Interrogazione parlamentare a Catania

23 Mar 2012
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Non lasciatevi ingannare dall’inizio tutto dedito a perorare la causa della ricerca e la competizione delle Regioni per i fondi Europei. La polpetta avvelenata arriva alla fine quando si parla di mangimi nell’ambito della ricerca. Un tecnico forse ci riuscirà a spiegare perché li possiamo importare ma è pericoloso coltivarli e come fanno a danneggiare il Made in Italy se già ne fanno parte: gli OGM questi sconosciuti.

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6 commenti al post: “Interrogazione parlamentare a Catania”

  1. Marco PastiNo Gravatar scrive:

    A me non sembra una polpetta avvelenata chiedere che vengano monitorate le importazioni OGM. Anzi accertare quanti OGM entrino già ora nelle filiere del made in itali alimentare mi sembra una via per uscire dall’ipocrita affermazione che l’OGM è incompatibile con il buon nome del made in italy.Un po’ come lo è stato il regolamento sull’etichettatura.

  2. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Concordo con Marco Pasti.

    Se ho ben capito il testo (un po’ confusionario) mi pare che alla fine si chieda di fare chiarezza sul fenomeno “import OGM” vs. impossibilità a coltivarli in casa nostra che é sconosciuto ai non addetti ai lavori.
    Il mio Salame di Varzi é prodotto con suini alimentati OGM al pari dei prosciutti DOP italiani, del Culatello di Zibello, dello Zampone e del Cotechino di Modena, della Mortadella di Bologna come anche tutti i derivati del latte vaccino, i vari Grana Padano e Parmigiano Reggiano etc…, ma nessuno (o pochissimi) lo sanno.
    Spiegare queste cose, diffonderne la cultura e “interrogarsi” anche al Parlamento dove risiedono i più ignoranti (nel senso letterale della locuzione e senza alcun intento dispregiativo) su questo tema mi pare cosa buona e giusta.
    Che poi qualcuno voglia ascoltare é altro discorso…

    Franco

  3. PieroNo Gravatar scrive:

    la faccenda è al limite del paradossale
    se, come sostengono coldiretti & Co, la maggior parte degli italiani non vuole gli ogm, le nostre produzioni di punta come quelle indicate da Franco, subiranno un crollo nei consumi.
    dovremo rifarci con le esportazioni verso quei paesi che magari, guarda caso, sono fra i maggiori produttori di ogm.
    sempre che non applichino convintamente la politica del km zero!!

  4. ZenoNo Gravatar scrive:

    Temo che il paradosso dell’importazione ogm per mangime vs divieto di coltivarli
    verra’ risolto dai politici semplicemente vietando anche l’uso come mangime.

    In Austria, da dove scrivo, questo divieto non c’e', ma parecchi produttori lo hanno scelto volontariamente.
    Io che da quindici anni non compro alcun prodotto bio o ostentatamente ogm-free, ho ormai difficolta’ a trovare
    uova senza il marchio “gen-frei” (senza-geni?). Per quando riguarda il latte, ormai s’e’ creato un cartello: tutte le marche sono
    diventate gen-frei, nonche’ piu’ care, e per trovare latte normale bisogna comprarlo in Germania o Italia.

    Quindi una produzione ogm-free imposta per decreto sembra possibile, in cambio di un aumento dei prezzi.
    I politici decidono e i cittadini accettano in silenzio, per cui subirebbero anche questo.
    Se qualcuno si lamentera’ si incolpera’ degli aumenti qualcun altro: l’euro, la Cina, la Grecia, gli speculatori, le multinazionali, gli ogm.

    Per piacere, cercate di convincermi che non potrebbe andare cosi’…

  5. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Km zero: sarebbe ora di far capire al mondo dei Consumatori ( e li metto volutamente in maiuscolo perchè sono i miei clienti) che con il Km zero arriveranno alla fame.
    O meglio, che arriverà alla fame che non ha i mezzi economici per potersi permettere una bistecca con l’insalatina a 80 Euro al Kg… (una per l’altra, carne e insalata non fa molta differenza)
    Più buone? Può essere, ma ho dei seri dubbi.
    Più sane? Non ci credo assolutamente. Me lo dimostrino!

    Franco

  6. franco nulliNo Gravatar scrive:

    @Zeno

    Ciao, non cerco di convincerti, ma ti porto un tassello di speranza!
    Non é possibile quanto ipotizzi: siamo importatori netti di cereali e protoleaginose, alla base dell’alimentazione delle nostre filiere animali.
    Impedire l’uso di mangimi derivanti da m.p. d’importazione (e quindi per definizione OGM) significherebbe trovarsi senza latte e senza carni.
    Quindi una speranza di “sopravvivenza” la abbiamo.

    Franco

    P.S. Da anni in casa mia non entrano prodotti che si definiscano “eco” “free” “bio” etc.
    Diventa sempre più difficile approvigionarsi persino nel campo dell’abbigliamento!
    Ho trovato anni fa una bellissima giaccavento per il mio, allora, bambino oggi 23enne. Alla cassa ho letto che era “eco” qualcosa e la ho riportata sullo scaffale con mia moglie inviperita!
    Oggi mia moglie é la prima a controllare che i prodotti nel carrello non siano “qualcosa free” o “eco” o similballe…

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Nella categoria: News, OGM & Politica

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