La Scienza non è divisa sugli Ogm

27 Ott 2014
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metodo-scientifico Ed inoltre non ci sono votazioni, non conta la laurea che dia la patente di scienziato o il fatto di aver pubblicato un lavoro su una rivista scientifica, quello che conta sono dei dati con numeri e statistiche che vengano validati dall’intera comunità scientifica. A questo nucleo di ricercatori e presidenti di Società scientifiche o addirittura Federazioni di decine di Società scientifiche si oppongono solo dei singoli, ma che hanno anche più spazio degli scienziati più prestigiosi, rappresentativi, riconosciuti a livello internazionale e che pubblicano sui migliori giornali scientifici internazionali.

Non sfugge a nessuno che lo spazio concesso a queste pochissime firme (stiamo parlando di 3-4 persone, sempre le stesse da decenni) è del tutto strumentale agli interessi economici, politici e di potere che impediscono un dibattito rigoroso sul tema degli Ogm.

Leggi OGM: la scienza non è divisa uscito sul Il Sole24ore del 26 ottobre 2014.

83 commenti al post: “La Scienza non è divisa sugli Ogm”

  1. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Le provate proprio tutte……ho notato nomi nuovi tra i firmatari, come per esempio Piero Morandini……uno che non si è mai speso per far approdare gli OGM in Italia………..

    Mancano i nomi della Società Italiana di Ecologia….come mai?

    http://ogmbastabugie.blogspot.it/2014/07/societa-italiana-di-ecologia.html

  2. gianniNo Gravatar scrive:

    Mancano anche i nomi della Società Bocciofila Intercomunale di Caslino al Piano….perchè?

  3. robNo Gravatar scrive:

    Caro OGMmb,
    come sempre non leggero’ il link al tuo sito, tanto sono le solite mezze bugie. Se credi di rincuorarti con documenti del 2002 firmati per scopi e tematiche molto diverse solo perchè altrimenti non li firmava nessuno, sappi che e’ solo una esibizione di debolezza (e lo sai bene).

    Ti ripeto la strada: scrivi un testo e fallo firmare ai tuoi prestigiosi scienziati anti-Ogm, ti bastano 5 minuti per sentirli tutti

  4. A come agricolturaNo Gravatar scrive:

    OGM blabla
    ci fai leggere un documento ufficiale di una società di ecologia che sostiene che il polline di mais OGM potrebbe inquinare il nostro territorio distruggendo la biodiversità?

  5. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    ok, allora parliamo solo di Mais OGM? Anzi solo di mais Bt?

    E’ ovvio che non avendo parentali selvatiche sul nostro territorio il problema si riduce……..si riduce….ma non si azzera, pensiamo per esempio al caso dello STARLINK

    http://ogmbastabugie.blogspot.it/2013/01/le-attuali-piante-ogm-non-mantengono-le.html

  6. micio micioNo Gravatar scrive:

    ogm baubau
    va bene anche un documento che sostiene che i topi alimentati con la soia rr sviluppano tumori

  7. marco pastiNo Gravatar scrive:

    OGM bb! Lo starlink non è il MON810 e gli “scienziati”, gli stessi che hanno approvato il MON810, hanno ritenuto di non approvarlo non perchè avesse dimostrato di essere tossico o allergenico ma perchè la sua digestione era più lunga del normale e avrebbe potuto lasciare qualche dubbio sul suo potenziale allergenico. Però se pensi che fare d’ogni erba un fascio sia un approccio illuminato procedi pure.

  8. A come agricolturaNo Gravatar scrive:

    di questo si parla perché è l’unico OGM autorizzato per la coltivazione in Europa.
    quando ne verranno autorizzati altri ne discuteremo, dati alla mano.
    la realtà è che tu, il tuo sito e tuoi amici scienziati non avete argomenti per opporvi al mais Bt e quindi parlate d’altro.
    OGM blabla appunto.

  9. marco pastiNo Gravatar scrive:

    Dimenticavo di esplicitare meglio: mentre per il mon810, approvato per il consumo umano la tolleranza per l’etichettatura è 0.9%, che è un valore facilmente gestibile con delle buone pratiche di produzione, per lo starlink, non approvato per il consumo umano, la tolleranza era ed è 0.0% (ovvero il limite analitico che può essere considerato 0.01%) e che è addirittura inferiore a quello che si riesce a campionare in modo ripetibile con dei campioni di dimensioni gestibili da un laboratorio. Pertanto non si può paragonare la vicenda di un ogm non approvato al cinsumo con uno approvato.

  10. Franco NulliNo Gravatar scrive:

    Gli specchi, OGM bb, sono difficili da arrampicare.
    Trova ventose più efficienti.

  11. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Franco ed altri,

    riporto considerazioni e materiali di discussione, dopo di che si prenderanno delle decisioni………gli specchi sono anche per chi non ha saputo reagire alle offese di giorgio………..

    “……………mi dovete spiegare dove sta la moralità di prendere dei soldi dalle tasche di un individuo per darle a voi che oprate nel settore agricolo? All’individuo a cui rubate i soldi non interessa niente della vostra attività e potrebbe comprare gli alimenti in altre parti e magari a minor costo.
    Prima di parlare a vanvera imparate a fare gli imprenditori con i vostri soldi e a vostro rischio. Siete imprenditori ed assumetevene la responsabilità. Se non ce la fate a causa del sistema, prendetevela con il sistema e lasciate i 5 miliardi nelle tasche dei legittimi proprietari!!!”

    se questo è il paladino degli agricoltori pro-OGM siete messi molto male!!

  12. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    OK, allora parliamo solo di mais Bt e vediamo di quanto migliorerebbe il nostro reddito…..e vediamo se questo miglioramento del reddito riuscirebbe a coprire i costi di coesistenza……

    http://ogmbastabugie.blogspot.it/2014/10/vantaggi-economici-del-mais-bt-negli.html

  13. .No Gravatar scrive:

    ogm
    comincia tu: spiegaci dove sta la moralità nel regalare pacchi di milioni (pubblici) al sig. Petrini perchè possa poi venirci a ordinare come dobbiamo vovere

  14. robNo Gravatar scrive:

    Caro OGMmb,
    noi non leggiamo i link al tuo sito: fattene una ragione.
    Non solo, ma sappi che non serve nemmeno a te mettere i link al tuo sito autoreferenziale perche’ io ho interrotto il traffico e quindi non aiuta la tua leggibilita’ mettere link qui: devi scrivere. Scrivi quello che pensi, ma e’ inutile commentare con link che nessuno leggera’.

  15. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    mi dispiace che tu abbia interrotto il traffico, avevo scritto anche una bella critica ai modi di fare della vandana

    http://ogmbastabugie.blogspot.it/2014/10/vandana-shiva-ovvero-bufale-da-una.html

  16. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Vantaggi economici del mais Bt negli USA. Di che cosa stiamo parlando?

    Molto spesso i sostenitori del mais Bt affermano che il reddito ottenibile dalla coltivazione di mais Bt sarebbe decisamente superiore a quello del mais convenzionale. Purtroppo, secondo specifiche indagini dell’Extension Service dell’Università del Minnesota, la realtà è un’altra, ovvero, considerato l’elevato costo della semente OGM, il vantaggio economico è limitato a pochi dollari per ettaro. In particolare, in uno studio pubblicato dalla “Extension Service” dell’Università del Minnesota si apprende che “L’analisi storica dei danni procurati dalla piralide in Minnesota durante il periodo 1988-1995 hanno dato questi risultati. Protezione del rendimento stimato per acro del mais Bt è stato di $ 5.61 e $ 11,63 per il controllo della prima e della seconda generazione di piralide, rispettivamente. I benefici previsti, per un totale di 17,24 dollari per acro, superano in modo significativo il premio di prezzo corrente per il mais Bt di $ 7 a $ 10 per acro.”

    http://www.extension.umn.edu/agriculture/corn/pest-management/bt-corn-and-european-corn-borer/

    Allora, di che cosa stiamo parlando? Il prodotto “salvato” vale 17,24 dollari per acro, mentre il maggior costo della semente è mediamente pari a 8,5 dollari. Pertanto, stiamo parlando di un incremento di reddito di 8,74 dollari/acro. Considerato che 1 acro è pari a 4.047 mq, il maggior reddito derivante dall’adozione di mais Bt è pari a 21,60 dollari/ettaro, ovvero 16,61 euro/ettaro. Allora, in una situazione come quella europea in cui i consumatori chiedono l’etichettatura degli alimenti OGM, la domanda che sorge spontanea è la seguente…………”riusciremo con questi 16,61 euro/ettaro a coprire i costi di separazione di filiera, ovvero di etichettatura, nonchè gli eventuali costi ambientali/sociali dovuti all’aumento di rischiosità che caratterizza tutte le innovazioni tecnologiche?”

    Personalmente credo proprio che la risposta sia negativa, in quanto attualmente il costo di produzione di 1 ettaro di mais si aggira intorno ai 1.500 euro/ettaro, per cui questo incremento di redditività è pari a poco più dell’1%…………una cifra a dir poco irrisoria.

    Sempre secondo lo studio precedente dell’Università del Minnesota, occorre aggiungere che…….. “Popolazioni di piralide europee fluttuano nel corso degli anni, da un campo coltivato a quello successivo. Allo stesso modo, le rese del mais e i relativi prezzi di mercato spesso sono volatili. Questa variabilità solleva preoccupazioni circa le fluttuazioni dei benefici economici annuali del mais Bt. Per illustrare questo punto, il rischio di investire nel mais Bt è stato esaminato per il Sud del Minnesota su un periodo di otto anni 1988-1995. Questo periodo ha incluso tre focolai annui (alto) per piralide e cinque endemiche (bassi). Il beneficio medio per questo periodo, 17,24 dollari per acro, era molto vicino alla stima nazionale, ma il ritorno economico varia considerevolmente tra gli anni di infestazioni endemiche e quelli di epidemia. Nel corso degli anni con infestazioni endemiche, la protezione del rendimento offerto dal mais Bt a malapena copriva il premio di prezzo per le sementi, attualmente variabile tra $ 7 a $ 10 per acro. Durante gli anni di epidemia, il risparmio di rendimento erano 4-5 volte il costo delle sementi aggiunto ($ 28 a $ 50 per acro). La linea di fondo: non aspettatevi un ritorno economico ogni anno o in ogni campo. Come con qualsiasi tipo di resistenza naturale, mais Bt offre solo un beneficio economico in caso di focolai di piralide.”

    C’è anche questo studio interessante della Iowa State University, dove addirittura per la soia si guadagnerebbe di più con la soia convenzionale, rispetto a quella OGM.

    http://www.leopold.iastate.edu/news/leopold-letter/1999/fall/does-planting-gmo-seed-boost-farmers-profits

    da non leggere come urlato……..PERTANTO, IL VANTAGGIO ECONOMICO PER GLI AGRICOLTORI E’ LIMITATO E FINO A QUANDO I CONSUMATORI RICHIEDERANNO L’ETICHETTATURA DEGLI ALIMENTI OGM, NON CI SARA’ ALCUN VANTAGGIO ECONOMICO PER NESSUNO……… TRANNE, OVVIAMENTE, CHE PER I PRODUTTORI DELLE SEMENTI OGM!

  17. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Perfetto, col mais Bt ci si perde. Anche col Gratta e Vinci o col Superenalotto ci si perde. Noi ci vogliamo perdere e non dobbiamo giustificare a nessuno perche’: e’ un diritto di ognuno fare cose lecite ed approvate nell’intera EU. Tu sei libero di coltivare e farci soldi, noi no, vorremmo coltivare per perdere soldi (ma conservare il diritto all’autodeterminazione)

  18. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Ma vi è delle gente molto dura di comprendonio in giro.

    Infatti non capisce che : utilizzare la tecnica OGM è semplicemente il continuare a fare della selezione genetica avendo a disposizione una tecnica supplementare.

    No, loro devono disquisire sui difetti eventuali di un singola PGM, che rappresenta l’inizio della preistoria delle PGM. Loro continuano a guardare il dito e non la luna.

    Ma saranno dei limitati mentali!!!!

  19. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    VEDISEMU, limitato mentale sarai tu, che continui solo ad offendere e, probabilmente hai problemi di DS. Porta degli elementi diversi, dimmi che la Società, non il singolo caro Roberto, guadagnerà di più anche nel caso di etichettatura e di separazione di filiera.

  20. A come agricolturaNo Gravatar scrive:

    peccato che il mais che si coltiva in Italia essendo contaminato da micotossine spesso viene bruciato o utilizzato per bruciare il fegato di chi se lo mangia
    quindi, se il contadino ci guadagna lo stesso (sempre che ci guadagni), la Società quanto ci perde???

    http://www.ilgiorno.it/lodi/mais-contaminato-1.250301
    http://www.triesteprima.it/donato-carra-sicurezza-alimentare-il-rapporto-2014-2250196.html

  21. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Peccato che il mais Bt da solo non riesca a risolvere il problema delle micotossine

    AFLATOSSINE NELL’UE E NEGLI STATI UNITI. LA DIMOSTRAZIONE CHE GLI OGM NON SONO SUFFICIENTI A RISOLVERE IL PROBLEMA
    Nell’Unione Europea i limiti massimi di aflatossine sono quelli stabiliti dal Reg. Ce 165/2010, che prevede per il mais valori differenti a seconda della destinazione. In particolare, per l’alimentazione umana è consentita la presenza di 5 ppb - parti per miliardo - per l’aflatossina B1 e 10 ppb per le B1+B2+G1+G2, mentre per l’alimentazione animale è consentita la presenza di 20 ppb per la B1.

    Nel latte crudo, nel latte trattato termicamente e nel latte destinato alla fabbricazione di prodotti a base di latte, il tenore massimo è di 0,05 ppb di aflatossina M1.

    Diversa è la legislazione americana, in particolare per le aflatossine nei prodotti destinati all’alimentazione animale. La normativa Usa, infatti, distingue i limiti massimi a seconda della specie e del periodo di vita dell’animale e varia notevolmente, passando dal valore minimo di 20 ppb nei prodotti a base di mais per mangimi destinati alle vacche da latte (stesso limite massimo ammesso nei Paesi che fanno parte dell’UE), fino ad un massimo di 300 ppb per quelli destinati ai bovini in finissaggio (15 volte superiore a quello massimo ammesso nei Paesi dell’UE).

    Negli U.S.A. può accadere poi che in particolari annate, a causa di eventi climatici sfavorevoli, i limiti possano anche essere ritoccati:

    http://www.iowaagriculture.gov/press/2012press/press09182012.asp

    http://washpost.bloomberg.com/Story?docId=1376-MAYRWY1A74E901-48HG4RN31RE943AEGJ4TRTEQEO

    Nel nostro Paese i Limiti Massimi Tollerabili di aflatossine in prodotti destinati all’alimentazione umana (espressi in µg/Kg ) sono riportati nella Direttiva 2006/1881/CE e sono pari, come si è detto, a 0,05 ppb per l’aflatossina M1 nel latte crudo e in quello termicamente trattato. Al limite massimo comunitario si sono adeguati anche alcuni Paesi asiatici, africani e dell’America Latina.

    In netto contrasto con quanto prescritto nei Paesi dell’UE, sono gli U.S.A., alcuni Paesi dell’Europa orientale e diversi Paesi asiatici, che hanno adottato un limite 10 volte superiore, ovvero 0.50 ppb, limite adottato anche dal Codex Alimentarius nel 2001.

    Si può concludere che il valore massimo consentito per l’aflatossina M1 nel latte adottato dall’UE è tra i più bassi al mondo e che questo limite è ottenuto senza la coltivazione di mais OGM. Pertanto, l’utilizzazione di mais Bt, da sola, non è sufficiente a garantire un basso contenuto di aflatossine nei mangimi. Se così fosse negli USA non sarebbe ammesso un limite così elevato.

    Senza entrare nel dibattito sulla possibilità o opportunità di richiedere o meno una modifica nella normativa europea sui tenori massimi di aflatossine nel mais, va precisato che questa procedura è lunga e complessa, anche perché richiede che siano prodotte nuove informazioni scientifiche, che devono essere valutate dall’Efsa (l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare) e dal Comitato permanente della catena alimentare della salute animale.

    http://www.ermesagricoltura.it/var/portale_agricoltura/storage/file/ra0409068s_1244543174.pdf

  22. A come agricolturaNo Gravatar scrive:

    infatti la tossina Bt riduce fortemente il danneggiamento da parte di insetti che favorisce gli attacchi fungini.

    ma…da tutto sto blabla che hai scritto vorresti farci credere che la contaminazione di micotossine è più alta nelle coltivazioni USA che nelle nostre? sarà. Evidentemente a noi vendono solo OGM “speciale” con livelli di micotossine che rientrano nei limiti stabiliti dalla normativa europea.

  23. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    Scusa Ogmbb, quanto è la concentrazione media di aflatossine nel mais italiano?

  24. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    Quant’è la percentuale di mais fuori norma per elevate concentrazione di aflatossine?

  25. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    ovviamente sono dati che non possiedo.

    Sarei molto contento se il mais Bt ci consentisse di risolvere il problema delle micotossine.

    Se qualcuno mi dice che con il mais Bt risolviamo il problema delle micotossine, io rispondo che l’esperienza USA ci dice che da solo il mais Bt non è in grado di risolvere il problema delle micotossine.

    Nella realtà esistono altre problematiche legate alla diffusione di micotossine nel mais. In particolare:

    - Occorre in primo luogo prestare attenzione alle rotazioni, al fine di limitare la diffusione della piralide. A questo proposito, occorre rilevare che negli ultimi decenni le aziende agricole, anche al fine di contenere i costi di produzione, si sono fortemente specializzate, per cui privilegiano la monocoltura di mais, con tutti i risvolti negativi in merito alla diffusione di insetti e di piante infestanti;

    - Esiste poi il problema delle attuali varietà di mais che hanno le brattee che non coprono completamente la pannocchia, per cui si sviluppano attacchi fungini. Anche in questo caso l’umidità ristagna nelle parti apicali della pannocchia, per cui si ha proliferazione di agenti micotici;

    - Esiste poi il problema delle irrigazioni effettuate massicciamente allo scopo di ottenere una maggior produzione, ma che rappresentano un elemento importante per lo sviluppo dei funghi;

    - Nella coltivazione di mais Bt esiste poi il problema della “aree rifugio”, che devono essere attuate insieme alla coltivazione del mais Bt e che, se non trattate con insetticidi, origineranno un prodotto con ingenti attacchi di piralide e, conseguentemente, con un alto contenuto di micotossine.

  26. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    Ogmbb se vuoi continuare questa discussione sono necessari quei dati sono sicuro che non avrai difficoltà

  27. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    sicuramente li ha Marco Pasti……….però, discutiamo un attimo su quello che ho postato in precedenza.

    Sono convinto che se facciamo le rotazioni e, in caso di infestazione, facciamo 1/2 trattamenti insetticidi con Bt, otteniamo un controllo della piralide allo stesso livello del mais Bt (poi le micotossine vanno via per loro conto e fanno quello che vogliono) …….è vero spendiamo qualcosina di più, però sono convinto che con l’etichettatura dei derivati da OGM (carne, latte, uova, ecc.) il consumatore ci darebbe fiducia.

  28. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Ecco le panzane della PAMZANA SHIVA

    http://www.plantbiotechnology.org.in/Genetically%20Engineered%20Crops%20in%20India.pdf

    Per sveltire la lettura riporto una traduzione da traduttore della parte relativa al Cotone Bt

    L’India ha commercializzato un solo raccolto GE, il cotone Bt con il Cry 1 Ac gene (Bollgard I), tollerante
    il parassita del cotone più grave, il bollworm americano. Le prestazioni del cotone Bt in India è stata
    fenomenale e il progresso ha fatto dal 2002, quando è stato approvato, è sia veloce e lontano.
    Nel 2002, il cotone Bt è stato piantato su 0,5 milioni di ettari da poche centinaia di agricoltori. Nel 2013, l’area sotto
    Il cotone Bt è stato di 11 milioni di ettari che coinvolgono 7,3 milioni di agricoltori, in nove stati indiani (James, 2013).
    Il cotone Bt è ora coltivato in oltre il 95 per cento della superficie a cotone e circa l’80 per cento di questo è in fase di Bollgard
    II, i due geni (1AC Cry Cry 2 e Ab) accatastati cotone Bt con un livello molto più elevato di tolleranza dei parassiti. India
    è ora al 4 ° posto mondiale nella superficie coltivata a colture Ogm (James, 2013).
    Un confronto delle statistiche sui vari aspetti dello sviluppo del cotone Bt e le prestazioni tra il 2002
    e il 2013 illustra l’imponente contributo del cotone Bt allo scenario di cotone indiano (James, 2013;
    Brookes e Barfoot, 2014):
    a) un solo evento nel 2002 e sei eventi nel 2013;
    b) Una società in via di sviluppo nel 2002 e più di 40 aziende nel 2013;
    c) Tre ibridi nel 2002 e oltre 1.095 nel 2013;
    d) C’è stato un forte calo l’uso degli insetticidi, in coincidenza con l’adozione su larga scala di cotone Bt,
    da 5.748 tonnellate di principi attivi in ​​2001-222 tonnellate con conseguente risparmio di circa
    135 milioni di dollari. Nel 2001, il 46 per cento dei pesticidi usati in India è stata spruzzata su cotone mentre era 17,2
    per cento nel 2012 (Mayee e Choudhury, 2013);
    e) per ettaro le rese medie di cotone a picco è passato da circa 308 kg per ettaro nel 2001-02 a 550 kg in
    2013-14;
    5. colture Ogm nelle colture INDIA 5. GE IN INDIA
    20f) la produzione di cotone è passato da 13,6 milioni di balle (balla = 170 Kg) nel 2002-03 e 37 milioni di balle
    nel 2013-14;
    g) il cotone Bt ha notevolmente contribuito alla trasformazione di India da un importatore di cotone di un esportatore.
    India ha importato 4,25 milioni di tonnellate di cotone nel 2001 e ha esportato 1,25 milioni di tonnellate nel 2011-
    12; e
    h) l’India è stato stimato avere una maggiore reddito agricolo dal cotone Bt da 14,6 miliardi di dollari in 11 anni
    periodo dal 2002 al 2012, e 2,1 miliardi di dollari nel solo 2012 (Brookes e Barfoot, 2014).
    Che il cotone Bt in India non è più una questione aperta e che ha enormemente beneficiato degli agricoltori e
    paese è stato sottolineato da una serie di indagini (Bury, 2013; James, 2013; Mayee, e Choudhary,
    2013; Chandrasekhara Rao, 2014). Ogni questione sollevata contro il cotone Bt è stato risposto
    (Manjunath, 2011). La falsa attribuzione di suicidi dei contadini a BT cattivi raccolti di cotone è stata anche ripudiata
    (Gruère, et al, 2008;. Sheridan, 2009; Gruère e Sengupta, 2011; Bury, 2013). Tuttavia, ogni
    nuovo evento di cotone Bt deve passare attraverso il processo di regolazione biosicurezza che coinvolge prove sul campo. e
    tutti gli altri attivisti giorno urlano che il cotone Bt ha fallito causando immensa miseria agli agricoltori.

  29. Franco NulliNo Gravatar scrive:

    Adoro il Gratta e vinci Roberto.
    Io no ho mai vinto un cent, mio figlio basta che compri in biglietto e vince…
    Fra poco si compra un trattore per l’orto…
    Perché non lasciamo che ciascuno di noi decida quello che vuole fare delle proprie ossa nella vita?
    E’ cosi difficile (nel rispetto degli altrui diritti)

  30. roberto defezNo Gravatar scrive:

    Io non amo il Gratta e Vinci, ma adoro la roullette. Ma sopratutto detesto che uno stato arruffone, arrogante e paternalista dica a noi cosa fare quando lui stesso non sa cosa fare con se stesso.

  31. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Roberto, e lo sai benissimo, il problema è che quello che fai potrebbe avere ripercussioni su altre attività……… e quello che fai non è il massimo da un punto di vista di strategie di marketing per il nostro Paese………

  32. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    Vi ricordate quando alcuni con un quoziente intellettivo decisamente “sopra” la media gridavano “Alleluia” per il fatto che la Cina stesse boicottando i prodotti GM americani?

    Bene…leggete qua:

    http://www.ilfoglio.it/articoli/v/122429/rubriche/cina-ogm-il-piano-della-cina-per-sconfiggere-loccidente.htm

  33. TC1507No Gravatar scrive:

    Sono convinto che se facciamo le rotazioni e, in caso di infestazione, facciamo 1/2 trattamenti insetticidi con Bt, otteniamo un controllo della piralide allo stesso livello del mais Bt (poi le micotossine vanno via per loro conto e fanno quello che vogliono) …….è vero spendiamo qualcosina di più, però sono convinto che con l’etichettatura dei derivati da OGM (carne, latte, uova, ecc.) il consumatore ci darebbe fiducia”.
    Alla faccia della sostenibilità! Allora vuol dire che chi usa l’insetticida bacilluc thuringensis in agricoltura biologica non ha capito niente. Per quel che riguarda l’etichettatura è solo marketing e raggiro.

  34. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    TC1507, hai presente l’insetticida Bt o credi che sia un insetticida chimico di sintesi?

  35. Giuliano D'AgnoloNo Gravatar scrive:

    Caro OGM bbl,
    per le aflatossine nel mais raccolto nel 2013 vedi
    http://mangimiealimenti.it/articoli/914-indagine-sulla-contaminazione-da-micotossine-in-mais-campagna-2013

    Il caso Starlink non esiste dopo le prove effettuate dal Center for Disease
    Control. All’epoca, la resistenza alla digestione ed alla denaturazione termica della proteina Cry9C, inserita nel mais Starlink dell’Aventis (ex AgrEvo) non hanno costituito prova conclusiva di allergenicità, per la FDA che ha autorizzato tale mais solo per il consumo animale in attesa di altri saggi. Tuttavia, quando nel settembre 2000, tracce di mais Starlink, a causa di una contaminazione accidentale, sono state trovate in circa 300 prodotti destinati al consumo umano distribuiti nell’area di Chicago, sotto forma di corn-flakes, tortillas, tacos ecc., una serie di indagini è stata condotta dalle autorità statunitensi.
    Il Center for Diseases Control and Prevention ha selezionato 28 persone sospettate di aver avuto reazioni allergiche a seguito dell’ingestione dei prodotti contenenti Starlink, a fronte di circa 2000 che si erano presentate in ospedale dichiarando reazioni allergiche dovute allo Starlink (1,3). Nessuno dei sieri delle 17 persone, che si sono sottoposte al test, conteneva IgE specifiche per la proteina Cry9C. Questo risultato non poteva però escludere una reazione allergica a Starlink, perché la proteina impiegata per il saggio non era glicosilata, a differenza della proteina espressa nella pianta. Altri studi su modelli animali hanno escluso effetti immunotossici del mais Starlink (4). Una singola persona ha richiesto il test di sensibilità cutanea al mais Starlink che è risultato negativo. Successivamente questa persona si è fatta sottoporre ad un test più specifico (DBPCFC), ingerendo 21 g del mais transgenico, quantità corrispondente al contenuto di una tortilla. Anche questo test ha dato risultato negativo (4) quindi, le autorità USA hanno dato il via libera al consumo umano del mais Starlink.
    1. sense? Nature Biotechnol 2008; 26(1): 73-81.
    2. Center for Disease Control and Prevention (CDC). Investigation of human health effects associated with potential exposure to genetically modified corn. Report to the US FDA, 2001 june 21. http:// http://www.cdc.gov/nceh/ehhe/cry9creport/pdfs/cry9creport.pdf; ultima consultazione 21/03/2014.
    3. Bucchini L, Goldburg R. Comments from environmental defense on EPA “Cry9C Food Allegenicity Background Document” 29 february 2000. http://www.biotech-info.net/Comment3.pdf e http://www.epa.gov/scipoly/sap/meetings/2000/february/foodal.pdf; ultima consultazione 21/03/2014
    4. Teshima R, Watanabe T, Okunuki H, Isuzugawa K, Akiyama H, Onodera H, Imai T, Toyoda M, Sawada J. Effect of subchronic feeding of genetically modified corn (CBH351) on immune system in BN rats and B10A mice. Shokuhin Eiseigaku Zasshi 2002; 43(5): 273-9.
    5. Sutton SA, Assa’ad AH, Steinmetz C, Rothenberg ME. A negative, double-blind, placebo-controlled challenge to genetically modified corn. J Allergy Clin Immunol 2003;112(5):1011-2.

  36. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Ma come Giuliano, ma non lo sai che non ha il permesso di Petrini di ascoltare o leggere le cose che hai detto?

  37. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Devo dire che Giuliano D’Agnolo è sempre ben informato (e ci mancherebbe che non lo fosse lui) e non offende come altri……..in pratica è un ottimo interlocutore.

    Sul fatto che ci siano state persone che hanno cavalcato la storia dello Starlink per poter eventualmente avere degli indennizzi, sono d’accordo.

    Allora, se ho ben capito, il mais Starlink in un primo momento era stato ritirato dal mercato, poi è stato riammesso?

  38. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    @Giuliano D’Agnolo.

    Ho letto lo studio e non mi pare che escluda la possibile allergenicità dello Starlink per gli umani. Del resto se era stato approvato solo per uso zootecnico un motivo ci deve essere.

    Lo studio afferma che…….

    “Anche se i partecipanti allo studio possono aver sperimentato reazioni allergiche, sulla base dei risultati di
    questo studio, non siamo in grado di confermare che la malattia riportata è stata una reazione allergica alimentare associata.
    Anche se i nostri risultati non forniscono alcuna prova che le reazioni allergiche sperimentate dalle persone che hanno presentato istanza AER sono stati associati con ipersensibilità alle proteine ​​Cry9C, non possiamo
    completamente escludere questa possibilità, in parte perché le allergie alimentari possono verificarsi senza rilevabile
    siero IgE agli allergeni (Ogura 1993)…………………………. Valutare le implicazioni per la salute pubblica dall’introduzione accidentale di StarLinkTM mais nell’approvvigionamento alimentare umana pone un compito impegnativo. Le difficoltà di questa indagine sottolinea l’importanza di valutare il potenziale allergenico degli alimenti geneticamente modificati, prima che diventino disponibili per il consumo umano.”

    Mi sembra tutto molto ragionevole…….e non esclude l’allergenicità dello Starlink………a questo punto mi chiedo se è vero che è stato ammesso al consumo umano.

  39. TC1507No Gravatar scrive:

    Lo so. Il bt è un insetticida ecologico usato a nastro in agricoltura biologica e deriva da un batterio naturale che vive nel terreno. Per questo mi sorprende che i no-Ogm sostengano “facciamo 1/2 trattamenti insetticidi con Bt, otteniamo un controllo della piralide allo stesso livello del mais bt”. Quindi mais convenzionale = più trattamenti.
    Poi le rotazioni; servono per gli insetti terricoli, poco per piralide perché quella vola.
    Mi sono nominato TC1507 , dal nome dell’evento di un mais gm simile al mon810. Essendo un venduto al soldo delle aziende biotech è il minimo che potessi fare. No, scherzo! :-) Sono solo un tipo qualunque che vuole capire.
    Saluti a tutti.

  40. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    Mi sembra che l’intervento di Giuliano sia stato più che onesto, limitandosi ad analizzare dati…poi ognuno tragga le proprie conclusioni

    D’Agnolo:

    “…Nessuno dei sieri delle 17 persone, che si sono sottoposte al test, conteneva IgE specifiche per la proteina Cry9C. Questo risultato non poteva però escludere una reazione allergica a Starlink, perché la proteina impiegata per il saggio non era glicosilata, a differenza della proteina espressa nella pianta. Altri studi su modelli animali hanno escluso effetti immunotossici del mais Starlink (4). Una singola persona ha richiesto il test di sensibilità cutanea al mais Starlink che è risultato negativo. Successivamente questa persona si è fatta sottoporre ad un test più specifico (DBPCFC), ingerendo 21 g del mais transgenico, quantità corrispondente al contenuto di una tortilla. Anche questo test ha dato risultato negativo (4)…”

    OGMbb:

    “…A questo proposito, dobbiamo dire che nei Paesi che per primi hanno adottato alimenti transgenici, il primo, presunto, incidente alimentare causato da OGM si è già verificato. Negli U.S.A. una partita di STARLINK, un mais transgenico autorizzato solo per l’alimentazione animale perché ritenuto allergenico per l’uomo, è stato erroneamente avviato all’alimentazione umana; risultato, circa 50 persone hanno accusato malesseri che sembrano riconducibili al consumo di questo mais e sono ricorse alle cure mediche…”

    OGMbb, capisci il diverso peso dei due interventi?

    In quasi tutti gli articoli scientifici si è soliti ritrovare: “sembra”, “correla”, “non possiamo escludere totalmente”…in quasi tutti gli articoli scientifici i ricercatori non traggono conclusioni assolute ma rimangono possibilisti su spiegazioni alternative, modelli altri che possano spiegare i dati. Si chiama principio di falsificazione della scienza ed è la più grande conquista mai effettuata in campo scientifico. Il problema nasce quando alcuni, prendendo queste parole, tentano di ribaltare i dati presenti in quegli articoli.

    PS.: Grazie Giuliano per il tuo intervento.

  41. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    ho semplicemente riportato un fatto…..punto…..avrei dovuto riportare delle indagine epidemiologiche che negli USA nessuno produce? avrei dovuto riportare delle analisi di laboratorio?……che cosa ho scritto di falso? Me lo dici.

    Per essere obiettivo, e consapevole del fatto che è difficile dimostrare un nesso causa/effetto, ho anche scritto “…..malesseri che sembrano riconducibili al consumo di questo mais……”……..sembrano, ho scritto sembrano, non ho scritto che “…..sono riconducibili a questo mais”……….

    A causa di questo fatto il mais Starlink è stato ritirato dal mercato……

    “Questo mais meriterà in futuro sicuramente un approfondimento. Per ora basti sapere che era stato autorizzato (precauzionalmente) solo ad uso mangimistico perchè secondo i test in vitro erano emerse indicazioni su di una potenziale allergenicità della nuova proteina prodotta (in quanto stabile al calore e agli enzimi digestivi) .

    Nel 2000 furono però ritrovate tracce di mais Starlink (a livello di DNA, non di proteina) in alcuni tacos e nel 2001 il mais Starlink fu ritirato dal mercato.”

    http://biotecnologiebastabugie.blogspot.it/2009/04/ogm-contaminazione-irreversibile-o.html

    ……. adesso apprendo da D’Agnolo che è stato reintrodotto per uso alimentare umano…….attendo conferma.

  42. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    OGMbb, non hai scritto nulla di falso…anzi, quasi mai mi è capitato di leggere cose (da te) false; tuttalpiù un pochino sovrainterpretate (a differenza di molti altri). Per questo mi piace discutere con te…il fatto che abbiamo punti di vista diversi non toglie nulla al confronto…anzi. Per quanto riguarda i post precedenti, volevo solamente far notare che l’intervento di Giuliano era pertinente…lui stesso aveva sottolineato le conclusioni degli autori della ricerca. :-)

  43. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    grazie SCIENZA_79…….nel limite del possibile cerco di non riportare cose “non vere”.

    A proposito di sovrainterpretazioni ho criticato la Vandana

    http://ogmbastabugie.blogspot.it/2014/10/vandana-shiva-ovvero-bufale-da-una.html

    però devi ammettere che ci sono dall’una e dall’altra parte. Per esempio:

    - gli OGM risolvono il problema della piralide
    - gli OGM risolvono il problema delle erbe infestanti
    - gli OGM risolvono il problema della fame nel mondo
    - gli alimenti OGM sono uguali a quelli ottenuti dal prodotto isogenico
    - gli OGM li stiamo mangiando da 10.000 anni
    - gli OGM non hanno in Italia parentali selvatiche

    Devi ammettere che tutti quelli che fanno queste affermazioni fanno disinformazione o, quantomeno, tendono a sovrainterpretare la realtà.

  44. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Certo per capire certe affermazioni occorre avere del “comprendonio” e se uno non l’ha non lo può comprare sotto i portici di Torino, ma deve solo studiare le cosa che non sa o farsele dire da chi ne sa più di lui.

  45. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    In tutti questi anni mi è capitato di ascoltare cose non esatte da ambo le parti…tuttavia considero alcune affermazioni fatte da detrattori “senza se e senza ma” molto più gravi di qualsiasi cosa sbagliata possa essere venuta dai sostenitori degli OGM. Aggiungo che, personalmente, ritengo riduttiva e sterile qualunque semplificazione si possa fare sull’argomento. L’uso indiscriminato di “OGM” senza alcuna contestualizzazione, non solo non ha alcun senso ma nuoce fortemente al confronto.

  46. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    Mi sono accorto di un errore nel pot precedente: Per “uso indiscriminato di “OGM”” intendevo dire: “uso indiscriminato della parola OGM”… :-)

  47. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    lapsus freudiano?

  48. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    :-)

  49. Franco NulliNo Gravatar scrive:

    OGM, sei uno sfinimento…
    Basta con le solite tiritere.
    Smettila di ripetere sempre le stesse cose!
    Ma cosa fai, un copia e incolla in ogni thread delle tue liste della spesa?
    Basta per cortesia!
    Ti ascoltiamo volentieri se ci racconti cose nuove e pertinenti.
    Basta!

  50. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Franco,

    se ci fai caso intervengo solo nei Topic e nei post dove sono scritte bugie. Pertanto il “Basta!” è reciproco

  51. Giuliano D'AgnoloNo Gravatar scrive:

    Caro OGM bbl
    sebbene dopo l’indagine del Center for diseases control la Food and Drug Administration, anche a fronte di altre evidenze presentate dalla ditta interessata, avesse approvato il consumo umano dello Starlink, quest’ultimo non è mai stato messo in commercio.

  52. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    me pareva!

  53. Franco NulliNo Gravatar scrive:

    Risposte personali a post 42.

    - gli OGM risolvono il problema della piralide
    No, però sono uno dei mezzi possibili per mitigarlo

    - gli OGM risolvono il problema delle erbe infestanti
    No, ma sono uno dei tanti sistemi per contrastarle

    - gli OGM risolvono il problema della fame nel mondo
    No, ma gli sviluppi futuri della ricerca possono aiutare a farlo

    - gli alimenti OGM sono uguali a quelli ottenuti dal prodotto isogenico
    Al momento non vi sono evidenze scientifiche che dimostrino il contrario

    - gli OGM li stiamo mangiando da 10.000 anni
    Dipende da cosa intendi per OGM. Tutto il mondo vegetale é OGM; ogni pianta ha avuto nei secoli modificazioni genetiche.
    Ergo quello che mangiamo é modificato geneticamente rispetto alla sua origine. Se intendi mutazioni genetiche “create” in laboratorio sono passati solamente circa 25 anni e non 10.000.

    - gli OGM non hanno in Italia parentali selvatiche
    Si, le hanno. Si tratta con la ricerca e con la legislazione di imporre dei limiti ragionevoli. Non esiste attività di progresso umano priva di potenziali rischi. Compito della scienza individuarli e del legislatore di porre i dovuti limiti. Se ambedue sono seri…

  54. Franco NulliNo Gravatar scrive:

    Nell’ultimo capoverso a proposito di parentali selvatiche avrei dovuto scrivere

    “Si, alcuni ne hanno.”

  55. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Grazie Franco,

    allora perchè in tanti favorevoli agli OGM dicono che:

    - gli OGM risolvono il problema della piralide
    - gli OGM risolvono il problema delle erbe infestanti
    - gli OGM risolvono il problema della fame nel mondo
    - gli alimenti OGM sono uguali a quelli ottenuti dal prodotto isogenico
    - gli OGM li stiamo mangiando da 10.000 anni
    - gli OGM non hanno in Italia parentali selvatiche.

    Forse perchè vogliono fare disinformazione, oppure perchè sovraintendono la realtà!

  56. TC1507No Gravatar scrive:

    Se l’insetticida bt sul mais funzionasse così bene e con costi sostenibili lo userebbero tutti. Poi, come spesso succede nella realtà, finisce che quasi tutti usano quelli chimici perché sono soggetti a meno variabili e più stabili come efficacia. E non sono certo prodotti dai frati francescani ma dalle tanto odiate multinazionali chimiche (le prime tre al mondo per fatturato mi pare siano europee). Stesso discorso per i diserbanti; molte persone sono convinte che basti continuare a vietare la coltivazione di soia RR (o maisRR, o cotoneRR) ed ecco che i diserbanti spariscono per incanto.

  57. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    TC1507

    Sono proprio state le tre europee che all’inizio hanno pagato i movimenti anti OGM per contrastare l’immagine della Monsamto, appunto perchè temevano che l’accoppiata sementi-biotecnologie li avrebbe messi fuori mercato…. Poi si sono dovuti arrendere ed anche loro si sono dotate di sementi, ma il male era fatto.

  58. TC1507No Gravatar scrive:

    Pienamente raccordo, Dott. Guidorzi. È proprio questo che volevo far emergere. Grazie.
    Poi, non sarà vero quello che dicono i pro-ogm che risolvono i problemi della piralide, delle erbe, della fame ecc. ma neanche dall’altra parte non scherzano. La TV è invasa da persone convinte (o per meglio dire cercano di convincere lo spettatore, il consumatore) che gli ogm producono semi sterili, e quindi si è costretti a riacquistarle ogni anno, che però possono diventare piante infestanti, che gli ogm sono adatti alle grandi estensioni, che le sementi costano di più, che sono una scelta irreversibile, che sono una tecnologia che non ha avuto successo nel mondo, che producendo di più sono scadenti in qualità e quindi nocivi per uomo animali e ambiente (bisogna puntate sulla qualità e non sulla quantità, sul made in italy). E potrei continuare…

  59. Franco NulliNo Gravatar scrive:

    OGM, parliamoci chiaro.
    Ti ho mai detto che il mondo OGM risolve tutti i problemi del mondo, guerre comprese?
    Non credo.
    Ti ho detto un’infinità di volte che sono convinto che un’aprioristica ostilità nei confronti delle manipolazioni genetiche secondo me può essere un ostacolo all’evoluzione del mondo agricolo.
    Questo é il messaggio che da tempo cerco di far passare.
    Se il MON 810 é un aiuto per risolvere un problema io sono favorevole. Punto e basta.
    Il resto sono seghe mentali e battaglie ideologiche che non servono a nessuno.
    Non fermiamo la ricerca in nome di preclusioni ideologiche. Cerchiamo di andare avanti e non indietro sulla scia di paure che sanno di caccia alle streghe medievali.

    P.S. però adesso per farmi una cortesia la smetti di continuare a postare il tuo elenco della spesa…

  60. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    No! Non sono state le 3 europee a contrastare gli OGM, è stata la SPECTRE che ha pagato gli anti OGM, poichè si era creata una situazione in cui c’era qualcuno che voleva Modificare Geneticamente il Capo della SPECTRE e questo non era accettato dalla Governance.

  61. Giuliano D'AgnoloNo Gravatar scrive:

    Perchè usare gli OGM invece della tossina Bt?
    Un uso su larga scala delle tossine del Bacillus thutingiensis non è semplice perché le varietà di B. thuringiensis, isolabili dal terreno (è possibile isolare il B. thuringiensis dalle feci di molti animali e dagli invertebrati del suolo), producono molte tossine con specifictà d’azione differente. Ad oggi ne sono state isolate circa 3000. La sottospecie, chiamata kurstaki HD, è attiva su alcune specie di lepidotteri, mentre la sottospecie, denominata israelensis, è tossica per molte specie dell’ordine dei Ditteri, ed èu largamente impiegata nel controllo delle zanzare, vettori della malaria. Questa sottospecie viene aggiunta direttamente ai contenitori usati per conservare l’acqua potabile, specialmente in Asia, senza che sia mai stato segnalato qualche problema sanitario. Più recentemente è stata isolata la sottospecie tenebrionis, che produceva una tossina simile al kurstaki HD, patogena per i Coleotteri e particolarmente per la famiglia Crisomelidae. Quindi per impiegare la tossina, un agricoltore dovrebbe monitorare costantemente i propri campi, applicando di volta in volta la tossina appropriata all’nsetto dannoso, con i costi che potete immaginare. Inoltre. quando vengono applicate come insetticida fogliare, le tossine del B. thuringiensis persistono per periodi molto brevi sulle piante (1-4 giorni) poiché sono degradate dai raggi UV. Il B. thuringiensis è un batterio sporigeno e le sue spore sono presenti in vari preparati commerciali. Le spore mantengono la persistenza nel suolo, per lunghi periodi di tempo venendo sequestrate dalle particelle argillose. Nel caso degli spray commerciali di B. thuringiensis il legame della tossina, con le particelle del suolo, probabilmente a causa dell’alto peso molecolare, può essere limitato, l’accumulo nel terreno più lento e la degradazione più veloce. In alcuni terreni, sia con metodi immunologici sia con saggi biologici, basati sulle proprietà larvicide, è stata dimostrata la presenza di tossina, anni dopo il trattamento con preparati commerciali di Bt. Il legame alle particelle del terreno rallenta la degradazione microbica della tossina. Tale protezione della tossina dalla degradazione non è, però, assoluta perché una certa degradazione avviene sempre e questa è più veloce nei terreni con pH da 5.8 a neutro e più lenta nei terreni con pH 4.9-5.0, a causa della maggior attività microbica a pH neutro.
    L’espressione della tossina in una pianta transgenica fornisce una protezione che dura per l’intero periodo della crescita della pianta stessa: l’attività insetticida non è limitata nel tempo come quella fornita dalle preparazioni commerciali a base di Bt ed inoltre, le piante GM agiscono anche su quei parassiti che attaccano le radici o quelli che rimangono all’interno dei tessuti della pianta, come la piralide (Ostrinia nubilalis) nel mais o il bruco del cotone (Helicoverpa zea, H. armigera).
    Giuliano D’Agnolo

  62. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    ok, d’accordo, ma in questo modo c’è una forte pressione selettiva e gli insetti, inevitabilmente, maturano resistenza genetica.

  63. SimoneNo Gravatar scrive:

    Oltre il problema futuro del maturare la resistenza genetica ,mell’immediato c’è il fatto che anche le varietà ingegnerizzate con il bt sono sensibili agli attacchi funginei ,per cui la sola difesa contro la piralide anche usando il mon 810 non garantisce mais sano.
    Non per nulla negli Stati Uniti sta prendendo piede la pratica di trattare con fungicidi il mais bt .Alla fine però tra maggiori spesi di seme, geodisinfestante per la diabrotica conciante per gli elateridi, trattamento con il fungicida per la fusariosi ,quello insetticida per le zone rifugio ,quell’altro per tentar di contenere gli adulti di diabrotica .quando il mais va a 130 euro/t finisce come con il riso: hai una sacco di spese di coltivazione e per tanto che produci con quei prezzi e con i ns costi non sei lo stesso competitivo.

  64. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Simone, grazie.

    Ci riporti le Fonti di quello che hai affermato……perchè, sai, qui ci sono dei professionisti

  65. SimoneNo Gravatar scrive:

    Scusa ogmbb: davo per scontato che siete dei professionisti e sapete come si fa mais in Italia e anche oltreoceano,dove non è che seminino mais ogm e poi vanno al mare neanche là.

    Di diverso da noi oltre che usare mais ogm , concimarlo con abbondantemente con ammoniaca anidra , c’è che lo trattano con i fungicidi per proteggere la pianta. Ed è da un po di anni che è in uso ed in espansione la pratica.
    Qui ne fanno una valutazione prevalentemente economica/produttiva

    http://www.apsnet.org/publications/apsnetfeatures/Pages/fungicide.aspx

    L’idea di trattare il mais ad emissioni delle sete con fungicidi, invece viene da Dupont Pioneer Canada
    che a sentir loro è valida anche sotto l’aspetto qualitativo/sanitario della granella

    https://www.pioneer.com/CMRoot/Pioneer/Canada_en/agronomy/agronomy_research_summaries/pdfs/2014_Proline_Foliar_Fungicide_Effect_Corn_Yield_Deoxynivalenol.pdf

  66. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    Grande Simone………fai attenzione perchè quando trovano un interlocutore scomodo, come Tu sembri essere, cominciano le offese.

  67. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Simone

    Sai io sono un datato e mi avevano insegnato che esisteva un regno animale ed un regno vegetale con caratteristiche perfettamente differenti e che i parassiti appartenevano all’uno o all’altro di questi mondi.

    Per combatterli non si potevano usare le stesse sostanze nocive perchè la fisiologia e l’anatomia dei due tipi di parassiti è diversa. infatti, vi sono due categorie di prodotti di trattamento: gli anticrittogamici e gli insetticidi (anche se non colpiscono solo gli insetti)

    Quindi nessuno di noi ha mai pensato di uccidere il fusarium o il penicillum ecc, ecc, con la tossina Bt che è un insetticida (solo qualcuno che ha fatto collezione di 27 politici senza mai studiare non conosce queste cose) Si è solo detto che se abbiamo meno vie di entrate per il fungo questo si sviluppava meno e guarda caso le gallerie che fa la piralide sono una di queste vie di entrata, ma non la sola. Quindi la lotta alla piralide da un contributo a limitare (attenzione limitare e non annullare) gli attacchi fungini.

    E’ nell’ordine delle cose, quindi, dato che siamo tra professionisti, che io limito certi insetticidi e non escludo l’uso degli anticrittogamici se l’inoculo fungino è abbondante, cosa non sempre avviene e che dipende da luogo a luogo. Ad esempio quest’anno le varietà di mais precoci se ne sono uscite molto meglio delle tardive. ma attenzione precocità è sempre collegato con potenziale minor produzione.

    Ora è stato visto che all’emissione degli stigmi più in altri stadi fenologici della pianta un trattamento fungicida mantiene più sano il mais.

    E’ evidente che il modo di agire di un agricoltore dipende dal rapporto costi/ricavi e che quindi certi interventi non sono economici. Infatti molte partite di granella di mais raccolte finiscono nei biodigestori perchè inadatti all’alimentazione zootecnica.

    Ora finchè una società ritiene e paga enormi sovvenzioni ai tenutari dei biodigestori per il solo fatto che producono energie rinnovabili, è certo che l’agricoltore non è spinto a fare un prodotto mercantilmente accettabile come costitutore di mangimi. Finchè, però, dura e finchè le famiglie e le industrie si possono permettere di pagare l’elettricità il 30% più dei nostri concorrenti sul mercato.

    Scusa Simone se sono sceso alle elementari per spiegare ciò che tu ci hai mostrato. Ora se il mais quota 130 euro/t significa che qualcuno lo vende e non credo che lo vendano tutti in perdita, certo ci sarà qualcuno che non ce la fa ed allora smetterà di produrre. Oggi come oggi gli stoccatori/essiccatori di mais stanno comprando mais che arriva dalla Slovenia e dalla Romania a 80 €/t e che rivendono a 13. come fanno non lo so, ma comunque il mercato ne risente.

  68. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    ma come faranno a comprare il mais a 80 €/t?

    Questi sono i regali della globalizzazione……..stesso mercato……regole produttive diverse…….non ce la faremo mai!

    A causa di tutto ciò le aziende agricole di collina e di montagna chiudono e poi ci lamentiamo del dissesto idrogeologico e delle esondazioni dei fiumi.

    Gli OGM sono adatti al territorio di pianura e favoriranno l’esodo rurale dei territori di collina e di montagna.

    http://ogmbastabugie.blogspot.it/2012/12/ogm-e-deruralizzazione-del-territorio_31.html

  69. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    OGM OGM OGM OGM OGM OGM OGM OGM OGM OGM OGM OGM OGM OGM!!!

    Ma scusa OGMbb, non eri favorevole all’uso di viti innestate su portainnesto GM?

  70. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    favorevole…..favorevole……ma non vorrai occupare tutta la collina e la montagna con vite OGM?

  71. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    :-) no tranquillo non era quello il senso del mio intervento. Volevo dire che forse, invece di parlare di OGM in senso lato, potrebbe valere la pena iniziare a discutere su quali OGM potremmo autorizzare, quali potremmo studiare o continuare a studiare e quali abbandonare…

  72. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    Scommetto che troveresti d’accordo il 99% di ricercatori e scienziati

  73. TC1507No Gravatar scrive:

    A proposito di futuro, qualcuno potrebbe dire, o almeno ipotizzare cosa accadrà dopo il 16 marzo 2016 quando, se non erro, scadrà il brevetto ventennale del mon810 (il più antico) e poi via via gli altri (soia RR, ecc.) Probabilmente non cambierà nulla, ma vorrà forse dire che qualsiasi ditta sementiera potrà mettere il tratto mon810 sui suoi ibridi senza pagare la licenza a Monsanto? In questo caso le nostre poche ditte italiane di sementi sono già prontissime e preparate. Grazie.

  74. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    TC1507

    “In questo caso le nostre poche ditte italiane di sementi sono già prontissime e preparate. Grazie.”

    E’ una preoccupazione che non devi avere in quanto in Italia non esiste nessuna ditta sementiera ormai che può usare il tratto Mon 810 , da tanto tempo sono sparite tutte.

    Il problema è un altro a mio avviso, quando il Mon 810. come tratto genetico modificato, sarà libero ed io lo inserisco tramite incrocio classico in altro materiale vegetale, ho costruito un OGM o ho solo usato un gene presente in natura e liberamente utilizzabile?

  75. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    a Scienza_79,

    gli OGM vanno valutati caso per caso……non ho mai detto di essere contro OGM resistenti alla salinità, al ph acido, al ph basico, al caldo, al freddo, all’umidità, al siccità, al calcare, ecc………..ma questi non esistono!

    questi OGM potrebbero sicuramente contribuire alla risoluzione dei problemi della fame nel mondo…….

  76. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    OGMbb, non ne esistono di approvati semplicemente perché in Italia è proibita qualsiasi sperimentazione in campo su qualsiasi OGM, buttando al vento competenza e serietà di centinaia di ricercatori Italiani. Quando si riesce ad arrivare ad una sperimentazione, c’è poi qualcuno che decide di abbattere o bruciare tutto (es. campi di golden rice nelle filippine…ma la lista è lunga) (Giusto per curiosità; fatti dire da Roberto la sua esperienza in fatto di Brevetti in Italia). Detto questo veniamo al punto: da quali OGM non autorizzati potremmo ripartire? Dal melo del Prof. Sala? Dal melo del Prof. Sansavini? Dimmi tu….

    Quello che ho sempre letto è un NO a prescindere anche da parte di coloro che con tanto ardore puntualmente difendi. Ho idea che faccia comodo mantenere lo status quo e difendersi dietro ad un “ma questi non esistono!”

    Cordialmente

  77. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    rimane il fatto che non esistono……o no! dimmi quelli che esistono

  78. SCIENZA_79No Gravatar scrive:

    Vabbè…ci rinuncio…

  79. OGM, bb!No Gravatar scrive:

    rinunciare subito! abbiamo appena iniziato.

    sui portainnesti OGM direi che non ci sono problemi…….. rimane il fatto a mio parere che se questi portainnesti “scappano” (cioè vanno a fiore, così come può andare fiore un “franco”) ………… potrebbe essere un problema, oppure no!

  80. SimoneNo Gravatar scrive:

    Guidorzi
    Le partite di granella finite ai biodigestori vengono liquidate a prezzi ancora meno remunerativi del mais sano. Credo sia sufficiente per far si che chi fa granella(diversamente da chi già dalla
    semina o alla maturazione cerosa, punta ai trinciati x biogas ) miri alla sanità. Quello che scombina quest’anno “anomalo” ma per certi versi significativo, è che chi puntando su quantità,qualità e sanità, ha speso molto in lavorazioni ,concimazioni, costi fissi di irrigazione,trattamenti,protezioni del seme etc e magari gli è pure capitato di trovarsi con mais inadatto e per fortuna glielo han ritirato i digestori, altrimenti la perdita sarebbe stata totale. Viceversa altri che con le stesse varietà negli stessi siti, han puntando sul minimo imput con nessun trattamento, nessuna protezione han ottenuto una produzione magari leggermente inferiore ma sana e adatta. Per cui vien da chiedersi cosa e dove si è sbagliato? Vien anche da pensare che a forza di spingere, qualcosa non stia più funzionando , non solo negli equilibri del mercato,ma anche in quelli tra terreno clima e pianta.

  81. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Anche se vai nel fosso in automobile potrebbe essere un problema oppure una bella frana che ti investe, posso continuare sui pericoli? Eppure si va in automobile ugualmente e si costruiscono case a strapiombo su un dirupo non roccioso.

  82. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Simone un agricoltore professionale, salvo casi non dipendenti dalla sua volontà, deve essere capace di valutare se una innovazione è applicabile e apportatrice di vantaggi, l’agricoltore che non lo sa fare è meglio che cambi mestiere.

    Tu non credi che chi propone una innovazione, frutto di studi e investimenti non abbia fatto una ricerca di mercato prima di crearla e proporla?

  83. SimoneNo Gravatar scrive:

    Guidorzi nel commento 79

    Non ho fatto altro che riportare quello che ho visto nei cantieri di trebbiatura e sento dalle discussioni ,nei centri di raccolta ,tra maiscoltori,terzisti ,stoccatori e agronomi venditori di semi. Piu che le varietà sembra quello che accomuna i mais inadatti,quest’anno siano le condizioni di umidità del suolo e dell’aria al momento della fioritura,in condizioni di alti investimenti,e vigoria lussureggiante della coltivazione.

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