizio Sviluppo Sostenibile (Roma); socio fondatore del Centro Italiano Riqualificazione Fluviale (CIRF)
    Riccardo Sedola, Direttore Tecnico Ufficio Ambiente, Comune di Maranello, Modena
    Rosario Gatto, Docente, Min. Pubblica Istruzione
    Daniele Fraternali, Ingegnere chimico, ex ricercatore di area ENEL, Ricercatore indipendente nel settore energia ed ambiente
    Enzo Pranzini, Professore straordinario di Geografia fisica, Universtà degli Studi di Firenze
    Maurizio Gioioisa, Naturalista - Resp. Ricerca, Museo Provinciale di Storia Naturale di Foggia
    Adriana Galderisi, Ricercatrice CNR- Docente a contratto presso l’Università Federico II di Napoli,
    Gianpaolo Salmoiraghi, Ricercatore confermato, Professore di Ecologia applicata e di Limnologia, Università di Bologna
    Giannozzo Pucci, agricoltore, pubblicista, Membro Commissioni agricoltura biologica e agricoltura sostenibile del MIPAF, Associazione Fioretta Mazzei; Associazione La FierucolaOnl.
    Luigi Guarrera, Direttore AMAB-Ass. Medit. Agricoltura Biologica, AMAB
    Massimo Pandolfi, Docente e Ricercatore confermato, Università degli Studi di Urbino
    Fabio Caporali, Professore Ordinario di Ecologia Agraria, Università della Tuscia
    Anna Giovanetti, biologa, ricercatrice ENEA, CR Casaccia, Roma
    Pasquale De Sole, Laboratorio di Chimica clinica - Policlinico Gemelli, Università Cattolica Sacro Cuore, Roma
    Antonino Drago , Docente di Storia della Fisica, Università Federico II, membro del Com. Scient. del CIRB, Napoli
    Elda Perlino, Primo Ricercatore CNR, IBBE- BARI
    Franco Medici, Professore di Tecnologia dei Materiali e Chimica Applicata, Università di Roma “La Sapienza”
    Elisabetta Morelli, Ricercatore presso l’Istituto di Biofisica, CNR PISA
    Gioacchino Carella, Tecnico del CNR e Vice Sindaco di Capurso, Bari
    Giovanni Cercignani, Ricercatore Confermato, Università degli Studi di Pisa.
    Simonetta Corsolini, Ricercatore di Ecologia. Dip. Sc. Ambientali, Università di Siena
    Silvia Olmastroni, Dottoranda in Scienze Polari, Dipartimento Scienze Ambientali, Siena
    Stefano Mazzotti, Conservatore Zoologia, Museo di Storia Naturale, Ferrara
    Daniele Vitalini, Primo Ricercatore, Istituto per la Chimica e la Tecnologia dei Materiali Polimerici, CNR, Catania
    Monica Masti, Funzionario Amministrativo, Università di Siena
    Antonio Finizio, Assegnista di Ricerca, Università di Milano Bicocca
    Francesco Maria Senatore, Biologo Chiron Vaccines, Siena
    Aldemaro Boscagli, Ricercatore, Dip. Scienze Ambientali, Università di Siena
    Michele Gregorkiewitz, Professore Associato di Cristallografia, Dip. Scienze della Terra, Università di Siena
    Alessandro Chiarucci, Ricercatore, Dip. Scienze Ambientali, Università di Siena
    Elena Torricelli, Dottoranda in Ecologia, Dip. Scienze Ambientali, Università di Parma
    Gilberto Gandolfi, Professore Ordinario di Biologia, Università di Parma
    Cinzia Marchiani, Borsista Post-Dottorato, Università di Parma
    Filippo Samperi, Ricercatore ICTMP (CNR)
    Silvia Scozzafava, Master in Scienze Ambientali, University of Stirling, UK
    Cecilia Robles, Dipartimento di Scienze Ambientali, UNiversità di Siena
    Agostino Letardi, Ricercatore ENEA, Roma
    Riccardo Basosi, Prof. Ordinario, Docente di Tecnologia ed Economia delle Fonti di Energia. Dip. Di Chimica – Univ. Siena
    Emilio Martines, Ricercatore, Istituto Gas Ionizzati del CNR, Padova
    Carlo Nike Bianchi, Ricercatore ENEA, Centro Ricerche Ambiente Marino, Santa Teresa, La Spezia
    Carla Morri, Ricercatrice di Ecologia, Università di Genova
    Sebastiano Calvo, Dipartimento di Scienze Botaniche, Palermo
    Matteo Orlandi, Presidente del Parco Fluviale Regionale dello Stirone
    Roberto Imperiali, Presidente del Circolo Culturale Palazzo Cattaneo, CR
    Loreto Rossi, Professore Ordinario di Ecologia, Università di Roma “La Sapienza”
    David Pellegrni, I Ricercatore, ICRAM (Istituto Centrale di Ricerca Applicata al Mare) Roma
    Giovanna Ranci Ortigosa, Dottore di ricerca in Ecologia, Assegnista di ricerca, Politecnico di Milano
    Giancarlo Sbrilli, Biologo Dirigente, ARPAT Piombino (LI)
    Paola Grasso, International Centre for Pesticides and Health Risk Prevention (ICPS), Busto Garolfo (MI)
    Daniel Franco, Prof. a contr. Ecologia del Paesagio, Università di Venezia; esperto senior Ministero Ambiente
    Susanna Perlini, Direttore del Parco Regionale Oglio Sud, MN
    Giacomo Santini, Ricercatore, Dipartimento Biologia Animale e Genetica,Università di Firenze
    Gianumberto Caravello, Università di Padova
    Riccardo Basosi, Università di Siena
    Fabio Romani, Dott.in Scienze Ambientale, Ernst&Young S.p.A.– Divisione ambiente
    Christian Melis, laureato in Scienze Ambientali
    Tiziana Lettere, Architetto del Paesaggio, Firenze
    Giuliana Guarino, Dottoranda di Ecotossicologia, Università di Siena
    Claudio Malagoli, Prof. Associato di Estimo rurlae e pianificazione agricola, Università di Bologna
    Gabriella Buffa, Professore Associato - Settore “Botanica ambientale ed applicata”, Universita’ “Ca’ Foscari” di Venezia
    Emanuela Molinaroli, Ricercatore, Dipartimento di Scienze Ambientali , Università di Venezia
    Elena Battaglini, Ricercatore Senior ; Responsabile Area di Ricerca Ambiente, Territorio e Sicurezza; IRES (Istituto di Ricerche Economiche e Sociali) Roma
    Gianni Tamino, Docente di Biologia e di Fondamenti di Diritto ambientale, Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova
    Enrico Crepaldi, Professore di Telecomunicazioni Istituto Tecnico Industriale Statale “G. Galilei” Adria (RO)
    Pietro Piussi, Ordinario di Selvicoltura generale, Facoltà di Agraria, Università degli studi di Firenze
    Vittorio Parisi, Docente di Zoologia, Università di Parma
    Sergio Rozzi, Responsabile Servizio Tecnico Urbanistico, Ente Autonomo Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e presidente dell’Associazione IL SALVIANO-Pro Natura Marsica
    Roberto Pinton, Consulente aziendale agroalimentare, giornalista, Greenplanet Natural Network International Federation of Organc Agriculture Movements, Padova
    Gigliola Puppi, Dipartimento di Biologia Vegetale, Università “La Sapienza”
    Alessandro Carletti, Dottorando in Ecologia, Università degli studi di Parma
    Raffaello Giannini, Professore di Genetica, Università di Firenze
    Matteo Badiali, Rappresentante degli studenti CdL Scienze Ambientali - Ravoologia, Dipartimento di Biologia Animale e dell’Uomo, Università di Roma La Sapienza,
    Ettore Pacini, Professore di Botanica, Università di Siena
    Maurizio Ribera d’ Alcalà, Primo Ricercatore, Laboratorio di Oceanografia Biologica. Stazione Zoologica A. Dohrn, Napoli
    Annamaria Ronchitclli, Professore di Paleontologia Umana, Università di Siena
    Gianni Fulvio Russo, Professore di Ecologia, Università di Napoli Parthenope
    Vincenzo Saggiomo, Dirigente, Laboratorio di Oceanografia Biologica, Stazione Zoologica A. Dohrn, Napoli
    Adriana Zingone. Primo Ricercatore, Laboratorio di Botanica Marina, Stazione Zoologica A. Dohrn, Napoli
    Liliana Mammino, Associated Professor of Applied Chemistry, University of Venda, South Africa
    Maurizio Fraissinet, Dirigente di Staff della Presidenza della Regione Campania per il coordinamento delle Aree Protette
    Marzia Cristiana Rosi, Ricercatore Università di Firenze
    Mirco Federici, Dottorando in Scienze Chimiche XVI ciclo
    Annarita Leva, Ricercatore CNR Istituto Propagazione Specie Legnose, Firenze
    Valerio Sbordoni, Professore di Zoologia; Coordinatore dell’Osservatorio sulla Biodiversità delle Aree Protette del Lazio (Agenzia Regionale Parchi/Università del Lazio), Università di Roma “Tor Vergata”
    Bruno Sabelli, Professore di Zoologia, Università di Bologna
    Laura Mancini, ricercatrice, responsabile di programmi di ricerca ed attività istituzionali. Istituto Superiore di Sanità, Roma
    Francesca Cellina, Dottoranda in Ecologia, Università di Parma
    Ferdinando Porciani, Docente Corso D.U.I., Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università di Firenze
    Giorgio Vacchiano, Studente di Scienze Forestali Ambientali, Università di Torino
    Raffaele D’Adamo, Ricercatore, Istituto per lo Studio degli Ecosistemi Costieri, Lesina (FG)
    Armando Gariboldi, Naturalista libero professionista, già Direttore Generale della LIPU
    Angelo Fierro, Cattedra di Ecologia, Dipartimento di Biologia Vegetale, Università Federico II, Napoli
    Emilio Padoa Schioppa, Dottorando - Scienze Naturalistiche e Ambientali XV° Ciclo. Università di Milano-Bicocca
    Giuseppe Zerbi, Professore ordinario di Ecologia Agraria, Università di Udine
    Carlo Galli, Avvocato- Vicepresidente W.W.F. ITALIA, Lecco
    Longino Contoli, ex Primo Ricercatore e Docente, CNR, Roma
    Dario Occhi Villavecchia, Ingeniere Libero Professionista, Asti
    Giuseppe Sansoni, Resp. U.O. Tutela Risorsa Idrica, ARPAT, Dip. di Massa Carrara
    Beti Piotto, Ricercatrice all’Agenzia Nazionale Protezione dell’Ambiente, ROMA
    Leonardo Nieri, Tecnico Amministrativo - Uff. Ambiente -Inquinamento Atmosferico, Amministrazione Provinciale di Pisa
    Franco Paolinelli, Presidente Associazione Silvicultura Agrocultura Paesaggio, Roma
    Fausta Setti, Ricercatore, Dip.di Biologia, Università di Milano
    Nelli Luca, Servizio Prevenzione e Protezione, Chiron S.p.a. Siena
    Giovanna Tornello, Docente di Scienze, Palermo
    Mario Castorina, Dirigente di Ricerca, ENEA, Roma
    Giovanni Dimitri, Presidente Associazione Italiana delle Scienze Ambientali, Parma
    Angelo Parrello, Segretario Generale Commissione Intermediterranea, (organizzazione europea che associa tutte le Regioni del Mediterraneo), Livorrno
    Edo Ronchi, Presidente Istituto Sviluppo Sostenibile Italia, (ISSI)
    Stefano Semenzato, Vicepresidente Istituto Sviluppo Sostenibile Italia, (ISSI)
    Pasquale Ventrella, Biologo- Membro Commissione Conservazione Societas Herpetologica Italica, Foggia
    Maria Antonietta La Torre, Docente di Sociologia dell’ambiente e del territorio. Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa - Napoli
    Franco Paolinelli, Presidente Associazione S.A.P. Silvicultura Agrocultura Paesaggio, Roma
    Federico Ferrario, Laureando in Economia Politica, Università Commerciale Luigi Bocconi - Milano
    Marcello Vitale, Ricercatore Confermato SSD Ecologia, Dipartimento di Biologia Vegetale, Univ. “La Sapienza”- Roma
    Riccardo Santolini, Ricercatore, Docente di Ecologia, Univ. Urbino e Univ. Bologna
    Antonio Di Sabatino, Ricercatore, Docente di Ecologia delle acque interne, Università di L’Aquila
    Giovanni Staiano, Biologo, ANPA - Agenzia Nazionale Protezione Ambiente, Roma
    Giuseppe Bogliani, Professore Associato di Zoologia, Università di Pavia
    Marco Gustin, Responsabile specie e caccia, LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli), Parma
    Irene Montanari, Biologa, Bologna
    Claudio Carere, Ricercatore, Dept Animal BehaviourUniversity of Groningen, NL
    Caterina Morosi, Dottorando di ricerca in Pianificazione forestale, Università degli Studi di Firenze
    Carlo Rondinini, Dottorando in Biologia Animale, Università di Roma La Sapienza
    Johannes Pignatti, Professore associato in Paleontologia e Paleoecologia, Università di Roma “La Sapienza”
    Mariella Morbidelli, Insegnante di Scienze,MIUR, Perugia
    Luciana Carotenuto, Dottore di Ricerca in Geobotanica, Università di Camerino
    Pietro Politi, specialista in gestione dell’ambiente naturale e delle aree protette, Università di Camerino
    Gisella Monterosso, Specialista in gestione ambiente naturale ed aree protette, Università di Camerino
    Giovanni Monastra, Biologo ricercatore - Coordinatore Scientifico, Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (INRAN), Roma.
    Luciano Carotenuto, P. O. - titolare corso Analisi dei Sistemi , Facoltà di Ingegneria - Università della Calabria
    Attilio Arillo, Professore. di Zoologia e di Meccanismi evolutivi, Università di Genova.
    Davide Geneletti, Professore a contratto di Metodi di Valutazione Ambientale, Università degli Studi di Trento
    Gretel Frangipane, Dottoranda Dip. Scienze Ambientali - Univesità Ca’ Foscari di Venezia.
    Maria Appiani, Architetto, Dip. di Pianificazione territoriale, Università della Calabria
    Carlo Maurizio Modonesi, Biologo, Professore a contratto, Museo di Storia Naturale, Università di Parma

  9. marco pastiNo Gravatar scrive:

    Ho letto l’appello del 2002 del link di OGM bb! e devo dire che devo essere proprio ingnorante in ecologia: non avevo mai pensato che coltivare una pianta GM in un ambiente in cui è già coltivata la versione convenzionale equivalesse a introdurre una nuova specie esotica. Nel caso ad esempio del riso Golden rice che cambia per l’ambiente? Inoltre se le piante esotiche han portato qualche beneficio, ma molti danni evidentemente sono ignaro di quale siano questi danni così gravi perchè non riesco propio ad immaginarmi un’agricoltura europea senza mais, patate, pomodori, pompelmi, kiwi, soia, fagioli, mandarini etc. etc.

  10. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Marco, hai fatto l’esempio del “Golden Rice”, che a mio parere è uno dei peggiori da un punto di vista dell’introduzione di specie esotiche in un ambiente naturale.

    ovviamente potrei sbagliare……..:

    - la vit. A è liposolubile e, quindi, fa male sia una carenza ma anche un eccesso di vit. A;

    - la modificazione genetica passa dal riso “golden rice” alle parentali selvatiche (riso crodo);

    - dalle parentali selvatiche la modificazione passa poi al riso coltivato;

    - raccoglieremo del riso con più vit. A

    - avremo incertezze in merito alle caratteristiche nutrizionali del riso.

  11. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Se il Buon Dio mi darà il permesso in un futuro non molto lontano, purtroppo, scenderò dall’Aldilà e proverò la soddisfazione a dare una bella tirata d’orecchie a tutti questi oscurantisti o tributari a qualcuno del posto che occupano, elencati sopra. Vale a dire, quando sarà evidente che avranno avuto torto marcio, quando cioè, seppure in presenza di qualche incidente di percorso sarà dimostrato il progresso che la genetica tutta (non solo una parte) avrà dato al progresso umano.

    So già cosa cosa mi risponderanno: “ma era un altro contesto”. Cioè la stessa identica risposta che mi hanno dato quelli a cui ho rinfacciato di essersi considerati orfani di Stalin alla sua morte ed alle successive rivelazioni, oppure ai sessantottini che hanno distrutto scuola e università per il loro radicalismo.

    A te OGM bb non perderò tempo a tirartele, prima di tutto perchè te le ho giù tirate invita (mia) e poi perchè dubito che ti ricrederai anche di fronte all’evidenza.

    Per quanto mi riguarda posso dire al Ch.mo Sig. Rettore Perata che, nel mio piccolo di vecchio agronomo, mi sono permesso di spiegare e prospettare agli ex-allievi della Scuola Superiore Sant’Anna, e se lo vorranno valutare, il mio contributo di esperienza professionale. Forse può essere un modestissimo supporto a quanto lui ineccepibilmente ha detto nell’articolo a Tempi.

    Il link del mio contributo è questo.

    http://www.sssup.it/UploadDocs/13386_Santanna_News_37_38_stampa_01_low_web_2.pdf

    Pag. 22.23.24 del link della rivista.

  12. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    alberto, esclusivamente a fini conoscitivi, avrei una domanda: la tua esperienza professionale è stata quella di “venditore di sementi per conto delle multinazionali”?

  13. roberto defezNo Gravatar scrive:

    …..e per citare un raccolta di firme di Docenti Universitari siete dovuti ricorrere ad un testo del 2002 dove si mescolano Riscaldamento globale, Clonazione di organi, OGM e Creazione di grandi infrastrutture (vista l’epoca temo il Ponte sullo stretto): mi pare che siete messi piuttosto maluccio, davvero in 12 anni non siete riusciti a fare nulla di meglio?

    Ma il tuo amichetto che mette le piante di Rugini al rogo non aveva detto che il suo appello aveva raccolto tre milioni e mezzo di firme? Io credo che tu sapresti scrivere un testo migliore e che potresti raccogliere un po’ di firme “pesanti”: perche’ non ci provi?

  14. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Era da prima del 2002 che si sapevano queste cose e, nonostante tutto, avanti…avanti….nessun problema……poi:

    - le erbe infestanti hanno maturato una resistenza genetica…….avanti…..avanti….w gli OGM;

    - le parentali selvatiche hanno acquisito il gene di resistenza al diserbante (colza verso senape selvatica)……avanti…..avanti……e sempre con le stesse piante……mai migliorarle mettendo il transgene nei cloroplasti;

    - le piante OGM coltivate diventano infestanti……..nessun problema……..avanti…….avanti…….si torna ai vecchi diserbanti………W gli OGM……

    - gli insetti maturano una resistenza genetica alla tossina Bt……avanti…..avanti……facciamo le aree rifugio………W gli OGM.

    Possibile fermarsi e mettersi ogni tanto in discussione e fare un pò di autocritica!!!

  15. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    OGM bb

    Mi pare che l’imbecillità dei tuoi commenti spot sia in aumento!

  16. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Come in Friuli anche in Francia è iniziata la campagna di primavera per impedire le semine divenute legali di Mais Mon 810.

    http://agriculture.greenpeace.fr/ogm-le-retour-de-la-menace#.UtjmNk8zNi8.twitter
    Un’argomentazione portata è questa

    Altra vittima degli OGM è l’apicoltura. Le coltivazioni transgeniche comportano una utilizzazione accresciuta di pesticidi (Ndt sono rimasto indietro nell’aggiornamento)che sono in parte colpevoli del declino delle api. (Ndt: poi vi la frase ad effetto su tutte le “vispe Terese”). Queste ultime sono indispensabili per la nostra sicurezza alimentare.

    L’azione è coordinata in quanto i vandali hanno fatto irruzione nei magazzini della Monsanto:

    http://www.lindependant.fr/2014/01/17/aude-nouvelle-action-des-anti-ogm-sur-le-site-monsanto-de-trebes,1836415.php

    Benchè la Monsanto abiia assicurato che lei non venderà nel 2014 un chicco di mais OGM in Francia moratoria o non moratoria.

  17. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    Scusate se mi intrometto nella discussione ma vorrei sottolineare la responsabilità che si ha quando, in un blog di pubblico accesso come questo, si ha la possibilità di trattare argomenti SCIENTIFICI (anche di una certa rilevanza e di un elevato impatto emotivo).

    SOTTOLINEO: ARGOMENTI SCIENTIFICI.

    Mi rendo invece conto che si parla spesso di argomenti tecnici, anche complessi, così come si può parlare tra amici di opinioni sulla nazionale di calcio. In effetti, dopo una partita, ogni italiano che si rispetti si sente un pò il ct che avrebbe salvato il risultato. Purtroppo non siamo in un post partita e ciò che si scrive o si dice può influenzare moltissimi lettori. Sii è vero, il lettore può cercare più informazioni leggendo fonti diverse e se è accorto, potrebbe anche riuscire a distinguere ciò che è vero da ciò che non lo è. La responsabilità morale ed intellettuale di ognuno, comunque rimane.

    Leggo invece affermazioni fatte per sentito dire o tanto per esprimere un’opinione e anche quando hanno un fondo di verità, quelle affermazioni, slegate dal loro contesto tecnico-naturale assumono un sapore amaro, di tentato raggiro.

  18. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    caro alberto, sei sempre gentile nei modi….del resto l’educazione non è il tuo forte. offendi…offendi pure.

    ho letto quello che hai scritto, sei riuscito ancora una volta a fare disinformazione e a scrivere che negli OGM si inserisce un solo gene…..e i marcatori li hai dimenticati? e i promotori? e i terminatori? e tutto il resto?

    se tu sei un paladino degli OGM, capisco sempre più perchè non passano!

  19. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Scienza 79

    Sono un agronomo che ha fatto miglioramento genetico e che da quarant’anni si occupa delle problematiche relative alla ricerca ed alla sua evoluzione.

    Mi è permesso disquisire?

  20. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Confermo il giudizio circa i tuoi interventi spot.

  21. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    E’ da un pezzo che non faccio più interventi spot

    http://ogmbastabugie.blogspot.it/2012/09/ogm-e-agricoltore.html

  22. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Anche la Russia ha deciso di valutare le PGM.

    Si cita che siano 400.000 gli ettari di soia e mais OGM seminati di contrabbando.

    Che avvenga come è avvenuto in Brasile che il presidente Lula li aveva proibiti ed ora sono 36,6 milioni di ettari e una buona parte arriva da noi come mangime?

    http://indrus.in/economics/2014/01/16/genetically_modified_crops_enter_russia_32331.html

  23. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    Caro Alberto, il precedente post non era rivolto a te :-)

  24. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Sig Rettore Perata

    C’è qualcuno in GB che la pensa come lei:

    http://www.farmersguardian.com/home/arable/hostility-to-gm-putting-eu-in-global-slow-lane-report/61350.article

  25. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    OGM bb

    A che categoria lo ascrivi il commento n° 12?

  26. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    come al solito…..chi ha cominciato con il post n. 11?

    qualche piatto lo devo tirare anch’io……poi, del resto, ho detto solo la verità.

  27. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Scienza 79
    e’ vero che talvolta trascendiamo nella chiacchiera da bar e anche io ne ho colpa, ma ci stiamo anche un po rilassando dopo il post che prima era in evidenza il No Fly Zone, in quel caso penso che sopratutto Alberto Guidorzi ha fatto davvero un buon lavoro. Questo e’ un momento di gran piacere a poter vedere un testo tanto puntuale firmato da un rettore, non e’ cosa che capiti spesso e credo che gli siamo tutti grati

  28. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    Caro Roberto Defez,

    mi rendo conto che il mio precedente post è stato male interpretato. E’ evidente che la colpa è mia.

    Avrei voluto evitare di fare nomi, sperando che chi dovesse intendere avesse la possibilità di farlo. Il mio commento “Leggo invece affermazioni fatte per sentito dire o tanto per esprimere un’opinione e anche quando hanno un fondo di verità, quelle affermazioni, slegate dal loro contesto tecnico-naturale assumono un sapore amaro, di tentato raggiro” non si riferiva di certo a te o al Rettore Pierdomenico Perata, a cui di scienza non posso insegnare nulla, non si riferiva ad Alberto Guidorzi, i cui post sono sempre fonte di grandi informazioni.

    No, il mio commento era riferito unicamente a colui che si fa chiamare “OGM, bb!”

  29. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    Ops!!!! Scusate, ho sbagliato un congiuntivo :-P

  30. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Scienza 79,

    mi dici, per cortesia, le affermazioni che avrei fatto e che avrebbero un “sapore di tentato raggiro”.

    Ti ringrazio

  31. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    roberto,

    “un testo tanto puntuale firmato da un rettore” ……. consentimi …….. però un testo di parte ….. non troppo obiettivo, poichè qualche difetto ambientale questi OGM ce l’hanno e il Rettore non ne ha fatto un minimo cenno……..

    Caro Rettore, nella Sua intervista (è un virgolettato che il giornalista sembra attribuirLe) ci ricorda leggende metropolitane che non esistono, come la “fragola-pesce”, o la storia che i semi Ogm sarebbero sterili………………..
    ……………. io le ricordo che la Sua è un’azione “scorretta” e sotto certi punti di vista “offensiva”, in quanto è troppo semplice marcare gli “anti OGM” con queste “bufale metropolitane”, facendo credere al lettore che siano tutti ignoranti e sprovveduti …………….. non tutti gli anti OGM sono così ignoranti e così sprovveduti come Lei tenta di far credere. Anzi, Le dirò di più, per parlare di OGM occorre avere una visione olistica del problema, che, mi scusi la franchezza, Lei sembra non avere. Non è sufficiente dire che gli OGM servono alla nostra agricoltura, poiché gli OGM implicano un radicale mutamento del rapporto esistente tra cibo e Società, tra verità, giustizia e libertà.

  32. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    Caro OGMbb, la lista sarebbe lunga…tuttavia visto che ci tieni tanto, inizia con il rivedere le tue affermazioni al post n. 10.

  33. Pierdomenico PerataNo Gravatar scrive:

    OGMbb: se legge bene (pesce fragola etc.) io accuso i giornalisti di usare titoli ad effetto che distorcono la realtà’ . Nessun accenno agli “anti-OGM”. Non mi pare di aver offeso nessuno: agli attivisti antiOGM riconosco pure una maggior abilità comunicativa! Sulla visione “olistica” quale requisito per poter parlare di OGM: a me pare che di OGM parlino e straparlino un po’ tutti. Io sono un ricercatore, la mia visione e’ quella del fisiologo e biologo molecolare delle piante. Non pretendo di saperne abbastanza per avere una visione olistica. Posso comunque esprimere il mio parere?
    Infine: e’ una intervista, ho risposto alle domande fatte. Se tra le domande ci ne fosse stata una sull’impatto ambientale degli OGM avrei risposto.

  34. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Caro Rettore,

    in primo luogo un apprezzamento di stima, in quanto noto che non si sottrae al dialogo e, soprattutto, non utilizza la Sua posizione per mantenere le distanze.

    A mio parere la “visione olistica”, che anch’io non ho di certo, implica la considerazione di tutti gli effetti sociali che una tecnologia del genere può avere per la Società. Purtroppo, non stiamo parlando di telefonini o di computer, dei quali potremmo anche fare a meno……stiamo parlando di cibo, di un bene vitale per ciascuno di noi. Da questo punto di vista il brevetto sulle sementi (qualcuno dirà che già oggi le sementi sono brevettate, ma non è la stessa cosa) determinerà uno sconvolgimento nel modo di produrre e di distribuire il cibo……..pensi ai contratti di “Soccida” sulle coltivazioni e sugli allevamenti……pensi all’applicazione dell’”apomissia” alle sementi………pensi al Monopolio o “Quasi Monopolio” che si sta creando a livello mondiale sulle sementi e sul cibo.

    In questo contesto “aumenterà o diminuirà la LIBERTA’ dell’uomo?”.

    http://ogmbastabugie.blogspot.it/2013/04/ogm-brevetto-e-agricoltore.html

  35. PieroNo Gravatar scrive:

    Pur prendendo atto dell’ultima precisazione, ritengo che nel richiamo di Scienza 79, cui sconsiglio vivamente di cadere nella trappola di polemizzare con OGM,bb, ci sia più di uno spunto su cui riflettere.
    Intanto sul ruolo di questo sito “per chi non ha paura di pensare controcorrente”.
    Negli ultimi mesi quasi tutti i post si sono avvitati intorno alla polemica con un unico interlocutore il cui disegno è fin troppo chiaro (questo non toglie merito alle numerose lezioni che, Alberto in primis, ma anche altri/e hanno proficuamente sviluppato). La sola idea di censura, come d’altronde i divieti invocati e tanto cari a una certa categoria di pensatori, mi fa venire l’orticaria. Tuttavia ignorare i seccatori a volte può servire per concentrarsi meglio su obiettivi di interesse generale.
    Prendo come esempio, fra tutti, il rapporto con il “mondo bio”. Quello che io rimprovero a questo mondo è la contraddizione fra il perseguire un sistema produttivo più rispettoso dell’ambiente e le regole con cui si sono vincolate quelle produzioni riducendole inevitabilmente a nicchie. Le polemiche che si sviluppano a volte su questo blog sono spesso figlie di quelle contraddizioni. Se accettiamo che gli Ogm siano incompatibili con le produzioni bio, certo la soglia di tolleranza, con tutte le implicazioni di carattere economico, diventa una discriminante importante. Ma cos’hanno gli Ogm di non “bio”?
    Questo intendo quando parlo di obiettivi da perseguire: arrivare a mettere in discussione certi principi falsamente considerati acquisiti. Come la definizione del biologico enunciata dal REGOLAMENTO (CE) N. 834/2007
    “La produzione biologica è un sistema globale di gestione dell’azienda agricola e di produzione agroalimentare basato sull’interazione tra le migliori pratiche ambientali, un alto livello di biodiversità, la salvaguardia delle risorse naturali, l’applicazione di criteri rigorosi in materia di benessere degli animali E UNA PRODUZIONE CONFACENTE ALLE PREFERENZE DI TALUNI CONSUMATORI PER PRODOTTI OTTENUTI CON SOSTANZE E PROCEDIMENTI NATURALI. […]”
    La parte evidenziata è manifestamente demagogica e antiscientifica e da lì provengono una quantità di danni che un giorno dovremo riconoscere. Altro che le contaminazioni ambientali…
    Tutt’al più quel vincolo potrebbe entrare in qualche disciplinare privato. Fatta salva la salubrità di qualsiasi alimento (ampiamente assicurata dalle norme vigenti), se vuoi anche delle produzioni ottenute con pratiche rispondenti a tuoi personali convincimenti, te le paghi!
    Mi auguro che il nuovo “consensus document” preannunciato da Roberto segni l’inizio di un’azione di lobby soprattutto verso la categoria dei legiferatori cui troppo spesso mancano le informazioni di base.

  36. PieroNo Gravatar scrive:

    fragola-pesce
    per gli smemorati

    http://www.liberidaogm.org/liberi/capannaunomattina.php

  37. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Ma quale brevetto sulle sementi esiste? Solo nella tua testa ideologicamente tarata può albergare una cosa del genere.

    Il dire “brevetto sulle sementi” ad un profano è certo che lo scandalizza, ma lo fa perchè gli si sottopone una dizione fuorviante e palesemente imbrogliante.

    In realtà esiste solo il brevetto su un “costrutto genico” e solo su quello. Il gene è riutilizzabile e la varietà privata del costrutto in Europa ed in USA è utilizzabile a fini di ricerca e di costituzione di altre varietà. In Europa in più il piccolo produttore può anche riseminare la sua produzione ottenuta da una varietà con COV senza pagare nulla e se gli conviene; si sta discutendo su come adeguarsi a questo privilegio in caso di varietà brevettata perchè non lo si vuole escludere.

    Tutti gli altri paesi che non hanno una legge sementiera (per l’accordo di Marrakesh sono obbligati a dotarsene) stanno studiando quelle esistenti per adeguarle alle loro esigenze e sicuramente (questa è una mia previsione) se in Europa abbiamo il privilegio del piccolo produttore, a maggior ragione questi paesi in via di sviluppo lo includeranno anche loro.

    Vuoi che ti dica perchè il tuo dire è disonesto? Semplice tu approfitti del fatto che la maggioranza delle perone non conosce a fondo le leggi sulle sementi e la disinformi. Se tu andassi a dire che tutte le biciclette sono brevettate e quindi la gente per salirvi sopra deve chiedere il permesso e pagare una royalties, cosa succederebbe? Ti riderebbero dietro e ti manderebbero a quel paese, in quanto sanno che non è come tu dici. Potrebbe darsi che una bicicletta all’acquisto costi più di un’altra per il fatto che contiene un congegno brevettato: ora se al cliente gli aggrada il pezzo brevettato lo paga e usa la bicicletta, se invece non gli aggrada ha a disposizione una bicicletta che non include il pezzo e che costa meno. Tu mi dirai, ma a differenza della bicicletta la semente si deve acquistare ogni anno, ma è altrettanto vero che chi l’acquista ogni anno ne ricava una produzione.

    Insomma siete solo voi orfani della dittatura del proletariato che vi ponete questo dilemma del brevetto, mentre i contadini di tutto il mondo non se lo pongono. Non se lo pungono pure i 7 milioni di piccoli (diventati un tale numero in soli 8 anni) produttori di cotone indiani(93% della superficie) che seminano ora cotone Bt, pagandolo più caro e senza suicidarsi, benché noi fessi d’italiani conferiamo una laurea honoris causa ad una ciarlatana come Vandana Shiva che è venuta a propalarci la panzana.

  38. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    La soccida per tua norma e regola è un contratto che esiste da secoli e non ha mai scandalizzato nessuno, perchè lo si contrae LIBERAMENTE solo se conviene ad ambedue le parti e se alla fine del tempo contrattuale unoa parte riconosce che non gli conviene non lo rinnova pià. Tu mi dirai che una parte può avere potere contrattuale più forte, può essere vero, ma si possono sempre fare leggi che impediscono le aberrazioni, Inoltre io non ho mais visto un commerciante eliminare un potenziale cliente anche in futuro, quindi non lo può spellare, sarebbe un fesso.

  39. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Il monopolio delle sementi lo si acquisisce solo ed in quanto si creano sementi superiori alle altre e fanno l’interesse dell’utilizzatore finale. Il concorrente soccombente in questo caso si darà da fare per individuare innovazioni che siano migliori di quelle poste sul mercato. Certo la Monsanto, la Syngeta, ha fatto man bassa di ditte semetiere piccole, ma queste si sono vendute perchè non vedevano futuro nel loro lavoro, vuoi non avere voglia di rischiare oltre misura, vuoi perchè i costi divenivano sempre più grandi (una prova di ciò è il caso Pioneer che aveva il monopolio del mais, non ha creduto subito nelle biotecnologie, unitamente al caso della Du Pont che non ha creduto conveniente diversificare dalla chimica e quando se n’è accorta che la strategia era sbagliata ha trovato in Pioneer il parte
    per complementare per sostenere la concorrenza).

    Non vi è nulla di scandaloso, tra l’altro anche nel tuo paese guida, cioè l’URSS, appena constatato il disastro sono sorti i monopoli. Perchè non gridi allo scandalo?

    E’ ora che tu la smetta di prospettarci situazioni destituite dei pericoli che ci vorresti far credere esistere, abbiamo cnoscenze, teste pensanti e siamo capaci di deduzioni autonome.

    Le tue tesi valle a sostenere a Pollenzo forse la ti aduleranno, qui le respingiamo, anche in malo modo se tu insiti a proporle (apomissia e costrutti genici nei cloroplasti compresi)

  40. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    http://www.galileonet.it/articles/5199d5c3a5717a117d000070

  41. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    AGRICOLTURA: FAO, NESSUNA LOTTA A OGM MA STOP MONOPOLIO SEMENTI
    (AGI) - Roma, 27 giu. 2011 - Nessuna lotta agli Ogm, ma una forte opposizione al monopolio dei sementi: e’ la posizione del neoeletto direttore generale della Fao, Jose Graziano da Silva, che intervenendo sulla questione degli organismi geneticamente modificati, ha sottolineato di essere “contrario al monopolio in molti settori, incluso quello cruciale per l’umanita’ dei sementi. Dobbiamo evitare che si verifichi un monopolio, e’ una questione urgente che va affrontata con altrettanta urgenza”.
    L’opposizione agli Ogm, ricorda il 61enne ex ministro brasiliano dell’Agricoltura, e’ nata “dal monopolio nei confronti dei sementi, detenuto da un multinazionale che non ha il pedigree per avere la fiducia del mondo”. Cio’ non toglie, ha continuato il neoeletto direttore generale della Fao, che “queste biotecnologie sono un cammino importante e non vanno scartate a priori”. La tecnica transgenica ha infatti “un’ampia gamma di usi” ha ricordando Graziano da Silva, sottolineando che “noi ci fermiamo al tema del monopolio”, un fenomeno “condannabile”, ma bisogna fare i dovuti distinguo.
    Quanto ai biocarburanti, di cui il Brasile e’ uno dei principali produttori mondiali, il neoeletto direttore generale della Fao ha fatto sue le parole dell’ex presidente brasiliano Lula secondo il quale e’ “come per il colesterolo, c’e’ quello buono e quello cattivo”. Graziano da Silva ha quindi invitato a trattare il tema con “molto prudenza”, proponendo per la Fao un ruolo di “controllo e monitoraggio”, senza dimenticare tuttavia che i biocarburanti “non sono l’alternativa, una panacea per alcuni, pochi, Paesi”. (AGI)

  42. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Se questo Jose Graziano da Silva, non sa quel che dice devo ergerlo a guida? Se si fa condurre solo dalla teologia della liberazione non dovrò dichiarare che dice puttanate?

    Vediamo se il suoi consigli sono stati seguiti nel suo paese, attenzione senza che cambi il colore politico,

    Dato che nel suo paese vi è stato il “Monopolio di una multinazionale” ed è nata una grande contrarietà contro gli OGM, il Brasile (secondo in graduatoria) coltiva 36,& milioni di ettari di PGM (soia mais e cotone), ha segnato un +21% di superficie tra il 2011 ed il 2012. Ha una struttura di ricerca e creazione sulle PGM che fa invidia alla Monsanto, presto la sua canna da zucchero sarà in gran parte OGM.

    Per favore scegli altri esempi per supportare le tue tesi.

  43. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Caro Alberto,
    solo per dare un minuscolo contributo alle tue affermazioni sui brevetti e sul concetto di tutela del costrutto genico e non della semente, devi sapere che anche io sono macchiato del reato di brevetto. Naturalmente non a nome Monsanto o Pioneer, ma a nome CNR ossia Governo italiano pro tempore in carica.
    Mi sono occupato di una certa sequenza nucleotidica lunga 86 basi (un gene e’ lungo almeno 1000, ma spesso molto di piu’). Ebbene io ho brevettato quelle 86 basi per secondo, terzo, quarto e quinto, naturalmente sempre per scopi ed applicazioni diverse.
    Altro che brevetto sulle sementi, qui il problema e’ quello di aver paura di giocare la partita se non si sa gia’ di aver vinto con largo punteggio prima ancora di entrare allo stadio.

  44. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Caro Pier,
    non sai quanto mi fanno piacere le tue parole. Ho appena finito di scrivere concetti molto simili ossia che l’unica via d’uscita del biologico e’ la sintesi con gli OGM, e penso che dovremo ripeterlo ancora per una ventina di anni.

  45. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Caro Rettore,

    sono queste le persone con le quali noi scettici, non contrari, agli OGM abbiamo a che fare………basta leggere gli ultimi post per capire come sono.

  46. PieroNo Gravatar scrive:

    segnalo questo interessante articolo
    http://mangimiealimenti.it/articles/856-ricerca-agricoltura-e-sviluppo-i-termini-della-questione

  47. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Non posso ripetermi evidentemente. Il brevetto sulle sementi non esiste nella forma in cui la si vorrebbe far credere.

  48. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    a VEDISEMU,

    mai dette le cose che mi hai attribuito nel post n. 37…..e non è la prima volta che capita.

    Sul fatto che i piccoli agricoltori possano riseminare la semente brevettata…….ne stiamo discutendo…….il pericolo rimane……..basandoci sulle cose reali, non su quello che deve venire come hai fatto tu, rimane il fatto che negli USA il seme brevettato non può essere riseminato…….nemmeno in secondo raccolto…….nemmeno se miscelato con altro seme non OGM.

    http://ogmbastabugie.blogspot.it/2013/03/le-sementi-ogm-non-sono-sterili-pero-e.html

  49. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Infatti la tua paura del brevetto è tanto vero che su 17,3 milioni di agricoltori che coltivano piante OGM più del 90% sono dei piccoli coltivatori dei paesi in via di sviluppo. In Cina ed in India 7,2 milioni di coltivatori (e questi non sono dei latifondisti) sono implicati nella coltivazione di PGM.

    (James 2012) scrive che il beneficio economico generato dala PGM sarebbe stato di 10,1 miliardi di $ US nei paesi in via di sviluppo e di 9,6 miliardi nei paesi industrializzati. Questo evidentemente dopo aver pagato il seme gravato con i diritti di brevetto.

    E’ tu mi vorresti far credere che il brevetto è un pericolo per la povera gente? Le balle per favore valle a raccontare a chi non capisce cosa vi è di falso in una affermazione. Chi brevetta per tua norma e regola non vuole che si chiuda il mercato, ma che questo si apra perchè così vende di più. Questa è la realtà e non il tuo “dai all’untore”

  50. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    l’esplosione delle superfici, non è sempre per gradimento da parte dell’agricoltore

    http://ogmbastabugie.blogspot.it/2012/11/perche-nel-mondo-si-e-avuto-un-forte.html

  51. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Peccato che il Rettore non partecipi più a questa discussione, stava diventando interessante, anche perchè nel seguito dell’intervista dice delle cose giuste, come per esempio…..……………..”Forse a livello economico non conviene aprire agli Ogm, o forse sì, però sta qui il punto del dibattito”…………….

    Sacrosante parole…………..poichè, vede Rettore, sostenere che con gli OGM l’agricoltura italiana sarebbe più competitiva, sarebbe come dire che la Ferrari per essere più competitiva dovrebbe far concorrenza alla FIAT nella produzione delle Panda……………forse non è proprio così!

    Forse ha letto le considerazioni contenute in questo Blog……………forse hoesagerato

    http://ogmbastabugie.blogspot.it/2012/09/ogm-e-agricoltore.html

  52. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    AGM bb

    Ma ti rendi conto che castronerie staiu dicendo, veramente l’ideologia ti gioca brutti scherzi.

    Se fossimo autosufficienti in derrate e avessi una genetica che sostiene le nostre produzioni, potrebbe essere anche una scelta, che io non condividerei perchè troppo legata alle mode, ma è una mia opinione.

    Ma come puoi sostenere che nelle condizioni in cui siamo si possa fare autarchia. Non solo ma non vedi che molte delle nostre produzioni tipiche sono minate da mancanza di produttività, malattie, che appena appena intensifichi diventano delle vere è proprie calamità, un’agricoltura fatta da Matulemme.

    Se ti capita una malattia e ti ritrovi una resistenza non sai dove mettere le mani perchè se gfai un incrocio non sai cosa ti salta fuori come nuovo prodotto, ma che studi di genomica sono stati fatti per un agire mirato? Un’agricoltura come la nostra non può privarsi della tecnica di cisgenesi e transgenesi per mantenere il nostro patrimonio animale e vegetale, in caso contrario lo perdiamo, ed è da un bel po’ che abbiamo cominciato a farlo.

  53. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    appunto……adottare gli OGM significa chiudere, perchè non potremo mai competere sul mercato globale con gli stessi prodotti della globalizzazione.

    Se vogliamo mantenere un minimo di agricoltura, dobbiamo distinguerci dagli altri.

  54. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Allora sei tardo, io ti sto dicendo che noi dovremmo crearci gli OGM che servono a noi non quelli che altri fanno per il maggior numero di clienti possibile.

    Sei io riesco a coltivare ancora un San Marzano perchè il virus non lo prende, se io riesco a coltivare un carnaroli perchè non si ammala e mi produce il 30% in meno, non credi che sia meglio?. Guarda che di esempi di questo genere te ne tiro fuori a bizzeffe.

  55. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    offendi pure ……. coglione

  56. PieroNo Gravatar scrive:

    beh no, ora si sta passando il segno
    ho l’impressione che si stia perseguendo il disegno di stancare e creare disgusto per indurre ad abbandonare il blog
    resistiamo col silenzio!

  57. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Quando uno non capisce un ragionamento subito significa che “tarda” a capire, mica è un’offesa.

  58. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Caro Rettore, nell’intervista Lei afferma ………… “D’altronde, c’è un motivo per cui alcuni organismi geneticamente modificati, penso al mais Bt o alla soia, hanno avuto un enorme successo a livello planetario. Non vengono attaccati dagli insetti, consentono pratiche agricole più agevoli.” ………………………..
    ……………..purtroppo, caro Rettore, non è la verità vera, poiché in primo luogo non è vero che non vengono attaccati dagli insetti, ma è vero che resistono ……… resistono agli insetti (Piralide)………..peccato poi che gli insetti maturino una resistenza genetica (per cui bisogna attuare le “Aree Rifugio”) e che subito dopo arrivi la Diabrotica, che procura più danni della Piralide.

    Poi, mi consenta Rettore, bisogna andare a fondo in merito alle motivazioni che hanno portato all’esplosione delle superfici coltivate nel mondo. In particolare, tale evoluzione si è avuta per motivi di mercato, in presenza di “Asimmetria informativa”, ovvero di mancata etichettatura degli alimenti OGM. In un mercato in cui non c’è etichettatura degli OGM, significa che esiste un unico mercato per alimenti OGM e alimenti “non OGM”. Se c’è un unico mercato, significa che (per esempio) c’è un unico prezzo di mercato per il “mais OGM” e per il “mais non OGM”. Pertanto, è ovvio che in una situazione in cui il costo di produzione degli OGM è leggermente inferiore al costo di produzione del convenzionale ed in una situazione in cui, a causa della mancata etichettatura, essi hanno lo stesso prezzo di mercato, i coltivatori, anche quelli che non li volevano coltivare, preferiscono seminare l’OGM ………………….. spuntano lo stesso prezzo di mercato e hanno un costo di produzione leggermente inferiore.

    http://ogmbastabugie.blogspot.it/2012/11/perche-nel-mondo-si-e-avuto-un-forte.html

  59. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    “peccato poi che gli insetti maturino una resistenza genetica (per cui bisogna attuare le “Aree Rifugio”) e che subito dopo arrivi la Diabrotica, che procura più danni della Piralide”

    E dagli con st’imputare agli OGM l’insorgere di parassiti resistenti.

    Nella bietola da zucchero la cercospora, malattia fungina delle foglie, si è cominciato a combatterla con il rame da solfato, poi si è passati al rame da ossicloruri, poi allo stagno, poi abbiamo usato i tiazoli ecc. Tutto ciò in conseguenza che ogni prodotto di trattamento dopo un certo periodo non era più efficace e quindi bisognava passare ad altro.

    Pertanto l’insorgenza di una mutazione avviene spontaneamente ( si calcola che una pianta da una generazione alla successiva annoveri un centinaio di mutazioni, così avviene anche per i funghi e gli insetti parassiti, anche se in questi ultimi la frequenza è minore) e solo quelle che sono selezionate da una pressione selettiva si affermano.

    Quindi imputare alle PGM l’insorgere di resistenze genetiche più di altre piante è scientificamente non corretto, anzi sbagliato.

    L’attuare le aree rifugio è una pratica protettiva che ci viene offerta solo dalle PGM e non dalle altre piante, per il semplice fatto che tutte le piante geneticamente modificate sono uguali, mentre non sono tali le altre varietà convenzionali.

    Con le PGM non si è obbligati a creare le Aree rifugio, è solo buona pratica farle perchè rimandiamo per più tempo l’insorgenza di eventuali resistenze alla tossina. Prima dell’avvento delle piante GM rr, si conoscevano già una ventina di erbe infestanti resistenti al gliphosate.

    La dibrotica non c’entra niente con le PGM era presistente negli USA e con i frequenti contatti tra una sponda e l’altra dell’Atlantico è arrivata fino a noi, ma una cosa del genere era già capitata con l’oidio, la peronospora, la filossera,con l’abutilon, con il cencio molle ecc. ecc.

    La diffusione delle PGM nel mondo non è sicuramente collegata all’etichettatura, è solo legata ai cvantaggi che offre al fare agricoltura in funzione del contesto. Gli indiani hanno optato per il cotone Bt, portandolo da zero a 90% in otto anni, per il semplice fatto che alla fine gli rimaneva un po’ più di soldi in tasca per mangiare o fare altro, la soia rr si è affermata perchè ha semplificato il coltivare su terre vergini o ha permesso di salvaguardare il terreno dall’erosione nel periodo di non coltura. La bietola da zucchero RR che in tre anni è andata da 0 al 95% negli USA perchè prima occorreva fare quattro trattamente con principi e tempi diversi, mentre ora con un solo trattamento di gliphosate, tra l’altro in epoca più tardiva e quindi con una popolazione infestante ormai tutta insediata, si risolveva il problema. In certe agricolture come quella degli USA che non permette di coltivare tutta la terra è appunto la mancanza di tempo nei periodi di semina e protezione, pertanto la semplificazione del lavoro permette vdi mettere a coltura più terra e guadagnare più di prima, è quindi indiretto il guadagno che danno le PGM.

    Quindi OGM bb le tue contestazioni fatte al Rettore sopra sono capziose, preconcette, inesatte,disinformanti, fuorvianti, in definitiva disoneste intellettualmente.

    Se si pretende che venga verificata l’equivalenza di composizione tra una PGM ed il suo corrispondente isogenico, una volta che cià è stato stabilito a cosa serve l’etichettatura, se usare strumentalmente le paure delle gente disinformata o meglio indottrinata?

    Perchè non avete chiesto l’etichettatura del grano Creso ottenuto per irradiazione? In questo caso non vi siete neppure preoccupati di stabilire l’equivalenza di composizione. Solo che qui non era scattato l’ordine della disinformazione e dell’indottrinamento, vale a dire di sfruttamento per fini di potere, di prebende e di affarismo.

  60. Roberto MattioliNo Gravatar scrive:

    Caro Alberto…un buon intervento; mi è piaciuto molto :-)

    Ora non ho molto tempo per aggiungere altro…spero questa sera di riuscire ad intervenire sulla questione

  61. @franco(l'altro)No Gravatar scrive:

    @Guidorzi
    “Prima dell’avvento delle piante GM rr, si conoscevano già una ventina di erbe infestanti resistenti al gliphosate”

    Nel 1997 ,al secondo anno di coltivazione della soia RR .. gli autori di questo studio, non erano in possesso delle sue stesse informazioni?

    http://www.jstor.org/discover/10.2307/3988252?uid=3738296&uid=2129&uid=2&uid=70&uid=4&sid=21103327441397

    e pure dagli autori di quest’altro?

    http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1161030109000604

  62. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Grazie Franco (l’altro),

    il problema è proprio in questi termini. Utilizzare una tecnologia insicura, ben sapendo che non mantiene le promesse, sia che si parli di resistenza agli insetti, sia che si parli di resistenza ai diserbanti………..non ho parole!

  63. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Caro Rettore, Lei scrive che la soia OGM non si può coltivare in Italia, ma la soia comunque necessaria per l’alimentazione del bestiame, innesta un corto circuito: in Italia non coltiviamo quella transgenica, ma alla fine la importiamo per darla ai nostri maiali. È abbastanza stupido. ………………………
    ………………………..è un’affermazione giustissima …… dovremmo chiedere a voce alta l’etichettatura dei derivati da OGM (carne, latte, uova, ecc.), così come chiedono i consumatori. In questo modo avremmo sicuramente più opportunità di guadagno per i nostri agricoltori ed una diminuzione delle importazioni di soia OGM ……..…. ma questo, purtroppo, proprio nessuno lo vuole……………….nemmeno gli agricoltori contrari alla coltivazione degli OGM in Italia.
    http://ogmbastabugie.blogspot.it/2012/11/anche-i-derivati-da-ogm-carne-latte.html

  64. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Ma cosa dici mai, si vede che sei lontano dal mondo agricolo anni luce.

    MI sai dire perchè non si coltiva soia non OGM in Italia, o meglio la coltivazione non decolla? Se fosse come dici, cioè che la carne degli animali nutriti con soia prodotta in Italia andrebbe a ruba, non credi che a qualcuno sarebbe venuto in mente di dichiarare la carne “prodotta con soia italiana” per creare più appeal commerciale?

    I motivi sono due:

    1° ai consumatori non interessa un fico secco che si sia usata soia GM, ed ormai non li convinci più perchè l’allarme sarebbe arma spuntata.

    2° le produzioni di soia OGM free che ci sono anche ora, circa 80/100.000 ettari, non vengono pagate di più. Tra l’altro dovrebbero essere pagate di più per due motivi, perchè danno carne OGM free, a tuo dire molto richiesta dal consumatore (ma lo dici solo tu credendo di far colpo su chi non è informato) e perchè il coltivatore con le sementi mon OGM non produce abbastanza in quanto le ditte sementiere di questo tipo di soia non se ne incaricano più di migliorarle.

    E’ lo scotto che l’agricoltura d’Europa pagherà tra non molto per essere l’unico continente ad aver detto praticamente no agli OGM e non essere autonoma, sia da un punto di vista dell’autoapprovvigionamento di derrate alimentar, sia da un punto di vista sementiero nel creare varietà che superino gli handicap agronomici del coltivare OGM tramite una maggiore produttività.

  65. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Commento 61

    Non vorrai negare, spero, che tutti i diserbi selettivi fino ad ora usati partivano con uno spettro d’azione ampio, ma man mano che li si usava qualche pianta cominciava a sfuggire alla loro azione ed allora occorreva un ulteriore passaggio oppure inventare nuove miscele?

    Non mi vorrai dire, spero, che il diserbare con principi selettivi implica la scelta del buon momento per sfruttare tutta la loro efficacia, ma passato questo si è braghe di tela? Quante volte, ammesso che tu sappia quando diserbano nelle tua terra, non ti è stato possibile fare un diserbo in tempo utile, o che poi non è piovuto e quindi il diserbo non è stato veicolato?

    Non mi vorrai dire che i diserbi selettivi non hanno selezionato la flora infestante ed ora pur diserbando qualche pianta ti sfugge e questa dissemina sempre più? Questo lo si chiama inquinamento, non certo quello del polline.

    Quante molecole nuove abbiamo dovuto introdurre per rincorrere quete malerbe che man mano sono sfuggite?

    Quante volte si è detto che il gliphosate è una molecola troppo utile in agricoltura per farne un uso sconsiderato? Vale a dire seminare piante RR in monocoltura e continuare a diserbare sempre e solo con lo stesso principio attivo?

    P.S. Sappi che dei tuoi link non ne leggo neppure uno per il semplice fatto che non vi può essere un link serio che suffraga gli sproloqui con cui continui a infiorare i tuoi interventi.

  66. @franco(l'altro)No Gravatar scrive:

    ogm bb

    Gli scienziati che si occupano dell’argomento ,sono concordi nel ritenere che :

    -Prima dell’avvento delle piante GM rr, praticamente non si conoscevano erbe infestanti resistenti al gliphosate ( solo una ,è apparsa e forse sfuggita? a Bradsaw & C ,quando hanno pubblicato quello studio ,in seguito smentito dai fatti)

    - a tuttora pur essendo ampiamente documentate , non si conoscono con precisione, ne i meccanismi con cui insorgono le resistenze al gliphosate, ne quelle al bt.

    -Con questi presupposti, si è ritenuto di rassicurare e promuovere e autorizzare quegli ogm, perchè convinti che fosse altamente improbabile accadesse alle GM rr,mentre per il bt era previsto e è stato consigliato l’uso delle zone rifugio appositamente.

    Guidorzi invece, al post 59, ha affermato “Prima dell’avvento delle piante GM rr, già si conoscevano già una ventina di erbe infestanti resistenti al gliphosate”

    Secondo logica i casi sono 2
    -O Guidorzi si è sbagliato, confuso o non saprei cos’altro gli stia succedendo e sinceramente mi stupisce e mi spiace…
    -o era/ è ,venuto in possesso di informazioni riservate? diverse da quelle che il mondo scientifico preventivamente ha dato e con il senno di poi, sta dando sulla questione .

    Tutto il resto non centra niente con le mie domande al post N°61

  67. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Prova a chiedere ai vignerons francesi se dal 2007 riescono a combattere questa infestante: Lolium rigidum con il glyphosate, eppure qui gli OGM non c’entrano.

    Non sono comparse delle resistenze alle triazine? Qui gli OGM non c’entranoèure

    Prova a vedere se riesci a sbarazzarti come prima trattando amaramto, senecio e erba morella con l’ALS? Ed anche qui gli OGM non c’entrano

    Ma se sono diventate resistenti agli ormonici anche i papaveri eppure gli OGM non erano ancora stati inventati.

    Conclusione: vuoi che la pressione selettiva esercitata da una pratica agricola non determini la nascita di resistenze? Vorrebbe dire che la natura si è fermata se così fosse

    Certo che se mi dici che con l’uso in monocoltura di un solo diserbante si favorisce di più l’insorgenza delle resistenze, questo è sacrosanto, infatti, delle istruzioni di massima attenzione e di messa in atto di pratiche agricole consone sono state date agli agricoltori che usano PGM rr o Bt fin da subito.
    Chi non le ha ascoltate paga di sua borsa.

    Il problema è che senza diserbo non si può più fare agricoltura perchè nessuno zappa (sia a mano che a macchina) più, Quindi l’agricoltore se è furbo mantiene la validita del prodotto che ha adesso disponibile per il maggior tempo possibile (anche perchè quando il prodotto sarà sorpassato per gli altri. lui potrà ancora usarlo a minor costo. Circa l’insorgenza delle resistenze non importa certo alla Monsanto, tanto essa e qualche altra sua concorrente ha in serbo un’altra sostanze da mettere sul mercato al momento opportuno e su cui può guadagnarci di più..

    Ricordati che con te che so mi fai le pulci non cado nella trappola di dire cose senza averle verificate. Ti sarebbe troppo comodo godere questa soddisfazione, ma non te la do anche a costo di tacere.

  68. @franco(l'altro)No Gravatar scrive:

    Guidorzi
    Con il senno di poi siamo tutti concordi che per come si è operato ,è evidente che l’insorgere di resistenze al gliphosate e al bt era inevitabile.
    Ma è altrettanto evidente che nelle promozioni iniziali della tecnologia rr ,questo aspetto non sia stato evidenziato e nemmeno regolamentato, sanzionato nei procedimenti autorizzativi Per cui ora anche chi non ha mai utilizzato la tecnologia o la utilizzata in modo corretto,si ritrova già o si itroverà molto presto a dover contrastare a sue spese, le resistenze con sempre meno armi a disposizione.
    In europa ad es.. senza aver contribuito a creare cosi tante infestanti invasive ,resistenti al gliphosate,gia resistenti ad altri principi attivi,come sta succedendo dove si coltivano ogm .Con l’Inserire le resistenze dei pochi e sempre meno efficaci principi attivi rimasti ,nei nuovi ogm , è probabile che se si continua a operare nello stesso modo,nel medio termine peggiori e non migliori la situazione per agricoltori consumatori e ambiente.
    Ora è convinzione comune che questa incongruenza inizialmente era imprevista e in buona fede,ma se lei mi dice che “Prima dell’avvento delle piante GM rr, si conoscevano già una ventina di erbe infestanti resistenti al gliphosate”..non si tratta piu di buona fede ,o al limite di leggerezza, ma bensi di malafede ,oscuramento di importatanti informazioni ,da parte di qualcuno che sapeva e taceva E come fa l’agricoltore a farsi furbo, se non è correttamente informato e tutelato? Come fa ad essere disincantato rispetto alle sirene di promozioni interessate e farlocche,in alcuni casi spacciate per seri studi scentifici, di chi fa businness sulle problematiche altrui?

    Sucessivamente alla comparsa di una quindicina di infestanti resistenti al gliphosate . con altre promozioni sostenuta da altri studi

    http://www.bioone.org/doi/abs/10.1614/WT-06-199.1

    si è arrivati a sostenere che :la monosucessione colturale e l’uso prolungato di gliphosate è anche per l’aspetto contenimento infestanti , tecnica migliore della rotazione di colture e erbicidi.

    Si rilassi …se le ho fatto le domande di cui al post 61 è perché l’ho ritenuta persona dell’ambiente che fa affermazioni di cui è sicuro .Un ambiente a quanto ci dite, in cui si fanno molti accordi sottobanco all’insaputa di consumatori agricoltori e credo anche scienziati e ricercatori.
    Se pensavo fosse un ciarlatano ,avrei lasciato perdere..
    la soddisfazione a me e credo a molti altri ,la da quando ci informa correttamente.

  69. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Franco

    allora adesso ti do i dati che la letteratura ha divulgato in epoche ben antecedenti agli OGM rr

    Piante resistenti già prima degli OGM rr

     Dayflower asiatica (Commelina communis L.)
     Ginestrino (Lotus corniculatus L.)
     Foldwing cinese (Dicliptera chinensis (L.) Juss)
     Lambsquarters comuni (Chenopodium album L.), una pianta infestante in soia Roundup Ready
     Campo convolvolo (Convolvulus arvensis L.)
     Spiderwort Tropical (Commelina benghalensis L.), una pianta infestante in Roundup Ready Cotton
     Velvet foglia (theophrasti Abutilon (L.) Medic), una pianta infestante in soia Roundup Ready

    Adesso quelle che piano piano sono diventate resistenti.

     1998: loglio rigido (Lolium rigidum)
     2000: saeppola (Conyza canadensis) in soia Roundup Ready nel 2000 e nel Roundup Ready Cotton nel 2003
     2004: loglio italiano (Lolium multiflorum)
     2004: l’ambrosia (Ambrosia artemisiifolia) in soia Roundup Ready
     2004: Giant Ambrosia (Ambrosia trifida)
     2005: Palmer amaranto (Amaranthus palmeri)
     2005: tuberculatus comune (Amaranthus tuberculatus) in soia Roundup Ready
     2007: fleabane Peloso (Conyza bonariensis L.)
     2007: Johnsongrass (Sorghum halepense)
     2007: Kochia (Kochia scoparia) nel 2007
     2008: Junglerice (Echinochloa Colona)
     2010: Goosegrass (Eleusine indica)
     2010: Bluegrass annuale (Poa annua)

    Inoltre, le seguenti specie con resistenza evoluto ad glifosato sono stati documentati in altri paesi: [5]

     1996: loglio rigido (Lolium rigidum) in Australia nel 1996; Sud Africa nel 2001, la Francia nel 2005, la Spagna nel 2006, e Israele e l’Italia nel 2007
     1997: Goosegrass (Eleusine indica) in Malesia nel 1997; Colombia nel 2006 e in Cina nel 2010
     2001: loglio italiano (Lolium multiflorum) in Cile nel 2001, in Brasile nel 2003, la Spagna nel 2006 e in Argentina nel 2007
     2003: Buckhorn piantaggine (Plantago lanceolata) in Sud Africa nel 2003
     2003: fleabane Peloso (Conyza bonariensis L.) in Sud Africa nel 2003, la Spagna nel 2004, Brasile e Israele nel 2005; Colombia nel 2006 e in Australia, Portogallo e Grecia nel 2010

    Qui vi anche l’anno di scoperta e quindi occorre fare una disttinzione tra piante ante 2000 e dopo l’anno 2000, nel senso che difficilmente quelle ante 2000 resistenti al gliphosato lo sono diventate per le piante OGM rr, quelle dopo probabilmente si.

    Riguardo alle avvertenze sottaciute, certo non doveva essere la Monsanto a dirlo, lei fa i suoi affari mica è un’organizzazione di beneficenza, d’altro canto il sopravvenire di resistenze di fronte ad una pressione selettiva ( tra l’altro ne aveva già parlato diffusamente Darwin quasi 150 anni fa) non può essere definito un vizio occulto se il diserbo con ormoni, cominciati 20 anni prima dell’avvento del glifosate, avevano già mostrato una serie di resistenze impressionante.

    Quindi non sono proprio d’accordo con te nel prospettare trucchi orditi verso dei poveri agricoltori (erano poveri si, ma di sottovalutazione di conoscenze acquisite). L’USDA al momento dell’omologazione delle piante RR ha messo subito le mani avanti dicendo, fate rotazioni, ruotate i diserbi e non sottovalutate l’efficacia di un diserbo meccanico.

    Quindi gli agricoltori devono solo recitare il mea culpa, ma grande come una casa, quelli italiani ancora peggio perchè una buona percentuale non sa ancora usare i diserbi con la giusta tecnica. Mi sai dire quanti agricoltori conoscono la flora infestante dei propri campi, eppure questa conoscenza preliminare è alla base del diserbo. Una pianta infestante con i diserbi selettivi può essere resistente ad uno e non ad un’altro, lo stadio dell’infestante, che si deve riconoscere giù a livello cotiledonare, è una conditio sine qua non per riuscire nel diserbo.

    Prima per fare l’agricoltore occorreva cervello e braccia ora solo cervello e tanto, chi non lo usa vada a fare un altro mestiere.

  70. Roberto MattioliNo Gravatar scrive:

    Ciao Alberto, non dire che ti copio perchè non è così…mi hai solo anticipato di 10 minuti :-) :-P

  71. Roberto MattioliNo Gravatar scrive:

    ECCOCI QUI…

    Vorrei ringraziare Alberto e Franco (l’altro) per i loro interventi che ci danno la possibilità di approfondire alcuni aspetti della questione: RESISTENZE.

    Ogni essere vivente, sottoposto a pressione selettiva, tende a fissare quelle che sono mutazioni casuali e che possono presentare vantaggi per il vivente che le possiede. Il termine “mutazione” tende a spaventare quanti ignorano le basi più elementari della biologia e le sue leggi, rappresentando normalmente sinonimo di: malformazione, malattia, cancro ecc. Va detto, che se oggi siamo qui a discutere di questi argomenti, è proprio grazie alle mutazioni: grazie a loro la vita è possibile, lo è stato in passato e lo sarà in futuro. Ora, le basi della driving force dell’evoluzione, sono note dal 1859, quando venne pubblicato il libro di Charles Darwin “The Origin of Species”; le sue basi genetiche invece, possiamo farle risalire ai lavori di Gregor Mendel (1865), mentre le sue basi molecolari possiamo datarle dalla scoperta del DNA in poi. Da allora, molti passi nella conoscenza del fenomeno “mutazioni” sono stati fatti, comprendendo come esse avvengono, si fissano nella specie e come esse contribuiscano al processo evolutivo. E’ stato possibile tutto ciò grazie alle scoperte che si sono fatte nel campo della biologia molecolare e attraverso l’uso di modelli matematici che hanno aiutato a capire e a prevedere ad esempio la comparsa di una resistenza in un individuo sottoposto a pressione selettiva. Tutto questo dunque non è frutto di una sensazionale scoperta quando abbiamo iniziato ad usare Organismi Geneticamente Modificati ed è qualcosa che avviene indipendentemente dal loro impiego. E’ qualcosa che avviene quando selezioniamo artificialmente una specie anziché un’altra sulla popolazione di microorganismi del terreno, o sulla popolazione di insetti che abitano quel determinato biotopo. E’ qualcosa che avviene quando operiamo pressione selettiva attraverso l’uso di erbicidi (sia naturali che di sintesi) o insetticidi (sia naturali che di sintesi) o quando facciamo ricorso agli antibiotici per debellare popolazioni batteriche. In base a quanto detto dunque, è naturale aspettarsi la comparsa di specie resistenti o diversamente adattate alle nuove condizioni, in seguito a pressioni selettive. Quando ci si debba aspettare la comparsa di queste resistenze non può essere determinato in maniera precisa ma ci si può basare su modellazioni matematiche per stimare la probabilità in funzione del tempo che una data resistenza compaia date condizioni al contorno. Tali condizioni sono ad esempio le modalità con le quali si esercitano queste pressioni selettive.

    VENIAMO A NOI:

    Gli OGM siano essi prodotti da Multinazionali o da Accademie, sono strumenti frutto di ricerca e innovazione tecnologica. Non dobbiamo divinizzarli ma neanche demonizzarli; dobbiamo invece imparare ad usarli nella maniera corretta secondo modalità discusse all’interno della comunità scientifica. Vedete quasi mai all’interno di un articolo scientifico (non fanno eccezione quelli postati da Franco (l’altro)), i ricercatori che sollevano un problema agli occhi della comunità scientifica lo fanno per chiudersi all’interno di roccaforti ideologiche e se si impara a leggere gli articoli per intero ce se ne rende presto conto. Vengono invece sollevate questioni che, se ritenute valide dal resto della comunità scientifica, si cerca di risolvere e migliorare.
    Nei due articoli segnalati si fa riferimento alla comparsa della resistenza al glifosato da parte di altre piante che non fossero quelle ingegnerizzate, in seguito all’introduzione nell’ambiente delle piante chiamate “HT” (resistenti agli erbicidi). Si cerca di fare il punto segnalando come in seguito all’introduzione di soia e mais HT, altre piante abbiano acquisito resistenza indotta in maniera esponenziale. Questo è sicuramente vero ma altrettanto vero è quello che dice Alberto sul fatto che anche prima dell’introduzione di queste piante ve ne erano alcune che “naturalmente” erano resistenti all’erbicida e almeno una lo divenne durante gli anni in cui il glifosato veniva usato come erbicida non selettivo (Vijay K. Nandula et al., 2005). Tanto per fare alcuni esempi, in tale lavoro si annoverano le specie Lotus corniculatus L (Boerboom et al., 1990), Convolvulus arvensis L (DeGennaro and Weller, 1984) tra quelle con resistenza “naturale” ed accertata negli anni 1990 e 1984 rispettivamente. Tra quelle invece con resistenza indotta, ritroviamo la specie Lolium rigidum Gaud registrata in Australia nel 1996 (Pratley et al., 1999).

    Ora la domanda è: perchè in venti anni di utilizzo dell’erbicida Glifosato solamente una specie acquisì resistenza mentre in seguito all’introduzione delle piante RR in pochi anni si è passati a numerose piante resistenti? L’adozione di piante RR permise il solo utilizzo del glifosato laddove prima venivano usati una miscela di erbicidi con il risultato di far scendere il consumo totale di erbicidi ma quello di aumentare in maniera esponenziale quello del solo glifosato. Una pressione selettiva CONTINUA che facilitò e velocizzò la comparsa delle specie resistenti. Cambiarono le pratiche agricole e l’affidamento totale ad una sola tecnologia da parte degli agricoltori, portò ai risultati che oggi sappiamo.

    Con alcuni distinguo, molto simile alle piante HT è il caso delle piante Bt. Introdotte nel 1996, le piante Bt subirono un repentino incremento nel loro utilizzo e ciò portò l’EPA, l’USDA e la comunità scientifica ad intervenire nel 1998 raccomandando l’utilizzo della strategia HD/R (High Dose/Refuge Strategy). Dopo diversi anni di utilizzo di questa strategia moltissimi articoli scientifici sono stati pubblicati allo scopo di verificare lo stato delle cose (Aiko Gryspeirt et al., 2012, Fangneng Huang et al., 2011, Bruce E Tabashnik et al., 2013). Tutti gli articoli fanno il punto sulla buona riuscita della strategia HD/R. In particolare l’articolo pubblicato da Bruce E Tabashnik sulla rivista Nature Biotechnology, analizza la comparsa di specie resistenti alla tossina Bt o solo meno suscettibili, mappandole per regione geografica e analizzando le pratiche agricole adottate in quelle regioni. In tale articolo si mette in evidenza come le prime specie resistenti alla tossina Bt abbiano fatto la loro comparsa nel 2002 (in alcuni casi solo dopo 2-3 anni dall’adozione delle piante Bt in una data regione, in altri casi dopo 15 anni) e come tali forme di resistenza siano statisticamente maggiormente presenti in quelle regioni dove la strategia HD/R o non è stata applicata o è stata applicata male.

    Con la speranza di aver contribuito in maniera costruttiva al dialogo, auguro a tutti un buon fine settimana.

  72. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Franco l’altro
    Scusa ma quando vai a comperare la tua Panda, la concessionaria FIAT ti fa vedere tutti gli incidenti stradali accaduti alle Panda? ti fa vedere tutte le vittime sfigurate o con gli arti mozzati? Quando vai dal tuo agente di viaggio ti fa vedere un video degli incidenti aerei della compagnia con cui volerai? oppure nel tuo comune prima di uscire di casa firmi un consenso informato che evidenzia il numero di stupri, rapine a mano armata o vasi di piante caduti dai balconi che hanno ferito cittadini inermi ed ignari oltre che incolpevoli?
    Non fare la mammola e sopratutto non parlare a nome della comunità scientifica che non è una entità reale.
    Per dirla tutta quando un agricoltore biologico acquista un concime derivato da farine animali prima vengono obbligati a vedere un video sulle sofferenze prodotte all’animale per essere condotto al macello o come o hanno squartato? o per caso esiste un test che certifichi l’assenza di proteine prioniche fino a una parte per miliardo in quelle farine per cui quello specifico lotto di fertilizzati fatti con farine animali può dirsi prioni-free?

  73. @franco(l'altro)No Gravatar scrive:

    @Roberto Defez
    Mi pareva fosse evidente che essendo un semplice coltivatore,non faccio parte in nessun modo e a nessun titolo della comunità scientifica ,a maggior ragione di aver la pretesa di parlarne in suo nome,ma se ciò le è sembrato, a scanso di equivoci ,lo smentisco ulteriormente.

    @Roberto Mattioli commento 71
    la ringrazio per l’esaudiente commento …da cui apprendo che anche a lei risultasse che :

    “in venti anni di utilizzo dell’erbicida Glifosato solamente una specie (di interesse)acquisì resistenza ( e non una ventina)mentre in seguito all’introduzione delle piante RR in pochi anni si è passati a numerose piante resistenti”

    Ognuno riflette le sue posizioni ,io come coltivatore esprimo la mia..
    Un conto è l’insorgenza( di cui si sa molto poco) un altro è la diffusione di resistenze.
    Queste modellazioni matematiche su cui ci è basati per stimare la probabilità (in una situazione di incertezza delle cause ) dell’insorgere di resistenze ,a quanto mi risulta, o non sono state aggiornate una volta accertate,per prevenirne la diffusione o non sono stati presi sufficienti provvedimenti in merito
    - ne a fronte di un incremento della pressione selettiva per incremento delle superfici
    -ne se ci sono state , a fronte di nuove e più approfondite conoscenze delle cause di insorgenza.

    Il problema maggiore a mio avviso non è neanche il numero di resistenze in se…ma l’alto costo, il vincolo che ne deriva per il coltivatore e la dubbia efficacia a medio e lungo termine, del sistema che si sta mettendo in atto, per contrastare l’enorme potenziale di diffusione di alcune specie invasive già resistenti agli erbicidi ,che si sono selezionate coltivando in quel modo. pmg prevalentemente primaverili ..

    I principali “provvedimenti“presi dalle ditte sono stati: chiedere l’aumento del dosaggio consentito di gliphosate,immettere sul mercato nuovi ogm con nuovi tratti.
    Ora voi sostenete che era inevitabile.. a me pare che pur nelle notevoli difficoltà qualcosa in più si poteva fare…ad esempio
    -limitare da subito l’uso continuo oltre un certo numero di anni(2-3)..come mi pare si stia facendo volontariamente in Italia con la tecnologia clearfield sul riso ( Franco Nulli ne saprà senz’altro più di me in merito)
    -promuovere da subito pratiche di agricoltura sostenibile alternative all’uso contiuo di ogm rr ,basate su no till (ove possibile)rotazionipiu ampie e colture di copertura (che hanno effetti positivi che vanno ben oltre il contenimento della diffusione di resistenze) come stan facendo da anni la Fao ,alcune nazioni nord europee( probabilmente in parte anche con la nuova pac) e ora NRCS dell’USDA,con discreto successo e a quanto pare con fondi che le corporation titolari dei brevetti ogm ,sono obbligate a versargli.

  74. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Franco (l’altro)

    Scusami se insisto ma queste piante che elenco sotto non si sono rivelate resistenti in funzione delle piante OGM resistenti agli OGM, ma sono state evidenziando diserbando con glifosate come diserbo totale su terreno non coltivato, Sono ben 12 e non una. Se il loglio rigido è stato evidenziato nel 1998, non mi dirai che è colpa del glifosato dato sulle PGM rr che in quell’anno erano limitate ed il mais rr era appena stato introdotto? Ti faccio notare che prima sono arrivate le resistenze agli insetti poi sono arrivate le resistenze ai diserbi totali. In Sud Africa il mais rr si è cominciato a coltivare nel 2001 e quindi la pianta rilevata nel 2003 non può essere stata selezionata in soli due anni, era preesistente.

    Gli Stati che usano PGM mica hanno cominciato a seminare piante GM rr tutti nel 1996. Ti faccio notare che nel 2001 erano solo 4o milioni di ettari nel mondo le piante Biotech tutte comprese.

     Dayflower asiatica (Commelina communis L.)
     Ginestrino (Lotus corniculatus L.)
     Foldwing cinese (Dicliptera chinensis (L.) Juss)
     Lambsquarters comuni (Chenopodium album L.), una pianta infestante in soia Roundup Ready
     Campo convolvolo (Convolvulus arvensis L.)
     Spiderwort Tropical (Commelina benghalensis L.), una pianta infestante in Roundup Ready Cotton
     Velvet foglia (theophrasti Abutilon (L.) Medic), una pianta infestante in soia Roundup Ready

     1998: loglio rigido (Lolium rigidum)

    1996: loglio rigido (Lolium rigidum) in Australia nel 1996; Sud Africa nel 2001, la Francia nel 2005, la Spagna nel 2006, e Israele e l’Italia nel 2007
     1997: Goosegrass (Eleusine indica) in Malesia nel 1997; Colombia nel 2006 e in Cina nel 2010
     2001: loglio italiano (Lolium multiflorum) in Cile nel 2001, in Brasile nel 2003, la Spagna nel 2006 e in Argentina nel 2007
     2003: Buckhorn piantaggine (Plantago lanceolata) in Sud Africa nel 2003
     2003: fleabane Peloso (Conyza bonariensis L.) in Sud Africa nel 2003, la Spagna nel 2004, Brasile e Israele nel 2005; Colombia nel 2006 e in Australia, Portogallo e Grecia nel 2010

    Ma perchè insisti a voler dare la colpa agli altri?

    Perchè voi agricoltori non fate una rotazione quinquennale come si è sempre fatto ruotando i diserbi sia sulla coltura sia tra le coltivazioni? Perchè molta gente per diserbare deve ancora aspettare il tecnico che vada in azienda e gli faccia la ricetta? Perchè ancora non si riconoscono allo stato cotiledonare le erbe infestanti di un campo? Se non si sa quale flora si ha come si vuol pretendere di impostare un programma di diserbo?? Perchè le sarchiatrici sono state eliminate dalle aziende agricole italiane?

    Io lo so perchè avviene tutto questo:

    1° perchè con aziende di 10 ettari per campare bisogna seminare solo la coltivazione che da più reddito e dimenticarsi, sbagliando, di fare buona agricoltura (quella di cui sopra)

    2° perchè le aziende che hanno una dimensione di 50-60 ettari e più sono il più delle volte in mano a gente che ha comprato la terra per nascondere i guadagni in nero, oppure è terra in multiproprietà indivisa è affidata all’erede più incapace, tanto gli altri vivendo d’altro interessa loro solo mantenere la proprietà anche senza reddito.

    Perchè tu agricoltore professionale e tanti altri come te non insorgete per impedire che gente extra agricola che compra della terra possa divenire un agricoltore come te che come fonte di guadagno hai solo il reddito agricolo? Non ti pare che questi ti impediscano l’accesso al bene terra per poter esercitare appieno la tua imprenditorialità? Ricordati che nella tua imprenditorialità rientra anche la decisione se usare o meno le PGM, perchè lasci decidere a Capanna o a Petrini o alla Coldiretti, mica alla fine dell’anno ti danno il denaro che ti manca.

    Credimi la colpa è solo vostra, come categoria evidentemente e non come singoli, e soprattutto non cercate capri espiatori, se si continua così sarete destinati a soccombere anche voi imprenditori agricoli professionali e capaci. Questo è un vaticinio facile!

  75. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Dimenticavo di dirti che l’agricoltura non si fa con le imposizioni per legge, ma con le libere decisioni individuali su base scientifica e tecnica

  76. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    avrei voluto non intervenire più, ma vedo che VEDISEMU continua a sparare……..

    in particolare, VEDISEMU scrive che…………. “l’agricoltura non si fa con le imposizioni per legge, ma con le libere decisioni individuali su base scientifica e tecnica”…………allora non si fa nemmeno con la coesistenza, che, come un “Cavallo di Troia”, obbligherà tutti gli agricoltori ad abbandonare il convenzionale/biologico, per passare agli OGM!………ma di quale LIBERTA’ INDIVIDUALE stai parlando? della Tua? e quella degli altri non esiste?

    La dobbiamo smettere di fare discorsi IPOCRITI, fino a quando i 3/4 dei consumatori affermeranno di non volerli mangiare e fino a quando ci sarà “inquinamento genetico”, gli OGM non passeranno…..punto.

  77. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    L’inquinamento genetico è un’invenzione di teste ideologicamente bacate come la tua. Anche le piante importate dall’America furono considerate “non cibo”, ma poi di fronte ai piatti vuoti le gente se le sono mangiate gli sono piaciute, tanto che ora le si vogliono salvaguardare come nostro patrimonio ( non solo non riconosciamo di aver sbagliato ma siamo anche ipocriti) e quelle piante hanno invaso i nostri campi mettendo da parte altre coltivazioni tradizionali. Ma perchè la storia non vi insegna niente?

    Ecco noi europei, figli dei corsi e dei ricorsi storici di viciana memoria, assumiamo lo stesso identico atteggiamento dei nostri avi, loro si sono sbagliati e noi stiamo sbagliando. Inoltre saranno i mercati che diranno quali eventi transgenici accetteremo e quali non faranno al caso nostro, solo che quando rinsaviremo le PGM a noi utili ce le dovremo far fare da altri perchè noi abbiamo perso la capacità di farle e non avremo più il mateiale dove inserirle. E questo che vuoi? Ti augurerei di essere ancora in vita quando ciò capiterà così almeno qualche forcone sulle natiche te lo infileranno.

    Quando sento dire da uno che ammette di non avere abbastanza conoscenze scientifiche dire che: ” Un conto è l’insorgenza (di cui si sa molto poco) un altro è la diffusione di resistenze” mi incazzo perchè sull’insorgenza di resistenze si sa tutto e la loro diffusione è solo conseguenza dell’insorgenza.

    L’unica possibilità che abbiamo è il procrastinare la loro diffusione nel tempo con pratiche agronomiche consone e che si conoscono da secoli. Gli agricoltori non vogliono applicarle per egoismo e non lungimiranza? Ebbene pagheranno di loro borsa,, ma non sarà loro permesso dire che la colpa è di altri o di altro. L’idea balzana che non ammetto è che tutto possa essere regolato per legge (noi italiani poi meno che meno, ma non ne abbiamo abbastanza del legiferare a vanvera?) solo per una ragione: si vuol mantenere una struttura agricola obsoleta, procurante rendite di posizione, inadeguata ai tempi ed al contesto di mercati allargati.

    P.S. In realtà ho pregato che non intervenissi più su questo blog, sei solo un bastian contrario ideologico e con argomentazioni che fanno pena, ma si vede che non ho le necessarie conoscenze in “alto”

  78. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Roberto Defez

    Ti invito caldamente a togliere tutti gli interventi di OGM bb nei quali sono definito VEDISEMU (che io interpreto come una forma codarda e pusillanime di “vedi lo scemo”). Io ho un nome e un cognome vero e reale che metto in pubblico perchè mi si giudichi sulla base della pertinenza e del valore probatorio documentato dei miei interventi a differenza di gente ipocrita e vigliacca che si nasconde dietro pseudonimi. In mancanza di ciò mi ritiro dal blog.

  79. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    “chi è colpa del suo mal, pianga se stesso”

  80. roberto defezNo Gravatar scrive:

    ….testa bacata
    ….coglione
    …..vedisemu

    mi pare che siete andati oltre il lecito come non succedeva da un po: alla prossima volta che si cerca di far diventare la discussione su questo sito una rissa come su un qualunque altro blog blocco tutti gli interventi che parlano alla persona e non al concetto che questi esprime

  81. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Roberto, se Tu dovessi togliere tutti gli interventi dove il buon guidorzi offende l’interlocutore, dovresti eliminare il Blog intero…….per quanto mi riguarda, mai offeso per primo……solo espresso opinioni, spesso azzeccate………ricevuto un sacco di offese………..ma poi, alla fine, qualche piatto lo devo tirare anch’io

  82. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Non è il tipo di epiteto che mi da fastidio.Infatti, sono sempre stato del parere, e nella vita l’ho sempre fatto e non me ne sono mai pentito, che dare del cretino (quando giudico che se lo meriti) in faccia a qualcuno è salutare per quel qualcuno e non è squalificante per chi lo fa. Il galateo è una convenzione.

    Quello che mi da immensamente fastidio è quando mi trovo di fronte qualcuno che non ha i coglioni di mostrare la faccia e non si assume le conseguenze delle sue azioni o del suo dire. Questo lo fa divenire ai miei occhi una “non persona” ed a cui non si deve rispetto ed al quale non si applicano forme di politesse.

    Quindi caro Roberto il tuo appunto nei miei confronti mi lascia totalmente indifferente.

  83. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    perchè sei un prepotente e ti senti forte del fatto che su questo sito sono tutti dalla tua parte…….ma smettila, io quelli come te li chiamo “MALEDUCATI”……….qui si cerca un dialogo, perchè la verità non ce l’ha nessuno! e il tuo non è certo un modo per cercare un dialogo.

  84. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Mostrare la faccia s.v.p. è vigliaccheria non farlo.

  85. GiudaNo Gravatar scrive:

    Giungo a due sponde su questa pagina. Credo che le parti in gioco siano ben chiare. Da un lato i kapò della Scienza, quelli che pur di coltivare il proprio stipendio mensile si danno a qualunque innovazione, ma un po’ alla Ricucci (cor culo dell’artri). Dall’altro chi, opponendosi alla multinazionale del Potere, aka Universitàfinanziatadallemultinaziolidellaproduzione, viene regolarmente trollato, devo dire noiosamente, dai chi prende soldini per farlo.
    Alberto Guidorzi ci crede e come tutti i “fedeli”, che accettano, appunto fideisticamente il proprio “dio”, del resto c’è chi crede che Yahweh sia un dio perchè no gli OGM? Porta avanti la crociata dell’OGM corretto (può mai essere corretto un OGM dal punto di vista dell’etica naturale?) adducendo, come tutti i kapò del regime scientista, le solite noiose, obsolete, ridicole ragioni di sopravvivenza della razza umana bla bla bla, salvo non verificare che la razza umana non è affatto in pericolo e la fame non dipende dalla mancanza di cibo ma dalla conversione di colture, quindi consumo del territorio utile, ad “altro” per le ragioni del mondo occidentale. Ma questo è insignificante pare. Si morirà di fame senza OGM. E pazienza. Quindi? Meglio morti che modificati.
    A meno che qualche scienziatino del gruppo non mi dimostri scientificamente (va di moda la scienza pieroangelista vedo) che gli OGM NON influiscono sul DNA umano in qualsiasi periodo di tempo.
    Venghino siori. Dimostratelo.
    Poi ci sono le ragioni dello stipendio, già citate, per cui ognuno tira l’acqua al proprio mulino. E vorrei anche vedere. Nel suo piccolo, citando un film di Avati, anche lui ha ragione. Tiene famiglia e la tengono quelli come lui.
    Solo che le ragioni dei pochi collusi con questo orrendo crimine inventato, finanziato, imposto da pochissime multinazionali estere, quasi sempre israelo-americane, ha la sua influenza su tutti, non solo su coloro che da queste pratiche ci guadagnano la pensioncina per arrivare a crepare.
    Cito da un commento fattomi altrove: “i bastardi degli ogm [negli US NdR] strapagano i proprietari dei campi confinanti con chi non vuole averci a che fare. Poi piantano i semi ogm che con il vento vanno sui campi non ogm e aprono un contenzioso incriminando i contadini di essersi impossessati dei loro semi. Infimi sino al midollo”
    Vedi, caro kapò Alberto, se tutto questo fosse aggratisse, se nessuno fosse interessato a guadagnarci, se non coinvolgesse grandi criminali della finanza travestiti da agricoltori, se non fosse strumento di potere di Rettori e direttori e “bravi” (in senso manzoniano), se non portasse alcun profitto ma fosse un “peso” pubblico (come la Sanità in fondo) da sopportare per cercare soluzioni a limitati e locali problemi (come la xylella che pare viaggi sugli aerei visto che non si sa come abbia fatto ad arrivare dalla California in Puglia) allora forse gli OGM avrebbero qualche spiraglio di decenza nell’essere proposti e studiati.
    Ma finchè qualcuno ci guadagnerà sopra, finchè saranno di “proprietà”, brevettati, se permettete, e se non permettete sticazzi lo stesso, rischiate il vostro di culetto, o quello della vostra mogliettina o del beneamato figliolettino, e stop. Period. Coltivateveli in frigo perché già sul terrazzo “inquinano”.

    Parlare di OGM in questo modo è letteralmente fuori dal mondo.
    Gente come il rettore e come Alberto andrebbero semplicemente appesi a una pensilina di benzinaio (a scelta, ce ne sono tante) per il male (cosciente o incosciente è affar vostro) che rischiano di fare a intere generazioni di umani, solo per Ego, affarismo, desiderio di primeggiare, e lì lasciati alla reazione della gente, quella che indirettamnente paga loro la sopravvivenza senza sapere a chi sta dando da mangiare.

    Non so su questo sito da che parte stiano, i siti sono pagati e finanziati dalle industrie quando servono a portare avanti loro interessi o negare cose scomode, lo sappiamo bene. E’ prassi “brevettata” ovunque. Il finto consenso della finta scienza e dei finti favorevoli è un fenomeno sociologico ben studiato da chi si occupa di comunicazione. I kapò del PD sono bravissimi a pagare giovani per intervenire nelle discussioni via web contrarie (e ci vuol poco ad essere contrari) ai temi di quel partito.
    So però da che parte sta la maggioranza delle persone (perché lo so e lo sapete anche voi) che vengono interessate all’argomento. E l’unica speranza, per chi promuove gli OGM, dal “rettore” al cor-rettore, è di non avere mai a che fare con costoro.
    La Scienza è uno strumento, non un obbiettivo e tantomeno una fede indiscutibile. Quando diventa l’unico alibi all’assenza di capacità di approfondimento cosciente, ovvero il Mein Kampf di ogni piccolo chimico dalle aspettative castrate, va trattata come tale e i suoi rappresentanti anche.

  86. GiudaNo Gravatar scrive:

    p.s.: se la mamma non ve l’ha spiegato, funziona così, ve lo dice papà Giuda:
    1) valutare le economie agricole fiorenti
    2) preparare un agente patologico che le distrugga
    3) preparare l’antidoto
    4) infiltrare l’agente patologico
    5) sostituire la coltivazione naturale con quella OGM privata
    6) dipendere in tutto e per tutto dal possessore dei brevetti

    rimane solo da capire il Rettore (e i suoi agenti) e voi a quale di queste fasi prestate la vostra collaborazione

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