Il Made in Italy importato

06 Lug 2010
Post2PDF Versione PDF

L’ultimo rito collettivo officiato da Coldiretti serviva a mostrare lo stato di avanzamento della mutazione genetica che sta portando l’ex-sindacoto agricolo a diventare una agenzia finanziaria per il trading di derrate agricole. Ben 18 consorzi agrari e 4 societa’ di Legacoop faranno trading di cereali (loro li chiamano cosi’ perché sono già diventati degli speculatori finanziari, in realta’ si tratta di 2 cerali frumento duro e tenero, una leguminosa, soia in gran parte OGM, ed una oleaginosa, girasole). Consorzi Coop

Le statistiche dicono che importiamo il 70% del grano tenero, il 56% del grano duro ed oltre il 90% della soia. Ma il titolo dell’evento di Coldiretti era: Una filiera tutta italiana.A ribadire il concetto, una IGP, Indicazione Geografica Protetta, come la bresaola e’ tutta carne d’importazione. Bresaola della Valtellina DOP

Naturalmente un Ministro come Galan che capisce e non accetta questi trucchi non e’ gradito al sistema e continuano le pressioni per espellerlo dal dicastero dell’Agricoltura e lasciare mano libera alle speculazioni finanziarie internazionali.

2 commenti al post: “Il Made in Italy importato”

  1. bacillusNo Gravatar scrive:

    …il mio schifo è totale.

  2. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    @ Bacillus
    ti schifi? Dove credi che siano prodotte tutte le coscie con cui si fanno i prosciutti con marchio italiano? Un parmigiano reggiano alimentato con mais e soia argentina (oltre a fine italiano, almeno quello!)per giunta contenente OGM come lo chiami tu Made in Italy?
    Guarda sul Post di testata e leggi quello che scrive Petrini su Repubblica ti schiferai di più per la sua faccia tosta.

Lascia un tuo commento

Per allegare una vostra immagine a fianco ai commenti registrarsi al sito Gravatar. Quando inserite la mail in fase di commento, bisogna usare la stessa mail che avete usato per registravi al Gravatar

Nella categoria: News, OGM & Agricoltura italiana, OGM & Economia

Le rubriche di Salmone

Luca Simonetti

Slow Food. Cattivo, sporco e sbagliato

Petrini aggiorna il suo manifesto, “Buono, pulito e giusto”. Qualche…