SIGA. L’Italia regolamenti la sperimentazione in campo delle piante gm

15 Giu 2012
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La SIGA denuncia: “l’italia regolamenti la sperimentazione in campo delle piante gm, non si perda altro tempo!”

La Società Italiana di Genetica Agraria (SIGA), Società scientifica senza fini di lucro che raccoglie oltre 350 tra esperti e ricercatori che operano principalmente negli Enti di Ricerca Pubblici, esprime la propria profonda costernazione per la distruzione di piante geneticamente modificate (GM) allevate in un campo sperimentale dell’Università della Tuscia, vanificando così una importante ricerca condotta da oltre un decennio dal prof. Eddo Rugini della stessa Università. La SIGA sottolinea che politici provenienti da vari partiti si dichiarano a favore della ricerca, mentre di fatto questa è impedita ai ricercatori del nostro Paese dall’assenza, più volte denunciata in vari ambiti, di un riferimento applicativo di leggi sia italiane sia europee che disciplinino la sperimentazione in campo. Questa assenza sta provocando danni enormi non solo alla ricerca del nostro Paese, che rischia di non essere competitiva con quella di altre Nazioni ben più lungimiranti, ma anche allo sviluppo di un’industria biotecnologica che veda le piante al centro non solo di produzioni agrarie ma anche di farmaci, nuovi materiali, nuovi biocarburanti, etc. Mentre a Viterbo le piante bruciano per l’azione di erbicidi cancellando così il prodotto di una ricerca finanziata con fondi pubblici, in questi stessi giorni negli USA la Food and Drug Administration ha dato parere favorevole all’uso di un farmaco prodotto in carota geneticamente modificata, che salverà migliaia di persone da una malattia rara.

La SIGA chiede di nuovo e con forza che il governo del Paese vari in tempi rapidi una legge che permetta la sperimentazione in campo delle piante geneticamente modificate, secondo quanto già in essere in altri Paesi della stessa Unione Europea, al fine di valutare i prodotti caso per caso senza rifiutare a priori una tecnologia ingiustamente condannata senza alcuna base scientifica ma esclusivamente attraverso campagne denigratorie e spesso culturalmente scorrette. Possiamo, come singole persone, essere d’accordo o meno sull’uso di piante GM, ma dobbiamo tutti salvaguardare la ricerca al fine di giungere a scelte condivise in base a fatti e non parole: la SIGA, attraverso i ricercatori aderenti che impiegano questa tecnologia, è un punto di riferimento in quanto rappresentante gli studiosi di tutti gli Enti di Ricerca pubblici. Questa richiesta è stata in questi giorni avanzata dalla SIGA al Ministro dell’Ambiente, Corrado Clini ed al Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Mario Catania, assieme ai Presidenti delle Commissioni del Senato e della Camera della Repubblica italiana referenti per questa problematica ed attendiamo risposte chiare e concrete su questo versante.

Il Presidente - Prof. Antonio Blanco

6 commenti al post: “SIGA. L’Italia regolamenti la sperimentazione in campo delle piante gm”

  1. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Il Prof. Blanco non si rende conto che la SIGA è nulla rispetto a GenEticaMente, prima di tutto la SIGA non ha fini di lucro, mentre GenEticaMente li ha, eccome!!!! In secondo luogo un faro della genetica non è certo il mio amico Prof. Francesco Salamini, ma Capanna (uomo da Premio Lenin).

  2. franco nulliNo Gravatar scrive:

    ….omissis

    Odio ripetermi!

    Franco

  3. deborah piovanNo Gravatar scrive:

    Attenzione, non cadiamo in facili trappole. Frasi come quella scritta dal prof. Blanco: ‘possiamo come singole persone essere d’accordo o meno sull’uso di piante GM’, sono pericolose e discutibili concessioni a una linea di pensiero fintamente garantista.
    Credo di capire lo spirito in cui il professore l’ha scritta, o se l’è lasciata scappare, ma in questa battaglia per la verità e l’onestà intellettuale dobbiamo stare sempre all’erta e non concedere un singolo centimetro di terreno; in ogni dibattito, in ogni risposta, in ogni dichiarazione.
    Non è accettabile avere delle ‘opinioni’ sulle verità scientifiche, solo un numero più o meno alto di fatti e di prove.

  4. bacillusNo Gravatar scrive:

    Uh! Sottoscrivo Deborah. Ha pienamente ragione. Occhio a non lasciarsi andare troppo al senso comune.

  5. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Molto apprezzabile il commento di Deborah Piovan.
    La “guerra degli OGM” viene praticamente combattuta a suon di opinioni, di posizioni ideologiche, di sentimenti comuni, di luoghi comuni mentre bisognerebbe riportare la discussione ad un livello squisitamente scientifico mettendo al bando le opinioni di persone comuni e non supportate da dati comprovati.
    L’unico criterio di giudizio oggettivo accettabile é quello scientifico.
    Grazie Deborah per averci riportato alla realtà.

    Franco

  6. giulioNo Gravatar scrive:

    La forza delle opinioni.
    Nel mondo ci sono centinaia di centrali nucleari.
    Ci sono stati alcuni incidenti, quasi tutti provocati dall’uomo. Quasi tutti dovuti a scelte economiche o ideologiche. Pare che anche l’incidente di Fukushima sia dovuto a cause umane e non direttamente ai danni del terremoto, e che terremoto!.
    Ci sono state poche gravi contaminazioni che secondo studi di organismi indipendenti (organizzazioni legate all’ONU) i morti diretti o indiretti siano, in totale, qualche centinaio. Così pure le malformazioni genetiche nell’uomo.
    NESSUNO VUOLE LE CENTRALI NUCLEARI.
    Le centrali idroelettriche hanno provocato in due soli incidenti migliaia di morti in Italia e diverse centinaia in Francia.
    Non è impossibile parlare di centrali idroelettriche. Se poi sono piccole e poco redditizie ancor meglio.
    La forza del quarto potere…

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