La differenza tra fatti e pubblicità

25 Nov 2015
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cappellini-piovan-guidorzi Alberto Guidorzi ci mette in fila i dati per aiutare chi coltiva mais e soia a capire perché la condizione attuale e futura non convengono ai nostri agricoltori.

Nella foto Vincenzo Cappellini, Deborah Piovan e Alberto Guidorzi.

Leggi “I frequenti “cherry picking” degli anti OGM

26 commenti al post: “La differenza tra fatti e pubblicità”

  1. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Braco come al solito Alberto!
    Io non riesco mai ad essere presente a questi importanti eventi, ma sono sempre presente in spirito!
    E condivido e appoggio tutte la tesi da voi (noi) sostenute.
    Grazie a voi che siete sempre presenti!
    Un grazie particolare anche all’amica Deborah che riesce sempre ad esserci fisicamente pur essendo imprenditrice come me con mille impegni quotidiani…
    Grande Deborah! sai organizzare il tuo tempo meglio di me!

  2. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Ovvio che Braco era Bravo…

  3. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Io sono ad Alessandria martedi’ prossimo primo dicembre…….

  4. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    imprenditrice che vive di PAC …… forse ha ragione giorgio!

  5. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Il latte va a 40.1 centesimi
    http://www.corriere.it/economia/15_novembre_26/latte-raggiunto-l-accordo-filiera-intesa-31-centesimi-litro-piu-08d4aa76-9445-11e5-be1f-3c6d4fd51d99.shtml

  6. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Pecunia non olet!

  7. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Qui invece “PECUNIA OLET” e molto anche:

    http://agronotizie.imagelinenetwork.com/agricoltura-economia-politica/2015/11/25/pac-l-italia-dovra-restituire-quasi-47-milioni-all-ue/46666?utm_campaign=newsletter&utm_medium=mail&utm_source=kANSettimanale&utm_content=2411

  8. franco nulliNo Gravatar scrive:

    OGM, perdonami, ma sei proprio scontato e banale; non voglio essere scurrile e offensivo.
    Conosci Deborah? Sai cosa fa nella vita?
    Son certo che, come tutti noi che ci mettiamo la faccia e i nostri quattrini, si sveglia prima di te al mattino e alla sera quando va a dormire pensa ancora alla sua Azienda e fatica ad addormentarsi.
    Tu dormi sereno PAC o non PAC…
    Smettila per favore!

  9. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Roberto

    Qui dice 36 ct

    http://agronotizie.imagelinenetwork.com/zootecnia/2015/11/26/latte-crsquoe-il-prezzo-36-centesimi-al-litro/46697?utm_campaign=newsletter&utm_medium=mail&utm_source=kANSettimanale&utm_content=2411

  10. MbianchessiNo Gravatar scrive:

    Altri 25 milioni dei contribuenti che se ne vanno nelle tasche degli allevatori quindi anche le mie…… Sarà contento il tuttologo! Anche se stavolta ha poco da recriminare visti gli artefici di una tal boiata! Solo quindici giorni fa i Coldiretti erano in piazza a dire che fare latte costa 50 cent al litro e oggi fanno parte del comintern che ha partorito un prezzo del latte da economia pianificata che tra l’ altro io sto prendendo da dodici mesi ormai senza bisogno di blocchi e manifestazioni.

  11. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Franco te la prendi con me che ti difendo e non hai mai niente da dire a Giorgio. CHe ha dAto dei ladri a tutti quelli cHe prendono la PAC…… compagni di merende?

  12. Deborah PiovanNo Gravatar scrive:

    Franco, grazie!
    Se fossi totalmente libera di fare impresa in un sistema di burocrazia più leggera, nel rispetto di leggi serie fatte da chi le zolle le cammina, non da chi pontifica dall’interno dei suoi uffici e che deve giustificare il proprio stipendio asservendosi a un sistema di controlli mostruoso e autoreferenziale, se fossi messa in condizione di concorrere nel mercato, senza inutili pesi e lacci insensati,… rinuncerei volentieri alla PAC.
    #liberaimpresa
    Twitter: @dPiovan

  13. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    così giorgio, il vostro paladino pro-OGM, sarebbe contento e non scriverebbe certe cose

    ” ……. le mie saranno fantasie libertarie, ma mi dovete spiegare dove sta la moralità di prendere dei soldi dalle tasche di un individuo per darle a voi che oprate nel settore agricolo? All’individuo a cui rubate i soldi non interessa niente della vostra attività e potrebbe comprare gli alimenti in altre parti e magari a minor costo.
    Prima di parlare a vanvera imparate a fare gli imprenditori con i vostri soldi e a vostro rischio. Siete imprenditori ed assumetevene la responsabilità. Se non ce la fate a causa del sistema, prendetevela con il sistema e lasciate i 5 miliardi nelle tasche dei legittimi proprietari!!!

    http://www.salmone.org/petrini-cattaneo-ogm/

    post n. 70 così perdete meno tempo

  14. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    vedi Deborah, non è possibile lavorare in un mercato dove produci ai costi italiani e vendi ai prezzi mondiali ……. e gli OGM non fanno altro che incentivare questa strategia.

    dimenticavo 1 Deborah ….. la PAC la prendo anch’io e non mi sento un ladro.

    dimenticavo 2 Deborah se tu fossi messa in condizione di concorrere nel mercato, senza inutili pesi e lacci insensati chiuderesti bottega il giorno dopo, così come hanno rischiato di fare i nostri risicoltori, così come stanno rischiando di fare i nostri allevatori di vacche da latte.

  15. franco nulliNo Gravatar scrive:

    OGM, ogni tanto dici anche cose giuste. Hai “parzialmente ragione”.
    Dovrei incazzarmi anche con Giorgio che indirettamente mi da del ladro di PAC.
    Rimane il fatto che Giorgio sta combattendo con me una battaglia (lui molto più di me) che condividiamo e a volte gli perdono alcune prese di posizione che non condivido.
    Con Giorgio abbiamo un feeling di base che sorpassa e dimentica queste diatribe. estranee all’argomento di base
    Non ho mai parlato con lui di PAC. Solo di OGM.
    Poi possiamo aprire una discussione anche in questo campo, ma al momento non mi interessa (a meno che interessi a Giorgio…)

  16. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Deborah! sono sincero…
    Alla PAC non rinuncerei tanto volentieri ;-)
    con buona pace di OGM bb!…
    Certo, con meno lacci e laccetti burocratici il nostro lavoro sarebbe molto più semplice .
    Ti pare che io debba fare domanda alla “Città Metropolitana” per tagliare un po’ di piante (una ventina di robinie, non querce secolari!) sulle mie rive che mi cadono in campagna con 60 giorni per il “silenzio assenso.
    Comunque teniamo duro. Prima o poi la curva inverte la sua tendenza e il fronte ricomincia a salire…
    Il mondo deve mangiare! Anche le noci! Ricche di vitamina B!

  17. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    GRAZIE GLOBALIZZAZIONE …….. GRAZIE DEBORAH ……… GRAZIE OGM ……… GLI SMERDATORI DI VACCHE PER CONTO DELLE MULTINAZIONALI RINGRAZIANO

    PADOVA. Sos allevatori del latte. Stando ai dati nazionali, nel 2015 hanno chiuso in Italia circa mille stalle, oltre il 60% delle quali si trovava in montagna, con effetti irreversibili sull’occupazione, sull’economia, sull’ambiente, sull’assetto idrogeologico del territorio (e io pago!) e sulla qualità dei prodotti (e io mangio merda e non latte!). E il numero è destinato a crescere perchè il comparto è in agonia.

    Chiediamo un prezzo equo per il latte italiano, un prezzo giusto per il giusto latte e non per un latte mastitico di vacche che sono diventate macchine da mungere. Non è possibile produrre a 33 centesimi, le aziende sono in agonia e chiudono.

    Gli allevatori non riescono a coprire neanche i costi per dare da mangiare agli animali. Il latte italiano è sottopagato mentre le importazioni dall’estero vengono spacciate come made in Italy per la mancanza di norme trasparenti sull’ etichettatura.

  18. MbianchessiNo Gravatar scrive:

    http://www.clal.it/index.php?section=latte_olanda
    23 cent per latte al 4,4% di grasso……

  19. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Io sarei anche favorevole ad aiutare gli allevatori italiani in modo che possano lavorare e guadagnare, ma fissando un tempo di validità tassativo del periodo di aiuti finanziari e strutturali. Trascorso questo tempo, però, il loro latte lo devono poter vendere a 20 ct (ammesso che quello olandesi costi ancora 23 ct)perchè hanno operato tutte quelle innovazioni che gli olandesi hanno praticato per arrivare vendere oggi a 23 ct. In caso contrario è giusto che subiscano la concorrenza del più produttivo e che chiudano. Indipendentemente dal fatto che vi è stato un periodo, non molto lontano, in cui di aiuti ne sono arrivati a iosa, solo che sono stati tesaurizzati e non investiti.
    Io sono vissuto nel mondo bieticolo-saccarifero per 50 anni e vi assicuro che in questo settore di soldi pubblici ne sono arrivati a bizzeffe. Ebbene li hanno tesaurizzati e non investiti innovando, infatti, puntuale è arrivato il tempo di dover smantellare tutto!

  20. PieroNo Gravatar scrive:

    Roberto, ce la fai a postare la pagina di Repubblica di oggi sulla vite?
    grazie

  21. @franco(l'altro)No Gravatar scrive:

    Sicuro che sia la riduzione dei costi di produzione che fa vendere il latte agli olandesi a 23 cent e non la sovrapproduzione che gli fa prendere solo quelli.. con le mani dietro la schiena ?

    “In Olanda, dove si è fatto ricorso al meccanismo di stoccaggio del latte scremato in polvere e burro messo in pista dalla Commissione europea “il marcato non ha reagito alzando i prezzi - racconta Sieta van Keimpema della Emb olandese - mentre riducendo la produzione nei primi tre mesi del 2015 si è passati da 30 a 35 centesimi al litro, è l’unica cosa che funziona”.

  22. @franco(l'altro)No Gravatar scrive:

    Gli Agricoltori e allevatori che, conducevano direttamente un azienda agricola nei decenni prima del 1992, si ricorderanno che non c’erano né aiuti diretti al reddito ,ne contributi assicurativi contro le avversità atmosferiche quando le compagnie assicuravano la sola grandine .Niente 626 , norme sui nitrati ,il Pan…e la burocrazia di adesso . .I paracadute ( se li ricordo bene tutti ) erano il prezzo di intervento la svalutazione monetaria e la maggior parte dei terreni in affitto, secondo la legge sui patti agrari,con pochissimi accordi in deroga .Il prezzo della soia del girasole erano per metà pagati dalla UE.
    Nonostante questi aiuti,quando la produzione mondiale esplose e i prezzi scesero per diversi anni( primi anni 90) a livello dell’intervento, non eravamo competitivi lo stesso ,bastava una annata grama, dal punto di vista meteorologico o di mercato,per riempirsi di debiti. Per cui quando si passò al sistema degli aiuti al reddito..tirammo un sospiro di sollievo.
    Negli anni successivi però per cercare di incrementare la sup aziendale ed essere competitivi incrementando il divisore dei costi ,siamo riusciti a far diventare questi aiuti al reddito,in maggior parte una rendita per i proprietari terrieri (strapagandogli l’affitto e /o l’acquisto della terra) e per i burocrati che complicano le norme per accedervi. Ora siamo al punto che è più facile eliminare gli aiuti al reddito, che rendite, costo della terra e la burocrazia..Questo con una superficie coltivabile che si è ridotta, in un territorio in cui , salvo alcune realtà privilegiate, la limitata dimensione degli appezzamenti ,che non possono più espandersi, anche per scelte di gestione del territorio(in cui non si è voluto tener conto delle necessita dell’attività agricola) e non solo per ragioni orografiche ,che già ci limitano( a meno di voler buttar giù aree industriali dismesse,spianare le colline,rifare la rete irrigua ,la viabilità etc )non ci consente di essere competitivi con le grandi pianure del est Europa del Canada del Mid west dell’Australia dell’Argentina del Brasile ..con cui ci si vorrebbe far competere e non abbiamo più un industria come negli anni 60 in grado di assorbire il surplus di dediti all’agricoltura che necessiterebbe espellere, per tentare di dare almeno una maggiore superficie aziendale a chi vorrebbe tentare di farcela a rimare, ingrandendo la propria con appezzamenti di ampiezza limitata,che ci possono ancora acquistare o affittare, senza suicidarsi economicamente. Temo che in questa situazione non basterà nemmeno aspettare che data l’età media dei coltivatori Italiani ci pensi la divina falce..tra un dieci quindici anni, a far un po di spazio a meno che gran parte dei ns giovani continuino ad emigrare, che il costo dei noli esploda e che il cambiamento climatico favorisca noi e sfavorisca i paesi esportatori Ci siamo cacciati in un cul de sac..per uscirne temo che a sto punto non basti più nemmeno la miglior programmazione…..servirebbe anche un sac de cul..

  23. MbianchessiNo Gravatar scrive:

    Per ridurre la produzione c’è solo una cosa da fare: macellare un po’ di vacche e nei paesi dell Europa del nord ne dovrebbero ammazzare un po’ tante come stanno già facendo in Nuova Zelanda e come tra non molto inizieranno a fare in Nord America quando il reddito al netto dei costi alimentari sarà sceso sotto la soglia critica. Io per conto mio sto producendo come l’ anno scorso ma con meno vacche alla faccia del tuttologo che invece vorrebbe che facessi la stessa produzione o anche meno con il doppio di vacche da mantenere!

  24. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Franco (l’altro)

    E’ da 30 anni e più che ripeto che un proprietario di terra che fa e vive di un altro lavoro non può coltivare le terra, ma la deve affittare se vuol tirarci fuori qualcosa. Perchè non si può fare il ragioniere se non si iscritti all’albo, mentre la professione degli agricoltori la possono fare cani e porci?

  25. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    ha parlato l’anticomunista, che lascia le persone libere di fare quello che vuole lui!

    Mbian cessi …… te la suoni, te la canti e te la balli da solo …… mai dette le cose che mi attribuisci …… ho sempre parlato di qualità e se per produrre qualità occorre diminuire la quantità, così come per esempio è avvenuto col vino, ben vengano minori produzioni per vacca ……… poi se aumenta il numero di vacche a te cosa interessa? le fai comunque smerdare dagli indiani.

  26. MbianchessiNo Gravatar scrive:

    Come tutti i tuttologi anche questo non capisce proprio un tubo! Vino e latte…. Io ho letto di russi e cinesi che spendono un sacco di soldi per una bottiglia di chateau la qualunque perché fa figo e finisci sui giornali….. Mai sentito nessuno che spende gli stessi soldi per un kg di parmigiano delle vacche rosse!

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