La Ricerca Pubblica calpestata, ma indomita [Aggiornato il 15 Marzo]

15 Mar 2016
Post2PDF Versione PDF

100359347-5402a374-5ec7-4a77-90f1-bd0af612f63d-1Due eventi quasi in contemporanea, un unico filo conduttore. Oggi, 25 febbraio dalla prima pagina di Repubblica la Prof. Cattaneo attacca l’idea del post Expo affidato ad un organismo privato (IIT) che gia’ sta accumulando un tesoretto da 430 milioni di euro, incapace come e’ di spendere i fondi faraonici che gli arrivano da 10 anni. Un organismo tra l’altro che ha esperienza di robotica, non di biomedicina. Il tutto in un quadro dove si continuano a fare tagli alla ricerca ed alla Divulgazione.

Domenica 28, inoltre, la puntata di Presa Diretta si occupa di Ogm e gia’ dal trailer si vede che saranno intervistati ricercatori del campo come il Prof. Bruno Mezzetti: forse parole diverse da quelle a cui siamo stati costretti per anni con gli approcci ideologici preconfezionati di Report.
Chi desidera puo’ commentare in diretta la puntata lasciando qui i suoi commenti.

https://www.facebook.com/PresaDiretta.Rai/videos/vb.103897510522/10156633389705523/?type=3&theater

http://www.presadiretta.rai.it/…/Page-053c03ed-0ef6-4b0c-9e…

https://twitter.com/Presa_Diretta

Basta leggere i documenti e spesso si trova che sono citati a casaccio
Leggi “Interventi e Repliche” su Il Corriere della Sera qui e qui

101 commenti al post: “La Ricerca Pubblica calpestata, ma indomita [Aggiornato il 15 Marzo]”

  1. Roberto DefezNo Gravatar scrive:

    Per favore colegatevi al sito di Presa Diretta (https://www.facebook.com/PresaDiretta.Rai/videos/vb.103897510522/10156633389705523/?type=3&theater ) e chi puo’ manche al link di twitter.

    Domenica sera si deve essere capaci di rispondere rapidamente alla migliaia di domande che arriveranno. Non pensate di arrivare stanchi e seguire la trasmissione in poltrona a dormicchiare. Serve che decine di noi rispondano alle affermazioni del pubblico con competenza, velocita’ e precisione. Evitiamo litigi perditempo.

    Cercate di diffondere ai giovani e chiedetegli di lavorare ognuno dal suo account

  2. Roberto DefezNo Gravatar scrive:

    Cominciate a lasciare commenti sul sito. Ho appena lasciato 4 tweet

  3. Roberto MattioliNo Gravatar scrive:

    Grazie Roberto….a disposizione ;-)

  4. Loris GroppoNo Gravatar scrive:

    Però, maledizione, è un errore clamoroso enfatizzare lo status di IIT come ente di diritto privato fino a farlo diventare un ente privato. IIT è PUBBLICO, è nato pubblico, è rimasto pubblico, ed è ancora pubblico.
    La contestazione è sacrosanta (ho ascoltato ieri Gilberto Corbellini su Radio24 e non si può non confermare l’opposizione alla sciagurata decisione governativa),
    ma l’espediente di mettere pubblico contro privato per esacerbare gli animi risulta inaccettabile dal punto di vista etico, oltre che debolissimo dal punto di vista sostanziale.
    Un piccolo esame di coscienza ve lo potete permettere?

  5. PieroNo Gravatar scrive:

    stamattina sono andato sul sito rai.it per vedere se il programma era veramente andato in onda o se avevo sognato… :-)))

  6. Roberto DefezNo Gravatar scrive:

    Piero, hai trovato il podcast? perche’ non ce lo metti a disposizione per tutti?

  7. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Eccolo
    http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-dfe6b357-217e-4a1a-82b2-3476a7a58623.html

  8. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Finalmente una bella pagina della storia…

  9. VitangeloNo Gravatar scrive:

    Ma hanno subito attaccato anche oggi sul Corriere con il glifosato! Quanti anni aspetteremo per avere un’altra trasmissione che smentisca le inesattezze sul “più ecologico” (ammesso che si possa dire per un erbicida!) degli erbicidi! Così dopo aver sostituito il bromuro di metile (per sanare il buco dell’ozono)con schifezze che avevamo già abbandonato da decenni ora potrebbe toccarci di riutilizzare erbicidi di cui nessuno ne sente il bisogno!

  10. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Ecco perchè propongo che venga tolto il diploma di “perito agrario” al Ministro Martina.

    Un tecnico agricolo, anche se il ministro probabilmente non l’ha mai fatto, ma durante i cinque anni di scuola deve aver frequentato i corsi pratici di “esercitazioni agrarie”, non può non conoscere l’influenza dell’ambiente e del suo variare sull’estrinsecazione differente del patrimonio genetico di un individuo (compreso l’uomo). I floricoltori sanno bene un pigmento del fiore di una pianta ha una base genetica, ma nel contempo essa può esprimersi con colorazioni diverse in funzione dell’acidità del terreno su cui vive.

    Nel miglioramento genetico classico che si fa sulle piante coltivate al fine di produrre sementi migliorate si parte da un incrocio. Il genetista nota ad esempio che una pianta di frumento ha certe buone caratteristiche, ma manca di altre ed allora cerca un’altra pianta che le abbia e le incrocia con la prima nella “speranza” (è solo speranza ma non certezza perchè noi purtroppo siamo molto indietro per conoscere tutti i meccanismi biologici delle piante e non possiamo guidare nulla, solo adesso riusciamo ad apportare qualche infinitesima modifica mirata) che i caratteri buoni dell’una si riuniscano assieme agli altri nella pianta figlia (che chiameremo generazione F1). Riproduco la F1 ed ottengo il seme che sarà di generazione F2. Da qui in poi inizio ad osservare quali caratteri si sono riuniti e scarto tutte le piante che con non sono conformi all’obiettivo. Raccolgo il seme dalla piante restanti e ne risemino una parte l’anno dopo. Ecco per darvi un’idea di una una stazione di selezione e miglioramento genetico dove si fa questo lavoro vi dico che voi nel mese di maggio giugno vedreste campi e campi così fatti:

    https://www.google.it/search?q=florimond+Desprez&espv=2&biw=1280&bih=933&site=webhp&source=lnms&tbm=isch&sa=X&sqi=2&ved=0ahUKEwjn3fLglJ3LAhWCTBQKHWOfAtoQ_AUIBigB&dpr=1#imgrc=L0FjHtSTA42aQM%3A

    e questi sono i campi che io ho percorso in lungo ed in largo per 40 anni nel Nord della Francia ad annotare le caratteristiche di ogni parcellina.

    Evidentemente a me interessava vedere se vi era qualcosa che potesse essere trasferito in Italia in quanto avrei speso dei soldi per provare e sperimentare e quindi volevo fare una cernita preliminare. Perchè questo? Semplice le parcelline della foto che avete osservato sono coltivate nel Nord della Francia (laddove passa tutti gli anni la parte finale della corsa ciclistica Parigi-Roubaix)ma io volevo venderle agli agricoltori della pianura padana che è a 1400 km più a sud-est ed in clima mediterraneo e non in clima oceanico.

    Cioè fin da ragazzino, quando andavo in campagna con mio padre, avevo capito che nelle piante coltivate spessissimo il bello ed il buono di un ambiente non erano lo stesso bello e buono di un’altro ambiente. Ecco il Ministro Martina dimostra di non avere ancora capito questa evidenza quando dice che bisogna stare chiusi in laboratorio e quindi è un emerito asino in fatto di conoscenze agronomiche.

    E’ certo che in laboratorio posso modificare o immettere un gene nuovo in un genoma di una pianta, solo che si tratta dell’influenza di un gene contro l’influenza di 20-30 mila geni qual’è il genoma di una pianta coltivata. Ora quella pianta ha un gene nuovo ben conosciuto perchè l’ho scelto io, ma ha un assemblaggio genomico di 20-30 mila geni totalmente sconosciuto per effetto dell’incrocio.

    E’ vero a me interessa, ma relativamente, valutare il gene che ho trasferito, quello lo conosco già cosa fa, a me, se voglio ottenere un seme vendibile a tanti agricoltori, serve valutare il nuovo assemblaggio genetico messo insieme in funzione di tanti ambienti di coltivazione diversi. Questo in laboratorio non lo posso fare, qui valuto il la sola trasformazione OGM ma fino ad un certo punto.

    MARTINA STUDIA CHE SEI UN ASINO E QUINDI SE PARLI AGIUNGI ASINERIE AD ASINERIE.

  11. TC1507No Gravatar scrive:

    Oggi leggendo i commenti sulla pagina Facebook di presadiretta ho trovato molti delusi, scrivono che non guarderanno più il programma, che è stata una pessima puntata, perché si sono convertiti al business ecc. Altri scrivono che la soluzione è convertire tutta l’agricoltura mondiale in biologica, che le piante hanno difese naturali più che sufficienti da rendere diserbanti e fitofarmaci inutili, che la natura è buona e non si discute e chi coltiva o vorrebbe coltivare Ogm pensa solo al profitto ma chi produce con metodo biologico lo fa per amor di natura, che il problema degli Ogm è che non si possono ripiantare i semi ma bisogna comprarli.
    Ad alcuni ho risposto che con queste idee si aumenterebbero le disuguaglianze, altro che nutrire il pianeta; nutrire i ricchi del pianeta.
    Dopo anni di (dis)informazione di massa a senso unico l’aver sentito tre verità consecutive deve essere stata un’esperienza nuova anche per loro.

  12. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Abbi fede TC1507
    Galileo ha rischiato di finire come un Doner Kebap prima di avere riconosciuta la sua ragione…
    Non demordiamo!

  13. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    TC 1507

    E’ solo gente ideologizzata che non sa niente di agricoltura e vuole sparare pareri da incompetenti. Ho dato loro qualche risposta ma è come dare la “biada all’asino” Lo conosci il detto?

  14. Roberto DefezNo Gravatar scrive:

    Oggi sul Foglio

    http://www.ilfoglio.it/scienza/2016/03/01/ogm-presa-diretta-rai-non-bene-ma-la-politica-preferisce-il-cornoletame___1-v-138855-rubriche_c118.htm

  15. francescoNo Gravatar scrive:

    Il Gambero Rosso!
    http://www.gamberorosso.it/it/food/1024054-l-italia-e-gli-ogm-una-follia-ideologica-abbiamo-parlato-con-chi-lo-dice-da-10-anni

  16. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Francesco

    Copiamo Galileo: “eppur si muove”

  17. DiegoNo Gravatar scrive:

    Il ministro è rimasto sulle sue posizioni di vietare la ricerca in campo aperto, ma quando era sottosegretario non fece delle dichiarazioni più possibiliste? Mi sembra di ricordare qualcosa in merito.

  18. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Diego

    diventando ministro ha perso il cervello perche negare le prove in campo significa non sapere cosa sia una pianta coltivata.

    Una varietà nuova di pianta coltivata è OGM per un solo gene o al massimo due o tre, ma assieme a questi nella pianta ve ne sono altri 20-30 mila di geni (o meglio di alleli) assemblati in modo nuovo e che avranno una estrinsecazione diversa in funzione dell’ambiente esterno di coltivazione. Un agricoltore che acquista un seme vuole che dia prima di tutto un raccolto redditizio e non che resista solo ad esempio ad un diserbo. Quindi si deve valutare l’assemblaggio genetico totale della varietà e non solo la resistenza (questa la si conosce già che funziona altrimenti non avrebbero messo il gene nuovo nella pianta).

    Ecco abbiamo un ministro che non sa che una pianta coltivata darà un prodotto vivendo a cielo aperto e non in un laboratorio confinato. Ma si può essere più trogloditi in scienze agronomiche ?

  19. GiovanniNo Gravatar scrive:

    Buonasera a tutti.
    Mi permetto di segnalare questo sito in cui si fa una ridicola critica al servizio di Presa Diretta (tra le tante sparate:”L’uso dei vettori per inserire i geni dall’organismo donatore a quello ricevente è una delle ragioni per cui il processo dell’ingegneria genetica è intrinsecamente pericoloso”)
    Se qualcuno avesse voglia e tempo di rispondere all’autore, ecco il link:
    http://www.decrescita.com/news/lo-spot-in-diretta/

  20. franco nulliNo Gravatar scrive:

    @Giovanni

    Un invito a nozze il tuo.
    Lasciaci il tempo di leggere attentamente e cerchiamo di raddrizzare i cerchi della botte…
    Grazie

  21. Roberto MattioliNo Gravatar scrive:

    Ciao Giovanni…grazie della segnalazione. Forse penseranno che per vettore si intenda una navicella spaziale?

    Domani cerco di trovare del tempo per rispondere…grazie

  22. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Giovanni

    ad un baro, perchè scrivere quelle cose è barare, rispondo solo con due commenti.

    1° Uno è riassunto da un fumetto francese che dimostra come sia completamente falso il dire che gli USA con gli OGM producono meno che in Europa . In realtà gli USA hanno sempre unitariamente prodotto meno che in Europa ma per la semplice ragione che la loro è una agricotura più estensiva di quella che si pratica in Europa. Questo capitava prima dell’avvento delle varietà di sementi OGM cioè prima del 1996, mentre se prendiamo in considerazione solo questo periodo gli USA producono di più che non l’Europa. Questo ha una spiegazione molto logica e non c’entra nulla con gli OGM (tra l’altro quelli fino ad ora messi a punto non sono fatti per aumentare la produzione, ma per rendere più facile coltivare). Le ditte sementiere americane (ora una è divenuta cinese) che producono mais e soia, cioè le due coltivazioni che annoverano varietà OGM e non-OGM, hanno il monopolio della fornitura delle sementi sia in USA che in Europa; sono sempre le stesse.
    E’ evidente che a queste interessa vendere le varietà OGM e per invogliare i coltivatori ad usarle usano due tattiche insieme: Facilitano il lavoro di coltivazione nei diserbi e protezione con i tratti OGM ed inoltre immettono il tratto OGM modificato in varietà molto selezionate e più produttive. Quindi chi accetta di seminare varietà OGM gode dei due vantaggi: quello della maggior produttività intrinseca e quello derivante dal tratto OGM. A chi invece,come noi Europei, non vuole gli OGM ci rifilano le varietà precedenti che sono meno migliorate, Pertanto non godiamo di nessuno dei due vantaggi.

    Ecco il lavoro che l’autore dell’articolo ha citato con la nota n° 3 è un imbroglio vero e proprio in quanto l’indagine l’hanno fatta partire dal 1961 e quindi vi hanno messo dentro anche tutti gli anni in cui gli USA producevano meno, cioè hanno diluito i dati per validare una tesi non vera.

    https://www.youtube.com/watch?v=6n1wnqfOgY0

    2° il ritornello dei semi sterili e dell’invasione di infestanti ritorna sempre ed ormai in cuor loro sanno che è una balla: I semi sterili non sono mai esistiti. Esiste solo che il seme ibrido va rinnovato ogni anno da sempre e guarda caso si lamentano della cosa i giornalisti che non sono mai andati in un campo, mentre sono ben contenti di comprarli ogni anno proprio gli agricoltori che sono quelli che li pagano. Cioè vogliono difendere una categoria di persone che non vuol essere difesa da ignoranti di agricoltura
    La questione delle erbe infestanti resistenti è sempre esistita, anche quando si usava la zappa, ed è solo il frutto di un agire tecnicamente sbagliato. Rotazione delle coltivazione o rotazione dei principi attivi diserbanti risolvono alla radice i problemi.

  23. franco nulliNo Gravatar scrive:

    @Giovanni

    “discussione può prescindere da ciò. Incentrare tutta la questione solo sul demolire bufale e luoghi comuni (la fragola con la lisca di pesce, la sterilità intrinseca delle sementi, l’ampio ricorso per l’alimentazione animale) non è un’operazione scientifica ma, senza alcun ulteriore approfonfimento, solo uno spot pubblicitario per condizionare l’opinione pubblica.”

    Condizionamento dell’opinione pubblica è stata la ventennale campagna denigratoria del progresso in campo biotecnologico.

    “Trasmettere, dopo il servizio a favore degli OGM, un altro riguardante i pesanti effetti sulla Bolivia del global warming – di cui l’agro-industria è uno dei principali responsabili”

    Mi piacerebbe capire in base a quali argomentazioni l’Agroindustria sarebbe uno fra i principali responsabili del global warming. Altrettanto “non scientificamente” io affermo che il global warming è causato con grande probabilità da cause naturali e non di origine antropica.

    “È dall’inizio degli anni Novanta, se non prima, che i colossi del business agro-industriale hanno constatato il graduale ma inesorabile esaurirsi della spinta propulsiva della rivoluzione verde, con le rese per ettaro soggette a rendimenti decrescenti e sempre meno capaci di fronteggiare l’aumento demografico.”

    Le mie personali produzioni specifiche di mais, pur in assenza di OGM, sono passate da una media di 9,5 a 10,5 Ton/Ha in questo lasso di tempo.

    “In questa sede eviteremo l’annoso dibattito sulla salubrità degli OGM, non senza precisare che un’incertezza di fondo degli effetti sul metabolismo umano e animale è inevitabile.”

    Non vedo per quale ragione evitarlo, se non perché non esistono ed oggi evidenze scientifiche che mettano in dubbio la certezza della mancanza degli effetti citati (a meno di studi dichiaratamente falsi o artatamente falsificati).

    “Per aggirare tali ostacoli, quindi, gli scienziati prima aggiungono i geni estranei ai virus, o ad elementi simili ai virus che sono comunemente usati dai batteri per lo scambio dei geni; questi cosiddetti “vettori di trasferimento dei geni” vengono usati per introdurre i geni estranei all’interno delle cellule destinatarie selezionate, dove i vettori, insieme con i geni che vi sono uniti, si inseriscono all’interno del DNA delle cellule… L’uso dei vettori per inserire i geni dall’organismo donatore a quello ricevente è una delle ragioni per cui il processo dell’ingegneria genetica è intrinsecamente pericoloso.”

    Andare a studiare un pochino, con l’aiuto di chi queste tematiche le affronta tutti i giorni per professione scientifica, non farebbe male.

    MI fermo qui per il momento… Comincio ad essere stanco!

  24. Roberto MattioliNo Gravatar scrive:

    Però ragazzi non è mica giusto…passo il mio tempo libero a rispondere a questi. Cioè loro impiegano due secondi per scrivere due minchiate e io perdo ore per scrivere qualcosa che abbia un capo una cosa e sopratutto che abbia i relativi riferimenti bibliografici della letteratura scientifica. Ho letto l’articolo segnalato da Giovanni e ho notato peraltro che non c’è la possibilità di commento (almeno mi sembra)…come si risponde a questo genio?

  25. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Roberto Mattioli

    Il mio commento n° 18 l’ho postato anche da loro ed è comparso.

  26. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Giovanni un’altra risposta è questa del link sotto e dove si dice

    Fonte: https://www.purdue.edu/newsroom/releases/2016/Q1/study-eliminating-gmos-would-take-toll-on-environment,-economies.html

    In USA le coltivazioni OGM occupano circa il 40% della superficie totale mondiale e si è calcolato cosa succederebbe se queste venissero tutte eliminate.

    1° Cali di resa: il mais perderebbe circa l’11,2% di produzione, la soia perderebbe il 5,2% , mentre il cotone il 18,6%.

    2° Compensazioni delle perdite di produzione: bisognerebbe disboscare 102.000 ettari di foresta ed i pascoli dovrebbero essere convertiti in seminativi per 1,1 milioni di ettari.

    3° Il cambiamento d’uso del suolo con l’eliminazione dei pascoli e del bosco per produrre il cibo mancante comporterebbe l’annullamento dei vantaggi ambientali acquisiti con il piano delle energie rinnovabili in USA.

    4° L’eliminazione “sic et simpliciter” delle coltivazioni OGM farebbero aumentare del 28% il prezzo del mais e del 22% il prezzo della soia. Di conseguenza i consumatori devono aspettarsi un aumento dei prodotti alimentari dell’ 1-2%

  27. Roberto MattioliNo Gravatar scrive:

    Grazie Alberto…forse non lo vedevo perchè ero da cellulare…

  28. Roberto MattioliNo Gravatar scrive:

    Questo il commento che ho lasciato sul sito ma che non mi sembra sia ancora comparso…Alberto per il tuo quanto tempo c’è voluto?

    Gent.le Igor Giussani, leggo che è un insegnate di storia (purtroppo precario) e per questo mi congratulo con lei che nonostante le mille difficoltà riesce comunque a portare avanti un compito difficile: preparare le nuove generazioni con spirito critico. Proprio però, perché ha un compito così delicato e difficile, mi preme sottolineare alcune cose. Nella puntata di Presa Diretta condotta da Riccardo Iacona, per la prima volta si è dato spazio e la parola a scienziati pubblici. Nel corso della puntata sono stati sfatati alcuni luoghi comuni; questo mi sembra doveroso non fosse altro per correttezza nei confronti di un’informazione che per troppi anni è stata dominata da miti e falsi racconti che avevano come unico scopo quello di terrorizzare. Tutto questo è successo anche per colpa di scienziati e ricercatori che, troppo presi dalle loro scoperte, non si sono preoccupati di divulgare con i giusti mezzi quello che facevano. Si sa; quando non sono scienziati a divulgare la Scienza, questo viene fatto da altre persone che cercano di spiegare qualcosa che loro per primi non hanno capito. Giustamente nel corso della puntata si è a lungo discusso della ricerca e delle scoperte pubbliche che scienziati non legati in alcun modo alle “cattive” multinazionali hanno realizzato per anni a favore dell’agricoltura Italiana. Nel suo intervento si fa un duro attacco all’agricoltura industriale o come viene da altri definita “intensiva” (non estensiva che vuol dire un’altra cosa; lo vedremo a breve) e sempre nel suo intervento si evince che tale modello agricolo sarebbe responsabile del surriscaldamento globale. Nel 1944 un fenomeno noto con il nome di “Rivoluzione Verde”, si pose l’obiettivo di soddisfare le crescenti richieste alimentari e ridurre le aree a rischio carestia. Questa “Rivoluzione” iniziò in Messico che in soli 20 anni passò da Paese importatore di frumento per circa metà del suo fabbisogno, a Paese autosufficiente nel 1956 ed esportatore nel 1964. Secondo i dati presentati dalla FAO circa la situazione dell’insicurezza alimentare nel mondo, la percentuale di persone malnutrite nei paesi in via di sviluppo, alla fine degli anni sessanta, era del 34%. Alla fine degli anni settanta questa percentuale era scesa al 25% e nel 1990 al 20%. Nel corso di questi ultimi 25 anni, la percentuale di persone malnutrite nei paesi in via di sviluppo è continuata a scendere arrivando al 13% con una leggera risalita tra il 2002 ed il 2007 [1, 2]. Dal 1960 ad oggi, le rese del frumento sono aumentate del 190%, quelle del riso riso del 132%, quelle del mais del 180% (Fonte: FAOSTAT http://faostat.fao.org). Tutto questo è stato possibile grazie alla scienza e allo sviluppo tecnologico in campo agroalimentare. L’uso della chimica, della meccanizzazione e della razionalizzazione dei processi ma soprattutto grazie al miglioramento genetico messo in atto da personalità come Norman Borlaug (premio nobel per la pace 1970) e Nazareno Strampelli. L’intensificazione dei processi produttivi, messo in atto dalla Rivoluzione Verde, ha avuto inoltre il pregio di essere riuscito a contenere le emissioni di gas ad effetto serra. E’ stato calcolato ad esempio, che produrre la quantità di cibo che si è prodotta a partire dagli anni 60 ad oggi, attraverso un sistema estensivo, avrebbe generato circa 590 giga-tonnellate in più di anidride carbonica di quelle prodotte dal sistema intensivo della Rivoluzione Verde [3]. La sfida che si presenta a questa generazione e a quelle future è riuscire a fare ancora meglio abbassando l’impatto ambientale per la produzione di cibo. L’obiettivo sarà quello di produrre una quantità di cibo sempre maggiore con un minor consumo di combustibili fossili, un minor consumo di acqua, una minore erosione dei suoli, un ricorso alla chimica più mirato ed intelligente. Ancora una volta, così come in passato, si potrà raggiungere tale obiettivo attraverso ricerca ed innovazione, attraverso lo sviluppo coordinato di diversi settori della scienza e della tecnica. In questo contesto, le biotecnologie ed in particolare il miglioramento genetico rivestiranno un ruolo importante.
    Nel suo intervento, si fa riferimento ad una presunta più bassa resa degli OGM rispetto ai semi tradizionali e per avvalorare questa tesi si riporta una pubblicazione che mette a confronto le rese del mais (ton/ha) in due sistemi agricoli (europeo e statunitense) a partire dal 1961 al 2010. Questa ricerca, già ampiamente criticata dal mondo scientifico, è stata pubblicata su una rivista a bassissimo impact factor (1,6) il che dovrebbe far riflettere sulla sua attendibilità. Ma entriamo nel merito della ricerca. Il lavoro cerca di mettere a cofronto due sistemi produttivi molto diversi tra di loro sia per tecnica che per disposizione geografica. Le latitudini coperte dagli USA sono nettamente superiori a quelle dell’Europa e se si vorrà perdere un pochino di tempo a confrontare le diverse produttività da Stato a Stato ci si renderà conto delle ampie differenze che ci sono. Inoltre, per motivi inspiegabili è stato deciso di togliere dall’analisi la produttività di Italia e Grecia che storicamente sono due stati a bassissima produttività (es. Spagna 110 q/ha – Italia 78 q/ha). Come se non bastasse e come già hanno fatto notare alcuni miei colleghi, l’analisi parte dal 1961 quando il primo mais GM coltivato risale al 1996. In statistica quelle presentate nel grafico, si chiamano rette di interpolazione; cioè si cerca la retta che meglio approssima tutti i dati sperimentali. Il problema è che tutti i punti presenti nel grafico influenzano la pendenza della retta. Come si noterà nel 1961 l’Europa parte da una posizione di svantaggio nelle rese del mais; responsabile di ciò è la scarsa presenza di mais ibrido in Europa che invece era già ampiamente disponibile negli USA. Solo successivamente il mais ibrido spopolò anche in Europa, grazie al quale le rese europee risalirono velocemente. È proprio grazie a questo più basso punto di partenza, che la retta europea ha uno slope maggiore rispetto a quella degli USA. Se ci si diverte a prendere gli stessi dati facendoli partire dal 1996 (data della prima semina di mais GM), si noterà come le rette si invertono (i dati sono quelli presenti sul sito della FAO menzionato prima). Detto questo, rimane corretta l’osservazione da lei fatta circa il fatto che questi OGM (quelli attuali) non sono stati sviluppati per incrementare le rese quanto piuttosto (aggiungo io) per contenere le perdite [4, 5]. Numerose altre considerazioni andrebbero fatte circa la “pericolosità” della tecnica utilizzata (DNA ricombinante) che, rispetto a quelle usate fino ad oggi (incroci, mutagenesi casuale, induzione di poliploidia ecc. (sempre di modificazione genetica si tratta)), è molto più precisa e mirata (magari lo approfondiremo). Non ruberò altro tempo; spero solamente di aver fatto capire che le cose non sono mai semplici né sempre bianche o nere, ma vanno valutate volta per volta a costo di grandi sacrifici, liberi da pregiudizi.

    References:

    1] FAO (2009) The State of Food Insicurity in the World http://www.fao.org/docrep/012/i0876e/i0876e00.htm
    2] FAO (2014) The State of Food Insicurity in the World http://www.fao.org/3/a-i4030e.pdf
    3] Jennifer A. Burney, Steven J. Davis and David B. Lobella (2010) Greenhouse gas mitigation by agricultural intensification. PNAS 107(26); 12052-12057
    4] Gómez-Barbero, Manuel Berbel, Julio Rodríguez-Cerezo, Emilio (2008) Bt corn in Spain–the performance of the EU’s first GM crop. Nature Biotechnology 26(4) 384-386
    5] Shi, Guanming Chavas, Jean-Paul Lauer, Joseph (2013) Commercialized transgenic traits, maize productivity and yield risk. Nature Biotechnology 31(2) 111-114

  29. Roberto MattioliNo Gravatar scrive:

    Carissimi ho un commento in moderazione qui e credo anche sul link di Giovanni perchè ancora non compare…

  30. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Hai capito Roberto perché dopo il 4°/5° punto ho detto che ero stanco?
    E sono ancora stanco, anzi stufo.
    Ed é peggio essere stufi…
    Qui ci prendono per stanchezza!

  31. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Lettera aperta inviata alla trasmissione Presa Diretta
    Associazione Luca Coscioni
    4 Mar 2016
    Ogm
    Gent. Dott. Iacona, Gentile Dott.ssa Liza Boschin,

    Gentile Redazione di Rai3 e Gentile Presidente,

    A nome dell’Associazione per la Libertà della Ricerca Scientifica Luca Coscioni vogliamo esprimervi la più profonda gratitudine per aver compiuto una vera rivoluzione copernicana all’interno del sistema Radiotelevisivo nazionale.

    La puntata di Presa Diretta che avete concepito, allestito e mandato in onda il 28 febbraio scorso la attendevamo dalla primavera del 1998, da quando una cappa di oscurantismo, carenza di cultura scientifica, interessi miopi e approssimazione era calata nel passaparola dei cittadini e dei non addetti ai lavori.

    Queste vere e proprie fobie, alimentate da interessi privati di varie aziende attive nel settore (tra cui AIAB, Slow Food, Coldiretti, etc.) è calata come una scure sulle migliori teste pensanti del Paese come avete documentato con una straordinaria efficacia e coraggio che fa onore ai responsabili di un vero servizio pubblico non asservito a logiche di bottega.

    Tutti siamo stati danneggiati da questo vento di non verità: scienziati, agricoltori, cittadini tutti. Aver mostrato come il meglio del Made in Italy agroalimentare italiano è basato da 19 anni su mangimi Ogm per l’87% non deve essere stato facile per voi da rappresentare. Non è stato facile per noi urlarlo alla Luna per tutti questi anni.

    Vi ringraziamo di aver dato voce alle personalità del mondo della Scienza medica più rappresentative ed autorevoli a partire da Mantovani e Garattini.

    Crediamo che sia stata una vera svolta intellettuale abbandonare il geocentrismo delle logiche autarchiche e provinciali per allargare lo sguardo a scenari internazionali stabilendo il nesso logico in cui il miglioramento vegetale porta ad una riduzione dell’uso di pesticidi in agricoltura ed ad un aumento della sicurezza alimentare.

    Siamo certi che chi ha vissuto finora di falsi miti, illusioni, o di documenti manipolati ad arte (come avete dimostrato con la vicenda del docente partenopeo che ha alterato i fatti e “tradito la Scienza”) avrà avuto un brusco ed inatteso risveglio e non mancherà di chiedervi di ritornare al precedente clima di bugie e omissioni in cui ha creduto di poter tenere i nostri concittadini.

    Grazie di aver sollevato il velo. Grazie di aver portato alla luce i fatti, i documenti le prove che la congiura del silenzio voleva tacere. Accenderemo ora molto più volentieri la luce sapendo che così facendo contribuiremo a pagare un canone per un servizio di verità per tutto il pubblico.

    Saremo sempre al vostro fianco quando vorrete dare spazio alla voce degli Scienziati Pubblici italiani che tentano di tenere in piedi la disastrata ricerca scientifica nazionale,

    Grazie,

    Roberto Defez

    Silvano Dalla Libera

    Eddo Rugini

    Gilberto Corbellini

    Filomena Gallo

    Marco Cappato

    - See more at: http://www.associazionelucacoscioni.it/comunicato/lettera-aperta-inviata-alla-trasmissione-presa-diretta#sthash.ouitI0Y8.zam98X62.dpuf

  32. Roberto MattioliNo Gravatar scrive:

    Grazie Roberto e all’associazione Luca Coscioni.

    Franco, Alberto, Deborah, Marco, Giorgio e Paolo…ho letto anche la vostra lettera in cui rispondete ad AIAB. Complimenti, non avrei saputo scriverla meglio.

  33. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Un paio di serate fino a tarda ora a scambiarci mail per la limatura del testo originario…
    Ho già installato telecamere per proteggere le gomme dei miei impianti di irrigazione ;-)

  34. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Vi informo che sempre RAI 3 ha ripetuto integralmente la trasmissione di Presa Diretta nella trasmissione in corso attualmente su Scala Mercalli.

    Ha fatto “Pelo e Contropelo” come si diceva una volta dal barbiere.

  35. franco nulliNo Gravatar scrive:

    “Questa visione meccanicistica, basata sull’idea che le caratteristiche cellulari siano una semplice risultante della somma dei geni, è stata messa in seria discussione dalla ricerca genetica contemporanea.
    Per quanto riguarda i presunti vantaggi produttivi, gli studi al riguardo descrivono situazioni contraddittorie. In una ricerca del 2014 (3), incentrata sul confronto tra il sistema agricolo statunitense e quello europeo – rispettivamente con e senza colture geneticamente modificate – il vecchio continente esce vincitore sia per resa per ettaro, sia per uso inferiore di pesticidi e fertilizzanti; tuttavia, altre analisi esaltano le virtù produttive e ambientali degli OGM. Paradossalmente, un soggetto con molti interessi in gioco – Monsanto – potrebbe aiutarci a fare chiarezza.”

    Hai una vaga idea di quali siano le differenza fra le agricolture statunitensi ed europea?
    Che le produzioni specifiche statunitensi, a prescindere da quelle destinate ai record mondiali in particelle di 1 Acro, siano inferiori alle nostre non é una novità.
    I concetti di agricoltura “estensiva” ed “intensiva”, per quanto ultimamente stiano tendendo alla convergenza, sono ancora molto attuali.

    “La ‘nuova’ rivoluzione quindi, parimenti a quanto successo con la ‘vecchia’, mostrerebbe i suoi pregi nel breve periodo e laddove vada a sostituirsi a pratiche in ritardo di venti o trent’anni rispetto all’agronomia occidentale. In effetti, la ISAAA (International Service for the Acquisition of Agri-biotech Applications), analizzando gli effetti globali delle sementi OGM tra il 1996 e il 2010, ne ha decantato i vantaggi in termini di aumento delle rese nonché di risparmio di fertilizzanti e pesticidi, ma ha anche specificato che il 90% dei beneficiari sono agricoltori di paesi in via di sviluppo.(5) Si spiegherebbero così i relativi insuccessi di tali colture in un sistema agricolo maturo come quello statunitense, già vittima tra il 2008 e il 2011 dell’invasione di super-infestanti resistenti agli erbicidi e di altre prevedibili reazioni naturali all’uso degli OGM.”

    MI riferisco in particolare all’ultima frase relativa alle cosiddette “super-infestanti”.

    La guerra fra la Natura e gli Agricoltori é costantemente associata a questo problema, indipendentemente dagli OGM.
    Da che mondo é mondo noi cerchiamo di contrastare un problema, anche con la zappa, e la Natura estremamente più brava di noi ci mette il bastone fra le ruote trovando il sistema di eludere la nostra azione di lotta.
    Una guerra impari (la Natura é molto più brava di noi) e addirittura scorretta se la politica ci impedisce di utilizzare le soluzioni tecniche che troviamo. Una guerra ad armi impari in questo caso; ci tolgono anche la zappa dalle mani…

    “Anche ignorando tali criticità, resta comunque da capire l’apporto delle sementi OGM per la soluzione del problema alimentare, visto che la denutrizione attualmente non è dovuta a carenza produttiva, ma a problemi economici nell’approvvigionamento del cibo. Siccome le spese per ricerca e sviluppo di una semente transgenica si aggirano tra i 100 e 200 milioni di dollari (7), introdurre sul mercato grandi quantità di cibo molto costoso non gioverebbe in alcun modo”

    La sola ragione per cui le spese di ricerca e sviluppo per gli OGM raggiungono cifre stratosferiche é che per registrare una semente OGM necessitano tali e tante verifiche/certificazioni/studi/quant’altro,a differenza di prodotti derivati dalla normale selezione che dal punto di vista scientifico ottiene risultati assolutamente identici.
    Se il problema fosse meno ideologizzato e trattato con criteri pragmatici e scientifici (e non politico-ideologici) avremmo un’Agricoltura più evoluta, più economicamente sostenibile, più ambientalmente sostenibile a favore sia dell’economia che della salute e prosperità di tutti noi consumatori.
    E con buona probabilità avremmo anche salvato da morte sicura una discreta quantità di produzioni tipiche nostrane, ormai destinate a morte certa, con l’ausilio dei risultati di una “ricerca pubblica” che negli ultimi 20 anni é stata castrata e mandata (a volte letteralmente) al rogo (vedi Prof. Rugini)
    E a questo punto, sempre per stanchezza, mi fermo.
    A risentirci alla prossima puntata!

  36. franco nulliNo Gravatar scrive:

    P.S. il msg n. 34 era la seconda puntata della risposta al sig. Giovanni al msg n. 19.
    Ho dimenticato di scriverlo nel prologo…

  37. Roberto MattioliNo Gravatar scrive:

    Ciao Franco…sul link che ha postato Giovanni avevo risposto anch’io…avevo copiato la risposta anche qui su salmone, solo per qualche motivo è in moderazione da ieri e non compare ancora…cmq la trovi sul link di Giovanni

  38. franco nulliNo Gravatar scrive:

    @Giovanni n. 3

    Mi é passata la stanchezza andando avanti a leggere…
    Ancora una terza e forse ultima puntata per rispondere a Giovanni.

    “Gli elevati oneri di produzione spiegano l’accanimento con cui le aziende del settore difendono a oltranza i brevetti (fino a rendere sterili le sementi per impedire ai contadini di riprodurle autonomamente) oppure vincolino la forniture all’acquisto di fertilizzanti e altri ritrovatici chimici. Se già con la rivoluzione verde la dipendenza da input esterni per gli agricoltori era molto elevata, con gli OGM si perde qualsiasi autonomia.”

    Accanimento - brevetti!! Ricordo in primis al sig. Giovanni che il brevetto della soia RR (I.E.) é scaduto da un paio d’anni.
    Faccio presente che non esistono sementi sterili (piantiamola con questa cretinata!) e che ritrovati chimici e fertilizzanti li usiamo comunque OGM o OGM FREE!
    Le sementi ibride (non sterili, ma se le risemini ottieni delle ciofeche) le compriamo da 35/40 anni per tenere le nostre produzioni a livelli economicamente sostenibili.
    La dipendenza dagli input esterni (leggasi risultati della ricerca e sviluppo dell’industria sementiera a dei fitofarmaci) é quella che da da mangiare a prezzo accessibile anche al sig. Giovanni.
    Non il cornoletame o le astrali congiunzioni della sig.ra Crespi da Bereguardo!

  39. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Scusate ma i brevetti riguardano solo alcune varietà e sono di proprietà delle multinazionali mentre di varietà non brevettate ve ne sono migliaia e migliaia. Mi chiedo ma se le multinazionali sono tanto aborrite perchè si vuole seminare proprio le loro varietà, quando di non brevettate ve ne sono a iosa? Se fossero coerenti dovrebbero boicottrale e dire: Ah sono di proprietà delle multinazionali? allora io per dispetto non le compro!” Tutto sarebbe finito li.

    No! Essi vogliono che uno che ha speso fior di milioni per creare una novità la metta poi a disposizione di tutti gratuitamente. Ma fanno così gli autori dei libri, dei dischi. Col cavolo, pretendono i diritti d’autore e assumono un avvocato se non ci riescono.

  40. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Martina ne fa un’altra
    http://www.repubblica.it/ambiente/2016/03/06/news/glifosato_i_ministri_martina_e_lorenzin_contrari_alla_riconferma_nell_ue-134896690/?ref=HREC1-19

  41. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Siamo al paradosso.
    Da una parte le Regioni con i loro PSR incentivano la minima lavorazione e la semina sul sodo, dall’altra i Ministri si schierano per la messa al bando del Gliphosate.
    Ma lo sanno i signori Ministri che il Gliphosate é indispensabile per poter mettere in atto queste pratiche?

  42. GiovanniNo Gravatar scrive:

    Grazie a tutti per le risposte! Non posso che unirmi alla perplessità di Franco. Proprio in questi giorni sto studiando i vantaggi di cover crops e tecniche di agricoltura conservativa in generale. Sarebbe bello capire come pensano di fare senza il gliphosate.
    Saluti

  43. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Il paradossi aumentano.

    L’Europa si è pruvata dell’uso dell’Atrazina, quando invece è usata in tutte le agricolture del mondo e ne importiamo i prodotti. Si badi bene che l’interdizione è avvenuta non per una manifesta dannosità, ma solo perchè non si riusciva a stabilirla.

    Ora viviamo la questione gliphosate, la cui proibizione ha come obiettivo nascosto quello di mettere fuori causa tutte le piante coltivate che sono state rese geneticamente modificate per resistervi. Anche questo principio attivo resterà totalmente utilizzabile nelle agricolture di tutto il resto del mondo (ricorso che la molecola è libera da brevetto) e dato che noi importiamo il 50% del nostro cibo lo troveremo ancora presente come residuo, non solo ma anche in Europa il gliphosate rimarrà presente come residuo in quanto è usato da 30 anni ed inoltre i metodi di analisi evolvono tanto velocemente che ormai siamo prossimi a scoprire “una parte per trilione” (a scoprire una parte per bilione po miliardo che dir si voglia ci siamo già arrivati, non solo ma esiste anche la distinzione tra “residuo rilevabile, ma non quantificabile”). Pensate che il metodo usato per trovare le tracce del gliphosate nelle birra di cui diremo sotto è di 0,075 microgrammi/l (µg/l) che detto in soldoni equivale a scoprire l’equivalente di una zolletta di zucchero in 26 piscine olimpiche di 3000 metri cubi ( i francesi non potevano non usare un loro esempio, infatti parlano di una dose di “pastis” in 89 piscine.

    Tutto è partito dalla classificazione della CIRC della probabile cancerogenicità, che però non ha rivelato il metodo utilizzato per stabilirlo. Il gliphosate in Europa era già stato analizzato dalla BfT tedesca che aveva escluso la cancerogenicità e continua ad escluderla E stata la Commissione Europea a chiedere il parere alla BfT. INoltre l’EFSA ha detto che giudica “improbabile” che il gliphosate sia cancerogeno.

    Tuttavia vorrei portarvi ad analizzare la seguente frase del link postato da Roberto: ” potrebbe però pesare la notizia della presenza di alcune tracce dell’erbicida nelle 14 marche di birra tedesche più vendute”

    A seguito di ciò il parlamento tedesco ha dovuto votare una mozione per l’interdizione del gliphosate ed è stata un debacle 117 voti a favore (essenzialmente i verdi del “die linke”), 416 contro e 3 astensioni.

    Non sono sicuro che tutti sappiano che le birra si fa con i cereali e che quindi questi possano evidenziare tracce di gliphosate, ma se andassero a vedere sicuramente vi troverebbero tracce anche di tante altre sostanze. Tuttavia mi voglio soffermare sul quantificare il significato pratico di queste tracce.

    Veniamo ai dati trovati nelle birre essi variavano tra i 0,46 µg/l a 29,74 µg/l. Nell’acqua potabile è ammesso 0,1 µg/l, cioè una quantità non eccessivamente lontana dal valore più basso.
    Ecco la reazione della BfR alla notizia: http://www.bfr.bund.de/cm/349/provisional-assessment-of-glyphosate-contents-in-beer.pdf

    Comunque è utile analizzare anche a quale pericolo sono esposti i consumatori di birra.
    Consideriamo pure il valore più alto cioè i circa 30 µg/l, essa è una dose così piccola che per un adulto (60 kg di peso) sarebbe una dose 1000 volte inferiore al tasso stimato attualmente che può essere ingerito quotidianamente durante una vita (si tratta della DGA dose giornaliera ammissibile). DUNQUE PER INGERIRE TANTO GLIPHOSATE QUANTO QUELLO RISCHIOSO PER LA SALUTE OCCORREREBBE BERE 1000 LITRI DI BIRRA AL GIORNO

    MA DOVE STA L’ALLARME CHE DEVE INDURRE DUE “MINISTRUCOLI” A DIRE CHE BISOGNA ABOLIRE L’AUTORIZZAZIONE ALL’USO DEL GLIPHOSATE?

    Vi do un’ultima comparazione:

    >>>>30 µg/l (ppb)di una cancerogeno probabile, cioè il gliphosate ( ma secon do il CIRC, ma la decisione è fortemente contestata e argomenti validi) = fa tremare l’Europa.

    >>>>50.000.000 µg/l di un cancerogeno certo

  44. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    scusate è partito il commento:

    >>>>50.000.000 µg/l (ppb) di un cancerogeno certo = passiamo oltre…

    Eppure questa è la comparazione tra la pericolosità del glphosato (cancerogeno probabile) contenuto in una birra e la pericolosità di una cancerogeno certo dell’alcol sempre di una birra con il 5% di alcol.

    SECONDO VOI NON SAREBBE MEGLIO ABOLIRE LA BIRRA!!!!!!!!

  45. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Giovanni

    Quella che stai sperimentando è la vera agricoltura ecocompatibile produttiva e non quella biologica che è si ecocompatibile alla stessa stregua, ma non produttiva.

    Rifletti tu sei considerato un reietto delle società, mentre il coltivatore biologico fra poco gli faranno una statua in tante copie ed in tutti i paesi dove vi è un soldato issato su un monumento ai caduti, tireranno giù questo e gli metteranno la statua dell’agricoltore biologica. Tanto quello che si è fatto ammazzare è considerato un fesso perchè doveva sventolare la bandiera della pace e fare il renitente.

  46. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Aneddoto sull’Atrazina tirata in ballo da Alberto…
    Anni ‘90 ho fatto nella mia azienda (e anche in altre) per 3/4 anni consecutivi insieme al Prof. Pierluigi Graziano UNIBO e al Prof R. Jay Goos NDSU dei campi sperimentali parcellizzati su Mais per testare l’efficienza di Ammonio Tiosolfato (ATS) come inibitore di Ureasi/Nitrificazione.
    Al secondo anno quando ci siamo incontrati per definire tutto il programma di coltivazione delle parcelle ho dovuto raccontare al Prof. Goos che per i diserbi non potevamo più usare l’Atrazina.
    Avrei voluto fotografare, o ancor meglio filmare le sue espressioni di stupore e disappunto…
    Mi sono quasi vergognato di essere italiano. Scuoteva la teta come un labrador a cui hanno tolto l’osso…
    Alla fine abbiamo optato per l’uso della Cyanazina, che se la memoria non mi tradisce, era + persistente e + tossica dell’Atrazina, ma non era nell’occhio del ciclone mediatico…
    Sono passati più di vent’anni e la storia non é migliorata con le esperienze passate.

  47. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Poi mi pongo, e pongo ai più esperti di me, una domanda.
    Il Gliphosate (escludendo OGM RR) si usa in prelavorazione dei terreni con le tecniche di covercrop (grasie giovanni, la avevo dimenticata) minima e sodo.
    Sempre se la memoria on mi tradisce il tempo di degrado a singole molecole semplici (C N H etc…) é molto breve.
    Come fa ad arrivare nella birra con un orzo o un mais?

  48. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Franco
    è arrivato nella birra perchè oggi le analisi rilevano tutto, basta ricercare, solo che si ricerca quello che si vuole e non quello che è bene ricercare.

    Ma giunti a questo punto, bisognerà pur chiedersi: “ma con quelle tracce che ci sono che rischi corro?”

  49. @franco(l'altro)No Gravatar scrive:

    Per il mais non ne ho idea..per l’orzo probabilmente l’utilizzo del glipho in preharvest al fine di uniformarne la maturazione e agevolarne la raccolta E’ pratica ammessa da decenni in Nord America ,Nord Europa e da qualche anno anche in Italia sui cereali ..anche se poco utilizzata.Le soglie di glipho nei cereali sono state alzate a 20 ppm. per cui se si utilizzano cereali disseccati con il glipho qualche sett prima della raccolta, non dovrebbe stupire che poi lo si ritrovi a quelle dosi nella birra Lo avevano già trovato , nei prodotti da forno..

    Per quanto riguarda invece la scelta Italiana no glipho ..senza entrare nel merito.. della tossicità o meno..del glipho..

    Le priorità secondo il ministero
    1) monitoraggio dei residui di Glifosate
    2) A prescindere: limitazioni al suo impiego nell’ambito dei disciplinari che permettono l’adesione volontaria al sistema di qualità nazionale produzione integrata e definitiva eliminazione del Glifosate dai disciplinari di produzione integrata entro l’anno 2020.
    3)Entro il 2020 l’Italia investirà oltre 2 miliardi di euro per misure agronomiche che abbassino sempre di più l’utilizzo della chimica nei nostri campi. Un indirizzo che i produttori italiani stanno seguendo già da tempo, come dimostrano i dati sul calo di utilizzo di pesticidi nell’ultimo decennio.

    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2016-03-06/l-italia-contro-glifosato-no-riconferma-ue-dell-erbicida-180221.shtml?uuid=ACUUcriC&refresh_ce=1

    è sempre la stessa storia :prima i divieti ,poi lo stanziamento di fondi per la ricerca delle alternative( che tutelino il sistema )
    nel frattempo tra i produttori si salva chi le alternative se le è trovate da se ..se ci è riuscito.

  50. francescoNo Gravatar scrive:

    @franco(l’altro)
    penso che stiano mettendo le mani avanti nel senso che o prima o poi la questione ogm si dovrà sbloccare perlomeno a livello europeo.
    Sanno bene che fare un’altra molecola e relative sementi autorizzate, ci vuole un’altro decennio minimo.
    I politici sono solo spudoratamente ed impunemente degli azzeccagarbugli.

  51. franco nulliNo Gravatar scrive:

    La questione OGM non si riduce al connubio SOIA RR - Gliphosate.
    Questo é solamente uno degli aspetti e forse per noi meno importante di altri.
    OGM significa ad esempio anche la salvezza di moltissime meravigliose specie autoctone oggi minate da “malattie” che ne compromettono la coltivazione o richiedono massicce dosi di fitofarmaci. E qui il Roundup non c’entra per nulla
    OGM significa drastica riduzione degli attacchi da piralide nel mais, con conseguente produzione di tossine. E di conseguenza drastica riduzione di trattamenti insetticidi per contrastarla. E anche qui il Roundup non c’entra.
    OGM significa permettere ai nostri ricercatori pubblici, come hanno fatto fino ad alcuni anni fa, di provare a risolvere problemi agronomici emergenti che con il Roundup non c’entrano ancora nulla…
    Il blocco degli OGM é semplicemente oggi un problema di voti dopo che per 20 anni l’opinione pubblica é stata bombardata da campagne denigratorie e ingiustificatamente volte a ingenerare la massima diffidenza.
    Quale politico sarebbe disposto ad usare la testa a fronte di campagne che raccontano che l’80 e passa percento di italiani sono contrari? (anche se + del 40% degli elettori non sanno nemmeno cosa sia un OGM…)

  52. Roberto MattioliNo Gravatar scrive:

    Anch’io penso come Franco che la questione OGM debba essere scissa dal problema Glifosate. Se non ricordo male, anche Roberto in un’occasione sconsigliò l’uso di soia rr in Italia (posso ricordare male…correggimi se sbaglio).

    circa il glifosate…qualcuno sa indicarmi articoli scientifici ( meglio se di carattere epidemiologico) che confermino o smentiscano il legame con malformazioni alla nascita in Argentina?

  53. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Sono loro che non la vogliono scindere. Riflettete un momento e capirete la strategia.

    Ormai il MON 810 (tratto genetico) non è più possibile interdirlo in Europa perchè approvato, infatti, hanno proibito di seminare il mais che portava il tratto e non il tratto.

    Ora questo tratto è in scadenza di brevetto, quindi utilizzabile da qualsiasi altro sementiere e con pochissima spesa (basterebbe un Back cros o un incrocio di ritorno), inoltre il gliphoste è già di dominio pubblico.

    Vi immaginate cosa capiterebbe se in Europa si creasse un bietola RR, un frumento o orzo rr, un colza RR, un’erba medica rr ecc. ecc.? Adesso immaginate anche se tutti gli agricoltori europei vedessero ad esempio la Spagna o la Cekia usare queste sementi e osservarne i risultati di semplificazione di coltivazione di cui loro godono e tutti gli altri no.
    Quale sarebbe la reazione? Io voglio che gli agricoltori siano dei pecoroni, ma vedranno anche loro le cose evidenti o no?

    Se invece interdicono l’uso del gliphosate il gioco è fatto, non solo ma questo lo sarebbe a livello di tutti i paesi europei, senza la nazionalizzazione delle decisioni.

    Cosa me ne faccio di una pianta resa RR se non posso usare il gliphosate?

  54. TC1507No Gravatar scrive:

    È partita la nuova crociata “dagli al glypho”. Sentono continuamente il bisogno di trovarsi nuovi nemici, per usarli in realtà come arma di distrazione di massa.
    Ma non è che ci sia un errore di stampa? 2 miliardi di euro di “investimento” solo in Italia entro il 2020 per misure agronomiche che abbassino sempre di più l’utilizzo della chimica nei nostri campi mi sembrano eccessivi. In cosa dovrebbero consistere, a chi e come dovrebbero essere distribuiti ?
    Per la politica qualsiasi legge di spesa è sempre un “investimento”.

  55. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Roberto Mattioli

    Per informazione ti posso linkare questo:

    http://seppi.over-blog.com/2016/03/l-intolerable-utilisation-d-enfants-handicapes-a-des-fins-de-propagande.html

  56. franco nulliNo Gravatar scrive:

    @ TC 1507

    2 MLD destinati ovviamente al bilogico/biodinamico :-)
    Sai cosa costano le vesciche e i corni?

  57. Roberto MattioliNo Gravatar scrive:

    Grazie Alberto…cmq credo di aver capito dove sta l’inghippo…nei prossimi giorni approfondisco…

  58. franco nulliNo Gravatar scrive:

    @ Roberto Mattioli

    Non ricordo Roberto. Io, pur non avendola mai provata , ma solo vista, dopo il secondo/terzo trattamento alla mia soia OGM-FREE penso con nostalgia a quanta manutenzione potrei fare alle mie macchine invece che impegnarle nel terzo/quarto diserbo…

  59. @franco(l'altro)No Gravatar scrive:

    Un voto contrario all’ipotesi di proroga del glipho, di anche solo 8-10 anni, come proposto dal commissario Ue alla salute,potrebbe anche essere ininfluente ai fini del rinnovo dell’autorizzazione UE , ma molto influente ai fini politici elettorali dei proponenti. Con il piano nazionale gliphosate zero, invece si potrebbero drenare molti fondi UE destinati dai vari psr regionali, alle misure conservative che prevedano anche l’utilizzo di gliphosate Con i 2 miliardi di euri si può mantenere tranquillamente il sistema e magari con un po di fortuna, mettere pure il cappello a chi eventualmente con le tecniche conservative, se la cavasse da sé anche senza il glipho.

  60. franco nulliNo Gravatar scrive:

    @franco(l’altro)
    Scusami, ma non riesco ad interpretare il tuo pensiero.
    Me lo puoi spiegare in chiave meno criptica?
    Grazie

  61. TC1507No Gravatar scrive:

    Ricordo che nella sua lettera a Iacona nella trasmissione Presadiretta il ministro ha annunciato lo stanziamento per la ricerca sui genome editing e cisgenesi ( ma non in campo aperto) di 21 milioni di euro in tre anni.
    In confronto alla lotta al glifosate basteranno appena a costruire le serre a tenuta stagna necessarie e poco più.

  62. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    TC 1507

    Il ministro è succube dei francesi che hanno inventato Ecophito 21 e li vuole scimmiottare.

  63. VitangeloNo Gravatar scrive:

    Franco (l’altro) ha ragione: con il No al glifosate, che intanto si continua ad usare, ci fanno almeno tre elezioni, come la DC faceva con le case popolari nei paesi, e i Verdi continuano a fare con il NO ai Termovalorizzatori! Certo, attaccano il glifosate per colpire una parte degli OGM, poiché c’è sempre il tratto Bt che non procura danni, visto che la proteina “killer” (ovviamente!) è un punto di forza nel biologico. Ecco perché ho detto ai compagni (leggi PD): Quando farete i termovalorizzatori, permetterete l’uso degli OGM, e vi comporterete bene (leggi non rubate, soprattutto) allora potrò prendere in considerazione di tornare a votare!

  64. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Vitangelo se un mito!
    Sai che sto pensando anch’io si seguire il tuo esempio e smettere di votare?
    Non so se sarò capace di farlo, non ci avevo mai pensato, lo ho sempre considerato più “dovere” che “diritto”, ma mi hai acceso una lampadina!
    Il led della protesta (tanto per essere ecologicamente corretti é un led…)

  65. Roberto MattioliNo Gravatar scrive:

    SCUSATE SE CAMBIO ARGOMENTO…

    Avete presente gli innesti? Quelli che Roberto chiama il vero Frankenstein in quanto unione di più parti di origine diversa? Ecco; sembra che non soltanto radice e germoglio si influenzino a vicenda con flussi ormonali che cambiano i pattern di espressione genica (e questo lo sapevamo), ma si scambiano interi genomi tramite trasferimento orizzontale di:

    1) cloroplasti
    http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3289295/pdf/pnas.201114076.pdf

    2) mitocondri
    http://www.pnas.org/content/early/2016/03/02/1518644113.full

    3) nuclei
    http://www.nature.com/nature/journal/v511/n7508/full/nature13291.html?WT.ec_id=NATURE-20140710

  66. Roberto MattioliNo Gravatar scrive:

    SCUSATE SE CAMBIO ARGOMENTO

    Avete presente gli innesti? Quelli che Roberto chiama il vero Frankenstein in quanto unione di più parti di origine diversa? Ecco; sembra che non soltanto radice e germoglio si influenzino a vicenda con flussi ormonali che cambiano i pattern di espressione genica (e questo lo sapevamo), ma si scambiano interi genomi tramite trasferimento orizzontale di:

    1) cloroplasti
    http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3289295/pdf/pnas.201114076.pdf

    2) mitocondri
    http://www.pnas.org/content/early/2016/03/02/1518644113.full

    3) nuclei
    http://www.nature.com/nature/journal/v511/n7508/full/nature13291.html?WT.ec_id=NATURE-20140710

  67. PieroNo Gravatar scrive:

    cari amici, posso ricordare il vecchio principio secondo cui se non andate a votare votate per chi vince le elezioni?

  68. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Verissimo Piero!
    Per questa ragione credo che non cederò alle lusinghe di Vitangelo (anche se sono tentato).
    Mi permetterò però di andare al seggio con il tappo nel naso come diceva Montanelli tanti anni fa ;-)
    Tira una gran puzza sia a destra che a sinistra…

  69. VitangeloNo Gravatar scrive:

    Piero, hai ragione: il principio è vecchio! E anche Montanelli, secondo, il mio parere, Franco, sbagliò! Infatti, alla fine lo fecero fuori gli amici e chi lo rimpiange ora sono i suoi avversari (o nemici) di allora, tra i quali c’ero io. E lui aveva come avversario della DC e simili, che difese, Enrico Berlinguer, che balbettò quando incontrò gli scienziati! Mentre ora, il parlamentare e ilpolitico più modesto deride gli scienziati. Forse voi avete ancora fra chi scegliere. Se è così, beati voi, io dovevo farlo votando in Campania quando ero a Salerno e ora in Puglia! Solo a sentirli mi viene il voltastomaco rendendo impossibile anche il minimo confronto dialettico. E noi di Salmone lo proviamo da anni!
    RITORNANDO IN TEMA:
    Grazie Roberto Mattioli per i tre link che leggerò con calma.

  70. Giorgio FidenatoNo Gravatar scrive:

    Mark Twain sosteneva che ” se il voto avesse un qualche valore, non ci farebbero votare”.

    Io propendo per questa tesi!!!

  71. MassìnoNo Gravatar scrive:

    “Dopo anni di riflessione sulle molteplici possibilità che ha uno Stato di organizzarsi, sono arrivato alla conclusione che la democrazia è il sistema, più democratico che ci sia. Dunque c’è, la democrazia, la dittatura, e basta. Solo due. Credevo di più.(…..) E’ nata così la famosa democrazia rappresentativa, che dopo alcune geniali modifiche, fa si che tu deleghi un partito, che sceglie una coalizione, che sceglie un candidato, che tu non sai chi è, e che tu deleghi a rappresentarti per cinque anni. E che se lo incontri, ti dice giustamente: “Lei non sa chi sono io”. Questo è il potere del popolo.”
    Questo era il Gaber. Che in effetti non votava da decenni.
    Ma resta che tolta la democrazia il resto fa schifo, quindi meglio tenercela stretta, e votare per il meno peggio-

  72. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Ciao Massìno

    Una volta, tanti e tanti anni fa, esistevano tante forme di “crazia”
    Dalla Monarchia, Aristocrazia in avanti abbiamo visto di tutto, anche le dittature.
    Ora siamo arrivati, senza riuscirci, alla meritocrazia.
    Con una facezia potrei dire… un’utopia!
    Anche questa finisce con “ia”…

    Poco importa secondo me quale sia la “crazìa” che ci governa.
    La cosa importante sarebbe che il soggetto che la rappresenta fosse persona degna di rappresentarla.
    Negli anni passati in Italia, pur con gli Andreotti, i Berlinguer, i Malagodi e i Rumor e tanti altri avevamo dei rappresentanti che, per quanto probabilmente corruttibili o corrotti, erano persone serie e capaci.
    Oggi abbiamo altre figure…

  73. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Chiedo però scusa al moderatore Roberto per il mio msg precedente n. 72.
    Non é questo il luogo adatto per discutere di politica, anche se in senso lato e senza implicazioni partitiche.
    Qui dobbiamo parlare di agricoltura, ricerca e argomenti direttamente connessi.
    Altrimenti non saremmo controcorrente…

  74. Fidenato GiorgioNo Gravatar scrive:

    Termino con la politica.

    Veramente non capisco le persone che, dopo millenni di storia che dimostrano il contrario, sono ancora convinti che bisogno affidare la propria vita ad altri uomini, dandogli potere e risorse.

    Millenni di storia hanno dimostrato che il potere è bulinino e vuole sempre più potere e risorse.

    Questo dovrebbe significare che non è logico ne utile dare potere e risorse ad altri uomini.

    Il potere deve essere diviso e scisso in mille rivoli affinché faccia il meno male possibile ad altri uomini.

    Allora mi chiedo: perché non pensare all’anarchia?? (ovviamente anarchia nel senso americano del termine, cioè aranco-individualismo.

    Basta tenere presente che anarchia non significa assenza di regole ma solo che non c’è alcun padrone!!!!

  75. Giorgio FidenatoNo Gravatar scrive:

    anarco-individualismo

  76. Giorgio FidenatoNo Gravatar scrive:

    Un bellissimo sunto della mia amica Elisabetta Scarpelli sulle ragioni del non voto. Leggere ed assimilare.

    SCORRETTAMENTE PARLANDO

    Oggi, vi presento le 10 ragioni per cui, stando al web, ma anche secondo me, non bisogna votare:

    1- Il voto serve al sistema per perpetrare se stesso. Se sei stanco di questo sistema e ancora voti stai vivendo nel pieno di una dissonanza cognitiva. Secondo Einstein la definizione di follia è “fare sempre la stessa cosa aspettandosi un risultato diverso”. Votare è fare la stessa cosa aspettandosi un risultato diverso. Rivolgiti a un medico.

    2- Il voto dà potere alle stesse persone che hanno creato i problemi per i quali, attraverso il voto, cerchi la soluzione. Ancora Einstein ha detto: “Non si possono risolvere i problemi con lo stesso livello di pensiero che li ha creati”. Se pensi che i politici risolvono problemi, senza però averne mai avuto una prova rivolgiti a un medico.

    3- Il voto equivale a consegnare la propria sovranità individuale nelle mani dei propri oppressori. Votare equivale a chiedere di non essere liberati dalla propria schiavitù. Se voti sei come un animale nato in gabbia: anche se libero, resti in gabbia. Forse dovresti rivolgerti a un medico.

    4- Il voto non ha mai cambiato nulla e mai lo cambierà: non hai mai votato per dare i soldi alle banche, alla mafia, alla TAV, per la finanziaria, per aumentare le tasse, per le leggi truffa eppure queste cose sono ugualmente successe e promosse dagli stessi politici che dicevano “meno tasse”, “posti di lavoro” ecc. Se pensi di votare nonostante questo rivolgiti a un medico.

    5- Il voto è il meccanismo per il quale ci vogliono far credere che viviamo in una democrazia. Entrare in un’urna elettorale per mettere la croce su un simbolo non è democrazia. Specialmente in un paese vassallo senza sovranità come l’Italia, che ha avuto una legge elettorale che si chiamava porcellum! Se senti ancora l’urgenza di votare, rivolgiti a un medico.

    6- Democrazia e diritto al voto non sono la stessa cosa. Democrazia sono due lupi e un agnello che decidono cosa mangiare per cena. Ciò che vuole la maggioranza non è né la cosa giusta né quella migliore, la maggioranza vota sempre per Barabba. Se pensi che Barabba in fondo non era una persona cattiva forse il tuo medico ha bisogno di te.

    7- Se non vedi alternative, allora manchi patologicamente di immaginazione, la scuola è riuscita nel suo vero intento: trasformarti da persona in una risorsa umana. Per il medico è troppo tardi.

    8- I politici non fanno mai quello che dicono in campagna elettorale. Una volta ottenuto il consenso necessario se ne fottono delle promesse elettorali. Credere ciò che dice un politico è come credere a Babbo Natale o a Renzi. Se credi ai politici allora rivolgiti a un medico, possibilmente uno psichiatra.

    9- Votare tra due partiti o coalizioni o destra e sinistra è una scelta in meno che non avere alcuna scelta. Se non ti è chiaro, non importa, il nono punto è superfluo.

    10- Per comprendere che questa classe politica non è più corrotta di quella di prima basta aprire qualunque decente libro di storia, e scoprire che c’è sempre stato chi voleva stare sopra e chi accettava di stare di sotto. In questo senso l’1% è sempre esistito. Il voto non cambia nulla, l’unico voto è quello che non si dà. L’unico modo di smettere di foraggiare una classe di inutili faccendieri, politici, ladri e mignotte, è quella di deleggittimarla, metterla a nudo.

  77. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Scusami Giorgio, ma non trasformiamo questo post in una tribuna politica…
    Se vuoi parliamone altrove, non in un forum in cui si discute di agricoltura, scienza, ricerca, scienza e ricerca applicate all’agricoltura.
    Non voglio assolutamente sostituirmi al moderatore, ma credo di interpretare il pensiero di alcuni partecipanti con questo commento.

  78. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Ritirato da Animal Science l’articolo del 2010 di Infascelli

    http://journals.cambridge.org/action/displayAbstract?fromPage=online&aid=10227213&fulltextType=RN&fileId=S1751731116000409

  79. MbianchessiNo Gravatar scrive:

    Scusami Franco, ma dopo che abbiamo detto che la politica vuole abolire l’ uso del glifosate per i motivi assurdi che avete elencato che facciamo? Torniamo a parlare di agricoltura come se niente fosse e magari ci convertiamo al cornoletame per concimare i prati per fare il latte nobile?

  80. Giorgio FidenatoNo Gravatar scrive:

    Franco hai ragione, ma di politica nella vicenda OGM ce ne è a iosa. Non penso di essere molto fuori tema quando sostengo che non bisogna andare a votare, ma bisogna delegittimare la politica. E facendo questo sto cercando di convincerti che per finirla con questa pantomima degli OGM, non bisogna andare a votare, ma bisogna delegittimare i politici che non hanno alcun diritto di decidere cosa è bene economicamente per noi!!!

    Comunque mi taccio e non parlerò più di politica.

  81. MassìnoNo Gravatar scrive:

    Ieri, sabato 12 marzo, sul Corsera è apparsa una lettera di un organizzazione dal nome NOGM che attaccava Mieli per l’editoriale dove si spendeva a favore della ricerca, e difendeva (la lettera, non Mieli) i lavori di Infascelli presentandoli come validi.

  82. Fidenato GiorgioNo Gravatar scrive:

    Il presidente di NOGM lo conosco. Si chiama Franco Trinca e si definisce un nutrizionista. Parla di prove dell’esistenza dell’intestino percolante negli USA per il consumo massiccio che si fa degli OGM in USA. Ho provato a dire che in USA mangiano poca polenta, ma lui dice che ci sono prove inconfutabili. Non chiedetemi cosa penso di lui!!!

  83. franco nulliNo Gravatar scrive:

    MI piacerebbe leggere la lettera di NOGM che purtroppo mi sono perso.
    Qualcuno riesce a postarcela?

  84. Fidenato GiorgioNo Gravatar scrive:

    Franco penso che se tu vai sul sito di NOGM trovi la lettera.

  85. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Già provato. Un paio d’ore fa non c’era…
    Riprovo

  86. Fidenato GiorgioNo Gravatar scrive:

    Hai ragione. Non è aggiornato.

  87. MassìnoNo Gravatar scrive:

    Ho appena appurato che il Trinca del NOGM fa pure il relatore ad un “convegno” sulle scie chimiche. Ammazza che curriculum!!!

  88. PieroNo Gravatar scrive:

    segnalazione
    http://www.nextquotidiano.it/le-lettere-di-elena-cattaneo-sugli-ogm-e-presa-diretta/
    http://www.nextquotidiano.it/grazie-rai-per-la-puntata-di-iacona-sugli-ogm/

  89. MassìnoNo Gravatar scrive:

    Richiesta info.
    Ho scansionato la lettera apparsa sul Corsera del gruppo NOGM, che essendo apparsa su un giornale immagino sia pubblica. Se la posto commetto un reato?

  90. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Nessun reato! Ci mancherebbe.
    Se l’ho fatto pubblicare significa che col suo “messaggio” voleva raggiungere più persone possibili e tu gli dai una mano….

  91. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Ho io la lettera di NOGM e domani ve la metto qui insieme alla risposta che abbiamo mandato al Corriere nella speranza che la pubblichino

  92. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Grazie Roberto
    Grazie Piero per il link ai commenti di Elena Cattaneo; pungenti mica da ridere ;-)
    Sempre grande Elena!
    Massìno: credo proprio che abbia ragione Alberto, ma non sono un leguleio.
    Quindi se domani Roberto ce la posta “ufficiale” aspetta con pazienza…
    Un parere legale però in questo caso sarebbe utile per il futuro; si può?
    Roberto, chiedi a Simonetti per cortesia…

  93. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Pare che stamattina sul Corriere sia stata pubblicata la nostra risposta. Abbiate ancora un attimo di pazienza e in pomeriggio vi carico i due pdf

  94. Roberto DefezNo Gravatar scrive:

    http://www.ilprimatonazionale.it/scienza-e-tecnologia/ogm-tradizione-alimentare-41637/

  95. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Grane
    http://brescia.corriere.it/notizie/cronaca/16_marzo_15/latte-contaminato-fare-formaggi-trenta-indagati-a0929da0-ea80-11e5-bfc8-b05a661f1950.shtml

  96. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Io in questo caso non parlerei di “grane” per …il Grana!
    Anzi.
    A mio avviso ben venga che emergano queste criticità.
    Che esistano i “furbetti” (eufemismo) é purtroppo una realtà inconfutabile.
    Ovunque ci siano delle regole che riducano i margini di guadagno esiste qualche persona che non ci sta e cerca con ogni mezzo, anche illecito, di aggirare le regole.
    Mi pare si chiami disonestà, truffa, frode o qualcosa di simile ed é deprecabile.
    A volte le regole sono anche assurde, talvolta difficilmente applicabili, ma non mi pare sia questo il caso.
    In questo caso ci si trova semplicemente di fronte a “presunti disonesti” che per personale tornaconto “barano” in qualche modo sulle analisi usano mezzucci banali dopo aver cercato di risparmiare sulla materia prima da somministrare alle loro vacche.

    Forse però sarebbe bene risalire di qualche passo nella filiera di produzione del latte per capire quali siano i motivi per cui il mais italiano é tanto ricco di tossine e quello di importazione, ovviamente più costoso, ha tenori di “Aflatossina di tipo B1″ molto più bassi o anche vicini allo zero.

    Io ovviamente non sono un esperto di coltivazione e commercializzazione del mais e quindi lascio ad altri di trovare la risposta al mio semplice quesito ;-)
    Qualcuno é in grado di aiutarmi?

  97. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Roberto Defez

    Mi riferisco al link del tuo commento n° 94.

    Il redattore dell’articolo scrive:

    “…un feroce protezionismo agroalimentare in difesa dei coltivatori diretti che si vedono oggi strangolati dalle importazioni a basso costo e scarsissima qualità dal terzo mondo….”

    Ma lo sa costui che l’UE ha siglato degli accordi commerciali internazionali vincolanti anche per l’Italia? Cosa vogliamo fare: denunciare unilateralmente un accordo e subirne le ritorsioni?

    Un conto è se il prodotto non è conforme, ma queste caratteristiche di conformità sono ben specificate negli accordi e se non lo sono state incluse e ben specificate dovevamo pretendere che fosse fatto, per tutto il resto dobbiamo inchinarci visto che abbiamo votato a favore degli accordi.

    Fin che non usciamo dall’UE dobbiamo rispettare gli impegni, ma se ne usciama valutiamo bene i pro ed i contro. Un conto è se si sfascia l’UE, un altro conto è una fuoriuscita unilaterale.

    Certa gente scrive perchè ha le dita per battere su una tastiera!

  98. Giorgio FidenatoNo Gravatar scrive:

    L’itagghia e certi itagghiani vorrebbero il protezionismo per i prodotti in entrata e il liberismo per i prodotti in uscita.
    Ma si sa, oggi, per certe persone la coerenza è un optional!!!

  99. PieroNo Gravatar scrive:

    Ecco Mercalli a ripristinare prontamente lo spirito giusto…
    http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-06cf1b64-e267-4253-93d7-e7859619734b.html
    nessun contradditorio, moltissimi condizionali e luoghi comuni a mani basse!
    si dirà, ma neanche da Iacona c’era stato contradditorio; il fatto è che Iacona ha intervistato scienziati che HANNO sperimentato, non hanno raccontato i si dice e i bla bla di varia natura e provenienza
    che dire poi dell’accostamento dei brevetti nelle biotecnologie a un ipotetico manipolatore dei Promessi Sposi che modificando una frase accampi diritti d’autore!!

  100. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Senza dimenticare che mr. Iacona ha invitato nientepopodimeno che il sig. Ministro Martina in trasmissione e Lui si é ben guardato dal partecipare o, quantomeno, di inviare un suo rappresentante.

  101. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Intanto gli altri vanno avanti!

    https://sols.asu.edu/news-events/news/working-feed-world

Lascia un tuo commento

Per allegare una vostra immagine a fianco ai commenti registrarsi al sito Gravatar. Quando inserite la mail in fase di commento, bisogna usare la stessa mail che avete usato per registravi al Gravatar

Nella categoria: News, OGM & Argomenti contro

Le rubriche di Salmone

Luca Simonetti

Slow Food. Cattivo, sporco e sbagliato

Petrini aggiorna il suo manifesto, “Buono, pulito e giusto”. Qualche…