Seduta spiritica per esorcizzare gli OGM

04 Apr 2012
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Si riuniscono in 15 ospiti della Regione veneta. Ben 15 organizzazioni piene di fondi, di iscritti, di visibilità politica e mediatica. Hanno dalla loro tutto quello che si potrebbe desiderare, ma gli manca l’unica cosa che li farebbe vincere: semplicemente hanno torto marcio e lo sanno.
Ancora una volta un esercito monumentale muove guerra agli OGM. Sembrano in preda al terrore più profondo perché capiscono che non hanno nemici alla loro altezza in campo avverso. In realtà combattono un nemico interno che è come un tarlo che li tortura da anni. Si vedono in 15 quasi che in tanti si possa trovare la soluzione ad un problema che solo loro hanno creato. Forse vedersi in 15 (in realtà 16 se si considerano le Istituzioni venete) serve a capire se qualcuno si defila, abbandono o ha trovato una maniera onorevole di alzare bandiera bianca.
I sintomi di un malore profondo ed imbarazzante ci sono tutti. Sul testo della Padania una riunione convocata da leghisti ispirati da Zaia parla di difesa del “SUOLO NAZIONALE” e di difesa del Made in Italy. Sembra scontata l’assenza di componenti scientifiche e quindi si attende con ansia la conferenza stampa di fine riunione in cui le teste d’uovo convenute tracceranno la luminosa via dello sviluppo futuro. Non ci vogliono poteri da veggenti per sapere cosa concluderanno:
1. le multinazionali degli OGM continueranno a farla da padroni e produrranno soia e mais OGM oltre Atlantico riducendo ancora le quote di prodotto nazionale che consumeremo.
2. vietata la ricerca perché aspettiamo l’approvazione di protocolli sperimentali e di un sito sperimentale
3. coltivare OGM per scopi commerciale verrà impedito e perseguito mediante accuratissimi controlli di tutte le forze di polizia che così avranno meno tempo per cercare evasori fiscali o attività finanziarie truffaldine.

Leggi anche una task force veneta contro gli ogm

45 commenti al post: “Seduta spiritica per esorcizzare gli OGM”

  1. DiegoNo Gravatar scrive:

    Francesco Manzato è il sapientone degli Ogm sterili, possiamo immaginare il tenore della seduta.
    Sono le teste di legno, quelle che fanno più rumore. (G. Giusti)

  2. FrancescoPDNo Gravatar scrive:

    Ben detto Diego,.. è la solita affermazione di chi è ignorante.
    L’OGM non è sterile, IGNORANTI!

    Ma più che l’OGM, per i leghisti in questi giorni è distogliere l’attenzione sulle loro scorribande sui denari estori a suon di rimborsi elettorali, ecco perchè si accaniscono su argomenti che ignorano,.. pur di salvarsi quattro voti, mettono in croce gli agricoltori.

    Agricoltori veneti, SVEGLIAAAA, tra inciuci leghisti sulle quote latte e caccia alle streghe contro l’OGM, … non ne avete ancora abbastanza, ..continuate ancora a votare questi soggetti..(non uso termini francesistici)

  3. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Come si chiamava quello che cercava di combattere contro le pale dei mulini a vento (Cervantes docet)???
    Come si fa a contrastare un mondo di incompetenza e disinformazione come questo?
    Le pale girano e … a me girano le palle!!
    Potete voi Ricercatori, con il nostro aiuto) formare una rete di comunicazione che possa contrastare il mondo della disinformazione?
    Siamo capaci tutti insieme (ricercatori e mondo della produzione) di far capire ai mulini a vento che OGM = progresso e non morte certa?
    Siamo capaci di far capire al nostro Governo Tecnico che il progresso in agricoltura significa punti di PIL a costo zero?
    Siamo tutti pippe o siamo capaci di far capire che 1+1 =2 !!!
    SVEGLIA agricoltori. Facciamoci sentire!!!

    Franco

  4. FrancescoPDNo Gravatar scrive:

    Sig. Franco è da un po che lo vado dicendo anch’io.
    Bisogna fare un’oprazione di disobbedienza civile come quella fatta da solo purtroppo da fidenato.
    Da un sondaggio il 54% degli agricoltori E’ FAVOREVOLE agli OGM.
    Costruire una rete di qualche migliaio di agricoltori che seminano OGM è un deterrente, non ogliamo mica pensare che manderanno l’esercito a controllare tutti i campi e a distruggere il raccolto vero?
    Se ce ne fosse ancora bisogno, i politici rappresentano esclusivamente se stessi, o ci mancano ancora conferme di questo? Lo dimostrano i leghisti e gli ambienti di sinistra estrema soprattutto (buffo l’abbinamento vero?) che per quattro miserabili oti per mantenere se stessi, mettono in ginocchio una categoria produttiva e la salute dei cittadini.
    AVANTI AGRICOLTORI, i forconi li abbiamo, usiamoli per Dio!!
    E …purtroppo quest’anno sarà troppo tardi, ma organizzamoci per una semina collettiva.

  5. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Sai quale é il difetto Francesco?
    A dire il vero sono più d’uno…
    Il primo. Noi agricoltori siamo abituati a lavorare sodo e generalmente abbiamo poco tempo per occuparci di “politica” (in senso molto lato; occuparci della cosa pubblica poco si confà alla nostra indole).
    Per questa ragione, ed é il secondo motivo, abbiamo delegato ai nostri rappresentanti sindacali di Confagricoltura, Coldiretti, CIA ed ora anche Copagri a rappresentarci non rendendoci conto che anche loro, come CGIL,CISL UIL & co piano piano…rappresentano solo loro stessi e le loro strutture!
    Non so, forse quando ci renderemo conto che il “culo” (perdonatemi il termine scurrile) é decisamente al livello della nostra amata terra, saremo capaci di brandire i forconi, ma ci credo poco.
    Per il momento mi accontento di esprimere in questa sede tutto il mio dissenso e sgomento sperando che possa servire a qualcosa; meglio che stare fermi del tutto!

    Ciao Franco

  6. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Qui sotto trovate il parto del tutto inatteso della riunione. la divisione dei compiti è confermata: decidono le Regioni ma le botte se le prende in Governo nazionale. Un unico dubbio resta irrisolto, il comunicato dell’Ufficio Stampa e Propaganda del Veneto si chiude con “Torna Indietro”. non si capisce se si tratti di una modalità per tornare indietro sulla pagina web oppure è un progetto strategico per il destino dell’agricoltura italiana. Forse è vera quest’ultima….

    SEMENTI TRANSGENICHE. IL VENETO RIBADISCE IL SUO NO. FORMALIZZATA LA TASK FORCE REGIONALE ANTI OGM
    Comunicato stampa n° 627 del 05/04/2012

    (AVN) – Venezia, 5 aprile 2012

    “La scelta di un Veneto agricolo ogm free non è ideologica e non nasce da pregiudizi antiscientifici; ha anzi saldissime motivazioni, che sono economiche, di immagine, di prevenzione e di prospettiva di sviluppo del nostro agroalimentare e delle nostre imprese agricole, che basano il proprio successo e il proprio valore sulle tipicità, sulla biodiversità e sulla qualità e sull’assenza di organismi geneticamente modificati”. Lo ha ribadito l’assessore all’agricoltura del Veneto, introducendo stamani a Venezia la riunione della Task Force anti OGM regionale, alla quale sono intervenuti i rappresentanti di Coldiretti e CIA (agricoltori), CNA e Confartigianato (artigiani dell’agroalimentare), Federconsumatori, Slow Food, Legambiente, VAS e WWF, presente il coordinatore della Task Force nazionale per un’Italia libera da OGM, prof. Stefano Masini. La riunione era stata promossa dallo stesso assessore per “una riflessione sulla strategia regionale sugli OGM e per legittimare un luogo d’ascolto” su un tema cruciale, sul quale si è riacceso qualche giorno fa il dibattito, sul quale le Regioni avevano già formalizzato oltre un anno fa la loro contrarietà, riconfermata unanimemente anche la scorsa settimana da tutti gli assessori regionali d’Italia con un ordine del giorno approvato ieri dalla conferenza dei Presidenti. Nel corso dell’incontro odierno, la Task Force ha deciso di darsi una sorta di “struttura di funzionamento” per rendere più efficace la propria attività: presidente è stato nominato Daniele Toniolo, presidente della Confederazione Italiana Agricoltori del Veneto, supportato per il coordinamento da Sandra Chiarato di Coldiretti.
    Il “no” delle Regioni alle colture OGM si è tradotto in una richiesta al Ministro delle Politiche Agricole di procedere con l’esercizio della clausola di salvaguardia sull’emissione deliberata nell’ambiente di organismi geneticamente modificati. Il Ministro delle Politiche Agricole è stato inoltre impegnato a rappresentare al Ministro dell’Ambiente e in occasione delle riunioni in sede comunitaria la posizione unanime delle Regioni e delle Province autonome di assoluta contrarietà rispetto alla autorizzazione della coltivazione sul territorio nazionale degli organismi geneticamente modificati. Le Regioni hanno infine chiesto che venga inserita nella normativa nazionale la “clausola di cedevolezza della normativa statale su quella regionale”, che dunque dovrebbe prevalere sulla prima. “Ribadiremo questa posizione ogni volta che ci saranno tentennamenti o cambiamenti di governo nazionale”, ha ribadito l’assessore veneto, mentre anche a livello regionale – è stato affermato – serve un pronunciamento formale sulla questione, che avrebbe un ampio sostegno trasversale.
    La Task Force regionale dovrebbe collegarsi a quella nazionale per supportare meglio tutte le iniziative capaci di affermare il valore dell’agricoltura e dell’agroalimentare italiano ogm free. Perché “gli ogm – ha ricordato il prof. Masini – sono soprattutto nocivi all’Italia, all’identità italiana e al patrimonio del made in Italy che ha valore nel mondo”: essi infatti “indicano al nostro territorio un modello produttivo che non ci appartiene e che impoverirebbe gli agricoltori e l’immagine stessa del nostro Paese”.

    A cura dell’Ufficio Stampa della Regione Veneto

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  7. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Nulla da fare.
    A fronte di tanta task force capitanata da Assessori, Coldiretti & co temo che saremo sempre perdenti.
    A fronte di tante scempiaggini ribadisco la mia intenzione di migrare verso New Zeland a fare il pecoraio di sussistenza
    Torna indietro? Noi cerchiamo comunque di andare avanti!!!!!!

    Franco

  8. VitangeloNo Gravatar scrive:

    …Insomma per loro gli OGM li possono mettere nel cesso! A proposito, chi disse così della Bandiera Italiana? Proprio non riesco a ricordarmelo. Sto invecchiando dietro a questi OGM. Ora anche la CLAUSURA DI SALVAGUARDIA! Che sarà mai! Non è che vogliono chiudere le Guardie Padane!

  9. alberto guidorziNo Gravatar scrive:

    Trasporto qui il commento fatto non al posto giusto e nel frattempo mi chiedo se lo studio scientifico di supporto per la richiesta della Clausola da parte dell’Italia l’ha condotta GenEticaMente?

    L’ennesima richiesta di clausola di salvaguardia che salta.

    http://www.agrow.com/markets/europe/EFSA-rejects-Austrian-GM-potato-ban-328721?autnRef=/contentstore/agrow/codex/9a83eb7c-78f6-11e1-9497-ad152d0bfb07.xml

  10. FrancescoPDNo Gravatar scrive:

    @ Sig. Nulli commento 5
    Mi inchino a un commento che condivido dalla prima all’ultima parola.
    Ne per gli agricoltori ne pe tutte le altre categoria, i delegati sindacali hanno fatto del bene, anzi impunemente hanno parassitato imperterriti.
    Dopo aver letto il parto veneziano di cotanta cialtroneria ed ignoranza verde, … mi cadono le braccia e mi vien da fare pensieri malsani del tipo di sperare in un caos economico tale da creare tale confusione da distogliere l’attenzione di questi idioti che abbiamo sul groppone.
    A questo punto l’unica via rimane come detto sopra in un mio precedente, in una disubbidienza di massa e in una semina collettiva, vediamo se avranno il coraggio di distruggere il mais di intere regioni.

    Ora il Mais non OGM, viene buttato ormai per il 25/30% nei digestori da biogas, e nel contempo importiamo quantità disumane di prodotti OGM.
    Se non è idiozia questa….

    Poi introducono il documento veneziano precisando che non si tratta di una posizione ideologica,…con questa affermazione hanno decretato la loro idiozia manifesta.
    D’altronde cosa ci si doveva aspettare da politici che appartengono a partiti che hanno rubato senza nessuna vergona (lo dimostrano le cronache di queste ore) e da sindacalisti agricoli che non rappresentano ormai nessun agricoltore ma sono solo asserviti a politici dediti a scambi e favori reciproci.
    L’Italia è un paese inemendabile.

    Scusate lo sfogo, ma certe volte fa bene alla salute.

  11. FrancescoPDNo Gravatar scrive:

    @ sig. Alberto Guidorzi
    Chiaro che saltano tutte le clausole di salvaguardia,.. finchè a sistegno di queste richieste di salvaguardia portano analisi scientifiche redatte da peseudo scienziati degni della fama di paperino.

    Il problema è che evidenze scientifiche o non, questa procedura presentata ogni volta che inzia la stagione di semina, porta a far saltare la semina.
    Questo è un gioco che questi maledetti hanno imparato alla lettera.

    Finchè non introducono il concetto che si può seminare fino a evidenza contraria certificata, non se ne uscirà vivi.

    Confido nel Ministro Clini, e spero che mantenga la schiena dritta e non si pieghi a cotanta ignoranza che circola, come quella allegramente e puntigliosamente radunata a Venezia.

    Se l’OGM fosse percorribile, ne gioverebbe anche l’economia, … ma come si sà, quando si deve fallire, non bisogna avere risparmio o fare scelte opportune per evitarla.

    Un caro saluto

  12. alberto guidorziNo Gravatar scrive:

    Francesco PD

    Appunto, di fronte a questi comportamenti da mariuoli degli Stati e delle istituzioni, quale scandalo ci sarebbe se partisse l’autodifesa degli agricoltori?

    La disobbedienza civile sarebbe il minimo che si richiederebbe a degli operatori economici che avessero gli attributi e soprattutto una organizzazione, la Confagricoltura tanto per parlar chiaro, che fosse meno pilatesca.

    La CGIL-FIOM manifesta ovunque anche davanti ai tribunali (poco, perchè i giudici sono partigiani), allora perché non vi è stata solidarietà a Fidenato che oltre ad essere stato oggetto di sequestro ingiusto si vede rigettato il ricorso in Tribunale solo perché Zaia con un decreto (accettato supinamente) ha prevaricato la legislazione UE la sola? competente in materia.

  13. Pasqualino SimeoniNo Gravatar scrive:

    Con grande rammarico osservo che la task force regionale rappresenta solo una parte dei Veneti , e neanche tutti quelli che fanno della agricoltura la propria professione : non ho letto infatti della presenza di agronomi , periti agrari , biologi o biotecnologi o veterinari …nemmeno per consultazione dei rispettivi ordini professionali e collegi …eppure sono attori di primo piano nel panorama produttivo del settore primario ( e soprattutto sono essi stessi Veneti , Consumatori e Cittadini …..) quindi la task force parte già zoppa , politicizzata e orfana di rappresentatività . Le tanto decantate tipicità Italiane e Venete sono fatte da anni anche con alimenti già g.m. ….. ormai nei mangimi la farina di soia è quasi tutta esclusivamente g.m. ……. basta chiedere ai mangimifici o farsi un giro ai porti e vedere cosa scaricano le navi attraccate . Basta parlare con gli addetti ai lavori , con i tecnici e con i professionisti che ogni giorno con professionalità e con il loro lavoro contribuiscono in modo deciso al P.I.L. Veneto . Manca informazione , manca la diffusione delle notizie . Dobbiamo prenderci spazi di comunicazione o avremo sempre una task force a noi avversa che decide per noi e per il futuro delle nostre aziende senza aver titolo per decidere .

  14. FrancescoPDNo Gravatar scrive:

    @ Guidorzi
    Se c’è qualche iniziativa a favore di causa, mi metto a disposizione.
    Giorgio tra l’altro, già mi conosce.
    Non parlatemi mai di Zaia, e compagnia cantando, un’impostore, sia quando era al Ministero (se non arrivava Galan, con il fischio che molti agricoltori vedevano i contributi europei sugli investimenti…), sia in Regione, perchè sempre lo stesso Galan, ha dovuto far posto, dopo diktat e ricatti ad opera sua e di quel compagno di merende di Bossi.
    Il fatto è che gli agricoltori sono soli,.. alla faccia delle associazioni di categoria che sono solo di facciata e parassitarie.
    Bisognerebbe che qualcuno emuli quanto ha già fatto Giorgio, e prevedendo già che ci potrebbero essere noie, una task force pronta ad intervenire a sostegno della causa.

  15. Pasqualino SimeoniNo Gravatar scrive:

    @ Francesco PD
    la miglior task force a difesa delle idee pro OGM sarebbe spiegare alla gente
    che a qualcuno conviene che le cose rimangano cosi : non agli agricoltori e non
    ai consumatori pero’ !! Controllare davvero e seriamente il biologico e divulgare
    informazioni e dati …. oppure aspettare serenamente che l’economia affondi
    ulteriormente e la gente scenda in piazza non per avere piu’ tipicità ma per avere
    da mangiare in modo sano , controllato ed economicamente conveniente .

  16. FrancescoPDNo Gravatar scrive:

    @ Pasqualino
    concordo in tutto, soprattutto a riguardo del bio-(illogico) e dell’ultima parte del tuo commento, chiaro che gli idioti li prendi per fame, e la crisi economica sarà una buona occasione per sperimentarla.

  17. alberto guidorziNo Gravatar scrive:

    Pasqualino e Francesco

    La Confagricoltura non si vuole immischiare. Tuttavia vi è ormai la dimostrazione che nei dibattiti pubblici in televisione finisce sempre che si trova un pro OGM e tanti No OGM compreso il conduttore, che evidentemente surclassano il primo anche con castronerie, ben sapendo che questo ultimo non avrà tempo per ribattere. Se poi ci mettiamo che i NO-OGM spesso sono professori universitari che di fronte alla tanta insipienza che sentono preferiscono non ribattere o lo fanno senza quella verve che buca lo schermo in quanto appunto sia la polemica che la spettacolarità non è nel loro DNA.

    Sai non puoi mettere assieme un Prof. Salamini ed un Capanna, con Capanna ci vuole uno che usa il bastone (in senso figurato s’intende)

    Io ho fatto già parecchi dibattiti, ma ti devo dire che il mio aplomb abitudinario l’ho dovuto lasciare da parte e tirare fendenti a destra ed a manca, seppure supportati da conoscenze irrefutabili o sconosciute agli altri interlocutori.

    Credete a me, al punto in cui siamo giunti, solo quando l’opinione pubblica si toccheranno con mano e le conseguenzedi questa scelta scellerata dannose ricadranno su di loro non ci sarà verso di far ascoltare con più attenzioni i pro-OGM.

    Oppure occorrerebbe una disobbedienza civile di un grosso numero di agricoltori, ma è utopia sperarlo.

  18. Pasqualino SimeoniNo Gravatar scrive:

    @ Alberto Guidorzi

    Purtroppo la Confagricoltura ha smesso di immischiarsi in molte cose . E c’è molto malcontento per questo .
    Mi chiedo : se la questione OGM non è un argomento abbastanza importante su cui fare lobby , a cosa servono le associazioni di categoria ? Se non si vuole l’OGM si faccia una scelta seria e concretamente si chiudano le frontiere alle importazioni di commodities GM provenienti da stati che le seminano ” allegramente ” in barba alla nostra incapacità di scelta ….. ma così’ è davvero intollerabile , non lo dico da agricoltore ..capisco che non possiamo pensarla tutti uguale , ma lo dico da consumatore : cosa avrà mangiato il vitellone che mi ha dato le costate con cui faro’ un barbecue di famiglia domani , giorno di Pasquetta ? Dimenticavo :
    anche la soia OGM è ormai a Km zero : il porto di ravenna e quello di chioggia/venezia sono ad un tiro di schioppo dagli allevamenti di quel Veneto delle tipicità … tanto caro ai membri della task force veneta di cui sopra .

  19. alberto guidorziNo Gravatar scrive:

    Pasqualino Simeoni

    Io vivo nella zona del Parmigiano-Reggiano.

    Ebbene rispetto a quando ero bambino io (nel primo dopoguerra purtroppo…) tutte le vacche che producono il latte non sono più della stessa razza (la bianca modenese e la rossa reggiana sono praticamente sparite e meno male che sono state abbandonate altrimenti sarebbe sparito il formaggio), l’alimentazione non è più quella di prima (erba medica verde e fieno di erba medica al 100% ed in più qualche raro pastone). Il fieno non sempre è prodotto in zona (ne ho visto arrivare dalla Slovenia).
    Il modo di fare formaggio è cambiato perché l’attrezzatura è cambiata, i luoghi di stagionatura sono cambiati e soprattutto si è dovuto adattare il fare al nuovo latte frutto di vacche diverse e alimentazione diversa.

    Evidentemente è rimasto intatto il “savoir faire” dei nostri casari, ed è questo che ha permesso di conservare la tipicità al formaggio.

    La tpicità di Zaia è solo fumo negli occhi ad elettori con la testa voltata indietro e che hanno perso le loro radici contadine e che ormai di agricoltura non ne capiscono più nulla e pensano che l’agricoltore non abbia gli stessi diritti di tutti gli altri, vale a dire sbarcare il lunario con il suo “Savoir faire” che evidentemente deve inseguire produttività e innovazione.

  20. Pasqualino SimeoniNo Gravatar scrive:

    @ Alberto Guidorzi

    Sara’ che sono ottimista ma ho sensazione che prima o poi il fronte del no Ogm crollerà ….ci vorrà’ del tempo e della pazienza ma ci arriveremo…non per meriti nostri ma per costrizione magari della Ue o della Oms …. O forse perché la task forse si ritroverà a dover fronteggiare altre e ben più gravi emergenze e/o scandali ….ma non voglio lanciare strali anti politici …oggi e’ festa …e mentre le costate di vitellone Veneto (seppur nato e cresciuto in Francia …. E’ stato finito di allevare in prov. Di Padova e questo lo rende Venetissimo … Mentre se si e’ mangiato soia e mais ogm e’ comunque tipicissimo …. ma questo e’ solo un dettaglio per noi addetti ai lavori … ) sta sfrigolando sulla brace …penso a come saranno contenti i nostri colleghi agricoltori statunitensi o brasiliani o argentini che non hanno i costi di produzione unitari che abbiamo noi e che possono anche gestire una coltivazione a minore impatto ambientale visto che si evitano di
    distribuire svariati litri/kg ettaro di fitofarmaci ….. Mentre noi allestiamo ancora le task force anti OGM …. Mi sento quasi come un Amish …non per scelta ma per costrizione … E la cosa mi va’ sempre piu’ stretta ….. Per tirarmi su di morale scarico dal sito dell ‘ INRAN il volumetto ” dal gene al seme ” … Anzi già’ che ci sono lo giro in posta elettronica anche ai miei amici e/o conoscenti…. In fondo anche Steve Jobs diceva che avrebbe cambiato il mondo ….una persona alla volta.

  21. alberto guidorziNo Gravatar scrive:

    Sono d’accordo con te, solo che quando ci arriveremo i No-OGM non ammetteranno il torto ma diranno “era un altro contesto storico”….

    Grazie di avermi fatto immaginare e sentire virtualmente l’odore delle costate che hai grigliato….

  22. franco nulliNo Gravatar scrive:

    …La grigliata la ho fatta a pasquetta! Ottima grigliata OGM a base di “bistecche” (detto alla toscana, filetto compreso) costine di maiale e “luganega” (salsiccia lombarda del diametro come il mio mignolo).
    Ottimi ingredienti rigorosamente di origine OGM che hanno sfrigolato sul Bar-B-Q come quelli di Pasqualino Simeoni.
    Lo ho già detto in altro post, ma “repetita iuvant”.
    Le nostre associazioni agricole sono purtroroppo quasi latitanti nei confronti dei problemi reali.
    Si occupano ormai di massimi sistemi della politica senza concludere nulla di utile per il nostro lavoro di tutti i giorni. Vedremo con l’IMU cosa riusciranno ad ottenere…
    Dei problemi pratici dovremmo occuparci con movimenti trasversali (Coldiretti, Confagri, CIA, Copagri chi se ne frega), ma siamo capaci? temo di no. Anche se qui ci stiamo a volte provando…
    Ma non é questo il giusto sito per cercar di fare politica a favore dell’agricoltura.
    Qui cerchiamo di far valere la nostra voce in favore della ricerca che é grande parte del nostro futuro!
    Nostro e dei nostri figli!

    Franco

  23. Pasqualino SimeoniNo Gravatar scrive:

    @Franco Nulli

    Sono d’accordo sul fatto che qui bisogna far valere la nostra voce in favore della ricerca …. Che e’ il nostro futuro … E le pile del megafono per amplificare la nostra voce sono principalmente la nostra voglia di continuare a lavorare ed a investire nel nostro lavoro , anche sostenendo attivamente questo sito , il mantenimento di un livello di attenzione e di guardia per ciò’ che accade , ma anche la volontà’ di continuare ad essere critici e vigili verso noi stessi . La politica permea la nostra vita quotidiana di agricoltori , o di tecnici , o di cittadini , o di consumatori . E ci mettiamo insieme proprio per avere maggior peso …. E voce più forte ! Invece di chiedere la riduzione dell’ IMU bisogna urlare e mettere il megafono al max volume per aprire agli OGM …. Invece qui ormai va’ a finire che siamo insieme (come organizzazioni categoriali intendo …) per le questioni di piccola ed ordinaria amministrazione , e siamo perennemente soli per le questioni veramente importanti . Le nostre aziende agricole non sopravviveranno se ci sara’ o meno una dilazione di pagamento della rata IMU e neanche se pagheremo il doppio , il triplo o lo stesso importo che si pagava con l’ Ici …. Ma i nostri bilanci passeranno volenti o nolenti ancora una volta dalla misura delle produzioni ottenute …. Dai quintali per ettaro e dai costi sostenuti x produrli. E se possibile , da un minore impiego di fitofarmaci per garantire un maggiore rispetto dell’ ecosistema che lasceremo in dote . Anche perché mi risulta che le campagne siano abitate da agricoltori per la maggior parte o no? Abbiamo anche noi dei bisogni , dei diritti , delle speranze e delle aspettative o dobbiamo sempre e solo subire passivamente ciò che accade e che altri decidono per noi? A proposito …. Mi piacerebbe che la’ in cima insieme ai nomi dei privati cittadini illuminati che sostengono il sito ci fossero anche le associazioni intere a sostenere l’iniziativa … O non danno nulla ?

  24. alberto guidorziNo Gravatar scrive:

    Pasqualino
    Mi permetti di esprimere qualche riserva su questa frase?

    “Anche perché mi risulta che le campagne siano abitate da agricoltori per la maggior parte o no?”

    Io direi che ci sono anche molti (troppi) “proprietari” di terra che vivono d’altro e che l’unica aspirazione è mantenere intatto il capitale dall’inflazione, fino ad ora è loro risuscito, mentre quello che giustamente dici tu e che merita di essere riportato.

    “Ma i nostri bilanci passeranno volenti o nolenti ancora una volta dalla misura delle produzioni ottenute …. Dai quintali per ettaro e dai costi sostenuti x produrli. E se possibile , da un minore impiego di fitofarmaci per garantire un maggiore rispetto dell’ ecosistema che lasceremo in dote”

    è l’ultimo dei loro pensieri.

    Purtroppo quasi tutte i sindacati o associazioni agricole vivono e vegetano su questa pletora di persone, che tra l’altro sono acritiche sullle scelte veramente professionali.

    Io sono del parere che finché non risolviamo questa situazione unica in Europa, non rendiamo la nostra agricoltura più competitiva. Ma ti sembra giusto che se un agricoltore professionale con laurea si mette a fare il notaio le sbattono in galera, mentre se il notaio compra della terra (per lui è molto più facile perchè tutte le transazioni passano da uno studio notarile) diviene agricoltore destinatario di tutte le agevolazioni (aiuti comunitari)?

    In Francia che conosco bene, la terra è acquistabile da tutti, ma se non ha le qualifiche di agricoltore non può coltivare la terra in proprio, la deve affittare. L’agricoltore che va in pensione non può condurre la terra da pensionato.

    Con questo sistema gli affitti calerebbero, le terre pure e si realizzerebbe un accorpamento fondiario (senza implicare l’obbligo dell’acquisto). Si può anche pensare ad un’attività partime per le piccole superfici, ma senza ricorso al contoterzismo per tutti i lavori agricoli.

    Come si può pretendere un’agricoltura produttiva con aziende di 8 ettari medi? Come si può pensare, in un’ottica di coesistenza, di poter introdurre delle PGM?

  25. Pasqualino SimeoniNo Gravatar scrive:

    Alberto

    la Tua analisi è perfettamente condivisibile ed innesca una serie di riflessioni .
    Il mio pensiero era più’ generale e legato al fatto che chi vive in campagna e si occupa di agricoltura in modo professionale è egli stesso il primo beneficiario di una agricoltura che si integri -per quanto possibile-
    con la salvaguardia dell’ambiente . A nessuno credo piaccia- e convenga- distribuire allegramente e senza motivo i fitofarmaci ( insisto sul termine fitofarmaci …. perché anche qui anni di appellativi come pesticidi
    o veleni o sostanze tossiche hanno solo creato ulteriori ed ingiustificate ansie e prese di posizione ) …. e
    da agricoltore , da tecnico , ma soprattutto da cittadino che vive ed abita in campagna e da consumatore …e ci aggiungo anche da padre di famiglia … non posso che vedere di buon occhio qualsiasi frutto della ricerca e del progresso che ci porti ad avere un minore utilizzo di fitofarmaci - ed è indubbio che gli ogm applicati alle colture estensive - ” le grandi colture per l’appunto” - vadano in questo senso , ma il tutto deve e dovrà sempre più’ negli anni a venire essere in funzione dell’ottenimento di rese produttive
    che dovranno tendere al rialzo . Siamo in tanti nel pianeta giusto? E saremo sempre di più’. E c’è fame nel Pianeta . Fame di un cibo sano , salubre , accessibile .
    Gli alimenti umani e animali devono uscire tutti da questa Terra o no? Grande attenzione alla sanità , alla salubrità , alla qualità certamente …ottime le produzioni di nicchia , fantastiche le tipicità dei territori ( una volta li chiamavamo areali di coltivazione , giusto? ) ma ci serviranno comunque maggiori produzioni unitarie .
    La carta da giocare è comunque solo e soltanto la genetica , l’ingegneria genetica …. le biotecnologie per l’appunto …. perché francamente altre possibilità a breve non ne vedo . I tuoi spunti Alberto sono ottimi assist
    per aprire un dialogo molto ” politico ” di come sono state gestite le ” faccende agricole italiane ” negli ultimi venticinque-trent’anni …..Possiamo dire in modo dilettantesco ? Da incoscienti ? Da irresponsabili ?
    Basti pensare alla faccenda quote latte , al set-aside , alla riforma zucchero/bieticoltura …ma potremmo andare avanti con un lungo elenco . Franco Nulli dice che non è questo il posto per parlare di politica agricola ma qui si deve e si può’ parlare di OGM . Le cose sono legate indissolubilmente a mio avviso . E non più’ separabili . Nessuna ( o pochissime ) delle scelte di politica agricola ( in senso lato ..intesa come politica economica ) prese negli ultimi 25 anni sono state davvero importanti per il mondo agricolo …nessuna sarà ricordata come foriera di sviluppo e benessere , né di occupazione né di vantaggio per la categoria professionale degli agricoltori . Forse nemmeno gli OGM potranno tanto , ma utilizzarli ( come si fa negli altri Stati del Pianeta Terra ) potrà migliorare le cose . Non a svantaggio della tipicità o della qualità . Casomai al contrario garantendone standard ancora maggiori a garanzia della salubrità degli alimenti e della salute dei consumatori. Restiamo chiusi nel nostro giardino e mandiamo ai digestori il nostro mais made in Padania molto tipico e sicuramente sano e non pericoloso per la collettività e intanto ci alimentiamo di carne -latte-uova e derivati ottenuti con mangimi ed alimenti rigorosamente d’importazione e GM ? E’ questo che vogliamo e che vuole la nostra Politica Regional-Nazionale ? Forse saremo in pochi, e forse quei pochi tutti qui su Salmone.org , pero’ noi non vogliamo questo .
    Non credo servano grandi discorsi , occorre senso di responsabilità , occorrono scelte fatte ” come un buon padre di famiglia farebbe ” . Ho la corrente 220 Volt fatta con il mais tradizionale NO OGM ma se vado a far la spesa compro latte-carne-uova e derivati che sono di provenienza bio- (il)logica oppure ottenuta con alimenti
    derivati da PGM …. Forse , tanto per iniziare …. sarebbe stato meglio il contrario .

  26. alberto guidorziNo Gravatar scrive:

    Pasqualino

    Parole santissime!

    Le cose che tu hai detto io le ho esemplificate prendendo ad esempio lo zucchero e la bieticoltura e paragonando l’Italia e la Francia. Non so se le hai lette.

  27. Pasqualino SimeoniNo Gravatar scrive:

    Alberto Guidorzi & Franco Nulli

    Alberto :
    sto’ leggendo moltissimi tuoi post nelle varie sezioni ma non ho presente
    quello specifico sulla bieticoltura …. puoi dirmi dove trovarlo?

    Franco:
    ho visto che sei tra i soci fondatori di Innovagri , mi daresti qualche ragguaglio
    in proposito? Avete iniziative specifiche sul tema OGM?

    Grazie

  28. alberto guidorziNo Gravatar scrive:

    Pasqualino

    Ne ho fatto accenni in qua ed in la. Forse però è più facile, dato che ne ho scritto una storia per la rivista “Spazio Rurale” dove scrivo ormai da 5 anni, risolvere la cosa se tu autorizzi Roberto ad inviarmi la tua mail. Te ne mando volentieri copia.

  29. Pasqualino SimeoniNo Gravatar scrive:

    Alberto ,
    manda pure alla mia email
    pasqualino.simeoni@virgilio.it
    Ti ringrazio già e leggero’ con piacere ed attenzione .

  30. franco nulliNo Gravatar scrive:

    @ Pasqualino

    No, Innovagri per il momento non ha una specificità pro OGM. Anche se tutti noi soci fondatori siamo molto aperti al tema. Uno di noi, Giuseppe, é stato fra i primi, prima dell’era dell’oscurantismo, a sperimentare mais e soia OGM nei suoi campi.
    Toccate con mano le potenzialità dell’argomento di cui stiamo parlando. Visto con i miei occhi le stesse varietà di mais OGM e no in un anno con piralide alle stelle… no comment!
    Innovagri é un “pensatoio” nato dalla mente “perversa” di un gruppo di amici agricoltori milanesi stanchi di vedere il mondo “fisso”. Non so se saremo in grado di produrre qualcosa, di cambiare il mondo, ma ci proviamo usando semplicemente le nostre teste per provare a migliorare la situazione.
    Se ti interessa approfondire fai un giro sul nostro sito http://innovagri.org , per ora ancora primordiale, ma desideroso di evolvere. Per crescere abbiamo bisogno di adesioni…
    Se ti interessa parlarne personalmente non esitare a contattarmi alla mia mail privata agri_nulli@libero.it.
    Vero, confermo che qui in Salmone non si dovrebbe parlare di politica, ma sono io il primo a farlo quando serve…
    In fin dei conti gli argomenti di cui parliamo sono strettamente legati alla politica, non foss’altro perché dalla politica dipendono le decisioni che ci riguardano direttamente, purtroppo…

    Ciao Franco

  31. paolo astolfiNo Gravatar scrive:

    Cari colleghi, ho letto con orgoglio le vostre acute riflessioni maturate in un contesto di profondo disagio di lealtà intellettuale: professori universitari divisi nel giudizio sulle biotecnologie in agricoltura anche di fronte a 20 anni e più di sperimentazione, con esiti negativi sulla pericolosità nel consumo di prodotti OGM da parte dell’uomo, comprovate oltretutto dal costante consumo da parte dei cittadini europei (senza saperlo) di alimenti di derivazione OGM (latte – carne – uova – prodotti con ingrediente soja assolutamente OGM…) e dall’utilizzo per contatto di tutto il vestiario a base di cotone (solo OGM), senza che il Ministero della Sanità abbia rilevato alcun caso di allergie o quant’altro da contatto o da ingestione di tali prodotti!! Non voglio dilungarmi su quanto da anni ci si continua a chiedere (sono un allevatore): “perché sono obbligato ad acquistare materie prime OGM per l’alimentazione del bestiame dai Paesi extraeuropei, ma non posso coltivarli in Europa?” (senza tutte le altre contraddizioni…). Questa mia premessa però, associata alle vostre riflessioni, non porterà altro che al risultato di condividere un malessere comune, pieno di rabbia ma scevro di proposte. Questo nostro malessere da ingiustizia, visto che la politica sta con i voti (la maggioranza di produttori e consumatori sono contrari agli OGM), vi fa dire cose (e qui non sono d’accordo con voi) che sicuramente vogliono essere provocatorie, ma che possono venire interpretate come “polemica all’italiana” (ci si lamenta di chi “è davanti” senza offrirsi con proposte migliorative), sto parlando delle accuse mosse a Confagricoltura come “di sindacato parassitario e pilatesco”! Non è dignitoso e nuoce alla verità che vogliamo insieme portare avanti! Vi ricordo che è l’unica associazione che porta avanti una verità scomoda e impopolare: Vecchioni che mangia polenta OGM davanti a Zaia “sfidandolo a duello”, portando inevitabilmente alla rottura politica con lo stesso; convegni pro OGM promossi in tutta Italia; una fantastica Deborah Piovan che non si è mai risparmiata nella lotta a favore della ricerca e della sperimentazione; Guidi che sta usando l’astuzia di Ulisse per aprire le porte di Troia chiuse dall’ignoranza, dalla politica e da tutti quei fattori che ben conosciamo e non sto qui a ripetere; senza parlare degli altri dirigenti di Confagricoltura e tutte le altre persone che , con loro, si adoperano per perorare la nostra causa, e che non ho menzionato perché non basterebbe un foglio protocollo ad elencarle tutte! Se vogliamo vincere non dobbiamo usare nemmeno le maniere forti (…prendiamo i nostri forconi…) perché “per vincere bisogna con-vincere”, come diceva Socrate nel Critone (Platone), sostenendo la grande tesi che il vero “vincere” consiste nel persuadere gli altri! Chi dobbiamo persuadere, informare, a chi dobbiamo “insegnare”? Non sicuramente i politici in cerca di voti, anche Catania a Bruxelles ha sì affermato che bisogna continuare la ricerca (è da 20 anni che si testa!) ma che dissente da Clini affermando che non c’è dissonanza nel Governo, ma c’è tutto da guadagnare se matura un quadro giuridico che permetta di bandire gli OGM in maniera più semplice! Intanto Monti all’IFAD “c’è un’emergenza alimentare” e, a ragione, fa riflettere su come la fame porti a scelte insensate e diventi pericolosa! Bill Gates stanzia 200 milioni di dollari per sostenere progetti di sviluppo quali la creazione di 34 nuove varietà di mais resistenti alla siccità, vaccini per 10 milioni di capi di bestiame…con l’obiettivo di attuare un’agricoltura più sostenibile e, attraverso la produttività, portare fuori dalla povertà centinaia di milioni di persone. Ed ancora “il vero sviluppo potrebbe arrivare dal biotech e dalle tecnologie dell’informazione”. In questo senso Gates ha confermato il sostegno di percorsi come quello della mappatura del genoma e della digitalizzazione delle tecnologie agricole.
    Sono sicuro che la politica non resterà a lungo sulla nave sbagliata perché, dopo le effimere soddisfazioni iniziali, con il tempo (e non penso molto) rischierà di affondare con essa.
    Bisogna informare, insegnare alle nuove generazioni, ai bambini, agli studenti, far loro capire che democrazia vuol dire libertà di scelta, si può decidere cosa acquistare, cosa mangiare, e in questo senso è necessario rendere di chiara lettura e comprensione la provenienza e la composizione di ogni prodotto… questo deve essere il nostro obiettivo primario. Il futuro ci darà ragione: la popolazione mondiale è in crescita e al 2050 sarà necessario aumentare la produzione del 70% salvaguardando il territorio per evitare la desertificazione…la soluzione viene da sé.
    In prima riga ho affermato di aver “letto con orgoglio le vostre riflessioni”, sono orgoglioso sì di far parte di una categoria di persone che amano soprattutto la ricerca della verità e della correttezza scientifica; nessuno ha la verità in mano, ma è necessario rimanere uniti.

  32. Pasqualino SimeoniNo Gravatar scrive:

    @ Paolo Astolfi

    Caro Paolo , in risposta al Tuo pensiero, permettimi di puntualizzare alcuni passaggi , per quello che mi compete dato che il Tuo commento era rivolto a tutti .

    Leggendo le opinioni sopra, ed anche molte altre elencate nelle rubriche del sito, ma anche parlando con chi vive in campagna ed ha scelto la professione di agricoltore, o con i tecnici , gli agronomi , i veterinari , insomma con gli addetti ai lavori del mondo agricolo , Ti confermo e ribadisco che i sentimenti che vanno per la maggiore in questo periodo sono quelli che traspaiono nelle righe di cui sopra . Bada bene : tutti ci sentiamo soli …..leggi con attenzione quanto detto nei post sopra , si comprende benissimo , io stesso ho scritto che mi sento un po’ come un Amish ( non per scelta ma per obbligo), dato che mi vengono impedite scelte di scienza e progresso che ad esempio a poche centinaia di km da noi sono permesse . I dialoghi non sono attacchi personali , ci mancherebbe …. ma i risultati della gestione delle ” cose agricole ” sono sotto gli occhi di tutti . C’è molto malcontento . Ma il Veneto non è l’Italia e non rappresenta tutta l’agricoltura . E ciascuno parla della sua zona , dei suoi problemi e delle sue esperienze . Prendine atto .
    Non è la solita polemica all’italiana verso “chi è davanti” ( e mi spiace molto tu abbia scritto questo e la voglia vedere in questo modo , io non ho colto questa intenzione dai post ) ; non è nemmeno nè poco dignitoso nè che nuoccia alla verità esporre critiche e lamentele in un contesto di discorso ampio e complesso come la materia OGM impone . Ci sono molti agricoltori che vorrebbero Confagricoltura piu’ determinata, piu’ battagliera, piu’ interventista. Personalmente non ho bisogno di una Confagricoltura tesa ad un’ opera di Evangelizzazione (secondo il Libro degli Ogm) rispetto alle altre categorie di persone , ma auspico una associazione che alzi la voce e batta i pugni quando c’è da rimarcare che mentre gli allevatori (tutti ) possono somministrare alimenti anche ogm agli animali che allevano ,dato che sono importati e commercializzati liberamente in barba alle tanto declamate tipicità , io agricoltore non posso coltivare quelle stesse colture che poi diventano alimenti .Dopo 20 anni di tempo perso e soldi spesi e occasioni sprecate siamo ancora e sempre punto e a capo e siamo qui ad attendere che una maggior crisi o semplicemente la fame portino ad una apertura in questo senso . Forse in questi anni qualcosa non ha funzionato , non credi ? Piu’ che mangiare polenta ogm e inscenare duelli televisivi forse bisognava spendersi per chiudere le importazioni (anche con atti eclatanti, per avere una maggiore visibilità) in attesa di risposte che sarebbero arrivate velocissime per non affamare le mandrie. Proprio per amore di giustizia e democrazia . In fondo agli allevatori italiani ( ed anche a Te ) è consentita la somministrazione di alimenti anche ogm agli animali che allevano . Solo agli agricoltori è proibita la coltivazione ed è giusto ricordarlo. Ed è una ingiustizia che patiamo da anni e che non solo ci arreca dei danni ma ci mette pure in una posizione di ” diffidenza sociale ” , verso il resto della società e verso il resto delle persone che fanno agricoltura , giacchè noi abbiamo socializzato con l’Ogm . O lo abbiamo accolto nelle nostre menti . O vorremmo introdurlo nei nostri campi . Agli Uomini di Scienza il diritto di studiare e capire e di darci delle risposte e delle possibilità . A noi il diritto e la libertà di operare per il bene nostro delle nostre imprese e delle nostre famiglie . Ed in questo , caro Paolo , non mi sento sufficientemente aiutato e rappresentato. Dal momento che vivo e lavoro in Veneto, (dove pago pure la mia bella fetta di tasse giacchè nè eludo nè evado ) non mi sento aiutato nè capito nè bene rappresentato da chi guida la mia Regione , nè la mia Nazione . Nè colomba, nè falco : semplicemente rivendico il mio ruolo , la mia professione : agricoltore , ma libero. La scienza siamo liberi di seguirla o di rifiutarla . Come il progresso e come pure lo sviluppo . Ma è indubbio che in questi ultimi 25 anni la politica agricola ed il suo mondo associativo (diviso e incapace di fare massa critica) ci hanno indirizzato qui dove ci troviamo ora , in un punto morto . Quindi , in attesa della fame nel mondo , in attesa del 2050 , per i prossimi anni , considerato che vince il No-OGM , che si fà ? Chiudiamo seriamente le importazioni mentre la ricerca dà le risposte che la politica regional-nazionale-europea si aspetta? Analizziamo e studiamo con tanta tenacia anche il biologico? Ci facciamo la guerra tra noi italici coltivatori ?
    Ci sono delle leggi e le dobbiamo accettare e rispettare anche se non ci piacciono. Intanto chiedo alla mia associazione , la Confagricoltura appunto : possiamo finanziare direttamente questo sito e la ricerca italiana coordinando dei progetti (anche fuori dall’Italia ) in modo diretto e fattivo per avere dei dati nostri? Iniziamo a mettere 1 euro ad ettaro/anno tutti noi di Confagricoltura , usiamo parte delle nostre quote associative per questa battaglia !! Abbiamo un potere contrattuale enorme che non dobbiamo scambiare in poltrone ma in progresso !! Quanti siamo ??
    Quanti ettari gestiamo ? Che cifra ne esce ? Contiamoci , dai : Veneto , sette provincie , tot iscritti , tot. ettari , si potrebbe dare tot . e cosi’ vediamo chi ci stà veramente ( iniziamo a toccare i portafogli degli iscritti e vediamo che succede !) …. diamoci un tempo di 3 anni …. intanto luci accese e volume alto sul problema e martellare ogni giorno sul fatto che il nostro mais tipico , sano , tracciato e tradizionale và nel digestore per fare corrente 220 V mentre gli animali mangiano farine OGM prodotte altrove …..a vantaggio economico di nostri concorrenti . Analizziamo bene cio’ che entra dalle frontiere . Con la stessa tenacia con cui è chiesto di provare che gli Ogm non sono sicuri …… facciamo e chiediamo che sia fatto lo stesso anche con i prodotti degli altri .
    E divulghiamo bene chi vuole cosa …chi è pro chi è contro …dove sono le convenienze e le connivenze e cosa c’è al banco carne-latte-uova della GDO …. Pietà di noi se dobbiamo attendere e citare ad esempio gli studi ed i report delle associazioni dei consumatori ( benvengano!) , ma sono cose che dovremmo fare noi , per difendere e tutelare noi stessi e le nostre aziende . Non solo rispetto all’OGM ma in generale . Il mondo agricolo vuole risposte concrete ma puo’ e deve essere un gruppo di proposta formidabile ! Anche se siamo in pochi e anche se pensiamo controcorrente ….
    Forse ai dirigenti o a chi è “davanti” questo non è ben chiaro , ma noi invece ci sentiamo molto piu’ uniti di quel che sembra ….. ed abbiamo le nostre opinioni . E siamo critici , non polemici . Se invece tutto cio’ a chi ” è davanti ” è ben chiaro penso sia il momento di muoversi in questa direzione .

  33. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Parole sante Pasqualino!
    il mio €/Ha aggiuntivo per Confagricoltura che fa ricerca é già virtualmente versato ove divenisse una realtà.

    Franco

  34. Pasqualino SimeoniNo Gravatar scrive:

    Grazie Franco ,
    di sicuro le mie idee avranno suscitato una qualche risata ,
    ma sai com’è …i miracoli accadono , no?

    Oggi facevo due conti : gli associati di Confagricoltura
    Rovigo dovrebbero gestire all’incirca 75.000 ettari della
    provincia …. la butto lì : 1 €/ Ha x 75.000 / anno x 3 anni d’impegno
    fanno una somma di tutto rispetto solo da Rovigo …. si potrebbe
    ragionare di programmare qualcosa di serio , no?
    Potrebbero far tornare il sorriso sui volti di qualche bravo ricercatore/biotecnologo ….oppure dare ossigeno a questo sito …

    p.s. : mi sto’ documentando su Innovagri …. accettate iscrizioni
    anche dal Veneto , vero? ( giuro che non sono una spia del gruppo
    task-force anti-OGM !!! :-)

    ciao ,
    Pasqualino

  35. alberto guidorziNo Gravatar scrive:

    Sig. Astolfi

    Il fatto che ci si rivolga a Confagricoltura e la si paragoni alle tre “scimiette” o a “Ponzio Pilato” non significa che la si vuol accomunare qualunquisticamente all’andazzo italiano, ma semplicemente perché crediamo che le altre tre associazioni sono ormai irrecuperabili e destinate ad esaurirsi assieme ai loro associati, mentre Confagricoltura non lo è, anzi si vuole che prenda iniziative.

    Innanzi tutto deve mostrare all’opinione pubblica italiana che da una parte esiste un’agricoltura professionale, mentre dall’altra esiste una pletora di “proprietari di terra” che hanno fatto del bene fondiario un bene rifugio, che lucra sulla PAC e sulla tassazione particolare. Tra questi bisogna annoverare tutti quelli che bob ce la fanno non per incapacità, ma perchè il moltiplicatore superficie che concorre a formare il reddito è troppo esiguo.

    Bisogna dire al consumatore che questa parte parassitaria o incapace di innovare lo espone alle bizze del mercato delle derrate e che queste bizze saranno sempre più frequenti, perché il mercato mondiale delle derrate alimentari è un mercato residuale, nel senso che gran parte della produzione mondiale è autoconsumata, intendendo per autoconsumo anche quella che rientra in accordi bilaterali stabili. Finisce sul mercato mondiale solo la parte che non è strategica per chi la produce. Faccio un esempio per chiarire il concetto allargato di autoconsumo: la produzione cubana di zucchero era esportata per la totalità, ma non ha mai concorso a creare ed influenzare i prezzi mondiali del mercato, perché era tutta destinata all’URSS in cambio di armamenti o protezione politica. Tutti credono che basta avere un po’ di soldi per comprare cibo, ma non è più così perché sul mercato si sono affacciati paesi che rappresentano 1/3 e più della popolazione mondiale. Le fiammate del 2008/09 del mercato mondiale delle derrate sono solo una prima avvisaglia, ben altre ne arriveranno ed ad intervalli sempre più ravvicinati.

    Certo, mercati in fermento portano un po’ di ossigeno ai produttori agricoli, ma per la collettività sarà una magra soddisfazione in quanto il comparto agricolo non svolgerà la sua funzione di concorrere a migliorare la bilancia alimentare di una nazione e quindi non sarebbe scandaloso se si facesse largo la convinzione che settore ha solo tesaurizzato i sostegni che i consumatori hanno contribuito a far distribuire lautamente nel passato. Ricordo che l’1% dell’IVA dell’UE finanziava il mercato agricolo. Non si può sostenere un settore solo perché non è capace di farcela da solo e pretendendo che la protezione continui solo perché il settore è primario. La primarietà impone anche che una parte di queste risorse siano usate per dotarsi di strumenti per uscire dai momenti contingenti e adempiere sempre più al compito di produrre beni di consumo primari di origine nazionale.

    Inutile qui rivangare gli errori del passato, Tuttavia non si può passare sotto silenzio che: le produttività unitarie di mais, frumento duro e tenero e soia sono calate invece di crescere. La bieticoltura è naufragata per aver accumulato un divario insostenibile di produttività con i paesi più performanti . Nessuno dubitava che con parametri economici cambiati il “castello” sarebbe crollato, così dicasi dei nostri zuccherifici divenuti nel tempo veri e propri catorci per mancati investimenti e tesaurizzazione dei fondi stanziati. Il nostro patrimonio zootecnico non è competitivo. Occorre che si sappia che molti dei nostri prodotti tipici sono tali solo per il nostro “savoir faire” ma non per la tipicità delle materie prime usate. Il latte del parmigiano reggiano è prodotto con alimenti formati da componenti importati, molte delle cosce dei nostri prosciutti sono importate, la bresaola è fatta con carne argentina, sulle scatole delle nostre conserve di pomodoro inviate all’estero si scrive S. Marzano, ma non ne coltiviamo praticamente più; in 10 anni la produzione è pressoché sparita. Il riso Carnaroli, vanto della nostra cucina tipica, è coltivato solo su qualche migliaia di ettari perché la produzione è falcidiata dai parassiti. Nessuna nostra coltivazione è supportata da una genetica nazionale d’avanguardia, siamo tributari di sementi dall’estero anche laddove abbiamo saputo creare piante mai esistite e originali (i radicchi) o tipiche (broccoli , cavoli e cime di rapa) e che sono sorrette da peculiarità salutari riconosciute dalla scienza moderna. I nostri vini si fanno con vitigni internazionali, mentre quelli autoctoni stanno languendo per mancanza di miglioramento genetico (barbera, garganega, agliatico, nera d’Avola).

    Ecco tutto ciò è misconosciuto per una propaganda volta a far pensare ad una forza che non c’è. Di questo si è incaricata la Coldiretti, la quale è diventata l’oracolo da cui pende tutta l’informazione mediatica. L’intercalare “secondo la Coldiretti….” fa da sfondo a tutte le indagini di mercato e sociologiche. Non si sa più cosa ci stiano a fare l’ISTAT o gli istituti di ricerca merceologica. Occorre contrastare con forza tutto ciò e rendere palese le contraddizioni accumulate dal settore agricolo italiano (parcellizzazione aziendale insostenibile, istituto dell’affitto inesistente o quasi, figure agricole che non vivono di reddito agricolo, ma che bloccano l’uso della terra in modo più razionale, produttività in calo e abbandono di coltivazioni che stanno alla base della nostra alimentazione).

    Non si può continuare ad illudere gli italiani.

    Ecco, ad una Associazione come Confagricoltura si chiede che renda edotti gli italiani della situazione e si sbugiardi la schiera dei ministri dell’agricoltura che si sono sempre più appiattiti sulle posizioni della Coldiretti. Si deve far balenare chiaramente i pericoli che in futuro qualche scaffale del supermercato rimanga vuoto o che i costi per l’alimentazione divengano una componente troppo importante nel bilancio famigliare.

    E’ ora che Confagricoltura interpelli i suoi associati prospettando loro il vero pericolo che corrono e che si fa correre alla collettività. Inutile informare tramite dibattiti perché televisioni e giornali non permettono che emergano problematiche contrarie ad uno status quo che si vuol mantenere perché fa comodo poter continuare a fare emissioni impostate sul “non disturbare il conducente” o peggio, che si vuole orientate più a disinformare che ha tracciare itinerari di conoscenza.

    Occorre che finalmente si faccia seguire l’adesione, più volte ufficializzata all’uso delle biotecnologie applicate al miglioramento genetico anche in Italia, ad iniziative concrete; ci si rende conto che un giudice si permette di interpretare una legge nel senso di dire che una semente potrebbe non avere lo scopo delle semina e che per esercitare questo suo fondamentale atto della produzione, un agricoltore (leggi Fidenato) ha bisogno di autorizzazioni che non siano quelle già recepite con la vigente legge sementiera? Oppure una sentenza del Consiglio di Stato viene disattesa dalle Regioni adducendo motivazioni giuridicamente senza fondamento (leggi Dalla Libera).

    Vogliamo permettere ad una giustizia ideologizzata di dire come coltivare, quali mezzi tecnici usare ed in quale quantità e di chiedere il permesso prima di perseguire qualsiasi itinerario tecnico innovativo?
    Vogliamo ripercorrere la strada dei “piani quinquennali” di sovietica memoria?

    A Confagricoltura si chiede di contare i suoi associati sulla necessità o meno di usare sementi in adozione da 16 anni presso i maggiori produttori/esportatori di derrate e caratterizzate dal facilitare il lavoro dei suoi associati, dal diminuirne i costi e allargare la gamma delle varietà di sementi da usare. Se la maggioranza si esprimerà chiaramente sull’uso delle Piante Geneticamente Modificate, i vertici della Confagricoltura devono prendere le dovute iniziative di denuncia e d’azione. Le dichiarazioni d’intenti non sono più sufficienti! La prima generazione delle piante geneticamente modificate è andata a favore degli agricoltori, penso che le prossime avranno altri obiettivi, ma l’agricoltore non sarà il beneficiario principale, Se perdiamo il “Freccia Rossa” di solito si è obbligati a viaggiare con un “regionale” che è meno veloce!

  36. paolo astolfiNo Gravatar scrive:

    Caro Pasqualino, ho letto molto attentamente il tuo commento, ma non sono d’accordo con voi! Non per quanto riguarda la mia posizione sugli OGM, su questo credo di essere stato molto chiaro, ma è la metodologia di approccio al problema che per me è quantomeno discutibile: per tracciare una rotta che consenta di arrivare ad una destinazione molto lontana, è necessaria una nave con un equipaggio molto coeso, ma soprattutto numeroso (in questo caso con il detto “pochi ma buoni” non si fa strada), inoltre siccome il mare che si vuole attraversare è tempestoso, questo ipotetico equipaggio deve essere consapevole che potrebbe anche affondare!
    Qualcuno ha detto “qui si fa l’Italia o si muore!”, ognuno è libero di scegliere la sua strada.
    Vivo anch’io in campagna, ma dalle mie parti il problema più discusso è questa maledetta crisi con tutte le sue conseguenze e l’attenzione generale è rivolta alla stangata IMU! Al mattino presto mi concedo un caffè al bar, leggo il giornale e chiacchiero con gli altri avventori, anche non addetti ai lavori: degli OGM non gliene frega niente, tanti sono muratori senza lavoro o pensionati con la pensione minima! Mario, mio figlio, frequenta la terza media e il professore ha insegnato ai ragazzi che negli impianti di biogas si usa il mais OGM!!!
    Forse Confagricoltura, ma è il mio pensiero, sta cercando di portare a casa un uovo oggi, e per far questo ha bisogno dell’aiuto di tutti i suoi soci, anche se per il momento dovranno fare dei sacrifici, come accantonare (non abbandonare!) per un po’qualche progetto importante, per poter superare indenni, o lievemente feriti, questa tempesta! In ogni famiglia normale ci sono dei problemi, ma io sono dell’avviso che i panni sporchi si lavano in privato, le porte sono aperte a chiunque voglia esternare le proprie critiche costruttive. Oltretutto, siccome siamo in democrazia, ogni tre anni si svolgono le votazioni per il rinnovo delle cariche dirigenziali, chi ha voglia di fare si faccia avanti! Perché chi sta facendo sta mettendo a disposizione il suo tempo per l’organizzazione e per questo merita l’aiuto di tutti. È sacrosanto il diritto di non condividere certe scelte sindacali, ed è per questo che c’è la possibilità di cambiare per proporre le proprie idee. È mia opinione comunque che le porte bisogna aprirle, non sfondarle, perché si rischia che una volta sfondate non ci sia dall’altra parte nessuno che ascolti, e il più delle volte alzando la voce e battendo i pugni (o bloccando le frontiere) le porte si sfondano! Ti ricordo che noi allevatori siamo soprattutto agricoltori, e sicuramente non privilegiati dall’utilizzo di materie prime OGM, infatti ci sarebbe da chiedersi perché dal 2000 al 2010 gli allevamenti zootecnici in Veneto sono diminuiti del 76% e in Friuli del 78%.
    Giustamente hai detto che ci sono delle leggi da rispettare, che ci impediscono scelte indirizzate alla scienza e al progresso, ma se non vado errato queste leggi le hanno fatte dei legislatori che sono stati votati dalla maggioranza dei cittadini, giocoforza se non convinciamo i cittadini non avremo al Governo persone disposte ad ascoltarci. Ma i cittadini non li convinci se tutta la forza agricola è divisa nelle opinioni, se chi è ignorante in materia può insegnare, se chi non è equilibrato può dare equilibrio, se a governare è chi non ha in sé governo. Sicuramente il nostro presidente saprà dare risposte alle tue richieste, basta proporgliele, ma è mia personale convinzione che sia il momento meno propizio per chiedere aiuti economici agli agricoltori e alla loro Associazione, anche se la causa ne varrebbe la pena.

  37. paolo astolfiNo Gravatar scrive:

    Dr. Guidorzi, apprezzo il suo chiarimento ma l’immobilismo che denunciate forse è solo di facciata: mai e poi mai Confagricoltura tralascerà i problemi dell’agricoltura senza cercare un filo logico per risolverli, manipolerà il “cubo di Rubik” fino a che tutti i quadrati saranno al loro posto, dando la precedenza al “colore” opportuno.
    È un sindacato nazionale di tutti gli agricoltori e “proprietari di terra”, quindi perché delegittimare chi non è agricoltore professionale visto che, fino a prova contraria, i soldi per comprare la terra non li hanno mica rubati e la CEE non ha fatto distinzioni nell’assegnazione dei contributi. Penso che l’opinione pubblica italiana sia poco interessata a queste differenziazioni delle figure agricole, ma abbia bisogno di tranquillità economica e politica.
    Tutte le problematiche che ha giustamente sviscerato dovranno essere dibattute, analizzate e risolte sui tavoli verdi agricoli, sperando in un intento comune da portare a Bruxelles.
    La carenza di innovazione e ricerca non è da assoggettare a figure “non agricole”, che generalmente affittano la proprietà, ma da incapacità politica generale. Mi dispiace per quegli agricoltori che non ce la fanno, ma la legge di mercato, accentuata dalla globalizzazione, non lascia spazio al piccolo, se questo non mette del valore aggiunto al suo operato o inizia a pensare ad una aggregazione tra agricoltori per avere più forza contrattuale. È finita l’era di 10 aratri per 30 ettari, oggi ne basta uno per tutti e 30, o uniti o si sparisce.
    Questo è uno dei messaggi che il presidente Guidi, l’altro giorno alla conferenza di Confagricoltura a Treviso, ci ha “passato”. Un proverbio cinese dice che “una bacchetta è facile da rompere, dieci sono solide come il ferro”.
    Legittime tutte le proposte elencate dettagliatamente e con dovizia di particolari, purtroppo però in questo periodo il problema che più attanaglia gli agricoltori è di tipo economico immediato! Cerchiamo di aiutare la nostra associazione perché riesca ad arginare questa ondata di prelievi e, passata la piena, si potrà ragionare più serenamente sugli importantissimi problemi che potranno avere effetti positivi più a lungo se le decisioni in merito verranno prese con intelligenza da entrambe le parti.
    Penso comunque che informare correttamente la popolazione della grande opportunita’ che la scienza e la ricerca ci stanno offrendo, sull’uso appropriato delle biotecnologie per l’alimentazione delle popolazioni del nostro pianeta, sia di assoluta importanza, ma ognuno deve fare la sua parte per far sì che nasca la consapevolezza nelle persone che ogni giorno è un giorno nuovo per chi non ha fame, ma che tutti indistintamente abbiamo il dovere e la responsabilità di portare un raggio di speranza a chi, ogni giorno, deve lottare per sopravvivere.

  38. alberto guidorziNo Gravatar scrive:

    Sig. Astolfi

    Io ho vissuto in Francia il momento di messa in moto del mercato comune europeo, in particolare il mercato comune dello zucchero. Ho potuto quindi confrontare l’applicazione a livello nazionale delle direttive comunitarie.

    Come lei ben sa ad ogni nazione CEE di allora è stata assegnata una quota di produzione zucchero. Questa quota era da distribuire alle società saccarifere che in questo modo furono patrimonializzate. Ce ne siamo accorti di questo fatto nel 2006 quando vi è stato un fuggi fuggi generale dei saccariferi per lucrare gli ingentissimi indennizzi che l’UE offriva a chi riconsegnava la sua quota zucchero.

    Tuttavia sia in Francia che in Italia per fare zucchero occorreva produrre bietole da parte degli agricoltori.

    La Francia sotto l’azione dei sindacato agricolo e bieticolo (al singolare perchè era uno solo) dissero che come la quota zucchero patrimonializzava gli zuccherifici, così una corrispondente quota di produzione bietole doveva patrimonializzare le aziende bieticole. Sulla base di questa strategia all’azienda agricola e non all’imprenditore agricolo persona fisica o al proprietario di quella terra, venne assegnata una quota bietole perenni. La quota la si legò al terreno catastalmente definito e quindi era sfruttabile solo da chi conduceva quella terra e non era trasferibile. le faccio notare che in Francia non è possibile essere agricoltori se si vive d’altro e quindi il proprietario della terra non imprenditore agricolo non poteva sfruttare la quota di produzione bietole.

    In Italia invece non si scelse questa strada, ma lo zuccherificio di anno in anno si faceva fare un’offerta dai bieticoltori, che accettava o meno. Quindi l’offerta poteva provenire dalla moglie del medico che aveva ereditato la terra, ma faceva l’insegnate o dall’avvocato tal dei tali ereditiero di un fondo o addirittura dall’industriale siderurgico che aveva comprato della terra e forse aveva “sbiancato” i guadagni in nero che aveva realizzato. Evidentemente la maggioranza erano agricoltori professionali, però per il sistema di contrattazione praticato in Italia questa figura professionale più direttamente interessata, e appunto per la provvisorietà dell’assegnazione dei quantitativi di bietole, nel senso che si trattava di rinegoziare ogni anno la quota producibile, non ha mai ritenuto che fosse un patrimonio aziendale.

    Vogliamo vedere quali positive conseguenze ha avuto il sistema francese e quali negative conseguenze ha generato il sistema italiano?

    Il bieticoltore francese detentore di quota bietola perenne l’ha ritenuta una dotazione aziendale da preservare, sia nel senso di dare continuità alla coltivazione che anche di mantenere agronomicamente intatta la possibilità di produrre bietole (mantenimento di una rotazione e non ristoppi), nel contempo lo zuccherificio ha sempre avuto un rifornimento costante negli anni. Il successivo passo che l’originalità della scelta francese ha generato è stato che il coltivatore si è adoperato per aumentare la sua produttività unitaria in modo da produrre via via il suo quantitativo in sempre minor superficie e la superficie lasciata libera era destinata ad altre coltivazioni. Per raggiungere questo risultati quindi l’agricoltore ha dovuto sempre più affinare la sua professionalità di bieticoltore. Infine sempre perchè la quota bietole la riteneva un patrimonio, quando qualche zuccherificio entrava in difficoltà ha aderito di buon grado a riunirsi in cooperativa e acquisire lo zuccherificio, lucrando così anche il margine industriale oltre che quello agricolo. La bieticoltura francese è divenuta per l’80% cooperativa. Con produttività sempre più elevate non faceva paura neppure produrre oltre la sua quota di produzione in quanto era sempre la stessa superficie che la produceva, in altri termini era un “caval donato”

    Cosa avvenne in Italia?

    Avvenne tutto l’inverso di quanto è successo in Francia, la quota bietole non la si ritenne mai un patrimonio da tesaurizzare, pochi si sforzarono nel miglioramento della produttività. Aumentavano la loro superficie investita solo se il prezzo era allettante, altrimenti non offrivano di coltivare, mettendo così in difficoltà anche lo zuccherificio. Non ritenendosi dotati di quota producibile non ritennero neppure confacente divenire cooperatori e quindi lasciarono fallire gli zuccherifici.

    Le due situazioni le possiamo riassumere così: in partenza noi producevamo 50 q/ha di zucchero, mentre i francesi ne producevano 70 di q/ha (obiettivamente i francesi sono più vocati)dopo mezzo secolo i Francesi sono arrivati a produrne 140 di q/ha di zucchero, mentre noi siamo solo arrivati a 70 q/ha.

    Ebbene quando l’UE decise di diminuire la produzione di zucchero, Francesi e tedeschi dissero all’UE: Non accettiamo nessun taglio lineare, anzi siamo d’accordo di dare tanti soldi ai saccariferi e bieticoltori italiani, in modo che essendo male in arnese con i loro zuccherifici e con la loro bieticoltura, abbandonino la coltivazione e le bietole le lascino produrre solo a noi”

    Così è stato!!! Ma ho voluto raccontare il caso della bietola perchè è emblematico di un modo di affrontare i problemi agricoli.

    Le scelte italiane però sono state assecondate dai sindacati bieticoli, cosa che non hanno permesso i sindacati francesi e di conseguenza, essendo i tutori di questi ultimi, anche dalle associazioni agricole generali.

    Ecco a me pare proprio che ancora le Associazioni agricole commettano gli stessi errori di prospettiva nel prendere le decisioni di come organizzare il mondo agricolo.

  39. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Carissimi Paolo, Alberto e Paqualino,
    grazie dell’interessantissimo dibattito che state sviluppando e che credo sia importante continuare ad alimentare perchè l’equilibrio tra cautela ed intemperanze è sempre difficile da trovare e questo tipo di dibattito aiuta a capire come le differenti visioni si debbano conciliare per evitare di mandare avanti solo una pattuglia di arditi non seguiti da altre e più consistenti truppe.
    Insomma inutile fare nuove insurrezioni di elite come più volte successo nel Risorgimento italiano e magari se dobbiamo fare una nuova impresa dei Mille, sarebbe meglio poi non consegnare tutto nelle SOLE mani di una nuova dinastia monarchica, cosa molto probabile.

    Caro Paolo, le tue osservazioni sono molto giuste e non mi erano estranee nemmeno quando ho scelto il nome di questo sito. Non so quanti abbiano ri-letto il link perchè Salmone (subito sotto al samone tra OGM e newsletter) dove alla fine si spiega che non mi sogno di passare indenne nella risalita del fiume visti i predatori che vi sono appostati, ma che questa lotta è fatta per cercare di generare una nuova generazione avvertita senza che la fiammella della ragionevolezza si spenga in un fiume di paganesimo della dea Natura.

    Da abitante nel Meridione vi ricordo che forse il più grave ritardo del Sud derivi dal non aver mai creato le Casse di Risparmio al contrario di quello che era avvenuto nel centro-nord del Paese, quindi la incapacità di associarsi ed aiutarsi in maniera reciproca è già stato molto dannoso per una parte del Paese.

    Chiedo a tutti di darmi un suo parere sullo scambio di opinioni che stiamo per vedere su RAI 3 Telecamere, non so se alle 12,30 ma di sicuro alle 24 di oggi Domenica 22 e di cui cercherò il podcast da rendervi disponibile.
    Vi chiedo però di di trasferire questo dibattito sul post in evidenza in modo che sia per tutti più facile reperirlo visto che non ho ancora trovato un modo di tenere nella homepage i post più commentati, grazie.

  40. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Ho messo la sveglia alle 23:55 per sintonizzarmi su RAI 3. Spero di non riaddormentarmi dopo averla spenta… Non me lo perdonerei!

    Questo detto entro nel merito della discussione.

    @ Pasqualino & Paolo
    Mi pare di capire che siamo tutti 3 “orgogliosamente” Soci di Confagri.
    Aggiungo che per 2 mandati (forse 3, non ricordo…) sono anche stato in Giunta di Milano-Lodi e tuttora siedo in Consiglio Direttivo.
    Sono stato per anni, per conto di Confagri, in Commissione prezzi alla CCIAA Cereali di Milano (li ho conosciuto Marco Pasti in occasione di una revisione del contratto 103).
    Non lo dico per vanto, non è nel mio carattere, ma per dovere di cronaca.
    Ho partecipato con entusiasmo alla vita associativa cercando di dare, nel piccolo delle mie possibilità, tutto il possibile. Tanto tempo, spero idee e forse competenza.
    Ho partecipato a manifestazioni di piazza quando era necessario, mi sono esposto in prima persona discutendo e “litigando” quando utile.
    Oggi, lo confesso senza vergogna, mi identifico molto meno nella vita associativa.
    Forse sono invecchiato io alla soglia dei 60 anni, forse è invecchiata la “mia” Associazione.
    Vedo le battaglie di Guidi oggi e di Vecchioni ieri. E le apprezzo.
    Nulla però mi toglie dalla mente che la vita associativa dovrebbe avere delle basi differenti, meno distaccate dal mondo vero.
    Il distacco degli “Agricoltori” dalla loro associazione professionale, perdonatemi, lo vivo tutti i giorni. Vorrei non fosse così, ma lo sento…
    Di chi è la responsabilità? Non lo so. Forse del benessere di cui abbiamo beneficiato fino a 20 anni fa? Ci siamo dimenticati dei tempi difficili…
    E vi assicuro non riesco a farmene una colpa personale avendo vissuto dall’interno la “struttura” cercando sempre di collaborare.
    Le ragioni? Le colgo un po’ anche nell’intervento di Alberto Guidorzi quando parla di Francia, barbabietole e zuccherifici.
    Il nostro grande difetto, e lo sostengo da anni a tutti i livelli, è che noi italiani non siamo minimamente capaci di “associarci”, di “fare squadra” (ed è anche stato il nostro slogan qualche anno addietro in sede di Assemblea provinciale!).
    Non è nel nostro DNA, non c’è nulla da fare. “Io sono più bravo del mio confinante e con lui non voglio condividere nulla”. Ditemi che non è vero…
    Che dire, sono vecchio? Decrepito e saggio ?

    No, con Salmone sto vivendo una nuova giovinezza (anagrafe permettendo).
    Sto ritrovando la voglia di mettermi in gioco usando intere nottate per leggere, rispondere, documentarmi, confrontarmi, a volte discutere animatamente, sbagliare, ricredermi, anche chiedere scusa quando sbaglio.
    Una nuova forma. Non impiego più le ore del giorno sottraendole al lavoro, ma quelle della notte sottraendole al sonno che ormai tarda ad arrivare vista l’età anagrafica…
    A livello nazionale c’è chi propone di rivisitare completamente il sistema politico (Marcello Venziani- Il Giornale 22 apr 2012), perché non pensare di rivedere il sistema rappresentativo del mondo agricolo italiano?
    Non è, vi assicuro, un’autocandidatura dell’ennesimo sindacato agricolo…. E’ un’altra cosa che non rientra fra le spire del mio DNA…
    Una provocazione? Forse si. Prendiamola come tale.
    Mi piacerebbe tanto che fosse Confagricoltura, che ha una struttura invidiabile, a capire la sua gente ha bisogno di “risposte a problemi” e deve rinnovare il suo modo di fare “associazione”.

    @Pasqualino.
    Innovagri nasce come pensatoio (oggi lo chiamarebbero think tank, ma io da contadino lo dico in italiano in mancanza di un termine dialettale). Che possa essere un embrione di quello che serve all’agricoltura italiana non lo so.
    Credo però sarebbe una strada da provare a percorrere anche per aiutare le nostre associazioni dove mancano di idee trasversali.

    @ non ricordo chi… Paolo Astolfi ha risposto.
    Qualcuno ha parlato di proprietari terrieri che non vivono solo di agricoltura. Io sono uno di quelli. Vivo anche di altro (prevalentemente), ma nella mia qualità di agricoltore a tempo pieno e imprenditore agricolo non voglio vedere la mia Impresa (agricola) nella quale credo fermamente, soffrire per l’inedia delle Istituzioni e anche del nostro mondo (noi agricoltori).
    Non voglio vedere i miei margini operativi azzerati da una tassa come l’IMU che, per i solo terreni, a casa mia è più che raddoppiata (e non ho ancora finito di accatastare i fabbricati strumentali e no…)
    Tanto di cappello a chi, provenendo da un mondo anche molto diverso e credendo nelle potenzialità dell’agricoltura mette al suo servizio soldi, tempo e competenze.

    Ora accolgo l’invito di Roberto Defez e comincio a riordinare le idee, i fogli sparsi sul tavolo della sala (fra le ire di mia moglie che vorrebbe sempre ordine…) e controllo la sveglia per la “mezzanotte su RAI3”… in attesa di un clima un po’ migliore per le mie semine!

    Franco

  41. alberto guidorziNo Gravatar scrive:

    Ho dimenticato di dire che anch’io per quel fazzoletto di terra che possiedo sono un associato di Confagri e rimarrò tale in quanto molte delle cose che trovo che non vanno in agricoltura sono da imputare alla Coldiretti perché ha insistito nel conservare aziende anche quando tutto induceva a vedere, ed ora gli eventi lo hanno mostrato, il loro anacronismo. Invece di orientare la politica al cambiamento necessario vi ha solo fatto da freno, fino ad arrivare ad assumere ora posizioni ideologiche contrarie a creare le condizioni per migliorare la nostra bilancia alimentare a favore dei consumatori italiani.

    L’iniziativa pasta italiana è un esempio di dove porta l’ideologia, vale a dire proporre solo iniziative irreali di cui l’unica a beneficiarne sarà la Coop che è tutt’altro che una cooperativa di consumatori, ma ha come scopo solo quello di creare fondi e fare da supporto ai partiti politici di riferimento.

    Purtroppo con Vecchioni non ho visto una scelta di campo precisa e con Guidi spero che tante posizioni, che più che critiche vogliono essere di pungolo, lo inducano ad assumere iniziative forti

  42. paolo astolfiNo Gravatar scrive:

    @ Dr. Guidorzi,
    sono al corrente della differenza tra la politica agricola francese e quella del nostro paese, oltre allo zucchero siamo deficitari per i cereali del 49% e per le oleaginose dell’ 82%, deficitari di latte con la beffa delle multe da pagare per aver superato le quote!
    Quanti errori ricaduti sull’agricoltura italiana! Tutti sappiamo che la vittoria ha cento padri, ma la sconfitta è orfana, tutti però conosciamo i responsabili di queste nefandezze.
    Dalla lungimiranza della politica agricola francese avremmo molto da imparare (la genetica zootecnica francese è stata esportata in tutto il mondo, mentre i nostri pascoli sono abbandonati da parecchi decenni …).
    Non amo un settore economico con troppi vincoli giuridici, ma la compravendita del bene fondiario doveva essere regolata con sistemi di tassazione blindati alla circuizione societaria.
    Concordo che le associazioni devono cambiare perché non sono per natura pro-attive, tendono a conservare, a restare come sono.
    Il cambiamento avviene solo se l’organizzazione vive una profonda crisi o se il capo, il leader lungimirante, impone una svolta. Nel caso della nostra associazione è la crisi globale che stiamo vivendo che ci obbliga a profondi cambiamenti, trovare soluzioni e vie di uscita.
    È dalla crisi che nascono le scoperte e le grandi strategie.
    Sono convinto che nel prossimo futuro il nostro mondo agricolo sarà da esempio per gli altri partners europei, se avrà persone come voi che ne prendono a cuore il futuro interagendo tra di loro per superare ostacoli ed incompetenza, creando un terremoto propedeutico al cambiamento.
    @ sig. Franco Nulli,
    concordo con la sua analisi sindacale, e mi ritrovo con lei nelle ore di sonno che perdo anch’io.

  43. franco nulliNo Gravatar scrive:

    ..adesso buona notte!
    Franco

  44. Pasqualino SimeoniNo Gravatar scrive:

    Ha ragione Franco : siamo orgogliosamente soci di Confagri ! Abbiamo idee e proposte ed è giusto esternarle :
    il web è una opportunità vincente per questo, ed è accessibile . Direi democratico nella accezione più positiva del termine. ( Difficilmente avremmo saputo di Federico Baglioni senza web , non credete?). Per essere in contatto tra noi , per far circolare velocemente le notizie , per portare alle nostre attenzioni aspetti o sfumature del quotidiano che ci sfuggono . Ma anche per parlare e discutere di importanti tematiche che costituiranno il nostro futuro , anche professionale , come imprenditori e come agricoltori . Nel caso di salmone.org , è anche una occasione di crescita , di confronto , di apprendimento. E queste iniziative vanno sostenute in modo fattivo e convinto. Confagri è una struttura formidabile , una rete di imprenditori capaci e critici che si misurano costantemente con i veri problemi della difficoltà di fare agricoltura oggi.Ma che puo’ anche fare proposte . Evidenziare criticità o sottolineare punti di vista differenti è costruttivo . E’ vero che l’IMU è il problema del momento ma non bisogna accantonare l’attenzione sulla questione OGM . Quanto ai sacrifici posso dire che ne facciamo costantemente : anche documentarsi di notte e sottrarre ore al sonno perchè di giorno abbiamo le nostre aziende da seguire è sacrificio , ma sono cose che non pesano perchè fatte con passione . Possiamo certamente affrontare piu’ emergenze contemporaneamente , e Vi invito a ragionare sul fatto che tocca anche a noi trovare il modo di tenere accesa la fiammella della ricerca se lo stato in questo rimanesse assente - o incapace di decidere per il bene comune - come ha fatto negli ultimi 20 anni . Vogliamo una ricerca italiana sugli OGM. Una Ricerca con cui dialogare, dalla quale imparare e alla quale porre istanze per risolvere i nostri problemi e facilitare il nostro lavoro.
    Anche facendo sacrifici economici ulteriori. Anche solo cifre simboliche per ciascuno di noi preso singolarmente se messe insieme formerebbero importi significativi . Quantomeno una speranza …un segnale forte da dare al resto dei cittadini . E per sostenere i nostri ricercatori . I nuovi Munerati , i nuovi Strampelli , sono ora tra i banchi delle Università , o attendono occasioni dal Paese in cui vivono . Non me la sento di contribuire ad abortirli perchè oggi io e tanti come me siamo occupati in questioni di fisco e tasse .

  45. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Carissimi,
    sono felice che salmone vi tenga svegli e giovani. Mi scuso per l’appuntamento di Domenica 22 che è stato rinviato a domenica 29 sempre con la solita incertezza ossia non si sa se la doppia intervista con Marini e mia va in onda alle 12,30, ma di sicuro va in onda dopo l’una di notte ossia il 30 aprile. Di sicuro cerco di scaricarla e renderla disponibile a tutti in orari più decenti.
    Vi esorto di nuovo a non chiudere il dibattito, ma a proseguirlo con il post che sta per comparire in evidenza sulla nuova sentenza della Corte di Giustizia Europea,
    a presto roberto

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