In difesa di topi e coccinelle, ma sopratutto dei pesticidi

16 Apr 2009
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Quando i danni derivanti del divieto di coltivare OGM ammontano a soli 3-4 milioni e’ del tutto evidente la sproporzione delle forze in campo. In periodi di crisi l’autarchia prevale e per l’Europa l’interesse verso la chimica diventa prevalente.

OGM: GERMANIA VIETA MAIS MODIFICATO IN DIFESA AMBIENTE

(ANSA) - BERLINO, 14 APR - La Germania bandisce il mais geneticamente modificato, unendosi ad altri sei Paesi europei, che non seguono il permesso di coltivazione a scopi commerciali della Ue accordato nel 1998. Il ministro dell’Agricoltura Ilse Aigner (Csu) annuncia la decisione impugnando i dati di due studi recenti che rilevano la potenziale nocivita’ degli Ogm per l’ambiente. E poi replica alle critiche, che si sollevano rumorose anche in vista della campagna elettorale: ”No, non e’ una decisione politica”. La coltivazione a scopo commerciale del mais Monsanto (Mon810) - l’unica permessa nell’ Unione europea - era consentita in Germania dal 2005, ma e’ sempre stata contestata da molti. Il divieto, oggi, viene salutato con soddisfazione dal ministro dell’Ambiente Sigmar Gabriel (Spd), della Baviera - da cui proviene la stessa Aigner - dai Verdi e dagli esponenti della sinistra die Linke. Si e’ divisa invece proprio l’Unione (Cdu-Csu), con le riserve espresse dal ministro della Ricerca Annette Schavan, che ha messo in guardia da un eventuale danno al progresso scientifico. Il divieto e’ fondato su ”nuovi studi e nuovi elementi scientifici”, ha sottolineato il ministro Aigner: ”Si tratta di una decisione tecnica e, diversamente da quanto si dice da piu’ fronti, non di una scelta politica”. ”Io sono arrivata alla conclusione che ci sono ragionevoli motivi per ritenere che il mais modifcato Mon810 - ha concluso - rappresenta un pericolo per l’ambiente”. Secondo le ricerche citate, infatti, la coltivazione del mais modificato comporterebbe un’alterazione del sistema ambientale che si riscontra in un indebolimento del sistema immunitario dei topi, nella piu’ elevata mortalita’ delle coccinelle in stadio larvale e in un disorientamento delle api. All’annuncio ha replicato anche il portavoce del gruppo Monsanto in Germania, che non esclude di impugnare la decisione anche sul piano legale: ”Crediamo che le possibilita’ di levare questo divieto temporaneo siano molto alte”, ha detto. Secondo l’edizione on line del settimanale Spiegel, il danno economico per il colosso si aggira intorno ai 3-4 milioni di euro. Fino ad ora i Paesi europei che hanno bandito il mais Mon810 sono la Francia, la Grecia, l’Austria l’Ungheria e il Lussemburgo. La Commissione europea si riserva pero’ di muovere una obiezione alla decisione della Germania.(ANSA).

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Nella categoria: News, OGM & Europa

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