La coperta e’ corta, ma Paesi sviluppati la tirano meglio

10 Nov 2009
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L’agricoltura italiana e’ in crisi per i prezzi bassi di alcuni cereali  (leggi roma-trattori e rivolta) tanto che abbiamo perso centinaia di migliaia di ettari coltivati a cereali. Inoltre la diabrotica ha fatto enormi danni ed ha fatto usare fiumi di pesticidi e l’anno prossimo andra’ peggio (leggi diabroticabs_cr) Ma gli stessi prezzi più bassi del 2008 sono troppo alti per le popolazioni africane.
Solo in condizioni di crisi gravissima le agricolture dei Paesi sviluppati hanno un vero vantaggio a coltivare, se i prezzi calano o salgono le produzioni noi andiamo in crisi. Solo che quando noi ridiamo altri non mangiano: forse dovremmo davvero aiutare le loro produzioni agricole nazionali, senza elemosine e senza ideologismi.

FAME MONDO: FAO, PREZZI CIBO TROPPO ALTI; E’ CRISI IN 31 PAESI
(AGI) - Roma, 10 nov. - Nei paesi poveri, importatori netti di cibo, i prezzi degli alimenti continuano a rimanere sostenuti, nonostante la buona produzione cerealicola registrata nel 2009. Lo rivela la Fao nel suo ultimo rapporto ‘Crop Prospects and Food Situation’ (’Prospettive dei raccolti e situazione alimentare’) che sottolinea come 31 nazioni oggi necessitino di aiuti d’emergenza. La situazione e’ particolarmente grave in Africa orientale dove a causa della siccita’ e dei conflitti in corso circa 20 milioni di persone hanno bisogno di aiuti alimentari, ha denunciato la Fao. Nonostante i prezzi alimentari a livello internazionale siano calati in modo significativo rispetto ai picchi raggiunti un paio d’anni fa, i prezzi del grano e del mais in ottobre sono saliti e quelli del riso di esportazione rimangono piu’ alti dei livelli ante crisi. “Per le popolazioni piu’ povere, il cui bilancio familiare viene speso sino all’80 per cento per il cibo, la crisi dei prezzi alimentari non e’ ancora finita”, ha dichiarato Hafez Ghanem, vicedirettore generale della Fao, “oggi per combattere fame e poverta’ la priorita’ a livello mondiale e’ incrementare gli investimenti nel settore agricolo dei Paesi in via di sviluppo”. Il rapporto esce quando mancano pochi giorni al Vertice mondiale convocato dalla fao dal 16 al 18 novembre allo scopo di raggiungere un ampio consenso per l’immediata riduzione della fame con l’obiettivo di promuovere gli investimenti pubblici e privati nello sviluppo agricolo dei Paesi poveri. In particolare, il documento spiega che in Africa occidentale la produzione cerealicola nel 2009 calera’ rispetto ai buoni raccolti dello scorso anno. Le piogge scarse, inferiori alle medie stagionali, hanno reso necessario in molte zone della regione ripiantare le colture e hanno causato la perdita del bestiame in Mali, Ciad e Niger. I prezzi dei cereali nella regione sono ancora ben al di sopra i livelli di due anni fa prima della crisi dei prezzi alimentari. Ad esempio, si legge nel rapporto, il prezzo del miglio sul mercato di Bamako, la capitale del Mali, di Ouagadougou in Burkina Faso e di Niamey in Niger e’ aumentato rispettivamente del 35, del 42 e del 21 per cento rispetto allo stesso periodo del 2007. Il prezzo del riso importato e’ incrementato tra il 22 e il 46 per cento. La Fao mette inoltre in guardia che il previsto calo della produzione cerealicola della Nigeria potrebbe portare a nuovi rialzi dei prezzi in tutta l’Africa occidentale.
In Africa orientale la situazione desta grande preoccupazione a causa delle scarse precipitazioni che in molte aree hanno distrutto raccolti e pascoli, dell’incremento dei conflitti, dell’interruzione degli scambi commerciali e della permanenza di prezzi alimentari sostenuti. La Fao prevede, ad esempio, che in Kenya la produzione di mais sara’ inferiore del 30 per cento rispetto allo scorso anno. Si stima che circa 3,8 milioni di keniani soffrano di insicurezza alimentare elevata o estrema, per lo piu’ nelle aree agricole e pastorali marginali. In Etiopia il numero delle persone che necessitano di soccorsi umanitari e’ passato dai 5,3 milioni del maggio scorso a 6, 2 in ottobre, mentre in Uganda circa 1,1 milioni di persone hanno bisogno di assistenza alimentare. Nel Sudan meridionale e in Darfur, invece, il proseguire della guerra civile sta facendo peggiorare la gia’ grave situazione alimentare della popolazione: si stima che siano circa 5,9 milioni le persone che per sopravvivere dipendono dagli aiuti alimentari d’emergenza. In Africa australe -si legge ancora sul rapporto- nonostante la buona produzione cerealicola del 2009, persistono prezzi alimentari elevati in diversi paesi, con gravi conseguenze sulla sicurezza alimentare della popolazione. In Nord Africa la produzione complessiva di grano si preveda raggiungera’ il nuovo record di 21,5 milioni di tonnellate, rispetto ai 14,3 milioni di tonnellate del 2008, quando la produzione era stata compromessa a causa della siccita’. In Asia, le prospettive della produzione di riso nel 2009 si sono deteriorate da luglio a seguito delle irregolari piogge monsoniche in India, uno dei principali paesi produttori, e dei disastri naturali in alcuni altri paesi, come il Giappone, la Repubblica della Corea del Nord, la Repubblica democratica popolare del Laos e lo Sri Lanka. (AGI)

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