La soia biologica: nuova frode

14 Giu 2012
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Articolo aggiornato dopo la pubblicazione iniziale
Da sito di Repubblica apprendiamo del nuovo sequestro di 1700 tonnellate di soia fintamente biologica. E non è finita.

Leggi l’articolo sulla soia fintamente biologica

Il Colonnello Biagi dice quello che pensano tutti: nessun rischio per la salute da soia OGM. Chissà se avranno il coraggio di denunciarlo per “omesso allarmismo”. Leggi articolo sulla indagine della falsa soia biologica

3 commenti al post: “La soia biologica: nuova frode”

  1. Alberto GuidorziNo Gravatar scrive:

    Ma pensa che ho appena definito quella di Verona sola la punta di un iceberg!

  2. FrancescopdNo Gravatar scrive:

    @Alberto
    Ma per gli ambientalisti, per gli amanti del Bio etc,… come si usa dire, “se continuuano ad urlare al mondo, inculateci,..prima o poi quello che li accontenta lo trovano”.
    Inotre essere idioti deve essere un lusso, ed è bene che paghino caro, a cominciare dal supermercato bio!

  3. franco nulliNo Gravatar scrive:

    Bio é bello!

    Partendo da questo assioma si costruisce un mondo fittizio che può far cambiare surrettiziamente i bilanci di alcune piccole Aziende Agricole.
    Non contesto la sostanza della tecnica colturale.
    Come esaustivamente descrive Antonio Pascale nel suo ultimo lavoro letterario (PANE E PACE) , l’orto di suo Nonno é il corrispondente dell’orto di casa mia.
    Ho colto ieri l’ultimo cespo d’insalata e un po’ di basilico e 6 zucchine…
    Mi oppongo con forza all’ideologia del “Bio”, “Km 0″ e simili demagogiche semplificazioni del lavoro in campagna professionale, quello delle migliaia di Imprenditori Agricoli che con la terra hanno un rapporto di “rispetto e fiducia” e dalla quale ottengono il sostentamento delle loro famiglie . E anche un rapporto di Amore, lasciatemelo dire.
    Invito il Presidente di Coldiretti, Il sig. Mario Capanna e tutti i loro mentori a passare una settimana in una normale Azienda Agricola a conoscere i problemi, a capire come funziona, a calcare i piedi nella terra e vedere se i loro dogmi sono realmente applicabili. Lo hanno mai fatto?
    Non é un invito vacuo. Li aspetto a casa mia. Vitto e alloggio compresi!
    Roberto Defez conosce il mio indirizzo personale e sono tutti invitati.
    Sappiano che a casa mia si produce rigorosamente “non Bio”. Lo scrivo anche nelle etichette del riso che regalo ai miei amici.
    Sappiano che “non Bio” non significa veleno. Semplicemente significa che i nipoti del nonno di Antonio Pascale hanno dei mezzi per difendersi dalle avversità che facevano patire la fame a suo Nonno (sempre Lui…).
    Sappiano che molti dei presidi tecnologici che utilizziamo (i famigerati “Pesticidi” di anglosassone etimologia…) hanno una tossicità specifica (DL10) inferiore all’Aspirina.
    Sappiano che con le attuali tecniche di produzione sfamiamo molta più gente dei nostri progenitori del secolo scorso.
    Sappiano che il cibo che trovano sugli scaffali del supermercato (di proprietà peraltro di qualche vituperata Multinazionale) é molto più sano di quello che comprava la loro Nonna a Km 0 per necessità.
    Sappiano soprattutto che i loro nonni non compravano al supermercato; chinavano la schiena al mattino prima dell’alba per non patire il caldo. Come facciamo molto spesso anche noi nel 2012.
    Spesso facevano la fame. E in tutte le famiglie con un po’ di memoria storica questo si sa molto bene…

    Franco

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