La gestione del consenso

31 Ott 2014
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Che la Cina fosse il primo investitore in Biotech lo sapevamo da tempo. Che avesse fatto finta di chiudere agli Ogm di recente era palesemente un trucco retorico, ma ora ci viene detto che si fanno i sondaggi anche in Cina, che i cinesi sono uguali agli italiani: un terzo pro, un terzo contro ed un terzo che non sa di cosa si parla.
La differenza sta nella gestione delle informazioni. Da loro si fa ma non si dice, mentre da noi si lascia una finta democrazia per fare in modo che l’avversione non sia una avversione politica, ma che sia una avversione popolare: i due diversi modi di manipolare l’opinione pubblica. Solo che a noi non viene data voce per dire che vogliamo etichettare i derivati da Ogm, in quel caso decidono le alte sfere con un approccio al tema molto “cinese”.

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3 commenti al post: “La gestione del consenso”

  1. Franco NulliNo Gravatar scrive:

    Non so cosa dire.
    Non conosco l’autore dell’articolo.
    Non conosco a fondo la Cina.
    dopo tanti non…
    A pelle direi che la dirigenza cinese (e mi pesa molto dirlo malgrado la mia scarsa conoscenza del mondo cinese) sia più lungimirante di quella occidentale (europea in particolare).
    Investire “fondi praticamente illimitati” in ricerca non significa abbracciare a priori la causa OGM, ma farsene una ragione, capirne le potenzialità e i limiti.
    Loro fra un ventennio avranno capito e agiranno di conseguenza. Noi no!
    Loro probabilmente ci daranno da mangiare alle loro condizioni (non certamente a Km zero…)
    E’ già successo con il pomodoro, quando lo coltivavo, il cui semilavorato cinese qualche anno addietro costava meno dei nostri pomodori maturi in campo…
    Meditiamo seriamente!
    Non siamo invulnerabili.

  2. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Quando capiterà si alzerà qualche anima bella che troverà il solo colpevole nelle mondializzazione.

  3. Franco NulliNo Gravatar scrive:

    E’ difficile trovare il colpevole.
    La globalizzazione, volenti o nolenti, é la direzione verso cui, con fatica, stiamo andando.
    Non esiste un colpevole, un artefice, un responsabile.
    Nessuno ha inventato la globalizzazione. Semplicemente c’é…
    E’ la direzione logica del commercio mondiale. E oggi il commercio é mondiale.
    Impensabile che con le informazioni che girano in tempo reale il commercio non si adegui a questi tempi su scala mondiale.
    Che siano necessarie delle norme “rigorose” per regolare le transazioni derivanti sarebbe conseguenza logica.
    Al momento non ci sono. E non é giusto.
    Importiamo banane che hanno ancora forse il DDT sulla pelle (chi le controlla?) o pomodori cinesi che semilavorati costano meno dei nostri in campo, ma con quali controlli anche a livello di tutela dei lavoratori del settore?
    I nostri livelli di controllo li conosco bene avendoli coltivati per alcuni anni e non credo siano paragonabili a quelli cinesi…
    Sono solo esempi e sono disponibile a qualunque osservazione e critica se le mie affermazioni sono errate.
    Certo é che se non si va avanti .. si va indietro.
    Non ricordo chi lo dicesse in latino, ma era “non progredi est regredì” (credo sia di Paolo in una Lettera ai Filippesi, ma non sono certo…)
    E noi stiamo regredendo visto che il mondo va avanti e noi siamo fermi…
    Stiamo pure qui tranquilli :-(
    C’é anche una corrente di pensiero che parla di “decrescita felice”.
    Se vogliamo, in campo alimentare, tornare alla fame come nei secoli passati seguiamolo con decisione…
    Non avremo dubbi di successo!
    Sveglia agricoltori!!!

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Nella categoria: News, OGM & Politica

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